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sabato 22 ottobre 2022

503) IL GOVERNO DI GIORGIA MELONI

DOPO 11 ANNI DALL’ULTIMA VOLTA SI È INSEDIATO UN GOVERNO ELETTO DAL POPOLO, GUIDATO DA GIORGIA MELONI (PRIMA DONNA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI), COME CONSEGUENZA DELLE ULTIME ELEZIONI POLITICHE VINTE NETTAMENTE DAL CENTRODESTRA, DANDO L’AVVIO ALLA XIX LEGISLATURA DELLA REPUBBLICA ITALIANA.


GOVERNO GIORGIA MELONI

(68° governo della Repubblica italiana)

·         Presidente del Consiglio dei ministri: Giorgia Meloni (FdI)

·         Vicepresidenti: Antonio Tajani (FI), Matteo Salvini (LSp)

  • Sottosegretario alla presidenza: Alfredo Mantovano (Ind.)

 

MINISTRI:

1.    Affari esteri e cooperazione internazionale: Antonio Tajani (FI)

2.    Interno: Matteo Piantedosi (Ind.)

3.    Giustizia: Carlo Nordio (FdI)

4.    Difesa: Guido Crosetto (FdI)

5.    Economia e finanze: Giancarlo Giorgetti (LSp)

6.    Sviluppo Economico: Adolfo Urso (FdI)

7.    Politiche agricole alimentari e forestali. Francesco Lollobrigida (FdI)

8.    Transizione ecologica: Gilberto Pichetto Fratin (FI)

9.    Infrastrutture e mobilità sostenibili: Matteo Salvini (LSp)

10. Lavoro e politiche sociali: Marina Elvira Calderone (Ind.)

11. Istruzione: Giuseppe Valditarra (LSp)

12. Università e ricerca. Anna Maria Bernini (FI)

13. Cultura: Gennero Sangiuliano (Ind.)

14. Salute: Orazio Schillaci (Ind.)

15. Turismo. Daniela Santanchè (FdI)

 

MINISTRI SENZA PORTAFOGLIO

1.    Rapporti con il parlamento: Luca Ciriani (FdI)

2.    Pubblica amministrazione. Paolo Zangrillo (FI)

3.    Affari regionali e autonomie: Roberto Calderoli (LSp)

4.    Sud e politiche del mare: Nello Musumeci (FdI)

5.    Politiche europee, coesione e PNRR: Raffaele Fitto (FdI)

6.    Politiche giovanili e sport: Andrea Adobi (Ind.)

7.    Famiglia, natalità e pari opportunità: Eugenia Maria Roccella (FdI)

8.    Disabilità: Alessandra Locatelli (LSp)

9.    Riforme istituzionali: Maria Elisabetta Alberti Casellati (FI)


 

APPOGGIO PARLAMENTARE


CAMERA DEI DEPUTATI

(Presidente Lorenzo Fontana)

Maggioranza: FdI 118 – Lega 66 – FI 44 – misto 9 – TOTALE 237/400

Opposizione: Pd 69 – M5s 52 – A/Iv 21 – misto 21 – TOTALE 163/400

 

SENATO DELLA REPUBBLICA

(Presidente Ignazio La Russa)

Maggioranza: FdI 63 – Lega/Psa 29 – Fi 18 – Moderati 6 – TOTALE 116/206

Opposizione: Pd 38 – M5s 28 – A/Iv 9 – Auton. 7 – misto 7 – n.i. 1 – TOTALE 90/206

mercoledì 12 ottobre 2022

502) LE SANZIONI ALLA RUSSIA FANNO MALE A NOI

LE SANZIONI ECONOMICHE CONTRO LA RUSSIA, AI RUSSI FANNO UN BAFFO, MENTRE STANNO MANDANDO IN GINOCCHIO NOI, LA NOSTRA ECONOMIA E MOLTE IMPRESE SONO COSTRETTE A CHIUDERE PER IL CARO – ENERGIA.


Ormai sono più di sei mesi che infuriano i combattimenti tra Russia e Ucraina. Le nazioni occidentali, con l’Onu, hanno deciso di schierarsi decisamente in favore dell’Ucraina (vista come nazione aggredita), pur senza intervenire direttamente nel conflitto. Tale aiuto comparta l’invio di massicci e moderni armamenti pro Ucraina e l’attuazione di un embargo commerciale contro i russi. Sembra che la Russia vada avanti tranquillamente nella guerra, permettendosi addirittura il lusso di bruciare il gas invenduto, per prendere in giro i sanzionisti. Le difficoltà che essa sta avendo nel conflitto sono dovute principalmente alle armi che arrivano agli ucraini.

Tale blocco del commercio tra Occidente e Russia ha comportato una grave crisi energetica in molti paesi europei, i quali dipendono fortemente dalla Russia per l’energia. L’Italia è uno dei paesi che risente maggiormente di questa crisi, poiché è povera di risorse per produrre energia nel sottosuolo e quel poco che c’è non viene sfruttato appieno, per le solite opposizioni degli “ambientalisti da salotto”. Molte nazioni producono l’energia nucleare, il che allevia di molto il blocco delle importazioni del gas dalla Russia. Ecco allora i risultati: aumento alle stelle dei prezzi dei carburanti, delle bollette dell’energia elettrica e del gas. Le attività commerciali e le imprese in genere non riescono più a supportare tali bollette astronomiche e sono costrette a chiudere i battenti. Molte attività che avevano resistito alle chiusure imposte dal Coronavirus non possono far nulla per fronteggiare questa nuova emergenza economica. Lo Stato italiano potrà disporre degli aiuti per le aziende più colpite in un periodo limitato di tempo, non potrà farlo all’infinito. Per questo inverno a fatica ce la caveremo, per le successive stagioni fredde che verranno sarà molto difficile spuntarla.


In questa guerra non si intravede una luce in fondo al tunnel per la cessazione delle ostilità e per un ritorno alla normalità (la Russia, la quale tutela le minoranze etniche russe perseguitate, sarebbe disposta a trattare, cercando un compromesso, gli ucraini manco a parlarne), per cui occorrerà trovare urgentemente delle soluzioni per far sì di dipendere sempre di meno dall’estero per la produzione di elettricità: bisognerà intensificare le ricerche per la scoperta di nuovi giacimenti di gas e di petrolio nelle aree italiane ritenute idonee di terra e di mare, istallare impianti di energia geotermica, valutare il nucleare di ultima generazione o quello tramite fusione, i quali non comportano rischi. Le energie solare e eolica, attualmente in continua espansione, daranno un supporto in più, alle singole famiglie. Non bisognerà stare a sentire e farsi impressionare coloro che si opporranno allo sfruttamento del sottosuolo terrestre e marino: non tutto l’ambiente verrà deturpato e adibito alla ricerca di fonti energetiche, ci saranno ampi territori salvaguardati. Di fronte alle salatissime bollette quasi tutti si ricrederanno: infatti da un sondaggio risulta che oltre la metà degli italiani sia contrario alle sanzioni alla Russia e ovviamente condanna e si indigna per le varie atrocità dovute a quella situazione bellica.

mercoledì 28 settembre 2022

501) I DATI E L'ANALISI SULLE ELEZIONI POLITICHE 2022

VITTORIA NETTA DEL CENTRODESTRA A TRAZIONE FRATELLI D’ITALIA (CALA LA LEGA, RIMANE STABILE FORZA ITALIA), CROLLANO I CINQUE STELLE (NONOSTANTE DICANO IL CONTRARIO), NON CALA MOLTO IL PARTITO DEMOCRATICO PRIVO DI ALLEATI VALIDI E MODESTA AFFERMAZIONE DI AZIONE – ITALIA VIVA. CONTINUA INESORABILE IL CALO DEI VOTANTI.


RISULTATI ELEZIONI POLITICHE 2022 CAMERA DEI DEPUTATI

Affluenza: elettori 50 869 304, votanti 63,91%

 

·                    CENTRODESTRA: uninominale 12 299 648 voti, 43,79%, 121 seggi; proporzionale FdI 7 300 628 voti, 25,99%, 69 seggi /Lega 2 464 176 voti, 8,77%, 23 seggi/FI 2 279 130 voti, 8,11%, 22 seggi/Noi moderati 255 714 voti, 0,91% voti, 0 seggi; totale seggi centrodestra 235;

·                    MOVIMENTO 5 STELLEuninominale 4 333 748 voti, 15,43%,10 seggi; proporzionale 4 333 748 voti, 15,43%, 41 seggi; totale seggi Movimento 5 Stelle 51;

·                    CENTROSINISTRA: uninominale 7 337 624 voti, 26,13%, 12 seggi; proporzionale Pd 5 355 086 voti, 19,07%, 57 seggi/Avs 1 019 208 voti, 3,63%, 11 seggi/+ Europa 793 925 voti, 2,83% 0 seggi/Ic 169 405 voti, 0,6%, 0 seggi; totale seggi centrosinistra 80;

·                    AZIONE – ITALIA VIVA: uninominale 2 186 658 voti, 7,79%, 0 seggi; proporzionale 2 186 658 voti, 7,79%, 21 seggi; totale seggi Azione – Italia viva 21;

·                    SVP – PATT: uninominale 117 010 voti, 0,42%, 1 seggio; proporzionale 117 010 voti, 0,42%, 2 seggi;

·                    Valle d’Aosta: Valée d’Aoste 1 seggio;

·                    Seggi dall’estero: Pd 4, Lega 2, Movimento Associativo italiani all’estero 1, M5s 1.

 

RISULTATI ELEZIONI POLITICHE 2022 SENATO DELLA REPUBBLICA

Affluenza: elettori 50 869 304, votanti 63,91%

 

·                    CENTRODESTRA: uninominale 12 129 547 voti, 44,02%, 56 seggi; proporzionale FdI 7 165 795 voti, 26,01% 34 seggi/Lega 2 439 409 voti, 8,85%, 13 seggi/FI 2 279 980 voti, 8,27%, 9 seggi/Noi moderati 244 363 voti, 0,89%, 0 seggi; totale seggi centrodestra 112;

·                    MOVIMENTO 5 STELLEuninominale 4 285 894 voti, 15,55%, 23 seggi; proporzionale 4 285 894 voti, 15,55%, 5 seggitotale seggi Movimento 5 Stelle 28;

·                    CENTROSINISTRA: uninominale 7 161 688 voti, 25,99%, 39 seggi; proporzionale Pd 5 225 456 voti, 18,96%, 31 seggi/Avs 972 445 voti, 3,53%, 3 seggi/+ Europa 809 412 voti, 2,94%, 0 seggi/Ic154 375 voti, 0,56%, 0 seggi; totale seggi centrosinistra 73;

·                    AZIONE – ITALIA VIVA: uninominale 2 131 310 voti, 7,73%, 0 seggi; proporzionale 2 131 310 voti, 7,73%, 9 seggi;

·                    Valle d’Aosta: centrodestra 1 seggio

·                    Trentino Alto Adige: centrodestra 2 seggi, SVP – PATT 2 seggi, centrosinistra 2 seggi;

·                    Seggi dall’estero: Pd 3, Movimento Associativo italiani all’estero 1.

 

Da mesi i sondaggi politici indicavano il partito di Fratelli d’Italia quale primo partito con più del 20% dei consensi e la realtà è andata oltre le aspettative. Esso è risultato essere la prima forza nel centrodestra e in assoluto con oltre il 26% delle preferenze. In un periodo di crisi per il Covid e per la guerra in Ucraina è stata premiata la sua opposizione al Governo Draghi, sottraendo molti voti all’altro partito populista di destra, la Lega (passata dal 17% al 9%), che in quel governo era dentro. Forza Italia, il partito più moderato dell’alleanza di centrodestra, che tutti davano in caduta libera e avrebbe dovuto far quasi da comparsa, ha salvato la faccia con oltre l’8% dei consensi: quasi come la Lega, ma ben distante dal precedente 14% e dai tempi d’oro, in cui (come FI prima e Pdl poi) era il primo partito italiano. Sono rimasti delusi gli scissionisti centristi del Pd (Calenda e Renzi) che si aspettavano, con Azione – Italia viva, di superare Forza Italia (di cui hanno accolto i loro transfughi), andando oltre il 10%: nella realtà si sono attestati all’8%. Il Movimento Cinque Stelle canta vittoria col suo 15% perché si aspettava di peggio e celebra Giuseppe Conte salvatore della patria: dimentica che nelle precedenti politiche aveva preso più del doppio dei voti. I grillini si sono salvati da un risultato peggiore grazie ai voti del meridione, dove molti ricevono i sussidi del reddito di cittadinanza dal Movimento voluti. Il Partito Democratico, che grosso modo ha ottenuto la stessa percentuale delle precedenti politiche col 19%, già si sapeva che non ce l’avrebbe fatta, poiché non aveva alleanze numeriche consistenti (aveva rotto i rapporti con il M5s e con il piccolo centro dei suoi separatisti); non si capisce tutto lo stupore post elettorale e i processi interni, aggiunti al rammarico per la prematura caduta di Draghi dal governo. Forse sperava che il centrodestra non avrebbe raggiunto numeri sufficienti e avrebbe potuto proporre come al solito maggioranze alternative? Non è escluso che lo farà nel prossimo futuro se l’Europa e altri fattori, esterni ed interni, metteranno i bastoni tra le ruote al governo di centrodestra che dovrebbe essere guidato dal Presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. Non pervenuti i partiti e i movimenti di estrema sinistra, così come Di Maio con i dissidenti Cinque Stelle.


Di votazione in votazione diminuiscono sempre di più gli elettori; questa volta abbiamo raggiunto il minimo storico con il quasi 64% degli aventi diritto: evidentemente la gente non ha più la politica nel sangue come una volta, quando riteneva che votare fosse un dovere primario (fino a 30 anni fa votava oltre il 90% degli elettori): o essa pensa che la stessa sia un interesse come gli altri, che si preferiscono di più, o è rassegnata, conscia che nulla cambierà indipendentemente da chi governerà. Se qualcuno dei non votanti, che hanno scelto liberamente quell’opzione e senza che nessuno lo imponesse loro, vuole cambiare le cose si fidi dell’urna in futuro, oppure non si lamentasse. Un dato positivo maturato da questa enorme astensione è che i sondaggi precedenti al voto hanno sbagliato di poco le previsioni: infatti gli astenuti e gli indecisi risultavano il 40% e così è stato; se costoro avessero votato avrebbero potuto stravolgere i pronostici.

Di elezione in elezione c’è un partito che va di moda e tira più degli altri: oggi è FdI (che partì dal 2%), ieri era il M5s, la Lega, prima ancora il Pd di Renzi, i partiti di Berlusconi, eccetera. Magari la prossima volta toccherà ad un partito non tradizionale che oggi ha avuto una manciata di voti, a dimostrazione che quando vince il centrodestra si può cambiare liberamente e senza  che inizino dittature e mancanze di libertà, come alcuni allarmisti gridano frequentemente. È il segnale che gli italiani sono sempre scontenti di chi governa. Sarà compito del prossimo governo non perdere la fiducia e il consenso del popolo italiano. Il prossimo esecutivo avrà come ossatura Fratelli d’Italia, però anche gli altri due partiti saranno fondamentali e ne influenzeranno le scelte.

sabato 10 settembre 2022

500) LA MORTE DELLA REGINA ELISABETTA II DEL REGNO UNITO

DOPO SETTANT’ANNI DI REGNO LA REGINA ELISABETTA II DEL REGNO UNITO È PASSATA A MIGLIOR VITA. ONORE E RISPETTO PER LA SUA FIGURA, PERÒ NON POSSIAMO STARE GIORNO E NOTTE A SENTIRE LE CHIACCHIERE SULLA FAMIGLIA REALE BRITANNICA, COME SE FOSSERO QUESTIONI DI STATO ITALIANE.

 


Con la morte della sovrana del Regno Unito di Gran Bretagna ed Irlanda del nord Elisabetta II, avvenuta a settant’anni esatti dalla sua ascesa al trono, si chiude un’era che sembrava non dovesse terminare mai, non solo per i suoi reami, per il mondo intero. Prima o poi doveva succedere: ci arrivassero tutti a quella veneranda età. Le prime avvisaglie della fine si erano manifestate con la morte di suo marito, il Principe consorte Filippo, avvenuta un anno e mezzo fa. Il Principe ereditario (denominato del Galles) Carlo, primogenito di Elisabetta II, è divenuto il nuovo re, col nome di Carlo III e dopo una vita in attesa si metterà al lavora all’età della pensione. I suoi nuovi sudditi sembra che l’abbiano accettato subito con entusiasmo, nonostante sia stato molto chiacchierato per le sue vicende private e per aver fatto cambiare le norme costituzionali che regolano la salita al trono britannico, in modo da potervi egli giungere; con le vecchie normative suo zio, il Re Edoardo VIII, dovette abdicare dopo pochi mesi dalla salita al trono per sposare una divorziata. Tutto (o quasi) perdona un popolo che stravede per la sua famiglia reale e che per questo motivo sta manifestando scene di profonda commozione per la sua defunta e longeva sovrana.


Secoli addietro la monarchia, specie quella assoluta, era la forma di governo più gettonata, dopo varie rivoluzioni, avvenute ovunque nel mondo, la citata forma di governo è rimasta esistente solamente in pochi stati e molto spesso deve sottostare ai parlamenti nazionali e ai governi democraticamente eletti. Oggi è prassi che le donne regnino nelle monarchie europee (dipende dalla primogenitura); in passato accadeva solamente quando la famiglia regnante non aveva eredi maschi. Tra i pochi regni esistenti nel globo, quello britannico forse sarà il più importante e prestigioso: vuoi perché esso è ultramillenario, vuoi perché il suo sovrano non regna solo nelle isole britanniche, ma in molti paesi ex colonie del suo vecchio e sterminato impero (tra cui Australia, Nuova Zelanda, Papua Nuova Guinea, Canada, Giamaica), che oggi pur essendo stati indipendenti, mantengono questo legame con l’ex madrepatria (Reame del Commonwealth) e vuoi perché essa detiene una religione cristiana (Chiesa Anglicana). La Regina Elisabetta per 70 anni è stata una figura importante mondiale, capo di stato di un’ampia fetta di mondo, attraversando due secoli di storia: quindi sono giusti e doverosi i tributi e le altre forme di cordoglio in forma solenne a lei rivolti.


Queste grandi attenzioni mediatiche sono legittime, quando poi le varie forme di chiacchiere e di pettegolezzi sui reali britannici ci sommergono notte giorno non va più bene. Se essi commettono atti ritenuti scandalosi e provati, s’indignasse la popolazione britannica a noi cosa importa? Non si possono fare delle questioni di stato italiane sui principi e sui duchi dei reali inglesi che litigano tra loro o che tradiscono i loro famigliari, a discapito dei nostri veri e gravi problemi.

mercoledì 17 agosto 2022

499) LA RIPRESA DELLE VACANZE

DOPO CIRCA DUE ANNI E MEZZO SONO RICOMINCIATE PER ME LE VACANZE (NON TROPPO LONTANE, COME NUOVO INIZIO BISOGNA ANDARCI LEGGERI): NAPOLI E DINTORNI E IL MOLISE.

 


Sono passati due anni e mezzo dal gennaio 2020, poche settimane prima della chiusura generale, in cui mi concessi l’ultima vacanza. Dopo tanto tempo ho deciso di andarci cauto nel ricominciare, scegliendo dei luoghi non eccessivamente lontani. L’ideale sono stati pochi giorni a Napoli e dintorni, andandoci in treno. Napoli città, se non fosse troppo sporca in alcune zone, sarebbe una splendida metropoli storica. Essa, essendo stata per secoli capitale del Regno di Napoli, ospita diversi palazzi reali e castelli, usati come forti militari: il Palazzo reale di Piazza Plebiscito, quello di Capodimonte, il Maschio Angioino, il Castello del Vomero. La città nel sottosuolo è divenuta una meta ambita: li ci vivevano a migliaia durante la guerra e nel dopoguerra. Caratteristici sono i vicoli del centro storico, con le rinomate botteghe di artigianato e di altro. Napoli è bella a tratti, come diceva qualche stesso napoletano, aggiungendo che i cumuli di pattumiera per le strade dovrebbero essere ritirati due volte al giorno. La città, essendo bene organizzata con metropolitane, ferrovie urbane, porto ed aeroporto, è inoltre un importante scalo di smistamento verso le rinomate località balneari del suo golfo, specie in questo periodo, e verso le isole di Capri e di Ischia. Ci sono degli autobus turistici che partono da Piazza Garibaldi, la piazza della stazione centrale, verso le mete turistiche importanti del territorio napoletano: gli scavi archeologici di Pompei, di Ercolano, il Vesuvio, Amalfi, Positano ed altre. Io ho scelto di andare a Pompei e sul Vesuvio, il vulcano che la seppellì nel 79 dc, insieme ad Ercolano. Già c’ero stato una volta nelle rovine di Pompei, tanti anni fa con la scuola media, ma è stato sempre interessante tornare in questo sito famoso e visitato da tutto il mondo. Napoli non gode di una buona fama di città tranquilla e un po’ di timore c’è sempre quando ti ci rechi; la criminalità è presente in tutte le città, perciò bisogna fare attenzione ed essere prudenti ovunque. I napoletani si arrabbiano con coloro che provengono del resto delle province campane e dicono di essere di Napoli: secondo essi sarebbero costoro che sputtanerebbero il nome della loro città, comportandosi male. A parte dei piccoli imbrogli subiti all’albero e al suo ristorante, su quello che prima dicevano faceva parte del pacchetto e poi è risultato extra da pagare in più, fortunatamente sono stati pochi giorni tranquilli e interessanti.  


La seconda parte delle vacanze ha riguardato la visita nella sola giornata di ferragosto dei due capoluoghi di provincia del Molise: Campobasso ed Isernia. Ci voleva anche una gita in automobile, ben revisionata e con gli adeguati lavori di manutenzione fatti eseguire, per concludere le ritrovate vacanze alla grande. Qualche località interessante nell’ambito dell’Italia centrale si può visitare anche nell’arco di una giornata particolare (come pasquetta e appunto ferragosto), principalmente per svagarsi e per testare l’autovettura su lunghe distanze e su strade adeguate, facendo bene attenzione ai limiti e ai cartelli nei centri abitati, per non ritrovarsi dopo pochi giorni nella cassetta delle lettere qualche spiacevole sorpresa. Campobasso ed Isernia qualche cosa di storico ed interessante da vedere ce l’hanno (vi dimorava l'antico popolo dei sanniti), tuttavia non c’erano molti turisti, per cui gran parte dei locali e dei ristoranti erano chiusi, i pochi aperti erano solo su prenotazione; alla fine qualche ristoro tipico l’ho trovato, in un piccolo centro, uscendo dalla strada extraurbana principale che partendo dall’A1 attraversa tutto il Molise. Insomma sono rimasto soddisfatto di questi ritrovati viaggi di riposo (?), con l’auspicio in futuro di farne degli altri.

domenica 7 agosto 2022

498) L'ESTATE CORESE 2022

COL COVID PASSATO IN SECONDO PIANO L’ESTATE CORESE VA AVANTI ALLA GRANDE: POSITIVI I RITORNI DEL CAROSELLO STORICO E DEL FESTIVAL FOLCLORISTICO; NEGATIVI GLI SCHIAMAZZI NOTTURNI (MUSICA AD ALTO VOLUME FUORI TEMPO MASSIMO, MOTORINI E GRIDA)

Piazza Signina, ovvero "Le piazze", durante un Carosello Storico

Il Covid c’è ancora, anche peggio di prima, ma non se ne parla più, poiché i mezzi d’informazione sono concentrati su tutt’altro; a dimostrazione che il “quarto potere” quando vuole sa terrorizzare le masse, influenzandole: ingrossando e sminuendo i problemi. La normalità sembra per il momento tornata: non si sa se rimarrà in modo permanente o in autunno ci saranno delle ennesime restrizioni.

In questo contesto d’incertezza, il ritorno alla vita precedente al 2020 sembra essere ripresa un po’ ovunque, anche nel nostro piccolo contesto paesano: dopo la ripresa delle tradizionali processioni religiose di primavera, quest’estate è tornato il tradizionale Carosello Storico dei Rioni e il Latium Festival (a dire la verità quest’ultimo non si era mai fermato nei due anni precedenti: veniva effettuato in modo riduttivo). Ritengo positivo il ritorno a queste manifestazioni storiche – folcloristiche, con l’auspicio che possano essere migliorate sempre di più: migliorare la sfilata storica nel Carosello, per far sì che essa possa richiamare sempre maggiori appassionati e visitatori dalle zone limitrofe, e auspicare che la corsa all’anello nel palio divenga competitiva per i due rioni poco vincenti, in modo da non far perdere interesse ai locali. Idem il Festival Latium, anche se in questo caso le migliorie dipendono dai singoli gruppi, gli organizzatori potranno perfezionare solo l’aspetto logistico. Queste manifestazioni, insieme ad altre iniziative private, sono, tra l’altro, occasioni per rendere vivo e attrattivo un paese, non solo per gli eventuali turisti, anche per i coresi stessi, che non dovranno recarsi occasionalmente fuori per trovare un po’ di feste e di vita.


Se non si fa nulla si dice: che mortorio di paese! Se si fa qualcosa: che baccano, nessuno riesce più a dormire! Per tutto ci vuole il giusto equilibrio. Basterebbe che i vari eventi festosi che si svolgono nottetempo non oltrepassino la mezzanotte e che la loro musica non sia a volume spropositato, per dar modo di riposare a coloro che devono alzarsi alle prime luci dell’alba o prima ancora, visto che non tutti hanno la fortuna di poter rimanere in giro fino a tardi. Spesso accade che i complessi, i gruppi, che suonano e cantano nei locali, e non, vadano un po’ oltre il tempo consentito. Con le varie urla e col rumore dei motorini che sfrecciano a tutta velocità il condimento risulta perfetto; vige un divieto di transito per i motocicli: ovviamente a notte fonda nessuno può controllare. Se uno risiede nelle zone più mondane e più frequentate di un centro abitato, tutto ciò può essere considerato normale; solo nel caso si rispettassero le più elementari regole e principi di buona educazione che sarebbe tollerante subire i normali frastuoni.

domenica 24 luglio 2022

497) FINE DELLA XVIII LEGISLATURA E NUOVE ELEZIONI POLITICHE

LA CADUTA DEL GOVERNO DRAGHI HA CAUSATO LA FINE ANTICIPATA DI UNA LEGISLATURA CARATTERIZZATA DAI MOLTI CAMBI DI PARTITO PER CONVENIENZA E CHE HA AVUTO COME PROTAGONISTA IL MOVIMENTO CINQUE STELLE: UN PARTITO CHE, NON ESSENDO DI PURA NATURA POLITICA E TRA CAMBI DI OPINIONI, S’È DISGREGATO POCO ALLA VOLTA ED HA RITROVATO LA SUA NATURA DETERMINANDO LA FINE DEL GOVERNO DI LARGHE INTESE.

 


Le dimissioni di Mario Draghi da Presidente del Consiglio dei ministri hanno determinato la fine anticipata della XVIII legislatura della Repubblica italiana. Infatti non c’erano più i presupposti per proseguire e per formare l’ennesimo governo. Si voterà il prossimo 25 settembre, in autunno: un evento inedito dall’istituzione della Repubblica. Mario Draghi avrebbe potuto proseguire per i restanti mesi della legislatura anche senza l’apporto del M5s (avrebbe avuto una larga maggioranza parlamentare ugualmente), ma ha preferito mollare, infischiandosene delle pressioni nazionali ed internazionali: evidentemente si era stancato. Egli, non essendo un politico di professione e avendo ricoperto in passato incarichi in ambito economico dirigenziali ed in piena autonomia, non è abituato alle bagarre politiche e alle sue liti: forse pensava di dare ordini e basta. Queste elezioni anticipate convengono principalmente allo stesso Movimento Cinque Stelle e alla Lega, che stavano precipitando nei consensi da quando sono entrati nel Governo Draghi, mentre rimangono stabili nei sondaggi i partiti, sia di centrodestra, sia di centrosinistra, dell’area più moderata. Secondo queste intenzioni di voto il partito che va per la maggiore adesso è Fratelli d’Italia, che soffierebbe il primato del 2018 ai grillini, ed è sempre stato all’opposizione in questa legislatura. I sondaggi un’idea approssimativa la danno, ma gli indecisi e gli astenuti rimangono il primo partito, i quali possono confermare le indicazioni o stravolgerle tutte.


Questa legislatura era iniziata nell’incertezza: nelle ultime politiche il centrodestra non aveva raggiunto la maggioranza assoluta, il Cinque Stelle arrivò primo con oltre il 30% e ci vollero tre mesi per far sì che due partiti avversari, i vincenti delle politiche 2018 (Il già citato M5s e la nuova Lega di Salvini), si accordassero tra loro per formare un governo guidato dall’indipendente Giuseppe Conte, simpatizzante Cinque Stelle, onde evitare lo scioglimento immediato delle camere. Il movimento di Grillo ha fatto la parte del leone in questa legislatura, spesso rinnegando e cambiando le sue teorie e idee per convenienza, specie quando si è passati dal Conte I al Conte II, con il relativo cambio di alleato (la Lega che aveva mollato è stata sostituita dal fino ad allora odiato Partito Democratico): i maggiori successi ottenuti sono stati l’introduzione del reddito di cittadinanza (di nullafacenza per gli approfittatori), la drastica riduzione del numero di parlamentari dalla prossima legislatura, la riduzione del compenso nelle pensioni dei parlamentari. Invece la quota cento sulle pensioni e i decreti sicurezza, cari alla Lega, sono stati rinnegati dai grillini in seguito all’arrivo del Pd al governo, dopo l’uscita dei leghisti. I cambi di casacca e di convenienza non hanno riguardato solamente i pentastellati, che hanno subito la recente scissione del loro vecchio capo Di Maio: Renzi e Calenda del Pd, Toti ed altri forzisti hanno formato i loro piccoli gruppi parlamentari, uscendo dai loro partiti d’origine. Infine, dopo le dimissioni del Conte II abbandonato da Renzi, è arrivato il governo dalle larghissime intese guidato dall’ex Presidente della Banca centrale europea Mario Draghi, caduto esso, le camere sono state sciolte senza problemi: il vitalizio per i parlamentari, seppur ridotto, è stato assicurato e il mandato del Presidente della repubblica, a vantaggio del centrosinistra, è stato appena rinnovato. L’economia in questi anni è andata in pezzi a causa dell’imprevista Pandemia Covid 19 e della guerra Russo – Ucraina, cha ha dato il colpo di grazia all’ultimo esecutivo.


Questo Movimento che doveva aprire il palazzo del potere si è dimostrato un partito come tutti gli altri, anche peggiore; ai suoi albori Grillo diceva: basta con i partiti e la politica tradizionale, ora liste a Cinque Stelle. Queste liste Cinque Stelle sono dovute giungere a compromessi con tutti i partiti tradizionali per arrivare al potere e sono nelle mani di un paio di persone che dettano regole rigide: i molti che non le rispettano, perché, essendo nuovi e inesperti nel campo politico non riescono a rinunciare al richiamo del potere e dei privilegi, sono buttati fuori senza pietà. Ora però un po’ di coerenza e dignità costoro l’hanno ritrovata: determinando con la loro mano la caduta del Governo dei banchieri e dei tecnocrati, perché andavano contro i loro princìpi, e andando ad elezioni anticipate, ben sapendo che nel futuro prossimo difficilmente andranno al governo.

domenica 3 luglio 2022

496) IL GOVERNO DRAGHI TRABALLA

IL GOVERNO DRAGHI INIZIA A SCRICCHIOLARE, TRA CINQUE STELLE, GUERRA E CAROVITA.

 


Si intravedono le prime avvisaglie della crisi, nel Governo guidato da Mario Draghi. Questo esecutivo, in cui dentro ci sono praticamente tutti i partiti, è guidato da una figura istituzionale indipendente, fu creato al fine di mettere tutti d’accordo ed evitare le elezioni politiche anticipate. Alla lunga però i contrasti e le divisioni ideologiche tra i vari componenti di questo esecutivo sono iniziati a venire a galla.

C’è il caso del Movimento Cinque Stelle, il quale ha subìto una scissione ad opera del vecchio capo Luigi Di Maio, il quale, notando il dissenso del suo vecchio movimento nei confronti del governo, temendo così di perdere la poltrona da Ministro degli Esteri, ha creato un suo piccolo partito, strappando al M5s molti parlamentari. Proprio lui che non poteva vedere le banderuole lo è divenuto per necessità e per aspirare ad un terzo mandato da parlamentare, non previsto dal partito creato da Beppe Grillo. Oramai non sorprendono più le mille giravolte dei pentastellati ed ex, a cui abbiamo assistito in questi anni (spesso nate dall’interesse): ci abbiamo fatto l’abitudine. C’è tuttavia da apprezzare il fatto che il Cinque Stelle sta ritrovando la propria coerenza, a costo di rinunciare alle ambite cariche, nel contrastare il proprio governo contro le politiche di sostegno agli armamenti dell’Ucraina in guerra contro la Russia.

In un momento in cui tutti i prezzi dei vari beni di consumo volano alle stelle, lo Stato italiano impiega molte risorse finanziarie del proprio bilancio negli armamenti pro Ucraina e concede delle briciole per gli aiuti alle famiglie. Si sentono, eccome, gli effetti di un conflitto inaspettato, dall’esito incerto, che col tempo potrebbe allargarsi, coinvolgendo più nazioni, fino a divenire mondiale. In questo caos c’è chi gode di piccoli privilegi, come coloro che beneficiano del reddito di cittadinanza, il quale aiuta sì le famiglie in difficoltà, generando non poco mancanza di personale per i lavori stagionali, soprattutto estivi. Ci sono molti che ne approfittano, gongolandosi, rinunciando a quello che un tempo era l’agognato lavoro, per cui arriverà la giusta stretta a questo sussidio; è un controsenso effettuare mega-sanatorie per le regolarizzazioni dei lavoratori stranieri, quando ci sono tanti nostri connazionali disoccupati e col sussidio.


Anche alla Lega converrà lasciare questo esecutivo se non vorrà farsi portare via tutti i voti da Fratelli d’Italia, all’opposizione e in forte crescita (si parla di una possibile lista unica FILega per ostacolare Giorgia Meloni e non farla arrivare prima nei consensi nel centrodestra). Essendo dentro l’esecutivo, molti notano da parte leghista poche lotte (abbaia ma non morde) in quelle che erano le sue battaglie storiche, come il contrasto agli sbarchi illegali di immigrati che, nonostante non se ne parli più, non si sono mai fermati.

Il Pd e FI sono stabili nei consensi: essendo i due partiti più moderati dei due tradizionali schieramenti (centrosinistra e centrodestra) per essi Mario Draghi è la figura ideale. Non si sa se nelle prossime politiche questi due partiti torneranno ai loro originali schieramenti o faranno una grande ammucchiata centrista con i piccoli gruppi che si sono staccati da essi (capeggiati dai vari Renzi, Calenda, Toti, aggiungendo Di Maio), auspicando la continuazione dell’incarico di Presidente del consiglio a Mario Draghi.

Nelle ultime amministrative nelle città capoluogo e nei comuni superiori ai 15.000 abitanti si sono contrapposti come sempre centrodestra e centrosinistra (spesso alleata con i cinque stelle), finendo complessivamente in un pareggio; spesso accadeva che quando centrodestra e centrosinistra si presentavano divise nelle singole città, venivano penalizzate, perdendo.

Se cadrà questo governo non credo che si andrà ad elezioni anticipate in autunno: come al solito troveranno dei compromessi trasversali tra partiti e i soliti voltagabbana che non vorranno perdere i loro seggi.

mercoledì 15 giugno 2022

495) IL RESPONSO DELLE ELEZIONI COMUNALI DI CORI 2022

RISULTATO SCONTATO A FAVORE DI DE LILLIS, CON LA STESSA PERCENTUALE DELLE PRECEDENTI CONSULTAZIONI, MA CON UN ELETTORE SU DUE CHE HA VOTATO. DISCRETA PROVA DI SILVI E DELLA SUA COMPONENTE CHE, DECIDENDO DI PRESENTARSI E ALL’ULTIMO MOMENTO, SALVANO LA FACCIA, EVITANDO CHE L’INTERO CONSIGLIO COMUNALE FINISSE IN MANO AVVERSARIE.

 


Cori e Giulianello insieme

(Pd, socialisti, autonomie, indipendenti)

Mauro Primio De Lillis

3.545 (78,97%)

Ennio Afilani 709, Simonetta Imperia 648, Annamaria Tebaldi 430, Antonio Betti 414, Luca Zampi 411, Elisa Massotti 341, Aristide Proietti 323, Michele Todini 269, Chiara D’Elia 262, Erica Marchetti 222, Sabrina Pistilli 201, Vincenza Irene Callea 191, Andrea De Lillis 182, Paolo Fantini 145 Sonia Riposo 72, Alessandro Di Meo 26.

 

L’altra città

(FdI, Lega, indipendenti)

Evaristo Silvi

944 (21,03%)

Germana Silvi 191, David Mariani 183, Tommaso Cherubini 103, Francesco Ducci 89, Quintilio Carpineti 68, Angelo Palliccia 58, Velia Moroni 52, Luca Lancioli 40, Monica Retrosi 28, Iole Pecutari 23, Marco Ciuffa 18, Paolo Perrini 3.

 

Inscritti: 8.480

Votanti: 4.758 (56,11%)

Voti validi: 4.489 (94,34%)

Schede bianche: 95 (2%)

Schede nulle: 174 (3,66%)

 

Consiglio comunale

Maggioranza (Cori e Giulianello insieme): Mauro Primio De Lillis (sindaco), Ennio Afilani, Simonetta Imperia, Annamaria Tebaldi, Antonio Betti, Luca Zampi; Elisa Massotti, Aristide Proietti, Michele Todini, Chiara D’Elia, Erica Marchetti, Sabrina Pistilli.

Minoranza (L’altra città): Evaristo Silvi, Germana Silvi, David Mariani, Tommaso Cherubini, Francesco Ducci.

 

In queste elezioni comunali è stato raggiunto il minimo storico dei votanti: infatti circa un elettore su due ha votato. I due contendenti hanno mantenuto le percentuali delle precedenti consultazioni (79 e 21), mentre per numero di voti rispetto al 2017 Cori e Giulianello insieme ne ha persi oltre 700, L’altra città 200. C’è stato anche un evidente calo degli iscritti alle liste elettorali in confronto a 5 anni fa: 8.480 contro 8.765.

Visti questi dati, conveniva agli avversari del governo cittadino in carica provare a giocarsi la carta del boicottaggio, per fare in modo che l’affluenza non superasse il 50% e così invalidare le elezioni, facendo perdere la sola forza in campo? Qualcuno dice che sarebbe bastato il 40% dell’affluenza; anche se fosse stato necessario il 50% credo che sarebbe stata superata quella soglia di sbarramento: a gran parte degli elettori de L’altra città, di quelli che non seguono la politica e votano le singole persone, avrebbero chiesto i voti quelli dell’altra parte o comunque avrebbero scelto qualcuno di loro liberamente. Così, questi avrebbero avuto 16 consiglieri su 16 e all’ultimo eletto sarebbe bastato anche un solo voto. La scelta di scendere in campo da parte del centrodestra locale è stata saggia, corretta e necessaria, per avere una rappresentanza consistente di controllo degli atti della giunta paesana. Essendo partita tardi e presentandosi in numero inferiore rispetto ai rappresentanti dell’amministrazione comunale in carica, l’opposizione ha fatto una discreta figura. L’apporto di nuovi elementi di Giulianello (il quale ha eletto ben 7 consiglieri nei due schieramenti) ha portato buoni consensi alla lista di Silvi, facendoli però perdere a qualche consigliere uscente. Ora ci si aspetta un ruolo attivo, permanente, non solo ad inizio consiliatura. Oggi non è più come tempo addietro, quando alle spalle c’erano i vari partiti (FI, An e altri) che facevano politica localmente e si poteva contare sull’apporto di politici di peso che davano una mano alla vigilia delle varie elezioni.

Dall’altra parte le cose non sono diverse, ma oramai loro sono saldamente consolidati al vertice e non necessitano di aiuti per portare consenso. Fin quando essi potranno, conteranno sulla Regione del loro stesso colore politico per finanziare i progetti da “mille e una notte” (rifacimento delle piazze principali, della zona del Tempio, megaparcheggi, casa della salute, tangenziale, eccetera) che hanno promesso agli elettori. Io mi auguro per Cori che venga realizzato tutto. Il sindaco in carica non potrà ricandidarsi, perciò non avrà più lo stesso entusiasmo e la stessa voglia di fare e se le promesse non saranno mantenute il suo erede troverà qualche giustificazione: dicendo che la Regione Lazio non ha mantenuto gli impegni o che egli (Il futuro candidato) aveva un ruolo marginale, non decisionale, nella giunta comunale.

Ad ogni scadenza elettorale si sente sempre parlare dei gravi disavanzi nel bilancio comunale, nonostante gli assessori di competenza, che si sono susseguiti nel tempo, cerchino di sdrammatizzare la situazione. Allora i comuni indebitati sono la regola, non l’eccezione. Quelli di sinistra che gridavano per i debiti ai tempi della Giunta Bianchi, oggi ridono se dici la medesima cosa. Idem qualcuno, tra coloro che con quell’argomento fecero cadere il governo di centrodestra, e che oggi si è accasato in un’area politica che prima aveva combattuto con tutte le forze, dove gli hanno concesso un potere incontrastato, non precario, come quello dei tempi di Bianchi.

Il centrosinistra, talmente sicuro della vittoria, non si curava degli avversari, la guerra la facevano al suo interno tra loro i vari candidati e qualche bocciatura eccellente c’è stata (Le scorrettezze tra assessori e consiglieri, che facevano buon viso a cattivo gioco, ci sono state spesso in questi cinque anni). Non è la prima volta che accade, in tutte le consultazioni elettorali nel centrosinistra c’è sempre stato qualcuno, che aveva avuto dei ruoli di primo piano, e che poi non è stato riconfermato: nel passato era accaduto a Belliazzi, a Milanini, a Nuglio e ora anche a Paolo Fantini, di cui tutti ne parlano molto bene, come persona e come assessore alla cultura, concordo. Quando la politica è una passione, un qualcosa in più, non un lavoro, uno scopo per celebrarsi e la sola ragione di vita, le sconfitte vengono accettate con serenità e si è consapevoli che ci si può impegnare lo stesso, anche se si prendono pochi voti e non si è eletti: questo vale per tutti. E buon lavoro al nuovo consiglio comunale eletto.

domenica 5 giugno 2022

494) LA PRO CORI CALCIO VA IN PROMOZIONE REGIONALE

QUEST’ANNO, PER LA SECONDA VOLTA NELLA STORIA, UNA SQUADRA DI CALCIO A CORI È STATA PROMOSSA NEL CAMPIONATO REGIONALE DI PROMOZIONE LAZIALE: SI TRATTA DELLA PRO CORI. SE ESSA NON RIUSCIRÀ AD UNIRE LE FORZE CON L’ALTRA SOCIETÀ CALCISTICA CORESE, LA CORI MONTILEPINI, LE DUE REALTÀ POTRANNO TRANQUILLAMENTE COESISTERE.


A due anni dalla fondazione l’ASD Pro Cori Calcio è stata promossa dalla Prima Categoria alla Promozione regionale. È la seconda volta nella storia del calcio corese che si verifica un evento del genere: l’ultima volta fu nel 2014 con il vecchio Cori Calcio, da cui questa società calcistica ha ripreso lo stemma e i colori sociali giallo – rosso del nostro comune. È stato un campionato di Prima Categoria dominato all’inizio, a stagione in corso sembrava perso, in seguito è stato ripreso e solo all’ultima giornata è arrivata la vittoria finale. Personalmente l’evento mi rende felice e mi complimento con la società.

Questa squadra ha dovuto disputare gli incontri casalinghi a Norma, perché il campo di Cori, lo Stozza, ribattezzato da poco Romolo Palombelli, era sotto la gestione dell’altra società calcistica corese, la Cori Montilepini, attiva sia nel calcio a 5, sia in quello a 11, oltre a possedere l’intera filiera delle selezioni giovanili. Le dispute e le rivalità tra queste due realtà calcistiche non mi riguardano, vuoi perché non ci sono dentro, vuoi perché sono simpatizzante di entrambe le squadre. Però pare un po’ eccessivo che un comune di circa 10.000 abitanti si ritrovi ad avere ben 4 squadre di calcio: 2 a Cori e 2 a Giulianello con 2 campi a disposizione. Non c’è posto per tutti, anche perché nei terreni di gioco comunali non gareggiano soltanto le prime squadre, ci sono altresì le compagini giovanili. Sarebbero sufficienti due squadre: una a Cori e una a Giulianello. Se ciò non dovesse verificarsi, sarebbe auspicabile di trovare degli spazi e un accordo per fare in modo che la squadra esiliata possa disputare almeno gli incontri interni a Cori, per gli allenamenti si vedrà. Spetterà al Comune di Cori, si auspica da giudice imparziale, risolvere il contenzioso. 


Se una società calcistica possiede i mezzi e le risorse per poter gareggiare in un campionato dilettantistico che conta, nello sport più popolare, è un avvenimento più che positivo per il paese che si fa pubblicità e per i suoi abitanti è un orgoglio. Ma non bisogna sminuire il ruolo che ha avuto la Cori Montilepini in questi anni: ripartendo da zero ha praticamente rimesso su il calcio a Cori, ricostituendo pian piano l’intero settore delle giovanili e creando a Stozza dei campetti per il calcetto.