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venerdì 9 giugno 2017

355) LATINA CALCIO FINE DI UN SOGNO



LA SOCIETÀ DEL LATINA CALCIO DOPO QUATTRO ANNI DI SERIE B È RETROCESSA, È FALLITA E RIPARTIRÀ DAI DILETTANTI.


Per quattro anni il nostro territorio ha avuto molta notorietà attraverso il Latina Calcio, il quale ha militato nel Campionato Nazionale di Serie B: la seconda serie nazionale dello sport più popolare. Ogni qualvolta che facevo la Strada Pontina da Roma, con un pizzico d’orgoglio, pensavo alle squadre avversarie del Latina, e anche ai loro tifosi, che la percorrevano, dopo essere atterrate a Fiumicino, sempre che non avessero fatto l’intero percorso in torpedone, andando alla scoperta di quell’angolo d’Italia, il nostro. I moltissimi appassionati di pallone di tutta Italia si tengono continuamente aggiornati sulle ultime novità delle serie calcistiche maggiori, che per quattro anni hanno riguardato anche il Latina. Dopo essersi informati sul calcio, gli stessi prendevano informazioni sulla città di Latina e sul territorio limitrofo: oggi è molto facile farlo con i moderni mezzi informatici. La suddetta società calcistica ebbe il maggior apice, quando sfiorò la promozione in Serie A, nel primo anno di Serie B, dopodiché ha vissuto stagioni mediocri, conquistando delle sudate salvezze e arrivando al penultimo posto quest’anno, tanto da retrocedere. Nel corso dell’ultima stagione c’è stato il cambio di proprietà: i nuovi acquirenti pensavano di fare un buon affare, tanto da lanciare dei proclami (Serie A, nuovo stadio), non immaginando di trovarsi ad avere a che fare col fallimento. Tante altre società di Serie B hanno dei debiti molto superiori a quelli che aveva il Latina Calcio, ma li dichiarano nei bilanci e riescono ad andare avanti, mentre i conti del Latina erano truccati e furono scoperti tramite l’inchiesta giudiziaria “Olimpia”. Nelle grandi società di Serie A, che hanno delle grandi multinazionali alle spalle, avvengono frequenti ricapitalizzazioni per coprire i disavanzi economici; altre invece fanno affari, comprando a poco presso giocatori sconosciuti, facendoli crescere di qualità e di valore economico, per poi rivenderli a fior di milioni: è il caso della SSLazio.


Gli ultimi proprietari della società calcistica pontina, dopo aver smantellato per questioni economiche una rosa competitiva nel mercato invernale, hanno bleffato per alcuni mesi, dichiarando a più riprese che, attraverso il fallimento pilotato, avrebbero continuato a gestire la compagine, risanandola: non è andata così e i tifosi che avevano abboccato, illudendosi, ci sono rimasti molto male. In effetti quei signori si sono fatti un po’ di conti: se la squadra fosse riuscita a mantenere la categoria, sarebbero entrati più soldi, tramite i diritti televisivi e gli sponsor, quest’ultimi sono sempre pronti a sborsare fior di quattrini per ottenere un’eccellente visibilità in un campionato d’alto livello. Nel campionato di Lega Pro (da poco tornato a chiamarsi Serie C) ci sono meno guadagni, per cui ci sarebbe voluto più tempo per risanare i debiti. La vecchia società ha chiuso i battenti dopo essere stata dichiarata fallita e se ne costituirà un’altra che ripartirà dai dal calcio dilettantistico. Per alcuni versi sarà anche un bene ripartire da zero, piuttosto che tenere attiva la vecchia società e portarsi dietro i vecchi problemi. Quella del Latina Calcio è sempre stata una piccola realtà che, tra frequenti fallimenti, ha sempre militato tra la Serie D e la C2; gli ultimi anni nel grande calcio sono stati un’eccezione. La stessa cosa succede spesso a molte altre società sportive che hanno dei momenti di gloria e poi sprofondano, spariscono, vengono rifondate, ripartendo dal basso. Questi cambiamenti totali e rapidi, talvolta colgono impreparate le città che non dispongono di adeguate infrastrutture per gli eventi sportivi di alto rango: è il caso di Latina, che non avrebbe avuto un impianto sportivo adeguato se la sua squadra fosse arrivata nella massima serie calcistica; solo recentemente il suo stadio è stato ampliato, quando ormai non serviva più. Tante volte le società sportive piccole, andando oltre i loro limiti e le loro possibilità, fanno gioire e sognare i loro tifosi, per poi cadere nel baratro, così da far piombare gli appassionati nello sconforto. Allora non sarebbe meglio rimanere nell’anonimato calcistico e non compiere quei passi da gigante per elevarsi di rango? Non saprei…..

domenica 20 novembre 2016

334) LATINA CALCIO FINE O RILANCIO?




LE INCHIESTE GIUDIZIARIE CHE CI SONO STATE A LATINA, PER DEI FAVORI ILLECITI ALLA SQUADRA DI CALCIO, RISCHIERANNO SERIAMENTE DI  FAR PERDERE IL GRANDE PATRIMONIO DELLA SERIE B ALLA CITTÀ, CON I SOGNI E LE SPERANZE DI MOLTI.







Nel corso della settimana si è parlato moltissimo nei giornali provinciali delle inchieste giudiziarie che hanno travolto Latina. Ora attendiamo fiduciosi il lavoro dei magistrati. Le indagini hanno stabilito anche che il Comune si sarebbe accollato gli oneri dei lavori allo stadio al momento della promozione in Serie B della squadra, i quali avrebbero dovuti essere a carico della società calcistica e inoltre ci sarebbero stati degli altri favori. Delle quote societarie della compagine calcistica sono state sequestrate dalla Guardia di Finanza. Il presidente Pasquale Maietta, azionista di maggioranza del Latina Calcio, parlamentare ed indagato per questa vicenda, si è dimesso dalla presidenza della società: è stato incalzato dalla piazza a fare un passo indietro. Rimane in sella il socio di minoranza della società Antonio Aprile, estraneo alle indagini: potrebbe essere l’elemento che consentirà al Latina di salvarsi e di non sparire. Già da tempo si parla di una cordata di imprenditori interessati a rilevare la società sportiva: speriamo che il loro interesse non demorda. Ora bisognerà vedere finiranno queste vicende: se esse verranno provate. Nel calcio di tutti i livelli sono diventati intransigenti: basta che si ritardano i pagamenti delle tasse o le mensilità ai calciatori e scattano i punti di penalizzazione. Guardando la pagina Wikipedia del Latina Calcio, precisamente la sua storia, si può notare che la società ha avuto in tutto tre fallimenti, l’ultimo nel 2006. Dopo un anno di inattività ripartì l’avventura calcistica latinense dalla promozione regionale: iniziò una scalata che portò alla storica promozione in Serie B nel 2013, attraverso tanti soci che si alternarono ai vertici societari; l’unico rimasto con continuità è stato Maietta.





Se quei reati verranno provati naturalmente li condannerò, ma innanzitutto guardo al bicchiere mezzo pieno. Il patrimonio della Serie B è da difendere a tutti i costi: è una grandissima pubblicità per l’intero nostro territorio avere una squadra di calcio nella seconda serie nazionale dello sport più popolare. Io particolarmente ho sempre avuto un debole per il Latina, sin da bambino, da adolescente, quando la squadra militava in Serie C2 e in Serie D: tutti i lunedì sfogliavo le pagine interne dei giornali sportivi e non (ancora oggi lo faccio), per vedere cosa aveva fatto, gioendo per una vittoria e dispiacendomi per una sconfitta. In questi anni di Serie B ho provato un pizzico d’orgoglio in più nell’avere una compagine del nostro comprensorio in quella categoria, la quale dà più soddisfazione delle squadre di Serie A che si tifano (era così anche per il Cori quando militava in promozione). Soffrire ed esultare di settimana in settimana, sino alla sfiorata Serie A e sino alle sudate salvezze, fa passare in secondo piano per qualche tempo i problemi delle nostra vite quotidiane e quelli della nostra società in generale.

lunedì 23 maggio 2016

313) SALVEZZE SUDATE PER IL LATINA CALCIO E PER IL CORI CALCIO

QUANTE FATICHE PER LE SALVEZZE DEL LATINA CALCIO (CAMPIONATO NAZIONALE DI SERIE B) E DEL CORI CALCIO (CAMPIONATO REGIONALE DI PROMOZIONE).

In questa stagione calcistica 2015 – 16 ho seguito con trepidazione le vicende sportive che riguardano le squadre rappresentanti del nostro comune, della nostra provincia e della nostra regione (Cori, Latina, Lazio), ovvero la nostra filiera amministrativa. Ho anche assistito dal vivo a qualche incontro calcistico a Cori, a Latina, a Roma. SSLazio 1900, Latina Calcio e Cori Calcio sono riuscite tutte a mantenere le loro categorie (Serie A, Serie B, Promozione laziale). Un discorso a parte, rispetto al Latina e al Cori, va fatto per la Lazio: infatti le ambizioni della società erano ben altre che il mantenimento della propria categoria ed ha concluso all’8° posto, perdendo cinque posizioni rispetto all’annata precedente. Invece il mantenimento delle loro categorie per Cori e Latina, è stato come vincere i loro campionati, anche perché ad un certo punto delle loro stagioni sembravano essere entrambe spacciate. 



Il Latina Calcio, secondo me, avrebbe potuto salvarsi con più facilità se non avesse effettuato un infinito valzer di allenatori. Iuliano, l’artefice della miracolosa salvezza dello scorso anno, è stato allontanato troppo presto e quando la situazione di classifica non era disperata. La polemiche per lo stadio (hanno bloccato i lavori di ampliamento a causa del piano regolatore che lo destinava ad altri scopi) e per la scelta di Leonardi come direttore sportivo hanno influito negativamente. Ma non si può pretendere tanto dal Latina Calcio: la Serie B è tantissimo, è un bel patrimonio per il decollo della nostra provincia; bastano quei pochi milioni di euro dei diritti televisivi, più qaalche altro che arriva dagli sponsor, per allestire una squadra capace di mantenere la categoria, augurandosi che sia la di sopra delle aspettative e sperare in qualche miracolo. Poi se ci si mettessero pure le istituzioni e la politica per far sì che le infrastrutture e i servizi vengano potenziati tutto filerebbe ancor più liscio.

Il Cori Calcio, nel suo piccolo, sembrava essere ancor più spacciato del Latina Calcio, anche perché era inserito in un girone con molte squadre di Roma città, che tradizionalmente godono di privilegi. Il campionato regionale di Promozione (la Serie B della Regione Lazio) è un ottima vetrina pubblicitaria per il paese di Cori. Attraverso il calcio, i molti appassionati del pallone dilettantistico hanno curiosità di conoscere la storia, le tradizioni, la cultura, i prodotti, dei molti paesi laziali, spesso uscendo da Roma, che credono essere l’unica attrattiva, il centro dell’universo (a tal proposito invito a cliccare sopra il seguente indirizzo: http://www.sportpeople.net/storia-e-calcio-due-mondi-vicini-cori-vjs-velletri-promozione-laziale/). In questa stagione per il Cori c’è stata una sostanziale differenza tra andata e ritorno: un’andata disastrosa e un ritorno favoloso. La svolta l’ha data sicuramente il cambio di allenatore, l’esplosione in attacco di Tornesi, il perfezionamento dell’assetto difensivo con l’arrivo del portiere Tarricone, che ha fatto guadagnare qualche punto in più. Quest’ennesima impresa del Cori è passata tra l’indifferenza del paese e l’abbandono degli ultrà storici: alcune volte i tifosi avversari allo Stadio di Stozza erano più numerosi dei locali. Ragion per cui eventuali imprenditori o società cooperative, che a Cori non mancano, si sentiranno poco motivati ad investire nella locale squadra calcistica se le sue vicende interessano a pochissimi.


Ma bisogna considerare una cosa: sia il Cori Calcio, sia il Latina Calcio non erano mai arrivati così in alto nelle loro rispettive categorie prima dell'avvento delle attuali dirigenze. Lo stesso discorso vale per la SSLazio: i trionfi degli anni d'oro hanno comportato milioni e milioni di debiti che si stanno saldando ancora oggi e nonostante ciò negli ultimi anni qualche stagione ai vertici la squadra l'ha vissuta, vincendo anche qualche Coppa Italia. I tifosi spesso mostrano ingratitudine e memoria corta, poiché vogliono vincere a tutti i costi. La Serie A, anche se investi milioni, non te la faranno vincere mai, perché lo strapotere delle squadre del nord è immenso ed anche la  sudditanza dei vertici del Federcalcio e delle istituzioni nei loro confronti. 

domenica 17 maggio 2015

270) LATINA E FROSINONE


LATINA E FROSINONE, I DUE CAPOLUOGHI DI PROVINCIA DEL BASSO LAZIO RIVALI NEL CALCIO E COSI' DIVERSI. DAL PUNTO DI VISTA DELLO SVILUPPO E DELLA QUALITA' DELLA VITA E' MEGLIO LATINA, MA FROSINONE, SEPPUR PIU' PICCOLO, E' MEGLIO ORGANIZZATO ED HA BUONISSIME VIE DI COMUNICAZIONE.




C'è grande festa in queste ore in Ciociaria per la storica promozione del Frosinone Calcio in Serie A. Così la Regione Lazio per la prima volta in assoluto avrà tre rappresentanti nella massima categoria calcistica nazionale. L'anno scorso questa storica impresa era stata sfiorata dalla compagine calcistica del Latina, ma la città sarebbe stata impreparata a questa eventualità, per cui qualche maligno sostiene che i giocatori latinensi abbiano perso di proposito lo spareggio decisivo contro il Cesena (ma non tutti ci credono, anche perché la scorsa estate la società pontina aveva dichiarato che l'obbiettivo di questa stagione sarebbe stato la promozione). Invece Frosinone non è assolutamente spiazzato dall'inaspettata promozione in massima serie: vuoi perché la squadra ha maggiore esperienza nel calcio professionistico, vuoi perché a differenza del Latina ha molti giocatori di proprietà e vuoi perché già da tempo si erano organizzati nell'allargamento del vecchio stadio e nella costruzione di uno nuovo di zecca.



Al di la della rivalità e degli sfottò tra tifosi del Latina e del Frosinone (gli insulti più comuni sono: pecorari i ciociari, paludari e bufalari i pontini) facendo un confronto tra le due città bisogna ammettere che Latina è molto più grande e più sviluppata, ma Frosinone, nonostante abbia meno della metà degli abitanti di Latina (125.000 contro 48.000), dispone di preziosissime ed importanti vie di comunicazione: prima tra tutte l'Autostrada del Sole (spina dorsale della penisola italiana, principale asse di collegamento viario nord/sud) e naturalmente di un'importante ferrovia. Latina invece ha una malandata superstrada come "veloce" collegamento stradale e la stazione ferroviaria è molto lontana dal centro della città. Anche il litorale non è in pieno centro cittadino. Quindi alla seconda città del Lazio, per popolazione ed estensione, manca di quelle necessarie vie di comunicazioni e di quei sevizi come un piccolo porto, un piccolo aeroporto civile, una metropolitana leggera, che la farebbero uscire dall'isolamento perenne.

Certo la città pontina, a differenza di Frosinone, non ha storia e quindi mai avrebbe una vocazione turistica, escludendo naturalmente quella balneare, ma i piccoli centri montani della propria provincia potrebbero anch'essi uscire dall'isolamento e potrebbero acquisire notorietà attraverso un capoluogo ben collegato col mondo esterno e naturalmente con la sua squadra di calcio nelle massime categorie professionistiche. Bisogna ammettere che Frosinone ha avuto dei buoni agganci politici per il passaggio dell'Autosole in un periodo di espansione economica ed edilizia; mentre oggi si discute, si discute e non si realizza nulla: è il caso dell'ammodernamento della Pontina e del suo collegamento con l'Autostrada del Sole, i cui progetti sono tornati in discussione, quando sembravano stessero partendo. Frosinone e Latina sono dei patrimoni per il nostro territorio nelle massime categorie dello sport più popolare, però bisogna riconoscere che il capoluogo ciociaro è meglio preparato, è meglio organizzato per la Serie A ed è più facilmente raggiungibile dal resto d'Italia. Mi auguro che Latina mantenga la Serie B e che un domani raggiunga quel traguardo, disponendo di quei servizi e di quelle infrastrutture necessarie.

domenica 30 novembre 2014

248) STOZA, FRANCIONI E OLIMPICO

STADIO STOZA (CORI), STADIO D. FRANCIONI (LATINA) E STADIO OLIMPICO (ROMA): I TRE IMPIANTI DOVE GIOCANO IL CORI CALCIO, IL LATINA CALCIO E LA S.S. LAZIO 1900. IL CONFRONTO, I VANTAGGI, GLI SVANTAGGI, LE DIFFERENZE PER IL PUBBLICO CHE SEGUE LE TRE SQUADRE: NEL PAESE, NELLA CITTÀ E NELLA METROPOLI.

Qualche volta, non molto spesso, vedo le partite calcistiche del Cori al campo sportivo di Stoza, del Latina al piccolo Stadio Domenico Francioni e della Società Sportiva Lazio 1900 nell’impianto mondiale Olimpico di Roma, già teatro delle olimpiadi nel 1960 e dei mondiali di calcio nel 1990. Cori è il comune di appartenenza, Latina è la provincia di appartenenza e Roma il capoluogo della regione, nonché la capitale di tutta la nazione italiana: la filiera comune – provincia – regione (e nazione), attraverso il calcio, tiene alta la bandiera del nostro territorio nei vari campionati calcistici, professionistici e dilettantistici. C’è una bella differenza nel recarsi ad assistere gli incontri in casa rispettivamente del Cori, del Latina e della Lazio.

Per vedere il Cori bastano un paio di minuti di automobile per giungere da Cori Monte allo Stoza, percorrendo “la tangenziale” Via Ospedale, veloce collegamento Monte – Valle. Il costo di entrata è unico, né troppo alto e né troppo basso per degli incontri di quel livello, e uno, visto che gli spalti dell’impianto sono spropositati per un paese come il nostro, può piazzarsi dove vuole: curva, tribuna più lunga, tribuna più corta; ovviamente condiziona molto il fattore temperatura: quando è troppo caldo tutti si mettono nella parte dove non batte il sole, quando è troppo freddo accade l’opposto, ci sono anche dei periodi in cui all’ombra è troppo umido e al sole si suda. La grande mole degli spalti fanno si che il calore del pubblico, sparpagliato ovunque, verso la squadra non sia uniforme e compatto. Vorrei anche soffermarmi su tutto il complesso sportivo di Stoza, che comprende, oltre al campo di calcio, il palazzetto dello sport, le defunte piscine e il casale, dove da poco è rinato l’agriturismo e l’albergo. Oggi quasi tutte le strutture sono tornate in attività, dopo che per alcuni anni tutto era in stato d’abbandono. All’inizio degli anni ‘2000 il comune intendeva vendere ai privati gli impianti sportivi comunali per far cassa (la vendita fallì per mancanza di acquirenti); quelli che oggi governano Cori ed allora erano all’opposizione si opposero, dicendo che una volta privatizzate le strutture e ristrutturate, nessun cittadino ci sarebbe potuto entrare, se non pagando fior di quattrini. Perché oggi, con la gestione delle varie associazioni che hanno il complesso in affidamento, si entra gratis per gli eventi sportivi ed extrasportivi? Addirittura da poco hanno interdetto la libera circolazione nella pista di atletica leggera. Fra un po’ faranno pagare anche il parcheggio. Nel palazzetto si organizzano pure degli eventi che nulla hanno a che fare con lo sport. È normale che si cerchino di appianare le spese per la gestione, però che cosa sarebbe cambiato per le tasche dei cittadini con la proprietà privata?



Non sembra vero di avere la squadra calcistica del Latina in Serie B, il secondo livello professionistico del calcio italiano, e con solo mezzora di auto si può assistere al grande calcio. I biglietti per gli incontri del Latina li vendono pure a Cori ed è una fortuna: l’anno scorso negli incontri di cartello, come Latina – Palermo, a Latina si faceva la fila per i biglietti, mentre a Cori con un attimo li facevi. Parcheggiare, al contrario di quanto si dica, non rappresenta un problema: nei pressi della Torre di Latina, ci sono degli ampi parcheggi gratuiti e con circa cinque minuti di cammino a piedi si arriva allo stadio. Poi se si vuol camminare di meno basta andare nei posti auto a pagamento nel nucleo originario della giovane città. Prima di partire per recarsi all’incontro di calcio non c’è nessuna fretta si può fare quello che si fa gli altri giorni e ai soliti orari: ad esempio non c’è bisogno di anticipare il pranzo. Durante le partite la circolazione dei veicoli nelle strade adiacenti allo stadio è interdetta: chi abita nei pressi subisce dei disagi, mentre gli spettatori possono camminare spensierati. Il Latina Calcio non era mai arrivato a questi alti livelli prima di due anni fa, di logica lo stadio è quello che è: l’anno scorso andava stretto perché la squadra era nelle prime posizioni, quest’anno gli spettatori sono fuggiti perché si rischia la retrocessione. Nelle tribune il sole picchia nei giorni sereni e quando piove ci si bagna, se si vuole evitare ciò basta pagare di più ed andare nella tribuna coperta; si notano sempre le stesse facce, soprattutto dei più facinorosi che sono appoggiati alle recinzioni. Le piccole dimensioni dell’impianto per la Serie B producono un effetto di compattezza e di grande calore dei tifosi verso i propri beniamini. Al termine degli incontri nel deflusso ci sono dei mini ingorghi dei mezzi a motore che vengono smaltiti in breve tempo. Un’altra compagine del basso Lazio che è presente in Serie B è il Frosinone, però a noi importa poco: nonostante quella cittadina per dialetto e per cultura assomiglia molto ai paesi dei Monti Lepini, essendo molto distante non ci abbiamo mai avuto a che fare.




Negli anni ’90 andavo spesso allo Stadio Olimpico di Roma per assistere agli incontri della S.S. Lazio: con il treno e i mezzi pubblici di Roma, oppure con degli amici in macchina. Per alcuni anni è esistito anche il Lazio Club Cori: i suoi aderenti, due per volta, avevano diritto di andare gratuitamente allo stadio per appendere lo striscione del club. Allora tutto era più facile: non c’era la tessera del tifoso, nemmeno i tornelli, i biglietti e gli abbonamenti per lo stadio non erano personalizzati, volendo si potevano pure cedere a terzi e c’era il fenomeno del bagarinaggio. Col diffondersi del calcio televisivo a pagamento è calato il desiderio di recarsi allo stadio per assistere dal vivo alle partite. A me improvvisamente è tornata la voglia di tornare all’Olimpico da quando vedo le partite del Latina. Ricordo che quando mi portavano allo stadio con la macchina mi dicevano di ricordarmi l’uscita autostradale Roma Est, quando un giorno presa la patente sarei venuto allo stadio con la mia auto. Negli incontri serali è più comoda l’automobile rispetto ai mezzi pubblici. Bisogna partire da casa oltre due ore prima dell’inizio della sfida (con la speranza di non trovare troppo traffico), di conseguenza bisogna stravolgere tutti gli impegni abituali. I biglietti per le partite dell’Olimpico di Roma li fanno pure a Latina. La mezzora sufficiente per arrivare allo stadio di Latina in questo caso basta a malapena per arrivare al casello autostradale di Valmontone. Una volta arrivati alla citata uscita occorre imboccare la tangenziale est che arriva direttamente all’ex Foro Mussolini, oggi Foro Italico. Nei pressi dello stadio si parcheggia dove capita: in seconda, terza fila, sopra i marciapiedi, i parcheggiatori improvvisati indicano il posto in cambio di qualche spiccio. Al parcheggio del Palazzo della Farnesina non fanno parcheggiare. Chissà che esasperazione per i residenti delle eleganti palazzine della zona ad ogni partita, in cui rischiano di ritrovarsi sbarrati anche i passi carrabili. Per arrivare all’interno dell’impianto occorre camminare molto dal parcheggio, anche mezzora. Gli addetti alla sicurezza a Roma, a differenza di Latina, non chiedono i documenti per verificare l’intestatario del biglietto. Non occorre che dica nulla sui tifosi, si sa già tutto su questi “professionisti”. All’Olimpico di Roma non c’è nessuna preoccupazione per quanto concerne il sole e la pioggia; una pecca è rappresentata dalla grande distanza tra campo e spalti: se uno capita nelle file più alte vede ben poco; non a caso le maggiori squadre di Serie A stanno facendo di tutto per costruirsi dei nuovi impianti di proprietà privi di piste per l’atletica e con le tribune attaccate al campo. Al deflusso l’unico problema è rappresentato dall’enorme quantità di persone che ti travolgono perché vanno nella parte opposta alla tua e ci sono pochi varchi tra le recinzioni, ma non c’è più nessuna preoccupazione per gli ingorghi automobilistici, ormai si può fare tutto con calma.

domenica 22 giugno 2014

232) LA GRANDE STAGIONE DEL LATINA CALCIO

LA SQUADRA CALCISTICA DI LATINA HA CONCLUSO CON UN OTTIMO TERZO POSTO LA SUA PRIMA AVVENTURA IN SERIE B ED HA SFIORATO LA SERIE A.


Chi mai si sarebbe aspettato che il Latina Calcio al debutto assoluto nella serie cadetta sfiorasse l’accesso alla Serie A? Eppure è andata proprio così: quella rosa di giocatori creata la scorsa estate per ambire ad una tranquilla salvezza ha fatto sognare un’intera città e non solo, tanto da far passare in secondo piano i mondiali di calcio. La delusione dei tifosi per una promozione alla massima serie sfumata nel secondo tempo dello spareggio col Cesena deve essere smaltita considerando il grandioso risultato raggiunto per una debuttante, che sino a pochi anni fa giocava nelle categorie dilettantistiche regionali. Alcune voci maliziose sostengono che la squadra non sia voluta andare di proposito in Serie A per problemi legati agli eccessivi costi e alla mancanza di strutture adeguate, come stadio e posti auto: sono delle voci prive di fondamento perché quei problemi sono superabili, inoltre se così fosse stato la società non avrebbe fatto arrivare i propri giocatori così in alto. Molti atelti erano in prestito e oggi sono in procinto di partire: ora ci si chiede se il Latina anche il prossimo anno costruirà una squadra che lotterà per i vertici, oppure no?  La tendenza è quella di mantenere la squadra a questi livelli, altrimenti il Comune di Latina non parlerebbe della concreta possibilità di ampliare lo Stadio Francioni, come sembrerebbe intenzionato a fare. Parecchi tifosi delle squadre avversarie di Serie B prendono in giro il Latina per il suo modesto stadio; se una società calcistica non era mai arrivata almeno nella seconda serie nazionale del calcio italiano è normale che non abbia uno stadio adeguato, ma non è la sola in Serie B. Per il momento sembra accantonata l’idea di costruire un nuovo stadio in periferia, in una zona più comoda.


I tifosi storici del Latina se la prendono con i nuovi tifosi occasionali che non intonano i cori, trasformando lo stadio in un salotto e sfollando immediatamente quando si perde seriamente. Non è solamente il fatto di essere dei tifosi sfegatati, sono anche i fattori novità e curiosità che attirano. La richiesta dei biglietti per assistere agli incontri calcistici a Latina è crescente da tutta la provincia, la gente non si lascia sfuggire l’occasione di vedere il grande calcio a pochi minuti da casa: quando mai ricapiterà? Roma non è lontanissima ma trattandosi di una metropoli ci vuole molto tempo nel circolare al suo interno, sia in automobile e sia con i mezzi pubblici, per raggiungere lo Stadio Olimpico; a Latina a noi basta una mezzora pel partire da casa ed essere dentro il suo campo di gioco.

Le antiche rivalità del Latina Calcio con le squadre delle cittadine limitrofe, come Cisterna, Terracina, Aprilia, hanno fatto in modo che non tutta la provincia abbia tifato compatta per essa e poi naturalmente c’era il tifo contro di Frosinone. A Cori noto con piacere che quasi tutti simpatizzano per i nerazzurri latinensi e molti vanno a vedere le partite dal vivo, acquistando i biglietti nel nostro stesso paese. Addirittura qualche anno fa il Latina giocava con le magliette in cui figurava la scritta “Cori città d’arte”. La prossima stagione nonostante non si incontreranno gli squadroni di Serie A che, a causa della “sbronza della prima volta”, avrebbero mandato in tilt la città, molte sfide interessanti attenderanno in Serie B i giocatori latinensi: oltre al derby col Frosinone, affronteranno  il Catania, il Bologna e la Pro Vercelli. Le ultime due compagini hanno vinto sette scudetti ciascuno.

INNO LATINA CALCIO DA YOUTUBE

giovedì 20 giugno 2013

189) IL CALCIO DEI MIEI CAPOLUOGHI È VINCENTE

QUEST’ANNO IL CALCIO DEI MIEI CAPOLUOGHI È STATO VINCENTE.


Il Cori Calcio, che ha sede nel mio comune, è arrivato terzo nel campionato laziale di Seconda Categoria ed in virtù di essere giunto nella finale di Coppa Lazio sarà ripescato nel prossimo campionato regionale di Prima Categoria.



Il Latina Calcio, in rappresentanza dell’omonima città mio capoluogo di provincia, ha ottenuto per la prima volta nella sua storia la promozione in Serie B e si è aggiudicata la Coppa Italia di Serie C.



Infine la SSLazio 1900, una delle squadre calcistiche rappresentanti di Roma, mio capoluogo di regione, nonché capitale dell’intera mia nazione, ha vinto la sua sesta Coppa Italia, nella storica finale contro la Roma, e sarà ammessa nelle competizioni calcistiche europee della prossima stagione.





Peccato solo che il Cori non ce l’abbia fatta ad aggiudicarsi la Coppa Lazio: se ciò fosse avvenuto tutto sarebbe stato perfetto, anche questo scritto. Il Cori da un paio d’anni si è rinnovato nei vertici: la nuova dirigenza ha progetti ambiziosi, i quali iniziano a dare i primi frutti.

Il Latina sette anni fa retrocesse dalla serie C2, fallì e sparì dalla scena calcistica. Ripartirono due squadre dalla Promozione e dall’Eccellenza, un paio d’anni dopo si fusero, continuarono a risalire la china tra successi sul campo e ripescaggi, sino al raggiungimento del suo massimo storico traguardo: la Serie B e la conquista della Coppa Italia C.

La Lazio ha salvato la sua stagione vincendo contro la Roma la Coppa Italia. Quel trofeo conta ben poco, il suo valore lo ha accresciuto, sia la vittoria contro gli storici rivali e sia la qualificazione nella prossima Europa League, poiché in campionato la compagine laziale non era riuscita a qualificarsi per nessuna coppa europea. La squadra ha fatto un girone d’andata strepitoso, arrivando a pochi punti dalla prima, ma nel ritorno è crollata proprio per colpa dell’avanzamento in Europa League: la rosa dei giocatori era assai ristretta e, tra stanchezza ed infortuni, è arrivata la capitolazione. Lo sconosciuto allenatore laziale Pektovic è stata la maggiore sorpresa positiva tra i tecnici in Serie A.

Una bella scaletta che parte quasi dai bassifondi del pallone dilettantistico per arrivare ai vertici del calcio nazionale italiano professionistico, per tre squadre che mi stanno a cuore e che seguo nei limiti del possibile. Un neo è che spesso chi vive nelle grandi città si sente superiore rispetto ai residenti dei piccoli paesi: si può notare negli sfottò tra le varie tifoserie. Già ne parlai tempo fa, i termini maggiormente usati per sbeffeggiare gli avversari sono: contadini, pecorari, zappaterra. Nel caso di una disputa tra Cori e Giulianello, saranno i coresi a sentirsi superiori; da Latina guardano con atteggiamento di superiorità tutti i “montanari”  dei Lepini; per i romani sono tutti burini, perfino gli abitanti di Latina, la quale non è piccola, ma in confronto a Roma è un villaggio. Se indaghi sul romano che sfotte, "derby burino Lazio – Latina”, scoprirai che egli ha qualche genitore o nonno calabrese, pugliese, siciliano, abruzzese, marchigiano. Quelli del nord si sentono superiori a tutti, napoletani e romani sono loro particolarmente antipatici, per essi sono tutti terroni, è tutta Africa. “Polentoni” si può rispondere loro. Le rivalità ed i sensi di prevalenza non sono mai mancati, per cui uno sarebbe tentato di non tenere per nessuna squadra di pallone, ad eccezione naturalmente per quella molto modesta del proprio paese d’origine; ma no, neanche per quella. Basterà continuare ad  essere tifosi senza farsi coinvolgere troppo.