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lunedì 15 marzo 2010

45) RISULTATI DELLE ELEZIONI REGIONALI PRECEDENTI


Il 28 e 29 marzo i cittadini di tredici regioni a statuto ordinario italiane saranno chiamati alle urne per il rinnovo dei consigli regionali. Mi è venuta l’idea di riprodurre i risultati delle elezioni regionali precedenti, dal 1995: anno in cui si votò per la prima volta con il nuovo sistema, cioè l’elezione diretta dei presidenti di regioni collegati ad una o più liste, in cui per essere eletti basta la maggioranza relativa, senza ricorrere ai ballottaggi come avviene per le elezioni dei presidenti di provincia e per le elezioni dei sindaci nei comuni superiori ai 15.000 abitanti che non ottengono la maggioranza assoluta al primo turno. Le elezioni dirette dei sindaci, dei presidenti di provincia e delle regioni con l’elezione maggioritaria dei rappresentanti della Camera dei Deputati furono approvate con un referendum popolare nell’aprile 1993, in piena Tangentopoli; lo ricordo perché quella domenica che ero a vedere un “Roma – Lazio”, terminato 0-0, in Tribuna Tevere allo Stadio Olimpico di Roma. Con il nuovo sistema si attribuiva più potere ai capi delle giunte nei vari enti: specialmente ai presidenti delle regioni che ormai sono denominati governatori perché la centralità del governo va scemando e ci si avvia  verso il federalismo, concedendo molta autonomia agli enti locali. Proprio nel 1995 per la prima volta in assoluto votai in occasione delle elezioni regionali, provinciali e comunali: allora erano accorpate, poi con il passare degli anni si sono scaglionate tutte e tre. Alla Regione Lazio vinse Piero Badaloni di centrosinistra per pochissimi voti sul candidato di centrodestra Michelini; forse contribuii anch’io perché votai una lista di destra che non era collegata a Michelini, mentre alle provinciali e comunali votai le liste di destra ufficiali. Per il comune diedi la preferenza a Ilardi sindaco e a Milita consigliere: l’emozione della prima elezione che non si scorda mai ti fa perfino mettere da parte la segretezza del voto, ma gli anni sono passati, quindi ormai…. Generalmente si votava in tutte le quindici regioni a statuto ordinario, mentre ora si voterà in tredici regioni: in Abruzzo e in Molise i consigli regionali sono stati sciolti anticipatamente in questi anni e i suoi elettori sono tornati al voto prima.

ELEZIONI REGIONALI 1995
I due poli non erano compattati: Lega Nord, Ppi e Prc correvano con liste autonome in molte regioni.  

Il centrodestra vinse in 6 regioni:
·        Piemonte (Enzo Ghigo 39,7%, Giuseppe Pichetto 35,2%),
·       Lombardia (Roberto Formigoni 41,6%, Diego Masi 27,6%)
·        Veneto (Giancarlo Galan 38,2%, Ettore Bentsik 32,3%)
·        Campania (Antonio Rastrelli 47,9%, Giovanni Vacca 39,3%)
·        Puglia (Salvatore Distaso 49,8%, Mirenzi Luigi Ferrara 45,8%)
·        Calabria (Giuseppe Domenico Nisticò 44,2%, Donado Veraldi 38,2%)

Il centrosinistra vinse in 9 regioni:
·        Liguria (Giancarlo Mori 42,4%, Sergio Magliola 38,0%)
·        Emilia Romagna (Pier Luigi Bersani 53,8%, Gianfranco Morra 32,0%)
·        Toscana (Vannino Chiti 50,1%, Paolo Del Debbio 36,1%)
·        Marche (Vito D'Ambrosio 51,6%, Stefano Bastianoni 38,9%)
·        Umbria (Bruno Bracalente 59,9%, Riccardo Pongelli 39,9%)
·        Lazio (Piero Badaloni 48,1%, Alberto Michelini 48,0%)
·        Abruzzo (Antonio Falconio 48,2%, Piergiorgio Landini 47,2%)
·        Molise (Marcello Veneziale 50,5%, Quintino Vincenzo Pallante 49,9%)
·        Basilicata (Angelo Dinardo 54,8%, Gianpiero Perri 36,6%)


ELEZIONE REGIONALI 2000
Quella volta i due poli erano più compatti: la Lega Nord si unì al centrodestra, Ppi e Prc in molte regioni correvano insieme al centrosinistra. Da segnalare che le elezioni in Molise vennero annullate e ripetute nel 2001, quando vinse Iorio del centrodestra.

Il centrodestra vinse in 8 regioni:
·        Piemonte (Enzo Ghigo 51,9%, Livia Turco 39,5%)
·       Lombardia (Roberto Formigoni 62,4%, Mino Martinazzoli 31,5%)
·        Veneto (Giancarlo Galan 54,9%, Massimo Cacciari 38,2%)
·        Liguria (Sandro Biasotti 50,8%, Giancarlo Mori 46,0%)
·        Abruzzo (Giovanni Pace 49,3%, Antonio Falconio 48,8%)
·        Lazio (Francesco Storace 51,3%, Piero Badaloni 46,0%)
·        Puglia (Raffaele Fitto 53,9%, Giannicola Sinisi 43,5%)
·        Calabria (Giuseppe Chiaravalloti 49,8%, Nuccio Fava 48,7%)

Il centrosinistra vinse 7 regioni:
·        Emilia Romagna (Vasco Errani 54,2%, Antonio Rastrelli 44,2%)
·        Toscana (Claudio Martini 49,2%, Altero Matteoli 40,2%)
·        Marche (Vito D’Ambrosio 49,9%, Maurizio Bertucci 44,2%)
·        Umbria (Maria Rita Lorenzetti 56,4%, Maurizio Ronconi 39,2%)
·        Molise (Giovanni Di Stasi 49,0%, Michele Iorio 48,7%)
·        Campania (Antonio Bassolino 54,2%, Antonio Rastrelli 44,2%)
·        Basilicata (Filippo Bubbico 63,1%, Nicola Giovanni Pagliuca 35,1%)

ELEZIONI REGIONALI 2005

Da segnalare che il Consiglio Regionale abruzzese è stato sciolto nel 2008, quando si è tornati a votare ed ha vinto il centrodestra.

Il centrodestra vinse in 2 regioni:
·        Lombardia (Roberto Formigoni 53,8%, Riccardo Sarfatti 43,2%)
·        Veneto (Giancarlo Galan 50,6%, Massimo Carraro 42,4%)

Il centrosinistra vinse in 12 regioni:
·        Piemonte (Mercedes Bresso 50,9%, Enzo Ghigo 47,1%)
·        Liguria (Claudio Burlando 52,6%, Sandro Biasotti 46,6%)
·        Emilia Romagna (Vasco Errani 62,7%, Carlo Monaco 35,2%)
·        Toscana (Claudio Martini 57,4%, Alessandro Antichi 32,8%)
·        Marche (Gian Marco Spacca 57,7%, Francesco Massi 38,6%)
·        Umbria (Maria Rita Lorenzetti 63,0%, Pietro Laffranco 33,6%)
·        Lazio (Piero Marrazzo 50,7, Francesco Storace 47,4%)
·        Abruzzo (Ottaviano Del Turco 58,1%, Giovanni Pace 40,6%)
·        Campania (Antonio Bassolino 61,6%, Italo Bocchino 34,4%)
·        Basilicata (Vito De Filippo 67,0%, Cosimo Latronico 28,8%)
·        Puglia (Nichi Vendola 49,8%, Raffaele Fitto 49,2%)
·        Calabria (Agazio Loiero 59,0%, Sergio Abramo 39,7%)

martedì 2 marzo 2010

44) CACCIA, ARMI E PATRIA: COERENTI E INCOERENTI

Mi è capitato di assistere a delle discussioni sulla caccia: tra favorevoli e contrari ognuno ha cercato di difendere le sue idee. Generalmente alle persone che sono contrarie alla caccia non manca l’appetito del cibo di origine animale, il quale deriva da animali uccisi nelle ammazzatóre (o mattatoi) e viene immesso industrialmente nella grande distribuzione: uno nel reparto carni dei supermercati o nelle macellerie acquista ciò che gli piace di più, senza pensare molto ai “poveri animali” che sono stati sacrificati e si lecca i bassi quando mangia la bistecca, il pollo, il coniglio, l’agnello e la cotoletta. C’è invece chi preferisce non comprare e si procura il cibo ricorrendo ad uno dei mestieri più vecchi del mondo, praticato sin dai tempi primordiali dell’uomo ai fini della propria sopravvivenza, ovvero la caccia. Molti animali selvatici se non vengono uccisi dai cacciatori verranno uccisi da altri predatori o dai cambiamenti climatici stagionali. Ai nostri giorni la caccia viene praticata soprattutto per svago, per sport, se uno non la pratica mangia lo stesso: basta che mette mano al proprio portafoglio e acquista quello che preferisce di più. È ugualmente superata l’agricoltura di sussistenza: se si possiede un pezzo di terra qualcuno può svagarsi piantandoci qualcosa, se non lo fa c’è sempre il supermercato o il negozio di frutta e verdura. Oltre agli incoerenti, cioè contrari alla caccia ma di ottima forchetta, ci sono anche gli animalisti coerenti: i vegetariani. Per la nostra religione non è peccato mangiare carne o pesce: perché tutti i viventi, tranne l’uomo, non posseggono un’anima che li renderà immortali, anzi ci sono alcune specie che sono al mondo appositamente per sfamarci; per i buddisti invece può essere considerato un sacrilegio cibarsi di carne o pesce: perché secondo loro gli esseri umani morti potrebbero reincarnarsi anche negli animali.

Un’altra categoria di incoerenti sono coloro che hanno evitato il servizio militare per svolgere il servizio civile, per poi rinnegare l’obiezione di coscienza e prendere il porto d’armi per andare a caccia. Rispetto le idee di chi è contrario alle armi e ha evitato il servizio di leva, se le leggi lo consentivano ognuno in un paese libero poteva fare ciò che voleva, soltanto che uno nell’obiezione di coscienza doveva essere consapevole che non avrebbe potuto detenere armi per tutta la vita evitando la leva, invece cos’è successo? Il governo Prodi ha fatto una legge che consente, con una dichiarazione scritta, di rinnegare l’obiezione di coscienza, prendere il porto d’armi e la licenza di caccia! È un’ingiustizia e una beffa nei confronti di coloro che hanno fatto il servizio militare, sono stati per mesi lontano da casa, col gelo e il solleone, si sono spaccati la schiena, hanno subito maltrattamenti verbali e umiliazioni! Gli obiettori, se vogliono rinnegare la propria obiezione, li inviassero per un anno in qualche caserma sperduta d’Italia, ma molto probabilmente la contrarietà alle armi e alle guerre era solo una scusa per non sgobbare, per rimanere capelloni, per potersi vedere comodamente assegnato in qualche ufficio del proprio comune e il pomeriggio tornare alla casina.

La nostra società è divenuta troppo mammona, forse per questo hanno abolito il servizio di leva e molte caserme hanno chiuso i battenti, sentendo i discorsi di molti che vi sono passati, è come se si sentissero vuoti, inutili. Molti dei militari volontari dicono che sarebbero pronti a dare la vita per la patria: secondo me è il buonissimo stipendio che li attira, non l’amor di patria. Era molto più attaccato alla patria il militare di leva con 5000 lire al giorno: nonostante stesse malvolentieri in una caserma, non vedesse l’ora di terminare e venisse trattato male, alla fine dell’anno aveva reso e aveva appreso molto di più di questi che ci sono ora, perché era disinteressato economicamente. L’Impero Romano quando si affidò ai mercenari cadde perché erano spinti dal denaro e non dall’amor di patria. Ma onore a tutti i militari che sono impegnati all’estero per garantire la nostra sicurezza, anche se ricevono salatissimi stipendi, perdono la vita e molto spesso subiscono le vessazioni dei mascalzoni che gridano “10, 100, 1000 Nassiria”.

Questo video realizzato da ex parà della Folgore di cui riporto il testo, si adatta perfettamente all'ultima parte del mio discorso.

Cuori d'acciaio all'erta! Il cielo è una pedana. Folgore! Folgore! Alalà!/Cuori d'acciaio all'erta! Il cielo è una pedana, smobilitare la Brigata è una speranza vana./Lo spirito e la gloria dei Paracadutisti supereranno certo anche questi anni tristi,/Questa riforma truffa e i falsi volontari, che insozzan questo basco per trenta vili denari./Non sono certo questi i veri volontari: vigliacchi, adiposi, senza virtù militari.

rit. El Alameim El Alamein, mancò fortuna, non mancò valore,/La miglior gioventù d'Italia cadde sul campo dell'onore./El Alamein El Alamein, siamo gli eredi di El Alamein,/Noi che dal Libano in Somalia versammo il sangue per l'Italia.

A esercito e nazione, uniti nella leva, la Folgore fu esempio di onore e gloria guerriera./ Ma questa porca Italia ci teme e ci disprezza per il nostro coraggio e per la nostra purezza./Combattere, morire ed essere processati, dall'odio dei vigliacchi ci sentiamo decorati./Ma son presidio eterno di questa nostra terra, ragazzi della Folgore assunti tra gli Eroi!

lunedì 22 febbraio 2010

43) IL TORMENTONE DI SANREMO 2010

ITALIA AMORE MIO



Ha suscitato scalpore e indignazione la partecipazione del principe Emanuele Filiberto di Savoia all’ultimo festival di Sanremo. Nonostante ciò è riuscito a piazzarsi al secondo posto cantando, insieme a Pupo ed a Luca Canonici, la canzone Italia amore mio. Io non ci vedo nulla di male, è inutile che quei quattro scalmanati al Teatro Ariston abbiano sbraitato tanto, perché è stata la gente che ha deciso in quel modo con il televoto: la canzone è stata scritta dallo stesso Emanuele Filiberto, sia Pupo e sia il tenore Luca Canonici hanno accettato di cantare con lui e trovare la musica per il suo testo, alla fine sono stati gli altri due cantanti a far sì che la canzone avesse successo. Il Festival di Sanremo dei nostri giorni si è molto appassito rispetto a quello dei primi decenni, quando i grandi della canzone italiana come Modugno, Claudio Villa, Celentano si sfidavano, oggi vi partecipano cantanti di secondo livello che cercano notorietà e sicuramente il giovane Valerio Scanu, vincitore di quest’anno, avrà un avvenire sicuro. Delle volte succede che coloro che arrivano nelle prime posizioni vendano pochi dischi, mentre quelli che arrivano più distaccati vendono moltissimo. Le spese per i conduttori, gli orchestrali, gli ospiti sono il minimo, se un festival ha molto successo si ripagheranno tutto e guadagneranno tutti; comunque quei tre “incriminati” sono riusciti a portare Marcello Lippi con loro gratuitamente. Tutte la canzoni si trovavano già in You Tube, questo forse avrebbe inciso negativamente sulle vendite, ora però sono state rimosse; alcuni mesi fa Mediaset fece causa a You Tube e la vinse, perché c’erano dei filmati del Grande Fratello mentre era ancora in svolgimento. Avevo inserito il filmato della canzone Italia amore mio, che in You Tube era contornato da moltissimi insulti, poi è stato rimosso e l'ho cancellato anch'io (la cornice del video), ma mi è rimasto il testo, che avevo cercato e raccolto, di questa canzone patriottica, diverse dalle solite che generalmente vengono presentate.


(Pupo) Io credo sempre nel futuro, nella giustizia e nel lavoro,
nel sentimento che ci unisce, intorno alla nostra famiglia.
Io credo nelle tradizioni, di un popolo che non si arrende,
e soffro le preoccupazioni, di chi possiede poco o niente.

(E. Filiberto) Io credo nella mia cultura e nella mia religione,
per questo io non ho paura, di esprimere la mia opinione.
Io sento battere più forte, il cuore di un’Italia sola,
che oggi più serenamente, si specchia in tutta la sua storia.

(L. Canonici) Sì stasera sono qui, per dire al mondo e a Dio, Italia amore mio.
Io, io non mi stancherò, di dire al mondo e a Dio, Italia amore mio.

(E. Filiberto) Ricordo quando ero bambino, viaggiavo con la fantasia,
chiudevo gli occhi e immaginavo, di stringerla fra le mie braccia.

(Pupo) Tu non potevi ritornare pur non avendo fatto niente,
ma mai ti sei paragonato, a chi ha sofferto veramente.

(L. Canonici) Sì stasera sono qui, per dire al mondo e a Dio, Italia amore mio
Io, io non mi stancherò, di dire al mondo e a Dio, Italia amore mio
(Pupo) Io credo ancora nel rispetto, nell’onestà di un ideale,
nel sogno chiuso in un cassetto e in un paese più normale.

(E. Filiberto) Sì, stasera sono qui, per dire al mondo e a Dio, Italia amore mio 

sabato 20 febbraio 2010

42) IL GIORNALE DI INDRO MONTANELLI

Da circa un decennio si può leggere nei locali pubblici, principalmente nei caffè, il quotidiano “Il Giornale”, cioè da quando si vende abbinato al giornale della provincia di Latina “Latina Oggi”: al prezzo di un quotidiano se ne prendono due. Generalmente i nostri pubblici locali acquistano quattro quotidiani per farli leggere ai loro clienti: Il Messaggero, Corriere dello Sport e appunto Il Giornale con allegato Latina Oggi. Il Messaggero è interessante per la cronaca della nostra provincia, nelle pagine nazionali è troppo orientato da “una parte”, ma da quando si legge anche Il Giornale l’equilibrio è tornato a regnare. Nelle ultime settimane Il Giornale ha abbinato un inserto con le prime pagine di quel quotidiano quando ne era direttore Indro Montanelli, tra il 1974 e il 1994, che ne fu anche il fondatore; ho letto con attenzione quelle prime pagine e gli editoriali del direttore. Il Giornale fu fondato dal principe del giornalismo italiano Montanelli nel 1974, quando fu allontanato dal Corriere della Sera che aveva assunto una linea editoriale progressista, in contrasto con quella di Montanelli. Indro Montanelli, conosciuto anche per la sua macchina da scrivere Lettera 22 Olivetti, fu sempre un uomo conservatore, di destra, ma antifascista e antiberlusconiano. In gioventù, dopo essersi laureato in giurisprudenza, aderì agli ideali fascisti: partì volontario per la guerra italo – etiopica, sposò una dodicenne eritrea pagando al padre 500 lire, ma successivamente i matrimoni tra italiani ed africani furono vietati dal Regime: Montanelli approvò. Andò come giornalista in Spagna per la guerra civile  e lì, venuto a contatto con anarchici, divenne antifascista: per degli articoli che ledevano all’onore dell’Italia fu escluso dall’albo dei giornalisti e fu sospeso dal Partito Fascista; nonostante ciò Il Corriere della Sera lo assunse perché credeva nel suo talento. Fu inviato nell’Europa dell’Est per seguire l’evolversi degli eventi bellici e incontrò Adolf Hitler; seguì anche le operazioni militari italiane nei Balcani e al fronte Greco – Albanese: un suo articolo fu considerato disfattista dal Minculpop che gli chiuse il suo settimanale Panorama. Nel 1942 sposò un’austriaca, nel 1943 aderì ad una formazione partigiana, “Giustizia e Libertà”: fu scoperto dai tedeschi, arrestato, rinchiuso nel carcere milanese di San Vittore, dove incontrò Mike Bongiorno, e condannato a morte. La condanna a morte fu scongiurata grazie all’intervento del Cardinale di Milano Ildefonso Shuster; e grazie alla famiglia Crespi, proprietaria del Corriere della Sera, riuscì ad evadere dal carcere a a fuggire all’estero. Il dopoguerra non fu facile: gli antifascisti non gli perdonarono l’adesione al regime e gli ex fascisti non gli perdonarono il tradimento dopo l’8 settembre 1943, ma riuscì a tornare al Corriere della Sera, nel settimanale "La Domenica del Corriere". Si cimentò anche come storico scrivendo la storia Greca e Romana e la storia del colonialismo, difendendo quello italiano perché, a suo avviso, era stato un colonialismo bonario a differenza di quello inglese e francese. Come abbiamo detto nel 1974, anno del suo terzo matrimonio, uscì dal Corriere della Sera e fondò, con l’aiuto della Montedison, un quotidiano a struttura cooperativa denominato Il Giornale Nuovo: Montanelli avrebbe preferito chiamarlo Il Giornale ma già esisteva un altro quotidiano che si chiamava così, nel 1983 con la chiusura dell’altro quotidiano, poté chiamare il suo giornale col nome che preferiva.

Il primo numero de Il Giornale del 25 giugno 1974

I primi anni furono caratterizzati dalla linea anticomunista: alle politiche del 1976 c’era il pericolo del sorpasso del Pci ai danni della Dc e Montanelli, che non aveva molte simpatie democristiane, invitò a votare Dc turandosi il naso. Nel giugno 1977, nell’arroventato clima degli anni di piombo, fu gambizzato dalle Brigate Rosse con un attentato. Il Giornale trovò in quell’anno, nell’imprenditore Silvio Berlusconi, un generoso contribuente per sostenere le esorbitanti spese e negli anni successivi ne acquisì sempre maggiori quote fino a divenirne il maggior azionista. Il Berlusconi imprenditore non era per nulla invadente, lasciava ampia autonomia a Montanelli sul piano politico, gli interessava soltanto che le pagine degli spettacoli e dello sport dessero importanza alle sue televisioni e al Milan. Ci furono dei problemi con Craxi primo ministro, amico storico di Berlusconi, il quale non era visto di buon occhio da Montanelli. Non vide di buon occhio neanche l’elezione di Scalfaro a Presidente della Repubblica del 1992, grazie alle bombe di Capaci, rivelandosi un buon profeta. Da spirito conservatore rese solenni onori a Umberto II di Savoia, ultimo Re d’Italia, morto a Ginevra nel 1983. Nel 1991 M. rifiutò la carica di senatore a vita che gli fu offerta dal Presidente Cossiga perché secondo lui un giornalista, conoscendo il potere, non è più sé stesso . Nel 1994 Silvio Berlusconi annunciò la discesa in campo, chiedendo a Il Giornale, passato sotto la proprietà del fratello Paolo per la legge Mammì, di appoggiarlo nella campagna elettorale, Montanelli non accettò perché dopo la bufera di Tangentopoli vedeva in Mario Segni l’uomo della provvidenza e fu costretto a lasciare. La sinistra, dopo aver considerato Montanelli per un cinquantennio quasi un fascista, gli innalzò un monumento. Fondò, insieme ad altri dissidenti de Il Giornale tra cui Marco Travaglio, un nuovo quotidiano antiberlusconiano denominato La Voce, che durerà solo pochi mesi. Marco Travaglio, assunto a Il Giornale da Montanelli, prima di divenire antiberlusconiano, tifava per Berlusconi durante le sue questioni imprenditoriali di disputa con De Benedetti. Questo Travaglio quando parla degli altri è sempre minuzioso, preciso nell’accusare, quando gli fanno notare alcune sue vicende personali di amicizie con mafiosi si infuoca, arrabbiandosi molto. Montanelli negli ultimi anni di vita assunse posizioni durissime, di netta opposizione e chiusura verso Berlusconi, soprattutto durante la campagna elettorale del 2001, anno in cui Berlusconi tornò al governo, pochi mesi prima della sua morte. La direzione de Il Giornale fu assunta nel 1994 da Vittorio Feltri fino al 1997, quindi toccò a Mario Cervi sino al 2001, a Maurizio Belpietro, a Mario Giordano e di nuovo a Feltri: la scorsa estate con una bomba su Dino Boffo, direttore di Avvenire, Feltri riprese la direzione del quotidiano che nel 1997 era stato costretto a lasciare per un articolo a favore di Di Pietro. Attualmente il quotidiano è il settimo in Italia per diffusione, favorito anche dal fatto che viene dato insieme a molti giornali di cronace provinciali, ma già dopo l'addio di Montanelli i successivi direttori incrementarono le vendite. Con Montanelli il quotidiano non andava malissimo da quel punto di vista: aveva i suoi fedelissimi lettori sottratti al Corriere.

Questa fu l’epigrafe di Montanelli scritta dallo stesso giornalista per la sua morte:
“Mercoledì, 18 luglio 2001 - ore 1.40 del mattino. Giunto al termine della sua lunga e tormentata esistenza - Indro Montanelli - giornalista - Fucecchio 1909, Milano 2001 - prende congedo dai suoi lettori ringraziandoli dell'affetto e della fedeltà con cui lo hanno seguito. Le sue cremate ceneri siano raccolte in un'urna fissata alla base, ma non murata, sopra il loculo di sua madre Maddalena nella modesta cappella di Fucecchio. Non sono gradite né cerimonie religiose, né commemorazioni civili”.

domenica 14 febbraio 2010

41) PROSPETTIVE FUTURE FANTASIOSE MA REALI

Per una volta uso i blog diversamente da come li ho percepiti per molto tempo, vedendoli unicamente fatti solo per la politica e per l’attualità: notando qualcun altro di questi strumenti adoperati per le sensazioni e gli sfoghi personali, per una volta voglio impiegarli anch’io in quel modo, fantasticando e riallacciandomi ad argomenti reali, percepiti secondo la mia visione. Sarebbe bello cominciare una nuova vita altrove, ogni tanto fantastico: potrei tornare all’origine, da dove provengono i Lucarelli di queste parti, nella “madrepatria” Roccamassima, da cui discesero per popolare le vallate fino al Boschetto e Giulianello; è suggestiva questa ipotesi ma quei luoghi sono vicinissimi. Penso pure a Guidonia (una cittadina come tante da immaginare), visto che mi è capitato di conoscere di sfuggita qualcuno di quelle parti, sarebbe bello trasferirsi lì, farsi una famiglia e trovarsi un’occupazione da quelle parti,  visto che ci vuole più di un’ora di automobile per arrivarci, magari immaginando di aprire un proprio studio da geometra. La cittadina è la terza del Lazio per numero di abitanti, dopo Roma e Latina, è alle porte della capitale, l’accento romano è più forte del nostro, però sono burini pure loro.


Roma non offre grandissime disponibilità occupazionali, si dice addirittura che ne offra di più Napoli, a meno che non si tratti di lavoro specialistico o con esperienza in determinati settori, ci sono pure i posti di lavoro assegnati per concorsi pubblici, ma per 10 posti si presentano minimo 10.000 persone. Trovarsi una femmina disposta ad accettarti per quello che sei, un idealista: uno che pensa che esistano valori più importanti del successo e del denaro, per cui vivere e morire, anche se i soldi non guastano mai per mantenere le famiglie, ma non so se mi accetterà per quel che sono, proverò a parlarne anche alla sua famiglia; sento qualche amico che si lamenta di qualche ragazza e di loro in generale, soprattutto di quelle più appariscenti e che frequentano determinati ambienti, che vanno solo con quelli che hanno i soldi. Forse sarà vero, forse no, ma a chi di loro non suscita fascino ed attrazione un uomo che nella vita si è fatto una buona posizione, bello e attraente, anche se è impegnato ed ha una famiglia? A me invece mi attrae di una persona, al di la della bellezza, il vestir bene, alla moda sia nell’elegante che nello sportivo; forse anche perché io ci tengo e anche nella mia famiglia tengono che io vesta bene, magari scegliendo un capo più costoso che durerà molto di più rispetto a quelli più economici. Nelle coppie di fidanzati delle volte possono esserci litigi perché uno/a dei due si lamenta che l’altro/a non veste bene, a me è capitato di assistere a tali discussioni.


Quando uno ha una famiglia ha delle responsabilità, deve adattarsi a fare qualsiasi cosa, non può fare come quando è “ragazzo” che, anche se è precario, quando scadono i contratti è mantenuto dalla famiglia di origine nell’attesa di trovare un nuovo lavoro (chi può permetterselo ovviamente). Specialmente se uno avrà cinque o sei figli da mantenere: quando i figli sono di più saranno meno viziati, quando sono pochi, o è uno, lo saranno di più; invece di comprare la roba firmata e di marca si scambieranno gli indumenti tra fratelli e forse dovranno rinunciare al calcio, alla piscina, al karate. Da una parte deve pendere: o un figlio o due figli viziati o molti di più consapevoli delle difficoltà di concedere loro extra: quando saranno più grandi inizieranno a fare qualche piccolo lavoretto e si manterranno loro come meglio crederanno. Oggi le famiglie numerose in Italia sono molto rare tra le coppie giovani, ma ci sono: quelli che per motivi religiosi o patriottici rinunciano ai metodi contraccettivi e si adoperano per l’incremento demografico. Ho sentito un’intervista a Fiore, segretario di Forza Nuova, un movimento di estrema destra, che ha detto di avere 12 figli; un’altra volta il papa ha ricevuto le famiglie numerose provenienti da tutta Italia, le quali hanno illustrato tutti i problemi ma sono felici. Generalmente queste famiglie sono oggetto di scherno ed irrisione perché si distaccano dal pensare comune: perché devono subire questo??? Bisognerà trattarli come benemeriti perché l’Italia ha l’indice di natalità più basso del mondo! Ci sono inoltre le famiglie più sfortunate che vorrebbero avere figli ma non riescono ad averne, oppure gliene riesce a nascere solo uno dopo molti tentativi “abortiti”; ma è molto più facile avere a 35 anni il secondo o il terzo figlio che avere il primo. Purtroppo anche qui in Italia l’aborto è praticato, anche se c’è tra gli animi un conflitto di coscienza per la forte voce della Chiesa Cattolica nella nostra società, altri paesi, come gli anglosassoni, sono più “all’avanguardia” da questo punto di vista e quando si tratta di sopprimere una vita la gente non si fa troppi scrupoli. Ma dal punto di vista delle cure per guarire la sterilità sono favorevole, anche se poi, una volta guariti, nascono tutti quei gemelli tutti insieme. Bisognerà che il governo si adoperi con un’opera di sensibilizzazione, di agevolazioni e di aiuti economici per far aumentare le nascite nel nostro paese, così tanti piccoli nuovi italiani eviteranno l’estinzione della nostra stirpe e saranno sostegno dei loro genitori anziani quando saranno grandi: quando i figli sono di più si riuscirà a trovare qualcuno disponibile, o più di qualcuno facendo a turno, che si occupi dei loro genitori da vecchi, quando sono meno o non ce ne sono si dovrà ricorrere alle cosiddette badanti.


Il mio intento è avere più dei classici uno o due figli, ma molto probabilmente le cause di forza maggiore mi costringeranno a ridimensionare la cosa o addirittura ad annullarla (spero di no), non si sa mai quello che il destino ci riserverà; ma non tutti i mali verranno per nuocere: se non avrò figli avrò meno ansie e preoccupazioni, soprattutto quando essi si faranno grandi e spensierato potrò pensare di più al mio io. Il tipo di educazione che propongo per i figli è una dura educazione che li farà divenire tosti e massici, tipo la rigida educazione militare, così quando Al Qaeda li minaccerà risponderanno: “siamo figli d’Italia, figli di Roma possiamo mai aver paura di voi?” E intoneranno allora l’inno che li riporterà agli antichi fasti imperiali: “Roma divina, a te sul Campidoglio,/dove eterno verdeggia il sacro alloro,/a te, nostra fortezza e nostro orgoglio,/ascende il coro./Salve Dea Roma! Ti sfavilla in fronte/il Sol che nasce sulla nuova storia;/fulgida in arme, all'ultimo orizzonte/sta la Vittoria./Sole che sorgi libero e giocondo/sul colle nostro i tuoi cavalli doma;/tu non vedrai nessuna cosa al mondo/maggior di Roma.” Altri giovani mollaccioni cresciuti con concezioni materialistiche, consumistiche e di divertimento se Al Qaeda o un’altra organizzazione criminale li dovesse minacciare si intimoriranno e risponderanno: “lasciateci stare, venite, fate le moschee, basta che a noi lasciate vivere la nostra vita così come l’abbiamo sempre vissuta!” Il partecipare a feste tipo l’Eurochocolate (guai a dire festa della cioccolata: quelli di alcune correnti politiche prima fanno tanto gli antiamericani, poi sono innamoratissimi della loro lingua, piace loro immettere anclicismi per distruggere la nostra bella lingua di Dante), oppure qui a Cori prima di natale fecero “la festa della birra”, dove vidi molti giovani di 20 anni, nati nella seconda parte degli anni ’80, tutti indaffarati e impegnati nel preparare e nel coordinare: non sto criticando, hanno fatto bene ad organizzarla, perché anche lo svago e il divertimento nella vita ci vogliono, ma secondo me ci vorrebbe di più il senso dell’appartenenza ad una comunità (italiana), non si può essere solo tutto Facebook, birra e rock ‘n roll. Fantasticherie, unite alla vita reale, tutto dal mio punto di vista, senza fare il giudice nelle singole vite altrui, in una fusione creata da me, appositamente per i blog: per una volta ho parlato fiducioso anche di futuro, in una giornata speciale per me, ma anche per voi tutti, senza recriminare e piangere dentro per quel che poteva essere e non è stato, come di solito uno fa nelle ricorrenze. Un blog che ti aiuta a sfogarti e a tirare fuori quello che hai dentro: in questo modo uno si arrabbia meno nella vita reale. Evviva il tutto..!

mercoledì 3 febbraio 2010

40) UN ANNO DOPO

E’ passato un anno dalla nascita di questo mio blog: 365 giorni fa partii con questa mia avventura. Decisi, disponendo finalmente anch’io della linea internet veloce, che era ora di iniziare a camminare con le mie gambe dopo aver fatto tirocinio o praticantato negli altri blog di Cori. Proprio nel periodo in cui l’utenza negli altri blog iniziava a diminuire, dopo il grandissimo successo iniziale, io decisi di andare controcorrente e d’avventurarmi.  

Iniziai con una breve presentazione e con un’approfondita analisi sulla situazione politica locale, come segno di protesta verso i fogli cartacei e i loro giochi di potere locali con cui avevo avuto qualche problema: quando scrivevo altrove bisognava fare attenzione a non uscire dalla linea editoriale, altrimenti eri fuori, scrivendo in questi spazi mi sentivo libero di scrivere tutto quello che mi veniva in mente, rendendo conto solo a me stesso e invitai anche gli altri a fare altrettanto.

Complessivamente in un anno ho pubblicato 40 post, occupandomi di molte cose, ho ricevuto 77 commenti e circa 8.000 visite. A pensare negli altri siti Splinder c’è chi realizza 77 commenti in una settimana o in 10 giorni, io ci ho messo un anno per arrivarci. La media delle visite invece è stata ottima: all’inizio ricevevo circa 500 visite al mese, continuando con quella media sarei arrivato dopo un anno a 6.000 visite, invece mi ritrovo con 8.000 visite: le persone che mi seguono aumentano sempre più! Sono anch’io che cerco di far guadagnare visibilità a questo mio spazio legando amicizie con altri utenti Splinder, qualcuno di loro mi ha anche messo tra i suoi collegamenti, e commentando negli altri blog.

Purtroppo quando uno si schiera politicamente perde anche eventuali “clienti” che non la pensano come lui, ma non fa nulla io mi sono sentito di fare come ho fatto e secondo me ho fatto bene così. Per il futuro cercherò di occuparmi meno delle cose di Cori, visto che i miei paesani raramente hanno lasciato commenti, mi occuperò di più dei fatti di attualità nazionale e internazionale, sperando di allargare i frequentatori di questo blog e sperando di finire ancora su Bloggando, il blog della redazione di Splinder: già ci sono finito una volta, con l’avvenimento dell’aggressione a Berlusconi, è stata una grande soddisfazione essere stato selezionato su oltre 450.000 blog Splinder.

Continuerò ad occuparmi di cose positive coresi, per mantenere l’impegno di inizio anno, cioè vincere l’invidia di Cori, anche se nessuno mi ringrazierà e l'effetto sarà opposto a quello che speravo. Qualunque cosa fai non va mai bene, io non sono più giovanissimo ma comunque i luoghi comuni sono sempre i soliti: quando i giovani non si interessano di politica e delle realtà sociali/culturali dove vivono, si dice “i giovani pensano solo al divertimento, ai loro “vizi”, alle macchine belle, alle motociclette, al sesso e non si interessano d’altro”; quando invece si interessano, si dice “i giovani di oggi sono arroganti, presuntuosi, se li senti parlare sembra che capiscano solo loro e gli altri non capiscono niente.

Però devo dire che ci sono alcuni miei paesani che apprezzano il mio lavoro, anche se non scrivono: alcuni di loro, calciomàni accaniti, dicono di preferire questo blog a quello dei mondiali di calcio. Qualche volta provo a scrivere nel motore di ricerca l’indirizzo di questo blog e noto con piacere che qualcuno mette su People qualche mio scritto che gli interessa: tra questi c’è anche l’ex parroco di Cori Monte che si è inserito il mio testo che riguardava appunto l’avvicendamento dei parroci, la cosa mi ha fatto molto piacere e sono stato molto felice.

Molte cose ho scritto, alcune di queste sono miei ricordi passati: non per nostalgia, se siete stati attenti ho parlato anche di presente e di futuro, ma perché è bello ricordare qualche momento felice che arriva dal cuore ed è un fatto positivo che si ricordino momenti belli in periodi quando probabilmente tutti noi abbiamo vissuto anche eventi brutti e/o tragici. Ricordare gli eventi passati e poi la cosa finisce lì, perché sono consapevole che non si campa di ricordi. Allora molti che per identificarsi in questi sistemi informatici mettono la fotografia di quando erano piccoli, personalmente a me un po’ infastidiscono perché quando si è cresciuti, si è cresciuti non si può essere eterni ragazzini; e gli annunci pubblicitari che invitano a mutare la tua immagine in cartone animato, ma v……, facciamo i seri non siamo all’asilo infantile!

Oggi questi nuovi mezzi mediatici possono divenire pure fonti di guadagno (o di fregature?): ho ricevuto messaggi privati di altri utenti Splinder che invitavano a scrivere su altri siti e guadagnare, ma io non mi fido; comunque i giornali dedicano intere pagine ai mezzi informatici e alle possibilità di guadagno, una di esse può avvenire con l’inserimento degli annunci pubblicitari sui siti o sui blog. Mah staremo a vedere quali saranno le prospettive future di questo mio spazio, sperando ovviamente di migliorarlo sempre!


Comunque grazie a tutti per le visite e per i commenti.

domenica 24 gennaio 2010

39) NUOVE IDEE PER CORI E LA POLITICA


Ha avuto successo e notorietà il nuovo gruppo creato sulla piattaforma Facebook che riguarda le segnalazioni al Comune di Cori, dove tutti i comuni cittadini segnalano i problemi, piccoli e grandi, del nostro paese: i problemi più gettonati dai primi interventi risultano essere il colore esterno poco appropriato per la scuola media in fase di restauro e i furti nelle abitazioni. Non posso far altro che approvare e plaudire per questa bella iniziativa che giova al miglioramento del paese: quando quel canale telematico si usa per le cose serie e non per le idiozie va bene! Proprio per quei motivi, le troppe scemenze, mi ero cancellato dal librofaccia/facebbook, dopo averlo frequentato per alcuni mesi, ma siccome la cancellazioni non sono mai definitive, sono rientrato per un momento: giusto il tempo per vedere di cosa si trattava e per scrivere l’indirizzo.

 
I corrispondenti per Cori dei quotidiani della Provincia di Latina hanno dato ampio risalto alla creazione di quel gruppo, come si può evidenziare dall'articolo che ho preso dall’album di Castaldir, ma già in passato avevano parlato più volte di qualche argomento interessante sul blogdicori. Ormai questi nuovi mezzi di comunicazione telematica sono la realtà e non si può continuare a far finta che non esistono, come hanno sempre fatto i periodici coresi a distribuzione gratuita (Corace, Acropoli e Corvo); ma questa volta può darsi che qualcuno di loro mi smentirà. Quei tre giornali fino a alcuni anni fa erano i principali mezzi di informazione corese, regnavano incontrastati, ora invece escono con meno regolarità. Nei molti blog, sorti in questi anni a Cori, tutti sono sullo stesso piano, alla pari, nessuno è portatore di verità assoluta, tutti sono soggetti a critiche e contestazioni per le opinioni che espongono; al contrario se uno prova a scrivere una lettera, in toni civili ed educati e firmandosi con nome e cognome, a un periodico corese, per contestare un articolo, non è detto che la pubblichino. Potrete vedere le vostre lettere, anonime e con poco stile, pubblicate solo se andrete contro coloro che in quel momento sono nel mirino del giornale. Mi auguro quindi che continuerete a scrivere, ad esporre le vostre opinioni, idee e critiche nei nuovi mezzi, dove potrebbero anche uscire nuovi volti, inediti e puri, per fare politica. Io mi tiro subito fuori dalla mischia perché di far politica attiva non me la sento: per ora preferisco il politologo al politico. Quelli che se la sentiranno e che usciranno fuori solo esclusivamente per scelta e per talento, che non dovranno rendere conto a nessuno del loro operato, se non ai cittadini, saranno nuovi personaggi a tutti gli effetti, da far crescere e da valorizzare, non da usare e poi gettare via, come è capitato molte volte sia a destra, sia a sinistra e sia al centro. Ma bisognerà far sì che questi nuovi volti per la politica rimarranno sempre “loro stessi”, cioè tipi da battaglia come lo sono sui blog, così facendo cambieranno anche le mentalità della politica se non si faranno loro cambiare la testa, come tutti, dalle prebende mensili quando arriveranno lassù, divenendo "politici di professione".

lunedì 18 gennaio 2010

38) BETTINO CRAXI E IL PSI

In questi giorni, in occasione del 10° anniversario della scomparsa del politico e dello statista italiano Bettino Craxi, si sente un gran parlare di lui: le stesse persone che volevano vederlo morto o carcerato oggi vorrebbero beatificarlo; è la tipica prassi italica! Sicuramente Craxi non sarà stato un santo, ma gli altri non sono stati né peggiori, né migliori di lui: in quell’inchiesta “Mani Pulite” o “Tangentopoli” si volle soltanto cancellare l’intera classe dirigente italiana per sostituirla con quelli che avevano fatto opposizione per cinquant’anni. Quando Craxi era nei guai fino al collo provò a distogliere l’attenzione su di lui e sugli altri membri della maggioranza cercando di indirizzare i giudici sulle irregolarità delle cooperative rosse senza ottenere da loro molta attenzione e si prese anche delle querele per calunnia. Silvio Berlusconi gettandosi nell’avventura politica mandò all’aria tutti i piani degli ex comunisti o progressisti: egli era stato sempre simpatizzante del Psi e di Bettino Craxi, nel 1984 alcuni pretori spensero i segnali delle sue televisioni, ma ci pensò Craxi con un decreto legge a riaccenderli. Fateci caso, tutti i politici che hanno lasciato un segno nella destra provengono dal Psi ma saranno soltanto coincidenze: Benito Mussolini, Silvio Berlusconi e nel nostro piccolo, il sindaco che nel Comune di Cori ha rotto l’egemonia comunista durata per oltre cinquant’anni. Negli ultimi anni il Psi si era molto imborghesito ed aveva perso la visione tipica della sinistra delle origini, era divenuto non un partito di socialismo puro ma di socialdemocrazia: non era più il partito dei poveri, degli oppressi, delle masse diseredate ma era divenuto il partito degli imprenditori e dei miliardari; qual cambiamento si effettuò con l’entrata al governo del partito nel 1963: quando un partito conosce le poltrone è tutto diverso e perde la sua visione originale di lotta. Però qualche segno nella laicizzazione del paese lo lasciò lottando contro il partito più grande d’Italia che era al governo e contro la sua “visione parrocchiale”. Il Pci, che si scisse dal Psi quando ci fu la Rivoluzione d’ottobre in Russia per conseguire anche in Italia quei risultati, fu visto da chi credeva nell’ideologia marxista – leninista come il vero portatore di quei valori e l’unica alternativa al sistema di potere in Italia. Craxi, anche se era al governo con la Dc, lavorava ad un’alleanza con il Pci: la politica dei due forni; il Psi col Pci se fossero riusciti ad ottenere la maggioranza assoluta avrebbero concretizzato il governo di quello che nel 1948 era il fronte popolare. L’importanza del Psi nel governo aumentava sempre di più e la Dc perse la presidenza del consiglio, per la prima volta dal 1945, all’inizio degli anni ’80: il tabù fu rotto per la prima volta da Spadolini e poi da Craxi. Il primo governo Craxi (1983 – 1986), già segretario del Psi dal 1976, stabilì il primato di longevità nella storia della Repubblica durando oltre tre anni, anni dopo sarà battuto dal governo Berlusconi; il governo riuscì a ridurre l’alta inflazione e a risolvere egregiamente la crisi di Sigonella. Dei terroristi arabi sequestrarono la nave da crociera Achille Lauro e uccisero un ebreo americano paralitico, quando i terroristi si arresero, gli americani avrebbero voluto prenderli in consegna ma Craxi lo impedì, rischiando di rompere la tradizionale amicizia con gli Usa. Un altro importante episodio del suo governo fu quando Gheddafi scagliò dei missili a Lampedusa, mancando i bersagli, per rappresaglia ad un attacco americano a Tripoli. Durante il governo Craxi il Pci istituì un referendum abrogativo sulle norme approvate dal governo sulla scala mobile, ma non passò. La Dc scalpitava per tornare alla guida del governo e Craxi, dopo un altro suo governo bis, passò la mano dopo le elezioni politiche del 1987. Nel 1992 era previsto che Craxi tornasse alla guida del governo ma le prime avvisaglie delle inchieste giudiziarie glielo impedirono, così il nuovo presidente del Consiglio fu il suo compagno di partito Giuliano Amato. Mario Chiesa, il primo arrestato per Tangentopoli, coinvolse Craxi e tutto il partito nell’inchiesta per vendicarsi, perché era stato definito dal segretario Psi un mariuolo. Le condizioni di salute di Craxi in quegli anni peggioravano sempre di più sotto il peso delle inchieste, dovette anche testimoniare nel processo Cusani e fu preso d’assalto dalla folla all’uscita di un albergo romano col lancio delle monetine. Dovette rifugiarsi ad Hammamet in Tunisia: negli anni del suo esilio veniva processato in molte inchieste e condannato; non vollero farlo tornare in Italia per curarsi e così morì il 19 gennaio 2000. Ora la gente che gli lanciava contro imprecazioni ed insulti grida “grande uomo politico” e propongono addirittura di intitolargli piazze e strade. Io personalmente non gli intitolerei piazze o strade perché fu dimostrato che il suo comportamento non fu impeccabile, ma mi chiedo perché solo alcuni partiti pagarono e altri si salvarono? Avrebbero dovuto scavare all’interno di tutti i partiti e vedere ciò che c’era dietro.

giovedì 14 gennaio 2010

37) VOGLIA DI RITORNO AL FUTURO

In queste ultime settimane ho acquistato all’edicola la trilogia di “Ritorno al Futuro” (“Back to the Future” il nome originale), il capolavoro del cinema fantascientifico degli anni ’80 e di tutti i tempi: fu ideato da Bob Gale e Robert Zemeckis, fu diretto dallo stesso Zemeckis, fu prodotto da Steven Spielberg e fu distribuito dalla Universal Studios.


Non mi sembra vero di possedere tutti e tre i film impressi in tre piccoli dischetti che posso visionare anche nella mia “centrale operativa dei blog” nella mia camera: oltre ai film ci sono molti contenuti speciali come le testimonianze degli attori e dei produttori, le scene tagliate e i lavori di ripresa. I tre dvd sono dotati di sistema antiduplicazione, quindi se avessi voluto prelevare le scene più importanti e metterle in rete non avrei potuto farlo, ma già ci hanno pensato gli altri prima di me. Quanti ragazzi, adolescenti si entusiasmarono per quei film in quegli anni: il primo film fu trasmesso nella televisione italiana in prima visione nel gennaio 1989 e lo vidi, nel dicembre di quell’anno al cinema uscì il seguito, a me usciva la bava quando sentivo i racconti di chi l’aveva visto nei cinema di Latina o di Colleferro, io allora avevo 12 – 13 anni e non potevo andarci, mia fratello e mia sorella ci andavano qualche volta con i loro amici ma a me mi consideravano ancora piccolo. Dovetti attendere di vederlo nell’autunno 1990 quando fu trasmesso dal piccolo cinema parrocchiale di Cori, 1000 lire era il prezzo di ingresso: solitamente raramente andavo nell’oratorio della chiesa per vedere il cinema, invece per quell’occasione andai di corsa! Il terzo film uscì quasi in contemporanea con il secondo ma io dovetti aspettare ancora alcuni anni per vederlo in televisione. Chi possedeva il videoregistratore poteva vedere la serie Ritorno al Futuro noleggiando le videocassette e poi si passavano agli amici per non sentir più le loro assillanti richieste. Ovviamente anch’io come tutti, quando acquistai il videoregistratore, registrai tutti i tre i film in televisione quando ormai erano stati trasmessi moltissime volte. Ma ora ho i dvd: volete mettere? Sono meno ingombranti delle videocassette e le immagini rimarranno sempre nitide e limpide senza sbiadirsi.
Oggi gli appassionati di tutto il mondo di Ritorno al Futuro chiedono un quarto film, i produttori dopo aver studiato le sceneggiature hanno abbandonato l’idea, anche perché l’attore protagonista Michael J. Fox ha il Morbo di Parkinson e ormai si avvicina ai cinquanta anni per poter interpretare l’adolescente Marty McFly. L’attore, nonostante la sua malattia, si era reso disponibile ad interpretare lo scienziato Emmet Brown (interpretato nella trilogia da Christopher Lloyd). I filmati che girano su internet su Ritorno al Futuro 4, come quello che segue, non sono autentici.




I tre film hanno incassato in tutto il mondo complessivamente quasi un miliardo di dollari, i produttori hanno guadagnato notevolmente e si sono così ripagati i costosissimi lavori di ripresa: il montaggio in più riprese, per l’ambientazione in differenti epoche, della fantomatica cittadina californiana di Hill Valley, i truccatori, le controfigure, le complesse scene dove gli attori contemporaneamente interpretavano più personaggi, negli anni quando la tecnica digitale era agli esordi, effetti speciali ecc. L’ambientazione degli anni ’50 non fu casuale: in quegli anni nella società americana gli adolescenti cominciavano a dettar legge e immaginate i paradossi quando un ragazzo degli anni ’80 si ritrova nel tempo in cui i suoi genitori avevano la sua età; i suoi “maestri di morale” erano peggiori di lui. L’Italia in quei tempi era ancora un paese contadino, anche se si stavano gettando le basi per il miracolo economico, mentre gli americani già avevano un elevato tenore di vita: 17enni che avevano la macchina, televisori in casa ecc. I produttori di Ritorno al Futuro dovettero tenere conto delle trasformazioni del mondo rurale americano dagli anni '50, agli anni '80: il sorgere dei centri commerciali fece cessare le attività agricole. E’ sempre difficile prevedere il futuro perciò gli autori avrebbero fatto a meno di ambientare uno dei film nel 2015, difatti oggi siamo nel 2010 e ancora non si vedono tutte le tecnologie che avevano pronosticato consultando esperti, prima fra tutte le macchine che volano. Il primo film fu girato nel 1985 e dopo una pausa di quattro anni tra il 1989 e il 1990 furono girati i due successivi.

Il protagonista principale è un adolescente che per sbaglio e per sfuggire a dei terroristi a bordo dell’automobile DeLorean, mutata in macchina del tempo dal suo amico scienziato Emmet Brown, si ritrova nel 1955 quando i suoi genitori avevano la sua età: interferisce nel primo incontro tra i suoi genitori e rischia di sparire dall’esistenza se non metterà le cose a posto. Riuscirà nell’impresa, cambierà i caratteri dei suoi genitori, salverà la vita al suo amico scienziato, che lo aiuta a tornare al presente, e le cose si metteranno bene per la sua famiglia, mentre per il suo antagonista Biff si metteranno male; prima della sua partenza era tutto l’opposto.

Il secondo film è ambientato in tre epoche diverse: 2015, 1985 (alternativo) e 1955. Nel 2015 l’anziano Biff ruba la macchina del tempo va nel 1955 e consegna al sé stesso più giovane un almanacco sportivo con tutti i risultati per scommettere, così quando i protagonisti tornano al presente trovano un 1985 alternativo: con Biff miliardario, corrotto e potente, che ha assassinato il padre di Marty e ha potuto finalmente sposare la madre, del quale era stato sempre invaghito. I due protagonisti tornano nel 1955, dopo aver saputo che la linea del tempo era stata deviata in quel punto, per rimettere le cose a posto ma facendo attenzione a non imbattersi negli altri due “Loro Stessi” del primo film.

Nel terzo film lo scienziato Dog (Emmet), per un difetto della macchina del tempo, si ritrova nel 1885 nel vecchio west, Marty corre a salvarlo dalla morte ma Dog si è innamorato e non vuole andarsene, da quell’esperienza il ragazzo apprenderà di non cadere nelle provocazioni degli altri: ciò cambierà il suo futuro che avrebbe dovuto essere fallimentare. Lo scienziato Dog tornato anche lui al presente, dopo Marty, con sua moglie e i suoi figli esclamerà in conclusione una frase realista in contrasto con la fantasia cui era basata la trilogia: il futuro di nessuno è stato scritto, il futuro dipende da voi, createvelo buono!

Anche il Presidente degli Usa degli anni’80 Reagan era un patito di Ritorno al Futuro, si divertì molto durante la proiezione del film, quando nel 1955 lo scienziato Dog chiese a Marty “chi sarà il presidente degli Stati Uniti nel 1985?” Rispose: Ronald Reagan! Il dialogo continuò: Ronald Reagan?  L’attore? E il vicepresidente sarà Jerry Lewis? E il ministro della guerra sarà John Wayne? E la first lady sarà Marlin Monroe? Gli autori non volevano parlar male di Reagan ma solo dimostrare che l’impossibile diventa possibile quando un attore diventa presidente. E Reagan durante un discorso presidenziale citò una frase di Ritorno al Futuro: dove andiamo non ci servono strade!

sabato 9 gennaio 2010

36) SSLAZIO 1900: 110 ANNI INSIEME!



Oggi 9 gennaio 2010 ricorre il 110° anniversario della fondazione della Società Sportiva Lazio 1900: la società fu infatti fondata il 9 gennaio 1900 a Piazza della Libertà nel rione Prati di Roma da Luigi Bigiarelli (bersagliere e maratoneta), da suo fratello e da alcuni loro amici che divennero soci. Luigi Bigiarelli aveva partecipato col grado di sergente alla prima guerra italo – etiopica riuscendo a sopravvivere, successivamente da podista rimase suggestionato dai racconti di chi aveva partecipato alle prime olimpiadi dell’era moderna ad Atene nel 1896: proprio dalla bandiera greca trovò l’ispirazione per i colori della Lazio, il bianco e il celeste. Il motivo per cui fu fondata la nuova polisportiva era che Bigiarelli e i loro amici avevano bisogno di essere tesserati con una società per partecipare a maratone e ad altre gare sportive. Siccome altre società sportive ginniche portavano già il nome Roma fu deciso di chiamare la nuova società Lazio: si arrivò a quel nome pensando a qualcosa di più grande che contenesse Roma, il Lazio appunto, popolato dai popoli latini che fecero nascere l’antica città; per simbolo venne scelta l’antico emblema di Roma e della sua potenza di dominio sul mondo antico: l’aquila. L’anno seguente, dopo aver ottenuto molti successi nelle varie discipline sportive, la polisportiva creò la prima squadra di calcio della Lazio: Guido Baccani ne fu il primo allenatore e Sante Archeani la prima bandiera.


Il gruppo storico dei pionieri della Lazio nella prima squadra di calcio: in abiti da bersagliere Luigi Bigiarelli


La squadra di calcio giocò a carattere episodico e locale i primi anni, nel 1912 – 13 riuscì finalmente ad emergere e dopo aver vinto i gironi laziali e del sud andò a Genova a giocarsi lo scudetto con la Pro Vercelli, dove fu battuta sonoramente. L’anno dopo conquistò un’altra finale scudetto e perse di nuovo contro il Casale, l’ultima finale scudetto fu persa contro il Genoa nel 1923. Nel 1926 il regime fascista decise di far unire le squadre calcistiche della stessa città a fini propagandistici per ottenere consensi tra le masse popolari: nacquero la Fiorentina, il Napoli e La Roma, quest’ultima nata dalla fusione dall’Alba Roma, dalla Fortitudo Roma, dalla Roman e dalla Pro Roma, avrebbe dovuto fondersi anche la Lazio ma il presidente Giorgio Vaccaro, gerarca fascista e esponente della Federcalcio, si oppose fermamente. Negli anni ’30 fu progettato di vincere lo scudetto ma si arrivò solo secondi nel 1937, nella squadra militava Silvio Piola il più grande cannoniere italiano di tutti i tempi. La squadra vinse la rinnovata Coppa Italia nel 1958 e da lì iniziò il periodo più traumatico per la società: problemi economici e societari portarono ad una continua altalena tra A e B che si interruppe all’inizio degli anni ’70 quando si formò un nuovo gruppo di campioni allestito dal nuovo presidente Umberto Lenzini. Chinaglia, D’Amico, Wilson, Re Cecconi e altri giocatori, sotto l’allenatore Maestrelli, riuscirono a conquistare il primo scudetto della Lazio nel 1974. Il gruppo vincente si sfaldò negli anni successivi e la Lazio retrocesse di nuovo nel 1980 per il calcio scommesse. Nel 1983 Giorgio Chinaglia dopo aver fatto fortuna in America rilevò la società nel momento della promozione in Serie A: non furono però anni felici quelli di Chinaglia presidente, non aveva abbastanza denaro per rinforzare la squadra che retrocesse di nuovo. Nel 1986 si rischiò il fallimento, il nuovo proprietario Calleri lo evitò e scongiurò anche la Serie C, ottenendo solo nove punti di penalizzazione in B. All’ultima giornata del campionato 1986 – 87, sotto la guida tecnica di Eugenio Fascetti, Giuliano Fiorini segnando la rete decisiva contro la L.R. Vicenza evitò ancora la Serie C e mandò la squadra agli spareggi contro Taranto e Campobasso a Napoli: Fabio Poli segnò la rete che salvò ancora la Lazio. La Lazio, riuscita ad evitare la Serie C1, nel 1988 fu promossa in Serie A e nel 1992 ci fu il passaggio di proprietà tra Calleri e Cragnotti. Sergio Cragnotti aveva programmi ambiziosi per la Lazio: iniziò ad acquistare senza badare a spese campioni come Gascogne, Signori, il portiere Marchegiani e altri ma l'undici, arrivato ai vertici con gli allenatori Zoff prima e Zeman dopo, non riusciva a vincere trofei.




Nel 1998 ci fu la svolta decisiva con l’entrata in borsa della SSLazio, in concomitanza con la conquista della Coppa Italia: si acquistarono giocatori come Veron, Salas, Conceicao, Almeyda, Mancini, Vieri, loro con altri giocatori come Nesta, del vivaio biancoazzurro, Negro e Favalli, allenati da Eriksson, formarono un gruppo invincibile che vinse la Coppa delle Coppe, la Supercoppa Europea, il secondo scudetto e altre competizioni minori nazionali. Nel 2003 Cragnotti dovette cedere la società ad una cordata di banche, a causa del fallimento della sua Cirio: Longo fu il nuovo presidente e Baraldi il direttore generale. In quel periodo la squadra nonostante i problemi si fece onore: conquistò un piazzamento in Coppa Campioni e vinse la Coppa Italia nel 2004 con Mancini allenatore. Nel 2004 Claudio Lotito divenne il nuovo padrone della società, si accordò col fisco per risolvere i problemi economici e si avviò all’avventura calcistica. Lotito a causa del suo irruente carattere non è molto amato dai tifosi: nel corso della sua gestione molti giocatori che potevano dare ancora molto alla causa laziale hanno preferito andarsene per non averci a che fare. Nel 2009 sono arrivati i primi due trofei della sua gestione: la Coppa Italia e La Supercoppa Italiana sotto la guida tecnica di Delio Rossi. Attualmente la Lazio, nel corso di questo campionato 2009 – 2010, naviga nei bassifondi della classifica e rischia la Serie B, principalmente a causa degli ammutinamenti di Pandev e Ledesma, ma i nuovi acquisti di gennaio fanno presagire che la squadra potrà continuare la seconda parte della stagione in tranquillità potendo ambire ad una tranquilla salvezza. Attualmente l’argentino Mauro Zarate è la nuova stella della squadra e tutti i tifosi si augurano che possa crescere e dare ancora molto alla Lazio in futuro. 
Scudetto.svgScudetto.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgSupercoppaitaliana.pngSupercoppaitaliana.pngSupercoppaitaliana.pngCoppacoppe.pngSupercoppaeuropea.png


venerdì 1 gennaio 2010

35) ANNO NUOVO VITA NUOVA?


FELICE 2010 A TUTTI

Ogni anno in televisione vengono trasmessi i tradizionali concerti di capodanno: fino ad alcuni anni fa l’appuntamento classico era dalla Sala Filarmonica di Vienna dove si ascoltavano in gran parte i valzer e le polche, di quello che era un tempo l’Impero Austroungarico, composti principalmente dalla dinastia di musicisti degli Strauss,  da pochi anni invece dal Teatro La Fenice di Venezia è stato inaugurato il concerto di capodanno italiano e si ascoltano opere liriche del nostro Giuseppe Verdi. Mi ha fatto una strana sensazione ascoltare i due concerti, il primo in differita il secondo in diretta, principalmente per motivi storici: durante l’ottocento quando gli Strauss erano in piena attività l’Austria dominava l’Italia, in alcuni stati direttamente e in altri indirettamente, gli spartiti di alcune composizioni possiamo considerarli macchiati da sangue italiano, come quando Strauss padre celebrò con la sua Marcia il feldmaresciallo Radetzky che aveva represso in Italia le rivolte del 1848; sempre in quel periodo Giuseppe Verdi era visto come un aiutante della causa risorgimentale italiana, nel Nabucco maschera gli italiani oppressi con gli israeliti deportati a Babilonia. Sui muri si scriveva “Viva Verdi” e tutti pensavano al compositore ma in realtà si voleva dire “Viva Vittorio Emanuele Re D’Italia”.

Questi concerti vengono effettuati per brindare all’anno nuovo con l’augurio che porti tante soddisfazioni e che sia migliore di quello vecchio. Tante persone come da tradizione stanotte hanno fatte le ore piccole e sono rientrate all’alba per festeggiare il nuovo anno, in particolare i giovani che iniziano a pensare alla notte appena trascorsa già da due o da tre mesi prima e si dicono: oh, ndo’ va a capodanno? A pasquetta è uguale: oh, ndo’ va a pasquetta? Anche a me anni fa piaceva fare l’alba, ma quando ci si fa un po’ più grandi il ritmo frenetico della vita inizia a calare, è anche giusto perché diciotto o vent’anni vengono una volta sola, così ora preferisco solo attendere la mezzanotte per poi ritirarmi immediatamente. La mattina con poche persone in giro è l’ideale godersela fresco e riposato, fare i tradizionali giri che fai sempre, partecipare alla messa e poi assistere in televisione ai concerti. Se ancora oggi facessi l’alba mi sentirei sballato e intontito per alcuni giorni, ma vale davvero la pena non godersi la giornata del primo dell’anno?


Il tempo passa e non ci rendiamo conto che quelli che fino a ieri erano bambini oggi sono uomini che si fanno largo e che si affermano nella vita, altre persone invece sono ancora alla ricerca di sé stesse e di quello che vorrebbero essere e altre persone ancora purtroppo sono state risucchiate dal vortice di questi tempi moderni, tecnologici e da tutte le negatività che ne conseguono: droghe, incidenti stradali. Facciamo gli auguri ai più fortunati che rientrano nel primo caso, che possano affermarsi sempre più, cercando tutti di vincere il grosso veleno italiano/corese, vale a dire l’invidia, cioè il soffrire e l’avvilirsi per la fortuna altrui o per il realizzarsi degli altri. (Come mai proprio quello che sembra tontolone? Io cos'ho di meno a lui?) Faccio un discorso generico non parlo di me, che non mi sono realizzato o affermato in nessun campo, ma quando mi arrivano quelle perfide tentazioni faccio di tutto per allontanarle e per essere felice per gli altri.

Spero anche a me che questo anno mi porti tante cose belle e positive che preferisco non rendere pubbliche e in più potrei decidere di riprendere con la vena poetica. Poeti lo sono tutti: che ci vuole a scrivere in versi tutte le sensazioni e le emozioni che ad uno vengono in mente, senza cercare necessariamente la rima? (che non è l’elemento che fa la differenza nelle poesie) Nelle poesie uno delle volte si dimostra troppo debole, delicato e fragile, per questo avevo pensato di distruggerle tutte, al contrario quando uno si diletta con le analisi storiche e politiche si dimostra più tosto, massiccio e incazzato, per dirla in termine militareschi. Potrei fare un sito, inizialmente con le poesie dialettali, o comprando un dominio o gratuitamente, scegliendo un dominio tra altervista, libero e supereva, ma dovrei anche acquisirne i diritti d’autore. Essendo tradizionalista mi sarebbe piaciuto fare un libro classico ma non è semplice e poco oneroso come realizzare un sito internet e di questi libri su Cori generalmente non se ne vendono molti: noto che rimangono per mesi e mesi sugli scaffali dei commercianti. Se realizzerò questa idea chi sarà interessato a leggere potrà entrare nel sito che creerò, mi farò pubblicità sui blog e attaccando volantini in giro. Fino a luglio sarò impegnato con il blog sui mondiali di calcio (non posso fare cento cose tutte insieme!), poi deciderò se portare avanti quel mio progetto, ma sarà anche probabile che ci ripenserò e non farò nulla perché sarà solo una mia soddisfazione personale che non mi darà guadagni: carmina non dant panem e quindi denarum (scrivere poesie non fa guadagnare denaro). Un tempo amavo di più Cori e il suo dialetto, ora un po’ meno e in casa mia il corese non è parlato molto, solo io provo a cimentarmi. Spero infine che anche voi riusciate a portare a termine i vostri progetti in questo anno nuovo! FELICE 2010!!!