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domenica 11 agosto 2024

527) LE OLIMPIADI ESTIVE PARIGI 2024

PER MEDAGLIE COMPLESSIVE CONQUISTATE (12 ORI, 13 ARGENTI, 15 BRONZI) LE OLIMPIADI DI PARIGI 2024 PER L’ITALIA SONO STATE LE MIGLIORI DI SEMPRE.


La rappresentante olimpica italiana in queste XXXIII edizioni delle olimpiadi moderne (Parigi 2024) per medaglie conquistate ha raggiunto il miglior risultato di sempre nella storia dei giochi olimpici: ben 40. In verità questo numero era stato raggiunto già a Tokyo 3 anni fa, ma la qualità questa volta è stata migliore: infatti quest’anno le medaglie d’oro sono state 12, mentre a Tokyo furono 10 (il massimo numero di medaglie d’oro fu raggiunto per l’Italia a Los Angeles ’84: allora ne conquistò 14). È la dimostrazione che lo sport italiano è in continua crescita, piazzandosi ancora una volta tra le migliori 10 potenze sportive. L’assenza della Russia da queste olimpiadi non è un’attenuante: 3 anni fa c’era e i risultati sportivi italiani furono più o meno i medesimi con l’aggiunta dei successi nelle prestigiose gare di atletica, salto in alto e maratona che quest’anno sono mancati, compensati in parte dalla vittoria della nazionale italiana femminile. Ci sono stati altresì moltissimi podi sfumati per poco da parte italiana; il bottino sportivo d’Italia avrebbe potuto essere molto più prestigioso. Sicuramente la scia positiva proseguirà anche nelle successive paraolimpiadi che inizieranno a breve sempre a Parigi.

 


Come tutti i giochi olimpici non sono mancate critiche e polemiche di ogni genere. Quest’anno si ha avuto da ridire principalmente sulla cerimonia di apertura (tra rappresentazioni blasfeme e capi di stato sotto la pioggia), sulle acque inquinate della Senna e su un’atleta algerina che gareggiava nel pugilato femminile: non si capiva se era una donna vera e propria o un misto tra uomo e donna; alla fine è risultata donna, ma con caratteristiche da uomo. In questo ambito sportivo, come tutti gli altri del resto, si trovano sempre delle cose che non vanno, anche quando tutto fila liscio come l’olio, e sicuramente questo evento è una buona distrazione di massa dalle guerre e dagli altri gravi problemi mondiali. Ci vorrebbe più spesso oppure non ci vorrebbe affatto per non dimenticare la realtà drammatica? (e risolverla)

domenica 8 agosto 2021

474) LE OLIMPIADI 2020 E L’ITALIA

VA BENISSIMO L’ITALIA ALLE OLIMPIADI DI TOKYO 2020 (POSTICIPATE PER LA PANDEMIA), STABILENDO IL PRIMATO ASSOLUTO IN MEDAGLIE CONQUISTATE (BEN 40). MENO BENE VANNO LE STRUMENTALIZZAZIONI POLITICAMENTE CORRETTE SUGLI ATLETI.


In queste ultime due settimane si sono svolte a Tokyo, capitale del Giappone, i giochi delle XXXII olimpiadi moderne, le quali avrebbero dovuto svolgersi lo scorso anno, ma sono state posticipate a causa della pandemia Covid 19. Sono stati dei giochi olimpici anomali, perché il pubblico non poteva assistere in massa alle gare, specie nelle cerimonie di apertura e di chiusura, che da sempre sono i momenti più spettacolari di questa manifestazione sportiva. Stati Uniti e Cina si sono contesi fino all’ultima gara il primato per medaglie d’oro e alla fine l’anno spuntata gli statunitensi. Il Giappone ha chiuso al terzo posto: stava in casa e i suoi atleti erano spinti da una passione maggiore rispetto alle altre edizioni olimpiche. Altri piazzamenti di rilievo ci sono stati per Russia, Australia, Francia, Germania: non sono sorprese, essendo paesi molto popolati, alcuni pure sconfinati, e con grandi tradizioni sportive. Da sempre deludono alle olimpiadi, tranne nei brevi lampi di gloria, Africa e America Latina.


L’Italia, sportivamente parlando, ha confermato l’ottimo periodo di forma, avviato con la vittoria agli europei di calcio della rappresentativa Nazionale A, vincendo in totale 40 medaglie e stabilendo il primato assoluto nelle olimpiadi di tutti i tempi. Sorprendenti sono state le vittorie italiane nelle principali gare di atletica, tradizionalmente il fiore all’occhiello dei giochi olimpici: 100 metri, salto in alto, staffetta 4x100, marcia 20 km. Le altre medaglie d’oro italiane (che complessivamente sono state 10) sono state vinte in altre discipline: vela, taekwondo, karate, canottaggio. All’Italia sono andate altre 10 medaglie d’argento e ben 20 di bronzo. Hanno deluso, sempre per l’Italia, gli sport di squadra, il nuoto e la scherma, che nelle precedenti edizioni olimpiche avevano dato molte soddisfazioni e successi. C’è stata una grande insofferenza da parte dei media angloamericani per le clamorose affermazioni italiane nell’atletica leggera, da sempre loro feudo personale, e per screditare le vittorie italiane l’hanno buttata sul doping, soprattutto per Jacobs, l’italoamericano vincitore dei 100metri. Qualche mezzo d’informazione italiano (Fatto Quotidiano e qualcun altro) invece ha steccato, sbagliando completamente le previsioni, parlando prima dei principali ori, di olimpiadi disastrose per l’Italia. I cavalli si vedono all’arrivo e in tutte le manifestazioni sportive nel tempo ci sono sempre stati degli alti e dei bassi per tutti i partecipanti.

Gli atleti rappresentanti d’Italia provenivano da tutte le regioni e c’erano anche stranieri naturalizzati. Soprattutto su quest’ultimi sono state rivolte le principali attenzioni, considerando in tono minore gli altri, per fini che non avevano nulla a che fare con lo sport, premettendo che io mi complimento e mi felicito con tutti per le vittorie. Sfruttando l’onda dell’entusiasmo per i successi si chiedono facilitazioni per l’ottenimento della cittadinanza italiana da parte degli stranieri, con la scusa dello sport. I vertici dello sport nazionale non si occupassero di politica; c’è una legge al riguardo che funziona già e in più bisogna compiere un cammino d’integrazione e vedere se si è disposti ad accettare usi e costumi, tradizioni, lingua, religione del paese del quale si vorrebbe divenire cittadini, non cambiando così l’ossatura identitaria di un determinato popolo, come lo stesso Giappone insegna. A noi cosa cambia se otteniamo pochi altri successi sportivi in più?

venerdì 19 agosto 2016

324) LE OLIMPIADI DI RIO DE JANEIRO 2016



IN UN BRASILE LAERATO DA CORRUZIONE, LOTTE INTERNE E REGRESSI SOCIALI SI SONO DISPUTATI I GIOCHI DELLA XXXI OLIMPIADI MODERNE.



Ormai stanno per essere archiviati i giochi olimpici disputati in Brasile, a Rio de Janeiro. In due anni il più grande e popoloso paese sudamericano ha ospitato i due maggiori eventi sportivi del globo: i mondiali di calcio e i giochi olimpici. I grandi mezzi di informazioni hanno dato ampio spazio a questa importante rassegna planetaria, soprattutto per distrarre le masse dai veri problemi.

Esistono dei pareri discordanti su quale sia il più grande evento sportivo del pianeta tra Coppa del Mondo di Calcio e Olimpiadi. Il calcio è lo sport più popolare ma è solo uno (e i tornei olimpici calcistici non sono molto al centro dell’attenzione), mentre nelle olimpiadi ci sono moltissimi sport che trovano una vetrina esclusiva con grandissimi spazi sui media di tutto il mondo, mentre in altri momenti vengono relegati nelle ultime pagine dei giornali sportivi con poche righe. Eccezioni fatte per l’atletica ed il nuoto: se ne parla discretamente anche al di fuori di un periodo olimpico in cui quei due sport vivono il massimo splendore. Allora diciamo che le olimpiadi moderne sono il più grande evento sportivo, anche perché ci sono delle cerimonie di apertura e di chiusura che non hanno eguali: infatti sfilano tutte le nazioni del mondo, mentre nei mondiali di calcio vi partecipano “solo” trentadue nazionali.

Il Brasile, la nazione ospitante di questa rassegna sportiva, fino a poco tempo fa era considerata una nazione emergente dal punto di vista economico, oggi attraversa una delicatissima fase di crisi, corruzione e tensioni sociali. Ci sono state manifestazioni di protesta, come già era avvenuto due anni fa per il calcio, per l’eccessivo sperpero di denaro pubblico, mentre la povertà in molti strati della popolazione aumenta. Queste gare olimpiche non hanno registrato il tutto esaurito e se non fosse stato per coloro che sono arrivati dall’estero, questi giochi sarebbero stati mediocri dal punto di vista del calore. Sportivamente il Brasile solo al calcio tiene veramente: non c’è stato l’orgoglio nazionale concretizzatosi nel fare incetta di medaglie, che solitamente avviene quando si sta in casa propria, come era successo con la Cina nel 2008. 


I carioca hanno conquistato poche medaglie d’oro e totali. Idem le altre nazioni sudamericane. Come al solito gli Stati Uniti si sono piazzati al primo posto nel medagliere, seguiti dalla sorprendente Gran Bretagna e dalla deludente Cina. La Russia sportivamente non è più la potenza di un tempo. Per l’Italia queste olimpiadi si son chiuse positivamente, più o meno come nel 2008 e nel 2012, anche se siamo lontani dal massimo delle medaglie d’oro, ben 14, conquistate a Los Angeles ‘84, e dal massimo delle medaglie complessive, 36, ottenute in due occasioni (una delle quali è Roma '60).

Dei veri italiani con sacrificio ed umiltà hanno tenuta alta la sacra bandiera della nostra nazione, facendola piazzare tra le prime dieci posizioni per numero di medaglie. Da sconosciuti si lavora più tranquillamente, senza sentire il peso eccessivo di chi è al centro dell’attenzione; quando uno è sopravvalutato della stampa e tutti si aspettano il massimo risultato, se non arriva che delusione: come è successo alla nuotatrice Federica Pellegrini.

Il sipario sta per abbassarsi: tutti, trionfatori e sconfitti, sono stati molto soddisfatti di essersi fatti conoscere da tutto il mondo, consci che tra poco si dimenticheranno di loro, nell’attesa che tutti li rimembreranno tra quattro anni.

lunedì 13 agosto 2012

153) LE OLIMPIADI DI LONDRA 2012



BILANCIO FINALE MEDAGLIE LONDRA 2012
(PRIME POSIZIONI)

nome
Oro
argento
bronzo
Totali
Stati Uniti
46
29
29
104
Cina
38
27
23
88
Gran Bretagna
29
17
19
65
Russia
24
26
32
82
Corea del Sud
13
8
7
28
Germania
11
19
14
44
Francia
11
11
12
34
Italia
8
9
11
28
Ungheria
8
4
5
17
Australia
7
16
12
35
Giappone
7
14
17
38
Kazakistan
7
1
5
13
Olanda
6
6
8
20
Ucraina
6
5
9
20
Nuova Zelanda
6
2
5
13
Cuba
5
3
6
14
Iran
4
5
3
12
Giamaica
4
4
4
12
Repubblica Ceca
4
3
3
10





A Londra domenica 12 agosto 2012 si sono conclusi i giochi della XXX Olimpiade estiva. La megalopoli inglese per la terza volta nella storia ha ospitato questa importante rassegna, tra elevatissimi costi per le infrastrutture e tornando ad essere il centro del mondo; non tutte le nazioni potrebbero permetterselo, tant'è vero che Roma ha dovuto ritirare la propria candidatura per il 2020, ma Madrid che sta peggio l'ha mantenuta. La maggioranza delle medaglie sono andate come al solito alle nazioni più grandi in superficie e più popolose: Usa, Cina, Russia e quest’anno si aggiunge la Gran Bretagna, sia perché ha delle discrete tradizioni olimpiche, sportive e sia perché era in casa propria. Seguono nel medagliere, nelle prime posizioni e come in tutte le edizioni olimpiche, alcune nazioni dell’Europa e dell’Asia, alcune medaglie l’ha conquistate nelle gare di atletica qualche stato africano, così come la Giamaica con l’asso Bolt, nazione centroamericana, ma popolata in maggioranza da neri. Le nazioni più povere prevalgono nell’atletica, mentre quelle ricche dominano nelle discipline in cui l’impiantistica fa da padrone, come ad esempio il nuoto. Le olimpiadi non fanno per l’America Latina (Brasile in testa): in quel continente solo il calcio hanno in mente e la loro fissa è quella di vincere solo quel torneo. All’interno dei giochi olimpici il pallone è lo sport meno seguito: uno in quattro anni si è super abbuffato e almeno per due settimane vuole conoscere altre realtà sportive che neanche sapeva esistessero. Non sembrano pensarla così i tre principali quotidiani sportivi italiani: le notizie relative alle olimpiadi le rilegavano nelle ultime pagine, evidenziando in prima pagina qualche cosa  rilevante, e continuavano a concentrarsi sulle loro squadre di calcio protette, parlando di amichevoli, calcio mercato e aspettative future. Al contrario i quotidiani politici di tutte le tendenze hanno dato ampio risalto ai giochi. È cosa giusta mettere in evidenza questi atleti, non professionisti, non super pagati e far conoscere variopinte realtà sportive: il tiro con l’arco, il tiro al piattello, la corsa dei cavalli ad ostacoli  e tante altre discipline di cui non si parla affatto nel corso del quadrienno intermedio tra un’edizione olimpica e l’altra.




Una bella idea ebbe il Barone francese De Coubertin nel riproporre dopo millenni quegli antichi giochi olimpici con il braciere acceso che si disputarono dal 776 a.c. al 393 d.c. nella città di Olimpia in Grecia: in tutto si tennero 292 edizioni (nell’era moderna siamo appena alla trentesima edizione!) e furono aboliti con la diffusione del cristianesimo, in quanto erano considerati giochi pagani. Pierre De Coubertin, dopo la sconfitta francese in guerra contro i prussiani, cercò un idea per valorizzare l’attività fisica. Diversamente dalla Grecia antica cambiarono alcune regole: giochi ogni quattro anni, aperti a tutti gli atleti del mondo di entrambi i sessi, con all’interno tutti gli sport esistenti e quelli inventati col passare del tempo, da disputarsi in tutte le città del pianeta. Nel corso dei decenni i giochi olimpionici sono divenuti pure strumento di propaganda politica e di esaltazione nazionale sia per regimi dittatoriali di destra e sinistra e sia per le democrazie, oppure strumento di visione mondiale per compiere proteste ed azioni eclatanti terroristiche (Monaco 1972). L’Unione Sovietica all’inizio non partecipava, ritenendo lo sport un vizio capitalistico, successivamente cambiò idea per propagandare la grandezza della propria nazione.

Così nacquero le guerre Usa – Urss sul campo sportivo e i boicottaggi a Mosca 1980 e a Los Angeles 1984 da parte di uno o dell’altro blocco. Il blocco sovietico molte volte riuscì a prevalere nel medagliere, oltre che con la nazione guida, anche con lo stato satellite della Germania Est. Questo stato disponeva di vere e proprie macchine sportive umane costruite in laboratorio con le sostanze dopanti. Forse è ciò che ora accade in Cina, la nuova potenza olimpica, che insedia gli Usa: si parla di metodi di allenamento brutali per i propri atleti. L’Italia, che non sfugge ad episodi di doping prontamente segnalati, è quasi sempre stata nel medagliere tra le prime dieci posizioni (vedere qui), con alti e bassi e senza infamia e senza lode: quindi sono inutili le polemiche relative al non raggiungimento dei livelli di Usa, Cina, Gran Bretagna e Russia. Qualcuno suggerisce di far gareggiare atleti esteri per ambire a più alti primati, come avviene in Gran Bretagna; ma se non sono atleti italiani che vittorie porteranno alla nostra nazione? Conviene di più per essi che provino a portare qualche successo nelle loro nazioni. La situazione della Gran Bretagna è diversa: fino a qualche decennio fa possedeva mezzo mondo e qualche lembo di terra le è rimasto, oltre agli stati inquadrati nel Commonwealth britannico. La nazione di casa spesso viene aiutata: allora lo spirito olimpico dov’è? Se lo sono chiesti in molti nella spettacolare cerimonia di chiusura, nell’attesa che tra quattro anni a Rio de Janeiro, con una nuova meravigliosa manifestazione di apertura, salirà nuovamente su il sipario e per due settimane saranno sotto i riflettori del mondo, nell’incontro tra tutti i popoli, questi sportivi sconosciuti.