I PRINCIPALI ACCADIMENTI DEL 2022 DESCRITTI IN QUESTO SITO: IL PASSAGGIO DELLE CONSEGNE MEDIATICO TRA LA GUERRA IN UCRAINA E LA PANDEMIA COVID; LA RIELEZIONE TRA LE POLEMICHE DI MATTARELLA; LA CADUTA DEL GOVERNO DRAGHI, LE ELEZIONI POLITICHE ANTICIPATE E LA VITTORIA DEL CENTRODESTRA GUIDATO DA MELONI; I PRIMI OSTACOLI DEL GOVERNO MELONI, TRA IL CARO -ENERGIA, L’IMMIGRAZIONE E LA MANOVRA FINANZIARIA; IL RITORNO ALLA VITA PRE-PANDEMICA, TRA EVENTI ESTIVI PAESANI (CAROSELLO STORICO E FESTIVAL DEL FOLCLORE) E LA RIPRESA MASSICCIA DELLE VACANZE; LA RICONFERMA NEL “DESERTO DELLE URNE” DI DE LILLIS A CORI; LA PROMOZIONE DELLA SQUADRA LOCALE DI CALCIO; LA MORTE DELLA REGINA ELISABETTA II; LA RIVOLTA IN CORSICA; IL MONDIALE DI CALCIO TRA SPORT, CONTROVERSIE E POLITICA.
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venerdì 30 dicembre 2022
507) I PRINCIPALI AVVENIMENTI DEL 2022 DEL BLOG
sabato 22 ottobre 2022
503) IL GOVERNO DI GIORGIA MELONI
DOPO 11 ANNI DALL’ULTIMA VOLTA SI È INSEDIATO UN GOVERNO ELETTO DAL POPOLO, GUIDATO DA GIORGIA MELONI (PRIMA DONNA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI), COME CONSEGUENZA DELLE ULTIME ELEZIONI POLITICHE VINTE NETTAMENTE DAL CENTRODESTRA, DANDO L’AVVIO ALLA XIX LEGISLATURA DELLA REPUBBLICA ITALIANA.
GOVERNO GIORGIA MELONI
(68° governo della Repubblica italiana)
·
Presidente del Consiglio dei
ministri: Giorgia Meloni (FdI)
·
Vicepresidenti: Antonio Tajani
(FI), Matteo Salvini (LSp)
- Sottosegretario alla presidenza: Alfredo Mantovano (Ind.)
MINISTRI:
1. Affari esteri e cooperazione internazionale: Antonio Tajani (FI)
2. Interno: Matteo Piantedosi (Ind.)
3. Giustizia: Carlo Nordio (FdI)
4. Difesa: Guido Crosetto (FdI)
5. Economia e finanze: Giancarlo Giorgetti (LSp)
6. Sviluppo Economico: Adolfo Urso (FdI)
7. Politiche agricole alimentari e forestali. Francesco
Lollobrigida (FdI)
8. Transizione ecologica: Gilberto Pichetto Fratin (FI)
9. Infrastrutture e mobilità sostenibili: Matteo Salvini (LSp)
10. Lavoro e politiche sociali: Marina Elvira Calderone (Ind.)
11. Istruzione: Giuseppe Valditarra (LSp)
12. Università e ricerca. Anna Maria Bernini (FI)
13. Cultura: Gennero Sangiuliano (Ind.)
14. Salute: Orazio Schillaci (Ind.)
15. Turismo. Daniela Santanchè (FdI)
MINISTRI SENZA PORTAFOGLIO
1. Rapporti con il parlamento: Luca Ciriani (FdI)
2. Pubblica amministrazione. Paolo Zangrillo (FI)
3. Affari regionali e autonomie: Roberto Calderoli (LSp)
4. Sud e politiche del mare: Nello Musumeci (FdI)
5. Politiche europee, coesione e PNRR: Raffaele Fitto (FdI)
6. Politiche giovanili e sport: Andrea Adobi (Ind.)
7. Famiglia, natalità e pari opportunità: Eugenia Maria Roccella
(FdI)
8. Disabilità: Alessandra Locatelli (LSp)
9. Riforme istituzionali: Maria Elisabetta Alberti Casellati (FI)
APPOGGIO PARLAMENTARE
CAMERA DEI DEPUTATI
(Presidente Lorenzo Fontana)
Maggioranza: FdI 118 – Lega 66 – FI 44 – misto 9 – TOTALE
237/400
Opposizione: Pd 69 – M5s 52 – A/Iv 21 – misto 21 – TOTALE 163/400
SENATO DELLA REPUBBLICA
(Presidente Ignazio La Russa)
Maggioranza: FdI 63 – Lega/Psa 29 – Fi 18 – Moderati 6 – TOTALE 116/206
Opposizione: Pd 38 – M5s 28 – A/Iv 9 – Auton. 7 – misto 7 – n.i. 1 – TOTALE 90/206
mercoledì 28 settembre 2022
501) I DATI E L'ANALISI SULLE ELEZIONI POLITICHE 2022
VITTORIA NETTA DEL CENTRODESTRA A TRAZIONE FRATELLI D’ITALIA (CALA LA LEGA, RIMANE STABILE FORZA ITALIA), CROLLANO I CINQUE STELLE (NONOSTANTE DICANO IL CONTRARIO), NON CALA MOLTO IL PARTITO DEMOCRATICO PRIVO DI ALLEATI VALIDI E MODESTA AFFERMAZIONE DI AZIONE – ITALIA VIVA. CONTINUA INESORABILE IL CALO DEI VOTANTI.
RISULTATI ELEZIONI POLITICHE 2022 CAMERA DEI DEPUTATI
Affluenza: elettori 50 869 304, votanti
63,91%
·
CENTRODESTRA: uninominale 12 299 648 voti, 43,79%, 121 seggi; proporzionale FdI 7 300 628
voti, 25,99%, 69 seggi /Lega 2 464 176 voti, 8,77%, 23 seggi/FI 2 279 130
voti, 8,11%, 22 seggi/Noi moderati 255 714 voti, 0,91% voti, 0 seggi; totale
seggi centrodestra 235;
·
MOVIMENTO 5 STELLE: uninominale 4 333 748 voti, 15,43%,10
seggi; proporzionale 4 333 748 voti, 15,43%, 41
seggi; totale seggi Movimento 5 Stelle 51;
·
CENTROSINISTRA: uninominale 7 337 624 voti, 26,13%, 12 seggi; proporzionale Pd 5 355 086
voti, 19,07%, 57 seggi/Avs 1 019 208 voti, 3,63%, 11 seggi/+ Europa 793 925
voti, 2,83% 0 seggi/Ic 169 405 voti, 0,6%, 0 seggi; totale
seggi centrosinistra 80;
·
AZIONE – ITALIA VIVA: uninominale 2 186 658 voti, 7,79%, 0 seggi; proporzionale 2 186 658
voti, 7,79%, 21 seggi; totale seggi Azione – Italia viva 21;
·
SVP – PATT: uninominale 117 010 voti, 0,42%, 1 seggio; proporzionale 117 010 voti,
0,42%, 2 seggi;
·
Valle d’Aosta: Valée d’Aoste 1 seggio;
·
Seggi dall’estero: Pd 4, Lega 2, Movimento Associativo italiani all’estero
1, M5s 1.
RISULTATI ELEZIONI POLITICHE 2022 SENATO DELLA REPUBBLICA
Affluenza: elettori 50 869 304,
votanti 63,91%
·
CENTRODESTRA: uninominale 12 129 547 voti, 44,02%, 56 seggi; proporzionale FdI
7 165 795 voti, 26,01% 34 seggi/Lega 2 439 409 voti, 8,85%,
13 seggi/FI 2 279 980 voti, 8,27%, 9 seggi/Noi moderati 244 363 voti,
0,89%, 0 seggi; totale seggi centrodestra 112;
·
MOVIMENTO 5 STELLE: uninominale 4 285 894 voti, 15,55%, 23 seggi; proporzionale
4 285 894 voti, 15,55%, 5 seggi; totale seggi Movimento 5 Stelle 28;
·
CENTROSINISTRA: uninominale 7 161 688 voti, 25,99%, 39 seggi; proporzionale
Pd 5 225 456 voti, 18,96%, 31 seggi/Avs 972 445 voti, 3,53%,
3 seggi/+ Europa 809 412 voti, 2,94%, 0 seggi/Ic154 375 voti, 0,56%,
0 seggi; totale seggi centrosinistra 73;
·
AZIONE – ITALIA VIVA: uninominale 2 131 310 voti, 7,73%, 0 seggi; proporzionale 2 131 310
voti, 7,73%, 9 seggi;
·
Valle d’Aosta: centrodestra 1 seggio
·
Trentino Alto Adige: centrodestra 2 seggi, SVP – PATT 2 seggi, centrosinistra 2 seggi;
·
Seggi dall’estero: Pd 3, Movimento Associativo italiani all’estero 1.
Da mesi i sondaggi politici indicavano il partito di Fratelli
d’Italia quale primo partito con più del 20% dei consensi e la realtà è
andata oltre le aspettative. Esso è risultato essere la prima forza nel
centrodestra e in assoluto con oltre il 26% delle preferenze. In un periodo di
crisi per il Covid e per la guerra in Ucraina è stata premiata la sua
opposizione al Governo Draghi, sottraendo molti voti all’altro partito
populista di destra, la Lega (passata dal 17% al 9%), che in quel
governo era dentro. Forza Italia, il partito più moderato dell’alleanza
di centrodestra, che tutti davano in caduta libera e avrebbe dovuto far quasi
da comparsa, ha salvato la faccia con oltre l’8% dei consensi: quasi come la
Lega, ma ben distante dal precedente 14% e dai tempi d’oro, in cui (come FI
prima e Pdl poi) era il primo partito italiano. Sono rimasti delusi gli
scissionisti centristi del Pd (Calenda e Renzi) che si aspettavano, con Azione
– Italia viva, di superare Forza Italia (di cui hanno accolto i loro
transfughi), andando oltre il 10%: nella realtà si sono attestati all’8%. Il Movimento
Cinque Stelle canta vittoria col suo 15% perché si aspettava di peggio e
celebra Giuseppe Conte salvatore della patria: dimentica che nelle precedenti
politiche aveva preso più del doppio dei voti. I grillini si sono salvati da un
risultato peggiore grazie ai voti del meridione, dove molti ricevono i sussidi del
reddito di cittadinanza dal Movimento voluti. Il Partito Democratico,
che grosso modo ha ottenuto la stessa percentuale delle precedenti politiche
col 19%, già si sapeva che non ce l’avrebbe fatta, poiché non aveva alleanze
numeriche consistenti (aveva rotto i rapporti con il M5s e con il
piccolo centro dei suoi separatisti); non si capisce tutto lo stupore post
elettorale e i processi interni, aggiunti al rammarico per la prematura caduta
di Draghi dal governo. Forse sperava che il centrodestra non avrebbe raggiunto
numeri sufficienti e avrebbe potuto proporre come al solito maggioranze
alternative? Non è escluso che lo farà nel prossimo futuro se l’Europa e altri
fattori, esterni ed interni, metteranno i bastoni tra le ruote al governo di
centrodestra che dovrebbe essere guidato dal Presidente di Fratelli d’Italia
Giorgia Meloni. Non pervenuti i partiti e i movimenti di estrema sinistra, così
come Di Maio con i dissidenti Cinque Stelle.
Di votazione in votazione diminuiscono sempre di più gli
elettori; questa volta abbiamo raggiunto il minimo storico con il quasi 64% degli
aventi diritto: evidentemente la gente non ha più la politica nel sangue come
una volta, quando riteneva che votare fosse un dovere primario (fino a 30 anni
fa votava oltre il 90% degli elettori): o essa pensa che la stessa sia un
interesse come gli altri, che si preferiscono di più, o è rassegnata, conscia
che nulla cambierà indipendentemente da chi governerà. Se qualcuno dei non
votanti, che hanno scelto liberamente quell’opzione e senza che nessuno lo imponesse
loro, vuole cambiare le cose si fidi dell’urna in futuro, oppure non si
lamentasse. Un dato positivo maturato da questa enorme astensione è che i
sondaggi precedenti al voto hanno sbagliato di poco le previsioni: infatti gli
astenuti e gli indecisi risultavano il 40% e così è stato; se costoro avessero votato
avrebbero potuto stravolgere i pronostici.
Di elezione in elezione c’è un partito che va di moda e
tira più degli altri: oggi è FdI (che partì dal 2%), ieri era il M5s,
la Lega, prima ancora il Pd di Renzi, i partiti di Berlusconi,
eccetera. Magari la prossima volta toccherà ad un partito non tradizionale che
oggi ha avuto una manciata di voti, a dimostrazione che quando vince il
centrodestra si può cambiare liberamente e senza che inizino dittature e mancanze di libertà,
come alcuni allarmisti gridano frequentemente. È il segnale che gli italiani
sono sempre scontenti di chi governa. Sarà compito del prossimo governo non
perdere la fiducia e il consenso del popolo italiano. Il prossimo esecutivo
avrà come ossatura Fratelli d’Italia, però anche gli altri due partiti
saranno fondamentali e ne influenzeranno le scelte.
domenica 24 luglio 2022
497) FINE DELLA XVIII LEGISLATURA E NUOVE ELEZIONI POLITICHE
LA CADUTA DEL GOVERNO DRAGHI HA CAUSATO LA FINE ANTICIPATA DI UNA LEGISLATURA CARATTERIZZATA DAI MOLTI CAMBI DI PARTITO PER CONVENIENZA E CHE HA AVUTO COME PROTAGONISTA IL MOVIMENTO CINQUE STELLE: UN PARTITO CHE, NON ESSENDO DI PURA NATURA POLITICA E TRA CAMBI DI OPINIONI, S’È DISGREGATO POCO ALLA VOLTA ED HA RITROVATO LA SUA NATURA DETERMINANDO LA FINE DEL GOVERNO DI LARGHE INTESE.
Le dimissioni di
Mario Draghi da Presidente del Consiglio dei ministri hanno determinato la fine
anticipata della XVIII legislatura della Repubblica italiana. Infatti non
c’erano più i presupposti per proseguire e per formare l’ennesimo governo. Si
voterà il prossimo 25 settembre, in autunno: un evento inedito dall’istituzione
della Repubblica. Mario Draghi avrebbe potuto proseguire per i restanti mesi
della legislatura anche senza l’apporto del M5s (avrebbe avuto una larga
maggioranza parlamentare ugualmente), ma ha preferito mollare, infischiandosene
delle pressioni nazionali ed internazionali: evidentemente si era stancato.
Egli, non essendo un politico di professione e avendo ricoperto in passato incarichi
in ambito economico dirigenziali ed in piena autonomia, non è abituato alle
bagarre politiche e alle sue liti: forse pensava di dare ordini e basta. Queste
elezioni anticipate convengono principalmente allo stesso Movimento Cinque
Stelle e alla Lega, che stavano precipitando nei consensi da quando sono
entrati nel Governo Draghi, mentre rimangono stabili nei sondaggi i partiti,
sia di centrodestra, sia di centrosinistra, dell’area più moderata. Secondo queste
intenzioni di voto il partito che va per la maggiore adesso è Fratelli
d’Italia, che soffierebbe il primato del 2018 ai grillini, ed è sempre
stato all’opposizione in questa legislatura. I sondaggi un’idea approssimativa
la danno, ma gli indecisi e gli astenuti rimangono il primo partito, i quali
possono confermare le indicazioni o stravolgerle tutte.
Questa legislatura
era iniziata nell’incertezza: nelle ultime politiche il centrodestra non aveva
raggiunto la maggioranza assoluta, il Cinque Stelle arrivò primo con
oltre il 30% e ci vollero tre mesi per far sì che due partiti avversari, i
vincenti delle politiche 2018 (Il già citato M5s e la nuova Lega
di Salvini), si accordassero tra loro per formare un governo guidato
dall’indipendente Giuseppe Conte, simpatizzante Cinque Stelle, onde
evitare lo scioglimento immediato delle camere. Il movimento di Grillo ha fatto
la parte del leone in questa legislatura, spesso rinnegando e cambiando le sue teorie e idee per convenienza, specie quando si è passati dal Conte I al Conte
II, con il relativo cambio di alleato (la Lega che aveva mollato è stata
sostituita dal fino ad allora odiato Partito Democratico): i maggiori
successi ottenuti sono stati l’introduzione del reddito di cittadinanza (di
nullafacenza per gli approfittatori), la drastica riduzione del numero di
parlamentari dalla prossima legislatura, la riduzione del compenso nelle pensioni dei parlamentari. Invece la quota cento sulle pensioni e
i decreti sicurezza, cari alla Lega, sono stati rinnegati dai grillini in seguito
all’arrivo del Pd al governo, dopo l’uscita dei leghisti. I cambi di casacca e
di convenienza non hanno riguardato solamente i pentastellati, che hanno subito
la recente scissione del loro vecchio capo Di Maio: Renzi e Calenda del Pd,
Toti ed altri forzisti hanno formato i loro piccoli gruppi parlamentari,
uscendo dai loro partiti d’origine. Infine, dopo le dimissioni del Conte II
abbandonato da Renzi, è arrivato il governo dalle larghissime intese guidato
dall’ex Presidente della Banca centrale europea Mario Draghi, caduto
esso, le camere sono state sciolte senza problemi: il vitalizio per i
parlamentari, seppur ridotto, è stato assicurato e il mandato del Presidente della repubblica, a
vantaggio del centrosinistra, è stato appena rinnovato. L’economia in questi
anni è andata in pezzi a causa dell’imprevista Pandemia Covid 19 e della
guerra Russo – Ucraina, cha ha dato il colpo di grazia all’ultimo
esecutivo.
Questo Movimento
che doveva aprire il palazzo del potere si è dimostrato un partito come tutti
gli altri, anche peggiore; ai suoi albori Grillo diceva: basta con i partiti e
la politica tradizionale, ora liste a Cinque Stelle. Queste liste Cinque
Stelle sono dovute giungere a compromessi con tutti i partiti tradizionali
per arrivare al potere e sono nelle mani di un paio di persone che dettano
regole rigide: i molti che non le rispettano, perché, essendo nuovi e inesperti
nel campo politico non riescono a rinunciare al richiamo del potere e dei
privilegi, sono buttati fuori senza pietà. Ora però un po’ di coerenza e dignità
costoro l’hanno ritrovata: determinando con la loro mano la caduta del Governo
dei banchieri e dei tecnocrati, perché andavano contro i loro princìpi, e
andando ad elezioni anticipate, ben sapendo che nel futuro prossimo
difficilmente andranno al governo.









