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giovedì 20 giugno 2013

189) IL CALCIO DEI MIEI CAPOLUOGHI È VINCENTE

QUEST’ANNO IL CALCIO DEI MIEI CAPOLUOGHI È STATO VINCENTE.


Il Cori Calcio, che ha sede nel mio comune, è arrivato terzo nel campionato laziale di Seconda Categoria ed in virtù di essere giunto nella finale di Coppa Lazio sarà ripescato nel prossimo campionato regionale di Prima Categoria.



Il Latina Calcio, in rappresentanza dell’omonima città mio capoluogo di provincia, ha ottenuto per la prima volta nella sua storia la promozione in Serie B e si è aggiudicata la Coppa Italia di Serie C.



Infine la SSLazio 1900, una delle squadre calcistiche rappresentanti di Roma, mio capoluogo di regione, nonché capitale dell’intera mia nazione, ha vinto la sua sesta Coppa Italia, nella storica finale contro la Roma, e sarà ammessa nelle competizioni calcistiche europee della prossima stagione.





Peccato solo che il Cori non ce l’abbia fatta ad aggiudicarsi la Coppa Lazio: se ciò fosse avvenuto tutto sarebbe stato perfetto, anche questo scritto. Il Cori da un paio d’anni si è rinnovato nei vertici: la nuova dirigenza ha progetti ambiziosi, i quali iniziano a dare i primi frutti.

Il Latina sette anni fa retrocesse dalla serie C2, fallì e sparì dalla scena calcistica. Ripartirono due squadre dalla Promozione e dall’Eccellenza, un paio d’anni dopo si fusero, continuarono a risalire la china tra successi sul campo e ripescaggi, sino al raggiungimento del suo massimo storico traguardo: la Serie B e la conquista della Coppa Italia C.

La Lazio ha salvato la sua stagione vincendo contro la Roma la Coppa Italia. Quel trofeo conta ben poco, il suo valore lo ha accresciuto, sia la vittoria contro gli storici rivali e sia la qualificazione nella prossima Europa League, poiché in campionato la compagine laziale non era riuscita a qualificarsi per nessuna coppa europea. La squadra ha fatto un girone d’andata strepitoso, arrivando a pochi punti dalla prima, ma nel ritorno è crollata proprio per colpa dell’avanzamento in Europa League: la rosa dei giocatori era assai ristretta e, tra stanchezza ed infortuni, è arrivata la capitolazione. Lo sconosciuto allenatore laziale Pektovic è stata la maggiore sorpresa positiva tra i tecnici in Serie A.

Una bella scaletta che parte quasi dai bassifondi del pallone dilettantistico per arrivare ai vertici del calcio nazionale italiano professionistico, per tre squadre che mi stanno a cuore e che seguo nei limiti del possibile. Un neo è che spesso chi vive nelle grandi città si sente superiore rispetto ai residenti dei piccoli paesi: si può notare negli sfottò tra le varie tifoserie. Già ne parlai tempo fa, i termini maggiormente usati per sbeffeggiare gli avversari sono: contadini, pecorari, zappaterra. Nel caso di una disputa tra Cori e Giulianello, saranno i coresi a sentirsi superiori; da Latina guardano con atteggiamento di superiorità tutti i “montanari”  dei Lepini; per i romani sono tutti burini, perfino gli abitanti di Latina, la quale non è piccola, ma in confronto a Roma è un villaggio. Se indaghi sul romano che sfotte, "derby burino Lazio – Latina”, scoprirai che egli ha qualche genitore o nonno calabrese, pugliese, siciliano, abruzzese, marchigiano. Quelli del nord si sentono superiori a tutti, napoletani e romani sono loro particolarmente antipatici, per essi sono tutti terroni, è tutta Africa. “Polentoni” si può rispondere loro. Le rivalità ed i sensi di prevalenza non sono mai mancati, per cui uno sarebbe tentato di non tenere per nessuna squadra di pallone, ad eccezione naturalmente per quella molto modesta del proprio paese d’origine; ma no, neanche per quella. Basterà continuare ad  essere tifosi senza farsi coinvolgere troppo.

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