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domenica 23 agosto 2026

543) TRA LO STRETTO DI MESSINA

CATANIA, CITTÀ RICCA DI MONUMENTI ANTICHI, È MOLTO AFFOLLATA E CAOTICA PER IL VULCANO DELL’ETNA NELLE VICINANZE, PRESO D’ASSALTO DAGLI ESCURSIONITI DI TUTTO IL MONDO, MA C’ È DEGRADO. TAORMINA HA IL SUO FASCINO COL SUO ANTICO TEATRO GRECO. REGGIO CALABRIA È UNA CITTÀ PULITA E ORDINATA, RICOSTRUITA CON CURA IN STILE ANTICO, FAMOSA PRINCIPALMENTE PER I BRONZI DI RIACE.


Sicilia e Calabria sono divise da un sottile strato di mare percorribile anche a nuoto dai nuotatori provetti. È più complicato attraversare quello stretto per i mezzi di trasporto (auto, autocarri, treni) con i traghetti, per i lunghi tempi di attesa per gli imbarchi e per gli sbarchi. Basterebbe fare un “ponticello” per facilitare tutto, ma per la burocrazia, per le polemiche e per le strumentalizzazioni politiche, per questioni finanziarie, per altro, sono decenni che l’opera viene posticipata a data da destinarsi. Nelle altre parti del mondo costruiscono ponti di chilometri e chilometri senza che nessuno se ne accorga, da noi quante polemiche per un piccolo viadotto. Sembra che la gente, o per necessità o per semplice svago, non si faccia scoraggiare dal caos imperante nello Stretto di Messina e si accoda per attraversarlo. Uno dei maggiori richiami per i visitatori è il vulcano dell’Etna, forse il maggiore d’Europa ancora attivo, preso d’assalto principalmente dagli escursionisti esperti di tutto il mondo: fino a 2000 m. ci si arriva tranquillamente con i mezzi di trasporto, dopodiché bisogna incamminarsi all’insù fino a 3.000 m. o proseguire con le costosissime funivie fino ad un limite massimo invalicabile. Nei paesi limitrofi al vulcano e a Catania non è raro trovare nelle strade e sui tetti cenere vulcanica che nelle ultime settimane è fuoriuscita, causando non pochi problemi alla circolazione aerea. Catania, ricca di monumenti romani e religiosi e dotata di una piccola linea metropolitana, è affollatissima: ben curata nelle sue attrazioni principali e molto degradata nel resto. 


C’è Taormina che è famosissima nel mondo per il suo antichissimo teatro greco che ancora oggi viene usato; le stradine di quel paese non hanno nulla da invidiare ai piccoli centri rinomati della Val d’Aosta, del Trentino e dell’Umbria. Al di là del mare c’è la città di Reggio Calabria, molto attiva e vitale solo per le persone del posto: infatti si notano pochi visitatori. Le maggiori attrattive della città sono le famose statue dei “bronzi di Riace” (datate V, VI sec. A.C.), conservate nel grande museo archeologico, dove c’è una lunga coda per entrare. 


La città, benché conservi poche vestigia antiche, è pulita e ordinata: è stata ricostruita in pianta quadrata ed in vecchio stile dopo il terribile terremoto del 1908, ha uno dei lungomari più belli d’Italia (chiamato Falcomatà, già sindaco reggino), dove spicca il Piazzale Italia con l’anfiteatro intitolato al Sen. Ciccio Franco (quello della famosa rivolta del 1970 “Boia chi molla”, quando Reggio non fu scelto come capoluogo della Calabria) e la statua di Athena. Da segnalare anche la produzione del bergamotto, un frutto da cui si ricavano i profumi. Le sensazioni e le opinioni dopo dei brevi primi approcci sono senza dubbio in gran parte positive e sono solitamente migliori di quelle più approfondite, dopo dei lunghi contatti con una specifica zona, poiché nel secondo caso solitamente emergono senza dubbio descrizioni più approfondite ma con più negatività.

lunedì 25 maggio 2026

543) MA CHE “NUOVI ITALIANI”?

NON PERCHÉ SI NASCE IN UN POSTO O CI SI VIVE PER QUALCHE ANNO CHE FA IL SOGGETTO AUTOMATICAMENTE CITTADINO, PRIMA BISOGNA INTEGRARSI, ACCETTANDO LE LEGGI E GLI USI E I COSTUMI DEL LUOGO. E DA UNA BEN NOTA PARTE POLITICA, ANTINAZIONALE ED ESTEROFILA, SI È SEMPRE PRONTI A SMINUIRE GLI ATTI DI VIOLENZA DI PERSONE NON AUTOCTONE.

 

Anche in Italia è arrivato il primo atto terroristico (o presunto tale) compiuto da un soggetto di origine araba, dopo che negli anni passati ce ne erano stati diversi e con la stessa modalità nei maggiori paesi dell’Europa occidentale. Qui da noi, a differenza dei precedenti attentati europei, fortunatamente non c’è stata alcuna vittima ma soltanto dei feriti gravi, alcuni dei quali hanno subito mutilazioni. L’attentatore risulta essere cittadino italiano (solo sulla carta). Nonostante si cerchi di sminuire l’atto violento, parlando di disturbi psichici dell’attentatore (però risultato perfettamente in grado di intendere e di volere) e lanciando anatemi contro i politici che si allarmano per il terrorismo, scavando nel suo passato si sono scoperti dei suoi proclami tipici dei jihadisti che inneggiano alla guerra santa, di odio e di disprezzo verso l’occidente e verso i cristiani. Alloro mi chiedo: come è possibile che ad un tipo così sia stata concessa la cittadinanza italiana? Perché dopo che si ottengono i requisiti per divenire italiani non si svolge un attento e scrupoloso esame di cultura, usi e costumi e lingua e leggi riguardanti l’Italia, oltre che una perizia psicologica, per coloro che ambiscono ad ottenere la nostra cittadinanza? Sono fatti di questi giorni alcuni cittadini di origine straniera candidati alle elezioni amministrative, per nulla integrati nella cultura italiana e qualcuno di loro addirittura mastica poco la nostra lingua e aspira a imporre la sua visione del mondo, ben lontana dalla nostra, a noi.

Tutti i partiti (di sinistra soprattutto) mirano a servirsi di questi “nuovi italiani” per allargare il proprio consenso elettorale, ben sapendo che sarà un sicuro serbatoio inesauribile. Poi un giorno, se non si limiterà tutto ciò, andrà in malore tutto quello che abbiamo conquistato, anche i cosiddetti “diritti civili” tanto cari a sinistra. Col solito ritornello che "anche loro pagano le tasse" si vorrebbero facilitare ancor di più le concessioni delle cittadinanze. Non è una spiegazione plausibile, perché le tasse le paga chiunque (italiano o straniero) usufruisce di alcuni servizi: avere l'acqua, il gas, l'energia in casa comporta dei costi, le trattenute sugli stipendi servono allo stato per garantire dei servizi essenziali di cui beneficiano anche gli ospiti (sanità, scuole, forze di sicurezza) ed anche loro avranno diritto alle pensioni un giorno. Bisogna fare in modo che quando un giorno questi individui si comporteranno da “veri italiani”, accettando i valori fondamentali, le usanze, le tradizioni, la religione del nostro paese, allora si potrà avere il titolo di cittadino italiano ed anche esserne rappresentante nelle istituzioni.

C’è questa mentalità, tanto di moda, che disprezza tutto quello che è nostrano, nazionale ed apprezza tutto quello che viene da fuori, in nome di un mondialismo e di un multiculturalismo e in nome di una presunta, storica colpevolezza del mondo occidentale per tutti i problemi del pianeta. Così accade che se un italiano autoctono compie degli atti di violenza, specie verso le donne, ci sono (giustamente) polveroni ed indignazioni per giorni e giorni, mentre se la stessa cosa accade per mano di un tale straniero si tende a sminuire; la violenza non sarà poi così grave e si danno delle giustificazioni (“è la loro cultura”, “ha problemi mentali”, “ha una storia triste alle spalle”). Gli atti brutali vanno condannati sempre: sia quelli di italiani verso connazionali o verso stranieri, sia quelli degli ospiti verso i loro compaesani o verso i “padroni di casa”. Amare la propria terra e difendere le proprie tradizioni non significa né razzismo, né disprezzare le altre culture. L’occidente avrà commesso molti misfatti nel corso della storia, ma ha lasciato molte cose positive per tutto il globo e se non fosse per esso, forse staremmo ancora all’età della pietra.

domenica 19 aprile 2026

sabato 28 febbraio 2026

541) SÌ AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA

IL PROSSIMO REFERENDUM COSTITUZIONALE DEL 22 – 23 MARZO 2026 SARÀ SULLA RIFORMA DEL SISTEMA GIUDIZIARIO, CHE SEPARERÀ LA MAGISTRATURA INQUIRENTE DALLA MAGISTRATURA GIUDICANTE, FACENDO SCEGLIERE AD UN MAGISTRATO UNA SOLO CARRIERA TRA LE DUE E NON CI SARÀ PIÙ POSSIBILITA DI PASSARE DA UNA PARTE ALL’ALTRA COME AVVIENE ORA


1.   1.   ESSENDO UN REFEREDUM COSTITUZIONALE NON CI SARÀ QUORUM DI AFFLUENZA;

2.   NON SARÀ UN REFERENDUM SUL GOVERNO ITALIANO ATTUALMENTE IN CARICA;

3.   VOTARE SÌ SIGNIFICA METTERSI AL PARO CON LE GRANDI DEMOCRAZIE E NON STARE PIÙ AI LIVELLI DI PAESI DI DUBBIA LIBERTÀ;

4.   QUESTA RIFORMA, SOTTO – SOTTO, È GRADITA DAGLI AVVERSARI DEL GOVERNO (TRANNE LE FRANGE PIÙ ESTREME DELLA MAGISTRATURA E DELLA POLITICA) MA DEVONO DIRE DI NO PERCHÉ È STATA FATTA DAGLI ALTRI;

5.   L’ATTUALE SISTEMA GIUDIZIARIO NON FU VOLUTO DAI PADRI COSTITUENTI DEL DOPOGUERRA, MA DAL FASCISMO;

6.   OGGI UNA PARTE DELLA MAGISTRATURA È POLITICIZZATA CON LA RIFORMA GODRÀ DI PIÙ IMPARZIALITÀ;

7.   AVERE PUBBLICI MINISTERI E MAGISTRATI GIUDICANTI AUTONOMI E NON PIÙ AMICI E COMPAGNI DI CORRENTI FARÀ SÌ CHE UN INNOCENTE AVRÀ PIÙ POSSIBILITÀ DI CAVERSELA, MENTRE OGGI C’È IL RISCHIO CHE UN MAGISTRATO GIUDICANTE NON SE LA SENTA DI ANDARE CONTRO UN P.M. SUO AMICO. I COLPEVOLI, CON PROVE A CARICO, SARANNO CONDANNATI UGUALMENTE COME AVVIENE OGGI E NON CI SARANNO SCAPPATOIE.