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domenica 31 dicembre 2023

519) ALCUNI FATTI DEL 2023 (TRATTATI NEL BLOG)

QUESTI SONO I POCHI AVVENIMENTI DEL 2023 (TRA I TANTI) DESCRITTI NEL BLOG: GLI ADDÌI DI BENEDETTO XVI, BERLUSCONI, NAPOLITANO, IL SEMPRE MAGGIORE CONSENSO POLITICO PER “FRATELLI D’ITALIA”, AD UN ANNO DAL DEBUTTO AL GOVERNO NAZIONALE, CHE COL CENTRODESTRA VINCE LE REGIONALI IN LOMBARDIA, NEL LAZIO E LE AMMINISTRATIVE, LA PROPOSTA DI LEGGE PER LA SALVAGUARDIA DELLA LINGUA ITALIANA, LE MANIFESTAZIONI SENZA SENSO, UNA VACANZA IN LIGURIA E LE PROCESSIONI PAESANE IN CRISI.

Nel corso del 2023 ci hanno lasciato dei personaggi illustri di fama nazionale ed internazionale: il Papa emerito Benedetto XVI (le esequie ci sono state ad inizio gennaio, ma il decesso c’è stato a fine dicembre’22), l’imprenditore e più volte Presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi, e l’ex Presidente della repubblica Giorgio Napolitano. Con l’età avanzatissima la morte diviene un avvenimento scontato, però quando la fama dei singoli personaggi è planetaria lo scalpore con il cordoglio sono immensi e i media per giorni e giorni non parlano d’altro.

In politica è proseguito il successo del centrodestra, in particolare del maggior partito per consensi “Fratelli d’Italia”, che ha vinto le regionali in Lombardia (riconfermando il presidente uscente) e nel Lazio (dove la coalizione ha ripreso le redini dell’ente a 10 anni di distanza dall'ultima volta), oltre ad affermarsi nella stragrande maggioranza dei comuni nelle elezioni amministrative. Nel Lazio l’auspicio dopo la vittoria del neopresidente Rocca era quello di una maggiore attenzione per le strutture sanitarie in decadenza nei piccoli comuni. Le vittorie elettorali del 2023 sono state la dimostrazione che il governo era ancora in “luna di miele” con gli elettori, nonostante ancora si sono visti pochi risultati con quanto seminato da un anno a questa parte, tranne che per gli eccellenti dati sull’occupazione, dopo il taglio del reddito di cittadinanza.

Grande attenzione è stata data alla proposta di legge sulla salvaguardia della lingua italiana contro il dilagare dei termini anglofoni, la quale fino ad oggi non ha avuto seguito. Qualche polemica c’è stata contro la manifestazione che c’è stata a Latina del movimento arcobaleno o come si suol dire lgbt: polemiche sull’eccessiva ostentazione, non sull’orientamento, anche perché non c’è nessuna legge che discrimina le diverse posizioni sulla sessualità. La parte dello svago e del rilassamento ha riguardato la descrizione di una vacanza estiva in Liguria. E dulcis in fundo c’è stata una cronaca della Processione di San Tommaso da Cori, fino a arrivare a parlare delle altre processioni paesane che attirano pochi fedeli, non paragonabili a quella solenne e maestosa della Madonna del Soccorso.

In conclusione sono doverose delle menzioni sugli altri grandi accadimenti dell’anno che si appresta a concludersi non trattati in questo blog: la guerra tra Russia ed Ucraina che non vede la fine, la ripresa delle ostilità tra Israele e Palestina, la morte di altri personaggi famosi dello spettacolo e dello sport (Costanzo, Cotugno, G. Lollobrigida, Vialli ed altri), la cattura e la morte del grande latitante di mafia Matteo Messina Denaro, la timida riapparizione del Coronavirus, le infinite tragedie del mare, altri incidenti, le calamità naturali, la cronaca nera, lo scudetto del Napoli, l’incoronazione di Carlo III di Gran Bretagna, eccetera.

domenica 12 marzo 2023

510) IL NUOVO ASSETTO ISTITUZIONALE DEL LAZIO

AD UN MESE DALLE ELEZIONI È STATA PRESENTATA UFFICIALMENTE LA GIUNTA REGIONALE CHE GUIDERÀ IL LAZIO NEI PROSSIMI CINQUE ANNI.

 


·         PRESIDENTE DELLA REGIONE LAZIO (e delega alla sanità) Francesco Rocca (indipendente, prov. Roma);

·         VICEPRESIDENTE E ASSESSORE (sviluppo economico, commercio, artigianato, industria e internalizzazione ) Roberta Angelilli (FdI, prov. Roma);

·         ASSESSORE (politiche sociali) Massimiliano Maselli (FdI, prov. Roma);

·         ASSESSORE (bilancio, agricoltura, caccia e pesca) Giancarlo Righini (FdI prov. Roma);

·         ASSESSORE (trasporti, ciclo dei rifiuti, demanio e patrimonio) Fabrizio Ghera (FdI, prov. Roma);

·         ASSESSORE (ambiente, sport e turismo) Elena Palazzo (FdI, prov. Latina);

·         ASSESSORE (lavori pubblici e ricostruzione) Manuela Rinaldi (FdI, prov. Rieti);

·         ASSESSORE (cultura, pari opportunità, politiche giovanili e per le famiglie) Simona Baldassare (Lega, prov. Roma);

·         ASSESSORE (urbanistica, politiche abitative, mari e porti) Pasquale Ciacciarelli (Lega, prov. Frosinone);

·         ASSESSORE (scuola e lavoro) Giuseppe Schiboni (FI, prov. Latina)

·         ASSESSORE (personale, polizia locale, sicurezza urbana e enti locali) Luisa Regimenti (FI, prov. Roma).

 


CONSIGLIO REGIONALE

(Presidente Antonio Aurigemma)


Maggioranza (31): FdI 22, Lega 3, FI 3, lista civ. Francesco Rocca 2, Udc 1;

Opposizione (20): Pd 11, M5s 4, Az.-Iv 2, lista civ. D’Amato 1, Verdi e sinistra 1, Sinistra civica ecologista 1, Polo progressista 1.

lunedì 13 febbraio 2023

509) LE ELEZIONI REGIONALI 2023

CONTINUA IL VENTO A FAVORE DEL CENTRODESTRA, CON LE VITTORIE NETTE NEL LAZIO E IN LOMBARDIA. NEL LAZIO IN PARTICOLARE, COL NUOVO CORSO, SI AUSPICA CHE CI SIA UNA INVERSIONE DI TENDENZA PER SANITÀ E INFRASTRUTTURE.

 

Risultati Lazio: affluenza 37,20%; Francesco Rocca (centrodestra) 53,88%, Alessio D'Amato (centrosinistra) 33,50%, Donatella Bianchi (Movimento Cinque Stelle) 10,76%.

Risultati Lombardia: affluenza 41,67%.;Attilio Fontana (centrodestra) 54,67%, Francesco Majorino (centrosinistra) 33,93%, Letizia Moratti (Terzo Polo) 9,87%, Mara Ghidorzi (Unione Popolare) 1,53%.

 


Continua l’andamento positivo per il centrodestra iniziato con la vittoria delle elezioni politiche del settembre scorso. Le vittorie nel Lazio e in Lombardia sono una conferma che fino a questo momento l’operato del governo nazionale piace alla maggioranza degli elettori. L’affluenza alle urne, che scarseggia sempre di più, è diventata poco rilevante, perché ormai è una regola fissa e non è più un’eccezione. Per tentare di far aumentare gli elettori hanno allungato di una giornata l’apertura dei seggi elettorali, ripristinando dopo anni la giornata del lunedì, altre alla consueta domenica, ma non c’è stato un consistente aumento degli affluenti al voto. Nella scorsa tornata per le regionali, dove si votava in una sola giornata, i votanti furono molti di più perché si votava anche per le elezioni politiche (2018). Per quanto riguarda i risultati, in Lombardia come al solito non c’è stata partita: Attilio Fontana è stato riconfermato presidente, nonostante le campagne denigratorie e diffamatorie dei tempi del Covid, a dimostrazione che gestì egregiamente la grande emergenza internazionale sanitaria. La fuoriuscita del centrodestra, Letizia Moratti, ha provato invano a mettergli i bastoni tra le ruote. In questa regione l’alleanza Pd – M5s non ha funzionato. Non si sa se nel Lazio la medesima alleanza avesse funzionato: nella nostra regione la sinistra ha preferito rompere l’alleanza con i pentastellati per allearsi con Azione – Italia viva, una formazione inconciliabile con il Movimento 5 Stelle. In futuro secondo me faranno la grandissima ammucchiata (adesso è facile parlare, cinque anni sono lunghi per cambiare idea) per cercare di strappare il governo nazionale a Meloni e al centrodestra. Nel Lazio per la terza volta la destra ha trionfato (dopo i precedenti di Storace e di Polverini): questa vittoria era ampiamente annunciata, a differenza delle due precedenti. Nel 2018 Parisi del centrodestra perse principalmente a causa del sindaco di Amatrice Pirozzi che preferì uscire dalla coalizione e candidarsi anch’egli alla presidenza regionale. Si spera che il nuovo presidente Rocca, considerando che è stato un dirigente della Croce Rossa, abbia a cuore i problemi sanitari del territorio, non solo nella metropoli e nelle città medio – grandi, anche nei piccoli paesi. Questo è quanto ha promesso nei vari comizi: spero che la parola data verrà mantenuta. Di vitale importanza sarà la realizzazione delle infrastrutture stradali e ferroviarie necessarie al mantenimento e all’incremento dello sviluppo per agricoltura, industria, turismo dei vari circondari, dribblando i “partiti del no a tutto” che ci fanno regredire. Ad ogni elezione gli schieramenti più grossi e tradizionali promettono, promettono: poi tra burocrazia, blocchi, ed impicci vari, passano cinque anni senza che si realizzi nulla.

domenica 27 settembre 2020

453) RFERERENDUM E REGIONALI 2020


SCONTATA E PREVEDIBILE VITTORIA DEL SI AL REFERENDUM COSTITUZIONALE. ALLE REGIONALI IL CENTRODESTRA NON VA MALE MA NON RIESCE LA SPALLATA AL GOVERNO. CROLLO DEL M5S.

Com'era prevedibile al referendum costituzionale per la riduzione dei parlamentari il sì ha vinto nettamente con circa il 70%. Gli elettori non si sono lasciati rigirare dai vari dai vecchi dinosauri della politica, e da alcuni politici voltagabbana, che andando contro le direttive dei loro partiti, invitavano a votare no: la loro principale preoccupazione non era il taglio della democrazia, ma il vedersi ridurre le probabilità di mantenere le poltrone. Così, dalla prossima legislatura, il parlamento avrà 400 deputati e 200 senatori: un numero più che sufficiente, in linea con le altre nazioni, alcune delle quali più popolose della nostra. È stato un primo passo, il prossimo possibilmente dovrà essere superare il bicameralismo perfetto, cioè destinare le due camere a delle funzioni diverse. Già ci provarono due volte a riformare le funzioni della Camera e del Senato, nel 2006 e nel 2016, ed entrambe le riforme fallirono, sempre coi referendum. La modifica costituzionale del 2006 era senza dubbio migliore di quella del 2016. Se in futuro su questo tema ci sarà ampia convergenza tra i partiti, di maggioranza e di opposizione, lo scoglio referendario verrà superato agevolmente. Intanto bisognerà velocemente fare una legge elettorale attinente al nuovo numero dei parlamentari; velocemente perché, non si sa mai, potrebbero arrivare le elezioni anticipate.

Per ora il governo presieduto da Giuseppe Conte e composto da M5S e Pd tiene e non c’è stata quella spallata che tutti avevano previsto, con la schiacciante vittoria del centrodestra nelle sette regioni dove si sono tenute le elezioni per i rinnovi dei consigli regionali. Il risultato finale, escludendo i risultati della Val d’Aosta, dove la Lega comunque è risultato il primo partito, è stato di 3 a 3. Nella sinistra, che temeva un’ecatombe elettorale, si esulta, senza considerare che un’altra loro roccaforte (la regione delle Marche) è caduta. Essi sono riusciti a mantenere la Toscana, la Campania e la Puglia, dove i loro presidenti uscenti hanno staccato di molto gli avversari: motivo per cui considerano queste votazioni una grande vittoria. Ma non guardano alle sconfitte, oltre che nelle Marche, in Liguria e in Veneto: nella terra ligure è miseramente fallita l’alleanza tra sinistra e Cinque Stelle, mentre nel Veneto il governatore uscente è risultato rieletto con il 75% dei consensi, un vero record. In Toscana la partita è stata aperta, mentre in passato non c’era storia, in Campania e in Puglia è stato un errore insistere con dei nomi già ampiamente collaudati. Complessivamente ora il centrodestra, in attesa che si definisca la maggioranza valdostana, governa in 14 regioni su 20, mentre il centrosinistra cinque: non era mai accaduto prima. Cinque anni fa il centrodestra solamente tre regioni governava. Il Movimento Cinque Stelle, nonostante esulti per lo straordinario risultato del referendum, rivendicando la paternità della riforma, è tracollato: essendo ben lontano dai numeri con cui stravinse le ultime elezioni politiche, sarà costretto a stringere alleanze con la sinistra per non sparire politicamente in campo amministrativo, rinnegando la sua natura antipolitica, compresa l’antisinistra.

sabato 10 marzo 2018

382) I NUMERI E I COMMENTI SULLE POLITICHE 2018



BATOSTA STORICA PER IL PD E PER LA SINISTRA, GRANDI AFFERMAZIONI DEL MOVIMENTO 5 STELLE (IN TANTI HANNO ABBOCCATO ALLE SUE FANTASIE) E DELLA LEGA. BERLUSCONI PER LA PRIMA VOLTA NELLE ELEZIONI POLITICHE NON RIMONTA E NON È PRIMO NEL CENTRODESTRA. TUTTAVIA NESSUNO HA LA MAGGIORANZA PARLAMENTARE E SARÀ NECESSARIO UN ACCORDO TRA FORZE INCONCILIABILI TRA LORO O I TRADIMENTI DEI PARLAMENTARI NEI CONFRONTI DEI LORO PARTITI PER EVITARE IL RITORNO IMMEDIATO ALLE URNE. 



RISULTATI ELEZIONI POLITICHE 2018 CAMERA DEI DEPUTATI
Affluenza: elettori 50.782.650, votanti 72,93%

  • CENTRODESTRA: uninominale 12.147.611 voti, 37,00%, 111 seggi; proporzionale Lega 5.691.921 voti, 17,37%, seggi 73/Forza Italia 4.590.774 voti, 14,01%, 59 seggi/Fratelli d’Italia 1.426.564 voti, 4,35%, 19 seggi/Noi con l’Italia Udc 428.298 voti, 1,3%; totale seggi centrodestra 262;
  • MOVIMENTO 5 STELLE: uninominale 10.727.567 voti, 32,68%, 93 seggi; proporzionale 10.697.994 voti, 32,66%, 133 seggi; totale seggi Movimento 5 Stelle 226;
  • CENTROSINISTRA: uninominale 7.502.056 voti, 22,85%, 28 seggi; proporzionale Partito Democratico 6.134.727 voti, 18,72%, 86 seggi/+Europa 836.837 voti, 2,55%/Italia Europa Insieme 196.766 voti, 0,60%/Civica Popolare Lorenzin 177.825voti 0,54%/Svp - Patt 134.651 voti, 0,41%, 2 seggi; totale seggi centrosinistra 116;
  • LIBERI E UGUALI: uninominale 1.113.969 voti, 3,39%; proporzionale 1.109.198 voti, 3,38%, totale seggi 14;
  • Seggi dall’estero: Partito Democratico 5, +Europa 1, centrodestra 3, Movimento 5 Stelle 1, Movimento Associativo Italiani all’estero 1, Unione sudamericana emigrati italiani 1.

RISULTATI ELEZIONI POLITICHE 2018 SENATO DELLA REPUBBLICA
Affluenza: elettori 46.663.202, votanti 72,99%

  • CENTRODESTRA: uninominale 11.323.360 voti, 37,49%, 58 seggi; proporzionale Lega 5.317.019 voti 17,63%, 37 seggi/Forza Italia 4.352.380 voti, 14,43%, 33 seggi/Fratelli d’Italia 1.286.122 voti, 4,26%, 7 seggi/ Noi con l’Italia Udc 361.737 voti, 1,19%; totale seggi centrodestra 135;
  • MOVIMENTO 5 STELLE: uninominale 9.729.621 voti, 32,22%, 44 seggi; proporzionale 9.713.763 voti, 32,21%, 68 seggi; totale seggi Movimento 5 Stelle 112;
  • CENTROSINISTRA: uninominale 6.943.450 voti, 22,99%, 14 seggi; proporzionale Partito Democratico 5.768.101 voti, 19,12%, 43 seggi/+Europa 712.844 voti, 2,36%/Italia Europa Insieme 163.028 voti, 0,54%/Civica Popolare Lorenzin 157.205 voti, 0,52%/Svp – Patt 128.282 voti, 0,42%, 1 seggio; totale seggi centrosinistra 58;
  • LIBERI E UGUALI: uninominale 990.500 voti, 3,28%; proporzionale 987.706, 3,27%, 4 seggi; totale seggi 4;
  • Seggi dall’estero: Partito Democratico 2, centrodestra 2, Movimento Associativo Italiani all’estero 1, Unione sudamericana emigrati italiani 1.

RISULTATI ELEZIONI REGIONALI

  • REGIONE LAZIO: Nicola Zingaretti (centrosinistra) 1.018.736 voti, 32,92%, 24 seggi; Stefano Parisi (centrodestra) 964.418 voti, 31,17%, 15 seggi; Roberta Lombardi (M5S) 559.752 voti, 22,06%, 10 seggi; Sergio Pirozzi 151.476 voti, 4,89%, 1 seggio;
  • REGIONE LOMBARDIA: Attilio Fontana (centrodestra) 2.793.370 voti, 49,75%, 48 seggi; Giorgio Gori (centrosinistra) 1.633.367 voti, 29,09%, 17 seggi; Dario Violi (M5S) 974.984 voti, 17,36%, 13 seggi.



COMMENTI SUI RISULTATI


La percentuale dei votanti nelle ultime politiche è stata la più bassa di sempre, ma ci si aspettava di peggio. Nella storia repubblicana italiana le sinistre non avevano mai raggiunto un risultato così basso tra sinistra moderata ed estrema; ugualmente è stato per il centro o per i moderati veri e propri, sparsi tra la liberale Forza Italia, una parte del Pd ed altri piccoli partiti alleati del centrodestra e del centrosinistra. I veri trionfatori di queste elezioni sono stati i partiti antisistema nati fuori dagli schemi tradizionali, destra, sinistra, centro, vale a dire la Lega (in questa occasione non più Lega Nord e mutatosi in un’aggregazione di destra vera per convenienze elettorali) e il Movimento Cinque Stelle. Anche il partito di destra Fratelli d’Italia, grazie alla stretta alleanza con la Lega, ha più che raddoppiato i propri consensi, in ogni caso è ben lontano dagli imponenti numeri dei movimenti trionfatori di queste votazioni politiche. Silvio Berlusconi è la prima volta che fallisce nettamente nelle elezioni politiche: infatti le altre volte quando partiva sfavorito, effettuando delle straordinarie rimonte, perdeva di misura (1996, 2006, 2013), ha vinto bene due volte (2001, 2008) ed ha ottenuto una vittoria azzoppata al suo debutto politico (1994). Per lui gli anni iniziano a farsi sentire, non è facile trovare un suo degno erede: se si ritirasse definitivamente il suo partito si spaccherebbe in tanti pezzi. La perdita dei voti di Forza Italia è stata in parte compensata  dal successo della Lega; nel complesso la coalizione di centrodestra è la prima coalizione sia alla Camera che al Senato, pur non ottenendo oltre la metà dei parlamentari per governare in autonomia. Il Movimento Cinque Stelle, che non è coalizzato con altri, è divenuto il primo partito per preferenze. Il successo della Lega e del M5S probabilmente è dovuto alle non efficaci politiche dei governi uscenti di centrosinistra in materia di contrasto all’immigrazione clandestina e alla disoccupazione nel mezzogiorno d’Italia. Al nord è stata premiata la Lega, al sud il M5S. Tanti creduloni, specie coloro che vogliono essere mantenuti a vita, hanno abboccato alla promessa del reddito di cittadinanza da parte dei penta-stellati (una promessa più potente rispetto a quelle del centrodestra, relative all’abolizione della legge Fornero sulle pensioni o alla massiccia riduzione delle tasse), il quale è un progetto disastroso, irrealizzabile, genererà disoccupazione e lo stato italiano andrà in bancarotta, pagando decine e decine di milioni di indennità, restando senza i contributi necessari per i servizi essenziali, a causa
dell’abbandono delle attività lavorative. Arriveranno sempre più stranieri per occupare i posti di lavoro abbandonati e comanderanno. Secondo Beppe Grillo tra vent’anni il lavoro manuale sparirà perché sarà tutto automatizzato e meccanizzato. Negli anni 1970/1980 dicevano le stesse cose (nel 2000 i robot sostituiranno la manodopera umana, sarà tutto computerizzato, si viaggerà nello spazio, ecc.) e hanno azzeccato soltanto i computer come fenomeno di massa; in ogni modo se la profezia si avvererà la gente non starà con le mani in mano: svolgerà dei nuovi lavori attinenti alle nuove tecnologie. Col M5S andranno in fumo i progetti relativi alla modernizzazione delle infrastrutture e delle vie di comunicazioni, necessari per far rimanere la nostra nazione al pari con le altre sviluppate, moderne e progredite. Il suddetto movimento, essendo il partito di maggioranza relativa, farà da ago delle bilancia: per governare dovrà richiedere il consenso di uno dei tre partiti più grandi (Pd, Lega, FI), perdendo la propria anima di forza contro il partitismo tradizionale. Per fermarlo le due aggregazioni inconciliabili tra loro (destra e sinistra) dovranno mettersi insieme. Se i partiti rivali non si accorderanno probabilmente entreranno in gioco i voltagabbana col consueto cambio di casacca dei parlamentari, i quali andranno ad ingrossare la coalizione più vicina alla maggioranza: sarà quasi certamente la strada che imboccheranno i freschi onorevoli per evitare di tornarsene immediatamente a casa, specialmente i grillini che non vorranno rinunciare ai privilegi come prevede il loro movimento. La magistratura dovrà prendersela con qualcuno, con alcuni, ed aprirà delle indagini sulla compravendita dei parlamentari. Non parliamo del nuovo consiglio regionale della Regione Lazio, dove potrebbe verificarsi l’identica azione: alcuni dei neoconsiglieri d’opposizione, per non rinunciare alle ricche prebende, potrebbero unirsi alla minoranza dei consiglieri del riconfermato Presidente Zingaretti. Tutti ne elogiano la vittoria, indicandolo come salvatore del Pd, non dicendo che è stato decisivo il dissidente di destra Pirozzi per la sua riconferma, che è sceso di molti voti rispetto alle precedenti elezioni regionali e che nel complesso i partiti di destra hanno ottenuto più voti rispetto a quelli di sinistra.

sabato 11 novembre 2017

370) DALLE ELEZIONI SICILIANE A QUELLE POLITICHE



LA VITTORIA DI NELLO MUSUMECI NELLE ELEZIONI REGIONALI DELLA SICILIA RILANCIA LA COALIZIONE DI CENTRODESTRA, CHE A QUESTO PUNTO PARTE FAVORITA PER LE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE NAZIONALI.



Dopo la netta affermazione del centrodestra nelle votazioni amministrative della scorsa primavera, anche nelle elezioni regionali siciliane di questo autunno ha tirato lo stesso vento. Nel 2012 Musumeci perse per la divisione delle forze di centrodestra; oggi invece, anche se tutta la sua area l’ha sostenuto, non ha vinto facilmente come si poteva pensare, a causa della crescita del Movimento Cinque Stelle che ha sfiorato quasi un testa a testa con il vincitore. Per il centrosinistra il risultato conseguito è stato molto deludente; la stessa coalizione da un anno a questa parte ha incassato un filotto di sconfitte: referendum costituzionale, elezioni amministrative, regionali siciliane.

Evidentemente le politiche  che attua in campo nazionale ed internazionale non sono gradite dal popolo. Neanche il M5S riesce a sfondare: dopo aver avuto un’inaspettata esplosione di consensi al debutto, non riesce più ad allargarsi, complici le non cristalline gestioni dei comuni di Roma e di Torino, amministrate proprio dai penta – stellati. In questi contesti appare favorito il centrodestra per la vittoria alle prossime elezioni politiche nazionali: secondo gli ultimi sondaggi manca poco per ottenere la maggioranza che gli consentirà di governare senza larghe intese. 


C’è l’incognita Berlusconi: potrà partecipare alla campagna elettorale, ma in caso di vittoria non potrà avere ruoli diretti nel governo prima del 2019. Egli potrebbe fare, a legislatura inoltrata, come Renzi fece con Letta, oppure attenderà la scadenza del mandato di Mattarella e si farà eleggere Capo dello Stato? Si, e quando ce lo manderanno sullo scranno più alto dello stato! Si scatenerà una campagna mediatica e giudiziaria, che al confronto quelle viste finora sembreranno barzellette. Hanno stabilito un patto secondo il quale il partito che prenderà più voti tra Lega Nord (che forse eliminerà “Nord”, lanciandosi come partito per tutto il territorio nazionale), Fratelli d’Italia e Forza Italia, indicherà, nell’eventualità di un successo, il Presidente del Consiglio dei Ministri. Berlusconi continua a parlare di moderati, di governo composto in maggioranza da professionisti non politici, nonostante il periodo che viviamo suggerisca tutt’altro, comprese le scelte estreme e radicali. Il moderatismo in questi tempi particolari non paga più: tant’è vero che le piccole particelle di centro disseminate di qua e di la (a seconda delle convenienze), ormai hanno delle percentuali irrisorie. Il nuovo centro è il movimento di Beppe Grillo: i suoi elettori, i suoi militanti, sono i nuovi centristi atipici e ribelli.

La legge elettorale è stata approvata finalmente, così non ci sono più ostacoli per andare alle elezioni: dovranno essere fissate tra fine febbraio e l’inizio marzo 2018, non oltre (l’ultima volta votammo il 24 e 25 febbraio 2013). Non si pensi di spostare le suddette votazioni ad aprile o a maggio prossimi.

domenica 7 giugno 2015

273) ELEZIONI REGIONALI 2015

PRIMI CALI DI CONSENSI PER IL PD DI RENZI (PERÒ SE LA CAVA VINCENDO IN CINQUE REGIONI SU SETTE), SALVA LA FACCIA  BERLUSCONI GRAZIE AL SUO PUPILLO TOTI CHE ESPUGNA LA ROSSA LIGURIA, TRIONFO DELLA LEGA NORD, CHE DILAGA IN VENETO, RICONFERMANDO IL GOVERNATORE USCENTE, E CON LE SUE LISTE FA IL PIENO DI VOTI NELL’ITALIA CENTRO – SETTENTRIONALE, SFRUTTANDO ASTUTAMENTE IL MALCONTENTO PER L’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA.


Le elezioni regionali 2015 sono state tutt’altro che indolore per il centrosinistra italiano, nonostante il risultato favorevole di cinque regioni a due faccia credere l’opposto. Se il centrodestra oltre a Liguria e a Veneto avesse conquistato anche l’Umbria e non avesse perso la Campania (nonostante gli "impresentabili"), dove le partite se le è giocate sino in ultimo, sarebbe stato un trionfo assoluto e ci sarebbe stata la disfatta di Renzi. A dire la verità se ci fosse stata unità nel centrodestra in tutte le sette regioni, magari effettuando le primarie per stabilire i candidati, le sfide sarebbero state aperte ovunque, soprattutto nelle Puglie, dove la sinistra vince sempre grazie alle spaccature altrui e a Fitto soprattutto. Dopo il trionfo del Pd nelle elezioni europee dello scorso anno da queste elezioni regionali, in cui sono state chiamate alle urne sette regioni per le elezioni dei loro presidenti e dei loro consigli, molti si aspettavano la replica: addirittura si pronosticava nei primi mesi dell’anno che il Pd facesse capotto, vincendo per sette regioni a zero.


 Analizzando i dati delle singole liste regione per regione e facendo una media nazionale si denota: qualche milione di voti in meno per il Pd rispetto allo scorso anno, un’emorragia senza fine per Forza Italia, una tenuta del Movimento Cinque Stelle, una percentuale insignificante per Alfano ed un vero e proprio boom per la Lega Nord; non bisogna dimenticare però che il partito dell’astensione risulta sempre il primo. Riesce a salvare la faccia Berlusconi, il cui partito è in profonda crisi di consensi, grazie al suo nuovo delfino e portavoce Toti che si afferma nella rossissima Liguria: una novità, un volto nuovo giovanile che è stato visto in positivo dagli elettori e che si spera non faccia come i vari Fini, Alfano, Fitto. Il quadro politico delle regioni in generale è ben chiaro e sbilanciato nettamente a favore delle sinistre, che controllano sedici regioni contro la tre del centrodestra, ma la Liguria potrebbe essere un segnale di svolta. Dietro alla grande esplosione di consensi per la Lega Nord, non solo nella sua roccaforte del Veneto, c’è il malcontento popolare per il grande esodo biblico ed incontrollato dall’Africa verso l’Italia.

Non si cercano soluzioni vere, atte a bloccare questo mega affare per trafficanti, mafie, terroristi islamici (chissà quanti milioni ne porteranno da qui al 2018), ma ogni qualvolta si verificano dei naufragi si potenzia il pattugliamento del mare: così si incoraggiano sempre di più le partenze (e gli affogamenti) e siamo passati da circa mille arrivi al giorno a tremila – quattromila approdi giornalieri. I centri di accoglienza sono al collasso e non si sa più dove accogliere queste persone, di cui solo una piccola parte ha diritto allo status di rifugiato (Siriani, Somali ed Eritrei), le navi delle altre nazioni d’Europa partecipano sì ai soccorsi, ma portano tutti in Italia. La lieve ripresa tanto sbandierata dal governo e dai media di regime non si percepisce e la povertà tra gli italiani è in  costante aumento: giovani e meno giovani non sempre riescono a trovare degli espedienti per racimolare qualche soldo, come fanno questi immigrati, che arrivano in maniera sempre più massiccia, per pagarsi le traversate del mare. Coloro che non otterranno il diritto di rifugiato politico finiranno in tutta Europa a fare i barboni, in mano alla criminalità, agli schiavisti e ai terroristi islamici; allora non è meglio rimanere nei propri paesi e e rimboccarsi le maniche per la crescita? La Lega parla per ottenere consensi ma non ha soluzioni immediate per risolvere questo problema: ci vorranno mesi, addirittura anni, per stipulare degli accordi internazionali, soprattutto con la martoriata Libia, la quale pretenderà fiumi di denaro per bloccare le partenze illegali verso la fessa Italia. Questo le masse popolari lo sanno bene: se non lo sapessero non ci sarebbe tutta questa astensione, motivata dal fatto che ritengono che la politica sia tutto un magna – magna e la Lega otterrebbe la maggioranza assoluta dei consensi, almeno al nord. Morale della favole di queste regionali: un anno fa Renzi sembrava imbattibile, oggi non lo è più.   

lunedì 24 novembre 2014

247) NOTIZIE DA "IL GIORNALE D'ITALIA"

Gli italiani dormono in stazione,
i rifugiati in alloggi di lusso

Ecco quello che succede, ad esempio, a Siena: reportage agghiacciante da quella che era l'isola felice della sinistra

Non se ne può più. Ha dell’incredibile quanto sta accadendo negli ultimi mesi in Italia. Con il rischio che dopo le tensioni registrate a Corcolle, Tor Sapienza e Infernetto a Roma e nelle zone periferiche di Milano possano sfociare in ogni città di quel che resta del Bel paese.

A lanciare un altro allarme è il Corriere di Siena che ha effettuato un agghiacciante reportage. Aumentano di giorno in giorno i senesi che dormono nei pressi della stazione: dietro i cespugli di viale Cavour o ancora dietro il punto Telecom di Pantaneto.



Ma Siena non era l’isola felice del centrosinistra? Intanto anche nel capoluogo senese, oltre a vitto e l’alloggio, ai clandestini spettano anche 40 € di diaria.

La crisi morde, è vero. Bisogna essere caritatevoli, questo è altrettanto vero. Ma i vari governi che si sono succeduti in questi anni hanno sempre dato priorità agli altri, non certo agli italiani in difficoltà: a cominciare dall’asfissiante pressione fiscale (in aumento anche con il governo Pd-Ncd-Sc) e da Equitalia. Nel frattempo la disoccupazione – di mese in mese – continua a salire, soprattutto tra i giovani.
Gli ipotecano la casa.

Mentre gli italiani - compresi gli alluvionati e i terremotati, nonostante le rassicurazioni di Renzi - sono costretti non solo a pagare le tasse, ma a campare anche i rifugiati e gli extracomunitari. A chi non ce la fa? Gli ipotecano la casa.

 

Ha vinto l'astensione

L'Emilia rossa non c'è più: il Pd Bonaccini si afferma ma vota solo il 37% degli elettori. Schiaffo a Renzi anche in Calabria: passa Oliverio, candidato che il premier non voleva


Elezioni regionali per pochi intimi in Calabria ed Emilia Romagna e desta sensazione proprio il dato dell’affluenza alle urne di questa regione, una volta ‘la rossa’ per eccellenza, dove comunisti e post-comunisti andavano a votare anche se c’era da farlo per il classico asino che volava.

Ieri in Emilia-Romagna ha invece votato il 37,7% degli elettori, poco più in Calabria, con il 44,1%. Numeri impressionati, se paragonati alle Regionali del 2010 (68% in Emilia Romagna) e alle Europee di 6 mesi fa (addirittura il 70% in Emilia-Romagna). 

A Bologna e dintorni molto ha influito sull’elettorato la vicenda delle spese pazze in Regione che ha travolto proprio il maggiore partito della sinistra.

Stefano Bonaccini del Partito Democratico, comunque, è come scontato il nuovo presidente della Regione Emilia-Romagna. Buono anche il risultato del leghista Alan Fabbri, secondo; male tutti gli altri partiti.

In Calabria vince Mario Oliverio, pd ma anti-renziani. Wanda ferro, candidata di un centrodestra diviso, si ferma attorno al 25%.. Anche qui male i partiti tradizionali e i 5 stelle.

Alla fine, l’ulteriore allontanamento della gente dalla politica si è rivelato un flop per le politiche governative, anche se un po’ tutti, ad iniziare dalla Boschi mandata in avanscoperta da Renzi, ci tenevano a far sapere che non poteva trattarsi di un test per il governo stesso.

Dal canto suo, Matteo Renzi si è espresso con il solito tweet: "Male affluenza, bene risultati: 2-0 netto”. Contento lui…

Igor Traboni

domenica 3 marzo 2013

177) ANALISI SULLE ELEZIONI POLITICHE 2013

SILVIO BERLUSCONI (COME AL SOLITO E IN STRAORDINARIA RIMONTA) CON IL MOVIMENTO ANTIPOLITICO DI PROTESTA DI BEPPE GRILLO (CHE DIVIENE IL PRIMO PARTITO PER CONSENSI) MUTILANO LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA QUALE SARA’ COSTRETTA A GOVERNARE CON UNO DEI DUE, SE NON VORRA’ TORNARE IMMEDIATAMENTE ALLE URNE. IL CENTRO DI MARIO MONTI E LE SUE POLITICHE HANNO FATTO FIASCO. OBBIETTIVO RAGGIUNTO PER IL PDL CHE BLOCCA L’ICIUCIO CENTRO-SINISTRA.

 

RISULTATI ELEZIONI POLITICHE 2013 CAMERA DEI DEPUTATI

Elettori Italia: 46.906.341 - Votanti: 35.271.541  (75,19 %)

  • CENTROSINISTRA PIERLUIGI BERSANI: 29,54%, 10.047.603 voti, 340 seggi (Pd 8.644.187 voti, 25,42%, 292 seggi/ Sel 1.089.442 voti, 3,20%, 37 seggi/ altri partiti 11 seggi);
  • CENTRODESTRA SILVIO BERLUSCONI:  29,18%, 9.923.109 voti, 124 seggi (Pdl 7.332.667 voti, 21,56%, 97 seggi/ Lega Nord 1.390.156 voti, 4,08%, 18 seggi/ FdI 666.035 voti, 1,95%, 9 seggi);
  • MOVIMENTO 5 STELLE GIUSEPPE PIERO GRILLO: 25,55%, 8.689.168 voti, 108 seggi;
  • CENTRINO MARIO MONTI: 10,56% 3.591.629 voti, 45 seggi (Scelta Civica Monti 8,30%, 2.824.001 voti, 37 seggi/ Udc 1,78%, 608.199 voti, 8 seggi);
  • Seggi dall’estero: Pd 5, Monti 2, Pdl 1, Mov. Ass. italiani all’estero 2, M5s 1, Usei 1.


RISULTATI ELEZIONI POLITICHE 2013 SENATO DELLA REPUBBLICA (esclusi Val d’Aosta e Trentino Alto Adige)

Elettori Italia: 42.271.967 - Votanti: 31.751.350  75,11 %

  • CENTROSINISTRA PIERLUIGI BERSANI: 31,63%, 9.686.683 voti, 113 seggi (Pd 8.400.255 voti, 27,43%, 105 seggi/ Sel 912.374 voti, 2,97% 7 seggi/ altri 1 seggio);
  • CENTRODESTRA SILVIO BERLUSCONI: 30,71%, 9.405.679 voti, 116 seggi (Pdl 6.829.373 voti, 22,30%, 98 seggi/ Lega Nord 1.328.555 voti, 4,33%, 17seggi/ altri 1 seggio);
  • MOVIMENTO 5 STELLE GIUSEPPE PIERO GRILLO: 23,79%, 7.285.850 voti, 54 seggi;
  • CENTRINO MARIO MONTI: 9,13% 2.797.486 voti, 18 seggi;
  • Val d’Aosta e Trentino Alto Adige: centrosinistra 6 seggi, centrodestra 1 seggio, Val d’Aosta 1 seggio.
  • Seggi dall’estero: Pd 4, Monti 1, Mov. Ass. italiani all’estero 1.


RISULTATI ELEZIONI REGIONALI 2013

  • REGIONE LOMBARDIA: Roberto Maroni (centrodestra) 42,81%, Umberto Ambrosoli (centrosinistra) 38,24%, Silvana Carcano (M5s) 16,32%;
  • REGIONE LAZIO: Nicola Zingaretti (centrosinistra) 40,65%, Francesco Storace (centrodestra) 29,32%, Davide Barillari (M5s) 20,22%;
  • REGIONE MOLISE: Paolo Frattura Di Laura (centrosinistra) 44,70%, Michele Iorio (centrodestra) 25,80%, Antonio Federico (M5s) 16,76%).


In queste elezioni politiche 2013 il Pdl è riuscito nell’intento di bloccare l’inciucio tra la sinistra di Bersani e il centro di Monti: era quello l’obbiettivo che il partito si era prefissato. È stato aiutato dal Movimento 5 Stelle di Grillo, il quale era sì molto accreditato alla vigilia, ma nessuno immaginava che potesse arrivare a quelle proporzioni, a divenire il primo partito italiano. Quando le elezioni sono lontane i sondaggi contano ben poco, anche se alcuni orientamenti li forniscono, la maggior parte della gente decide all’ultimo minuto per chi votare e qualcuno si diverte a dichiarare il falso nelle interviste. I mezzi di informazione di centrosinistra tendono con quest’arma a sovrastimare la propria componente politica, scoraggiando gli elettori degli altri partiti, specie nel periodo invernale col freddo e la neve, le persone, sapendo che il partito preferito non ha possibilità, sono poco motivate a recarsi alle urne. Appunto le prime elezioni invernali hanno avuto minore successo rispetto alle altre, svolte nelle calde stagioni, ma le previsioni elettorali sono state smentite. Eppure bastava ricordare l’esperienza del 2006 per far notare l’inefficacia di quei rilevamenti. Ben la metà degli italiani in questa occasione si è espressa contro la politica: il 25% non ha votato, un altro 25% ha premiato il M5s. Siamo purtroppo in un periodo sfavorevole per l’economia mondiale: le aziende chiudono, la disoccupazione aumenta, insieme alla tasse, e i politici cosa fanno? Pensano ai loro interessi, non sono puliti (vedere le vicende che hanno portato alla fine anticipata dei consigli regionali nella Lombardia e nel Lazio, qualche altra vicenda minore di corruzione nelle amministrazioni locali, sia da parte di esponenti di destra, sia di sinistra e la vicenda della Banca Montepaschi di Siena) e si fanno servi dei poteri forti europei e mondiali, attuando misure impopolari. Il popolo spinto dall’esasperazione ha preferito punire la politica tradizionale e premiare l’antipolitica, facendo fare il botto a Grillo, cioè ad uno che non sa neanche come si dirige un’azienda e se dirigesse l’Italia potrebbe farla affondare del tutto.


Nel Pd, che si aspettava una prestazione migliore, non salvandosi neanche con l’appoggio di Monti come auspicava alla vigilia, per questa mezza vittoria è partita la caccia ai colpevoli e alle sue cause (Santoro, Bersani, l’aver ostacolato Renzi, i sondaggisti, la sottovalutazione di Grillo, le tematiche della campagna elettorale e le priorità); in ogni modo fungerà da perno e deciderà se allearsi col Pdl o con il M5s: è più propenso verso il secondo che, essendo un movimento antipolitico, non vuole saperne di allearsi con i partiti politici tradizionali. Un governissimo Pd – Pdl rischierebbe di rafforzare ulteriormente il movimento di Grillo, così come un altro governo di tecnici; l’auspicio del Pdl è di fare opposizione per riconquistare consensi, perché le previsioni per i prossimi mesi non lasciano presagire nulla di buono. Solo Casini e Fini santificavano eccessivamente Monti, mandando al rogo tutti coloro che lo criticavano, e abbiamo visto che fine hanno fatto: il primo ha bruciato totalmente i consensi del suo partito a vantaggio della Lista Civica Monti, con la quale è stato eletto al Senato, il secondo è stato spazzato via col suo Fli, pagando a caro prezzo le sue manovre disastrose e sfasciste. Chissà chi pensava di essere questo Casini: quelli del Pdl sono stati per mesi a rincorrerlo e lui, pretendendo che gli si inchinassero e gli leccassero i piedi, manco per niente. Il centrino ha ottenuto un 10%, ora dirà: tutto sommato, essendo la prima esperienza, è andata bene, il centro è stato rafforzato rispetto a prima. Bugiardi, le vostre ambizioni erano ben altre e siete arrivati ultimi tra i quattro principali schieramenti politici. Il Pdl ha fatto bene a non accantonare Berlusconi per seguire Monti e i suoi moderati: avrebbe rischiato di esserne succube, di essere risucchiato, così da perdere qualche consenso verso la forte e carismatica figura del Presidente del Consiglio, sarebbe stato travolto e la sinistra avrebbe stravinto, proprio come è accaduto a Cori lo scorso anno, anche perché gli elettori più duri non avrebbero perdonato il riavvicinamento verso i traditori di ieri e verso Monti. E avremmo sentito i seguenti ragionamenti: il Pdl ormai era alla frutta, se non ci fosse stato il centro a salvarlo…….



Il partito è stato salvato ed ha mantenuto fortemente  la propria identità di centrodestra, a dispetto di quanti, raffigurandolo come un’azienda fallita, ne vedevano la fine. Berlusconi è Berlusconi, fa la differenza: ha ottenuto tre vittorie nette nel 1994, nel 2001 e nel 2008; per ben tre volte (1996, 2006 e 2013) ha azzoppato alla grande le sicure vittorie della sinistra. Quando va in televisione c’è sempre il record di ascolti, suscita simpatia: ride, scherza, fa la battuta, pulisce la sedia di Travaglio; gli altri candidati invece sono sempre tesi, tetri, cupi, arrabbiati. La gente che stima, apprezza e vuol bene a Silvio Berlusconi è silenziosa; magari nelle discussioni nei caffè, nelle strade, nei luoghi di lavoro non ha il coraggio di difenderlo quando  parlano male di brutto di lui e accodandosi dice (senza pensarlo ovviamente): si, avete proprio ragione! Poi in cabina elettorale è tutta un’altra storia. Beh il risultato del Popolo delle Libertà è lontano anni luce da quello del 2008, ma è ugualmente sorprendente considerando quell’incubo del 14% nei sondaggi di novembre. Il Fratelli d’Italia, che non  ha ottenuto neanche un 2%, farebbe meglio a tacere: ha lasciato il Pdl perché non ha svolto le inutili e dannose primarie, attacca il Pdl, però fa comodo e si allea per ottenere una manciata di deputati: che incoerenza! Persino Fini stato più coerente. La Lega Nord dimezza i propri consensi ma raggiunge l’obbiettivo che si era prefissata: la conquista della Regione Lombardia con Maroni. Il terremoto Grillo ha travolto anche Vendola e Di Pietro: proprio loro che ebbero i loro momenti di gloria e di splendore; il Sel si salva grazie all’alleanza col Pd, l’Idv viene travolta all’interno del Movimento Arancione di Ingroia. L’alleanza di Bersani ha ottenuto un numero spropositato di seggi alla Camera con un misero 30%: è una delle tante anomalie di questa legge elettorale, sicuramente la riforma rientrerà tra le priorità del governo che si insedierà. La matassa non sarà facile da sbrogliare, alla fine qualcosa si inventeranno che consentirà di non tornare immediatamente alle urne.