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sabato 29 marzo 2025

533) LE AZIONI CONTRADDITTORIE DELLA DIPLOMAZIA

I FLEBILI SPIRAGLI DI PACE NELLA GUERRA RUSSIA/UCRAINA SONO OSTACOLATI DALLE AZIONI IN CONTRADDIZIONE TRA LORO DEGLI USA E DELL’EUROPA: SE DA UN LATO GLI STATI UNITI PREMONO PER LA PACE (PER IL LORO TORNACONTO PERSONALE), DALL’ALTRO LATO L’EUROPA SI PREPARA AD UNA GUERRA TOTALE, TRA RIARMO, RICHIAMO ALLE ARMI DEI CITTADINI E DISTRIBUZIONE DEI COSIDDETTI “KIT DI SOPRAVVIVENZA”.


La nuova amministrazione americana guidata dal Presidente Trump è subito partita a mille in campo internazionale, le sue azioni stanno stravolgendo gli equilibri del globo e stanno causando tensioni con i tradizionali alleati europei, non soltanto per l’imposizione dei dazi sulle merci. Essa sta cercando insistentemente una soluzione nella guerra tra Russia e Ucraina, bacchettando pesantemente i due stati in guerra tra loro. Trump ritiene uno sperpero inutile i miliardi di dollari in spese militari pro – Ucraina della precedente amministrazione politica americana e, volendo essere gli Usa ripagati, egli cerca di sfruttare i preziosi e rari minerali ucraini, in cambio delle azioni diplomatiche con la Russia e degli aiuti per la futura ricostruzione. Questa è la linea base di questa presidenza americana: cercare di ottenere il maggior profitto possibile, a discapito di tutti, anche di noi. Ma è positivo che si cerchi la pace a tutti i costi; fino a questo momento nessuno delle due parti vuole cedere, ritenendo di essere dalla parte della ragione.

L’Ucraina, ora indebolita perché priva dell’aiuto americano, è stata aggredita e non vuole saperne di subire una mutilazione dei suoi vecchi territori, la Russia vuole proteggere e tutelare le minoranze russofone presenti in Ucraina, volendo ricongiungerle alla “Santa Madre Russia”. Sbagliarono al momento del crollo dell’Urss: avrebbero dovuto allora ridisegnare i confini delle vecchie repubbliche sovietiche, tenendo conto delle varie etnie, e dopo rendere gli stati ex Urss indipendenti. Una soluzione sarebbe quella di tenere un referendum, sotto la tutela dell’Onu, nei territori occupati dalla Russia e dopo inviare delle forze militari internazionali per un periodo di transizione, prima di essere annessi alla Russia o restare all’Ucraina. Questa soluzione non è gradita alla Russia: l’avvicinarsi dell’Ucraina al mondo occidentale, con un eventuale ingresso nella Nato, è stata una delle ragioni della guerra.

L’Europa fino a questo momento non crede ad una facile azione diplomatica che risolva tutto e continua a tutelare l’Ucraina da sola, senza più l’appoggio degli Usa, prendendo in considerazione un eventuale scontro diretto con la Russia. Questo scontro potrà esserci se le forze armate europee andranno in Ucraina (la nostra Italia saggiamente si è tirata fuori) come forza di pace dopo un armistizio; è meglio che i paesi neurali mandino le loro forze armate sul suolo ucraino. Il parlamento europeo ha votato per il riarmo perché non intravede all’orizzonte tempi sereni ed aurei. Si parla della distribuzione dei cosiddetti “kit di sopravvivenza”, cioè delle borse con all’interno l’essenziale per sopravvivere nei sotterranei ad attacchi missilistici e anche nucleari (non bastano le disastrose calamità naturali che avvengono nel mondo, in cui l'uomo non ha colpa, ora pure le guerre totali ci mancano). Sfogliando qualche pagina dei quotidiani c’è anche chi scrive di coloro che sarebbero interessati nell’eventuale richiamo alle armi, in una mobilitazione generale. Noi ci tiriamo fuori, poiché né l’Ucraina, né tantomeno la Russia sono le nostre cause. 

mercoledì 6 novembre 2024

530) ELEZIONI PRESIDENZIALI USA 2024

PER L’ENNESIMA VOLTA SONO STATI SMENTITI TUTTI I SONDAGGI FAZIOSI. GLI AMERICANI RICHIAMANO A FUROR DI POPOLO IL TYCOON DONALD TRUMP A FARE IL PRESIDENTE, QUANDO QUATTRO ANNI FA SEMBRAVA FINITO. TRA I MOTIVI DEL MALCONTENTO POPOLARE: IN POLITICA INTERNA L’AUMENTO DELLA POVERTÀ E L’IMMIGRAZIONE INCONTONTROLLATA, IN POLITICA ESTERA IL COINVOLGIMENTO INDIRETTO DEGLI USA NELLE GUERRE IN CORSO.


Il repubblicano Donaldo Trump sarà nuovamente il Presidente degli Stati Uniti d’America, il secondo della storia di due mandati non consecutivi. Infatti dopo essere stato eletto contro tutto e tutti nel 2016, essere stato sconfitto nel 2020 a causa del Covid 19, si è preso la rivincita in questo 2024. Quattro anni fa lo stesso sembrava finito: i suoi sostenitori assaltarono il Campidoglio, sede del parlamento americano, e Trump fu ritenuto il responsabile morale, poi fu perseguito per vie giudiziarie, principalmente per le accuse di donne che avevano avuto delle relazioni con lui. Queste vie, strumentalizzate per fini politici, non funzionano mai: lo abbiamo visto spesso in Italia con Berlusconi e con altri politici.

Per settimane la stampa americana e mondiale scriveva di un testa a testa nelle intenzioni di voto tra Trump e la sfidante democratica Harris, anzi addirittura dava in vantaggio quest’ultima, con parole di elogi ed enfasi per una probabile vittoria di una candidata donna e di colore (al contrario dell’Italia, dove una donna per la prima volta Presidente del Consiglio è passata inosservata perché non era schierata politicamente dalla parte giusta). La vicepresidente in carica Kamala Harris era la candidata ideale delle logge economiche, finanziarie, della televisione, degli spettacoli, di pochi potenti, del politicamente corretto mondiale; gli Stati Uniti non sono soltanto le metropoli, i grattacieli, i cosiddetti “diritti civili”, la multietnicità, la borsa di Wall Street, Hollywood, c’è anche un’America sconosciuta, rurale, religiosa, delle tradizioni. Chi conosceva a fondo tutti gli aspetti della società americana prevedeva una vittoria schiacciante per Trump (non solo per il consistente aiuto economico del miliardario Elon Musk), che ha attirato a sé anche una buona fetta di quelle minoranze etniche, tradizionale bacino elettorale democratico.

Molti esperti ritenevano che né Trump né Harris erano i candidati ideali ed è stato scelto il repubblicano perché la democratica (attuale vicepresidente degli Usa) pagava la non buona amministrazione del Presidente in carica Biden, il quale non ha potuto concorrere per la rielezione a causa dell'età avanzata. Dal punto di vista economico le cose sono peggiorate in quattro anni, tra disoccupazione, inflazione, aumento dei prezzi e della povertà e tra le guerre che ci sono nel mondo, in cui gli Stati Uniti forniscono armi e denaro. A Trump spetterà l’arduo compito di riportare l’ordine nel mondo (Russia, Ucraina, Israele, Paesi Arabi, Afghanistan e altri focolai minori) e far riprendere l’economia in patria, ma se verranno attuate delle politiche protezioniste con l’imposizione di dazi su prodotti provenienti dall’Europa noi saremo danneggiati. Comunque il "pazzo Trump" nel primo mandato non ha provocato cataclismi e stravolgimenti sconvolgenti: grossomodo ha agito come tutti i Presidenti Usa.

domenica 29 ottobre 2023

517) UN ANNO DI GOVERNO DI GIORGIA MELONI

DOPO UN ANNO DI GOVERNO GUIDATO DA GIORGIA MELONI È ANCORA PRESTO PER TIRARE LE SOMME DEFINITIVE: DEI PRIMI PASSI SONO STATI FATTI IN FUNZIONE DEL PROGRAMMA QUINQUENNALE (PENSIONI, GRANDI OPERE, SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE E ALLA NATALITÀ, CONTRASTO ALLA CRIMINALITÀ, AGLI SCAFISTI), IN UN CONTESTO INTERNAZIONALE NON ROSEO. 


È già passato un anno dall’insediamento del governo in cui per la prima volta nella storia dell’Italia unita c’è a capo una donna, rispondente al nome di Giorgia Meloni. Penso che sia ancora molto presto per tirare i bilanci definitivi, poiché è passato solo un quinto del tempo a disposizione per realizzare quanto era stato promesso. Anch’io fino a questo momento avrei qualcosa da ridire, ma rimango cauto ed attendo che è ancora presto; poi se al termine del mandato ci sarà qualche promessa non mantenuta sarò uno dei primi a farlo notare. Oggi tutti hanno da ridire sui prezzi dei carburanti dei veicoli che volano alle stelle, mentre un anno fa il problema erano le astronomiche bollette dell’energia per i consumi domestici e commerciali. Sull’ultimo punto nessuno esulta per la drastica riduzione dei costi. La chiave di svolta per questo governo è la famiglia e la natalità: infatti quasi tutto ruota intorno ad una popolazione giovane, che non fugge altrove, per far sì che i settori economici chiave vengano occupati, espandendo il lavoro e la ricchezza e mantenendo gli anziani che hanno fatto il loro tempo, godendo del meritato riposo. I sussidi che creano inoccupazione non sono più d’ostacolo, sono stati sostituiti da altre forme di aiuti per coloro che per problemi psico – fisici non sono in grado di lavorare e da piccoli sostegni per chi frequenta i corsi di formazione. Dopo questo provvedimento c’è stata una discesa della disoccupazione (7%) ed era da circa un quindicennio che non raggiungeva simili livelli. 

Per le pensioni minime l’obbiettivo sarà raggiungere i 1.000 € entro la fine della legislatura, come aveva promesso il compianto Silvio Berlusconi, sostenitore col suo partito di questo governo. Per andare in pensione questo esecutivo punta decisamente verso quota 103 (62 anni di età + 41 di contributi); quota 100 (età 62, contributi 38) è inammissibile con un basso tasso di natalità come il nostro. Si proseguirà sulla riduzione della pressione fiscale per imprese e lavoratori. Le grandi opere sono vitali per rimanere al passo delle altre grandi potenze economiche ed industriali e sembra che si sia partiti spediti e decisi verso la loro realizzazione, tutelando e salvaguardando gli ambienti naturali. La piaga dell’immigrazione illegale e dei trafficanti di uomini sembra non avere mai fine, divenendo terreno di attacchi spietati verso il governo, nonostante ciò si sta facendo molto: accordi con i paesi di partenza, aiuti economici per piani di sviluppo con il coinvolgimento del resto d’Europa, canali per l’immigrazione legale, al fine di proteggere le frontiere per garantire la sicurezza e di evitare le tragedie in mare. I venti di guerra soffiano ovunque e sono un ostacolo in più per il lavoro del governo che gode di poca simpatia da parte della grande stampa. Di quanto seminato ancora non si vedono i frutti all’orizzonte, il tempo a disposizione ancora ce n’è, anche per correggere qualche piccola pecca, come quella di cancellare gli sprechi e i privilegi della politica.

mercoledì 14 dicembre 2022

506) LA PRIMA MANOVRA FINANZIARIA DEL GOVERNO MELONI

PRIME PROVE ECONOMICHE PER IL GOVERNO MELONI: rimodulazione del reddito di cittadinanza, lievi aumenti delle pensioni minime E QUOTA 103, incentivi alle famiglie e alla natalità. sarÀ UN PRIMO PASSO VERSO L’ESECUZIONE DEL PROGRAMMA ELETTORALE.

 


Il primo banco di prova per il governo presieduto da Giorgia Meloni avverrà con l’approvazione della proposta della manovra finanziaria annuale. Questo esecutivo si è insediato ad ottobre inoltrato, per cui è stato impegnato per tutto il tempo nel preparare questo importante provvedimento economico, il quale dovrà essere approvato per legge entro fine anno, se non si vorrà ricorrere all’esercizio provvisorio. Sarà interessante constatare se, a questa prima verifica numerica di maggioranza, i parlamentari che sostengo il governo rimarranno compatti, anche in vista dell’approvazione delle altre leggi da qui ai prossimi mesi, ai prossimi anni.

Un provvedimento inserito in questa manovra riguarda la riformulazione del controverso strumento del “Reddito di cittadinanza”: senza dubbio esso aiuta molte fasce più deboli, ma è altresì un incentivo a rimanere inoccupati e redditizio per le organizzazioni criminali e per gli stranieri dell’Unione Europea che aggirano le leggi. Gli ultimi citati fanno di tutto per prendere la residenza in Italia. Da quando è stato introdotto questo sussidio statale, nel corso del tempo sono state scoperte numerosissime truffe. Nulla cambierà per coloro non idonei al lavoro, mentre per gli altri questo sostegno economico sarà a tempo limitato e ovviamente si terrà conto anche degli eventuali familiari a carico. Da quando c’è questo reddito di cittadinanza non si trovano più lavoratori stagionali, soprattutto nel settore turistico, balneare e della ristorazione. Nella teoria i percettori del reddito avrebbero dovuto ricevere offerte di lavoro dallo Stato e dopo qualche rifiuto avrebbero perso il sussidio; nella pratica non è stato così. In futuro sarà importante creare una sinergia tra Stato e imprese, senza allontanarsi col passare del tempo, per reperire le tipologie di lavoratori che servono ed eventualmente formarli, reperendoli tra i beneficiari di questo reddito. Anche nel ricercare i lavoratori dall’estero si terrà conto dei disoccupati nostrani col sussidio dello stato. È un controsenso effettuare regolarizzazioni di massa per gli stranieri, senza tener conto degli autoctoni mantenuti per non far niente. Il bonus cultura per i giovani d’ora innanzi riguarderà solamente quelli appartenenti alle classi meno abbienti. Proseguirà la linea degli aiuti alle famiglie e alle imprese per il caro-bollette.


I soldi risparmiati con la riforma del Reddito di cittadinanza serviranno per aumentare lievemente le pensioni minime a 600 €: un primo passo per arrivare a 1000, come promesso in campagna elettorale. Nel tempo si arriverà ad una parziale riforma della legge Fornero sulle pensioni, introducendo la cosiddetta “quota 103” (62 anni di età e 41 di contributi), un po’ meno costosa della breve ed abolita “quota 100”. Tutti vorrebbero la pensione il prima possibile, specie coloro che svolgono lavori gravosi e di fatica; bisogna considerare che gli anziani sono molti e la popolazione giovane si riduce sempre più, tra calo delle nascite e fughe all’estero: se non ci sarà un consistente decollo delle nascite ed occasioni stabili in Italia, in futuro difficilmente si anticiperà l’età pensionabile. Ecco allora la prosecuzione del piano per la ripresa demografica, incrementandolo molto di più rispetto al precedente governo. Sono solo poche settimane che c’è questo Governo, non si può far tutto in pochi giorni. Attendiamo per valutare e giudicare l’operato.

mercoledì 12 ottobre 2022

502) LE SANZIONI ALLA RUSSIA FANNO MALE A NOI

LE SANZIONI ECONOMICHE CONTRO LA RUSSIA, AI RUSSI FANNO UN BAFFO, MENTRE STANNO MANDANDO IN GINOCCHIO NOI, LA NOSTRA ECONOMIA E MOLTE IMPRESE SONO COSTRETTE A CHIUDERE PER IL CARO – ENERGIA.


Ormai sono più di sei mesi che infuriano i combattimenti tra Russia e Ucraina. Le nazioni occidentali, con l’Onu, hanno deciso di schierarsi decisamente in favore dell’Ucraina (vista come nazione aggredita), pur senza intervenire direttamente nel conflitto. Tale aiuto comparta l’invio di massicci e moderni armamenti pro Ucraina e l’attuazione di un embargo commerciale contro i russi. Sembra che la Russia vada avanti tranquillamente nella guerra, permettendosi addirittura il lusso di bruciare il gas invenduto, per prendere in giro i sanzionisti. Le difficoltà che essa sta avendo nel conflitto sono dovute principalmente alle armi che arrivano agli ucraini.

Tale blocco del commercio tra Occidente e Russia ha comportato una grave crisi energetica in molti paesi europei, i quali dipendono fortemente dalla Russia per l’energia. L’Italia è uno dei paesi che risente maggiormente di questa crisi, poiché è povera di risorse per produrre energia nel sottosuolo e quel poco che c’è non viene sfruttato appieno, per le solite opposizioni degli “ambientalisti da salotto”. Molte nazioni producono l’energia nucleare, il che allevia di molto il blocco delle importazioni del gas dalla Russia. Ecco allora i risultati: aumento alle stelle dei prezzi dei carburanti, delle bollette dell’energia elettrica e del gas. Le attività commerciali e le imprese in genere non riescono più a supportare tali bollette astronomiche e sono costrette a chiudere i battenti. Molte attività che avevano resistito alle chiusure imposte dal Coronavirus non possono far nulla per fronteggiare questa nuova emergenza economica. Lo Stato italiano potrà disporre degli aiuti per le aziende più colpite in un periodo limitato di tempo, non potrà farlo all’infinito. Per questo inverno a fatica ce la caveremo, per le successive stagioni fredde che verranno sarà molto difficile spuntarla.


In questa guerra non si intravede una luce in fondo al tunnel per la cessazione delle ostilità e per un ritorno alla normalità (la Russia, la quale tutela le minoranze etniche russe perseguitate, sarebbe disposta a trattare, cercando un compromesso, gli ucraini manco a parlarne), per cui occorrerà trovare urgentemente delle soluzioni per far sì di dipendere sempre di meno dall’estero per la produzione di elettricità: bisognerà intensificare le ricerche per la scoperta di nuovi giacimenti di gas e di petrolio nelle aree italiane ritenute idonee di terra e di mare, istallare impianti di energia geotermica, valutare il nucleare di ultima generazione o quello tramite fusione, i quali non comportano rischi. Le energie solare e eolica, attualmente in continua espansione, daranno un supporto in più, alle singole famiglie. Non bisognerà stare a sentire e farsi impressionare coloro che si opporranno allo sfruttamento del sottosuolo terrestre e marino: non tutto l’ambiente verrà deturpato e adibito alla ricerca di fonti energetiche, ci saranno ampi territori salvaguardati. Di fronte alle salatissime bollette quasi tutti si ricrederanno: infatti da un sondaggio risulta che oltre la metà degli italiani sia contrario alle sanzioni alla Russia e ovviamente condanna e si indigna per le varie atrocità dovute a quella situazione bellica.

domenica 3 luglio 2022

496) IL GOVERNO DRAGHI TRABALLA

IL GOVERNO DRAGHI INIZIA A SCRICCHIOLARE, TRA CINQUE STELLE, GUERRA E CAROVITA.

 


Si intravedono le prime avvisaglie della crisi, nel Governo guidato da Mario Draghi. Questo esecutivo, in cui dentro ci sono praticamente tutti i partiti, è guidato da una figura istituzionale indipendente, fu creato al fine di mettere tutti d’accordo ed evitare le elezioni politiche anticipate. Alla lunga però i contrasti e le divisioni ideologiche tra i vari componenti di questo esecutivo sono iniziati a venire a galla.

C’è il caso del Movimento Cinque Stelle, il quale ha subìto una scissione ad opera del vecchio capo Luigi Di Maio, il quale, notando il dissenso del suo vecchio movimento nei confronti del governo, temendo così di perdere la poltrona da Ministro degli Esteri, ha creato un suo piccolo partito, strappando al M5s molti parlamentari. Proprio lui che non poteva vedere le banderuole lo è divenuto per necessità e per aspirare ad un terzo mandato da parlamentare, non previsto dal partito creato da Beppe Grillo. Oramai non sorprendono più le mille giravolte dei pentastellati ed ex, a cui abbiamo assistito in questi anni (spesso nate dall’interesse): ci abbiamo fatto l’abitudine. C’è tuttavia da apprezzare il fatto che il Cinque Stelle sta ritrovando la propria coerenza, a costo di rinunciare alle ambite cariche, nel contrastare il proprio governo contro le politiche di sostegno agli armamenti dell’Ucraina in guerra contro la Russia.

In un momento in cui tutti i prezzi dei vari beni di consumo volano alle stelle, lo Stato italiano impiega molte risorse finanziarie del proprio bilancio negli armamenti pro Ucraina e concede delle briciole per gli aiuti alle famiglie. Si sentono, eccome, gli effetti di un conflitto inaspettato, dall’esito incerto, che col tempo potrebbe allargarsi, coinvolgendo più nazioni, fino a divenire mondiale. In questo caos c’è chi gode di piccoli privilegi, come coloro che beneficiano del reddito di cittadinanza, il quale aiuta sì le famiglie in difficoltà, generando non poco mancanza di personale per i lavori stagionali, soprattutto estivi. Ci sono molti che ne approfittano, gongolandosi, rinunciando a quello che un tempo era l’agognato lavoro, per cui arriverà la giusta stretta a questo sussidio; è un controsenso effettuare mega-sanatorie per le regolarizzazioni dei lavoratori stranieri, quando ci sono tanti nostri connazionali disoccupati e col sussidio.


Anche alla Lega converrà lasciare questo esecutivo se non vorrà farsi portare via tutti i voti da Fratelli d’Italia, all’opposizione e in forte crescita (si parla di una possibile lista unica FILega per ostacolare Giorgia Meloni e non farla arrivare prima nei consensi nel centrodestra). Essendo dentro l’esecutivo, molti notano da parte leghista poche lotte (abbaia ma non morde) in quelle che erano le sue battaglie storiche, come il contrasto agli sbarchi illegali di immigrati che, nonostante non se ne parli più, non si sono mai fermati.

Il Pd e FI sono stabili nei consensi: essendo i due partiti più moderati dei due tradizionali schieramenti (centrosinistra e centrodestra) per essi Mario Draghi è la figura ideale. Non si sa se nelle prossime politiche questi due partiti torneranno ai loro originali schieramenti o faranno una grande ammucchiata centrista con i piccoli gruppi che si sono staccati da essi (capeggiati dai vari Renzi, Calenda, Toti, aggiungendo Di Maio), auspicando la continuazione dell’incarico di Presidente del consiglio a Mario Draghi.

Nelle ultime amministrative nelle città capoluogo e nei comuni superiori ai 15.000 abitanti si sono contrapposti come sempre centrodestra e centrosinistra (spesso alleata con i cinque stelle), finendo complessivamente in un pareggio; spesso accadeva che quando centrodestra e centrosinistra si presentavano divise nelle singole città, venivano penalizzate, perdendo.

Se cadrà questo governo non credo che si andrà ad elezioni anticipate in autunno: come al solito troveranno dei compromessi trasversali tra partiti e i soliti voltagabbana che non vorranno perdere i loro seggi.

sabato 12 febbraio 2022

486) CRISI ENERGETICA E NO ALLE ALTERNATIVE

QUANDO L’ARRIVO DELLE FONTI ENERGETICHE DALL’ESTERO SI BLOCCA, IL PREZZO DELLE ENERGIE CRESCE INEVITABILEMNTE. CI SAREBBERO DELLE ALTERNATIVE NOSTRANE (GAS IN PIANURA PADANA E PETROLIO NEL MAR ADRIATICO), MA C’È IL SOLITO PROBLEMA DI COLORO CHE DICONO NO A TUTTO.

L’Italia importa oltre il 75% delle fonti per produrre le varie energie. L’autosufficienza energetica per il nostro paese è assai lontana. Sono pochi i giacimenti di gas e di petrolio presenti nel sottosuolo italiano. Il petrolio da noi proviene grezzo, con degli oleodotti, dal Nordafrica e dal Medio Oriente e viene raffinato in gran parte nelle nostre raffinerie, mentre la maggior parte del gas naturale arriva dall’Est Europa, tramite dei gasdotti, in particolare dalla Russia. Altre energie vengono prodotte con dei combustibili fossili, come il carbone, o sono di origine idroelettrica; poca è l’energia che arriva da fonti cosiddette rinnovabili, come l’eolica e quella solare. Le ultime citate presentano dei limiti e sono delle cose in più per risparmiare sulla bolletta, non si può fare affidamento esclusivamente su di esse: quando non tira molto vento o non c’è tanto sole non sono proprio il massimo.


Come dicevo, molto gas naturale e un po’ di petrolio arriva dalla Russia; ora con la grave crisi internazionale che tira da quelle parti e con gli imminenti venti di guerra, la fornitura energetica proveniente dall’indicata zona si è ridotta notevolmente, con il conseguente aumento delle bollette dell’energia elettrica, del gas e dei carburanti per i veicoli. L’energia nucleare in Italia fu abbandonata a suo tempo, tra le argomentazioni favorevoli e contrarie; gli altri paesi che ancora hanno quel tipo di energia riducono di molto la dipendenza dall’estero. I rischi c’erano e se la maggioranza del popolo decise in quel verso, amen. Se avvenisse qualche incidente nelle centrali nucleari collocate vicino all’Italia non subiremmo lo stesso le nefaste conseguenze? Conveniva lasciarle com’erano? Ora nel progresso siamo più avanti rispetto al passato e sicuramente lo eravamo anche ieri in confronto alla produzione nucleare sovietica, dove a suo tempo esplose la centrale nucleare di Cernobyl. Ha fatto passi da gigante anche la sperimentazione dell’energia per fusione nucleare, anziché per fissione, senza che comporti rischi.  


In Italia ci sono dei giacimenti di gas e di petrolio inesplorati, ma i soliti rompiscatole ambientalisti si oppongono a tutto. Si dice che le trivelle per il gas (che dovrebbe essere presente nella Pianura Padana) alla lunga generi dei terremoti, il che sembra quasi assurdo. Il petrolio non ancora sfruttato è situato sotto il Mar Adriatico (per metà italiano); la Croazia non si fa sfuggire l'occasione. Se fossero sfruttate a dovere queste fonti, esse darebbero una grossa mano nell’abbassamento delle bollette. Negli altri paesi del mondo si festeggia quando si trovano il gas ed il petrolio, noi invece issiamo le bandiere a mezz’asta. In tutto c’è il pro e il contro, trovando sempre il giusto equilibrio: nel caso nostro tra le comodità e l’ambiente. Gli estremisti ambientalisti saranno pienamente credibili quando gireranno a piedi o con il mulo, illumineranno le loro case con le candele, si laveranno con l’acqua fredda e non usufruiranno del calore o dell’aria condizionata.

venerdì 30 aprile 2021

467) IL FUTURO DELL’AFRICA È IN AFRICA

L’AFRICA NON È SOLO QUEL CONTINENTE DISASTRATO, DOVE L’EMIGRAZIONE È L’UNICA VIA POSSIBILE. OGGI GRAZIE A DEMOCRAZIE E AD INVESTIMENTI STRANIERI (CINESI IN PRIMIS) SI INTRAVEDONO DEI SEGNALI DI DECOLLO, ANCHE SE LA STRADA DA PERCORRERE SARÀ LUNGA.

FUORI DAL CORO

Nella narrazione dominante l’Africa è un immenso disastro, dominato soltanto dai conflitti e dalle carestie, dove l’emigrazione è l’unica soluzione possibile. Generalmente le colpe vengono attribuite al colonialismo europeo, non importa che la parentesi coloniale sia durata solo 80 anni (dal Congresso di Berlino del 1884 agli anni 1960), e le migrazioni sono la logica e conseguente punizione per gli europei. Si dà la colpa all’uomo bianco per tutti i principali drammi del mondo, senza minimante approfondire e studiare per bene. L’Africa non è un continente omogeneo, vi sono molte afriche: al suo interno non sono importanti solo le materie prime, anche il capitale umano. Dopo la decolonizzazione ci furono delle guerre che provocarono milioni di morti, tra conflitti e carestie, i vecchi dittatori impedivano lo sviluppo perché tenevano per loro le ricchezze ricavate dalle risorse naturali; oggi gran parte delle nazioni africane sono dominate dalla democrazia, questo è stato un fondamentale passo in avanti.

Investitori cinesi stanno costruendo ferrovie, autostrade, importanti porti, impiantando industrie, diffondendo canali televisivi; è vero che gli stati africani si stanno indebitando molto coi cinesi, l’aspetto positivo è che attorno a questi poli attrattivi, che danno lavoro, si creano altre attività ad essi collegati. Stanno altresì sorgendo delle Silicon Valley africane, all’avanguardia nel campo informatico. Il governo cinese sarebbe intenzionato a far trasferire in Africa circa 400 milioni di suoi cittadini per sfruttare le molte terre ancora incolte e ciò sta mettendo in allarme il continente nero. Per contrastare l’avanzare del deserto del Sahara si stanno ripiantando molti alberi, al fine di restituire vita a delle terre aride e renderle anche coltivabili. La Russia e la Francia non sono da meno: entrambe non hanno mai abbandonato l’Africa e contrastano, con l’invio di forze militari, perfino il terrorismo di matrice islamico. L’Italia, a differenza degli altri paesi citati, si sta impegnando poco in terra africana, a parte qualche sporadico caso: dopo la caduta di Gheddafi ha perduto l’esclusiva degli accordi commerciali con la Libia; l’Eni è impegnato a costruire una grande diga in Namibia, dove si alternano periodi di siccità e di piogge abbondanti e non si riusciva a sfruttare qualche fiume, lago, per produrre energia, soppiantando definitivamente il carbone come combustibile energetico. Attorno a questa grande opera stanno sorgendo aziende legate alla ristorazione e sempre più africani apprendono i mestieri di tecnici manutentori.

Per ora tutti questi progressi sono solo delle piccole gocce che non formano un fiume, ma continuando così non è escluso che in futuro diverranno un mare. Sarà importante che l’Africa, per crescere, ampliando le basi che si stanno impiantando, non perda il proprio capitale umano. Molti governi, coadiuvati da illustri personalità africane, stanno lanciando delle campagne per fermare gli esodi di massa, invitando i propri abitanti a rimanere perché si stanno gettando le fondamenta per un futuro sviluppo e il da fare non manca. La faccia della medaglia negativa resta, ma è bene conoscere anche l’altra, quella positiva. 

venerdì 16 aprile 2021

466) UNA SVOLTA NEL SOLITO CAOS DA CORONAVIRUS?

DA UN ANNO A QUESTA PARTE NON SI PLACA IL DIFFONDERSI DEL COVID, TRA LE SOLITE CHIUSURE, RIAPERTURE, RICHIUSURE, TRA PROTESTE, CRISI ECONOMICHE E DEMOGRAFICHE. SI INTRAVEDE UNA LUCE IN FONDO AL TUNNEL GRAZIE AI NON SICURI VACCINI? CHIEDERANNO I DANNI ALLA CINA?


Ormai è più di un anno che questo coronavirus ci perseguita e tutti si sono abituati alle regole per tentare di evitarlo. A me mancano, oltre alle consuete letture dei giornali al bar, con qualche chiacchiera con i conoscenti, quegli svaghi che mi concedevo, pure se non spessissimo, come le visite alle città d’arte italiane, tra storia, cultura ed enogastronomia, le grandi partite di calcio allo stadio a Roma, quelle piccole a Cori, i viaggi lunghi in auto, mentre ascoltavo i dischi preferiti. Resisto, per far sì che si ritorni al più presto alla vita precedente per tutti noi. Ci stanno esasperando questi valzer: tra colori delle regioni, chiusure, riaperture e via dicendo. L’Italia, a differenza degli altri grandi paesi europei, per limitare i danni economici ha deciso di non effettuare più la chiusura totale, come avvenne nei due mesi primaverili dello scorso anno, ma seleziona il suo territorio ed impone chiusure, rigide e leggere, in base al numero degli infettati. I ristoratori, i baristi e gli altri commercianti non alimentari o non farmacisti, nonostante lavorino parzialmente e non siano più obbligati alla chiusura, sono le categorie più colpite dal crollo dell’economia; molti di loro sono stati costretti ad alzare bandiera bianca e nei loro vecchi negozi ora c’è il cartello “Affittasi”, quando un anno fa c’era l’augurale ed ottimistica scritta “andrà tutto bene”.  Probabilmente quei locali vuoti si riempiranno di attività cinesi (proprio loro che hanno devastato il mondo), bengalesi e altre straniere che, cambiando spesso ragione sociale, riusciranno ad evitare le salate tasse. Ci sono coloro tra i commercianti nostrani che non si arrendono e scendono in piazza con determinazione per protestare contro le restrizioni. È fin troppo facile per chi ha un’entrata economica sicura, indignarsi per queste proteste e dire che per il bene di tutto bisogna fare ancora dei sacrifici.  


Intanto l’Istat certifica il disastro economico (in primis il debito pubblico alle stelle), l’impoverimento delle famiglie e l’aggravarsi della crisi demografica italiana. Nel corso del 2020 sono stati stabiliti dei record negativi (tanto per cambiare) per quanto riguarda le nascite e positivi per i decessi. Lo scorso anno ci sono stati oltre 700.000 morti in Italia, superiori di 100.000 rispetto alla media dei trapassi degli anni scorsi. Il Coronavirus ha influito sicuramente: è un duro colpo per negazionisti che dicevano che i morti per covid, sarebbero deceduti comunque in futuro, poiché avevano altri problemi di salute. Tra le vittime di questa influenza cinese ci sono stati molti soggetti a rischio, ma anche qualcuno che non aveva nessun tipo di patologia. Le nascite italiane 2020 hanno toccato un nuovo minimo storico, ma il virus per me c’entra poco: esso esplose a marzo, quando i concepimenti per il 2020 erano ormai cosa fatta; anzi forse all’inizio di quest’anno c’è stata qualche nascita in più, frutto delle famiglie confinate in casa per lungo tempo. La nota positiva della crisi demografica italiana è che ora i politici iniziano a preoccuparsi e si stanno prodigando con politiche a favore della natalità: sta per essere approvato dal parlamento un decreto che dovrebbe fornire aiuti economici, che varieranno in base al reddito delle famiglie, ad ogni nuovo nato fino alla maggiore età. In questo provvedimento non mancano contraddizioni, come le tasse che colpiranno i redditi bassi, ma è già molto che hanno deciso di cominciare ad affrontare questo problema e in futuro ci saranno ancora dei provvedimenti al riguardo.

Da qualche mese a questa parte stanno effettuando delle vaccinazioni di massa per estirpare il famigerato virus: quegli antipodi sono stati trovati troppo presto, in fretta e furia, e non sono efficaci al 100%, potrebbero esserci degli effetti collaterali pericolosi; è proprio vero quel vecchio detto: “la gatta frettolosa fece i figli ciechi”. Tutto sommato, anche se ci sono delle controindicazioni in questi improvvisati rimedi, già è tanto che la luce in fondo al tunnel inizia a vedersi. La responsabile di questa tragedia mondiale, la Cina, se l’è cavata con poche vittime (poche confrontate con la popolazione totale) e da tempo è ripresa la vita normale; se essa non avesse tenuto nascosto il micidiale virus per mesi, si sarebbero potute attuare delle misure preventiva in tutto il mondo. Avranno tutti il coraggio di chiederle il risarcimento danni?

mercoledì 30 dicembre 2020

459) TUTTO IL 2020 NEL BLOG NUOVOANLUC


RIASSUNTO DEGLI ARGOMENTI TRATTATI IN QUESTO 2020 IN QUESTO BLOG, SEGNATI IN MAGGIORANZA DALLA TERRIBILE PANDEMIA DEL CORONAVIRUS.


Questo 2020 da quasi tutti è stato definito terribile e molti non vedono l’ora che si tolga dai piedi. Bisognerà vedere però se gli anni venturi saranno migliori. Io che avevo iniziato questo anno nella spensieratezza di una breve vacanza nelle Puglie e tutto lasciava presagire che l’anno sarebbe stato fantastico. Adesso li ricordo con rimpianto e malinconia i brevi viaggi che mi concedevo, in particolare, dato il periodo, quelli d’inizio anno, dei quali i più belli sono stati: il Portogallo e Sofia sotto la neve. Nell’estate 2020, cioè quando l’epidemia che si è diffusa in tutto il mondo, ha concesso una tregua, molte persone hanno potuto riempire, come nulla fosse, i luoghi della villeggiatura, incuranti delle regole di prevenzione che raccomandavano le autorità preposte: ciò ha fatto ripiombare i contagi da epidemia alle stelle. Io in quel periodo ho dovuto pensare ad una piccola operazione che ho subìto, approfittando della “tregua dall’epidemia”: nel postintervento per circa una settimana sono stati dolori, poi fortunatamente mi sono ripreso bene.

Purtroppo, non si può dire altrettanto dei molti contagiati che hanno combattuto contro il Coronavirus, o Covid 19, arrivato in Italia dalla Cina ufficialmente a febbraio, e non ce l’hanno fatta a vincere. Questo nuovo virus, che si è trasmesso probabilmente da un pipistrello all’uomo, ha trovato i soggetti più a rischio impreparati, i quali nelle normali influenze e polmoniti si premunivano, effettuando i vaccini, evitando così le gravi conseguenze. La mortalità di quest’anno da noi sarà leggermente più alta di quella degli anni passati. Non sono mancate, nell’era delle moderne tecniche di comunicazione di massa, dove chiunque la fa da padrone, teorie di complotti e di negazione della gravità di questa inedita situazione. Nuovi vocaboli, anglofoni ovviamente, sono entrati a far parte del nostro lessico, primi fra tutti: lockdown (chiusura, confinamento), smart working (lavoro agile, telelavoro). A fine anno è arrivato quello che dovrebbe essere l’antidoto contro il Coronavirus, ma ancora non se ne conosce l’efficacia e gli effetti benevoli. L’economia mondiale, compresa l’italiana, ha subito un drastico crollo, a causa delle chiusure totali della maggioranza delle attività lavorative, oltre che degli svaghi, delle processioni e delle altre cerimonie religiose, dei campionati sportivi professionistici e dilettantistici, al fine di evitare il dilagare della pandemia, con la mancanza di posti letto nelle strutture sanitarie per i casi più gravi. Per non permettere il peggioramento della situazione economica e l’aggravarsi dell’impoverimento di molti soggetti, dopo il primo blocco totale di due mesi, c’è stata la seconda fase: delle riaperture e di convivenza col virus. Tutto è ripreso con cautela: dallo sport (che forse è stata una vera e propria forzatura), ala religione, alle attività commerciali.

L’Unione Europea, approfittando della situazione, ha imposto a tutti i paesi membri dei prestiti obbligatori, che saranno utili, ma sottometteranno ancora di più gli stati più deboli ai più forti. La Gran Bretagna, dopo lunghi negoziati, ha salutato l’Europa, rispettando l’esito del referendum del 2016, e non dovrà più stare ai suoi dettami. Anche negli Stati Uniti il Covid è stato devastante, ancor di più che da noi, ed è costato la presidenza a Trump, che aveva lavorato bene, facendo volare l’economia prima del virus ed inaugurando una nuova era di pace, sconfitto da Biden, tra le esultanze dei media e del mondo a livello politico corretto.


In Italia il Governo Conte, con il Coronavirus, è potuto durare a lungo: il solito Renzi lo avrebbe scosso e minacciato molto prima se non ci fosse stata quest’emergenza. L’esecutivo ha fronteggiato l’avvenimento con misure di aiuto straordinario, come la cassa integrazione (per alcuni arrivata solo dopo molti mesi) e gli aiuti alimentari; lo tesso avrebbe però potuto fare a meno di concedere bonus per le vacanze e i monopattini, investendo le risorse in beni prioritari per le famiglie, come ad esempio i libri scolastici. Il taglio dei parlamentari è passato attraverso il referendum e le elezioni regionali si sono concluse in pareggio. Certa stampa si ostina a difendere questo governo ed un partito in particolare, non tenendo conto dei moltissimi suoi voltafaccia e cambi di opinione, ed è odiatrice nei confronti degli avversari. Le rigidità nei confronti dei cittadini non sono state attuate in campo d’immigrazione illegale: gli sbarchi sono aumentati (forse attirati da voci di sanatorie in agricoltura che si sono rivelate dei fiaschi totali), alcuni immigrati erano positivi al virus, mentre qualcun altro tra questi, vagando come nulla fosse, ha causato una strage in una chiesa francese. Rimanendo in tema di fanatismo islamico, c’è stata la controversa vicenda di Silvia Romano, la volontaria rapita e liberata da convertita all’Islam. Un Islam che è in crescita grazie all’elevata fecondità delle sue genti, contro la quasi sterilità occidentale: se nulla cambierà il punto di svolta nel travolgimento del nostro mondo potrebbe essere la vicenda dalla vecchia Basilica cristiana di Costantinopoli (Istanbul), che da museo è tornata moschea.

Il paese di Cori non è stato risparmiato dal Covid: ci sono stati molti contagi e delle morti, alcune delle quali nella Residenza sanitaria assistenziale, e delle polemiche, finite sulla stampa ed in Tv, per i bidoni dell’immondizia per i malati, diversi dai soliti, e che rendevano gli infettati facilmente individuabili. Ho parlato anche della piccola processione della Madonna del Soccorso che ha sostituito quella tradizionale e della vita che rirendeva in estate a Piazza Signina dopo il deserto dei mesi precedenti. 

Ho scritto, nell’anno del 150° anniversario della Breccia di Porta Pia, delle ricorrenze del Risorgimento dimenticate, a vantaggio di altre festività di altro stampo. Ho recensito due libri: quello relativo all’ultimo Gran Consiglio del Fascismo del 25 luglio 1943 e i diari di Giulio Andreotti dal 1979 al 1989. In questo 2020 due grandi stelle del calcio mondiale del passato ci hanno lasciato: Maradona e Paolo Rossi; di entrambi ci sono le loro biografie nel blog dei mondiali di calcio, insieme al mondiale di Italia 90, che ho ricordato qui a trent’anni di distanza. Di Maradona forse si è pensato solo al calciatore, esaltandolo, non guardando alle pecche oltre il rettangolo di gioco, forse perché in politica la pensava in un certo modo. Rossi e Maradona giocavano negli anni 1980: di quegli anni ne ho parlato ad inizio anno, tra ricordi personali e narrazioni che smentiva qualche teoria dei molti nostalgici.

lunedì 14 dicembre 2020

458) CAPOLINEA PER IL GOVERNO CONTE II?

IL GOVERNO È COSTRETTO A CONTRARRE 200 MILIARDI DI DEBITI CON L’UE E FESTEGGIA PER AVER TROVATO L’ACCORDO AL SUO INTERNO. I 5STELLE, TENTANO DI FAR CADERE LE COLPE SU SALVINI, PER IL LEGGITTIMO CONTRASTO ALL’IMMIGRAZIONE ILLEGALE, MA CI SONO DELLE PROVE CHE LI INCHIODANO. RENZI SCALPITA MA DIFFICILMENTE GLI FARANNO LARGO. SI FARÀ DI TUTTO PER EVITARE LE URNE, COSÌ DA DECIDERE (COME AL SOLITO) SUL PROSSIMO CAPO DELLO STATO.

 


Alla fine, come da previsioni, il governo Conte II ha ceduto all’Unione Europea, la quale pretende che tutti gli stati membri siano finanziati dalla Bce per far fronte alle molte emergenze dell’epidemia Covid 19. Se fossero dei soldi regalati andrebbe bene, il guaio è che dovranno essere restituiti. All’Italia dovrebbero spettare oltre 200 miliardi di euro: un ulteriore immenso indebitamento in una nazione che ha già un elevato debito pubblico. L’Europa ed in particolare la Germania con questa mossa ci terranno sempre di più sotto scacco: incomberà sulle nostre teste questa spada di Damocle e ne pagheranno le conseguenze i comuni cittadini, le generazioni future e lo stato, che dovrà offrire delle garanzie. I soldi arriveranno nel corso degli anni e non saranno superiori da quelli decisi nelle manovre finanziarie nostrani, cambierà solo il creditore. La Germania non è riuscita con due guerre mondiali a sottomettere l’Europa, oggi vi riesce attraverso la politica economica dell’Ue. Qualcuno al tempo della riunificazione tedesca aveva previsto che nel giro di pochi decenni i teutonici si sarebbero presi delle rivincite: non si sono riscattati in ambito militare, in altri modi sì.

Il Governo Conte festeggia per aver convinto alcuni dissidenti della maggioranza ad accettare i dettami imposti da Bruxelles e Berlino, ma al di là dell’apparenza restano le crepe al proprio interno. I tanti no, ostentati per lungo tempo dal Movimento Cinque Stelle, divengono puntualmente dei sì per mantenersi il potere; anche nel caso del processo a carico di Matteo Salvini c’è stato un loro clamoroso voltafaccia, per addossare tutte le colpe solo a lui, invece ci sono delle prove schiaccianti documentate che ne provano le loro corresponsabilità. A parte il fatto che essi, quando governavano con la Lega, avevano fatto approvare il decreto sicurezza che ora stanno smontando insieme al Pd; ora, facendo delle pessime figure, rinnegano anche le loro stesse parole (a voce e scritte), le quali condividevano la linea della Lega per il contrasto agli ingressi illegali, al traffico dei nuovi schiavi e agli altri affari connessi.

Ne vedremo delle belle, non nell’immediato, perché ci vorranno mesi per questo processo e non è escluso che quando questo terminerà le sorti di questo governo saranno state già decise per altri fattori, come le tensioni tra i partiti e la solita smisurata ambizione di Matteo Renzi, il quale ha iniziato a minacciare la crisi. Molto difficilmente Renzi diverrà nuovamente Presidente del Consiglio: l’altra volta poteva contare sul fatto di essere capo del Partito Democratico, questa volta dirige un piccolo partito che, con la minaccia delle elezioni anticipate, tornerà nei ranghi, perché temerà la sparizione dalla scena politica. Egli potrebbe accontentarsi di ottenere un importante ministero in un nuovo governo. Poi, in caso di crisi di governo il Presidente della Repubblica potrebbe arrabbiarsi e sciogliere le camere, contro la volontà del parlamento stesso (uhm…). Intanto prendono tempo, ritardando la rimodulazione dei collegi elettorali, causata dalla riduzione dei parlamentari: così avranno la scusa per evitare le elezioni immediate. Sullo sfondo di tutto c’è la prossima scadenza del mandato presidenziale: si farà di tutto per far eleggere per l’ennesima volta un capo dello stato di centrosinistra, evitando con le elezioni anticipate la terrificante ipotesi di avere al Quirinale un uomo di destra per sette anni.

sabato 31 ottobre 2020

455) VIRUS, DISASTRI ECONOMICI, RIGIDITÀ SÌ E NO

PER CONTRASTARE L’AVANZARE DEI CONTAGI DA CORANAVIRUS IL GOVERNO HA DECISO ALCUNE CHIUSURE, INCURANTE DEL DISASTRO ECONOMICO. GUAI A CHI SGARRA LE REGOLE, MA IN CAMPO D’IMMIGRAZIONE ILLEGALE REGNA IL CAOS E L’ANARCHIA ASSOLUTA.


In questi giorni in molte città d’Italia stanno sorgendo proteste, pacifiche e non, contro i nuovi provvedimenti adottati dal governo, al fine di contrastare il crescente aumento dei contagi da Coronavirus, che prevedono tra l’altro le chiusure anticipate di palestre sportive, cinema, teatri, bar e ristoranti alle ore 18:00. Questo virus per coloro che hanno le responsabilità è come il Conte Dracula: il giorno si riposa e la notte circola. Per i bar la chiusura alle 20:00 sarebbe stata oro, per i ristoranti non sarebbe cambiato nulla. Molte attività rischieranno il fallimento e monta la rabbia, soprattutto perché molte di esse si erano adeguate alle nuove disposizioni in materia di sicurezza e di distanziamento sociale. Nonostante questi provvedimenti i contagiati sono in aumento e alcuni esperti, come soluzione, propongono una nuova chiusura totale, come quella della scorsa primavera, la quale ha portato alla fame molte famiglie.

Non sono un negazionista, seguo tutte le regole in atto, evito posti affollati come i mezzi pubblici, perfino in famiglia mantengo le distanze, riconoscendo così che il pericolo virus è un po’ più serio rispetto alle normali influenze e polmoniti, che come col Covid provocano alcune vittime, se non addirittura lo stesso numero, tra i soggetti più a rischio e che hanno dei problemi di salute, ma sarebbe bastato proseguire coi sistemi di prevenzione e distanziamento che erano già in atto, invece di rischiare di portare l’economia al collasso. Quei locali colpiti dai provvedimenti sono spesso molto ampi e si si fossero rispettate le regole raramente ci si sarebbe infettati, questo virus si prende soprattutto nei mezzi di trasporto pubblici, dove tutti sono ammassati. Per gli asintomatici il problema non sussiste, avrebbero però potuto adottare dei provvedimenti di protezione per le categorie più a rischio, consigliando loro d’isolarsi e agli altri di evitare con essi contatti troppo ravvicinati.

Gli ospedali e le altre strutture sanitarie sono al collasso e chi deve curarsi per altri problemi viene in alcuni casi snobbato, o non va più a fare visite di prevenzione per timore del Covid, ricevendo un colpo di grazia spesso fatale. Le strutture sanitarie che erano ritenute inutili, con tanto di polemiche politiche (in particolare vedasi Lombardia), divengono in questi tempi delle vere e proprie manne dal cielo. La scorsa estate tutti si lamentavano che c’erano troppi movimenti e le regole di prevenzione non venivano rispettate: ma chi erano coloro che invogliavano con i bonus ad andare in vacanza o a muoversi in monopattino? L’Europa eroga sostanziosi prestiti per evitare il disastro totale finanziario: che sia questa la chiave di tutto? Far indebitare gli stati più a rischio, facendoli entrare in un vortice da cui non ne usciranno più, per assoggettarli. Chi si ribella alle decisioni del governo, anche pacificamente, senza violenza, è perseguito duramente: multe salate, denunce, precessi, eccetera. Negli ultimi sette mesi ci sono stati minuziosi controlli sui cittadini per individuare assembramenti, perfino con i droni e con gli elicotteri. Controllori precisi, inquadrati, minuziosi, se sgarri e se non paghi qualche tassa son dolori, ma non si contrastano con lo stesso scrupolo e la stessa diligenza le altre gravi problematiche. Immigrati irregolari possono giungere senza documenti e senza permessi e sono liberi di girare e fare ciò che vogliono (con i nuovi decreti diverrà ancora più facile), anche uccidere nelle chiese, e nessuno può dire nulla.

domenica 30 agosto 2020

451) ESTATE DA PANDEMIA


IL CORONAVIRUS NON SI ARRESTA NEL TEMPO ESTIVO IN CUI TUTTO È TORNATO ALLA NORMALITÀ E SONO AUMENTATI I MOVIMENTI DELLE PERSONE PER LE VACANZE. ALLORA ANCHE PRIMA SI SAREBBE POTUTO CONVIVERE CON IL VIRUS, EVITANDO LA CHIUSURA TOTALE E I DANNI ECONOMICI.

 


Sembra che sia tornato un ritorno di fiamma tra le masse e il Coronavirus, generato dai molti focolai presenti nei principali luoghi di villeggiatura. Sembra strano che fino a pochi mesi fa tutti si lamentavano per le condizioni economiche, mentre oggi sono andati quasi tutti in vacanza. Senza dubbio le prenotazioni nei luoghi di villeggiatura saranno state in netto calo rispetto agli anni passati e alcuni avranno beneficiato dei contributi governativi per i soggiorni. Le priorità per il governo avrebbero dovuto essere ben altre e non certo le vacanze e i monopattini.

Chi scrive, di solito negli ultimi anni, quando partiva per qualche breve viaggio, riportava qui sopra delle dettagliate cronache sui luoghi visitati, contornati da storia, cultura, tradizioni, quest’anno però non si è mosso, sia per prudenza, col virus ancora in circolazione, sia perché è stato in convalescenza (per altri motivi) ed ha dovuto accontentarsi di visionare, sui vari canali sociali della rete informatica, i momenti di spensieratezza degli altri nei vari luoghi di villeggiatura. Ormai i momenti della vita è più importante condividerli che viverli. La maggioranza dei villeggianti ha scelto quest’estate di riscoprire l’Italia, a causa delle limitazioni negli spostamenti imposte da molte altre nazioni; anch'io da qualche anno a questa parte avevo riscoperto questa tendenza. Quei pochi che si sono recati all'estero, nei paesi che hanno tenuto aperte le frontiere, stanno tornando quasi tutti positivi al Covid, idem per alcuni che hanno scelto le vacanze italiane. Nelle discoteche e negli altri luoghi di svago ci si infetta e infatti molti di questi locali li stanno chiudendo. Gli assembramenti notturni nei luoghi di ritrovo e all'aperto sono tornati alla grande, anche qui a Cori, rimettendo a paro il “deserto” all'inizio della primavera scorsa. Al tempo della chiusura totale, quando uscivo per brevi passeggiate o per fare acquisti, mi sedevo una decina di minuti su qualche panchina di Piazza Signina ed era uno spettacolo, un pezzo raro, gustarsela completamente deserta nei tardi pomeriggi del sabato e della domenica, c’era solo qualche automobile che passava di rado. Pensavo: quando ricapiterà tutto questo? Infatti, oggi la citata piazza è tornata più affollata e caotica di prima, specie queste sere estive, con le solite auto parcheggiate in mezzo alla strada e nell'area pedonale, e i locali più frequentati, con i loro complessini notturni, un po’ si stanno rifacendo dei mancati guadagni dei mesi scorsi. Tornare alla normalità sì ma con prudenza, i focolai, che non si sa dove potrebbero annidarsi, dal paese alla città, non sono per niente estinti. Sarà necessario mantenere debita distanza tra individui nei luoghi pubblici e quando non si potrà, negli spazi chiusi, ristretti, bisognerà coprirsi bocca e naso, questo è ovvio.

Quello che contesto è che, anche quando è esplosa questa epidemia, si sarebbe potuto continuare a mantenere aperte le attività essenziali, seguendo le necessarie precauzioni e misure preventive, come sta avvenendo adesso. Per le attività superflue, di svago, pazienza se le avessero chiuse per qualche tempo. Soltanto i soggetti più a rischio avrebbero dovuto obbligare a rimanere in casa. Nel periodo del confinamento globale ci sono stati molti danni a famiglie e ad attività imprenditoriali, alcune di quest’ultime hanno accusato duramente il colpo ed hanno dovuto chiudere i battenti. Non credo si sia trattato di un complotto mondiale per creare degli stati di polizia, come sostengono i maliziosi di tutto il mondo, tuttavia coloro che detenevano e detengono le redini delle molte nazioni avrebbero dovuto riflettere seriamente sulle conseguenze dannose. Ci sono stati diversi errori del Governo italiano: all'inizio snobbò l’epidemia, successivamente commise diversi errori nella zona rossa della Lombardia, permettendo d’infettare altre regioni italiane; quando si rese conto degli errori esso pensò di rimediare chiudendo tutta Italia. Da una parte doveva pendere: o si salvaguardava l'economia o si evitava il diffondersi del virus. Ma ora i governanti si rendono conto che se la situazione peggiorerà non potranno assolutamente richiudere tutto quanto, pure se molti si infetteranno.