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lunedì 29 maggio 2023

512) LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2023

CONTINUA IL DOMINIO DEL CENTRODESTRA: DOPO LE POLITICHE E LE REGIONALI LA COALIZIONE TRIONFA ANCHE NELLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE, SOPRATTUTTO NEL LAZIO E NELLE VECCHIE ROCCAFORTI ROSSE. L’OPERATO DEL GOVERNO CENTRALE INFLUISCE POCO O PER NULLA NELLE SINGOLE AMMINISTRAZIONI DEI TERRITORI: PER FARE UN RAFFRONTO TRA POLITICHE E AMMINISTRATIVE, OCCORE VEDERE LE PERCENTUALI GENERALI DEI SINGOLI PARTITI AL PRIMO TURNO AMMINISTRATIVO.

 

COMUNI CAPOLUOGO AL CENTRODESTRA: Sondrio, Treviso, Imperia, Pisa, Massa, Siena, Ancona, Latina, Brindisi.

COMUNI CAPOLUOGO AL CENTROSINISTRA: Brescia, Vicenza, Udine, Teramo.

LISTE CIVICHE: Terni.


Continua il vento favorevole al centrodestra in politica: dopo il trionfo alle politiche e alle regionali dei mesi scorsi, ora è stata la volta delle elezioni amministrative. In questa tornata, tra primo turno e ballottaggi, il centrodestra ha conquistato e/o riconfermato ben 9 comuni capoluogo di provincia, contro i 4 del centrosinistra, Sicilia esclusa. Indubbiamente nelle prime fasi dei governi nazionali eletti c’è la classica “luna di miele” con gli elettori, che in parte (in minima parte) influirà sicuramente nelle varie elezioni al di fuori delle politiche. Nel passato il centrodestra andava bene nelle elezioni politiche, anche quelle volte che perdeva di misura, rimediando poco o nulla nelle elezioni amministrative e si dava la colpa all’astensionismo dal voto che è maggiore nelle votazioni locali. Da qualche anno a questa parte, nonostante la sempre crescente astensione, è iniziata una controtendenza nelle votazioni per le amministrazioni locali.

Secondo me, come accennavo poc’anzi, l’andamento del governo centrale influisce poco nella riconferma o nella sconfitta delle varie amministrazioni locali: gli elettori giudicano come sono amministrati le loro porzioni di territori, dai servizi, dalla sanità, dalle strade, dalle lottizzazioni, dall’occupazione, eccetera.  Ci saranno dei validi motivi per cui gli elettori hanno iniziato a voltare le spalle agli storici amministratori rossi dell’Italia centrale (Toscana, Umbria, Marche) e nel Lazio (regione politicamente variabile), dove la destra si sta riappropriando dei suoi vecchi feudi. Le testate nazionali ci dicono che per ora i rinnovamenti di Conte (M5s) e di Schlein (Pd) non hanno prodotto effetti loro favorevoli nelle varie amministrazioni locali. Se si vorrà fare un raffronto a livello nazionale tra queste ammnistrative e le precedenti politiche bisognerà confrontare i dati dei singoli partiti nelle città chiamate al voto, fare una media generale e vedere le differenze con le elezioni nazionali dell’ottobre scorso.

Questo governo, nonostante dica troppi signorsì ai suoi grandi alleati internazionali, ammorbidendosi dalle intenzioni iniziali, nelle intenzioni di voto generali continua a godere del consenso dei cittadini, i quali, non guardando gli altri problemi, lo bocceranno sicuramente se metterà mano nelle loro tasche in modo eccessivo. Un pericolo per il momento scongiurato dopo la risoluzione parziale della crisi energetica.

sabato 8 aprile 2023

511) FINALMENTE LA SALVAGUARDIA DELLA LINGUA ITALIANA

FINALMENTE SI PRENDERANNO DEI PROVVEDIMENTI PER EVITARE L’ECCESSIVA CONTAMINAZIONE DEI FORESTIERISMI NELLA LINGUA ITALIANA.

 


Mi dissocio dall’ondata di sdegno che sta suscitando la proposta di legge presentata dall’onorevole Fabio Rampelli riguardante la salvaguardia della lingua italiana, contro il dilagare eccessivo dei forestierismi. Nel mio piccolo sono anni che mi batto in questo mio spazio affinché si arrivasse a questo provvedimento. Ci sono dei termini esteri che sono ormai decenni che fanno parte del nostro lessico e nessuno si sognerebbe mai di proibire di farli pronunciare o scrivere, anche se, in molti casi, ci sono dei validi sinonimi italiani, ad esempio: sport (attività fisica, agonistica), computer (dispositivo, elaboratore), internet (rete informatica), bar (caffè, mescita), pullman o autobus (corriera, torpedone), gay (gaio, omosessuale), leader (capofila, trascinatore), garage (rimessa), roulotte, roulette, camper, camion (autocarro, autotreno), made in Italy (fabbricato in, prodotto in), eccetera. Recentemente però c’è stata una vera e propria esplosione di inglesismi senza precedenti, i quali sostituiscono le parole che fino a poco prima si dicevano tranquillamente in italiano, soprattutto nei mezzi di informazione di massa, nelle insegne pubblicitarie e commerciali, nelle istituzioni, insomma nel linguaggio comune di tutti i giorni. In questi ambiti fino a pochi anni fa andava bene l’italiano puro, ora non più, poiché va di moda questo nuovo idioma “italnglese”. Sfogli i giornali, vedi la televisione o ascolti la radio, si legge o si sente una parola straniera ogni cinque italiane. Un esempio: “tickets per il concerto sold aut in poche ore, molti pagati con le cards, inizia il countdown”; ovvero: “biglietti per il concerto esauriti in poche ore, molti pagati con le carte di credito, inizia il conto alla rovescia”.


Non si è mai visto un paese tanto autolesionista verso la propria lingua nazionale come l’Italia, nelle altre nazioni (Francia in testa) si potranno leggere o sentire parole estere una ogni mille o diecimila: hanno da tempo delle leggi che tutelano le loro lingue, tramite le loro accademie di lingue nazionali, e nessuno si è mai scandalizzato. Decenni addietro, dopo il fascismo, si italianizzavano senza problemi i nomi di qualche nuova tecnologia inventata altrove o quelli di battesimo dei personaggi famosi stranieri: televisione deriva da television, si diceva coppa, lega, non cup, league nei tornei internazionali di calcio, i reali britannici vecchi si traducevano in Elisabetta e Carlo; mentre quelli nuovi oggi, segno dei tempi, mantengono i nomi originali: William (Guglielmo), Henry (Enrico).  Con l’eccessivo uso dei forestierismi la nostra lingua si impoverisce, di neologismi non ne nascono più e in più bisogna tener presente che questi inglesismi, che vanno tanto di moda e spesso sono storpiati, divenendo d’inglese maccheronico (es: Maicol scritto ufficialmente in quel modo all’anagrafe), sono incompresi dalla maggioranza della popolazione, perché non tutti conoscono l’inglese alla perfezione. Usare l’italiano puro con pochissime parole estere, quelle che da tempo fanno parte del nostro lessico, non sono delle questioni di nazionalismo, d’autarchia o di fascismo, servirà principalmente a far comprendere perfettamente le frasi e i concetti senza ricorrere ai vocabolari di lingue. Questa proposta di legge non è del governo ma di un deputato di maggioranza e non si sa se verrà approvata a breve. Al momento nella Costituzione italiana non c’è un articolo che stabilisce quale sia la lingua nazionale, bisognerà provvedere anche in questo se si vorrà far divenire più efficace la legge sull’uso corretto dell’italiano. Io invito ad andare avanti, magari rivedendo la parte delle sanzioni, non lasciandosi suggestionare dai forti pareri contrari.

domenica 12 marzo 2023

510) IL NUOVO ASSETTO ISTITUZIONALE DEL LAZIO

AD UN MESE DALLE ELEZIONI È STATA PRESENTATA UFFICIALMENTE LA GIUNTA REGIONALE CHE GUIDERÀ IL LAZIO NEI PROSSIMI CINQUE ANNI.

 


·         PRESIDENTE DELLA REGIONE LAZIO (e delega alla sanità) Francesco Rocca (indipendente, prov. Roma);

·         VICEPRESIDENTE E ASSESSORE (sviluppo economico, commercio, artigianato, industria e internalizzazione ) Roberta Angelilli (FdI, prov. Roma);

·         ASSESSORE (politiche sociali) Massimiliano Maselli (FdI, prov. Roma);

·         ASSESSORE (bilancio, agricoltura, caccia e pesca) Giancarlo Righini (FdI prov. Roma);

·         ASSESSORE (trasporti, ciclo dei rifiuti, demanio e patrimonio) Fabrizio Ghera (FdI, prov. Roma);

·         ASSESSORE (ambiente, sport e turismo) Elena Palazzo (FdI, prov. Latina);

·         ASSESSORE (lavori pubblici e ricostruzione) Manuela Rinaldi (FdI, prov. Rieti);

·         ASSESSORE (cultura, pari opportunità, politiche giovanili e per le famiglie) Simona Baldassare (Lega, prov. Roma);

·         ASSESSORE (urbanistica, politiche abitative, mari e porti) Pasquale Ciacciarelli (Lega, prov. Frosinone);

·         ASSESSORE (scuola e lavoro) Giuseppe Schiboni (FI, prov. Latina)

·         ASSESSORE (personale, polizia locale, sicurezza urbana e enti locali) Luisa Regimenti (FI, prov. Roma).

 


CONSIGLIO REGIONALE

(Presidente Antonio Aurigemma)


Maggioranza (31): FdI 22, Lega 3, FI 3, lista civ. Francesco Rocca 2, Udc 1;

Opposizione (20): Pd 11, M5s 4, Az.-Iv 2, lista civ. D’Amato 1, Verdi e sinistra 1, Sinistra civica ecologista 1, Polo progressista 1.

lunedì 13 febbraio 2023

509) LE ELEZIONI REGIONALI 2023

CONTINUA IL VENTO A FAVORE DEL CENTRODESTRA, CON LE VITTORIE NETTE NEL LAZIO E IN LOMBARDIA. NEL LAZIO IN PARTICOLARE, COL NUOVO CORSO, SI AUSPICA CHE CI SIA UNA INVERSIONE DI TENDENZA PER SANITÀ E INFRASTRUTTURE.

 

Risultati Lazio: affluenza 37,20%; Francesco Rocca (centrodestra) 53,88%, Alessio D'Amato (centrosinistra) 33,50%, Donatella Bianchi (Movimento Cinque Stelle) 10,76%.

Risultati Lombardia: affluenza 41,67%.;Attilio Fontana (centrodestra) 54,67%, Francesco Majorino (centrosinistra) 33,93%, Letizia Moratti (Terzo Polo) 9,87%, Mara Ghidorzi (Unione Popolare) 1,53%.

 


Continua l’andamento positivo per il centrodestra iniziato con la vittoria delle elezioni politiche del settembre scorso. Le vittorie nel Lazio e in Lombardia sono una conferma che fino a questo momento l’operato del governo nazionale piace alla maggioranza degli elettori. L’affluenza alle urne, che scarseggia sempre di più, è diventata poco rilevante, perché ormai è una regola fissa e non è più un’eccezione. Per tentare di far aumentare gli elettori hanno allungato di una giornata l’apertura dei seggi elettorali, ripristinando dopo anni la giornata del lunedì, altre alla consueta domenica, ma non c’è stato un consistente aumento degli affluenti al voto. Nella scorsa tornata per le regionali, dove si votava in una sola giornata, i votanti furono molti di più perché si votava anche per le elezioni politiche (2018). Per quanto riguarda i risultati, in Lombardia come al solito non c’è stata partita: Attilio Fontana è stato riconfermato presidente, nonostante le campagne denigratorie e diffamatorie dei tempi del Covid, a dimostrazione che gestì egregiamente la grande emergenza internazionale sanitaria. La fuoriuscita del centrodestra, Letizia Moratti, ha provato invano a mettergli i bastoni tra le ruote. In questa regione l’alleanza Pd – M5s non ha funzionato. Non si sa se nel Lazio la medesima alleanza avesse funzionato: nella nostra regione la sinistra ha preferito rompere l’alleanza con i pentastellati per allearsi con Azione – Italia viva, una formazione inconciliabile con il Movimento 5 Stelle. In futuro secondo me faranno la grandissima ammucchiata (adesso è facile parlare, cinque anni sono lunghi per cambiare idea) per cercare di strappare il governo nazionale a Meloni e al centrodestra. Nel Lazio per la terza volta la destra ha trionfato (dopo i precedenti di Storace e di Polverini): questa vittoria era ampiamente annunciata, a differenza delle due precedenti. Nel 2018 Parisi del centrodestra perse principalmente a causa del sindaco di Amatrice Pirozzi che preferì uscire dalla coalizione e candidarsi anch’egli alla presidenza regionale. Si spera che il nuovo presidente Rocca, considerando che è stato un dirigente della Croce Rossa, abbia a cuore i problemi sanitari del territorio, non solo nella metropoli e nelle città medio – grandi, anche nei piccoli paesi. Questo è quanto ha promesso nei vari comizi: spero che la parola data verrà mantenuta. Di vitale importanza sarà la realizzazione delle infrastrutture stradali e ferroviarie necessarie al mantenimento e all’incremento dello sviluppo per agricoltura, industria, turismo dei vari circondari, dribblando i “partiti del no a tutto” che ci fanno regredire. Ad ogni elezione gli schieramenti più grossi e tradizionali promettono, promettono: poi tra burocrazia, blocchi, ed impicci vari, passano cinque anni senza che si realizzi nulla.

giovedì 5 gennaio 2023

508) LA MORTE DEL PAPA EMERITO BENEDETTO XVI

IL PONTEFICE IN CARICA FRANCESCO HA PRESIEDUTO, IN PIAZZA SAN PIETRO, I FUNERALI DEL SUO PREDECESSORE: IL PAPA EMERITO BENEDETTO XVI.

 


 

BIOGRAFIA JOSEPH RATZINGER (PAPA BENEDETTO XVI)


Joseph Aloisius Ratzinger era nato il 16 aprile 1927, Sabato Santo, a Marktl, in Baviera. Terzogenito di Maria Rieger e Joseph Ratzinger senior, fu battezzato lo stesso giorno. I due fratelli maggiori erano Maria (1921-1991) e Georg (1924-2020), a cui fu particolarmente legato fino alla fine, tanto che l’ultimo viaggio da Papa emerito fu per andare a trovare il fratello ormai in fin di vita.

Nel 1939 si iscrisse al seminario di Traunstein, chiuso nel 1942. Fu costretto a iscriversi alla Gioventù hitleriana per non ricevere sanzioni nelle tasse scolastiche ma grazie a un insegnante di matematica riuscì a non partecipare alle riunioni. A 16 anni fu arruolato nell’esercito tedesco, da cui disertò nelle ultime settimane di guerra, senza aver mai partecipato ad alcuna battaglia. Nel 1947 si iscrisse al seminario interdiocesano di Monaco. Il 29 giugno 1951, fu ordinato presbitero assieme al fratello Georg dal cardinale Michael von Faulhaber, arcivescovo di Monaco e Frisinga.

Professore universitario, partecipò al Concilio Vaticano II prima come consulente teologico del cardinale di Colonia Frings, poi come perito. La sua vasta produzione teologica è caratterizzata in particolare dalla ricerca di una nuova unione tra fede e ragione, con riferimento soprattutto all’incontro, considerato non casuale ma intrinsecamente necessario, tra il messaggio biblico e il pensiero greco. Il 24 marzo 1977 fu nominato arcivescovo di Monaco e Frisinga da papa Paolo VI. Fu consacrato il 28 maggio. Come motto episcopale scelse l’espressione Cooperatores veritatis.

Il 27 giugno 1977 Paolo VI lo creò cardinale, del titolo presbiterale di Santa Maria Consolatrice al Tiburtino. Nel 1978 partecipò ai due conclavi che elessero Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II. Quest’ultimo il 25 novembre 1981 lo nominò prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. In questo ruolo contribuì a ispirare i documenti dottrinali del suo predecessore, impegnandosi in particolare nell’attuazione e nella difesa del Concilio Vaticano II di fronte a interpretazioni ritenute forzate e contrastanti con gli stessi principi conciliari, e a tendenze quali l’appiattimento dell’esperienza religiosa su una dimensione prevalentemente politica, l’atteggiamento critico nei confronti delle istituzioni ecclesiastiche, l’oblio del patrimonio liturgico, la rinuncia alla missione pedagogica e la concezione relativistica della salvezza, e di conseguenza della stessa fede cristiana. Più in generale, negli oltre ventitré anni trascorsi alla guida della Congregazione per la dottrina della fede (presiedendo anche la Commissione per la preparazione del catechismo della Chiesa cattolica, 1986-92) il card. Ratzinger difese in modo rigoroso l’ortodossia cattolica, esprimendo una valutazione sostanzialmente negativa sulla teologia latinoamericana della liberazione, ritenuta per alcuni aspetti incompatibile con la dottrina sociale della Chiesa, e sostenendo la necessità di porre dei limiti all’ecumenismo e al dialogo interreligioso, alla luce dell’unicità e dell’universalità salvifica di Cristo e della Chiesa.  Il 27 novembre 2002 fu eletto decano del Sacro Collegio.

Fu eletto Pontefice il 19 aprile 2005. Con il nome assunto da pontefice (Benedetto XVI) intendeva richiamarsi sia a Benedetto XV, profeta di pace durante il primo conflitto mondiale, sia a San Benedetto, patriarca del monachesimo occidentale e compatrono d’Europa, scelto come fondamentale punto di riferimento per le radici cristiane della cultura e della civiltà europea. Le priorità del pontificato furono esposte da B. XVI in alcuni messaggi, omelie e discorsi programmatici pronunciati nel corso dei primi mesi successivi all’elezione: l’attuazione del Concilio Vaticano II in piena continuità con la tradizione della Chiesa, la valorizzazione della centralità dell’Eucaristia, la necessità di ravvivare nella comunità ecclesiastica la consapevolezza della propria vocazione apostolica, l’impegno per la ricostituzione dell’unità dei cristiani e il dialogo con i credenti delle altre religioni, in particolare con il mondo ebraico e con quello islamico, e con i non credenti. Anche in vista del dialogo interreligioso B. XVI richiamò l’attenzione sulla necessità e l’urgenza di una nuova unione tra fede e ragione, in particolare in una lectio magistralis tenuta all’università di Ratisbona il 12 settembre 2006, che fu oggetto di aspre critiche da parte di numerosi esponenti del mondo islamico per la citazione di una frase con la quale l’imperatore bizantino Manuele II Paleologo condannava la diffusione della fede mediante la violenza. Tra i testi del pontificato particolare importanza rivestono le tre encicliche: nella Deus caritas est (25 dicembre 2005) B. XVI distinse due diverse forme di amore, quella «ascendente» (eros), che cerca Dio, e quella «discendente» (agape), che trasmette il dono ricevuto, inscindibilmente legate l’una all’altra nella creazione e nella storia della salvezza, per poi soffermarsi sull’azione caritativa della Chiesa come «comunità d’amore». La Spe salvi (30 novembre 2007) fu dedicata al tema della speranza cristiana, considerata di nuovo prima dal punto di vista della riflessione teorica (dai fondamenti neotestamentari e patristici alle trasformazioni proprie dell’epoca moderna), poi da quello del suo concreto apprendimento ed esercizio. Nella Caritas in veritate (29 giugno 2009), la prima enciclica «sociale» di B. XVI, furono affrontati i grandi problemi legati alla globalizzazione, alla crisi economica e alle loro ricadute sulla vita dei popoli e degli individui, con particolare riferimento al tema dello sviluppo della persona e dell’umanità intera (che deve avvenire alla luce della «carità nella verità»). Di rilievo, tra gli interventi pastorali, anche la lettera ai fedeli irlandesi (19 marzo 2010), contenente una condanna esplicita non soltanto degli abusi sessuali commessi da esponenti della Chiesa locale, ma anche del modo in cui il problema era stato gestito dai loro superiori, preoccupati di «evitare gli scandali». Tra i numerosi libri pubblicati sia prima sia dopo l’elevazione al soglio pontificio si ricorda la trilogia dedicata alla figura di Gesù di Nazareth: Gesù di Nazareth (2007), Gesù di Nazareth. Dall'ingresso in Gerusalemme fino alla risurrezione (2011), L’infanzia di Gesù (2012), trilogia in cui il Gesù dei Vangeli viene presentato come una figura storicamente sensata e convincente, da non contrapporre quindi a quella di un presunto «Gesù storico». Il 15 settembre 2006 B. XVI ha nominato segretario di Stato il card. Tarcisio Bertone (n. 1934), arcivescovo di Genova e già segretario (1995-2002) della Congregazione per la dottrina della fede.


L’11 febbraio 2013, durante il concistoro per alcune canonizzazioni, annunciò la sua libera rinuncia al ministero petrino. Il 28 febbraio alle 20 si ritirò nel palazzo apostolico di Castelgandolfo, dando inizio alla sede vacante che portò all’elezione di Francesco ed Egli assunse la carica di papa emerito o Romano pontefice emerito. Pontefice il più longevo della storia, Benedetto XVI è deceduto il 31 dicembre 2022 alle ore 09.34, nel monastero Mater Ecclesiae in Vaticano, dove risiedeva dopo la rinuncia al pontificato.

https://www.treccani.it/enciclopedia/benedetto-xvi-papa/

https://www.diocesidiroma.it/benedetto-xvi-la-biografia/

venerdì 30 dicembre 2022

507) I PRINCIPALI AVVENIMENTI DEL 2022 DEL BLOG

I PRINCIPALI ACCADIMENTI DEL 2022 DESCRITTI IN QUESTO SITO: IL PASSAGGIO DELLE CONSEGNE MEDIATICO TRA LA GUERRA IN UCRAINA E LA PANDEMIA COVID; LA RIELEZIONE TRA LE POLEMICHE DI MATTARELLA; LA CADUTA DEL GOVERNO DRAGHI, LE ELEZIONI POLITICHE ANTICIPATE E LA VITTORIA DEL CENTRODESTRA GUIDATO DA MELONI; I PRIMI OSTACOLI DEL GOVERNO MELONI, TRA IL CARO -ENERGIA, L’IMMIGRAZIONE E LA MANOVRA FINANZIARIA; IL RITORNO ALLA VITA PRE-PANDEMICA, TRA EVENTI ESTIVI PAESANI (CAROSELLO STORICO E FESTIVAL DEL FOLCLORE) E LA RIPRESA MASSICCIA DELLE VACANZE; LA RICONFERMA NEL “DESERTO DELLE URNE” DI DE LILLIS  A CORI; LA PROMOZIONE DELLA SQUADRA LOCALE DI CALCIO; LA MORTE DELLA REGINA ELISABETTA II; LA RIVOLTA IN CORSICA; IL MONDIALE DI CALCIO TRA SPORT, CONTROVERSIE  E POLITICA.  


Il principale avvenimento del 2022 è stato senza dubbio lo scoppio della guerra in Ucraina, per mano russa, che ha scalzato dall’attenzione mediatica, dopo più di due anni, la pandemia Covid 19. La Russia, dopo 30 anni dalla fine dell’Urss, ha deciso di ambire nuovamente al ruolo di grande potenza, tentando di controllare, direttamente o indirettamente, gli stati del suo ex e vasto impero, popolati da vaste minoranze russofone. Essa però non ha fatto i conti con l’Occidente, il quale fornisce assistenza e aiuti all’Ucraina, così da non farla crollare facilmente. Dopo la paura iniziale, sembra scongiurata per il momento l’ipotesi che il conflitto possa allargarsi sino a noi: ormai è solo televisione, la preoccupazione maggiore riguarda le bollette dell’elettricità che sono aumentate a dismisura per l’embargo imposto alla Russia. Qualche temerario occidentale parte volontario per il fronte per provare un’esperienza insolita, senza rendersi conto di cosa sia un conflitto. La crisi energetica ha avviato nuovi dibattiti sulla ricerca di energie alternative e sullo studio di combustibili fossili, non sfruttati, presenti in Italia. Quel fronte del no a tutto, si oppone anche all'ammodernamento o alla realizzazione delle grandi opere pubbliche, fondamentali per lo sviluppo di un paese. Le troppo pignoleria e burocrazia che bloccano, non sono applicate su argomenti "coretti politicamente". 

È stata molto movimentata ed interessante l’ampia pagina sulla politica italiana. Ad inizio anno c’è stata la riconferma a sorpresa di Mattarella a Presidente della Repubblica: a sorpresa perché lo stesso aveva smentito molte volte l’ipotesi di farsi rieleggere e aveva proposto il divieto della rielezione del capo dello stato da mettere nella Costituzione. L’unica alternativa a Mattarella era Draghi, ma egli era Capo del governo e i parlamentari erano terrorizzati dall’ipotesi di eleggerlo, non trovando sostituti per l’esecutivo, così da andarsene a casa senza l’agognato vitalizio che era ad un passo. Quando il M5s si è sfilato dal governo, Draghi ha mollato e le nuove elezioni anticipate sono state concesse senza più patemi d’animo. Nelle nuove elezioni politiche c’è stata una vittoria netta e schiacciante del centrodestra guidato da Giorgia Meloni (il suo partito è risultato il più votato), la quale è stata la prima donna ad essere nominata Presidente del Consiglio dei ministri. Dopo l’entusiasmo iniziale il governo, come previsto, ha iniziato a subire duri attacchi, da dentro Italia e da fuori, per le sue politiche di contrasto all’immigrazione illegale, per le bollette per famiglie e imprese e per la manovra finanziaria.

A Cori c’è stata la prevista riconferma di Mauro De Lillis a sindaco, in un’astensione dal voto che non si era mai vista prima (ma la soglia di validità elettorale è stata superata senza problemi). Lo sfidante è stato Evaristo Silvi: dopo molti tentennamenti la sua lista civica ha deciso di provarci, non rischiando con la carta dell’elevatissimo astensionismo, al fine di invalidare le elezioni. I votanti sono stati molti di meno rispetto alla volta precedente, ma le percentuali sono state le stesse per i due tradizionali cartelli elettorali: 80% contro 20%. La vita nel paese è tornata alla normalità dopo il Covid: processioni religiose, specie quella della Madonna del Soccorso, quest’anno stravolta, carosello storico, festival del folclore internazionale, iniziative culturali, piani bar nei locali e c’è stata altresì la ripresa massiccia delle vacanze verso i luoghi di villeggiatura. Il calcio locale ha vissuto un’altra stagione di gloria, con la vittoria del campionato di Prima categoria regionale della Pro Cori.

Gli eventi internazionali, oltre alla guerra, hanno riguardato la morte della Regina Elisabetta II del Regno Unito, dopo esattamente 70 anni di regno, la rivolta nell'isola della Corsica e il mondiale di calcio in Qatar, finito con la vittoria dell’Argentina. Questo avvenimento è stato descritto, sia nel senso sportivo vero e proprio e sia in un contesto polemico e ipocrita di relazioni politiche internazionali, a causa dei “diritti civili” negati in Qatar, che sono fondamento dell’Occidente; alla fine non c’è stato nessun boicottaggio occidentale: erano troppo grossi gli interessi in ballo.  Rimanendo in tema calcistico nel mese di dicembre ci hanno lascito due grandi del calcio: il serbo Sinisa Mihajlovic e forse il più grande calciatore di tutti i tempi, ovvero il brasiliano Pelè.

P.s.: nella tarda mattinata del 31 dicembre ho appreso la notizia della dipartita del Papa emerito Benedetto XVI, un grande Papa. Aggiungo anche Lui al cordoglio e alle preghiere per i grandi personaggi che ci hanno lasciato nel 2022.

mercoledì 14 dicembre 2022

506) LA PRIMA MANOVRA FINANZIARIA DEL GOVERNO MELONI

PRIME PROVE ECONOMICHE PER IL GOVERNO MELONI: rimodulazione del reddito di cittadinanza, lievi aumenti delle pensioni minime E QUOTA 103, incentivi alle famiglie e alla natalità. sarÀ UN PRIMO PASSO VERSO L’ESECUZIONE DEL PROGRAMMA ELETTORALE.

 


Il primo banco di prova per il governo presieduto da Giorgia Meloni avverrà con l’approvazione della proposta della manovra finanziaria annuale. Questo esecutivo si è insediato ad ottobre inoltrato, per cui è stato impegnato per tutto il tempo nel preparare questo importante provvedimento economico, il quale dovrà essere approvato per legge entro fine anno, se non si vorrà ricorrere all’esercizio provvisorio. Sarà interessante constatare se, a questa prima verifica numerica di maggioranza, i parlamentari che sostengo il governo rimarranno compatti, anche in vista dell’approvazione delle altre leggi da qui ai prossimi mesi, ai prossimi anni.

Un provvedimento inserito in questa manovra riguarda la riformulazione del controverso strumento del “Reddito di cittadinanza”: senza dubbio esso aiuta molte fasce più deboli, ma è altresì un incentivo a rimanere inoccupati e redditizio per le organizzazioni criminali e per gli stranieri dell’Unione Europea che aggirano le leggi. Gli ultimi citati fanno di tutto per prendere la residenza in Italia. Da quando è stato introdotto questo sussidio statale, nel corso del tempo sono state scoperte numerosissime truffe. Nulla cambierà per coloro non idonei al lavoro, mentre per gli altri questo sostegno economico sarà a tempo limitato e ovviamente si terrà conto anche degli eventuali familiari a carico. Da quando c’è questo reddito di cittadinanza non si trovano più lavoratori stagionali, soprattutto nel settore turistico, balneare e della ristorazione. Nella teoria i percettori del reddito avrebbero dovuto ricevere offerte di lavoro dallo Stato e dopo qualche rifiuto avrebbero perso il sussidio; nella pratica non è stato così. In futuro sarà importante creare una sinergia tra Stato e imprese, senza allontanarsi col passare del tempo, per reperire le tipologie di lavoratori che servono ed eventualmente formarli, reperendoli tra i beneficiari di questo reddito. Anche nel ricercare i lavoratori dall’estero si terrà conto dei disoccupati nostrani col sussidio dello stato. È un controsenso effettuare regolarizzazioni di massa per gli stranieri, senza tener conto degli autoctoni mantenuti per non far niente. Il bonus cultura per i giovani d’ora innanzi riguarderà solamente quelli appartenenti alle classi meno abbienti. Proseguirà la linea degli aiuti alle famiglie e alle imprese per il caro-bollette.


I soldi risparmiati con la riforma del Reddito di cittadinanza serviranno per aumentare lievemente le pensioni minime a 600 €: un primo passo per arrivare a 1000, come promesso in campagna elettorale. Nel tempo si arriverà ad una parziale riforma della legge Fornero sulle pensioni, introducendo la cosiddetta “quota 103” (62 anni di età e 41 di contributi), un po’ meno costosa della breve ed abolita “quota 100”. Tutti vorrebbero la pensione il prima possibile, specie coloro che svolgono lavori gravosi e di fatica; bisogna considerare che gli anziani sono molti e la popolazione giovane si riduce sempre più, tra calo delle nascite e fughe all’estero: se non ci sarà un consistente decollo delle nascite ed occasioni stabili in Italia, in futuro difficilmente si anticiperà l’età pensionabile. Ecco allora la prosecuzione del piano per la ripresa demografica, incrementandolo molto di più rispetto al precedente governo. Sono solo poche settimane che c’è questo Governo, non si può far tutto in pochi giorni. Attendiamo per valutare e giudicare l’operato.

domenica 27 novembre 2022

505) LE IPOCRITE POLEMICHE SUI MONDIALI IN QATAR

CI SONO POLEMICHE A NON FINIRE NEL MONDO OCCIDENTALE SUI CAMPIONATI MONDIALI DI CALCIO CHE SI STANNO SVOLGENDO IN QATAR, PER I COSIDETTI DIRITTI CIVILI NEGATI E PER LE ACCUSE DI CORRUZIONE ALLA FIFA, MA GLI OCCIDENTALI CONTINUANO A FARE AFFARI CON GLI ARABI E NESSUNA NAZIONALE DI CALCIO HA RINUNCIATO A PARTECIPARVI.

 


In questi giorni sono al centro dell’attenzione i mondiali di calcio che si stanno svolgendo in Qatar, non solo per il grande evento sportivo quadriennale inteso in senso stretto. Non si fa altro che parlare del Qatar e di quei diritti civili negati, che oggigiorno sono il pilastro delle società occidentali: principalmente l’emancipazione delle donne, il diritto all’omosessualità, dei lavoratori e la laicità dello stato. A questo si aggiunge anche l’accusa di corruzione alla Fifa (l’organizzazione mondiale del calcio che organizza il campionato del mondo), al fine di aver assegnato l’organizzazione di questo avvenimento al Qatar. Non so se quest’ultimo punto sia vero: chi afferma ciò dovrebbe avere le prove e portarle agli organi competenti, altrimenti quelle parole rimarranno solo illazioni, accuse vuote e campate in aria. Non è la prima volta che accade: di solito quando si assegna un mondiale, un europeo di calcio, un olimpiade, le nazioni in lizza uscite sconfitte non ci stanno e da qualche tempo è divenuta prassi accusare di corruzione il paese che ha ottenuto l'evento sportivo. I mondiali di calcio di solito vengono assegnati, non solo considerando la tradizione sportiva, anche le possibilità che ha uno stato di realizzare le infrastrutture adeguate (stadi adatti, collegamenti adeguati tra città, alberghi, centri sportivi): ci sono i paesi più ricchi che hanno maggiori disponibilità finanziarie e nella penisola araba di soldi ne girano moltissimi. C’è l’esempio della Colombia, a cui erano stati assegnati i mondiali del 1986: alla fine dovette rinunciarvi per la grave crisi economica e politica in cui versava. Realizzare le necessarie infrastrutture diviene sempre una corsa contro il tempo: sempre ci sono scappati dei morti nei cantieri durante i lavori per preparare i mondiali di calcio (anche per Italia 90), però da quel che si dice non sono mai stati così numerosi come per Qatar 2022.


La Fifa di solito non ha mai penalizzato un paese per la sua situazione politica non democratica, al massimo gli avversari si rifiutavano di scendere in campo (perdendo a tavolino) contro una squadra a cui non piaceva il regime a cui era sotto. Ricordiamo i regimi in vigore nell’Italia 1934 e nell’Argentina 1978 che organizzavano i mondiali, considerando che negli anni 1930 la democrazia era quasi inesistente ovunque e che i paesi latinoamericani sono da sempre soggetti ad instabilità politiche. Anche quattro anni fa, in occasione dei mondiali di calcio organizzati dalla Russia, ci fu qualche polemica: già si presagiva quello che sarebbe successo in seguito e il torneo fu svolto ugualmente.

Ritornando ad oggi, nonostante questi grandi sdegno ed indignazione per la situazione del Qatar, nessun paese che contesta ha rinunciato a partecipare ai mondiali di calcio: a parole sono bravi tutti, con i fatti no. È troppo rinunciare alla gloria e al prestigio che la vetrina internazionale offre, oltre che ai vari profitti che offrono gli sponsor. Da sempre gli Europei e gli Americani conoscono le condizioni di vita sociali dei paesi arabi, senza mai rinunciare a fare affari con essi. Solidarietà alle vittime del lavoro e ai lavoratori in generale in Qatar; i diritti e le libertà non vanno messi in discussione, ma delle volte sdoganare troppo certe tendenze o far passare per diritto la soppressione della vita, comporterà la rovina, la decadenza dell’occidente e la sua estinzione.

domenica 13 novembre 2022

504) SI TORNA A PARLAR D’IMMIGRAZIONE

L’IMMIGRAZIONE ILLEGALE, CON LE NAVI ONG CHE ATTENDEVANO, NON SI ERA MAI ARRESTATA: MENTRE CON DRAGHI NON SE NE PARLAVA PIÙ, DA POCHE SETTIMANE, DA QUANDO È TORNATA LA DESTRA AL GOVERNO, OCCUPA NUOVAMENTE LE PRIME PAGINE DELLO SPAZIO MEDIATICO.

Col ritorno della destra al governo sono partiti a razzo i mezzi d’informazione con le solite massicce campagne di contrasto. I grandi media nazionali ed internazionali quando c’era Draghi al governo, l’uomo delle istituzioni, dell’Europa, dei poteri forti, erano tutti filogovernativi, non dando molta importanza a delle questioni che oggi ingigantiscono a dismisura, per cercare di mettere in cattiva luce, in Italia e nel mondo, il nuovo governo di Giorgia Meloni. Un esempio di quanto esposto è stata la grande indignazione mediatica per uno sgombro di un raduno illegale di giovani, in un capannone abusivo e non sicuro, nel quale sarebbero circolati droga e superalcolici. Si sta dalla parte degli abusivi, degli spacciatori, pur di andare contro questo esecutivo. Inoltre si dà poca importanza alle minacce di morte, esposte attraverso le scritte sui muri e ai manichini impiccati, rivolte verso qualche membro della nuova classe governativa; se fosse accaduto a qualche esponente dell’altra parte politica, apriti cielo!

La maggior questione che è tornata in auge dopo l’oblio nel quale era piombata è il solito problema degli sbarchi illegali di immigrati privi di documenti. Nonostante questi approdi quest’anno fossero aumentati considerevolmente rispetto ai precedenti anni, quest’estate se ne parlava appena, non mettendoli in primo piano. Pure allora c’era il problema delle navi delle Organizzazioni non governative (ong), che attendevano qualche giorno, qualche settimana, prima di avere l’autorizzazione ad attraccare nella solita Italia (che doveva dire per forza sì, mentre gli altri paesi se rifiutavano non c’era alcun problema), ma non era affatto uno scandalo, anche con i morti a bordo. Uguale per coloro che una volta sbarcati venivano lasciati liberi di commettere atti di criminalità e di terrorismo, come nel caso dell’attentato ad una chiesa in Francia: ci fu poco clamore mediatico. Ora si sta tornando ai livelli mediatici, sul tema degli sbarchi illegali, di quando Salvini guidava il Ministero dell’interno nel Governo Conte I. La nota positiva di quel periodo era che gli sbarchi e i decessi in mare diminuirono di parecchio.


Tornando ad oggi, si sta dando risalto a quelle nazioni che fanno la morale all’Italia sull’accoglienza e che allo stesso tempo se ne guardano bene di far entrare nelle loro terre quei profughi: blindano le loro frontiere e si rifiutano di accogliere le loro navi ong; una nave tedesca, francese, norvegese è territorio di Francia, Germania, Norvegia, paesi che dovrebbero essere il primo approdo dei naufraghi. Nonostante queste ong, le quali puntano per forza all’Italia, snobbando i porti più vicini del Nordafrica, la stragrande maggioranza degli approdi di immigrati irregolari nelle coste italiane avviene in modo autonomo o con l’ausilio delle motovedette nostrane e costoro vengono tutti accolti. Di conseguenza il governo si sta impegnando molto di più dei precedenti alfine di bloccare finalmente questa inumana tratta, fonte di profitto per molti, lasciando aperto il canale dell’immigrazione legale, in base alle esigenze e alle possibilità.

Sarà importante per l’Europa rimuovere, attraverso vari aiuti, le motivazioni che spingono tali popolazioni ad andarsene dalle loro terre. Coloro che cercano di partire fanno parte delle classi più colte e diciamo pure più benestanti: loro dovrebbero impegnarsi, chiedendo l’aiuto ai paesi più evoluti, nel rilancio e nello sviluppo dei loro territori, allontanando dal potere i governanti locali che non vogliono che accada ciò, detenendo quasi interamente le ricchezze in quei determinati stati.

Insomma, l’immigrazione via mare, con tutto quello che la contorna, è un argomento affrontato fino alla nausea, tra le colombe dell’accoglienza incondizionata e i falchi delle rigide regole, ma, mediaticamente, cade nel dimenticatoio o è un tema di primissimo piano a seconda dei momenti politici che si vivono.

sabato 22 ottobre 2022

503) IL GOVERNO DI GIORGIA MELONI

DOPO 11 ANNI DALL’ULTIMA VOLTA SI È INSEDIATO UN GOVERNO ELETTO DAL POPOLO, GUIDATO DA GIORGIA MELONI (PRIMA DONNA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI), COME CONSEGUENZA DELLE ULTIME ELEZIONI POLITICHE VINTE NETTAMENTE DAL CENTRODESTRA, DANDO L’AVVIO ALLA XIX LEGISLATURA DELLA REPUBBLICA ITALIANA.


GOVERNO GIORGIA MELONI

(68° governo della Repubblica italiana)

·         Presidente del Consiglio dei ministri: Giorgia Meloni (FdI)

·         Vicepresidenti: Antonio Tajani (FI), Matteo Salvini (LSp)

  • Sottosegretario alla presidenza: Alfredo Mantovano (Ind.)

 

MINISTRI:

1.    Affari esteri e cooperazione internazionale: Antonio Tajani (FI)

2.    Interno: Matteo Piantedosi (Ind.)

3.    Giustizia: Carlo Nordio (FdI)

4.    Difesa: Guido Crosetto (FdI)

5.    Economia e finanze: Giancarlo Giorgetti (LSp)

6.    Sviluppo Economico: Adolfo Urso (FdI)

7.    Politiche agricole alimentari e forestali. Francesco Lollobrigida (FdI)

8.    Transizione ecologica: Gilberto Pichetto Fratin (FI)

9.    Infrastrutture e mobilità sostenibili: Matteo Salvini (LSp)

10. Lavoro e politiche sociali: Marina Elvira Calderone (Ind.)

11. Istruzione: Giuseppe Valditarra (LSp)

12. Università e ricerca. Anna Maria Bernini (FI)

13. Cultura: Gennero Sangiuliano (Ind.)

14. Salute: Orazio Schillaci (Ind.)

15. Turismo. Daniela Santanchè (FdI)

 

MINISTRI SENZA PORTAFOGLIO

1.    Rapporti con il parlamento: Luca Ciriani (FdI)

2.    Pubblica amministrazione. Paolo Zangrillo (FI)

3.    Affari regionali e autonomie: Roberto Calderoli (LSp)

4.    Sud e politiche del mare: Nello Musumeci (FdI)

5.    Politiche europee, coesione e PNRR: Raffaele Fitto (FdI)

6.    Politiche giovanili e sport: Andrea Adobi (Ind.)

7.    Famiglia, natalità e pari opportunità: Eugenia Maria Roccella (FdI)

8.    Disabilità: Alessandra Locatelli (LSp)

9.    Riforme istituzionali: Maria Elisabetta Alberti Casellati (FI)


 

APPOGGIO PARLAMENTARE


CAMERA DEI DEPUTATI

(Presidente Lorenzo Fontana)

Maggioranza: FdI 118 – Lega 66 – FI 44 – misto 9 – TOTALE 237/400

Opposizione: Pd 69 – M5s 52 – A/Iv 21 – misto 21 – TOTALE 163/400

 

SENATO DELLA REPUBBLICA

(Presidente Ignazio La Russa)

Maggioranza: FdI 63 – Lega/Psa 29 – Fi 18 – Moderati 6 – TOTALE 116/206

Opposizione: Pd 38 – M5s 28 – A/Iv 9 – Auton. 7 – misto 7 – n.i. 1 – TOTALE 90/206