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mercoledì 31 dicembre 2025

540) IL 2025 VA IN ARCHIVIO

TERMINA IL 2025 (ANNO GIUBILARE PER LA CHIESA CATTOLICA) CHE È STATO SEGNATO DALLA MORTE DI PAPA FRANCESCO E DALL’AVVENTO SUL SOGLIO PONTIFICIO DI PAPA LEONE XIV (FRANCIS ROBERT PREVOST), IL PRIMO PAPA STATUNITENSE. PROPRIO QUEGLI STATI UNITI, GUIDATI DAL PRESIDENTE TRUMP, SEMPRE PIÙ PROTAGONISTI IN CAMPO INTERNAZIONALE COL LORO GRANDE IMPEGNO PER LA PACE IN PALESTINA E IN UCRAINA. IN ITALIA IL FORTE GOVERNO MELONI SI CONSOLIDA SEMPRE DI PIÙ, TRA RIFORME, ECONOMIA FAVOREVOLE E RISCOPERTA DELLE BELLEZZE E DELLE TRADIZIONI NOSTRANE.

 


Il Giubileo del 2025 ha portato milioni di pellegrini a Roma, i quali hanno attraversato le Porte sante delle basiliche giubilari. Purtroppo quest’evento è stato segnato dalla morte di Papa Francesco che è avvenuta il 21 aprile, il Lunedì dell’Angelo. A Francesco è succeduto il nuovo Papa Leone XIV (al secolo il cardinale americano Robert Francis Prevost), il primo papa proveniente dalla più grande potenza della Terra, ovvero gli Stati Uniti d’America: uno dei paesi col più grande numero di cattolici del mondo, anche se essi non sono la maggioranza nella menzionata nazione.


In quello stato da gennaio si è insediato il nuovo presidente Donald Trump, il quale sta stravolgendo la storia mondiale, sia in positivo che in negativo. I dazi che egli ha imposto (o tenta di imporre), con l’intento di proteggere l’economia americana, potrebbero causare ricadute negative verso il mercato globale; il condizionale è d’obbligo poiché lo scopo americano è di arrivare a dei compromessi vantaggiosi per tutti, Stati Uniti e non. Il Presidente Usa, sin dal primo giorno del suo insediamento, ha lavorato per la pace nelle due maggiori guerre che erano e che sono in corso: tra Israele e Palestina egli è riuscito ad ottenere una tregua (dopo aver aiutato gli israeliani contro l’Iran), seppur molto fragile, ma già è un primo passo; più difficile risulta la situazione bellica tra Russia e Ucraina, ma, attraverso la mediazione americana, sono avvenuti molti incontri per la pace, coinvolgendo ambo le parti in conflitto, e si è sulla buona strada, anche se è ancora molto lunga e tortuosa e poi se mette i bastoni tra le ruote l'Europa.....


Il Governo italiano, come membro Ue, ovviamente ha preso parte ai molti colloqui per la pace ed esso gode sempre di più di prestigio in ambito internazionale, come sottolineano i migliori quotidiani e rotocalchi planetari. L’economia e l’occupazione nostrane vanno a gonfie vele, i sondaggi di voto per l’esecutivo sono favorevoli, qualche mancanza da parte del nostro governo c’è, ma di tempo per rimediare ce n’è ancora. Il prossimo banco di prova sarà il referendum sulla riforma del sistema giudiziario che si terrà tra pochi mesi: le probabilità che questa riforma passi per ora sono maggiori rispetto alla bocciatura e il Governo Meloni, indipendentemente da questa consultazione referendaria, dovrebbe arrivare senza troppi affanni a fine legislatura, arrivando così ad essere il primo per longevità nella storia della Repubblica. Il rilancio delle bellezze nostrane e delle nostre secolari tradizioni dovrebbe essere tra i punti cardine della nostra Direzione statale; a tal proposito quest’anno io, nel mio piccolo, ho parlato qui delle attrattive e degli splendori di una specifica regione italiana, visitandola, e dell’entusiasmo popolare per il ritorno del corpo di un santo nel suo pase natale.

lunedì 27 ottobre 2025

539) TERZO ANNIVERSARIO PER IL GOVERNO MELONI

IL GOVERNO GUIDATO DA GIORGIA MELONI HA COMPIUTO IL TERZO COMPLEANNO, DIVENENDO ANCHE IL TERZO NELLA STORIA DELLA REPUBBLICA PER LONGEVITÀ. BUONI SONO I RISULTATI IN ECONOMIA, BUONA È LA STRADA DELLE RIFORME, MA QUALCHE PROMESSA ELETTORALE È ANCORA LONTANA DALL’ESSERE ATTUATA.

 


Nei giorni scorsi il Governo italiano guidato da Giorgia Meloni ha tagliato l’importante traguardo dei tre anni di durata, un fatto insolito nella storia repubblicana e, in generale, dell’Italia unita. Questo governo in questo momento si trova al terzo posto per longevità dei governi repubblicani, preceduto soltanto dai due guidati da Silvio Berlusconi (il II e il IV). C’è da constatare che tre governi di centrodestra sono quelli che sono durati di più in quasi ottant’anni di Repubblica.

Altre statistiche ci indicano anche il numero record degli occupati, che in questo periodo ha superato i 24 milioni di persone, ma ci sono anche 16 milioni di pensionati (tra pensioni dal lavoro e pensioni di invalidità e altri sussidi). In futuro si stima che la popolazione in età attiva diminuirà, non per la riduzione del lavoro, a causa della bassissima natalità che persiste da decenni, mentre la popolazione anziana da mantenere aumenterà. C’è inoltre una nuova emigrazione che riguarda i giovani (specialmente i laureati), denominata “fuga dei cervelli”: essi scappano dove si guadagna di più e dove ci sono maggiori possibilità di carriera rispetto al Belpaese. Bisognerà che il Governo affronti con urgenza questo grave problema (denatalità e fuga dei giovani laureati); qualche provvedimento in tal senso già ha cominciato ad attuarlo ma non basta. Una controtendenza per nascite si registra in Val d’Aosta e Trentino Alto Adige, grazie alle loro apposite politiche; questo governo dovrebbe studiarle ed estenderle in ambito nazionale.

La riforma della giustizia sta per arrivare in porto, il che riguarda principalmente la separazione delle carriere dei magistrati, già presente in molti paesi europei, e dovrebbe ridurre la cosiddetta “giustizia politicizzata”. Per la riforma della costituzione mancano ancora molti passaggi per approvarla, vedremo per bene cosa prevederà e ne riparleremo a tempo debito. Bene i progetti per le grandi opere ed infrastrutture (con la speranza che i soliti paletti burocratici non ne ritardino per decenni l’avvio dei lavori), i quali porteranno altra occupazione ed altro sviluppo.

Tre quinti del mandato elettorale sono ormai andati e qualche promessa è ancora lontana dall’essere attuata: principalmente il contrasto all’immigrazione illegale e l’aumento delle pensioni minime. Come abbiamo visto c’è un calo demografico in atto, qualcuno vede come un fattore positivo l’immigrazione per tamponare quella falla, ma non devono decidere i criminali, che lucrano sulla pelle della gente, le “quote d’ingresso” e senza documenti di identificazione (quanti ricercati per reati si intrufolano tra coloro che approdano illegalmente sulle coste italiane?). Magari si dovrebbe favorire gente con la stessa nostra cultura e religione (compresi i discendenti degli antichi emigranti italiani) e si dovrebbero aiutare tutti gli altri nei loro paesi, creando opportunità di sviluppo. L’aumento delle pensioni minime, dopo i primi passi degli anni precedenti, si è arenato. Fu una promessa di Silvio Berlusconi, ora visto che lui non c’è più, e visto che Forza Italia sta risalendo nei consensi elettorali, non si bada più a quegli elettori che l’avevano votata per quel motivo. Spero di sbagliarmi e qualche passo in avanti lo facciano, anche se è molto complesso toccare quel tasto, a causa degli anziani che aumentano e i giovani che diminuiscono.

martedì 22 ottobre 2024

529) SECONDO COMPLEANNO PER IL GOVERNO MELONI

 

Due anni a Palazzo Chigi, il governo taglia il traguardo con 59 slide. Tutti i numeri di un biennio da record

21 Ott 2024 21:22 - di Stefania Campitelli


Due anni di governo solido e ambizioso in 59 slide, dal 22 ottobre 2022 (giorno del giuramento dei ministri) al 22 ottobre di questo anno. Palazzo Chigi celebra così il traguardo del primo governo “nella storia d’Italia ad essere guidato da una donna”, “settimo esecutivo più longevo della Repubblica”, in un documento in 59 cartelle. “Stella polare dell’azione di governo è il rispetto e l’attuazione puntuale del programma comune, con un percorso – si legge nel documento – che ha consentito all’Italia di acquisire una nuova centralità e un rinnovato protagonismo a livello internazionale. Di rilanciare la crescita economica e l’occupazione, di avviare riforme attese da molto tempo, di proteggere il tessuto produttivo e industriale dall’impatto del caro energia e dalle conseguenze delle crisi geopolitiche in atto. Di mettere in sicurezza i conti dello Stato e difendere il potere d’acquisto delle famiglie, in particolare quelle con figli e più fragili”.

Due anni di governo in 59 slide

“In un orizzonte di legislatura – mette nero su bianco Palazzo Chigi – il governo continuerà a lavorare per consolidare i risultati raggiunti e per rispettare integralmente il patto programmatico sottoscritto con i cittadini”. Seguono le slide in cui viene delineato, per capitoli e tematiche, l’operato dell’esecutivo Meloni, a partire dal lavoro, con Palazzo Chigi che rivendica un “+834 occupati”, con un tasso di occupazione “ai massimi storici, 62,3%”, con “un’Italia più solida e prospera” grazie “al Pil più alto della media Ue”, lo spread che “scende e la borsa che sale”. Il governo, dopo due anni di navigazione, racconta di un “sud locomotiva d’Italia” per “pil e occupazione”, e snocciola i numeri degli accordi per lo sviluppo e la coesione, nonché i numeri dell’export, che fanno dell’Italia la “quarta al mondo per esportazioni”. Tra le “infrastrutture al servizio” del Paese spazio anche al “Ponte sullo stretto” oltre che al “piano casa”.

Palazzo Chigi elenca i numeri più importanti di un biennio storico

Il documento – si legge ancora nella nota diffusa da Palazzo Chigi –  elenca in modo sintetico i numeri più importanti e i provvedimenti più significativi approvati e avviati dall’insediamento a oggi. Frutto del lavoro corale del governo con il prezioso sostegno della macchina amministrativa dello Stato. Spazio, naturalmente, al Piano Mattei per l’Africa, alle riforme – dalla giustizia all’autonomia, passando per premierato e riforma fiscale- e al Pnrr. Il governo Meloni, con “la prima donna presidente del Consiglio”, va “oltre il tetto di cristallo”, con un “doppio record: “53,5% di occupazione femminile e 10 milioni di donne occupate”. Palazzo Chigi sottolinea anche il “supporto delle famiglie e della natalità”, la sicurezza “tornata priorità”, la “lotta alle mafie” e a “ogni droga”, la “rinascita di Caivano”, il contrasto “all’immigrazione clandestina”, con una riduzione degli sbarchi “del 61%” e un aumento dei rimpatri del “16% sul 2023 e del 34% sul 2022”.

Dal Piano Mattei alla rottura del tetto di cristallo, dal Pnrr alla crescita del Pil

Il governo Meloni al giro di boa dei due anni rivendica di essere “al fianco di chi crea ricchezze e lavoro” e del “piccolo che fa grande l’Italia”. E ancor di aver “difeso l’agricoltura”, generato un “welfare più inclusivo” e, al contrario di quanto raccontano le opposizioni, di aver messo “più risorse per ricostruire la sanità” con “stanziamenti record per il Fondo sanitario nazionale”. Spazio poi ai numeri sulla scuola, sull’università e la ricerca, sulla messa in sicurezza del territorio, sul turismo, sulla Pubblica amministrazione “che si rinnova” e sulla “sfida della transizione digitale” con “1 miliardo di investimenti sull’intelligenza artificiale”.

Secolo d'Italia - Sito ufficiale


lunedì 10 giugno 2024

525) LE ELEZIONI EUROPEE 2024

IN ITALIA, TRA LE CRESCENTE ASTENSIONE, AVANZANO I PARTITI GOVERNATIVI, CRESCONO ANCHE IL PD E LA SINISTRA, MA A DISCAPITO DEI 5STELLE, DI RENZI E DI CALENDA. IN EUROPA, NONOSTANTE CRESCANO LE DESTRE, SARÀ PROBABILMENTE CONFERMATA LA COMMISSIONE DEI TECNOCRATI, CON POPOLARI E SOCIALISTI, CHE CONTINUERANNO AD IMPORCI LE EUROFOLLIE VERDI.

 


Le elezioni europee di quest’anno sono andate abbastanza bene in Italia per i partiti di governo: tutti hanno aumentato i voti rispetto alle ultime politiche. Fratelli d’Italia si è confermato il primo partito al 28% e Giorgia Meloni è risultata essere la più votata; Forza Italia; che tutti davano morta assieme al suo creatore, è sopravvissuta ed ha sfiorato il 10%; bene anche la Lega di Salvini che ha preso il 9%, col discusso Generale Vannacci che ha fatto il pieno di preferenze. Probabilmente ha influito il buon momento dell’economia italiana, frutto anche del buon lavoro dell’esecutivo. Tale tendenza si è vista anche nelle elezioni regionali di quest'anno: su quattro regioni in cui si è votato, in tre si è riconfermata la maggioranza di centrodestra. Tra le opposizioni è avanzato il Partito Democratico, arrivando al 24%, e il raggruppamento di sinistra, sfiorando il 7%: i voti li hanno sottratti al Movimento 5 Stelle, che ha raggiunto un deludente quasi 10%, e un po’ ai fuoriusciti Pd Renzi e Calenda, che divisi non hanno superato la soglia di sbarramento del 4% necessaria per l’elezione. Oramai l’aumento della non partecipazione al voto non fa quasi più notizia: infatti di elezione in elezione questa aumenta sempre di più e in questa tornata i non votanti sono stati la maggioranza, seppur di poco. Le forze di governo risultano essere unite coese, mentre le opposizioni dovranno lavorare molto per raggiungere la quadra. Non attacca più la questione di un antifascismo orami fuori luogo e fuori tempo: si riamane spiazzati o senza parole quando la Presidente del Consiglio commemora il 25 aprile o Giacomo Matteotti nel centenario dell’assassinio.

Nel resto dell’Europa le destre, estreme e non, hanno fatto il pieno dei voti, particolarmente in Francia e Germania, le nazioni egemoni in questa Unione Europea, ma anche in altri paesi. Però esse non riusciranno a far eleggere un commissario europeo della loro parte, poiché la maggioranza dei parlamentari, con popolari e socialisti in testa, arriveranno a riconfermare la Presidente uscente (Ursula Von Der Leyen), con il determinante aiuto dei piccoli raggruppamenti politici. Le loro imposizioni, come auto elettriche o rifacimento delle abitazioni, andranno avanti (come se in Italia, per un paio d’anni, non avessimo provato sulla nostra pelle il disastroso superbonus edilizio) e continueranno ad attaccar briga con la Russia di Putin per arrivare allo scontro diretto. L’Unione Europea, che avrebbe dovuto essere un’organizzazione di stati per facilitare gli scambi economici, si avvia a divenire un superstato, retto da potenti tecnocrati e burocrati, rappresentanti delle maggiori potenze, che pensano solo a finanza ed economia, dove non c’è spazio per cultura, identità, radici e tradizioni legate alla cristianità.

domenica 29 ottobre 2023

517) UN ANNO DI GOVERNO DI GIORGIA MELONI

DOPO UN ANNO DI GOVERNO GUIDATO DA GIORGIA MELONI È ANCORA PRESTO PER TIRARE LE SOMME DEFINITIVE: DEI PRIMI PASSI SONO STATI FATTI IN FUNZIONE DEL PROGRAMMA QUINQUENNALE (PENSIONI, GRANDI OPERE, SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE E ALLA NATALITÀ, CONTRASTO ALLA CRIMINALITÀ, AGLI SCAFISTI), IN UN CONTESTO INTERNAZIONALE NON ROSEO. 


È già passato un anno dall’insediamento del governo in cui per la prima volta nella storia dell’Italia unita c’è a capo una donna, rispondente al nome di Giorgia Meloni. Penso che sia ancora molto presto per tirare i bilanci definitivi, poiché è passato solo un quinto del tempo a disposizione per realizzare quanto era stato promesso. Anch’io fino a questo momento avrei qualcosa da ridire, ma rimango cauto ed attendo che è ancora presto; poi se al termine del mandato ci sarà qualche promessa non mantenuta sarò uno dei primi a farlo notare. Oggi tutti hanno da ridire sui prezzi dei carburanti dei veicoli che volano alle stelle, mentre un anno fa il problema erano le astronomiche bollette dell’energia per i consumi domestici e commerciali. Sull’ultimo punto nessuno esulta per la drastica riduzione dei costi. La chiave di svolta per questo governo è la famiglia e la natalità: infatti quasi tutto ruota intorno ad una popolazione giovane, che non fugge altrove, per far sì che i settori economici chiave vengano occupati, espandendo il lavoro e la ricchezza e mantenendo gli anziani che hanno fatto il loro tempo, godendo del meritato riposo. I sussidi che creano inoccupazione non sono più d’ostacolo, sono stati sostituiti da altre forme di aiuti per coloro che per problemi psico – fisici non sono in grado di lavorare e da piccoli sostegni per chi frequenta i corsi di formazione. Dopo questo provvedimento c’è stata una discesa della disoccupazione (7%) ed era da circa un quindicennio che non raggiungeva simili livelli. 

Per le pensioni minime l’obbiettivo sarà raggiungere i 1.000 € entro la fine della legislatura, come aveva promesso il compianto Silvio Berlusconi, sostenitore col suo partito di questo governo. Per andare in pensione questo esecutivo punta decisamente verso quota 103 (62 anni di età + 41 di contributi); quota 100 (età 62, contributi 38) è inammissibile con un basso tasso di natalità come il nostro. Si proseguirà sulla riduzione della pressione fiscale per imprese e lavoratori. Le grandi opere sono vitali per rimanere al passo delle altre grandi potenze economiche ed industriali e sembra che si sia partiti spediti e decisi verso la loro realizzazione, tutelando e salvaguardando gli ambienti naturali. La piaga dell’immigrazione illegale e dei trafficanti di uomini sembra non avere mai fine, divenendo terreno di attacchi spietati verso il governo, nonostante ciò si sta facendo molto: accordi con i paesi di partenza, aiuti economici per piani di sviluppo con il coinvolgimento del resto d’Europa, canali per l’immigrazione legale, al fine di proteggere le frontiere per garantire la sicurezza e di evitare le tragedie in mare. I venti di guerra soffiano ovunque e sono un ostacolo in più per il lavoro del governo che gode di poca simpatia da parte della grande stampa. Di quanto seminato ancora non si vedono i frutti all’orizzonte, il tempo a disposizione ancora ce n’è, anche per correggere qualche piccola pecca, come quella di cancellare gli sprechi e i privilegi della politica.

lunedì 29 maggio 2023

512) LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2023

CONTINUA IL DOMINIO DEL CENTRODESTRA: DOPO LE POLITICHE E LE REGIONALI LA COALIZIONE TRIONFA ANCHE NELLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE, SOPRATTUTTO NEL LAZIO E NELLE VECCHIE ROCCAFORTI ROSSE. L’OPERATO DEL GOVERNO CENTRALE INFLUISCE POCO O PER NULLA NELLE SINGOLE AMMINISTRAZIONI DEI TERRITORI: PER FARE UN RAFFRONTO TRA POLITICHE E AMMINISTRATIVE, OCCORE VEDERE LE PERCENTUALI GENERALI DEI SINGOLI PARTITI AL PRIMO TURNO AMMINISTRATIVO.

 

COMUNI CAPOLUOGO AL CENTRODESTRA: Sondrio, Treviso, Imperia, Pisa, Massa, Siena, Ancona, Latina, Brindisi.

COMUNI CAPOLUOGO AL CENTROSINISTRA: Brescia, Vicenza, Udine, Teramo.

LISTE CIVICHE: Terni.


Continua il vento favorevole al centrodestra in politica: dopo il trionfo alle politiche e alle regionali dei mesi scorsi, ora è stata la volta delle elezioni amministrative. In questa tornata, tra primo turno e ballottaggi, il centrodestra ha conquistato e/o riconfermato ben 9 comuni capoluogo di provincia, contro i 4 del centrosinistra, Sicilia esclusa. Indubbiamente nelle prime fasi dei governi nazionali eletti c’è la classica “luna di miele” con gli elettori, che in parte (in minima parte) influirà sicuramente nelle varie elezioni al di fuori delle politiche. Nel passato il centrodestra andava bene nelle elezioni politiche, anche quelle volte che perdeva di misura, rimediando poco o nulla nelle elezioni amministrative e si dava la colpa all’astensionismo dal voto che è maggiore nelle votazioni locali. Da qualche anno a questa parte, nonostante la sempre crescente astensione, è iniziata una controtendenza nelle votazioni per le amministrazioni locali.

Secondo me, come accennavo poc’anzi, l’andamento del governo centrale influisce poco nella riconferma o nella sconfitta delle varie amministrazioni locali: gli elettori giudicano come sono amministrati le loro porzioni di territori, dai servizi, dalla sanità, dalle strade, dalle lottizzazioni, dall’occupazione, eccetera.  Ci saranno dei validi motivi per cui gli elettori hanno iniziato a voltare le spalle agli storici amministratori rossi dell’Italia centrale (Toscana, Umbria, Marche) e nel Lazio (regione politicamente variabile), dove la destra si sta riappropriando dei suoi vecchi feudi. Le testate nazionali ci dicono che per ora i rinnovamenti di Conte (M5s) e di Schlein (Pd) non hanno prodotto effetti loro favorevoli nelle varie amministrazioni locali. Se si vorrà fare un raffronto a livello nazionale tra queste ammnistrative e le precedenti politiche bisognerà confrontare i dati dei singoli partiti nelle città chiamate al voto, fare una media generale e vedere le differenze con le elezioni nazionali dell’ottobre scorso.

Questo governo, nonostante dica troppi signorsì ai suoi grandi alleati internazionali, ammorbidendosi dalle intenzioni iniziali, nelle intenzioni di voto generali continua a godere del consenso dei cittadini, i quali, non guardando gli altri problemi, lo bocceranno sicuramente se metterà mano nelle loro tasche in modo eccessivo. Un pericolo per il momento scongiurato dopo la risoluzione parziale della crisi energetica.

sabato 8 aprile 2023

511) FINALMENTE LA SALVAGUARDIA DELLA LINGUA ITALIANA

FINALMENTE SI PRENDERANNO DEI PROVVEDIMENTI PER EVITARE L’ECCESSIVA CONTAMINAZIONE DEI FORESTIERISMI NELLA LINGUA ITALIANA.

 


Mi dissocio dall’ondata di sdegno che sta suscitando la proposta di legge presentata dall’onorevole Fabio Rampelli riguardante la salvaguardia della lingua italiana, contro il dilagare eccessivo dei forestierismi. Nel mio piccolo sono anni che mi batto in questo mio spazio affinché si arrivasse a questo provvedimento. Ci sono dei termini esteri che sono ormai decenni che fanno parte del nostro lessico e nessuno si sognerebbe mai di proibire di farli pronunciare o scrivere, anche se, in molti casi, ci sono dei validi sinonimi italiani, ad esempio: sport (attività fisica, agonistica), computer (dispositivo, elaboratore), internet (rete informatica), bar (caffè, mescita), pullman o autobus (corriera, torpedone), gay (gaio, omosessuale), leader (capofila, trascinatore), garage (rimessa), roulotte, roulette, camper, camion (autocarro, autotreno), made in Italy (fabbricato in, prodotto in), eccetera. Recentemente però c’è stata una vera e propria esplosione di inglesismi senza precedenti, i quali sostituiscono le parole che fino a poco prima si dicevano tranquillamente in italiano, soprattutto nei mezzi di informazione di massa, nelle insegne pubblicitarie e commerciali, nelle istituzioni, insomma nel linguaggio comune di tutti i giorni. In questi ambiti fino a pochi anni fa andava bene l’italiano puro, ora non più, poiché va di moda questo nuovo idioma “italnglese”. Sfogli i giornali, vedi la televisione o ascolti la radio, si legge o si sente una parola straniera ogni cinque italiane. Un esempio: “tickets per il concerto sold aut in poche ore, molti pagati con le cards, inizia il countdown”; ovvero: “biglietti per il concerto esauriti in poche ore, molti pagati con le carte di credito, inizia il conto alla rovescia”.


Non si è mai visto un paese tanto autolesionista verso la propria lingua nazionale come l’Italia, nelle altre nazioni (Francia in testa) si potranno leggere o sentire parole estere una ogni mille o diecimila: hanno da tempo delle leggi che tutelano le loro lingue, tramite le loro accademie di lingue nazionali, e nessuno si è mai scandalizzato. Decenni addietro, dopo il fascismo, si italianizzavano senza problemi i nomi di qualche nuova tecnologia inventata altrove o quelli di battesimo dei personaggi famosi stranieri: televisione deriva da television, si diceva coppa, lega, non cup, league nei tornei internazionali di calcio, i reali britannici vecchi si traducevano in Elisabetta e Carlo; mentre quelli nuovi oggi, segno dei tempi, mantengono i nomi originali: William (Guglielmo), Henry (Enrico).  Con l’eccessivo uso dei forestierismi la nostra lingua si impoverisce, di neologismi non ne nascono più e in più bisogna tener presente che questi inglesismi, che vanno tanto di moda e spesso sono storpiati, divenendo d’inglese maccheronico (es: Maicol scritto ufficialmente in quel modo all’anagrafe), sono incompresi dalla maggioranza della popolazione, perché non tutti conoscono l’inglese alla perfezione. Usare l’italiano puro con pochissime parole estere, quelle che da tempo fanno parte del nostro lessico, non sono delle questioni di nazionalismo, d’autarchia o di fascismo, servirà principalmente a far comprendere perfettamente le frasi e i concetti senza ricorrere ai vocabolari di lingue. Questa proposta di legge non è del governo ma di un deputato di maggioranza e non si sa se verrà approvata a breve. Al momento nella Costituzione italiana non c’è un articolo che stabilisce quale sia la lingua nazionale, bisognerà provvedere anche in questo se si vorrà far divenire più efficace la legge sull’uso corretto dell’italiano. Io invito ad andare avanti, magari rivedendo la parte delle sanzioni, non lasciandosi suggestionare dai forti pareri contrari.

mercoledì 14 dicembre 2022

506) LA PRIMA MANOVRA FINANZIARIA DEL GOVERNO MELONI

PRIME PROVE ECONOMICHE PER IL GOVERNO MELONI: rimodulazione del reddito di cittadinanza, lievi aumenti delle pensioni minime E QUOTA 103, incentivi alle famiglie e alla natalità. sarÀ UN PRIMO PASSO VERSO L’ESECUZIONE DEL PROGRAMMA ELETTORALE.

 


Il primo banco di prova per il governo presieduto da Giorgia Meloni avverrà con l’approvazione della proposta della manovra finanziaria annuale. Questo esecutivo si è insediato ad ottobre inoltrato, per cui è stato impegnato per tutto il tempo nel preparare questo importante provvedimento economico, il quale dovrà essere approvato per legge entro fine anno, se non si vorrà ricorrere all’esercizio provvisorio. Sarà interessante constatare se, a questa prima verifica numerica di maggioranza, i parlamentari che sostengo il governo rimarranno compatti, anche in vista dell’approvazione delle altre leggi da qui ai prossimi mesi, ai prossimi anni.

Un provvedimento inserito in questa manovra riguarda la riformulazione del controverso strumento del “Reddito di cittadinanza”: senza dubbio esso aiuta molte fasce più deboli, ma è altresì un incentivo a rimanere inoccupati e redditizio per le organizzazioni criminali e per gli stranieri dell’Unione Europea che aggirano le leggi. Gli ultimi citati fanno di tutto per prendere la residenza in Italia. Da quando è stato introdotto questo sussidio statale, nel corso del tempo sono state scoperte numerosissime truffe. Nulla cambierà per coloro non idonei al lavoro, mentre per gli altri questo sostegno economico sarà a tempo limitato e ovviamente si terrà conto anche degli eventuali familiari a carico. Da quando c’è questo reddito di cittadinanza non si trovano più lavoratori stagionali, soprattutto nel settore turistico, balneare e della ristorazione. Nella teoria i percettori del reddito avrebbero dovuto ricevere offerte di lavoro dallo Stato e dopo qualche rifiuto avrebbero perso il sussidio; nella pratica non è stato così. In futuro sarà importante creare una sinergia tra Stato e imprese, senza allontanarsi col passare del tempo, per reperire le tipologie di lavoratori che servono ed eventualmente formarli, reperendoli tra i beneficiari di questo reddito. Anche nel ricercare i lavoratori dall’estero si terrà conto dei disoccupati nostrani col sussidio dello stato. È un controsenso effettuare regolarizzazioni di massa per gli stranieri, senza tener conto degli autoctoni mantenuti per non far niente. Il bonus cultura per i giovani d’ora innanzi riguarderà solamente quelli appartenenti alle classi meno abbienti. Proseguirà la linea degli aiuti alle famiglie e alle imprese per il caro-bollette.


I soldi risparmiati con la riforma del Reddito di cittadinanza serviranno per aumentare lievemente le pensioni minime a 600 €: un primo passo per arrivare a 1000, come promesso in campagna elettorale. Nel tempo si arriverà ad una parziale riforma della legge Fornero sulle pensioni, introducendo la cosiddetta “quota 103” (62 anni di età e 41 di contributi), un po’ meno costosa della breve ed abolita “quota 100”. Tutti vorrebbero la pensione il prima possibile, specie coloro che svolgono lavori gravosi e di fatica; bisogna considerare che gli anziani sono molti e la popolazione giovane si riduce sempre più, tra calo delle nascite e fughe all’estero: se non ci sarà un consistente decollo delle nascite ed occasioni stabili in Italia, in futuro difficilmente si anticiperà l’età pensionabile. Ecco allora la prosecuzione del piano per la ripresa demografica, incrementandolo molto di più rispetto al precedente governo. Sono solo poche settimane che c’è questo Governo, non si può far tutto in pochi giorni. Attendiamo per valutare e giudicare l’operato.

domenica 13 novembre 2022

504) SI TORNA A PARLAR D’IMMIGRAZIONE

L’IMMIGRAZIONE ILLEGALE, CON LE NAVI ONG CHE ATTENDEVANO, NON SI ERA MAI ARRESTATA: MENTRE CON DRAGHI NON SE NE PARLAVA PIÙ, DA POCHE SETTIMANE, DA QUANDO È TORNATA LA DESTRA AL GOVERNO, OCCUPA NUOVAMENTE LE PRIME PAGINE DELLO SPAZIO MEDIATICO.

Col ritorno della destra al governo sono partiti a razzo i mezzi d’informazione con le solite massicce campagne di contrasto. I grandi media nazionali ed internazionali quando c’era Draghi al governo, l’uomo delle istituzioni, dell’Europa, dei poteri forti, erano tutti filogovernativi, non dando molta importanza a delle questioni che oggi ingigantiscono a dismisura, per cercare di mettere in cattiva luce, in Italia e nel mondo, il nuovo governo di Giorgia Meloni. Un esempio di quanto esposto è stata la grande indignazione mediatica per uno sgombro di un raduno illegale di giovani, in un capannone abusivo e non sicuro, nel quale sarebbero circolati droga e superalcolici. Si sta dalla parte degli abusivi, degli spacciatori, pur di andare contro questo esecutivo. Inoltre si dà poca importanza alle minacce di morte, esposte attraverso le scritte sui muri e ai manichini impiccati, rivolte verso qualche membro della nuova classe governativa; se fosse accaduto a qualche esponente dell’altra parte politica, apriti cielo!

La maggior questione che è tornata in auge dopo l’oblio nel quale era piombata è il solito problema degli sbarchi illegali di immigrati privi di documenti. Nonostante questi approdi quest’anno fossero aumentati considerevolmente rispetto ai precedenti anni, quest’estate se ne parlava appena, non mettendoli in primo piano. Pure allora c’era il problema delle navi delle Organizzazioni non governative (ong), che attendevano qualche giorno, qualche settimana, prima di avere l’autorizzazione ad attraccare nella solita Italia (che doveva dire per forza sì, mentre gli altri paesi se rifiutavano non c’era alcun problema), ma non era affatto uno scandalo, anche con i morti a bordo. Uguale per coloro che una volta sbarcati venivano lasciati liberi di commettere atti di criminalità e di terrorismo, come nel caso dell’attentato ad una chiesa in Francia: ci fu poco clamore mediatico. Ora si sta tornando ai livelli mediatici, sul tema degli sbarchi illegali, di quando Salvini guidava il Ministero dell’interno nel Governo Conte I. La nota positiva di quel periodo era che gli sbarchi e i decessi in mare diminuirono di parecchio.


Tornando ad oggi, si sta dando risalto a quelle nazioni che fanno la morale all’Italia sull’accoglienza e che allo stesso tempo se ne guardano bene di far entrare nelle loro terre quei profughi: blindano le loro frontiere e si rifiutano di accogliere le loro navi ong; una nave tedesca, francese, norvegese è territorio di Francia, Germania, Norvegia, paesi che dovrebbero essere il primo approdo dei naufraghi. Nonostante queste ong, le quali puntano per forza all’Italia, snobbando i porti più vicini del Nordafrica, la stragrande maggioranza degli approdi di immigrati irregolari nelle coste italiane avviene in modo autonomo o con l’ausilio delle motovedette nostrane e costoro vengono tutti accolti. Di conseguenza il governo si sta impegnando molto di più dei precedenti alfine di bloccare finalmente questa inumana tratta, fonte di profitto per molti, lasciando aperto il canale dell’immigrazione legale, in base alle esigenze e alle possibilità.

Sarà importante per l’Europa rimuovere, attraverso vari aiuti, le motivazioni che spingono tali popolazioni ad andarsene dalle loro terre. Coloro che cercano di partire fanno parte delle classi più colte e diciamo pure più benestanti: loro dovrebbero impegnarsi, chiedendo l’aiuto ai paesi più evoluti, nel rilancio e nello sviluppo dei loro territori, allontanando dal potere i governanti locali che non vogliono che accada ciò, detenendo quasi interamente le ricchezze in quei determinati stati.

Insomma, l’immigrazione via mare, con tutto quello che la contorna, è un argomento affrontato fino alla nausea, tra le colombe dell’accoglienza incondizionata e i falchi delle rigide regole, ma, mediaticamente, cade nel dimenticatoio o è un tema di primissimo piano a seconda dei momenti politici che si vivono.

sabato 22 ottobre 2022

503) IL GOVERNO DI GIORGIA MELONI

DOPO 11 ANNI DALL’ULTIMA VOLTA SI È INSEDIATO UN GOVERNO ELETTO DAL POPOLO, GUIDATO DA GIORGIA MELONI (PRIMA DONNA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI), COME CONSEGUENZA DELLE ULTIME ELEZIONI POLITICHE VINTE NETTAMENTE DAL CENTRODESTRA, DANDO L’AVVIO ALLA XIX LEGISLATURA DELLA REPUBBLICA ITALIANA.


GOVERNO GIORGIA MELONI

(68° governo della Repubblica italiana)

·         Presidente del Consiglio dei ministri: Giorgia Meloni (FdI)

·         Vicepresidenti: Antonio Tajani (FI), Matteo Salvini (LSp)

  • Sottosegretario alla presidenza: Alfredo Mantovano (Ind.)

 

MINISTRI:

1.    Affari esteri e cooperazione internazionale: Antonio Tajani (FI)

2.    Interno: Matteo Piantedosi (Ind.)

3.    Giustizia: Carlo Nordio (FdI)

4.    Difesa: Guido Crosetto (FdI)

5.    Economia e finanze: Giancarlo Giorgetti (LSp)

6.    Sviluppo Economico: Adolfo Urso (FdI)

7.    Politiche agricole alimentari e forestali. Francesco Lollobrigida (FdI)

8.    Transizione ecologica: Gilberto Pichetto Fratin (FI)

9.    Infrastrutture e mobilità sostenibili: Matteo Salvini (LSp)

10. Lavoro e politiche sociali: Marina Elvira Calderone (Ind.)

11. Istruzione: Giuseppe Valditarra (LSp)

12. Università e ricerca. Anna Maria Bernini (FI)

13. Cultura: Gennero Sangiuliano (Ind.)

14. Salute: Orazio Schillaci (Ind.)

15. Turismo. Daniela Santanchè (FdI)

 

MINISTRI SENZA PORTAFOGLIO

1.    Rapporti con il parlamento: Luca Ciriani (FdI)

2.    Pubblica amministrazione. Paolo Zangrillo (FI)

3.    Affari regionali e autonomie: Roberto Calderoli (LSp)

4.    Sud e politiche del mare: Nello Musumeci (FdI)

5.    Politiche europee, coesione e PNRR: Raffaele Fitto (FdI)

6.    Politiche giovanili e sport: Andrea Adobi (Ind.)

7.    Famiglia, natalità e pari opportunità: Eugenia Maria Roccella (FdI)

8.    Disabilità: Alessandra Locatelli (LSp)

9.    Riforme istituzionali: Maria Elisabetta Alberti Casellati (FI)


 

APPOGGIO PARLAMENTARE


CAMERA DEI DEPUTATI

(Presidente Lorenzo Fontana)

Maggioranza: FdI 118 – Lega 66 – FI 44 – misto 9 – TOTALE 237/400

Opposizione: Pd 69 – M5s 52 – A/Iv 21 – misto 21 – TOTALE 163/400

 

SENATO DELLA REPUBBLICA

(Presidente Ignazio La Russa)

Maggioranza: FdI 63 – Lega/Psa 29 – Fi 18 – Moderati 6 – TOTALE 116/206

Opposizione: Pd 38 – M5s 28 – A/Iv 9 – Auton. 7 – misto 7 – n.i. 1 – TOTALE 90/206