CATANIA, CITTÀ RICCA DI MONUMENTI ANTICHI, È MOLTO AFFOLLATA E CAOTICA PER IL VULCANO DELL’ETNA NELLE VICINANZE, PRESO D’ASSALTO DAGLI ESCURSIONITI DI TUTTO IL MONDO, MA C’ È DEGRADO. TAORMINA HA IL SUO FASCINO COL SUO ANTICO TEATRO GRECO. REGGIO CALABRIA È UNA CITTÀ PULITA E ORDINATA, RICOSTRUITA CON CURA IN STILE ANTICO, FAMOSA PRINCIPALMENTE PER I BRONZI DI RIACE.
Sicilia e Calabria sono divise da un sottile strato di mare percorribile anche a nuoto dai nuotatori provetti. È più complicato attraversare quello stretto per i mezzi di trasporto (auto, autocarri, treni) con i traghetti, per i lunghi tempi di attesa per gli imbarchi e per gli sbarchi. Basterebbe fare un “ponticello” per facilitare tutto, ma per la burocrazia, per le polemiche e per le strumentalizzazioni politiche, per questioni finanziarie, per altro, sono decenni che l’opera viene posticipata a data da destinarsi. Nelle altre parti del mondo costruiscono ponti di chilometri e chilometri senza che nessuno se ne accorga, da noi quante polemiche per un piccolo viadotto. Sembra che la gente, o per necessità o per semplice svago, non si faccia scoraggiare dal caos imperante nello Stretto di Messina e si accoda per attraversarlo. Uno dei maggiori richiami per i visitatori è il vulcano dell’Etna, forse il maggiore d’Europa ancora attivo, preso d’assalto principalmente dagli escursionisti esperti di tutto il mondo: fino a 2000 m. ci si arriva tranquillamente con i mezzi di trasporto, dopodiché bisogna incamminarsi all’insù fino a 3.000 m. o proseguire con le costosissime funivie fino ad un limite massimo invalicabile. Nei paesi limitrofi al vulcano e a Catania non è raro trovare nelle strade e sui tetti cenere vulcanica che nelle ultime settimane è fuoriuscita, causando non pochi problemi alla circolazione aerea. Catania, ricca di monumenti romani e religiosi e dotata di una piccola linea metropolitana, è affollatissima: ben curata nelle sue attrazioni principali e molto degradata nel resto.
C’è Taormina che è famosissima nel mondo per il suo antichissimo teatro greco che ancora oggi viene usato; le stradine di quel paese non hanno nulla da invidiare ai piccoli centri rinomati della Val d’Aosta, del Trentino e dell’Umbria. Al di là del mare c’è la città di Reggio Calabria, molto attiva e vitale solo per le persone del posto: infatti si notano pochi visitatori. Le maggiori attrattive della città sono le famose statue dei “bronzi di Riace” (datate V, VI sec. A.C.), conservate nel grande museo archeologico, dove c’è una lunga coda per entrare.
La città, benché conservi
poche vestigia antiche, è pulita e ordinata: è stata ricostruita in pianta
quadrata ed in vecchio stile dopo il terribile terremoto del 1908, ha uno dei
lungomari più belli d’Italia (chiamato Falcomatà, già sindaco reggino), dove
spicca il Piazzale Italia con l’anfiteatro intitolato al Sen. Ciccio Franco (quello
della famosa rivolta del 1970 “Boia chi molla”, quando Reggio non fu scelto
come capoluogo della Calabria) e la statua di Athena. Da segnalare anche la produzione
del bergamotto, un frutto da cui si ricavano i profumi. Le sensazioni e le
opinioni dopo dei brevi primi approcci sono senza dubbio in gran parte positive
e sono solitamente migliori di quelle più approfondite dopo dei lunghi contatti
con una specifica zona, poiché solitamente emergono senza dubbio descrizioni
più approfondite ma con più negatività.

