LA NUOVA
AMMINISTRAZIONE COMUNALE CON
ENTUSIASMO HA INIZIATO A LAVORARE, CONCENTRANDOSI SU QUELLA CHE DOVREBBE ESSERE L’ORDINARIA
AMMINISTRAZIONE E SUGLI EVENTI CULTURALI PER RILANCIARE IL TERRITORIO, SENZA
PERÒ ESTIRPARE I PROBLEMI DECENNALI CHE NE IMPEDISCONO IL DECOLLO. I PROBLEMI DEL
DEGRADO, DELLA DELINQUENZA E LE MANCATE OCCASIONI PER CORI ATTRAVERSO LO SPORT
AGONISTICO.
Sono
passati sei mesi dall’insediamento a Cori del nuovo sindaco e del nuovo
consiglio comunale. L’entusiasmo del nuovo corso ha portato i nuovi
amministratori comunali a rimboccarsi le maniche e a dare una scossa nel
sistemare il paese (dopo cinque anni di letargo) con dei piccoli interventi che
dovrebbero essere ordinaria amministrazione per chiunque: potatura degli alberi,
pulitura dei fossi, riparazione dei muretti e delle pavimentazioni. Inoltre
sono state promosse varie iniziative per promuovere il territorio, i suoi
prodotti e attirare visitatori. Le iniziative sono ammirevoli, altrettante ne
sono state provate in passato per favorire il turismo; in nessun caso mai
nessuno ha voluto analizzare e tentare col tempo a rimuovere alla radice i
problemi di fondo che impediscono il decollo turistico permanente. C’è un
articolo interessante su Cori in un blog, scritto da un visitatore al primo
impatto col paese, ne riporto una parte: “La
prima impressione che ricevo dalla città è pessima; appare maltenuta,
trascurata, zeppa di muri crepati e scrostati. Sulle facciate esterne di quasi
tutti i palazzi, molto in alto, credo di scorgere, i colpi inferti dai fucili e
dalle mitragliatrici durante la guerra. Ci vorrebbe un bel restauro generale
per portarla ad uno splendore solo lontanamente suggerito dai fregi in muratura
appena visibili sulle facciate dei palazzi ottocenteschi che incoronano la
piazza.”
(articolo competo: https://it.paperblog.com/cori-lt-2364978/)
Nella
vicina Rocca Massima, a differenza di Cori, hanno avuto successo nell’attirare
turisti e villeggianti con molte iniziative: il paese, essendo di dimensioni
ridotte, è più raccolto, si cura e si controlla meglio. Abbiamo tanti monumenti
antichi, ma il visitatore non guarda solo quelli, è pure importante l’ambiente
che li circonda. Un signore diceva che ha provato da Latina e dintorni a
portare gente nel nostro paese dei Lepini, gli hanno detto che la cittadina è carina e ha
proseguito: “li porto a vedere il Tempio
d’Ercole, poi nel giardino vicino ci sono le fratte con gli spini o per strada
i selci che mancano vengono tappati con asfalto e cemento, cosa dico loro?”
Se Cori fosse stata una cittadina storica e turistica di rilevanza nazionale le
abitazioni del centro storico, specie quelle a ridosso degli antichi monumenti,
avrebbero grande valore e sarebbero di proprietà di gente facoltosa che le
utilizzerebbe come seconde o terze residenze. Il degrado che c’è è il frutto d’ultradecennale lassismo comunale,
contornato da atti di vandalismo (scritte e danneggiamenti sui beni pubblici)
che hanno sempre colpito quel poco di buono che era stato fatto. Col nuovo
sistema di videosorveglianza si spera che la delinquenza si riduca
drasticamente. Il nostro paese da un po’ d’anni non è stato estraneo ad episodi
di furti che imperversano ovunque. Ci sono molte strade del centro storico di
Cori Valle che ormai sono ghettizzate da stranieri: alcuni spesso si ubriacano
e si azzuffano tra loro; in passato le cronache giornalistiche locali hanno
riportato gravi episodi, come gli accoltellamenti. Così quei pochi villeggianti che ci sono scappano. È da segnalare altresì il
grande giro di affari che ruota attorno ai profughi (o presunti tali) che
vengono smistati dal Ministero degli
Interni, attraverso le prefetture, nei vari paesi italiani, compreso il
nostro. Mi hanno riferito che chi affitta interi stabili riceve cifre denarose da
capogiro, anche i vari comuni e le varie associazioni guadagnano. Prima di ogni
cosa bisognerebbe attivare lo stesso trattamento ai coresi che non stano bene
economicamente, in secondo luogo occorrerebbe accertarsi accuratamente chi si
ospita: se questi nuovi immigrati non hanno documenti non si saprà mai se sono
ricercati nei loro paesi per aver commesso reati gravi e non. La sicurezza dei
cittadini deve essere la priorità, poi arriverà anche il momento delle feste e
delle varie iniziative di promozione territoriale: non ci si può rinchiudere
nel castello dorato e dribblare i gravi problemi che attanagliano le persone.
Riallacciandomi
al discorso della promozione turistica e della valorizzazione del nostro
territorio, aggiungo che neanche col Carosello
Storico, col Festival folcloristico
e con gli sbandieratori, che portano
il nome di Cori in Italia, in Europa, nel mondo, non si è riusciti a far
divenire questo paese una meta turistica prediletta. Lo sport da noi è praticato a
livello amatoriale e dilettantistico, subisce la forte concorrenza degli
sbandieratori: nulla di maggiore dei saggi di danza e di arti marziali d’estate.
Solamente due volte abbiamo avuto dei momenti di altissimi livelli, di gloria, con
le compagini sportive e non li abbiamo saputi sfruttare, noi e i dirigenti
comunali: con la pallavolo che arrivò in Serie A2 e con il calcio che arrivò
nella promozione regionale con una serie impressionante di vittorie consecutive.
In entrambi i casi i titoli sportivi, che avevano sede a Cori, sono stati
ceduti fuori, a causa dello scarso interesse dei coresi, delle attività
imprenditoriali e a causa dei contrasti tra le società e il comune, specie
sugli impianti sportivi. Se ci fosse stato un idillio, una sinergia, tra
municipio, valide imprese locali e compagini sportive, queste ultime avrebbero
potuto far conoscere Cori in tutta la Regione
Lazio, in tutta Italia, riuscendo dove hanno fallito le
iniziative folcloristiche, che rimangono limitate in ambito circondariale.
Pensate ai giornali sportivi di tiratura regionale e nazionale, che parlano
delle società con grandi caratteri se compiono imprese memorabili o se militano
nelle serie maggiori, pensate ai giornalisti che si sarebbero interessati di
Cori, pensate alle quantità di tifosi e di cronisti che ogni due settimane
sarebbero arrivati, eccetera.
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