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domenica 19 aprile 2026

sabato 28 febbraio 2026

541) SÌ AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA

IL PROSSIMO REFERENDUM COSTITUZIONALE DEL 22 – 23 MARZO 2026 SARÀ SULLA RIFORMA DEL SISTEMA GIUDIZIARIO, CHE SEPARERÀ LA MAGISTRATURA INQUIRENTE DALLA MAGISTRATURA GIUDICANTE, FACENDO SCEGLIERE AD UN MAGISTRATO UNA SOLO CARRIERA TRA LE DUE E NON CI SARÀ PIÙ POSSIBILITA DI PASSARE DA UNA PARTE ALL’ALTRA COME AVVIENE ORA


1.   1.   ESSENDO UN REFEREDUM COSTITUZIONALE NON CI SARÀ QUORUM DI AFFLUENZA;

2.   NON SARÀ UN REFERENDUM SUL GOVERNO ITALIANO ATTUALMENTE IN CARICA;

3.   VOTARE SÌ SIGNIFICA METTERSI AL PARO CON LE GRANDI DEMOCRAZIE E NON STARE PIÙ AI LIVELLI DI PAESI DI DUBBIA LIBERTÀ;

4.   QUESTA RIFORMA, SOTTO – SOTTO, È GRADITA DAGLI AVVERSARI DEL GOVERNO (TRANNE LE FRANGE PIÙ ESTREME DELLA MAGISTRATURA E DELLA POLITICA) MA DEVONO DIRE DI NO PERCHÉ È STATA FATTA DAGLI ALTRI;

5.   L’ATTUALE SISTEMA GIUDIZIARIO NON FU VOLUTO DAI PADRI COSTITUENTI DEL DOPOGUERRA, MA DAL FASCISMO;

6.   OGGI UNA PARTE DELLA MAGISTRATURA È POLITICIZZATA CON LA RIFORMA GODRÀ DI PIÙ IMPARZIALITÀ;

7.   AVERE PUBBLICI MINISTERI E MAGISTRATI GIUDICANTI AUTONOMI E NON PIÙ AMICI E COMPAGNI DI CORRENTI FARÀ SÌ CHE UN INNOCENTE AVRÀ PIÙ POSSIBILITÀ DI CAVERSELA, MENTRE OGGI C’È IL RISCHIO CHE UN MAGISTRATO GIUDICANTE NON SE LA SENTA DI ANDARE CONTRO UN P.M. SUO AMICO. I COLPEVOLI, CON PROVE A CARICO, SARANNO CONDANNATI UGUALMENTE COME AVVIENE OGGI E NON CI SARANNO SCAPPATOIE. 

martedì 22 ottobre 2024

529) SECONDO COMPLEANNO PER IL GOVERNO MELONI

 

Due anni a Palazzo Chigi, il governo taglia il traguardo con 59 slide. Tutti i numeri di un biennio da record

21 Ott 2024 21:22 - di Stefania Campitelli


Due anni di governo solido e ambizioso in 59 slide, dal 22 ottobre 2022 (giorno del giuramento dei ministri) al 22 ottobre di questo anno. Palazzo Chigi celebra così il traguardo del primo governo “nella storia d’Italia ad essere guidato da una donna”, “settimo esecutivo più longevo della Repubblica”, in un documento in 59 cartelle. “Stella polare dell’azione di governo è il rispetto e l’attuazione puntuale del programma comune, con un percorso – si legge nel documento – che ha consentito all’Italia di acquisire una nuova centralità e un rinnovato protagonismo a livello internazionale. Di rilanciare la crescita economica e l’occupazione, di avviare riforme attese da molto tempo, di proteggere il tessuto produttivo e industriale dall’impatto del caro energia e dalle conseguenze delle crisi geopolitiche in atto. Di mettere in sicurezza i conti dello Stato e difendere il potere d’acquisto delle famiglie, in particolare quelle con figli e più fragili”.

Due anni di governo in 59 slide

“In un orizzonte di legislatura – mette nero su bianco Palazzo Chigi – il governo continuerà a lavorare per consolidare i risultati raggiunti e per rispettare integralmente il patto programmatico sottoscritto con i cittadini”. Seguono le slide in cui viene delineato, per capitoli e tematiche, l’operato dell’esecutivo Meloni, a partire dal lavoro, con Palazzo Chigi che rivendica un “+834 occupati”, con un tasso di occupazione “ai massimi storici, 62,3%”, con “un’Italia più solida e prospera” grazie “al Pil più alto della media Ue”, lo spread che “scende e la borsa che sale”. Il governo, dopo due anni di navigazione, racconta di un “sud locomotiva d’Italia” per “pil e occupazione”, e snocciola i numeri degli accordi per lo sviluppo e la coesione, nonché i numeri dell’export, che fanno dell’Italia la “quarta al mondo per esportazioni”. Tra le “infrastrutture al servizio” del Paese spazio anche al “Ponte sullo stretto” oltre che al “piano casa”.

Palazzo Chigi elenca i numeri più importanti di un biennio storico

Il documento – si legge ancora nella nota diffusa da Palazzo Chigi –  elenca in modo sintetico i numeri più importanti e i provvedimenti più significativi approvati e avviati dall’insediamento a oggi. Frutto del lavoro corale del governo con il prezioso sostegno della macchina amministrativa dello Stato. Spazio, naturalmente, al Piano Mattei per l’Africa, alle riforme – dalla giustizia all’autonomia, passando per premierato e riforma fiscale- e al Pnrr. Il governo Meloni, con “la prima donna presidente del Consiglio”, va “oltre il tetto di cristallo”, con un “doppio record: “53,5% di occupazione femminile e 10 milioni di donne occupate”. Palazzo Chigi sottolinea anche il “supporto delle famiglie e della natalità”, la sicurezza “tornata priorità”, la “lotta alle mafie” e a “ogni droga”, la “rinascita di Caivano”, il contrasto “all’immigrazione clandestina”, con una riduzione degli sbarchi “del 61%” e un aumento dei rimpatri del “16% sul 2023 e del 34% sul 2022”.

Dal Piano Mattei alla rottura del tetto di cristallo, dal Pnrr alla crescita del Pil

Il governo Meloni al giro di boa dei due anni rivendica di essere “al fianco di chi crea ricchezze e lavoro” e del “piccolo che fa grande l’Italia”. E ancor di aver “difeso l’agricoltura”, generato un “welfare più inclusivo” e, al contrario di quanto raccontano le opposizioni, di aver messo “più risorse per ricostruire la sanità” con “stanziamenti record per il Fondo sanitario nazionale”. Spazio poi ai numeri sulla scuola, sull’università e la ricerca, sulla messa in sicurezza del territorio, sul turismo, sulla Pubblica amministrazione “che si rinnova” e sulla “sfida della transizione digitale” con “1 miliardo di investimenti sull’intelligenza artificiale”.

Secolo d'Italia - Sito ufficiale


sabato 3 febbraio 2024

520) UNA CARRELLATA DI 15 ANNI DI BLOG


3 FEBBRAIO 2009 – 3 FEBBRAIO 2024 QUINDICI ANNI DI BLOG,

I PRINCIPALI AVVENIMENTI DESCRITTI

 


Ha compiuto quindici anni tondi, tondi, la mia avventura nel blog. Non mi aspettavo neanch’io che avessi resistito così tanto. In questi anni ho parlato di tutto, su politica, cronaca, spettacoli, sport, cataclismi e altro: dai grandi eventi, problemi, fatti positivi o drammatici, nazionali ed internazionali, ai piccoli episodi di paese e della mia vita. Se tornassi indietro a quel febbraio 2009 e consegnassi tutto quello pubblicato al mio altr’ego di allora, egli diventerebbe un ottimo indovino, rimanendo sorpreso e di sasso per alcuni avvenimenti; impassibile per gli altri accadimenti scontati e facili da prevedere. Sono stati pubblicati articoli scritti di mia mano nella maggioranza dei casi e copiati e incollati da altri siti in poche occasioni. Scrivere notizie dettagliate a mo’ di articolo giornalistico comporta tempo e spesso non si riesce ad arrivare in tempo reale, al contrario delle principali piattaforme sociali, dove si pubblicano e commentano con brevi frasi le notizie in sincronismo perfetto e non si deve fare necessariamente a casa davanti a un grande schermo. Io fino ad ora ho preferito fornire notizie dettagliate e precise, contornate dalle mie idee e dalle mie opinioni personali, fuori dalla linea del politicamente corretto, anche se ciò ha richiesto necessariamente tempo. Ultimamente però ho scritto pochino: non perché mi sia concentrato di più sui social (anche lì non scrivo molto), semplicemente perché comincio ad essere stanco e non trovo più grandi argomenti a cui dedicarmi; quando non accade nulla di significativo e importante devo spremermi per trovare dei temi, ma in futuro non mollerò l’osso. Mi ha portato fortuna il blog: difatti da quando l’ho creato ho avuto dei miglioramenti nella vita in generale, incluso lo scrivere, non più dettato da isterismo, ma da ragionamenti e dimostrazioni, riuscendo perfino in particolari occasioni a scherzare e ad essere spiritoso. Questo succede un po’ a tutti coloro che scrivono nei blog o sui canali sociali: all’inizio, presi dalla novità, sono tutti scatenati (specialmente coloro che sono protetti dall’anonimato), poi col tempo quasi tutti si calmano. Lo aveva capito prima di tutti colui che inaugurò questa stagione, che fu mio mentore nello scrivere in rete e che da qualche anno è passato a miglior vita. Egli generalmente non limitava la libertà che caratterizza le reti informatiche e in poche occasioni si arrabbiava quando lo prendevano a bersaglio nei suoi siti, spesso ironizzava, per lui l’anonimato serviva per far uscire la verità. Per me i blog di Cori furono un ottimo prologo in vista dell’alba magica del mio sito personale sulla piattaforma Splinder, quindici anni fa, modellato su una comoda poltrona nella mia cameretta da letto, in quella tastiera a servizio di quello schermo che funge da finestra sul mondo. Quel mondo che ha visto crescere a dismisura quest’adolescente inaspettato, perché era previsto che morisse a pochi anni! Auguri a lui!


I principali accadimenti descritti

CORI (LT): elezioni comunali 2012, elezioni comunali 2017, elezioni comunali 2022; l’arrivo di don Angelo Bonaiuto, l’arrivo di don Giampaolo Bigioni, l’uscita di scena di don Ottaviano Maurizi, la nomina a vescovo di Felice Accrocca; varie feste della Madonna e Caroselli storici, altre ricorrenze e feste minori; pellicole girate al paese; statistiche demografiche; declino dell’ospedale; commenti e critiche politiche; situazioni di degrado; Cori calcio tra alti e bassi; libri; il delitto di Cori del 1997; le morti di Tommaso De Gregorio, Angelo Sorcecchi, Mario Cecchi (che, non solo per me, furono dei punti di riferimento: chi in un ambito, chi in un altro).

ITALIA: la parabola di Berlusconi tra alti e bassi sino alla sua morte, la caduta dell’ultimo suo governo, Governo Monti, Governo Letta, Governo Renzi, Governo Gentiloni, governi Conte I e II, Governo Draghi, Governo Meloni; la rielezione di Napolitano alla Presidenza della Repubblica, l’elezione e la rielezione di Mattarella alla stessa carica; elezioni politiche 2013, elezioni politiche 2018, elezioni politiche 2022; elezioni europee 2009, elezioni europee 2014, elezioni europee 2019; quasi tutte le elezioni amministrative e regionali dal 2009 ad oggi, comprese quelle per la Regione Lazio (2010, 2013, 2018, 2023), qualche referendum (abrogativo e costituzionale), le anomalie di Gianfranco Fini che comportarono la sua fine politica, la fine del bipolarismo tra Pd e Pdl, l’avvento dei Cinque Stelle, la rinascita della destra, la morte di Giulio Andreotti; i tragici terremoti del 2009 a L’Aquila, del 2012 in Emilia, del 2016 nell’Italia centrale, il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, varie fasi storiche e patriottiche viste fuori dai soliti punti di vista; i militari italiani caduti in missione,  gli anniversari degli assassinii dei militanti di destra e le vittime della mafia; la beatificazione di Giovanni Paolo II, la rinuncia la soglio pontificio di Benedetto XVI, la sua morte avvenuta anni dopo, l’arrivo di Papa Francesco, gli elogi e le critiche al suo operato; nello sport qualche piccolo successo della Lazio, della nazionale di calcio, il Latina calcio in Serie B e qualche cronaca olimpica; le recensioni di libri, di film, di canzoni; le statistiche Istat; l’immigrazione illegale e le tragedie; le giornate della memoria del 27 gennaio e del 10 febbraio;  varie campagne in difesa della lingua italiana, della classica famiglia, dell’italianità e dei valori tradizionali.

MONDO: i problemi del terrorismo e del fondamentalismo islamico, con vari attentati in Europa e con le varie guerre in Siria, Iraq, Libia (dopo la caduta di Gheddafi a seguito della rivoluzione) e Afghanistan, col ritorno dei talebani dopo il ritiro delle truppe occidentali della Nato; la guerra tra Russia ed Ucraina seguita sin dai suoi primordi nel 2014; la rielezione del Presidente Usa Obama, l’elezione clamorosa di Trump e quella di Biden alla stessa carica; l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, la morte della sua Regina Elisabetta II; la pandemia mondiale denominata Coronavirus o Covid 19 che ha causato milioni di morti e messo in ginocchio l’economia mondiale; le crisi economiche, quella greca; l’utopia di una grande Europa unita.

FATTI PERSONALI: i ricordi e i raduni militari, le idee per la vita, i ricordi personali d’infanzia e non, alcuni sfoghi, le risposte alle critiche, i ponti tra la disoccupazione e il lavoro e viceversa, l’acquisto dell’automobile, la lettera per il 40° compleanno, le opinioni sulle donne e le preferenze, i nonni paterni e materni e le loro esperienze belliche, i bisnonni e la Grande Guerra, la descrizione dei luoghi visitati in vacanza, all’estero e in Italia, specie la Spagna girata in auto per due volte, il commovente passaggio del blog da Splinder a Blogger, i bilanci del blog.

sabato 8 aprile 2023

511) FINALMENTE LA SALVAGUARDIA DELLA LINGUA ITALIANA

FINALMENTE SI PRENDERANNO DEI PROVVEDIMENTI PER EVITARE L’ECCESSIVA CONTAMINAZIONE DEI FORESTIERISMI NELLA LINGUA ITALIANA.

 


Mi dissocio dall’ondata di sdegno che sta suscitando la proposta di legge presentata dall’onorevole Fabio Rampelli riguardante la salvaguardia della lingua italiana, contro il dilagare eccessivo dei forestierismi. Nel mio piccolo sono anni che mi batto in questo mio spazio affinché si arrivasse a questo provvedimento. Ci sono dei termini esteri che sono ormai decenni che fanno parte del nostro lessico e nessuno si sognerebbe mai di proibire di farli pronunciare o scrivere, anche se, in molti casi, ci sono dei validi sinonimi italiani, ad esempio: sport (attività fisica, agonistica), computer (dispositivo, elaboratore), internet (rete informatica), bar (caffè, mescita), pullman o autobus (corriera, torpedone), gay (gaio, omosessuale), leader (capofila, trascinatore), garage (rimessa), roulotte, roulette, camper, camion (autocarro, autotreno), made in Italy (fabbricato in, prodotto in), eccetera. Recentemente però c’è stata una vera e propria esplosione di inglesismi senza precedenti, i quali sostituiscono le parole che fino a poco prima si dicevano tranquillamente in italiano, soprattutto nei mezzi di informazione di massa, nelle insegne pubblicitarie e commerciali, nelle istituzioni, insomma nel linguaggio comune di tutti i giorni. In questi ambiti fino a pochi anni fa andava bene l’italiano puro, ora non più, poiché va di moda questo nuovo idioma “italnglese”. Sfogli i giornali, vedi la televisione o ascolti la radio, si legge o si sente una parola straniera ogni cinque italiane. Un esempio: “tickets per il concerto sold aut in poche ore, molti pagati con le cards, inizia il countdown”; ovvero: “biglietti per il concerto esauriti in poche ore, molti pagati con le carte di credito, inizia il conto alla rovescia”.


Non si è mai visto un paese tanto autolesionista verso la propria lingua nazionale come l’Italia, nelle altre nazioni (Francia in testa) si potranno leggere o sentire parole estere una ogni mille o diecimila: hanno da tempo delle leggi che tutelano le loro lingue, tramite le loro accademie di lingue nazionali, e nessuno si è mai scandalizzato. Decenni addietro, dopo il fascismo, si italianizzavano senza problemi i nomi di qualche nuova tecnologia inventata altrove o quelli di battesimo dei personaggi famosi stranieri: televisione deriva da television, si diceva coppa, lega, non cup, league nei tornei internazionali di calcio, i reali britannici vecchi si traducevano in Elisabetta e Carlo; mentre quelli nuovi oggi, segno dei tempi, mantengono i nomi originali: William (Guglielmo), Henry (Enrico).  Con l’eccessivo uso dei forestierismi la nostra lingua si impoverisce, di neologismi non ne nascono più e in più bisogna tener presente che questi inglesismi, che vanno tanto di moda e spesso sono storpiati, divenendo d’inglese maccheronico (es: Maicol scritto ufficialmente in quel modo all’anagrafe), sono incompresi dalla maggioranza della popolazione, perché non tutti conoscono l’inglese alla perfezione. Usare l’italiano puro con pochissime parole estere, quelle che da tempo fanno parte del nostro lessico, non sono delle questioni di nazionalismo, d’autarchia o di fascismo, servirà principalmente a far comprendere perfettamente le frasi e i concetti senza ricorrere ai vocabolari di lingue. Questa proposta di legge non è del governo ma di un deputato di maggioranza e non si sa se verrà approvata a breve. Al momento nella Costituzione italiana non c’è un articolo che stabilisce quale sia la lingua nazionale, bisognerà provvedere anche in questo se si vorrà far divenire più efficace la legge sull’uso corretto dell’italiano. Io invito ad andare avanti, magari rivedendo la parte delle sanzioni, non lasciandosi suggestionare dai forti pareri contrari.

lunedì 13 febbraio 2023

509) LE ELEZIONI REGIONALI 2023

CONTINUA IL VENTO A FAVORE DEL CENTRODESTRA, CON LE VITTORIE NETTE NEL LAZIO E IN LOMBARDIA. NEL LAZIO IN PARTICOLARE, COL NUOVO CORSO, SI AUSPICA CHE CI SIA UNA INVERSIONE DI TENDENZA PER SANITÀ E INFRASTRUTTURE.

 

Risultati Lazio: affluenza 37,20%; Francesco Rocca (centrodestra) 53,88%, Alessio D'Amato (centrosinistra) 33,50%, Donatella Bianchi (Movimento Cinque Stelle) 10,76%.

Risultati Lombardia: affluenza 41,67%.;Attilio Fontana (centrodestra) 54,67%, Francesco Majorino (centrosinistra) 33,93%, Letizia Moratti (Terzo Polo) 9,87%, Mara Ghidorzi (Unione Popolare) 1,53%.

 


Continua l’andamento positivo per il centrodestra iniziato con la vittoria delle elezioni politiche del settembre scorso. Le vittorie nel Lazio e in Lombardia sono una conferma che fino a questo momento l’operato del governo nazionale piace alla maggioranza degli elettori. L’affluenza alle urne, che scarseggia sempre di più, è diventata poco rilevante, perché ormai è una regola fissa e non è più un’eccezione. Per tentare di far aumentare gli elettori hanno allungato di una giornata l’apertura dei seggi elettorali, ripristinando dopo anni la giornata del lunedì, altre alla consueta domenica, ma non c’è stato un consistente aumento degli affluenti al voto. Nella scorsa tornata per le regionali, dove si votava in una sola giornata, i votanti furono molti di più perché si votava anche per le elezioni politiche (2018). Per quanto riguarda i risultati, in Lombardia come al solito non c’è stata partita: Attilio Fontana è stato riconfermato presidente, nonostante le campagne denigratorie e diffamatorie dei tempi del Covid, a dimostrazione che gestì egregiamente la grande emergenza internazionale sanitaria. La fuoriuscita del centrodestra, Letizia Moratti, ha provato invano a mettergli i bastoni tra le ruote. In questa regione l’alleanza Pd – M5s non ha funzionato. Non si sa se nel Lazio la medesima alleanza avesse funzionato: nella nostra regione la sinistra ha preferito rompere l’alleanza con i pentastellati per allearsi con Azione – Italia viva, una formazione inconciliabile con il Movimento 5 Stelle. In futuro secondo me faranno la grandissima ammucchiata (adesso è facile parlare, cinque anni sono lunghi per cambiare idea) per cercare di strappare il governo nazionale a Meloni e al centrodestra. Nel Lazio per la terza volta la destra ha trionfato (dopo i precedenti di Storace e di Polverini): questa vittoria era ampiamente annunciata, a differenza delle due precedenti. Nel 2018 Parisi del centrodestra perse principalmente a causa del sindaco di Amatrice Pirozzi che preferì uscire dalla coalizione e candidarsi anch’egli alla presidenza regionale. Si spera che il nuovo presidente Rocca, considerando che è stato un dirigente della Croce Rossa, abbia a cuore i problemi sanitari del territorio, non solo nella metropoli e nelle città medio – grandi, anche nei piccoli paesi. Questo è quanto ha promesso nei vari comizi: spero che la parola data verrà mantenuta. Di vitale importanza sarà la realizzazione delle infrastrutture stradali e ferroviarie necessarie al mantenimento e all’incremento dello sviluppo per agricoltura, industria, turismo dei vari circondari, dribblando i “partiti del no a tutto” che ci fanno regredire. Ad ogni elezione gli schieramenti più grossi e tradizionali promettono, promettono: poi tra burocrazia, blocchi, ed impicci vari, passano cinque anni senza che si realizzi nulla.

mercoledì 14 dicembre 2022

506) LA PRIMA MANOVRA FINANZIARIA DEL GOVERNO MELONI

PRIME PROVE ECONOMICHE PER IL GOVERNO MELONI: rimodulazione del reddito di cittadinanza, lievi aumenti delle pensioni minime E QUOTA 103, incentivi alle famiglie e alla natalità. sarÀ UN PRIMO PASSO VERSO L’ESECUZIONE DEL PROGRAMMA ELETTORALE.

 


Il primo banco di prova per il governo presieduto da Giorgia Meloni avverrà con l’approvazione della proposta della manovra finanziaria annuale. Questo esecutivo si è insediato ad ottobre inoltrato, per cui è stato impegnato per tutto il tempo nel preparare questo importante provvedimento economico, il quale dovrà essere approvato per legge entro fine anno, se non si vorrà ricorrere all’esercizio provvisorio. Sarà interessante constatare se, a questa prima verifica numerica di maggioranza, i parlamentari che sostengo il governo rimarranno compatti, anche in vista dell’approvazione delle altre leggi da qui ai prossimi mesi, ai prossimi anni.

Un provvedimento inserito in questa manovra riguarda la riformulazione del controverso strumento del “Reddito di cittadinanza”: senza dubbio esso aiuta molte fasce più deboli, ma è altresì un incentivo a rimanere inoccupati e redditizio per le organizzazioni criminali e per gli stranieri dell’Unione Europea che aggirano le leggi. Gli ultimi citati fanno di tutto per prendere la residenza in Italia. Da quando è stato introdotto questo sussidio statale, nel corso del tempo sono state scoperte numerosissime truffe. Nulla cambierà per coloro non idonei al lavoro, mentre per gli altri questo sostegno economico sarà a tempo limitato e ovviamente si terrà conto anche degli eventuali familiari a carico. Da quando c’è questo reddito di cittadinanza non si trovano più lavoratori stagionali, soprattutto nel settore turistico, balneare e della ristorazione. Nella teoria i percettori del reddito avrebbero dovuto ricevere offerte di lavoro dallo Stato e dopo qualche rifiuto avrebbero perso il sussidio; nella pratica non è stato così. In futuro sarà importante creare una sinergia tra Stato e imprese, senza allontanarsi col passare del tempo, per reperire le tipologie di lavoratori che servono ed eventualmente formarli, reperendoli tra i beneficiari di questo reddito. Anche nel ricercare i lavoratori dall’estero si terrà conto dei disoccupati nostrani col sussidio dello stato. È un controsenso effettuare regolarizzazioni di massa per gli stranieri, senza tener conto degli autoctoni mantenuti per non far niente. Il bonus cultura per i giovani d’ora innanzi riguarderà solamente quelli appartenenti alle classi meno abbienti. Proseguirà la linea degli aiuti alle famiglie e alle imprese per il caro-bollette.


I soldi risparmiati con la riforma del Reddito di cittadinanza serviranno per aumentare lievemente le pensioni minime a 600 €: un primo passo per arrivare a 1000, come promesso in campagna elettorale. Nel tempo si arriverà ad una parziale riforma della legge Fornero sulle pensioni, introducendo la cosiddetta “quota 103” (62 anni di età e 41 di contributi), un po’ meno costosa della breve ed abolita “quota 100”. Tutti vorrebbero la pensione il prima possibile, specie coloro che svolgono lavori gravosi e di fatica; bisogna considerare che gli anziani sono molti e la popolazione giovane si riduce sempre più, tra calo delle nascite e fughe all’estero: se non ci sarà un consistente decollo delle nascite ed occasioni stabili in Italia, in futuro difficilmente si anticiperà l’età pensionabile. Ecco allora la prosecuzione del piano per la ripresa demografica, incrementandolo molto di più rispetto al precedente governo. Sono solo poche settimane che c’è questo Governo, non si può far tutto in pochi giorni. Attendiamo per valutare e giudicare l’operato.

sabato 22 ottobre 2022

503) IL GOVERNO DI GIORGIA MELONI

DOPO 11 ANNI DALL’ULTIMA VOLTA SI È INSEDIATO UN GOVERNO ELETTO DAL POPOLO, GUIDATO DA GIORGIA MELONI (PRIMA DONNA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI), COME CONSEGUENZA DELLE ULTIME ELEZIONI POLITICHE VINTE NETTAMENTE DAL CENTRODESTRA, DANDO L’AVVIO ALLA XIX LEGISLATURA DELLA REPUBBLICA ITALIANA.


GOVERNO GIORGIA MELONI

(68° governo della Repubblica italiana)

·         Presidente del Consiglio dei ministri: Giorgia Meloni (FdI)

·         Vicepresidenti: Antonio Tajani (FI), Matteo Salvini (LSp)

  • Sottosegretario alla presidenza: Alfredo Mantovano (Ind.)

 

MINISTRI:

1.    Affari esteri e cooperazione internazionale: Antonio Tajani (FI)

2.    Interno: Matteo Piantedosi (Ind.)

3.    Giustizia: Carlo Nordio (FdI)

4.    Difesa: Guido Crosetto (FdI)

5.    Economia e finanze: Giancarlo Giorgetti (LSp)

6.    Sviluppo Economico: Adolfo Urso (FdI)

7.    Politiche agricole alimentari e forestali. Francesco Lollobrigida (FdI)

8.    Transizione ecologica: Gilberto Pichetto Fratin (FI)

9.    Infrastrutture e mobilità sostenibili: Matteo Salvini (LSp)

10. Lavoro e politiche sociali: Marina Elvira Calderone (Ind.)

11. Istruzione: Giuseppe Valditarra (LSp)

12. Università e ricerca. Anna Maria Bernini (FI)

13. Cultura: Gennero Sangiuliano (Ind.)

14. Salute: Orazio Schillaci (Ind.)

15. Turismo. Daniela Santanchè (FdI)

 

MINISTRI SENZA PORTAFOGLIO

1.    Rapporti con il parlamento: Luca Ciriani (FdI)

2.    Pubblica amministrazione. Paolo Zangrillo (FI)

3.    Affari regionali e autonomie: Roberto Calderoli (LSp)

4.    Sud e politiche del mare: Nello Musumeci (FdI)

5.    Politiche europee, coesione e PNRR: Raffaele Fitto (FdI)

6.    Politiche giovanili e sport: Andrea Adobi (Ind.)

7.    Famiglia, natalità e pari opportunità: Eugenia Maria Roccella (FdI)

8.    Disabilità: Alessandra Locatelli (LSp)

9.    Riforme istituzionali: Maria Elisabetta Alberti Casellati (FI)


 

APPOGGIO PARLAMENTARE


CAMERA DEI DEPUTATI

(Presidente Lorenzo Fontana)

Maggioranza: FdI 118 – Lega 66 – FI 44 – misto 9 – TOTALE 237/400

Opposizione: Pd 69 – M5s 52 – A/Iv 21 – misto 21 – TOTALE 163/400

 

SENATO DELLA REPUBBLICA

(Presidente Ignazio La Russa)

Maggioranza: FdI 63 – Lega/Psa 29 – Fi 18 – Moderati 6 – TOTALE 116/206

Opposizione: Pd 38 – M5s 28 – A/Iv 9 – Auton. 7 – misto 7 – n.i. 1 – TOTALE 90/206

mercoledì 17 agosto 2022

499) LA RIPRESA DELLE VACANZE

DOPO CIRCA DUE ANNI E MEZZO SONO RICOMINCIATE PER ME LE VACANZE (NON TROPPO LONTANE, COME NUOVO INIZIO BISOGNA ANDARCI LEGGERI): NAPOLI E DINTORNI E IL MOLISE.

 


Sono passati due anni e mezzo dal gennaio 2020, poche settimane prima della chiusura generale, in cui mi concessi l’ultima vacanza. Dopo tanto tempo ho deciso di andarci cauto nel ricominciare, scegliendo dei luoghi non eccessivamente lontani. L’ideale sono stati pochi giorni a Napoli e dintorni, andandoci in treno. Napoli città, se non fosse troppo sporca in alcune zone, sarebbe una splendida metropoli storica. Essa, essendo stata per secoli capitale del Regno di Napoli, ospita diversi palazzi reali e castelli, usati come forti militari: il Palazzo reale di Piazza Plebiscito, quello di Capodimonte, il Maschio Angioino, il Castello del Vomero. La città nel sottosuolo è divenuta una meta ambita: li ci vivevano a migliaia durante la guerra e nel dopoguerra. Caratteristici sono i vicoli del centro storico, con le rinomate botteghe di artigianato e di altro. Napoli è bella a tratti, come diceva qualche stesso napoletano, aggiungendo che i cumuli di pattumiera per le strade dovrebbero essere ritirati due volte al giorno. La città, essendo bene organizzata con metropolitane, ferrovie urbane, porto ed aeroporto, è inoltre un importante scalo di smistamento verso le rinomate località balneari del suo golfo, specie in questo periodo, e verso le isole di Capri e di Ischia. Ci sono degli autobus turistici che partono da Piazza Garibaldi, la piazza della stazione centrale, verso le mete turistiche importanti del territorio napoletano: gli scavi archeologici di Pompei, di Ercolano, il Vesuvio, Amalfi, Positano ed altre. Io ho scelto di andare a Pompei e sul Vesuvio, il vulcano che la seppellì nel 79 dc, insieme ad Ercolano. Già c’ero stato una volta nelle rovine di Pompei, tanti anni fa con la scuola media, ma è stato sempre interessante tornare in questo sito famoso e visitato da tutto il mondo. Napoli non gode di una buona fama di città tranquilla e un po’ di timore c’è sempre quando ti ci rechi; la criminalità è presente in tutte le città, perciò bisogna fare attenzione ed essere prudenti ovunque. I napoletani si arrabbiano con coloro che provengono del resto delle province campane e dicono di essere di Napoli: secondo essi sarebbero costoro che sputtanerebbero il nome della loro città, comportandosi male. A parte dei piccoli imbrogli subiti all’albero e al suo ristorante, su quello che prima dicevano faceva parte del pacchetto e poi è risultato extra da pagare in più, fortunatamente sono stati pochi giorni tranquilli e interessanti.  


La seconda parte delle vacanze ha riguardato la visita nella sola giornata di ferragosto dei due capoluoghi di provincia del Molise: Campobasso ed Isernia. Ci voleva anche una gita in automobile, ben revisionata e con gli adeguati lavori di manutenzione fatti eseguire, per concludere le ritrovate vacanze alla grande. Qualche località interessante nell’ambito dell’Italia centrale si può visitare anche nell’arco di una giornata particolare (come pasquetta e appunto ferragosto), principalmente per svagarsi e per testare l’autovettura su lunghe distanze e su strade adeguate, facendo bene attenzione ai limiti e ai cartelli nei centri abitati, per non ritrovarsi dopo pochi giorni nella cassetta delle lettere qualche spiacevole sorpresa. Campobasso ed Isernia qualche cosa di storico ed interessante da vedere ce l’hanno (vi dimorava l'antico popolo dei sanniti), tuttavia non c’erano molti turisti, per cui gran parte dei locali e dei ristoranti erano chiusi, i pochi aperti erano solo su prenotazione; alla fine qualche ristoro tipico l’ho trovato, in un piccolo centro, uscendo dalla strada extraurbana principale che partendo dall’A1 attraversa tutto il Molise. Insomma sono rimasto soddisfatto di questi ritrovati viaggi di riposo (?), con l’auspicio in futuro di farne degli altri.

domenica 7 agosto 2022

498) L'ESTATE CORESE 2022

COL COVID PASSATO IN SECONDO PIANO L’ESTATE CORESE VA AVANTI ALLA GRANDE: POSITIVI I RITORNI DEL CAROSELLO STORICO E DEL FESTIVAL FOLCLORISTICO; NEGATIVI GLI SCHIAMAZZI NOTTURNI (MUSICA AD ALTO VOLUME FUORI TEMPO MASSIMO, MOTORINI E GRIDA)

Piazza Signina, ovvero "Le piazze", durante un Carosello Storico

Il Covid c’è ancora, anche peggio di prima, ma non se ne parla più, poiché i mezzi d’informazione sono concentrati su tutt’altro; a dimostrazione che il “quarto potere” quando vuole sa terrorizzare le masse, influenzandole: ingrossando e sminuendo i problemi. La normalità sembra per il momento tornata: non si sa se rimarrà in modo permanente o in autunno ci saranno delle ennesime restrizioni.

In questo contesto d’incertezza, il ritorno alla vita precedente al 2020 sembra essere ripresa un po’ ovunque, anche nel nostro piccolo contesto paesano: dopo la ripresa delle tradizionali processioni religiose di primavera, quest’estate è tornato il tradizionale Carosello Storico dei Rioni e il Latium Festival (a dire la verità quest’ultimo non si era mai fermato nei due anni precedenti: veniva effettuato in modo riduttivo). Ritengo positivo il ritorno a queste manifestazioni storiche – folcloristiche, con l’auspicio che possano essere migliorate sempre di più: migliorare la sfilata storica nel Carosello, per far sì che essa possa richiamare sempre maggiori appassionati e visitatori dalle zone limitrofe, e auspicare che la corsa all’anello nel palio divenga competitiva per i due rioni poco vincenti, in modo da non far perdere interesse ai locali. Idem il Festival Latium, anche se in questo caso le migliorie dipendono dai singoli gruppi, gli organizzatori potranno perfezionare solo l’aspetto logistico. Queste manifestazioni, insieme ad altre iniziative private, sono, tra l’altro, occasioni per rendere vivo e attrattivo un paese, non solo per gli eventuali turisti, anche per i coresi stessi, che non dovranno recarsi occasionalmente fuori per trovare un po’ di feste e di vita.


Se non si fa nulla si dice: che mortorio di paese! Se si fa qualcosa: che baccano, nessuno riesce più a dormire! Per tutto ci vuole il giusto equilibrio. Basterebbe che i vari eventi festosi che si svolgono nottetempo non oltrepassino la mezzanotte e che la loro musica non sia a volume spropositato, per dar modo di riposare a coloro che devono alzarsi alle prime luci dell’alba o prima ancora, visto che non tutti hanno la fortuna di poter rimanere in giro fino a tardi. Spesso accade che i complessi, i gruppi, che suonano e cantano nei locali, e non, vadano un po’ oltre il tempo consentito. Con le varie urla e col rumore dei motorini che sfrecciano a tutta velocità il condimento risulta perfetto; vige un divieto di transito per i motocicli: ovviamente a notte fonda nessuno può controllare. Se uno risiede nelle zone più mondane e più frequentate di un centro abitato, tutto ciò può essere considerato normale; solo nel caso si rispettassero le più elementari regole e principi di buona educazione che sarebbe tollerante subire i normali frastuoni.

domenica 5 giugno 2022

494) LA PRO CORI CALCIO VA IN PROMOZIONE REGIONALE

QUEST’ANNO, PER LA SECONDA VOLTA NELLA STORIA, UNA SQUADRA DI CALCIO A CORI È STATA PROMOSSA NEL CAMPIONATO REGIONALE DI PROMOZIONE LAZIALE: SI TRATTA DELLA PRO CORI. SE ESSA NON RIUSCIRÀ AD UNIRE LE FORZE CON L’ALTRA SOCIETÀ CALCISTICA CORESE, LA CORI MONTILEPINI, LE DUE REALTÀ POTRANNO TRANQUILLAMENTE COESISTERE.


A due anni dalla fondazione l’ASD Pro Cori Calcio è stata promossa dalla Prima Categoria alla Promozione regionale. È la seconda volta nella storia del calcio corese che si verifica un evento del genere: l’ultima volta fu nel 2014 con il vecchio Cori Calcio, da cui questa società calcistica ha ripreso lo stemma e i colori sociali giallo – rosso del nostro comune. È stato un campionato di Prima Categoria dominato all’inizio, a stagione in corso sembrava perso, in seguito è stato ripreso e solo all’ultima giornata è arrivata la vittoria finale. Personalmente l’evento mi rende felice e mi complimento con la società.

Questa squadra ha dovuto disputare gli incontri casalinghi a Norma, perché il campo di Cori, lo Stozza, ribattezzato da poco Romolo Palombelli, era sotto la gestione dell’altra società calcistica corese, la Cori Montilepini, attiva sia nel calcio a 5, sia in quello a 11, oltre a possedere l’intera filiera delle selezioni giovanili. Le dispute e le rivalità tra queste due realtà calcistiche non mi riguardano, vuoi perché non ci sono dentro, vuoi perché sono simpatizzante di entrambe le squadre. Però pare un po’ eccessivo che un comune di circa 10.000 abitanti si ritrovi ad avere ben 4 squadre di calcio: 2 a Cori e 2 a Giulianello con 2 campi a disposizione. Non c’è posto per tutti, anche perché nei terreni di gioco comunali non gareggiano soltanto le prime squadre, ci sono altresì le compagini giovanili. Sarebbero sufficienti due squadre: una a Cori e una a Giulianello. Se ciò non dovesse verificarsi, sarebbe auspicabile di trovare degli spazi e un accordo per fare in modo che la squadra esiliata possa disputare almeno gli incontri interni a Cori, per gli allenamenti si vedrà. Spetterà al Comune di Cori, si auspica da giudice imparziale, risolvere il contenzioso. 


Se una società calcistica possiede i mezzi e le risorse per poter gareggiare in un campionato dilettantistico che conta, nello sport più popolare, è un avvenimento più che positivo per il paese che si fa pubblicità e per i suoi abitanti è un orgoglio. Ma non bisogna sminuire il ruolo che ha avuto la Cori Montilepini in questi anni: ripartendo da zero ha praticamente rimesso su il calcio a Cori, ricostituendo pian piano l’intero settore delle giovanili e creando a Stozza dei campetti per il calcetto.

domenica 8 agosto 2021

474) LE OLIMPIADI 2020 E L’ITALIA

VA BENISSIMO L’ITALIA ALLE OLIMPIADI DI TOKYO 2020 (POSTICIPATE PER LA PANDEMIA), STABILENDO IL PRIMATO ASSOLUTO IN MEDAGLIE CONQUISTATE (BEN 40). MENO BENE VANNO LE STRUMENTALIZZAZIONI POLITICAMENTE CORRETTE SUGLI ATLETI.


In queste ultime due settimane si sono svolte a Tokyo, capitale del Giappone, i giochi delle XXXII olimpiadi moderne, le quali avrebbero dovuto svolgersi lo scorso anno, ma sono state posticipate a causa della pandemia Covid 19. Sono stati dei giochi olimpici anomali, perché il pubblico non poteva assistere in massa alle gare, specie nelle cerimonie di apertura e di chiusura, che da sempre sono i momenti più spettacolari di questa manifestazione sportiva. Stati Uniti e Cina si sono contesi fino all’ultima gara il primato per medaglie d’oro e alla fine l’anno spuntata gli statunitensi. Il Giappone ha chiuso al terzo posto: stava in casa e i suoi atleti erano spinti da una passione maggiore rispetto alle altre edizioni olimpiche. Altri piazzamenti di rilievo ci sono stati per Russia, Australia, Francia, Germania: non sono sorprese, essendo paesi molto popolati, alcuni pure sconfinati, e con grandi tradizioni sportive. Da sempre deludono alle olimpiadi, tranne nei brevi lampi di gloria, Africa e America Latina.


L’Italia, sportivamente parlando, ha confermato l’ottimo periodo di forma, avviato con la vittoria agli europei di calcio della rappresentativa Nazionale A, vincendo in totale 40 medaglie e stabilendo il primato assoluto nelle olimpiadi di tutti i tempi. Sorprendenti sono state le vittorie italiane nelle principali gare di atletica, tradizionalmente il fiore all’occhiello dei giochi olimpici: 100 metri, salto in alto, staffetta 4x100, marcia 20 km. Le altre medaglie d’oro italiane (che complessivamente sono state 10) sono state vinte in altre discipline: vela, taekwondo, karate, canottaggio. All’Italia sono andate altre 10 medaglie d’argento e ben 20 di bronzo. Hanno deluso, sempre per l’Italia, gli sport di squadra, il nuoto e la scherma, che nelle precedenti edizioni olimpiche avevano dato molte soddisfazioni e successi. C’è stata una grande insofferenza da parte dei media angloamericani per le clamorose affermazioni italiane nell’atletica leggera, da sempre loro feudo personale, e per screditare le vittorie italiane l’hanno buttata sul doping, soprattutto per Jacobs, l’italoamericano vincitore dei 100metri. Qualche mezzo d’informazione italiano (Fatto Quotidiano e qualcun altro) invece ha steccato, sbagliando completamente le previsioni, parlando prima dei principali ori, di olimpiadi disastrose per l’Italia. I cavalli si vedono all’arrivo e in tutte le manifestazioni sportive nel tempo ci sono sempre stati degli alti e dei bassi per tutti i partecipanti.

Gli atleti rappresentanti d’Italia provenivano da tutte le regioni e c’erano anche stranieri naturalizzati. Soprattutto su quest’ultimi sono state rivolte le principali attenzioni, considerando in tono minore gli altri, per fini che non avevano nulla a che fare con lo sport, premettendo che io mi complimento e mi felicito con tutti per le vittorie. Sfruttando l’onda dell’entusiasmo per i successi si chiedono facilitazioni per l’ottenimento della cittadinanza italiana da parte degli stranieri, con la scusa dello sport. I vertici dello sport nazionale non si occupassero di politica; c’è una legge al riguardo che funziona già e in più bisogna compiere un cammino d’integrazione e vedere se si è disposti ad accettare usi e costumi, tradizioni, lingua, religione del paese del quale si vorrebbe divenire cittadini, non cambiando così l’ossatura identitaria di un determinato popolo, come lo stesso Giappone insegna. A noi cosa cambia se otteniamo pochi altri successi sportivi in più?