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sabato 29 marzo 2025

533) LE AZIONI CONTRADDITORIE DELLA DIPLOMAZIA

I FLEBILI SPIRAGLI DI PACE NELLA GUERRA RUSSIA/UCRAINA SONO OSTACOLATI DALLE AZIONI IN CONTRADDIZIONE TRA LORO DEGLI USA E DELL’EUROPA: SE DA UN LATO GLI STATI UNITI PREMONO PER LA PACE (PER IL LORO TORNACONTO PERSONALE), DALL’ALTRO LATO L’EUROPA SI PREPARA AD UNA GUERRA TOTALE, TRA RIARMO, RICHIAMO ALLE ARMI DEI CITTADINI E DISTRIBUZIONE DEI COSIDDETTI “KIT DI SOPRAVVIVENZA”.


La nuova amministrazione americana guidata dal Presidente Trump è subito partita a mille in campo internazionale, le sue azioni stanno stravolgendo gli equilibri del globo e stanno causando tensioni con i tradizionali alleati europei, non soltanto per l’imposizione dei dazi sulle merci. Essa sta cercando insistentemente una soluzione nella guerra tra Russia e Ucraina, bacchettando pesantemente i due stati in guerra tra loro. Trump ritiene uno sperpero inutile i miliardi di dollari in spese militari pro – Ucraina della precedente amministrazione politica americana e, volendo essere gli Usa ripagati, egli cerca di sfruttare i preziosi e rari minerali ucraini, in cambio delle azioni diplomatiche con la Russia e degli aiuti per la futura ricostruzione. Questa è la linea base di questa presidenza americana: cercare di ottenere il maggior profitto possibile, a discapito di tutti, anche di noi. Ma è positivo che si cerchi la pace a tutti i costi; fino a questo momento nessuno delle due parti vuole cedere, ritenendo di essere dalla parte della ragione.

L’Ucraina, ora indebolita perché priva dell’aiuto americano, è stata aggredita e non vuole saperne di subire una mutilazione dei suoi vecchi territori, la Russia vuole proteggere e tutelare le minoranze russofone presenti in Ucraina, volendo ricongiungerle alla “Santa Madre Russia”. Sbagliarono al momento del crollo dell’Urss: avrebbero dovuto allora ridisegnare i confini delle vecchie repubbliche sovietiche, tenendo conto delle varie etnie, e dopo rendere gli stati ex Urss indipendenti. Una soluzione sarebbe quella di tenere un referendum, sotto la tutela dell’Onu, nei territori occupati dalla Russia e dopo inviare delle forze militari internazionali per un periodo di transizione, prima di essere annessi alla Russia o restare all’Ucraina. Questa soluzione non è gradita alla Russia: l’avvicinarsi dell’Ucraina al mondo occidentale, con un eventuale ingresso nella Nato, è stata una delle ragioni della guerra.

L’Europa fino a questo momento non crede ad una facile azione diplomatica che risolva tutto e continua a tutelare l’Ucraina da sola, senza più l’appoggio degli Usa, prendendo in considerazione un eventuale scontro diretto con la Russia. Questo scontro potrà esserci se le forze armate europee andranno in Ucraina (la nostra Italia saggiamente si è tirata fuori) come forza di pace dopo un armistizio; è meglio che i paesi neurali mandino le loro forze armate sul suolo ucraino. Il parlamento europeo ha votato per il riarmo perché non intravede all’orizzonte tempi sereni ed aurei. Si parla della distribuzione dei cosiddetti “kit di sopravvivenza”, cioè delle borse con all’interno l’essenziale per sopravvivere nei sotterranei ad attacchi missilistici e anche nucleari (non bastano le disastrose calamità naturali che avvengono nel mondo, in cui l'uomo non ha colpa, ora pure le guerre totali ci mancano). Sfogliando qualche pagina dei quotidiani c’è anche chi scrive di coloro che sarebbero interessati nell’eventuale richiamo alle armi, in una mobilitazione generale. Noi ci tiriamo fuori, poiché né l’Ucraina, né tantomeno la Russia sono le nostre cause.