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mercoledì 31 dicembre 2025

540) IL 2025 VA IN ARCHIVIO

TERMINA IL 2025 (ANNO GIUBILARE PER LA CHIESA CATTOLICA) CHE È STATO SEGNATO DALLA MORTE DI PAPA FRANCESCO E DALL’AVVENTO SUL SOGLIO PONTIFICIO DI PAPA LEONE XIV (FRANCIS ROBERT PREVOST), IL PRIMO PAPA STATUNITENSE. PROPRIO QUEGLI STATI UNITI, GUIDATI DAL PRESIDENTE TRUMP, SEMPRE PIÙ PROTAGONISTI IN CAMPO INTERNAZIONALE COL LORO GRANDE IMPEGNO PER LA PACE IN PALESTINA E IN UCRAINA. IN ITALIA IL FORTE GOVERNO MELONI SI CONSOLIDA SEMPRE DI PIÙ, TRA RIFORME, ECONOMIA FAVOREVOLE E RISCOPERTA DELLE BELLEZZE E DELLE TRADIZIONI NOSTRANE.

 


Il Giubileo del 2025 ha portato milioni di pellegrini a Roma, i quali hanno attraversato le Porte sante delle basiliche giubilari. Purtroppo quest’evento è stato segnato dalla morte di Papa Francesco che è avvenuta il 21 aprile, il Lunedì dell’Angelo. A Francesco è succeduto il nuovo Papa Leone XIV (al secolo il cardinale americano Robert Francis Prevost), il primo papa proveniente dalla più grande potenza della Terra, ovvero gli Stati Uniti d’America: uno dei paesi col più grande numero di cattolici del mondo, anche se essi non sono la maggioranza nella menzionata nazione.


In quello stato da gennaio si è insediato il nuovo presidente Donald Trump, il quale sta stravolgendo la storia mondiale, sia in positivo che in negativo. I dazi che egli ha imposto (o tenta di imporre), con l’intento di proteggere l’economia americana, potrebbero causare ricadute negative verso il mercato globale; il condizionale è d’obbligo poiché lo scopo americano è di arrivare a dei compromessi vantaggiosi per tutti, Stati Uniti e non. Il Presidente Usa, sin dal primo giorno del suo insediamento, ha lavorato per la pace nelle due maggiori guerre che erano e che sono in corso: tra Israele e Palestina egli è riuscito ad ottenere una tregua (dopo aver aiutato gli israeliani contro l’Iran), seppur molto fragile, ma già è un primo passo; più difficile risulta la situazione bellica tra Russia e Ucraina, ma, attraverso la mediazione americana, sono avvenuti molti incontri per la pace, coinvolgendo ambo le parti in conflitto, e si è sulla buona strada, anche se è ancora molto lunga e tortuosa e poi se mette i bastoni tra le ruote l'Europa.....


Il Governo italiano, come membro Ue, ovviamente ha preso parte ai molti colloqui per la pace ed esso gode sempre di più di prestigio in ambito internazionale, come sottolineano i migliori quotidiani e rotocalchi planetari. L’economia e l’occupazione nostrane vanno a gonfie vele, i sondaggi di voto per l’esecutivo sono favorevoli, qualche mancanza da parte del nostro governo c’è, ma di tempo per rimediare ce n’è ancora. Il prossimo banco di prova sarà il referendum sulla riforma del sistema giudiziario che si terrà tra pochi mesi: le probabilità che questa riforma passi per ora sono maggiori rispetto alla bocciatura e il Governo Meloni, indipendentemente da questa consultazione referendaria, dovrebbe arrivare senza troppi affanni a fine legislatura, arrivando così ad essere il primo per longevità nella storia della Repubblica. Il rilancio delle bellezze nostrane e delle nostre secolari tradizioni dovrebbe essere tra i punti cardine della nostra Direzione statale; a tal proposito quest’anno io, nel mio piccolo, ho parlato qui delle attrattive e degli splendori di una specifica regione italiana, visitandola, e dell’entusiasmo popolare per il ritorno del corpo di un santo nel suo pase natale.

sabato 29 marzo 2025

533) LE AZIONI CONTRADDITTORIE DELLA DIPLOMAZIA

I FLEBILI SPIRAGLI DI PACE NELLA GUERRA RUSSIA/UCRAINA SONO OSTACOLATI DALLE AZIONI IN CONTRADDIZIONE TRA LORO DEGLI USA E DELL’EUROPA: SE DA UN LATO GLI STATI UNITI PREMONO PER LA PACE (PER IL LORO TORNACONTO PERSONALE), DALL’ALTRO LATO L’EUROPA SI PREPARA AD UNA GUERRA TOTALE, TRA RIARMO, RICHIAMO ALLE ARMI DEI CITTADINI E DISTRIBUZIONE DEI COSIDDETTI “KIT DI SOPRAVVIVENZA”.


La nuova amministrazione americana guidata dal Presidente Trump è subito partita a mille in campo internazionale, le sue azioni stanno stravolgendo gli equilibri del globo e stanno causando tensioni con i tradizionali alleati europei, non soltanto per l’imposizione dei dazi sulle merci. Essa sta cercando insistentemente una soluzione nella guerra tra Russia e Ucraina, bacchettando pesantemente i due stati in guerra tra loro. Trump ritiene uno sperpero inutile i miliardi di dollari in spese militari pro – Ucraina della precedente amministrazione politica americana e, volendo essere gli Usa ripagati, egli cerca di sfruttare i preziosi e rari minerali ucraini, in cambio delle azioni diplomatiche con la Russia e degli aiuti per la futura ricostruzione. Questa è la linea base di questa presidenza americana: cercare di ottenere il maggior profitto possibile, a discapito di tutti, anche di noi. Ma è positivo che si cerchi la pace a tutti i costi; fino a questo momento nessuno delle due parti vuole cedere, ritenendo di essere dalla parte della ragione.

L’Ucraina, ora indebolita perché priva dell’aiuto americano, è stata aggredita e non vuole saperne di subire una mutilazione dei suoi vecchi territori, la Russia vuole proteggere e tutelare le minoranze russofone presenti in Ucraina, volendo ricongiungerle alla “Santa Madre Russia”. Sbagliarono al momento del crollo dell’Urss: avrebbero dovuto allora ridisegnare i confini delle vecchie repubbliche sovietiche, tenendo conto delle varie etnie, e dopo rendere gli stati ex Urss indipendenti. Una soluzione sarebbe quella di tenere un referendum, sotto la tutela dell’Onu, nei territori occupati dalla Russia e dopo inviare delle forze militari internazionali per un periodo di transizione, prima di essere annessi alla Russia o restare all’Ucraina. Questa soluzione non è gradita alla Russia: l’avvicinarsi dell’Ucraina al mondo occidentale, con un eventuale ingresso nella Nato, è stata una delle ragioni della guerra.

L’Europa fino a questo momento non crede ad una facile azione diplomatica che risolva tutto e continua a tutelare l’Ucraina da sola, senza più l’appoggio degli Usa, prendendo in considerazione un eventuale scontro diretto con la Russia. Questo scontro potrà esserci se le forze armate europee andranno in Ucraina (la nostra Italia saggiamente si è tirata fuori) come forza di pace dopo un armistizio; è meglio che i paesi neurali mandino le loro forze armate sul suolo ucraino. Il parlamento europeo ha votato per il riarmo perché non intravede all’orizzonte tempi sereni ed aurei. Si parla della distribuzione dei cosiddetti “kit di sopravvivenza”, cioè delle borse con all’interno l’essenziale per sopravvivere nei sotterranei ad attacchi missilistici e anche nucleari (non bastano le disastrose calamità naturali che avvengono nel mondo, in cui l'uomo non ha colpa, ora pure le guerre totali ci mancano). Sfogliando qualche pagina dei quotidiani c’è anche chi scrive di coloro che sarebbero interessati nell’eventuale richiamo alle armi, in una mobilitazione generale. Noi ci tiriamo fuori, poiché né l’Ucraina, né tantomeno la Russia sono le nostre cause. 

sabato 30 marzo 2024

522) LA PASQUA COI VENTI DI GUERRA

ISRAELE, LA TERRA PREDILETTA DA DIO E SANTA PER LE TRE RELIGIONI MONOTEISTE, DOVE VISSE E RISUCITÒ GESÙ CRISTO, È DA SEMPRE UN LUOGO MORTORIATO DAI CONFLITTI E NON TROVA PACE E TRANQUILLITÀ. GLI STESSI CONFLITTI CHE IN QUESTI TEMPI CERCANO CON INSISTENZA LE POTENZE OCCIDENTALI (ITALIA ESCLUSA) CONTRO LA RUSSIA.

 


Israele o la Palestina è un luogo sacro per le tre grandi religioni monoteiste, cioè quelle che venerano un solo Dio (ebraismo, cristianesimo, islam). Essa fu la terra promessa da Dio al suo popolo prediletto tra tutti, gli ebrei appunto. Per noi cristiani è il luogo dove visse, operò, morì e risorse il figlio unigenito di Dio, Gesù Cristo, lasciandoci il messaggio proprio del cristianesimo: il perdono dai peccati e la risurrezione universale per tutti. La Palestina, essendo un luogo mistico, dovrebbe essere territorio di pace, serenità, meditazione, ma è tutto l’opposto: da millenni infatti è soggetta a guerre ed occupazioni varie, specialmente da dopo l’ultimo conflitto mondiale in poi. La diaspora ebraica ci fu al tempo degli antichi romani, allorquando, dopo un’insurrezione fallita contro Roma, gli ebrei in maggioranza lasciarono la loro terra e si dispersero nell’allora mondo conosciuto. Verso fine '800 si diffuse il movimento sionista, che mirava a riportare nell’antica patria, per ricostituire lo Stato d’Israele, i giudei, che si sarebbero dovuti sovrapporre alle popolazioni che nel corso dei secoli si erano stabilite in Palestina. L’idea si concretizzò nel 1948, anche come risarcimento per quello che i giudaici avevano subito con la tragedia dell’olocausto durante la Seconda Guerra Mondiale. 

In quel momento iniziarono gli infiniti conflitti tra popolazioni arabe e israeliani: le prime non accettarono il nuovo Stato israeliano, i secondi non si accontentarono del territorio iniziale e si allargarono sempre di più. È storia di questi giorni l’ultima intifada, dopo l’attacco terroristico dei palestinesi di Hamas lo scorso ottobre a più di duemila civili israeliani, uccidendone milleduecento circa. Israele, cresciuto sino a divenire una potenza regionale, in questi decenni ha spesso esagerato con le reazioni militari spropositate e con le occupazioni dei suoi coloni, anche se gli attacchi terroristici della Palestina non sono mai da giustificare. A farne le spese sono soprattutto i civili palestinesi, ridotti allo stremo e alla fame per gli attacchi degli israeliani.


Invece la guerra tra Russia ed Ucraina, iniziata nel febbraio 2022, è in una fase di stallo: sembra che nessuno vinca e nessuno perda. Gli ucraini, sostenuti indirettamente dalla Nato, che al suo interno ha le maggiori potenze del mondo occidentale, sino a adesso hanno retto bene agli attacchi dei russi. Ora le nazioni occidentali non si accontentano più di aiutare con l’invio di armi l’Ucraina, sembra che smanino di provare “l’emozione” dello scontro diretto con la Russia, che significherebbe Terza Guerra Mondiale: che i loro capi cerchino la gloria nei libri di storia del futuro? (se ci sarà un futuro) Vedendo che la Russia non riesce a piegare tanto facilmente l’Ucraina, gli occidentali (con il Presidente francese Macron in testa) pensano che sarà un gioco da ragazzi vincere la partita (non nello sport) contro i russi, per poi dividersi e spartirsi il loro sterminato territorio, al fine di appropriarsi delle numerose risorse che ora consentono alla nazione di Putin di non soffrire per le sanzioni economiche internazionali imposte contro. Il grosso dell’arsenale degli armamenti la Russia ancora non l’ha tirato fuori (l’atomico compreso), per cui è sbagliato effettuare calcoli affrettati. La nostra Italia saggiamente si tira fuori e invita alla cautela. Al tempo dell’Unione Sovietica alle popolazioni di etnia russa, che erano fuori dalla Russia, non importava essere sotto la giurisdizione di altre entità amministrative extra russe, perché erano sempre lo stesso stato; oggi invece con le repubbliche ex sovietiche indipendenti tutto è diverso. Nel 1991, al crollo dell’Urss, la Russia avrebbe dovuto imporsi e rivendicare per sé i territori ai suoi confini popolati da Russi, visto che tutto era cambiato con la proclamazione dell’indipendenza degli stati sovietici, e oggi non ci sarebbero questi conflitti. Auspichiamo quindi che ora si arrivi ad una soluzione ragionevole e pacifica, evitando di imbarcarsi in disastrose ed incerte avventure, e i crimini di guerra da ambo le parti, in questo conflitto russo – ucraino, se provati vengano perseguiti.

venerdì 30 dicembre 2022

507) I PRINCIPALI AVVENIMENTI DEL 2022 DEL BLOG

I PRINCIPALI ACCADIMENTI DEL 2022 DESCRITTI IN QUESTO SITO: IL PASSAGGIO DELLE CONSEGNE MEDIATICO TRA LA GUERRA IN UCRAINA E LA PANDEMIA COVID; LA RIELEZIONE TRA LE POLEMICHE DI MATTARELLA; LA CADUTA DEL GOVERNO DRAGHI, LE ELEZIONI POLITICHE ANTICIPATE E LA VITTORIA DEL CENTRODESTRA GUIDATO DA MELONI; I PRIMI OSTACOLI DEL GOVERNO MELONI, TRA IL CARO -ENERGIA, L’IMMIGRAZIONE E LA MANOVRA FINANZIARIA; IL RITORNO ALLA VITA PRE-PANDEMICA, TRA EVENTI ESTIVI PAESANI (CAROSELLO STORICO E FESTIVAL DEL FOLCLORE) E LA RIPRESA MASSICCIA DELLE VACANZE; LA RICONFERMA NEL “DESERTO DELLE URNE” DI DE LILLIS  A CORI; LA PROMOZIONE DELLA SQUADRA LOCALE DI CALCIO; LA MORTE DELLA REGINA ELISABETTA II; LA RIVOLTA IN CORSICA; IL MONDIALE DI CALCIO TRA SPORT, CONTROVERSIE  E POLITICA.  


Il principale avvenimento del 2022 è stato senza dubbio lo scoppio della guerra in Ucraina, per mano russa, che ha scalzato dall’attenzione mediatica, dopo più di due anni, la pandemia Covid 19. La Russia, dopo 30 anni dalla fine dell’Urss, ha deciso di ambire nuovamente al ruolo di grande potenza, tentando di controllare, direttamente o indirettamente, gli stati del suo ex e vasto impero, popolati da vaste minoranze russofone. Essa però non ha fatto i conti con l’Occidente, il quale fornisce assistenza e aiuti all’Ucraina, così da non farla crollare facilmente. Dopo la paura iniziale, sembra scongiurata per il momento l’ipotesi che il conflitto possa allargarsi sino a noi: ormai è solo televisione, la preoccupazione maggiore riguarda le bollette dell’elettricità che sono aumentate a dismisura per l’embargo imposto alla Russia. Qualche temerario occidentale parte volontario per il fronte per provare un’esperienza insolita, senza rendersi conto di cosa sia un conflitto. La crisi energetica ha avviato nuovi dibattiti sulla ricerca di energie alternative e sullo studio di combustibili fossili, non sfruttati, presenti in Italia. Quel fronte del no a tutto, si oppone anche all'ammodernamento o alla realizzazione delle grandi opere pubbliche, fondamentali per lo sviluppo di un paese. Le troppo pignoleria e burocrazia che bloccano, non sono applicate su argomenti "coretti politicamente". 

È stata molto movimentata ed interessante l’ampia pagina sulla politica italiana. Ad inizio anno c’è stata la riconferma a sorpresa di Mattarella a Presidente della Repubblica: a sorpresa perché lo stesso aveva smentito molte volte l’ipotesi di farsi rieleggere e aveva proposto il divieto della rielezione del capo dello stato da mettere nella Costituzione. L’unica alternativa a Mattarella era Draghi, ma egli era Capo del governo e i parlamentari erano terrorizzati dall’ipotesi di eleggerlo, non trovando sostituti per l’esecutivo, così da andarsene a casa senza l’agognato vitalizio che era ad un passo. Quando il M5s si è sfilato dal governo, Draghi ha mollato e le nuove elezioni anticipate sono state concesse senza più patemi d’animo. Nelle nuove elezioni politiche c’è stata una vittoria netta e schiacciante del centrodestra guidato da Giorgia Meloni (il suo partito è risultato il più votato), la quale è stata la prima donna ad essere nominata Presidente del Consiglio dei ministri. Dopo l’entusiasmo iniziale il governo, come previsto, ha iniziato a subire duri attacchi, da dentro Italia e da fuori, per le sue politiche di contrasto all’immigrazione illegale, per le bollette per famiglie e imprese e per la manovra finanziaria.

A Cori c’è stata la prevista riconferma di Mauro De Lillis a sindaco, in un’astensione dal voto che non si era mai vista prima (ma la soglia di validità elettorale è stata superata senza problemi). Lo sfidante è stato Evaristo Silvi: dopo molti tentennamenti la sua lista civica ha deciso di provarci, non rischiando con la carta dell’elevatissimo astensionismo, al fine di invalidare le elezioni. I votanti sono stati molti di meno rispetto alla volta precedente, ma le percentuali sono state le stesse per i due tradizionali cartelli elettorali: 80% contro 20%. La vita nel paese è tornata alla normalità dopo il Covid: processioni religiose, specie quella della Madonna del Soccorso, quest’anno stravolta, carosello storico, festival del folclore internazionale, iniziative culturali, piani bar nei locali e c’è stata altresì la ripresa massiccia delle vacanze verso i luoghi di villeggiatura. Il calcio locale ha vissuto un’altra stagione di gloria, con la vittoria del campionato di Prima categoria regionale della Pro Cori.

Gli eventi internazionali, oltre alla guerra, hanno riguardato la morte della Regina Elisabetta II del Regno Unito, dopo esattamente 70 anni di regno, la rivolta nell'isola della Corsica e il mondiale di calcio in Qatar, finito con la vittoria dell’Argentina. Questo avvenimento è stato descritto, sia nel senso sportivo vero e proprio e sia in un contesto polemico e ipocrita di relazioni politiche internazionali, a causa dei “diritti civili” negati in Qatar, che sono fondamento dell’Occidente; alla fine non c’è stato nessun boicottaggio occidentale: erano troppo grossi gli interessi in ballo.  Rimanendo in tema calcistico nel mese di dicembre ci hanno lascito due grandi del calcio: il serbo Sinisa Mihajlovic e forse il più grande calciatore di tutti i tempi, ovvero il brasiliano Pelè.

P.s.: nella tarda mattinata del 31 dicembre ho appreso la notizia della dipartita del Papa emerito Benedetto XVI, un grande Papa. Aggiungo anche Lui al cordoglio e alle preghiere per i grandi personaggi che ci hanno lasciato nel 2022.

mercoledì 12 ottobre 2022

502) LE SANZIONI ALLA RUSSIA FANNO MALE A NOI

LE SANZIONI ECONOMICHE CONTRO LA RUSSIA, AI RUSSI FANNO UN BAFFO, MENTRE STANNO MANDANDO IN GINOCCHIO NOI, LA NOSTRA ECONOMIA E MOLTE IMPRESE SONO COSTRETTE A CHIUDERE PER IL CARO – ENERGIA.


Ormai sono più di sei mesi che infuriano i combattimenti tra Russia e Ucraina. Le nazioni occidentali, con l’Onu, hanno deciso di schierarsi decisamente in favore dell’Ucraina (vista come nazione aggredita), pur senza intervenire direttamente nel conflitto. Tale aiuto comparta l’invio di massicci e moderni armamenti pro Ucraina e l’attuazione di un embargo commerciale contro i russi. Sembra che la Russia vada avanti tranquillamente nella guerra, permettendosi addirittura il lusso di bruciare il gas invenduto, per prendere in giro i sanzionisti. Le difficoltà che essa sta avendo nel conflitto sono dovute principalmente alle armi che arrivano agli ucraini.

Tale blocco del commercio tra Occidente e Russia ha comportato una grave crisi energetica in molti paesi europei, i quali dipendono fortemente dalla Russia per l’energia. L’Italia è uno dei paesi che risente maggiormente di questa crisi, poiché è povera di risorse per produrre energia nel sottosuolo e quel poco che c’è non viene sfruttato appieno, per le solite opposizioni degli “ambientalisti da salotto”. Molte nazioni producono l’energia nucleare, il che allevia di molto il blocco delle importazioni del gas dalla Russia. Ecco allora i risultati: aumento alle stelle dei prezzi dei carburanti, delle bollette dell’energia elettrica e del gas. Le attività commerciali e le imprese in genere non riescono più a supportare tali bollette astronomiche e sono costrette a chiudere i battenti. Molte attività che avevano resistito alle chiusure imposte dal Coronavirus non possono far nulla per fronteggiare questa nuova emergenza economica. Lo Stato italiano potrà disporre degli aiuti per le aziende più colpite in un periodo limitato di tempo, non potrà farlo all’infinito. Per questo inverno a fatica ce la caveremo, per le successive stagioni fredde che verranno sarà molto difficile spuntarla.


In questa guerra non si intravede una luce in fondo al tunnel per la cessazione delle ostilità e per un ritorno alla normalità (la Russia, la quale tutela le minoranze etniche russe perseguitate, sarebbe disposta a trattare, cercando un compromesso, gli ucraini manco a parlarne), per cui occorrerà trovare urgentemente delle soluzioni per far sì di dipendere sempre di meno dall’estero per la produzione di elettricità: bisognerà intensificare le ricerche per la scoperta di nuovi giacimenti di gas e di petrolio nelle aree italiane ritenute idonee di terra e di mare, istallare impianti di energia geotermica, valutare il nucleare di ultima generazione o quello tramite fusione, i quali non comportano rischi. Le energie solare e eolica, attualmente in continua espansione, daranno un supporto in più, alle singole famiglie. Non bisognerà stare a sentire e farsi impressionare coloro che si opporranno allo sfruttamento del sottosuolo terrestre e marino: non tutto l’ambiente verrà deturpato e adibito alla ricerca di fonti energetiche, ci saranno ampi territori salvaguardati. Di fronte alle salatissime bollette quasi tutti si ricrederanno: infatti da un sondaggio risulta che oltre la metà degli italiani sia contrario alle sanzioni alla Russia e ovviamente condanna e si indigna per le varie atrocità dovute a quella situazione bellica.

domenica 3 luglio 2022

496) IL GOVERNO DRAGHI TRABALLA

IL GOVERNO DRAGHI INIZIA A SCRICCHIOLARE, TRA CINQUE STELLE, GUERRA E CAROVITA.

 


Si intravedono le prime avvisaglie della crisi, nel Governo guidato da Mario Draghi. Questo esecutivo, in cui dentro ci sono praticamente tutti i partiti, è guidato da una figura istituzionale indipendente, fu creato al fine di mettere tutti d’accordo ed evitare le elezioni politiche anticipate. Alla lunga però i contrasti e le divisioni ideologiche tra i vari componenti di questo esecutivo sono iniziati a venire a galla.

C’è il caso del Movimento Cinque Stelle, il quale ha subìto una scissione ad opera del vecchio capo Luigi Di Maio, il quale, notando il dissenso del suo vecchio movimento nei confronti del governo, temendo così di perdere la poltrona da Ministro degli Esteri, ha creato un suo piccolo partito, strappando al M5s molti parlamentari. Proprio lui che non poteva vedere le banderuole lo è divenuto per necessità e per aspirare ad un terzo mandato da parlamentare, non previsto dal partito creato da Beppe Grillo. Oramai non sorprendono più le mille giravolte dei pentastellati ed ex, a cui abbiamo assistito in questi anni (spesso nate dall’interesse): ci abbiamo fatto l’abitudine. C’è tuttavia da apprezzare il fatto che il Cinque Stelle sta ritrovando la propria coerenza, a costo di rinunciare alle ambite cariche, nel contrastare il proprio governo contro le politiche di sostegno agli armamenti dell’Ucraina in guerra contro la Russia.

In un momento in cui tutti i prezzi dei vari beni di consumo volano alle stelle, lo Stato italiano impiega molte risorse finanziarie del proprio bilancio negli armamenti pro Ucraina e concede delle briciole per gli aiuti alle famiglie. Si sentono, eccome, gli effetti di un conflitto inaspettato, dall’esito incerto, che col tempo potrebbe allargarsi, coinvolgendo più nazioni, fino a divenire mondiale. In questo caos c’è chi gode di piccoli privilegi, come coloro che beneficiano del reddito di cittadinanza, il quale aiuta sì le famiglie in difficoltà, generando non poco mancanza di personale per i lavori stagionali, soprattutto estivi. Ci sono molti che ne approfittano, gongolandosi, rinunciando a quello che un tempo era l’agognato lavoro, per cui arriverà la giusta stretta a questo sussidio; è un controsenso effettuare mega-sanatorie per le regolarizzazioni dei lavoratori stranieri, quando ci sono tanti nostri connazionali disoccupati e col sussidio.


Anche alla Lega converrà lasciare questo esecutivo se non vorrà farsi portare via tutti i voti da Fratelli d’Italia, all’opposizione e in forte crescita (si parla di una possibile lista unica FILega per ostacolare Giorgia Meloni e non farla arrivare prima nei consensi nel centrodestra). Essendo dentro l’esecutivo, molti notano da parte leghista poche lotte (abbaia ma non morde) in quelle che erano le sue battaglie storiche, come il contrasto agli sbarchi illegali di immigrati che, nonostante non se ne parli più, non si sono mai fermati.

Il Pd e FI sono stabili nei consensi: essendo i due partiti più moderati dei due tradizionali schieramenti (centrosinistra e centrodestra) per essi Mario Draghi è la figura ideale. Non si sa se nelle prossime politiche questi due partiti torneranno ai loro originali schieramenti o faranno una grande ammucchiata centrista con i piccoli gruppi che si sono staccati da essi (capeggiati dai vari Renzi, Calenda, Toti, aggiungendo Di Maio), auspicando la continuazione dell’incarico di Presidente del consiglio a Mario Draghi.

Nelle ultime amministrative nelle città capoluogo e nei comuni superiori ai 15.000 abitanti si sono contrapposti come sempre centrodestra e centrosinistra (spesso alleata con i cinque stelle), finendo complessivamente in un pareggio; spesso accadeva che quando centrodestra e centrosinistra si presentavano divise nelle singole città, venivano penalizzate, perdendo.

Se cadrà questo governo non credo che si andrà ad elezioni anticipate in autunno: come al solito troveranno dei compromessi trasversali tra partiti e i soliti voltagabbana che non vorranno perdere i loro seggi.

martedì 26 aprile 2022

491) COMBATTENTI ITALIANI IN UCRAINI

POCHI ITALIANI VANNO A COMBATTERE IN UCRAINA (DA AMBO LE PARTI): MOLTI DI ESSI VANNO PER FARE DELLE ESPERIENZE NUOVE, ESOTICHE, SENZA SAPERE NULLA DI COSA SIA UNA GUERRA.


In questi giorni è stata diffusa, da fonti russe, la notizia di alcuni mercenari combattenti italiani in Ucraina che sarebbero stati passati per le armi dai russi in quanto tali: difatti per i mercenari, in caso di cattura, non valgono le convenzioni internazionali per i prigionieri di guerra. In particolare si sta parlando del calciatore Ivan Luca Vavassori (di origini russe ma adottato da una famiglia italiana) che, partito per combattere con gli Ucraini, è sparito misteriosamente. Il Governo italiano ha confermato la scomparsa di alcuni nostri connazionali, smentendo seccamente la notizia delle esecuzioni.

Non ci saranno folle oceaniche di stranieri che partono volontari per l’Ucraina; quei pochi che ci sono, per svariate nazioni (in maggioranza ex militari nei paesi di provenienza), nel complesso formano un grande numero che fa molto comodo all’Esercito ucraino. Agli Ucraini non cambia nulla e, anzi, non potrà essere che positivo l’allargamento del conflitto e l’afflusso nei loro ranghi di volontari da tutto il mondo, mentre al resto d’Europa cambierebbe molto, eccome, ma in peggio. Idem per i familiari di quei volontari combattenti. Tra questi certamente ci saranno coloro che, rendendosi conto di un popolo che soccombe, prendono a cuore la causa, volendo dare una mano; ci sono altresì molti altri che vanno per fare delle esperienze insolite, particolari, pensando che la guerra sia una scampagnata, poi quando “si fanno male” piangono (magari piangere fosse l’unica avversità!). Bisogna considerare che le leggi italiane vietano gli arruolamenti mercenari nelle varie legioni straniere. I volontari nostrani cercano di imbucarsi, pensando di potersela cavare, rendendosi conto che sia tra i Russi, che tra gli Ucraini, ci sono, tra i soldati regolari, semplici ragazzini di leva, che fino a poco tempo fa non avevano mai impugnato un’arma, non ci sono solo i combattenti professionisti, che da anni hanno appreso una preparazione militare sofisticata, particolareggiata, e che sono ben addestrati, sia allo scontro in prima linea, sia alla guerriglia nelle retrovie.


Tutti si aspettavano che in pochi giorni i Russi chiudessero la partita, invece l’Ucraina, ben armata dagli occidentali, ha resistito tenacemente, perdendo poche porzioni di territorio e si percepisce che lo scontro bellico andrà per le lunghe. Qui si tratta di una guerra tradizionale, con due eserciti regolari che si fronteggiano tenacemente; nelle guerre recenti, che vedevano protagonista una grande potenza, di solito la nazione meno potente si lasciava occupare facilmente e poi fronteggiava gli occupanti tramite guerriglia, mettendoli in seria difficoltà e costringendoli, alla lunga, ad andarsene (vedasi Vietnam, Afghanistan varie volte, Iraq, Palestina).

Agli Ucraini non importa nulla delle guerre lampo, delle azioni di sabotaggio nelle retrovie, dei vari pericoli: molti di loro, anche se non hanno mai impugnato un’arma, vedono la loro gente che soccombe, la loro terra invasa, martoriata, e vogliono difenderla a tutti i costi, a sacrificio delle loro stesse vite. Si tratta della loro stessa esistenza e non è solo un gioco, un’esperienza esotica o televisione, come per il resto del mondo.

domenica 27 marzo 2022

489) LE GUERRE SPETTACOLI TELEVISIVI

DALLA GUERRA DEL GOLFO IN POI DEL 1991 (LA PRIMA IN DIRETTA TELEVISIVA), SUPERATA LA GRANDE PAURA, SIAMO ABITUATI A VEDERE I CONFLITTI BELLICI COME SPETTACOLI TELEVISIVI (JUGOSLAVIA, AFGHANISTAN, IRAQ, ISRAELE, LIBIA, UCRAINA) E PENSIAMO CHE MAI E POI MAI POTRANNO GIUNGERE SINO A NOI.

 


Quando sentiamo parlare di guerra, noi in Italia, pensiamo immediatamente ai racconti dei nostri nonni o in minima parte dei genitori che l’hanno vissuta in tenera età. Oggi, nonostante la generazione della Seconda Guerra Mondiale sia quasi estinta, conserviamo dentro di noi quelle drammatiche testimonianze, senza immedesimarci completamente in esse perché non le abbiamo vissute direttamente. Successivamente abbiamo avuto gli anni di piombo con la strategia della tensione, ma non possono essere paragonati a delle vere e proprie guerre. Le prime belligeranze successive al 1945 (Corea, Vietnam, Algeria, Israele varie volte e altre) erano per noi considerati eventi che accadevano molto lontano o sommosse locali che non ci coinvolgevano direttamente.

La prima guerra in cui tornò la grande paura fu quella del Golfo nel 1991: infatti l’Italia partecipò, in una coalizione promossa dall’Onu, con l’aereonautica militare per colpire degli obbiettivi ben definiti. Essa fu la prima guerra in diretta televisiva della storia: fu l’amplificazione mediatica che fece scaturire nelle masse un gran timore che potesse arrivare sino da noi o al massimo che avremmo potuto subire qualche attacco missilistico. Iniziarono tutti a fare gradi scorte di cibo, di acqua confezionata (per timore che i nemici infiltrati potessero avvelenare le sorgenti), le mogli e le madri erano preoccupate che potessero richiamare i loro mariti, i loro figli, alle armi, si parlava di confinare e di tenere sotto sorveglianza gli individui di etnia araba che erano allora presenti. Col passare delle settimane, la gente comodamente seduta in salotto e mentre assisteva via cavo all’evolversi degli eventi bellici (tra case distrutte, sangue, morti, feriti), si rese conto che quella guerra era uno dei tanti spettacoli televisivi, se non interessava bastava cambiar canale; che tutti quei timori erano infondati e che eravamo inattaccabili, essendo chiusi in una botte di ferro.

Fu così che non ci furono più preoccupazioni per i conflitti che seguirono, compresi quelli vicino casa nostra, come in Jugoslavia, dove l’Italia tornò in una coalizione internazionale nel 1999 per bombardare la Serbia, o in Libia (eravamo sotto protezione americana ci spaventarono  poco i missili su Lampedusa). Un po’ di preoccupazione tornò dopo l’11 settembre 2001, ma avevano colpito gli americani, i “cattivi del mondo”, “noi cosa abbiamo fatto di male?” si diceva. Trovavamo sempre delle giustificazioni anche quando altri attentati della stessa matrice colpivano le città europee, non preoccupandoci tanto per le città italiane. Mentre altre nazioni erano impegnate in prima linea nella lotta al terrorismo, diversi contingenti militari italiani parteciparono negli anni a delle missioni di pace, al fine di mantenere l’ordine pubblico in aree instabili (Congo, Bosnia, Kosovo, Somalia, Iraq, Libano, Afghanistan), sebbene ci fossero stati molti caduti, come in Afghanistan, in Iraq, in Somalia, in Congo nel 1961. Abbiamo avuto nel corso dei decenni dei caduti militari italiani sì, sempre lontano dalla patria. Conseguentemente gli italici sono abituati a vedere le guerre come eventi lontani di un'altra dimensione e non fanno parte delle loro realtà, tranne nei rari casi in cui si hanno dei familiari caduti all’estero in missione.

Oggi, con l’odierna guerra tra Russia e Ucraina, è tornato il grande evento mediatico, che ha il fine di terrorizzare, che occupa interamente gli spazi televisivi. Essendo la Russia la seconda potenza nucleare del mondo, c’era molta preoccupazione per un ipotetico intervento della Nato per contrastarla, col passare del tempo si è capito che nessuno interviene per non scatenare una Terza Guerra Mondiale devastante e tutti sono tornati a vedere il conflitto come un normale evento televisivo, uno spettacolo drammatico con le immagini scioccanti: la maggioranza dei telespettatori prova dispiacere, tristezza, compassione, angoscia, pensando che a loro non potrà mai succedere una cosa del genere. La preoccupazione che li coinvolge di più sembra quella per l’aumento dei prezzi. Fatta l’abitudine alla belligeranza, i media hanno ricominciato a dare qualche spazio ad altri fatti ed avvenimenti: hanno ripreso il Covid, hanno parlato della nazionale di calcio non qualificata ancora una volta per i mondiali. Dovrebbe finire come le altre volte, però non si sa mai, tutti i conflitti sono imprevedibili: a volte basta un niente per farli allargare, coinvolgendo altre nazioni. Speriamo di no.

sabato 26 febbraio 2022

487) INIZIA LA GUERRA, SPARISCE IL COVID

DA QUALCHE GIORNO È SCOPPIATA LA GUERRA TRA RUSSIA ED UCRAINA E MAGICAMENTE, DOPO BEN DUE ANNI DI MARTELLAMENTO, TUTTE LE NOTIZIE DRAMMATICHE RELATIVE AL COVID SONO SCOMPARSE (CON LE RESTRIZIONI ALLEGATE). SE I CONTAGI CI SONO ANCORA NON ERANO COSÌ NECESSARI QUEL TERRORE (CHE ORA HANNO SOSTITUITO CON UN ALTRO ARGOMENTO) E QUELLLE RESTRIZIONI, ELIMINATE SOLO ORA A GUERRA IN CORSO? STRANA COINCIDENZA.

 


La guerra che tutti temevano tra Russia ed Ucraina è scoppiata da qualche giorno. Con la speranza che il fuoco cessi presto e prevalga il dialogo, ponendo fine alle sofferenze della gente che c’è di mezzo, analizzo un caso strano che fa riflettere sulle molte stravaganze ed anomalie sull’argomento principale che è stato al centro dell’attenzione mediatica da due anni a questa parte, cioè il Coronavirus. Il Covid esiste, l’ho ripetuto varie volte, ho contestato solo le eccessive restrizioni e l’obbligo vaccinale. Ancora oggi i contagi ci sono, ma oramai non se ne parla più, perché le attenzioni dei mezzi d’informazione sono concentrati su un altro argomento: la già menzionata guerra russa – ucraina e il timore che possa allargarsi sino a divenire mondiale. Addirittura, cominciano ad allentare le restrizioni: via le mascherine e via il certificato vaccinale necessario per accedere in alcuni luoghi. La sintesi è questa: abbiamo traumatizzato e terrorizzato le masse per due anni col Covid, ora c’è un nuovo argomento, la guerra che spaventa molto, non diamo il colpo di grazia. Il potere, attraverso i media, detta la linea da sempre, coprendo ciò che non è conveniente. Il Covid non è andato in vacanza perché c'è la guerra, a dimostrazione che prima era pericolosissimo, ora non lo è più; quindi sono ingiustificate tutte quelle misure estreme adottate. Ci stavano prendendo in giro.

Non si assiste più al bollettino giornaliero rituale dei contagiati, dei ricoverati, dei morti, come se prima del Covid la gente non fosse ricoverata e non morisse tutti i giorni. In un bacino d’utenza di circa 60 milioni di individui, con un’ampia fascia di popolazione anziana, è normale che ciò avvenga. Certo, il Covid qualche morte in più l’ha causata, specie tra la gente che aveva già altre patologie, ma qualche settimana fa era un dramma, oggi, ricollocandosi nella quotidiana normalità, non fa più notizia. Non avrebbe dovuto esserci quel clima di terrore, che ora legittimamente hanno sostituito con un altro tipo, tutte quelle chiusure e quelle restrizioni, eccetto nel primissimo periodo, che hanno rischiato di mettere in ginocchio l’economia, e l’obbligo vaccinale contro le libertà individuali. La maggioranza della gente ritiene che le soluzioni che hanno trovato contro il virus aiutino, ci sono anche coloro che ritengono che ci siano dei pericoli, perché non rispettare le loro opinioni, lasciando libertà di scelta? Per tutti c’è il rischio e il pericolo: per coloro che si vaccinano (se dovessero esserci degli effetti non previsti) e per chi non lo fa (che rischia di più in caso di contagio). Ora però sta cadendo tutto nel dimenticatoio, a dimostrazione che il periodo del Covid 19, poteva essere affrontato con la dovuta prudenza sì, ma certamente in maniera più morbida.

sabato 12 febbraio 2022

486) CRISI ENERGETICA E NO ALLE ALTERNATIVE

QUANDO L’ARRIVO DELLE FONTI ENERGETICHE DALL’ESTERO SI BLOCCA, IL PREZZO DELLE ENERGIE CRESCE INEVITABILEMNTE. CI SAREBBERO DELLE ALTERNATIVE NOSTRANE (GAS IN PIANURA PADANA E PETROLIO NEL MAR ADRIATICO), MA C’È IL SOLITO PROBLEMA DI COLORO CHE DICONO NO A TUTTO.

L’Italia importa oltre il 75% delle fonti per produrre le varie energie. L’autosufficienza energetica per il nostro paese è assai lontana. Sono pochi i giacimenti di gas e di petrolio presenti nel sottosuolo italiano. Il petrolio da noi proviene grezzo, con degli oleodotti, dal Nordafrica e dal Medio Oriente e viene raffinato in gran parte nelle nostre raffinerie, mentre la maggior parte del gas naturale arriva dall’Est Europa, tramite dei gasdotti, in particolare dalla Russia. Altre energie vengono prodotte con dei combustibili fossili, come il carbone, o sono di origine idroelettrica; poca è l’energia che arriva da fonti cosiddette rinnovabili, come l’eolica e quella solare. Le ultime citate presentano dei limiti e sono delle cose in più per risparmiare sulla bolletta, non si può fare affidamento esclusivamente su di esse: quando non tira molto vento o non c’è tanto sole non sono proprio il massimo.


Come dicevo, molto gas naturale e un po’ di petrolio arriva dalla Russia; ora con la grave crisi internazionale che tira da quelle parti e con gli imminenti venti di guerra, la fornitura energetica proveniente dall’indicata zona si è ridotta notevolmente, con il conseguente aumento delle bollette dell’energia elettrica, del gas e dei carburanti per i veicoli. L’energia nucleare in Italia fu abbandonata a suo tempo, tra le argomentazioni favorevoli e contrarie; gli altri paesi che ancora hanno quel tipo di energia riducono di molto la dipendenza dall’estero. I rischi c’erano e se la maggioranza del popolo decise in quel verso, amen. Se avvenisse qualche incidente nelle centrali nucleari collocate vicino all’Italia non subiremmo lo stesso le nefaste conseguenze? Conveniva lasciarle com’erano? Ora nel progresso siamo più avanti rispetto al passato e sicuramente lo eravamo anche ieri in confronto alla produzione nucleare sovietica, dove a suo tempo esplose la centrale nucleare di Cernobyl. Ha fatto passi da gigante anche la sperimentazione dell’energia per fusione nucleare, anziché per fissione, senza che comporti rischi.  


In Italia ci sono dei giacimenti di gas e di petrolio inesplorati, ma i soliti rompiscatole ambientalisti si oppongono a tutto. Si dice che le trivelle per il gas (che dovrebbe essere presente nella Pianura Padana) alla lunga generi dei terremoti, il che sembra quasi assurdo. Il petrolio non ancora sfruttato è situato sotto il Mar Adriatico (per metà italiano); la Croazia non si fa sfuggire l'occasione. Se fossero sfruttate a dovere queste fonti, esse darebbero una grossa mano nell’abbassamento delle bollette. Negli altri paesi del mondo si festeggia quando si trovano il gas ed il petrolio, noi invece issiamo le bandiere a mezz’asta. In tutto c’è il pro e il contro, trovando sempre il giusto equilibrio: nel caso nostro tra le comodità e l’ambiente. Gli estremisti ambientalisti saranno pienamente credibili quando gireranno a piedi o con il mulo, illumineranno le loro case con le candele, si laveranno con l’acqua fredda e non usufruiranno del calore o dell’aria condizionata.

domenica 16 gennaio 2022

484) IL RILANCIO DELLA RUSSIA

LA RUSSIA, A TRENT’ANNI DALLA FINE DELL’URSS E DOPO UN PERIODO SUCCUBE DEGLI STATI UNITI, OGGI AMBISCE DI NUOVO AL RUOLO DI SUPERPOTENZA, ASSOGGETTANDO O CONTROLLANDO GLI STATI EX SOVIETICI E PROVOCANDO TENSIONI CON GLI AMERICANI.

 


Sta per tornare una guerra fredda (speriamo non oltre) tra Stati Uniti e Russia? Giusto 30 anni fa, il 25 dicembre 1991, con la fine dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, l’incubo di una guerra nucleare tra occidente liberale americano ed oriente comunista sovietico sembrava definitivamente scongiurato. Il fallimento del metodo del socialismo reale avviò nell’est comunista delle crisi economiche e politiche che culminarono col crollo di quei regimi attraverso delle sollevazioni popolari, violente e pacifiche. L’ultimo capo sovietico Gorbaciov percepì che era necessario rinnovare quel sistema, che stava lentamente scricchiolando, al fine di evitare l’implosione tra le molte etnie dell’Urss; la vecchia nomenklatura cercò invano di fermarlo con un tentativo di colpo di stato, che accelerò soltanto la temuta dissoluzione e la fine del comunismo di stato, ma anche l’uscita di scena dello stesso Gorbaciov e la consacrazione del suo rivale: il Presidente della Repubblica Russa Boris Eltsin.

La vecchia Madre Russia, dalla sua religione Ortodossa sopravvissuta all’ateismo di stato, lo stato più grande e il più importante tra le repubbliche ex sovietiche, tornava in auge e rimaneva una potenza con armi nucleari. La debolezza politica ed economica della nuova Russia fece sì che essa venisse sottomessa agli Stati Uniti, i quali fornivano aiuti economici. Ci fu quel famoso convegno internazionale di Pratica di Mare nel 2002, nel quale la Russia si impegnava a fornire collaborazione all’alleanza militare occidentale della Nato, con l’allora Presidente del Consiglio dei ministri Italiano Berlusconi che svolse il ruolo di mediatore.


Oggi sembrano lontano anni luce quei tempi, vedendo come si sta muovendo ora la Russia, la quale, sotto – sotto, cerca di riaccaparrarsi i territori delle ex Repubbliche sovietiche, oggi stati sovrani, con la scusa degli abitanti di etnia russa che le popolano in minoranza. Dopo l’avvento del Presidente Russo Putin, successore di Eltsin, la Russia pian piano iniziò a riprendersi dal grande crollo sovietico e crebbe sempre più, fino a tornare decisiva come grande potenza nello scacchiere internazionale. Nel 2014 la Russia strappò all’Ucraina, con un referendum, la Crimea popolata dai Russi (tale annessione ancora oggi non è riconosciuta dalla comunità internazionale), da allora altre province a maggioranza russa dell’Ucraina iniziarono una lotta per la loro autodeterminazione, sotto la protezione della grande potenza madre. Altre minoranze russe hanno provocato e provocano tensioni e lotte un po’ ovunque nello sterminato territorio ex sovietico, naturalmente sotto la regia di Mosca. Ci sono varie forme di associazioni, economiche e militari, tra le repubbliche ex sovietiche, che porta la Russia ad interferire legittimamente su richiesta degli interessati: Csi (Comunità degli stati indipendenti), Unione Euroasiatica (sul modello dell’Unione Europea). L’Unione Europea e gli Stati Uniti sono infastiditi dal ritorno in auge della potenza russa: probabilmente miravano ad allargarsi o ad estendere la loro influenza in quelle aree strategiche; invece hanno dovuto accontentarsi solamente dei tre stati baltici. Se altri territori vorranno unirsi alla Russia saranno liberi di farlo, a livello pacifico però. Gli Stati Uniti per mantenere la pace mondiale non dovranno fare troppo la voce grossa, sottovalutando i potenziali rivali.

martedì 30 settembre 2014

240) LE ATTUALI CRISI INTERNAZIONALI

NO ALLE INTERFERENZE NELLA CRISI TRA RUSSIA ED UCRAINA E SI ALL’INTERVENTO CONTRO IL CALIFFATO ISLAMICO IN IRAQ.


Obama e l’Ue stavano per combinarla grossa: avrebbero voluto scatenare una guerra (probabilmente mondiale) contro la Russia. E poi per quale motivo? Perché avrebbero voluto impicciarsi nelle questioni riservate esclusivamente ai russi e agli ucraini? Non è la stessa popolazione russa di Ucraina a chiedere a gran voce di far parte della Santa Madre Russia? Le interferenze occidentali hanno portato alla sollevazione popolare che ha deposto il Presidente Ucraino filorusso, il quale non intendeva firmare gli accordi commerciali con l’Unione Europea. Già, perché bisogna per forza dire di si all’Europa e ad Angela Merkel. A seguito di ciò la popolazione russofona d’Ucraina ha preferito guardare a Mosca, piuttosto che a Bruxelles e a Berlino e democraticamente ha chiesto l’annessione. La Russia di Putin ha cercato dall’esterno (senza un attacco diretto) di aiutare la propria popolazione dalle violente repressioni dai “nazisti ucraini”, con tanto di fregi sugli elmetti. Occorre ricordare che alcune porzioni dell’Ucraina furono cedute dalla Russia in buona fede nell’ambito dell’Unione Sovietica. Per il momento questa crisi si è spenta: gli Usa e l’Europa dapprima hanno minacciato l’intervento militare, poi tramite i negoziati hanno fatto raggiungere un compromesso, tale tregua scongiura anche il minacciato blocco delle forniture di gas russo. Ma con tutto lo scompiglio creato molti magnati russi si terranno alla larga con i loro investimenti nell’occidente. Obama e Merkel intendevano scherzare col fuoco: la Russia rimane una grande potenza nucleare (non è l’Iraq o l’Iran) che non si fa intimidire da loro. Stava per accadere quello che è stato scongiurato nel lungo periodo della Guerra Fredda. Gli italiani non intendono morire per l’Ucraina; basta ingerenze: lasciamo gli ucraini e i russi a risolvere tra loro le loro questioni private, speriamo pacificamente.




 Se il conflitto russo – ucraino è un fatto riservato esclusivamente ai diretti interessati, lo stesso non si può dire per il Califfato Islamico (Isis) venutosi a creare in vaste aree dell’Iraq e della Siria. I terroristi islamici di rito sunnita perseguitano e uccidono le minoranze islamiche sciite, ebraiche, cristiane ed alcuni occidentali presenti all’interno di quello pseudo stato, inoltre hanno minacciato più volte di occupare l’occidente (Roma compresa) e di ripetere in casa nostra le “nobili gesta” in atto nei territori da loro conquistati. Molto difficilmente questo conflitto scatenerà una guerra mondiale: basteranno dei bombardamenti mirati da parte di una coalizione internazionale di stati (arabi compresi) che consentiranno agevolmente alle truppe di terra di riprendere il controllo e di sconfiggere i terroristi. Ciò che preoccupa di più è il terrorismo internazionale di matrice islamica che cercherà d’infiltrarsi nelle nazioni nordamericane ed europee. Se ad esempio si medita sul traffico illegale di immigrati che è in atto nel Mediterraneo, che quest’anno ha subito un’impennata da record grazie al permissivismo dello Stato Italiano in mano ai cattocomunisti: quanti terroristi sono penetrati in Europa? Quanti di quei miliardi di dollari ricavati grazie a quel traffico umano finiranno in mano
ad Al Qaeda? Rovesciare i regimi di Saddam Hussein e di Gheddafi sono stati dei madornali errori: anche se quelli non erano dei sant’uomini rappresentavano due figure forti, inattaccabili, che tenevano uniti i loro paesi senza farli sfociare nel caos e nell’anarchia odierna. Lo scorso anno stavano commettendo lo stesso errore in Siria quando si intendeva attaccarla per rovesciare il regime di Assad. Fu Putin che fece delle pressioni per scongiurare quell’intervento. Ora che le truppe della Nato se ne andranno dall’Afghanistan, in quella nazione potrebbe istituirsi un altro regime islamico integralista e terrorista legato ad Al Qaeda: non bisogna dimenticare che da lì partirono gli attentati dell’11 settembre 2001. Il Papa stesso, che lo scorso anno istituì una giornata di digiuno e di preghiera al fine di scongiurare l’intervento militare in Siria, si è reso conto che i bombardamenti in atto in Iraq sono l’unica soluzione per prevenire lo sterminio dei cristiani, delle altre minoranze e per evitare che il Califfato arrivi sino a casa nostra.

sabato 29 marzo 2014

221) BASTA CON L’ARROGANZA UE E USA

SE LA POPOLAZIONE RUSSA DELL’UCRAINA SCEGLIE DEMOCRATICAMENTE E PACIFICAMENTE DI ADERIRE ALLA FEDERAZIONE RUSSA NE HA TUTTO IL DIRITTO. L’UNIONE EUROPEA E GLI STATI UNITI, CHE NON SONO I PADRONI D’EUROPA E DEL MONDO, LA PIANTINO CON LA LORO ARROGANZA.


 Sia il parlamento dell’entità autonoma della Crimea, fino a poco tempo fa territorio ucraino, sia il popolo russo di quella regione, tramite referendum, hanno deciso l’uscita dall’Ucraina e l’annessione alla Russia. Dove sta lo scandalo? Sino ad adesso non c’è stata nessuna aggressione militare russa ai danni dell’Ucraina. Le potenze occidentali hanno guidato da dietro le quinte la rivolta in Ucraina contro il Presidente filorusso ed anti – Ue Yanukovich, che ha causato la sua caduta. I rivoltosi che si ribellano a coloro che ritengono governanti carnefici non sono meno violenti e meno crudeli degli stessi.

In Ucraina tutto cominciò quando il Presidente Viktor Yanukovich si rifiutò di firmare un accordo di collaborazione con l’Unione Europea: anche se la rivoluzione non era finalizzata all’adesione non suona un po’ strano tutto ciò? Dove sta scritto che si debba fare tutto ciò che impongono Bruxelles, Berlino e Parigi? La Svizzera qualche settimana fa con un referendum ha ristretto la libera circolazione nel suo territorio dei cittadini delle nazioni appartenenti all’Unione Europea; quest’ultima ha minacciato severe sanzioni contro la Confederazione Elvetica. Se il popolo svizzero ha deciso in quel senso, vada avanti e non si faccia intimorire.

Questo presunto super stato europeo, in mano ai tedeschi e ai francesi che si arricchiscono sempre di più, impoverendo gli altri popoli come il nostro, tentano di allungare i tentacoli sugli stati extra – Ue per far si che le loro egemonie economiche e politiche si imperino sempre più, cancellando le altre rimaste in piedi. Nel caso dell’Ucraina bisogna considerare dei fattori storici che determinarono la geografia attuale: quando si decise di affidare la Crimea ed altri territori dalla Russia all’Ucraina, tutto era circoscritto all’interno dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, ovvero l’Urss, che era uno stato federale. Era tutto in famiglia, nessuno allora avrebbe potuto immaginare che un giorno l’Unione Sovietica si sarebbe disciolta e le repubbliche autonome al suo interno sarebbero divenute indipendenti.


 L’embargo imposto alla Russia dagli Stati Uniti d’America potrebbe costarci caro: l’Italia a suo tempo con Berlusconi stipulò dei contratti vantaggiosi per le forniture di gas. Già si parla di società americane che forniranno il gas all’Europa: non suona strano anche questo? Per gli americani il referendum effettuato in Crimea non è legale e quello che essi fecero svolgere in Kosovo per renderlo indipendente com’era? E l’assorbimento della Germania Est nella Germania Ovest del 1990 fu legale? Decisero tutto dall’alto e il popolo non fu consultato.

Forse riusciranno nell’intento di strappare l’Ucraina dall’egemonia russa, a costo di amputarla dal punto di vista territoriale, per appropriarsi delle proprie risorse naturali. L’Ucraina aderirà al’Ue: ne sarà felice così la criminalità al suo interno calerà e tutti i delinquenti li spedirà in giro per l’Europa, soprattutto in Italia, il paese del bengodi, dove, per non essere tacciati di razzismo, tutto è lecito, tutto è permesso. Germania, Francia e Gran Bretagna alzeranno dei muri per ripararsi, mentre a noi impediranno di farlo. Proporrei uno scambio benevolo: Ucraina nell’Unione Europea e fuori l’Italia.