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sabato 8 luglio 2023

514) LA SALVAGUARDIA DELL’ETEROSESSUALITÀ

RISPETTO E NESSUNA DISCRIMINAZIONE PER GLI OMOSESSUALI, MA NO ALL’ECCESSIVA OSTENTAZIONE, TENDENTE AD AFFIEVOLIRE LE FILE DELL’ETEROSESSUALITÀ, IN UN PAESE GIÀ SEGNATO PESANTEMENTE DA UNA GRAVE CRISI DEMOGRAFICA (MOLTI VECCHI, POCHISSIME NASCITE).



Chi ha acquisito tendenze omosessuali fin da subito, nella fase della crescita, non va discriminato e va rispettato: su questo punto non ci piove. Nei tempi antichi, dai Greci ai Romani, era normalissimo per un individuo nel corso della vita cambiare il proprio orientamento sessuale, perfino andare con i bambini non era considerato scandalo e/o reato. (Non voglio essere frainteso: naturalmente condanno la pedofilia passata ed odierna.) In tempi più recenti l’omosessualità era considerata, oltre che un illecito, una malattia, per cui chi aveva quelle tendenze difficilmente usciva allo scoperto; ancor oggi è così al difuori del mondo occidentale. Nei paesi anglofoni per quel tipo di persona si usava, in senso ironico, il termine gay (gaio, allegro) che poi è entrato nel linguaggio comune ovunque. Nel nostro tempo, nel mondo più avanzato, in cui sono andati perduti tutti i sani principi ed i valori, tutto è stravolto: sembra quasi che sia cosa anomala essere “normali” individui eterosessuali e formare delle classiche famiglie di uomo, donna e bambini. 


Con tutta questa propaganda che c’è in giro sempre più ragazzi/e, nell’età dello sviluppo e dei cambiamenti ormonali, si lasciano prendere la mano, acquisendo tendenze attrattive per i membri dello stesso sesso. Uno dei messaggi è questo: uno può scegliere se essere omo o etero, in più oggi può sentirsi uomo, domani se vuole può diventare donna, poi può perfino ripensarci e tornare uomo. Rispetto sì, ma fino a quei livelli non va bene. Se non ci fosse tutta questa pubblicità pro – omosessualità, pro trans-genere, coloro che acquisirebbero quegli orientamenti, che nessuno condannerebbe, sarebbero molti di meno. Inoltre che senso ha scendere in piazza, spesso ostentando orge pubbliche, per sbandierare una tendenza sessuale a senso unico? L’altra sponda è mai scesa in piazza? Diversi mesi fa, all’ultimo Festival di Sanremo, c’era quello che ha “simulato” con un maschio davanti a tutta Italia e nessuno ha osato dire niente, è stato tutto normale; apriti cielo se lo stesso gesto fosse stato effettuato da un maschio e una femmina: si sarebbe gridato all’oltraggio al pubblico decoro e al pubblico pudore. In questi nuovi scenari e contesti, i politici che non benedicono alcune manifestazioni vengono scherniti dalla stampa, mentre quelli che offrono sostegno vengono trattati da eroi. Dovrebbe essere il contrario. 


Le unioni civili già sono presenti, sulle adozioni, sull’affitto dell’utero, ci sarebbe molto da dire. Se l’omosessualità aumentasse a dismisura tra gli individui saremmo condannati all’estinzione. Già rischiamo adesso con la preoccupante denatalità, tuttora in corso, che da qualche decennio opprime l’Italia. In una nazione con moltissimi anziani e con pochi giovani si creano molti squilibri, non soltanto ai fini della previdenza sociale e pensionistici. Io penso che un bambino sulla carta un domani potrà avere legalmente due madri o due padri, ma a livello naturale non si potrà cambiare il vero padre seminatore e la vera madre che la tenuto in grembo e l’ha “sfornato”. Servirsi di una madre vera o di un padre vero per poi dimenticarli non è conveniente per la sana crescita di un ragazzino. Egli un giorno quando studierà si renderà conto di come funziona la riproduzione umana e si chiederà perché è stato privato di un vero genitore o di entrambi. Qualche gay di buon senso è d'accordo su questo ultimo punto.

giovedì 21 ottobre 2021

479) AMMINISTRATIVE 2021

I POCHISSIMI ELETTORI CHE HANNO VOTATO NELLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE HANNO PREMIATO NELLE MAGGIORI CITTÀ D’ITALIA IL CENTROSINISTRA (TALVOLTA ALLEATO CON I CINQUE STELLE, ORA INESISTENTI QUANDO CORRONO DA SOLI), IL CENTRODESTRA MANTIENE TRIESTE E LA REGIONE CALABRIA. DAGLI ERRORI SI FARÀ TESORO IN VISTA DEGLI APPUNTAMENTI ELETTORALI IMPORTANTI.


Per il secondo anno consecutivo le elezioni amministrative sono state rinviate all’autunno per il solito Coronavirus. Un dato statistico che è emerso dall’ultima tornata elettorale è che i cittadini si disinteressano sempre di più della politica e dei politicanti, specie quando si vota per i rappresentanti locali delle proprie città: di anno in anno sempre meno persone votano per le elezioni amministrative. Quest’anno, essendo tutte le maggiori città d’Italia chiamate al voto, i media hanno dato un ampio risalto alle votazioni, ma questo non è stato minimamente percepito dagli elettori. In questo periodo particolare forse ben altre priorità e problemi premono alle masse, come si può constatare dalle numerose proteste (in maggioranza pacifiche) per l’obbligo della vaccinazione per poter lavorare. Pure se hanno votato una manciata di elettori in delle parti limitate di territorio italiano, le votazioni sono sempre valide, non si possono trovare scuse e giustificazioni, però non si può fare il paragone in vista delle elezioni politiche, le quali coinvolgono molti più elettori e l’intero territorio italiano. Anzi, un piccolo raffronto si potrebbe fare facendo una media generale dei voti ottenuti dai singoli partiti politici nelle città chiamate al voto; scegliere una persona, specie ai ballottaggi, è tutta un’altra questione. Come si denota dalla tabella sopra il centrosinistra si è aggiudicato ben 14 amministrazioni comunali nelle città capoluogo di regione e di provincia (di cui 6 da alleati dei Cinque Stelle), il centrodestra solo 4 e una è andata ad una lista civica. Ambigua è stata la strategia del Pd che a Roma e Torino, che erano amministrate dal M5s, ha fatto la guerra contro i pentastellati, riuscendo a scacciarli, mentre a Bologna, Napoli e altre città sono andati a braccetto. Il Movimento Cinque Stelle era nato contro la politica e i partiti tradizionali: dopo aver riscosso un iniziale successo, ora, che ha deluso quelli che l’avevano votato con entusiasmo, è costretto a cambiare pelle per non sparire. Idem la sinistra, che l’ha sempre detestato: oggi è costretta a corteggiarlo per avere delle possibilità un giorno di superare il 50%. Il centrodestra, lacerato da rivalità, personalismi, divisioni interne (specie tra Lega e FdI) e ritardando la scelta dei candidati, evita il cappotto del centrosinistra con il mantenimento di Trieste e della Regione Calabria. Forza Italia e Berlusconi (i più moderati della coalizione) potrebbero tornare utili in questa fase, trovando delle buone sintesi nei programmi di governo. Un altro fattore che ha determinato confusione e fuga degli elettori è stato la divisione nella coalizione di centrodestra: unita alle amministrative ma divisa nell’appoggio al Governo Draghi. Nel complesso l’alleanza FI, Lega, FdI, controlla la maggioranza delle regioni e dei comuni superiori ai 15.000 abitanti. La speranza è che si faccia tesoro dagli errori per le elezioni future, soprattutto per più importanti di tutte: quelle politiche, oltre che giocarsi le carte per la presidenza della Repubblica.

·         Provincia di Latina

Voglio concludere parlando brevemente delle elezioni amministrative nel nostro territorio. Cisterna e Latina in apparenza hanno svoltato a sinistra, ma analizzando bene si deduce che in entrambe le città la maggioranza la detengono ancora i partiti di destra: a Cisterna se ci fosse stata unità tra le destre esse avrebbero vinto al primo turno, a Latina invece i partiti di quell’area hanno superato il 50%, mettendo così i bastoni tra le ruote al riconfermato sindaco Coletta, il quale si è trasformato da rappresentante civico ad esponente del centrosinistra. Il bastione rosso sezzese è stato spugnato (per lo scandalo del cimitero) da un candidato civico, a Norma è tornato il centrodestra. Sarà di buon auspicio per altri comuni rossi dei Lepini?

domenica 20 gennaio 2019

413) ABUSIVISMO EDILIZIO E CAPORALATO


L’ABUSIVISMO EDILIZIO A CORI E IL CAPORALATO IN PROVINCIA DI LATINA

 


Negli ultimi mesi a Cori ci sono stati molti casi di abusivismo edilizio segnalati dall’autorità giudiziaria: ci sono stati iscritti nel registro degli indagati, sequestri, dissequestri ed ordini di demolizioni. Come se nulla fosse sono state stravolte delle regole, che dovrebbero essere state redatte dal Comune stesso. Se una zona è destinata ad un determinato scopo non si può fare come si vuole: o ampliando la costruzione più di quanto stabilito oppure costruendo fabbricati diversi da quello che stabilisce il piano regolatore. Il Comune di Cori stesso avrebbe avuto la possibilità di cambiare le destinazioni d’uso della zone interessate con delle delibere di giunta: però prima degli interventi risultati abusivi. Qualche anno fa a Latina, quando la città era commissariata, bloccarono i lavori di ampliamento della stadio, anche se si trattava di una tribuna provvisoria di metallo, perché il piano regolatore della città prevedeva il verde pubblico nella zona dell’impianto sportivo. Una volta terminato il commissariamento nel capoluogo di provincia e insediatasi la nuova giunta municipale la destinazione d’uso della zona fu cambiata e i l’ampliamento della tribuna poté essere effettuata. Si cita questo esempio per far notare di come nelle altre città siano rigidi e scrupolosi nel rispettare alcune regole, pure se non saranno mancati dei casi di illegalità. Il periodo del boom edilizio dovrebbe essere terminato con la cessazione di quello demografico: in molte occasioni è ingiustificato continuare a edificare abitazioni quando in quei paesi o in quelle città la popolazione cala di residenti. Sarebbe più opportuno rivalutare e ristrutturare l’abitato già esistente.

 


In Provincia di Latina ci sono stati molti arresti e denunce per caporalato e per sfruttamento di manovalanza nei campi. Dopo anni e anni di lassismo finalmente sono stati avviati dei rigidi controlli in tutta Italia: tutto è partito la scorsa estate, quando, dopo degli incidenti stradali di alcuni furgoni, che trasportavano lavoratori agricoli, le autorità preposte hanno cominciato ad interessarsi di quella realtà, per fermare la disumana tratta. Di solito sono gli immigrati, irregolari e non, che non hanno nulla da perdere e che finiscono tra le grinfie dei caporali reclutati dai datori di lavoro, i quali li fanno lavorare a condizioni spietate: per moltissime ore e a pochi soldi. Ci sono anche degli Italiani, specie nel meridione, che per disperazione sono disposti ad accettare le stesse condizioni di lavoro degli stranieri. Gli sfruttatori sperano che ci siano sempre più disperati forestieri da poter schiavizzare, per cui, secondo costoro, dovrebbe esserci sempre di più una giungla migratoria. Se in questo campo si fissassero delle rigide regole legali (giusto tempo di lavoro, adeguato compenso, niente lavoro nelle ore più calde estive) molti più italiani accetterebbero di svolgere i lavori agricoli stagionali, poi ovviamente ci sarà sempre un numero consistente di extra-italiani.  


L’importante è che si stia ritrovando la strada della legalità: sia nell’edilizia, sia nella manovalanza agricola.

giovedì 20 settembre 2018

401) SIAMO ALLE SOLITE



DOPO L’ANNULLAMENTO DELLA GARA D’APPALTO I TEMPI PER L’AMMODERNAMENTO DELLA STRADA REGIONALE 148 PONTINA SI ALLUNGANO (I LAVORI DOVEVANO PARTIRE MENO DI CINQUE ANNI FA). IDEM PER IL NUOVO PONTE DI GENOVA: SI DISCUTE E NON SI CONCLUDE NULLA, QUANDO NE AVEVANO PREVISTO LA RICOSTRUZIONE IN POCO PIÙ DI UN ANNO.



In Italia non si riesce a realizzare un’opera pubblica di utilità collettiva in tempi celeri: tra critiche, contestazioni, vie giudiziarie, ricorsi, controricorsi, passano anni, decenni.  Il suddetto discorso riguarda anche la strada 148 pontina: il suo ammodernamento cinque anni fa l’avevano inserito tra le opere pubbliche prioritarie da realizzare e oggi è ancora tutto fermo al palo. La recente sentenza del Tar non ha bocciato il progetto, ha annullato la gara d’appalto alla ditta aggiudicante, dopo che una società edile esclusa aveva fatto ricorso, per cui non si capisce l’esultanza esagerata dei contrari ai lavori. La stampa sarà contenta: almeno avrà ancora per lungo tempo materiale per riempire gli spazi dei quotidiani, con gli aspri battibecchi tra favorevoli e contrari. Già si infuocano ora i dibattiti: facciamo così, facciamo cosà (abbiamo sentito queste proposte milioni di volte) e prima che sceglieranno un’idea, la approveranno, reperiranno i finanziamenti, passeranno altri decenni. Oggi come oggi la 148 pontina è una strada molto disastrata: i lavori per l’ammodernamento avrebbero dovuto essere già a buon punto, le liti, le beghe, i ricorsi, non fanno che peggiorare la situazione; gli incidenti stradali anziché ridursi aumenteranno. 


La citata strada è l’unico collegamento che c’è da Latina per raggiungere Roma, se non si vuole percorrere la Via Appia e attraversare i centri abitati, mentre noi del nord della Provincia LT abbiamo più soluzioni: possiamo scegliere tra Pontina e A1 (tratto Roma – Napoli), impieghiamo sempre mezz’ora per raggiungere entrambi le vie di comunicazione. C’è il pro e c'è il contro: la 148 è gratuita ma è in condizione disastrose, sull’A1 si viaggia più comodi e più sicuri ma si paga il pedaggio. È prevista anche la realizzazione di una bretella Valmontone – Cisterna – Campoverde che attraverserà il nostro territorio e consentirà l’unione delle due arterie, rompendo lo storico isolamento della nostra produttiva provincia col resto della penisola. Bisognerebbe anche pensare a realizzare solidi collegamenti col sud pontino. Chissà quando avverrà ciò, quando saremo vecchi? Vedremo, l’importante è che non si imporranno movimenti politici per natura contrari a tutto.



Basta vedere quel che sta accadendo a seguito delle vicende relative alla ricostruzione del ponte di Genova che è crollato: perfino in quella circostanza vanno per le lunghe. Avevano presentato un progetto per un nuovo ponte che dicevano sarebbe stato realizzato in un anno e mezzo (lo slogan era: ricostruire presto, non in fretta) e tutto è ancora in alto mare. Si discute animatamente sui modi e le procedure per la demolizione del rimanente ponte e sulla realizzazione del nuovo, perdendo tempo prezioso. Vista la gravità della situazione non credo che si attarderanno coi consueti tempi biblici: per non creare in eterno caos a Genova una soluzione la troveranno, ma non in brevissimo tempo, come avverrebbe se la Lega governasse col resto del centrodestra. Per evitare che le vie di comunicazioni non si espandano o si adeguino ai tempi odierni, occorrerebbe che le masse non viaggino più, si liberino dei mezzi di trasporto motorizzati e che il flusso merci si riducesse di molto. Quanti sarebbero disposti ad accettare queste condizioni?

venerdì 9 giugno 2017

355) LATINA CALCIO FINE DI UN SOGNO



LA SOCIETÀ DEL LATINA CALCIO DOPO QUATTRO ANNI DI SERIE B È RETROCESSA, È FALLITA E RIPARTIRÀ DAI DILETTANTI.


Per quattro anni il nostro territorio ha avuto molta notorietà attraverso il Latina Calcio, il quale ha militato nel Campionato Nazionale di Serie B: la seconda serie nazionale dello sport più popolare. Ogni qualvolta che facevo la Strada Pontina da Roma, con un pizzico d’orgoglio, pensavo alle squadre avversarie del Latina, e anche ai loro tifosi, che la percorrevano, dopo essere atterrate a Fiumicino, sempre che non avessero fatto l’intero percorso in torpedone, andando alla scoperta di quell’angolo d’Italia, il nostro. I moltissimi appassionati di pallone di tutta Italia si tengono continuamente aggiornati sulle ultime novità delle serie calcistiche maggiori, che per quattro anni hanno riguardato anche il Latina. Dopo essersi informati sul calcio, gli stessi prendevano informazioni sulla città di Latina e sul territorio limitrofo: oggi è molto facile farlo con i moderni mezzi informatici. La suddetta società calcistica ebbe il maggior apice, quando sfiorò la promozione in Serie A, nel primo anno di Serie B, dopodiché ha vissuto stagioni mediocri, conquistando delle sudate salvezze e arrivando al penultimo posto quest’anno, tanto da retrocedere. Nel corso dell’ultima stagione c’è stato il cambio di proprietà: i nuovi acquirenti pensavano di fare un buon affare, tanto da lanciare dei proclami (Serie A, nuovo stadio), non immaginando di trovarsi ad avere a che fare col fallimento. Tante altre società di Serie B hanno dei debiti molto superiori a quelli che aveva il Latina Calcio, ma li dichiarano nei bilanci e riescono ad andare avanti, mentre i conti del Latina erano truccati e furono scoperti tramite l’inchiesta giudiziaria “Olimpia”. Nelle grandi società di Serie A, che hanno delle grandi multinazionali alle spalle, avvengono frequenti ricapitalizzazioni per coprire i disavanzi economici; altre invece fanno affari, comprando a poco presso giocatori sconosciuti, facendoli crescere di qualità e di valore economico, per poi rivenderli a fior di milioni: è il caso della SSLazio.


Gli ultimi proprietari della società calcistica pontina, dopo aver smantellato per questioni economiche una rosa competitiva nel mercato invernale, hanno bleffato per alcuni mesi, dichiarando a più riprese che, attraverso il fallimento pilotato, avrebbero continuato a gestire la compagine, risanandola: non è andata così e i tifosi che avevano abboccato, illudendosi, ci sono rimasti molto male. In effetti quei signori si sono fatti un po’ di conti: se la squadra fosse riuscita a mantenere la categoria, sarebbero entrati più soldi, tramite i diritti televisivi e gli sponsor, quest’ultimi sono sempre pronti a sborsare fior di quattrini per ottenere un’eccellente visibilità in un campionato d’alto livello. Nel campionato di Lega Pro (da poco tornato a chiamarsi Serie C) ci sono meno guadagni, per cui ci sarebbe voluto più tempo per risanare i debiti. La vecchia società ha chiuso i battenti dopo essere stata dichiarata fallita e se ne costituirà un’altra che ripartirà dai dal calcio dilettantistico. Per alcuni versi sarà anche un bene ripartire da zero, piuttosto che tenere attiva la vecchia società e portarsi dietro i vecchi problemi. Quella del Latina Calcio è sempre stata una piccola realtà che, tra frequenti fallimenti, ha sempre militato tra la Serie D e la C2; gli ultimi anni nel grande calcio sono stati un’eccezione. La stessa cosa succede spesso a molte altre società sportive che hanno dei momenti di gloria e poi sprofondano, spariscono, vengono rifondate, ripartendo dal basso. Questi cambiamenti totali e rapidi, talvolta colgono impreparate le città che non dispongono di adeguate infrastrutture per gli eventi sportivi di alto rango: è il caso di Latina, che non avrebbe avuto un impianto sportivo adeguato se la sua squadra fosse arrivata nella massima serie calcistica; solo recentemente il suo stadio è stato ampliato, quando ormai non serviva più. Tante volte le società sportive piccole, andando oltre i loro limiti e le loro possibilità, fanno gioire e sognare i loro tifosi, per poi cadere nel baratro, così da far piombare gli appassionati nello sconforto. Allora non sarebbe meglio rimanere nell’anonimato calcistico e non compiere quei passi da gigante per elevarsi di rango? Non saprei…..

domenica 20 novembre 2016

334) LATINA CALCIO FINE O RILANCIO?




LE INCHIESTE GIUDIZIARIE CHE CI SONO STATE A LATINA, PER DEI FAVORI ILLECITI ALLA SQUADRA DI CALCIO, RISCHIERANNO SERIAMENTE DI  FAR PERDERE IL GRANDE PATRIMONIO DELLA SERIE B ALLA CITTÀ, CON I SOGNI E LE SPERANZE DI MOLTI.







Nel corso della settimana si è parlato moltissimo nei giornali provinciali delle inchieste giudiziarie che hanno travolto Latina. Ora attendiamo fiduciosi il lavoro dei magistrati. Le indagini hanno stabilito anche che il Comune si sarebbe accollato gli oneri dei lavori allo stadio al momento della promozione in Serie B della squadra, i quali avrebbero dovuti essere a carico della società calcistica e inoltre ci sarebbero stati degli altri favori. Delle quote societarie della compagine calcistica sono state sequestrate dalla Guardia di Finanza. Il presidente Pasquale Maietta, azionista di maggioranza del Latina Calcio, parlamentare ed indagato per questa vicenda, si è dimesso dalla presidenza della società: è stato incalzato dalla piazza a fare un passo indietro. Rimane in sella il socio di minoranza della società Antonio Aprile, estraneo alle indagini: potrebbe essere l’elemento che consentirà al Latina di salvarsi e di non sparire. Già da tempo si parla di una cordata di imprenditori interessati a rilevare la società sportiva: speriamo che il loro interesse non demorda. Ora bisognerà vedere finiranno queste vicende: se esse verranno provate. Nel calcio di tutti i livelli sono diventati intransigenti: basta che si ritardano i pagamenti delle tasse o le mensilità ai calciatori e scattano i punti di penalizzazione. Guardando la pagina Wikipedia del Latina Calcio, precisamente la sua storia, si può notare che la società ha avuto in tutto tre fallimenti, l’ultimo nel 2006. Dopo un anno di inattività ripartì l’avventura calcistica latinense dalla promozione regionale: iniziò una scalata che portò alla storica promozione in Serie B nel 2013, attraverso tanti soci che si alternarono ai vertici societari; l’unico rimasto con continuità è stato Maietta.





Se quei reati verranno provati naturalmente li condannerò, ma innanzitutto guardo al bicchiere mezzo pieno. Il patrimonio della Serie B è da difendere a tutti i costi: è una grandissima pubblicità per l’intero nostro territorio avere una squadra di calcio nella seconda serie nazionale dello sport più popolare. Io particolarmente ho sempre avuto un debole per il Latina, sin da bambino, da adolescente, quando la squadra militava in Serie C2 e in Serie D: tutti i lunedì sfogliavo le pagine interne dei giornali sportivi e non (ancora oggi lo faccio), per vedere cosa aveva fatto, gioendo per una vittoria e dispiacendomi per una sconfitta. In questi anni di Serie B ho provato un pizzico d’orgoglio in più nell’avere una compagine del nostro comprensorio in quella categoria, la quale dà più soddisfazione delle squadre di Serie A che si tifano (era così anche per il Cori quando militava in promozione). Soffrire ed esultare di settimana in settimana, sino alla sfiorata Serie A e sino alle sudate salvezze, fa passare in secondo piano per qualche tempo i problemi delle nostra vite quotidiane e quelli della nostra società in generale.

martedì 21 giugno 2016

317) LE AMMINISTRATIVE 2016



VITTORIE COMUNI CAPOLUOGHI DI REGIONE:
  • M5S: ROMA, TORINO
  • CENTROSINISTRA: CAGLIARI, MILANO, BOLOGNA
  • LISTA CIVICA: NAPOLI
  • CENTRODESTRA: TRIESTE

VITTORIE COMUNI CAPOLUOGHI DI PROVINCIA:
  • M5S: CARBONIA
  • CENTROSINISTRA/SINISTRA: VARESE, RAVENNA, RIMINI, CASERTA, SALERNO
  • LISTE CIVICHE: LATINA, VILLACIDRO, BRINDISI, CROTONE
  • CENTRODESTRA/DESTRA:  SAVONA, NOVARA, PORDENONE, GROSSETO, OLBIA, ISERNIA, BENEVENTO, COSENZA


Tutti dicono che la vera forza politica vincitrice di queste amministrative è stato il Movimento 5 Stelle, poiché ha strappato due delle maggiori città italiane al centrosinistra: Roma e Torino. Se a Roma l'evento era prevedibile, considerando il malgoverno, il degrado e il malaffare emersi nei mesi scorsi, a Torino nessuno se lo aspettava. E' stata una brutta botta per Renzi, ma il suo centrosinistra salva parzialmente la faccia mantenendo Milano e Bologna. Peccato per il centrodestra, che per poco non ha riconquistato Milano: personalmente ho atteso sino a notte fonda con la speranza che quel minimo scarto di vantaggio di Sala su Parisi si rovesciasse in favore dell’ultimo. Quando ormai pensavo che le destre sarebbero uscite a bocca asciutta da questa tornata elettorale è arrivata la notizia della vittoria di Trieste. Poi ho avuto notizia dei risultati che arrivavano dai capoluoghi di provincia e un po’ mi sono consolato, notando che altre roccaforti di sinistra passavano a destra, anche a Bologna si è sfiorato il miracolo. Bisogna considerare che tutte in tutte le tornate amministrative c’è scarsa affluenza alle urne: pure se qualche indicazione la danno, quando si vota per le politiche è tutta un’altra musica, poiché la percentuale dei votanti sale vertiginosamente.

Con questo sistema elettorale che è stato approvato per le elezioni della Camera dei Deputati, ci sarà il rischio che il M5S vinca al ballottaggio, se ci andrà: i voti della destra o della sinistra escluse potrebbero convergervi. Questo movimento vuole boicottare molte opere pubbliche di vitale importanza, come le nuove arterie di comunicazione: per loro la persone devono continuare a perire su vie vecchie e pericolose. Fortunatamente i lavori per la nuova Strada Pontina e l’annessa bretella di collegamento con l’A1, già sono stati appaltati e non si potrà fare nulla per fermarli. La Linea C della metropolitana romana quasi sicuramente rimarrà un’opera monca: avrebbe dovuto raggiungere San Pietro e lo Stadio Olimpico. I neosindaci giovani di Grillo li selezionano preparati: non sbagliano una battuta quando sono in televisione e pensano di essere all’avanguardia immettendo una media di tre anglicismi, ogni dieci parole, i quali sono incomprensibili per il ceto culturalmente medio/basso  e allo stesso tempo attraenti (si pensa: ma da quale pianeta viene?). Coloro che vorrebbero introdurre il reddito di cittadinanza, dove prenderanno i soldi? In tale modo nessuno vorrà lavorare più, tutti diventeranno pigri, grassi, riposati, i posti lavorativi vacanti verranno rimpiazzati da altre orde di stranieri, che così detteranno legge. Con il Cinque Stelle e con la sinistra col tempo verremo travolti e spazzati via da un’immigrazione illegale e incontrollata. La maggioranza dei penta stellati provengono da sinistra; quei pochi che vengono da destra sono alla ricerca dell’esotico: se nel 1994 la novità era per costoro rappresentata da Berlusconi ed erano attratti da Forza Italia, oggi vedono il Cavaliere come una figura decrepita, superata e stantia. Se le destre si fossero presentate unite il M5S difficilmente sarebbe arrivato ai ballottaggi, ad eccezione di Roma che è un caso a sé; serva da lezione per le future elezioni politiche. A Roma hanno combinato un pasticcio: all’inizio tutti erano concordi nel candidare Bertolaso, successivamente Salvini e Meloni hanno fatto i “capricci”; con un unico candidato si sarebbe perso sul filo di lana, in modo più dignitoso.  


A Latina si parla di svolta storica, ma anche lì se il centrodestra fosse stato unito avrebbe vinto al primo turno: è successo che tutti gli elettori delle liste perdenti al primo turno hanno riversato i loro voti sul candidato civico Coletta, compresa Forza Italia, la responsabile delle premature cadute delle ultime due amministrazioni di destra e che non intendeva darla vinta al nuovo corso di Calandrini, proveniente da An, come gli ultimi due sindaci sfiduciati. C’è da notare una cosa sui tre maggiori centri della Pianura Pontina (Latina, Aprilia, Cisterna), fino a poco tempo fa roccaforti delle destre: quando ne sono stufi non svoltano mai a sinistra, preferendo scegliere delle liste civiche.

lunedì 23 maggio 2016

313) SALVEZZE SUDATE PER IL LATINA CALCIO E PER IL CORI CALCIO

QUANTE FATICHE PER LE SALVEZZE DEL LATINA CALCIO (CAMPIONATO NAZIONALE DI SERIE B) E DEL CORI CALCIO (CAMPIONATO REGIONALE DI PROMOZIONE).

In questa stagione calcistica 2015 – 16 ho seguito con trepidazione le vicende sportive che riguardano le squadre rappresentanti del nostro comune, della nostra provincia e della nostra regione (Cori, Latina, Lazio), ovvero la nostra filiera amministrativa. Ho anche assistito dal vivo a qualche incontro calcistico a Cori, a Latina, a Roma. SSLazio 1900, Latina Calcio e Cori Calcio sono riuscite tutte a mantenere le loro categorie (Serie A, Serie B, Promozione laziale). Un discorso a parte, rispetto al Latina e al Cori, va fatto per la Lazio: infatti le ambizioni della società erano ben altre che il mantenimento della propria categoria ed ha concluso all’8° posto, perdendo cinque posizioni rispetto all’annata precedente. Invece il mantenimento delle loro categorie per Cori e Latina, è stato come vincere i loro campionati, anche perché ad un certo punto delle loro stagioni sembravano essere entrambe spacciate. 



Il Latina Calcio, secondo me, avrebbe potuto salvarsi con più facilità se non avesse effettuato un infinito valzer di allenatori. Iuliano, l’artefice della miracolosa salvezza dello scorso anno, è stato allontanato troppo presto e quando la situazione di classifica non era disperata. La polemiche per lo stadio (hanno bloccato i lavori di ampliamento a causa del piano regolatore che lo destinava ad altri scopi) e per la scelta di Leonardi come direttore sportivo hanno influito negativamente. Ma non si può pretendere tanto dal Latina Calcio: la Serie B è tantissimo, è un bel patrimonio per il decollo della nostra provincia; bastano quei pochi milioni di euro dei diritti televisivi, più qaalche altro che arriva dagli sponsor, per allestire una squadra capace di mantenere la categoria, augurandosi che sia la di sopra delle aspettative e sperare in qualche miracolo. Poi se ci si mettessero pure le istituzioni e la politica per far sì che le infrastrutture e i servizi vengano potenziati tutto filerebbe ancor più liscio.

Il Cori Calcio, nel suo piccolo, sembrava essere ancor più spacciato del Latina Calcio, anche perché era inserito in un girone con molte squadre di Roma città, che tradizionalmente godono di privilegi. Il campionato regionale di Promozione (la Serie B della Regione Lazio) è un ottima vetrina pubblicitaria per il paese di Cori. Attraverso il calcio, i molti appassionati del pallone dilettantistico hanno curiosità di conoscere la storia, le tradizioni, la cultura, i prodotti, dei molti paesi laziali, spesso uscendo da Roma, che credono essere l’unica attrattiva, il centro dell’universo (a tal proposito invito a cliccare sopra il seguente indirizzo: http://www.sportpeople.net/storia-e-calcio-due-mondi-vicini-cori-vjs-velletri-promozione-laziale/). In questa stagione per il Cori c’è stata una sostanziale differenza tra andata e ritorno: un’andata disastrosa e un ritorno favoloso. La svolta l’ha data sicuramente il cambio di allenatore, l’esplosione in attacco di Tornesi, il perfezionamento dell’assetto difensivo con l’arrivo del portiere Tarricone, che ha fatto guadagnare qualche punto in più. Quest’ennesima impresa del Cori è passata tra l’indifferenza del paese e l’abbandono degli ultrà storici: alcune volte i tifosi avversari allo Stadio di Stozza erano più numerosi dei locali. Ragion per cui eventuali imprenditori o società cooperative, che a Cori non mancano, si sentiranno poco motivati ad investire nella locale squadra calcistica se le sue vicende interessano a pochissimi.


Ma bisogna considerare una cosa: sia il Cori Calcio, sia il Latina Calcio non erano mai arrivati così in alto nelle loro rispettive categorie prima dell'avvento delle attuali dirigenze. Lo stesso discorso vale per la SSLazio: i trionfi degli anni d'oro hanno comportato milioni e milioni di debiti che si stanno saldando ancora oggi e nonostante ciò negli ultimi anni qualche stagione ai vertici la squadra l'ha vissuta, vincendo anche qualche Coppa Italia. I tifosi spesso mostrano ingratitudine e memoria corta, poiché vogliono vincere a tutti i costi. La Serie A, anche se investi milioni, non te la faranno vincere mai, perché lo strapotere delle squadre del nord è immenso ed anche la  sudditanza dei vertici del Federcalcio e delle istituzioni nei loro confronti. 

domenica 17 maggio 2015

270) LATINA E FROSINONE


LATINA E FROSINONE, I DUE CAPOLUOGHI DI PROVINCIA DEL BASSO LAZIO RIVALI NEL CALCIO E COSI' DIVERSI. DAL PUNTO DI VISTA DELLO SVILUPPO E DELLA QUALITA' DELLA VITA E' MEGLIO LATINA, MA FROSINONE, SEPPUR PIU' PICCOLO, E' MEGLIO ORGANIZZATO ED HA BUONISSIME VIE DI COMUNICAZIONE.




C'è grande festa in queste ore in Ciociaria per la storica promozione del Frosinone Calcio in Serie A. Così la Regione Lazio per la prima volta in assoluto avrà tre rappresentanti nella massima categoria calcistica nazionale. L'anno scorso questa storica impresa era stata sfiorata dalla compagine calcistica del Latina, ma la città sarebbe stata impreparata a questa eventualità, per cui qualche maligno sostiene che i giocatori latinensi abbiano perso di proposito lo spareggio decisivo contro il Cesena (ma non tutti ci credono, anche perché la scorsa estate la società pontina aveva dichiarato che l'obbiettivo di questa stagione sarebbe stato la promozione). Invece Frosinone non è assolutamente spiazzato dall'inaspettata promozione in massima serie: vuoi perché la squadra ha maggiore esperienza nel calcio professionistico, vuoi perché a differenza del Latina ha molti giocatori di proprietà e vuoi perché già da tempo si erano organizzati nell'allargamento del vecchio stadio e nella costruzione di uno nuovo di zecca.



Al di la della rivalità e degli sfottò tra tifosi del Latina e del Frosinone (gli insulti più comuni sono: pecorari i ciociari, paludari e bufalari i pontini) facendo un confronto tra le due città bisogna ammettere che Latina è molto più grande e più sviluppata, ma Frosinone, nonostante abbia meno della metà degli abitanti di Latina (125.000 contro 48.000), dispone di preziosissime ed importanti vie di comunicazione: prima tra tutte l'Autostrada del Sole (spina dorsale della penisola italiana, principale asse di collegamento viario nord/sud) e naturalmente di un'importante ferrovia. Latina invece ha una malandata superstrada come "veloce" collegamento stradale e la stazione ferroviaria è molto lontana dal centro della città. Anche il litorale non è in pieno centro cittadino. Quindi alla seconda città del Lazio, per popolazione ed estensione, manca di quelle necessarie vie di comunicazioni e di quei sevizi come un piccolo porto, un piccolo aeroporto civile, una metropolitana leggera, che la farebbero uscire dall'isolamento perenne.

Certo la città pontina, a differenza di Frosinone, non ha storia e quindi mai avrebbe una vocazione turistica, escludendo naturalmente quella balneare, ma i piccoli centri montani della propria provincia potrebbero anch'essi uscire dall'isolamento e potrebbero acquisire notorietà attraverso un capoluogo ben collegato col mondo esterno e naturalmente con la sua squadra di calcio nelle massime categorie professionistiche. Bisogna ammettere che Frosinone ha avuto dei buoni agganci politici per il passaggio dell'Autosole in un periodo di espansione economica ed edilizia; mentre oggi si discute, si discute e non si realizza nulla: è il caso dell'ammodernamento della Pontina e del suo collegamento con l'Autostrada del Sole, i cui progetti sono tornati in discussione, quando sembravano stessero partendo. Frosinone e Latina sono dei patrimoni per il nostro territorio nelle massime categorie dello sport più popolare, però bisogna riconoscere che il capoluogo ciociaro è meglio preparato, è meglio organizzato per la Serie A ed è più facilmente raggiungibile dal resto d'Italia. Mi auguro che Latina mantenga la Serie B e che un domani raggiunga quel traguardo, disponendo di quei servizi e di quelle infrastrutture necessarie.

domenica 30 novembre 2014

248) STOZA, FRANCIONI E OLIMPICO

STADIO STOZA (CORI), STADIO D. FRANCIONI (LATINA) E STADIO OLIMPICO (ROMA): I TRE IMPIANTI DOVE GIOCANO IL CORI CALCIO, IL LATINA CALCIO E LA S.S. LAZIO 1900. IL CONFRONTO, I VANTAGGI, GLI SVANTAGGI, LE DIFFERENZE PER IL PUBBLICO CHE SEGUE LE TRE SQUADRE: NEL PAESE, NELLA CITTÀ E NELLA METROPOLI.

Qualche volta, non molto spesso, vedo le partite calcistiche del Cori al campo sportivo di Stoza, del Latina al piccolo Stadio Domenico Francioni e della Società Sportiva Lazio 1900 nell’impianto mondiale Olimpico di Roma, già teatro delle olimpiadi nel 1960 e dei mondiali di calcio nel 1990. Cori è il comune di appartenenza, Latina è la provincia di appartenenza e Roma il capoluogo della regione, nonché la capitale di tutta la nazione italiana: la filiera comune – provincia – regione (e nazione), attraverso il calcio, tiene alta la bandiera del nostro territorio nei vari campionati calcistici, professionistici e dilettantistici. C’è una bella differenza nel recarsi ad assistere gli incontri in casa rispettivamente del Cori, del Latina e della Lazio.

Per vedere il Cori bastano un paio di minuti di automobile per giungere da Cori Monte allo Stoza, percorrendo “la tangenziale” Via Ospedale, veloce collegamento Monte – Valle. Il costo di entrata è unico, né troppo alto e né troppo basso per degli incontri di quel livello, e uno, visto che gli spalti dell’impianto sono spropositati per un paese come il nostro, può piazzarsi dove vuole: curva, tribuna più lunga, tribuna più corta; ovviamente condiziona molto il fattore temperatura: quando è troppo caldo tutti si mettono nella parte dove non batte il sole, quando è troppo freddo accade l’opposto, ci sono anche dei periodi in cui all’ombra è troppo umido e al sole si suda. La grande mole degli spalti fanno si che il calore del pubblico, sparpagliato ovunque, verso la squadra non sia uniforme e compatto. Vorrei anche soffermarmi su tutto il complesso sportivo di Stoza, che comprende, oltre al campo di calcio, il palazzetto dello sport, le defunte piscine e il casale, dove da poco è rinato l’agriturismo e l’albergo. Oggi quasi tutte le strutture sono tornate in attività, dopo che per alcuni anni tutto era in stato d’abbandono. All’inizio degli anni ‘2000 il comune intendeva vendere ai privati gli impianti sportivi comunali per far cassa (la vendita fallì per mancanza di acquirenti); quelli che oggi governano Cori ed allora erano all’opposizione si opposero, dicendo che una volta privatizzate le strutture e ristrutturate, nessun cittadino ci sarebbe potuto entrare, se non pagando fior di quattrini. Perché oggi, con la gestione delle varie associazioni che hanno il complesso in affidamento, si entra gratis per gli eventi sportivi ed extrasportivi? Addirittura da poco hanno interdetto la libera circolazione nella pista di atletica leggera. Fra un po’ faranno pagare anche il parcheggio. Nel palazzetto si organizzano pure degli eventi che nulla hanno a che fare con lo sport. È normale che si cerchino di appianare le spese per la gestione, però che cosa sarebbe cambiato per le tasche dei cittadini con la proprietà privata?



Non sembra vero di avere la squadra calcistica del Latina in Serie B, il secondo livello professionistico del calcio italiano, e con solo mezzora di auto si può assistere al grande calcio. I biglietti per gli incontri del Latina li vendono pure a Cori ed è una fortuna: l’anno scorso negli incontri di cartello, come Latina – Palermo, a Latina si faceva la fila per i biglietti, mentre a Cori con un attimo li facevi. Parcheggiare, al contrario di quanto si dica, non rappresenta un problema: nei pressi della Torre di Latina, ci sono degli ampi parcheggi gratuiti e con circa cinque minuti di cammino a piedi si arriva allo stadio. Poi se si vuol camminare di meno basta andare nei posti auto a pagamento nel nucleo originario della giovane città. Prima di partire per recarsi all’incontro di calcio non c’è nessuna fretta si può fare quello che si fa gli altri giorni e ai soliti orari: ad esempio non c’è bisogno di anticipare il pranzo. Durante le partite la circolazione dei veicoli nelle strade adiacenti allo stadio è interdetta: chi abita nei pressi subisce dei disagi, mentre gli spettatori possono camminare spensierati. Il Latina Calcio non era mai arrivato a questi alti livelli prima di due anni fa, di logica lo stadio è quello che è: l’anno scorso andava stretto perché la squadra era nelle prime posizioni, quest’anno gli spettatori sono fuggiti perché si rischia la retrocessione. Nelle tribune il sole picchia nei giorni sereni e quando piove ci si bagna, se si vuole evitare ciò basta pagare di più ed andare nella tribuna coperta; si notano sempre le stesse facce, soprattutto dei più facinorosi che sono appoggiati alle recinzioni. Le piccole dimensioni dell’impianto per la Serie B producono un effetto di compattezza e di grande calore dei tifosi verso i propri beniamini. Al termine degli incontri nel deflusso ci sono dei mini ingorghi dei mezzi a motore che vengono smaltiti in breve tempo. Un’altra compagine del basso Lazio che è presente in Serie B è il Frosinone, però a noi importa poco: nonostante quella cittadina per dialetto e per cultura assomiglia molto ai paesi dei Monti Lepini, essendo molto distante non ci abbiamo mai avuto a che fare.




Negli anni ’90 andavo spesso allo Stadio Olimpico di Roma per assistere agli incontri della S.S. Lazio: con il treno e i mezzi pubblici di Roma, oppure con degli amici in macchina. Per alcuni anni è esistito anche il Lazio Club Cori: i suoi aderenti, due per volta, avevano diritto di andare gratuitamente allo stadio per appendere lo striscione del club. Allora tutto era più facile: non c’era la tessera del tifoso, nemmeno i tornelli, i biglietti e gli abbonamenti per lo stadio non erano personalizzati, volendo si potevano pure cedere a terzi e c’era il fenomeno del bagarinaggio. Col diffondersi del calcio televisivo a pagamento è calato il desiderio di recarsi allo stadio per assistere dal vivo alle partite. A me improvvisamente è tornata la voglia di tornare all’Olimpico da quando vedo le partite del Latina. Ricordo che quando mi portavano allo stadio con la macchina mi dicevano di ricordarmi l’uscita autostradale Roma Est, quando un giorno presa la patente sarei venuto allo stadio con la mia auto. Negli incontri serali è più comoda l’automobile rispetto ai mezzi pubblici. Bisogna partire da casa oltre due ore prima dell’inizio della sfida (con la speranza di non trovare troppo traffico), di conseguenza bisogna stravolgere tutti gli impegni abituali. I biglietti per le partite dell’Olimpico di Roma li fanno pure a Latina. La mezzora sufficiente per arrivare allo stadio di Latina in questo caso basta a malapena per arrivare al casello autostradale di Valmontone. Una volta arrivati alla citata uscita occorre imboccare la tangenziale est che arriva direttamente all’ex Foro Mussolini, oggi Foro Italico. Nei pressi dello stadio si parcheggia dove capita: in seconda, terza fila, sopra i marciapiedi, i parcheggiatori improvvisati indicano il posto in cambio di qualche spiccio. Al parcheggio del Palazzo della Farnesina non fanno parcheggiare. Chissà che esasperazione per i residenti delle eleganti palazzine della zona ad ogni partita, in cui rischiano di ritrovarsi sbarrati anche i passi carrabili. Per arrivare all’interno dell’impianto occorre camminare molto dal parcheggio, anche mezzora. Gli addetti alla sicurezza a Roma, a differenza di Latina, non chiedono i documenti per verificare l’intestatario del biglietto. Non occorre che dica nulla sui tifosi, si sa già tutto su questi “professionisti”. All’Olimpico di Roma non c’è nessuna preoccupazione per quanto concerne il sole e la pioggia; una pecca è rappresentata dalla grande distanza tra campo e spalti: se uno capita nelle file più alte vede ben poco; non a caso le maggiori squadre di Serie A stanno facendo di tutto per costruirsi dei nuovi impianti di proprietà privi di piste per l’atletica e con le tribune attaccate al campo. Al deflusso l’unico problema è rappresentato dall’enorme quantità di persone che ti travolgono perché vanno nella parte opposta alla tua e ci sono pochi varchi tra le recinzioni, ma non c’è più nessuna preoccupazione per gli ingorghi automobilistici, ormai si può fare tutto con calma.

domenica 26 ottobre 2014

243) MANIFESTI INVITANTI ALLA PRUDENZA ALLA GUIDA

FORTI MESSAGGI PUBBLICITARI E PER PREVENIRE GLI INCIDENTI STRADALI DA PARTE DI UN’AGENZIA DI POMPE FUNEBRI DI LATINA AFFISSI PRINCIPALMENTE LUNGO LA S.S. 148, O VIA PONTINA, UNA DELLE ARTERIE PIÙ PERICOLOSE D’ITALIA.




domenica 22 giugno 2014

232) LA GRANDE STAGIONE DEL LATINA CALCIO

LA SQUADRA CALCISTICA DI LATINA HA CONCLUSO CON UN OTTIMO TERZO POSTO LA SUA PRIMA AVVENTURA IN SERIE B ED HA SFIORATO LA SERIE A.


Chi mai si sarebbe aspettato che il Latina Calcio al debutto assoluto nella serie cadetta sfiorasse l’accesso alla Serie A? Eppure è andata proprio così: quella rosa di giocatori creata la scorsa estate per ambire ad una tranquilla salvezza ha fatto sognare un’intera città e non solo, tanto da far passare in secondo piano i mondiali di calcio. La delusione dei tifosi per una promozione alla massima serie sfumata nel secondo tempo dello spareggio col Cesena deve essere smaltita considerando il grandioso risultato raggiunto per una debuttante, che sino a pochi anni fa giocava nelle categorie dilettantistiche regionali. Alcune voci maliziose sostengono che la squadra non sia voluta andare di proposito in Serie A per problemi legati agli eccessivi costi e alla mancanza di strutture adeguate, come stadio e posti auto: sono delle voci prive di fondamento perché quei problemi sono superabili, inoltre se così fosse stato la società non avrebbe fatto arrivare i propri giocatori così in alto. Molti atelti erano in prestito e oggi sono in procinto di partire: ora ci si chiede se il Latina anche il prossimo anno costruirà una squadra che lotterà per i vertici, oppure no?  La tendenza è quella di mantenere la squadra a questi livelli, altrimenti il Comune di Latina non parlerebbe della concreta possibilità di ampliare lo Stadio Francioni, come sembrerebbe intenzionato a fare. Parecchi tifosi delle squadre avversarie di Serie B prendono in giro il Latina per il suo modesto stadio; se una società calcistica non era mai arrivata almeno nella seconda serie nazionale del calcio italiano è normale che non abbia uno stadio adeguato, ma non è la sola in Serie B. Per il momento sembra accantonata l’idea di costruire un nuovo stadio in periferia, in una zona più comoda.


I tifosi storici del Latina se la prendono con i nuovi tifosi occasionali che non intonano i cori, trasformando lo stadio in un salotto e sfollando immediatamente quando si perde seriamente. Non è solamente il fatto di essere dei tifosi sfegatati, sono anche i fattori novità e curiosità che attirano. La richiesta dei biglietti per assistere agli incontri calcistici a Latina è crescente da tutta la provincia, la gente non si lascia sfuggire l’occasione di vedere il grande calcio a pochi minuti da casa: quando mai ricapiterà? Roma non è lontanissima ma trattandosi di una metropoli ci vuole molto tempo nel circolare al suo interno, sia in automobile e sia con i mezzi pubblici, per raggiungere lo Stadio Olimpico; a Latina a noi basta una mezzora pel partire da casa ed essere dentro il suo campo di gioco.

Le antiche rivalità del Latina Calcio con le squadre delle cittadine limitrofe, come Cisterna, Terracina, Aprilia, hanno fatto in modo che non tutta la provincia abbia tifato compatta per essa e poi naturalmente c’era il tifo contro di Frosinone. A Cori noto con piacere che quasi tutti simpatizzano per i nerazzurri latinensi e molti vanno a vedere le partite dal vivo, acquistando i biglietti nel nostro stesso paese. Addirittura qualche anno fa il Latina giocava con le magliette in cui figurava la scritta “Cori città d’arte”. La prossima stagione nonostante non si incontreranno gli squadroni di Serie A che, a causa della “sbronza della prima volta”, avrebbero mandato in tilt la città, molte sfide interessanti attenderanno in Serie B i giocatori latinensi: oltre al derby col Frosinone, affronteranno  il Catania, il Bologna e la Pro Vercelli. Le ultime due compagini hanno vinto sette scudetti ciascuno.

INNO LATINA CALCIO DA YOUTUBE

lunedì 12 agosto 2013

195) SI ALLE NUOVE AUTOSTRADE

FINALMENTE, DOPO ANNI DI ATTESA, SONO IN PROCINTO DI PARTIRE  I LAVORI RELATIVI ALL’AUTOSTRADA “ROMA – LATINA” ED IL SUO COLLEGAMENTO CON L’AUTOSOLE. SONO DELLE OPPORTUNITÀ UNICHE PER L’INCOLUMITÀ’ DI TUTTI E PER LA CRESCITA ECONOMICA DEL NOSTRO TERRITORIO. BISOGNA FERMARE ED ISOLARE I SOLITI POCHI FACINOROSI CHE SI OPPONGONO.

 

Sono molti anni che si sente parlare dell’allargamento della Superstrada Pontina (o s.s. 148), che congiunge il quartiere Eur di Roma a Latina, mettendola così in sicurezza. È da moltissimo tempo che si sente dire della realizzazione di un rapido collegamento tra l’Autostrada del Sole e il nord della nostra Provincia col suo piccolo triangolo industriale (Latina – Aprilia – Cisterna), importante nodo strategico ed economico. Per lunghissimi anni queste opere pubbliche erano dei miraggi, oggi finalmente sono delle realtà: almeno si spera.

Ci vorrà un lungo periodo perché tutto questo veda la luce, ora ci si mettono anche i soliti pochi guastafeste a mettere i bastoni tra le ruote. Per favore, non buttiamo tutto all’aria! Non facciamo come la strada Cori – Norma! In quel caso citato il tutto era circoscritto in ambito locale, comunale e si riuscì con facilità a bloccare tutto; per la realizzazione della “Roma – Latina” e della bretella “Valmontone –Cisterna – Campoverde” la faccenda è più complessa, riguarda un’intera regione, un governo centrale, che dà qualche finanziamento, e tutti i grandi partiti, sia di destra, sia di sinistra, sono favorevoli, per cui difficilmente i contestatori bloccheranno tutto.

Come alternative, i contrari a questi lavori propongono: il potenziamento del trasporto ferroviario, la creazione di una metropolitana leggera e la messa in sicurezza dell’odierna “Pontina”. Perbacco cosa significa mettere in sicurezza la Pontina ed essere contrari alla creazione dell’autostrada? Una volta messe le mani in quell’arteria, tanto vale creare tre corsie per carreggiata e dei nuovi svincoli con delle tangenziali: così si viaggerà più tranquilli e più sicuri, in una strada tra le più pericolose d’Italia, con il più alto indice di incidentalità. Propongono la metropolitana leggera; avrebbero dovuto costruirla a Latina, per collegare la stazione ferroviaria, alla città e al lungomare: è scoppiato il finimondo. La verità è che hanno da ridire su tutto, trovando sempre delle sterili scuse.

Il potenziamento delle grandi arterie di comunicazione è urgente e necessario, perché nel tempo in cui furono fabbricate il traffico era molto minore rispetto ad oggi. Infatti in tutta Italia si cerca sempre di più di allargare le autostrade, come nel caso della famigerata "Salerno - Reggio Calabria" (classico esempio di passato mal utilizzo di finanziamenti pubblici nel Sud, dominato dalle organizzazioni criminali), mettendole così in sicurezza e riducendo il tempo per i viaggi. Lo sanno i signori contrari a tutto che prima della creazione dell’Autostrada del Sole, che parte da Milano ed arriva a Napoli, per arrivare da Roma a Milano occorrevano all’incirca due giorni di viaggio? Sono sicuro che nei tempi della sua realizzazione essi si sarebbero opposti, proponendo in alternativa la messa in sicurezza delle mulattiere di montagna.




Le autostrade e le ferrovie hanno contribuito non poco al decollo economico ed industriale del nostro paese, hanno causato: rapidissimi tempi per le consegne, nuove domande per i prodotti ed un aumento del lavoro; con i tempi lunghi di consegna le domande sarebbero state minori e la produzione industriale sarebbe rimasta bassa. L’Italia ha solo 6.000 chilometri di autostrade, la Francia e la Germania ne hanno più di 10.000 ciascuno e caso strano stanno meglio di noi. Questa logica vale anche per Latina, seconda città del Lazio in continua espansione urbanistica e di popolazione, nonché centro industriale non da poco conto: una città così importante non può rimanere isolata da tutto; se si creeranno i mezzi di comunicazione adeguati, sarà più facilmente raggiungibile, il lavoro aumenterà e i grandi imprenditori potrebbero decidere di investirvi. Inoltre si potrà raggiungere facilmente l’aeroporto di Fiumicino, senza passare dentro Roma, e la futura autostrada Tirrenica (Roma – Civitavecchia – Grosseto – Livorno – Genova). Se un domani progetteranno la prosecuzione dell’autostrada da Latina al Sud Lazio andrà ancora meglio.

L’enorme quantità di denaro per non tagliare fuori il nostro territorio dal mondo sarà così ben investito. Poi io vorrei sapere: che cosa non costa? I lavori a Cori relativi al muro di “Via Ospedale” e all’allargamento di “Via Casalotto” sono per caso gratuiti? In passato i nostri amministratori rossi qualche strada per rompere l’isolamento di Cori Monte l’avevano già creata (alcune delle poche cose buone che hanno fatto), espropriando e spesso tagliando in due dei terreni: appunto “Via Casalotto” (per arrivare a Roccamassima), Via San Nicola e Via dell’Ospedale; peccato che la Cori – Norma non l’abbiano terminata: il tratto iniziale, da dove parte ora, è troppo ripido. A Cisterna idem: ricordo che agli inizi degli anni ’90 molti mezzi pesanti passavano lungo il Corso centrale, che è la strada principale di quella città e parte integrante della Via Appia, oggi invece hanno creato delle strade alternative per non intasare il centro cittadino. Qualche comunista di allora a Cori era più all’avanguardia di qualcuno di oggi; tuttavia le grandi opere pubbliche (assieme alle conquiste sociali) che hanno cambiato la nostra nazione in meglio sono merito del Fascismo prima e della Democrazia Cristiana poi. Oggi invece di andare avanti si regredisce.

Ogni volta che hanno costruito queste arterie, i danni ambientali effettuati sono stati riparati rimboschendo sempre di più le zone limitrofe, e nonostante le devastazioni ambientali che ci sono state con tutte le cementificazioni gli alberi sono in aumento, ce ne sono molti di più rispetto all’antichità: sono in espansione nelle montagne più alte e nei boschi più nascosti, dove l’uomo raramente mette piede. Non voglio dire che se sarà creata la “Cisterna – Valmontone” dovranno esserci dei danni ambientali devastanti, basterà individuare un tracciato in cui gli impatti sull’ambiente e sui campi agricoli saranno limitati ed esistono delle speciali barriere autostradali che evitano l’espansione dell’inquinamento da gas di scarico ed acustico. I mezzi pesanti che escono dall’Autosole e si dirigono verso Cisterna, Aprilia e Latina provocano più danni ora: sono più a contatto con la natura attraverso i gas di scarico, e intasano le piccole strade e i paesi dove passano, creando dei pericoli. Per la nostra provincia sono delle occasioni uniche le realizzazioni dell’autostrada “Roma – Latina” e della bretella “Cisterna – Valmontone”: creeranno sviluppo, occupazione e introiti, anche per i nostri piccoli paesi storici, i quali saranno facilmente raggiungibili dai turisti. Non buttiamo via questa occasione.