bandiera

bandiera

domenica 3 febbraio 2013

172) CAMBIANO LE INTENZIONI DI VOTO

La sinistra perde pure i figli degli operai

Cade un altro luogo comune: sono i giovani 'figli di papà' a scegliere il Pd e dintorni

Indagine rivela: i ragazzi appartenenti a famiglie di ceto basso preferiscono votare a destra.
La sinistra perde per strada, e soprattutto nelle fabbriche, la classe operaia. E i figli degli operai, quelli che ogni sera vedono i padri rincasare con la schiena spezzata e le madri fare i salti mortali con stipendi sempre più ridotti all’osso, votano a destra. Mentre i ragazzi che preferiscono la sinistra sono soprattutto quelli del ceto medio-alto, evidentemente coccolati da genitori che a 18 anni facevano i rivoluzionari con l’eskimo e ora sono ancora intabarrati sì, ma con la giacca e cravatta di una banca o di qualcuna delle odiate (a parole, escluso ovviamente il 27 del mese) multinazionali.

I dati emergono da una interessante ricerca dell’Istituto Toniolo, condotta da un gruppo di docenti dell’Università Cattolica e realizzata dall’Ipsos con il sostegno della Fondazione Cariplo. Una analisi dettagliata delle preferenze politiche dei giovani dai 18 ai 29 anni e il dato più eclatante, che smonta molti luoghi comuni – avvalorati dalla solita informazione basata sul ‘politicamente corretto’ – è proprio quella dell’appartenenza sociale dei ragazzi che votano a destra piuttosto che dall’altra parte.

Il centrodestra nell’urna viene scelto soprattutto dai ragazzi provenienti da famiglie di ceto basso residenti nel Nord, mentre all’opposto – politicamente e socialmente – stanno in particolare i giovani elettori residenti nelle regioni del Centro.

Un altro luogo comune sfatato da questa ricerca è quello che vuole i giovani disinteressati rispetto al tema della politica (mentre per l’andare a votare il discorso è diverso, come diremo tra poco): solo il 13% ammette di non parlarne mai, mentre tutti gli altri amano comunque confrontarsi con i coetanei e gli adulti, nelle chiacchierate tra amici, nelle assemblee scolastiche o anche attraverso quelle moderne agorà che sono oramai diventati i social network.

03/02/2013 12:37

giovedì 31 gennaio 2013

171) UN ANNO NEL NUOVO BLOG E QUATTRO COMPLESSIVI

DOPO UN ANNO DALL'APPRODO A BLOGGER DIAMO QUALCHE NUMERO E QUALCHE RIFLESSIONE.



Ormai è il quarto anniversario dall’inizio della mia avventura da gestore di un blog ed è passato un anno dall’approdo nella piattaforma di Blogger o Blogspot. Complessivamente ho totalizzato quasi 20.000 visite dal novembre 2011, cioè da quando mi registrai ed iniziai a trascrivere il lavoro di tre anni dall’altra piattaforma, fino al passaggio definitivo all’indirizzo nuovoanluc.blogspot, avvenuto ad inizio febbraio dello scorso anno. I commenti totali sono stati 301 per 171 post con una media di 1,76. Pochi commenti sono stati interessanti, tra quelli che ho ricevuto nell’ultimo anno: mi hanno riempito il post sulle parole di Celentano, copiando e incollando da altri siti, cose che non c’entrano nulla con l’argomento. Per carità, mi sono sempre battuto per la libertà d’espressione nei blog, soltanto che mi aspettavo, anche con pochissimi commenti, potessi aprire delle discussioni o ricevere pareri favorevoli o contrari sugli argomenti trattati, anziché trovarmi sempre di fronte le “ossessioni” Berlusconi e il Pdl. È come se io copiassi e incollassi tutto quello che trovo, nei vari siti, riguardante le contraddizioni, le anomalie e il parlar male di Fini, Casini e Bersani.

La colona commenti recenti non c’è più per un problema della piattaforma che non so come risolvere (se qualcuno pratico di blogger leggesse e sapesse aiutarmi gliene sarei grato); alla faccia di Splinder: quando c’era un problema tecnico o un malfunzionamento bastava segnalarlo alla redazione e il giorno dopo era tutto a posto. Un vantaggio di Blogger è quello che essendo legato a Google garantisce una maggiore visibilità sui motori di ricerca: se fate caso tra i post più popolari figurano quelli con le immagini delle bandiere dell’Italia, della schedina del totocalcio e delle cabine telefoniche, oltre a quelli sulle esperienze militari, perché si ricercano quelle specifiche immagini o si ricercano le notizie sulla caserma dove si è prestato il servizio di leva o le novità riguardanti i raduni per ex militari. Erano altresì ricercate nel periodo delle elezioni comunali di Cori notizie attinenti.



Così come io prendo le fotografie per il blog da altri siti, più di qualche mia personale immagine l’ho ritrovata da altre parti: è normale e non mi lamento, tutte le immagini possono essere riprodotte, a meno che non siano protette da diritti d’autore. La maggioranza delle visite nel mio blog arriva dall’Italia (16.065 visite), seguite in tono minore dagli Usa (1.071 v.), dalla Russia (344 v.), dalla Germania (334 v.), dalla Francia (246 v.), dal Regno Unito (155 v.) e da altre nazioni. Le visualizzazioni per sistema operativo sono le seguenti: Windows (17.000 v. 87%), Macintosh (939 v. 4%), Linux (667 v. 3%), iPhone (262 v. 1%), iPad (216 v. 1%), Android (208 v. 1%), Other Unix (94 v. 1%), Nokia (25 v. 1%), Windows NT 6.1 (24 v. 1%), Samsung (14 v. 1%). Sono cifre molto modeste, non ho intenzione di esaltarmi o vantarmi, anche perché la stragrande maggioranza di coloro che mi leggono sono venuti qui di loro iniziativa, passandosi la voce tra loro dell’esistenza di questo sito, io non ho certo gettato il bando ai quattro venti. 

Esprimere le proprie idee o le proprie esperienze in modo acuto a più di qualcuno potrà dar fastidio senz’altro, ma la cosa che dà maggiore seccatura, secondo me, è il rimaner sorpresi, facendo tutto da soli, dopo che ti avevano già giudicato e condannato e senza che io dicessi: “vieni a visitare il mio blog, così ti ricrederai!”  Tutti sono liberi di crearsi i loro spazi su internet, non è solo una mia esclusiva, e certamente ci saranno blogger più bravi di me. Le libertà di espressione e di opinione fanno parte del nostro ordinamento, per cui non si commette alcun reato, se poi i contenuti fossero non conformi alla legge, scatterebbero denunce e chiusure. Sto sempre attento a queste cose, specie quando tratto gli argomenti di Cori: scrivo fatti che posso dimostrare. Chi c'è dietro ad Anlucnuovo? La risposta è semplice: Andrea Lucarelli. Rispondo copiando Beppe Grillo, che qualche mese fa, in seguito alle voci maliziose su chi ci fosse dietro a Casaleggio (lo stratega informatico del "Movimento Cinque Stelle"), rispondeva: Casaleggio. In conclusione: da una parte mi sento motivato ad andare avanti, ma da un’altra parte la pigrizia e la stanchezza iniziano a farsi sentire.   

martedì 22 gennaio 2013

170) INOPPORTUNO IL PARTITO "FRATELLI D’ITALIA"

FRANCESCO STORACE SFIDERA’ ZINGARETTI ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE LAZIO, MALGRADO IL NEOPARTITO "FRATELLI D’ITALIA" METTA I BASTONI TRA LE RUOTE. NON C’ERA RAGIONE PER SCINDERSI DAL PDL ED E’ STATO POCO CONVENIENTE FORMARE UN NUOVO PARTITO.



Francesco Storace sarà candidato per il centrodestra alla Presidenza della Regione Lazio e sfiderà il favorito candidato del centrosinistra Nicola Zingaretti. Terzo incomodo sarà il candidato di Monti, Bongiorno. Perché proprio Francesco Storace che già è stato Presidente del Lazio dal 2000 al 2005? Perché, appunto, essendo già stato presidente gode di molta popolarità (la sua positiva politica si fece sentire nei piccoli centri) ed essendo stato fatto fuori nel 2005 in modo poco ortodosso ha bisogno di un riscatto, ora che ha dimostrato la sua estraneità alle accuse che gli furono rivolte ed inoltre è l’unico candidato forte, con il più alto indice di gradimento, che potrebbe ribaltare i pronostici. Storace afferma che, nonostante i sondaggi lo diano indietro di dieci punti rispetto a Zingaretti, ci proverà ugualmente, aspirando a replicare la sua vittoria nel 2000 contro Piero Badaloni, allorquando i sondaggi lo davano indietro di diciotto punti percentuali. Sarà una dura battaglia. Si parte male se il neomovimento “Fratelli d’Italia” (l’Italia s’è desta!) mette i bastoni tra le ruote, presentando una propria lista indipendente. Questa Giorgia Meloni è un'altra che s’è montata la testa: avrebbe voluto candidarsi alla primarie del Pdl, andando contro gli esponenti ex An che erano pro–Alfano, e si sarebbe voluta candidare a Presidente della Regione Lazio, in entrambi i casi non avrebbe avuto nessuna possibilità di vincere. Per ripicca, a causa dell’annullamento delle primarie, ha fondato, insieme a Crosetto e La Russa, il partito “Fratelli d’Italia centrodestra nazionale”.



 E allora Alfano, il grandissimo favorito delle primarie, cosa avrebbe dovuto fare? Lui si che avrebbe dovuto sbattere i piedi, andarsene e fondare un nuovo partito, ma non l’ha fatto per una ragione di logica: ha capito che Berlusconi è l’unico in grado di salvare il Pdl, mentre con un altro candidato il risultato sarebbe stato pessimo ed egli si sarebbe bruciato subito. Berlusconi, se andrà male non ci rimetterà nulla perché ormai il suo tempo l’ha fatto, se andrà bene potrebbe proporre Alfano alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Non c’era necessità di fondare questo partito, in alternativa quei tre avrebbero potuto andare con Storace. Dove pescheranno gli elettori? Nel Pdl pochissimi sono disposti a votarli, mentre “La Destra” ha già il suo elettorato, seppur molto modesto, già consolidato, non disposto ad emigrare. Principalmente per ambizioni e personalismi c’è stata questa piccola scissione dal Pdl e, tornando indietro, si è  buttato via un progetto, un percorso e un cammino in cui si era lavorato duramente e in cui si credeva fermamente; si può comprendere Fini e la sua truppa che sono andati via perché avevano cambiato posizione, questo caso no, non si comprende. A questo punto quello che era il partito di Alleanza Nazionale è ora frammentato in quattro parti: La Destra (sorto gà prima dell'adesione di An nel Pdl), Fratelli d'Italia, Popolo delle Libertà e Futuro e Libertà per l'Italia. Per quanto riguarda me, il sogno del grande partito unitario del centrodestra, né troppo centrista e né troppo estremista, da contrapporre al grande partito unitario del centrosinistra Pd (stesso discorso: né troppo di centro e né troppo estremo), rimane intatto a distanza di quattro anni, cioè dalla vittoriose elezioni politiche del 2008. Se i dirigenti del Pdl fossero stati propensi a rimodernare il partito, optando per una riedizione di Forza Italia, oppure si fossero fissati troppo con Monti, allora a quel punto io sarei stato il primo ad aderire ad un nuovo soggetto politico ex An. Il nome “Popolo delle libertà” è stato mantenuto, l’alleanza con Monti e i centristi non c’è stata, per cui non vedo necessità di dirottare il mio voto verso un altro partito diverso dal Pdl.

martedì 15 gennaio 2013

169) IN VISTA DELLE ELEZIONI POLITICHE 2013


SI VANNO DELINIANDO I PRINCIPALI SCHIERAMENTI DELLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE IN PROGRAMMA IL 23 E 24 FEBBRAIO 2013:

·        CENTROSINISTRA (PD, SEL E ALTRI): BERSANI CANDIDATO PRESIDENTE;
·        CENTRODESTRA (PDL, LN, LA DESTRA, FDI E ALTRI): BERLUSCONI CAPO DELLA COALIZIONE;
·        CENTRO (ITALIA FUTURA, UDC, FLI): MONTI CANDIDATO PRESIDENTE;
·        SINISTRA (IDV, FDS, VERDI E ALTRI): INGROIA CANDIDATO PRESIDENTE;
·        MOVIMENTO CINQUE STELLE: GRILLO CANDIDATO PRESIDENTE.


I grandi partiti scaldano i motori in vista delle prossime elezioni politiche nazionali del febbraio prossimo. L’interesse dei cittadini va crescendo, così da lasciarsi alle spalle l’astensione delle elezioni amministrative e quell’antipolitica, cavallo di battaglia del “Movimento Cinque Stelle” di un Beppe Grillo in caduta libera; in autunno era dato al 20%. Se qualcuno potrà rovinare la festa al favorito Bersani, quel qualcuno sarà ancora una volta Berlusconi e non certo Mario Monti. Quest’ultimo schierandosi e scendendo direttamente in campo si è giocata la possibilità dell’elezione alla Presidenza della Repubblica o la conferma alla guida di un governo super-partes, nel caso che nessuna coalizione dovesse avere la maggioranza nei due rami del parlamento. L’informazione di sinistra italiana, dopo la luna di miele iniziale che ebbe con lui nonostante l’attuazione di scelte impopolari, sembra averlo scaricato, cosi come gli organi di stampa internazionale. Egli si era impegnato a non ripresentarsi: era il fondamento su cui il Pdl diede l’appoggio per la nascita del suo governo. È l’uomo delle banche, della Germania, delle tasse che strangolano la gente e Casini e Fini gioiscono per la sua “discesa in politica”: è l’unico modo per conservarsi i seggi parlamentari? La nascente “Italia Futura” di Montezemolo ridimensionerà di molto l’Udc; il Fli non ci sarebbe stato in ogni caso, perché i propri componenti sono nati in un’altra zona.


Molti tecnici di quell’area centrista poco più di un anno fa, prima che Napolitano li nominasse senza aver ricevuto il mandato popolare, erano anonimi, ora si sono montati la testa; invece tutti gli altri peccherebbero di immodestia. Il Vaticano ha smorzato gli entusiasmi per Monti in campo, per il crescente imbarazzo di molti di quella lista per i temi etici. E come potrebbero i centristi opporsi ai programmi di sinistra, se come da previsione si coalizzeranno con essa? Al momento l’ipotesi più accreditata è la seguente: Pd e Sel otterranno la maggioranza alla Camera ma non al Senato, così per via del bicameralismo perfetto in atto, il centro soccorrerà solo il Pd, formando con esso il futuro governo. Il Pd, da due elezioni politiche a questa parte, ha abbandonato le litigiose coalizioni, preferendo dare importanza ad un solo partito alla volta (2008 Idv, 2013 Sel) e lasciano tutti i piccoli movimenti di sinistra estrema soli per la loro strada, rischiando di non superare lo sbarramento in % previsto, come è già accaduto nel 2008.



Non si fanno i conti senza l’oste. All’inizio l’oste non era considerato, era irriso, ma dopo aver vinto i duelli nella tana dei lupi, contro Santoro e Travaglio, inizia a preoccupare. Nel Pdl dopo più di un anno di incertezze e di lotte tra fazioni, ora finalmente c’è certezza. Primarie si, primarie no, Alfano si, Berlusconi no, moderati si, moderati no, Forza Italia 2 e  nuova An si, Pdl no, Monti si, Monti no. Sono contento che abbiano mantenuto la denominazione “Popolo delle Libertà” al partito, anche perché tutti iniziano a stufarsi degli infiniti cambi di nomi (e delle scissioni) nei partiti negli ultimi venti anni. Il nome è rimasto invariato, per cui non si capisce perché una piccola componente ex An abbia dato vita al piccolo partito “Fratelli d’Italia”, alleato del Pdl: la scissione avrebbe avuto un senso se avessero fatto una Forza Italia 2. Neanche il capo del partito “La Destra” Storace sembra particolarmente entusiasta della nascita di questo movimento e non pensa minimamente alla fusione tra i due partiti.

Berlusconi, protagonista indiscusso della scena politica italiana degli ultimi due decenni, ha deciso di scendere nuovamente in campo per tre motivi:

1.      per la mancanza di un successore dotato di carisma, conosciuto dal popolo, in grado di trascinare e coinvolgere (Fini avrebbe potuto ambire a quel ruolo se non avesse cambiato opinioni politiche);
2.      per l’ennesima condanna in Primo Grado in un processo (ha pensato: “neanche adesso che mi sono ritirato mi lasciano in pace!”);
3.      per la vittoria di Bersani alle primarie: egli è convinto che il candidato del centrosinistra sia un avversario alla sua portata, se il candidato fosse stato il giovane Renzi, probabilmente avrebbe sfidato un altro giovane promettente, Alfano.



Il Cavaliere è stato altresì abile e saggio a bleffare, proponendo Monti alla guida di tutti i moderati, ben sapendo che il Professore e gli alleati si sarebbero tenuti alla larga dal Pdl: ha preso tempo quietando le ire di tutta l’Europa, ha giustificato con quel rifiuto il suo ritorno ed ha evitato la scissione dei montiani nel suo partito (c’è stata solo qualche piccola defezione). La partita a scacchi è proseguita con la Lega Nord, al quale interessa solo portarsi a casa la Presidenza della Regione Lombardia (se vi riuscirà tutte le presidenze delle grandi regioni del nord saranno nelle proprie mani) e non è interessata molto alle poltrone romane: ci credo, alcuni suoi rappresentati ci sono stati sopra per molti anni senza riuscire ad avere il federalismo (fiscale ed amministrativo), con  maggiore autonomia regionale rispetto allo stato centrale. I leghisti per riuscire nel loro intento hanno dovuto allearsi per l’ennesima volta con quelli del Pdl: essendo la Lombardia una delle regioni chiave al Senato, senza l’alleanza su scala nazionale, il partito berlusconiano non avrebbe mai appoggiato quella regionale lombarda. Così si è giunti ad un compromesso: Berlusconi capo della coalizione, in seguito ed in caso di vittoria sarà deciso il nome del Presidente del Consiglio ed alleanza Ln – Pdl, in Lombardia, alla Camera e al Senato.  Potrebbero ripetersi le sorprendenti esperienze del 1994 (vittoria del Polo delle Libertà e del Polo del Buongoverno contro un centro e una sinistra separati) e del 2006 (vittoria di strettissima misura, contro tutte le aspettative, del superfavorito centrosinistra e straordinario recupero del centrodestra). Anche se quelle prestazioni passate non si ripeteranno, sarà già un grosso successo arrivare ad un governo di compromesso e di larghe intese, mandando all’aria gli inciuci catto-comunisti a causa del Pdl, che per la sua prestazione elettorale dovrà essere coinvolto per forza. Berlusconi, protagonista della campagna elettorale, potrebbe fare la differenza ancora una volta, però, visto che inizia ad avanzare inesorabilmente negli anni, mi chiedo: che cosa sarà del suo partito quando non potrà scendere più in campo?

sabato 5 gennaio 2013

168) BUFALE E MISTERI


·          LA FINE DEL MONDO


Siamo giunti nell’anno del Signore 2013. Alcuni creduloni pensavano che non ci saremmo arrivati, a causa della profezia dei Maya, la quale indicava la data del 21 dicembre 2012 come quella della fine del mondo. Purtroppo queste sciocchezze da quando internet è divenuto un fenomeno di massa vengono amplificate in modo magistrale. Nel 2011 si diffuse la notizia di un’antica previsione riguardante un violento terremoto che avrebbe colpito Roma il 10 maggio: come al solito molti ci cedettero. Nostradamus predisse nell’anno 1999, al settimo mese, che un gran re di terrore sarebbe giunto dal cielo: sbagliò di un paio di anni e di un paio di mesi per arrivare all’11 settembre 2011; alcuni critici sostengono che Nostradamus misurasse il tempo a modo suo, partendo dal secondo anno dell’era cristiana, poiché si pensava che il 2 fosse l’anno reale di nascita di Cristo, e considerava marzo come primo mese dell’anno, per cui il 1999, settimo mese, è il settembre 2001. Hanno sempre la giustificazione per tutto. Volete vedere che se un domani qualcuno nato nel luglio 1999 sarà protagonista della storia in negativo, tutto ricondurrà alla profezia di Nostradamus? Come non dimenticare il cosiddetto Millennium bug? Vale a dire il rischio per i calcolatori elettronici di non riconoscere il passaggio di data dal 31 dicembre 1999 al 1 gennaio 2000, con le catastrofiche previsioni di mandare in tilt l’intero mondo. Anche per quel fatto si fantasticò molto sulla fine del mondo, in più c’era quella paura del 2000: della cifra tonda, tonda, che dopo mille anni tornava a terrorizzare.  Prevedere il futuro è impossibile, perciò tutte le notizie riguardanti profezie catastrofiche date per certe sono solo chiacchiere: a volte le parole di studiosi, astrologhi e indovini del passato vengono distorte da qualcuno che vuol farsi bello, sperando di azzeccarci per divenire famoso, quando invece fa solo la figura del venditore di fumo ed il brutto è che la gente gli dà pure retta.


  • GLI EXTRATERRESTRI

Un altro grande mistero che angoscia l’umanità è quello sull’esistenza degli extraterrestri. Recentemente alcuni politici hanno dato per certo l’esistenza di abitanti degli altri pianeti, qualcuno avrebbe persino fotografato dei dischi volanti. Secondo costoro essi dispongono di altissime tecnologie per sfuggire ai radar, così gli ufo (oggetti volanti non identificati) non vengono segnalati. L’universo è composto da miliardi e miliardi di galassie e non sorprenderebbe molto se al di fuori del nostro pianeta ci fossero altre forme di vita. Se gli alieni sono riusciti ad arrivare da noi, hanno le tecnologie di gran lunga superiori per affrontare viaggi di miliardi di anni luce e se volessero potrebbero colonizzarci in modo violento. Torneranno le grandi paure che fecero la fortuna degli scrittori fantascientifici dell’800 e del ‘900? I grandi della Terra se sono a conoscenza della verità, tale mistero lo tengono per loro e non lo diffondono: per quale ragione? Secondo dei racconti (con tanto di fotografie e filmati) un disco volante extraterrestre nel 1947 sarebbe precipitato nelle zone interne degli Usa, provocando delle vittime aliene. Persino Papa Giovanni XXIII si sarebbe imbattuto ed avrebbe parlato con un alieno nel luglio 1961 a Castel Gandolfo, come potrete vedere dal seguente filmato circolante sulla rete che ricostruisce l’incontro presunto.



Non so se la notizia sia vera o inventata: il Segretario del Papa, che si trovava insieme a lui nell’incontro ravvicinato, avrebbe confermato quella notizia, che fu anche riportata in passato su qualche organo di stampa internazionale. Se quanto raccontato corrispondesse a verità, significherebbe che questi esseri ci spiano bene chissà da quando, sapendo persino che ruolo ha il papa su questo pianeta e se hanno scelto di parlare con lui hanno delle intenzioni pacifiche e non bellicose. Ma potrebbe pure essere che ci stiano spiando a fondo per una futura invasione, altrimenti perché restare nascosti? Oppure potrebbero avere stretto dei compromessi con i potenti della Terra. Ma può anche darsi che questi fatti siano tutte cretinate per i soliti citrulli che abboccano.

domenica 30 dicembre 2012

167) DENATALITA’ PERICOLOSA


LA DENATALITA' IN ITALIA PROVOCHERA' DISASTROSE CONSEGUENZE A CAUSA DEL DISLIVELLO TRA I NUMEROSI VECCHI E I POCHI GIOVANI. LE IDEE PER UNA CONTROTENDENZA. LA STORIA DI ISABELLA VIOLA, LA GIOVANE MAMMA, CHE ANDANDO CONTROCORRENTE HA AVUTO 4 FIGLI ED E' MORTA FATICANDO PER MANTENERLI.



L’Italia è agli ultimi posti al mondo per nascite. È un triste e brutto primato. Tra qualche decennio ci saranno una miriade di vecchi e pochi giovani: la piramide sarà capovolta, invece dovrebbe avere la sua forma originale. I pochi giovani attivi non ce la faranno a mantenere i moltissimi anziani pensionati, per cui il sistema pensionistico sarà da riformare, allungando l’età lavorativa: i sindacati è inutile che strillino tanto. Negli anni ’60 lavoravano tutti e c’erano pochi anziani pensionati, con quei criteri si è andati avanti sino ai nostri giorni. L’elevata fecondità anni addietro era una caratteristica tipica italiana: negli anni successivi al Secondo Conflitto Mondiale nacquero più di un milione di bambini all’anno, negli anni ’50 le nascite scesero leggermente sulle 900.000/800.000 annue, a metà anni ’60 superarono nuovamente il milione annuo, dopo di allora pian piano iniziarono a calare, sino a raggiungere all’incirca il mezzo milione e rotti alla metà degli anni ’80, in concomitanza con l'entrata in vigore dell'aborto. Un anno qualcosa in più, un altro anno qualcosa in meno, ma dalle 550.000 le nascite non si sono più smosse da un trentennio. Perché questa denatalità? Non tanto per la mancanza di lavori duraturi e fissi o per l’emancipazione della donna che dà priorità a realizzarsi professionalmente, ma per la trasformazione della società: dove una generazione abituata ad avere tutto senza lottare, vede nell’arrivo dei figli una minaccia alla propria libertà e alla propria sicurezza economica.



La superficie italiana è limitata, perciò neanche converrebbe figliare a tutto spaino, come incitava a fare il Fascismo perché aveva bisogno di braccia per un’eventuale guerra, ma allora possedevamo alcune colonie in Africa da popolare; oggi basterebbe soltanto chiedere alla popolazione italiana di fare un piccolo sforzo, per portare il numero dei nati sulle 600.000/700.000 all’anno, per far sì che si superino i morti annui di qualche decina di migliaia, così il disequilibrio anziani, popolazione attiva verrebbe in larga parte risolto. I governi che si sono succeduti in tutti questi anni non hanno fatto nulla per sensibilizzare gli italiani su questo tema, quando invece avrebbero dovuto promuovere massicce campagne pro – incremento natalità. Dal punto di vista medico – scientifico bisognerebbe agevolare la ricerca per la guarigione dalla sterilità, migliorare la fecondazione assistita, prevenire e curare le eventuali malformazioni del nascituro, allungare di qualche anno il tempo biologico di una donna, abolire l’aborto (ogni anno in Italia ne vengono praticati all’incirca 150.000: una bella cifra che impennerebbe vertiginosamente il numero dei neonati). Per quanto riguarda l’assistenzialismo statale, il governo dovrebbe incitare al matrimonio in giovane età (non oltre i trent’anni), favorendo gli sposi sia dal punto di vista fiscale,  sia nei loro lavori: più figli hai meno tasse paghi, istituzione di premi in denaro, creazione di asili nido nei posti di lavoro, maggiori guadagni per il capofamiglia, garanzia per la donna di entrare nel mondo del lavoro in età avanzata (se vorrà o se ce ne sarà bisogno), quando i figli saranno grandini, con possibilità per entrambi i coniugi di agevolare la carriera nelle loro professioni in base al numero di figli.

Viviamo in un paese libero: per libertà, tra le tante cose, s’intende anche il fare figli o non farli, sposarsi o no; noi vogliamo solo dare qualche consiglio per evitare un futuro dislivello tra il numero di anziani elevatissimo, il numero di giovani molto ridotto e le disastrose conseguenze che ci saranno. Per saldare quello squilibrio potrebbero aprire le porte ad altri milioni e milioni di stranieri, altrimenti chi assisterà gli altrettanti milioni di individui nati negli anni ’60 quando saranno anziani? Conviene davvero buttare via tutta la nostra storia e la nostra identità nazionale? I popoli a sud del Mediterraneo non fanno altro che crescere e moltiplicarsi: se non disponessimo di elevati mezzi tecnologici di difesa militare, chi ci avrebbe difeso se un domani avessero deciso di muovere guerra contro di noi? Sono popolazioni che hanno fame (in tutti i sensi), i nostri pochi giovani non ce l’hanno, sono abbuffati di materialismo. 


LA STORIA DI ISABELLA VIOLA


In questo quadro ci sono delle storie che coinvolgono: per alcuni anni, prima che arrivasse la crisi, i mezzi di informazione ci hanno raccontato di un’Italia che viveva in un eldorado, non aveva voglia di sfacchinare, di alzarsi alle quattro di mattina, di generare nuove vite e l’immigrazione era l’unica soluzione per toppare quelle falle. Non avevano tutti i torti, però c’erano e ci sono delle eccezioni che non facevano e non fanno notizia, a meno che non ci scappi il morto. È la storia di Isabella Viola, raccontata da “Il Messaggero”: la donna 34enne, originaria di Torvaianica e  madre di quattro figli, che lo scorso novembre nelle metropolitane di Roma si è sentita male ed è morta, distrutta dalla fatica per il gran lavoro che svolgeva per moltissime ore e per sette giorni su sette. È una storia triste e allo stesso tempo eroica, di una madre coraggio, che anziché scegliere di stare a casa con i genitori e fare la vita comoda, si è assunta delle responsabilità, sgobbando per amore dei suoi numerosi figli. Questo fatto mi ha commosso profondamente: noi intellettuali di destra dietro le nostre dure scorze, disponiamo di un cuore tenero come il burro. Sia da esempio per i giovani, anche se l'effetto che potrebbe scaturire potrà essere opposto a quello desiderato.


di Laura Bogliolo (http://www.ilmessaggero.it/)
ROMA - I dolci Isabella non li preparava anche per i suoi bambini «perché quando tornava a casa era già notte»: poco dopo l'alba avrebbe inghiottito anche l'ultima possibilità di dare un bacio ai suoi quattro figli. «Isabella metteva la sveglia alle 4, poi correva per non perdere il pullman che da Torvaianica la portava a Roma, al bar dove lavorava» e dove cucinava dolci che il quartiere Tuscolano ancora oggi ricorda. Passava tutta la giornata in quel piccolo locale color rosa, poi il viaggio di ritorno a casa, oltre due ore di viaggio sui mezzi pubblici. «Giocava un po' con i bimbi, poi crollava e andava a letto». Isabella Viola, la giovane mamma di quattro figli morta per un malore nelle viscere poco ospitali della metropolitana, «andava a lavoro nonostante stesse male altrimenti non la pagavano».

Anche quella maledetta domenica Isabella non si sentiva bene: prima di indossare giaccone e sciarpa si è voltata e ha sussurrato per non svegliare i bimbi: «Tranquillo amore, ce la faccio, ci vediamo dopo». Alessandro Rossi, 43 anni, il marito di Isabella, si stringe a se stesso quasi cercando un ultimo abbraccio mentre racconta la storia di quella ragazza ribattezzata la «principessa di Torvaianica», per qualcuno addirittura «regina». Peccato sia dovuta morire per essere incoronata.

«Cinquantacinque euro al giorno». Era quanto prendeva la principessa di Torvaianica per gestire un bar che aveva trasformato in pochi mesi in un punto di ritrovo di un intero quartiere. Lo racconta il marito Alessandro in una video intervista pubblicata oggi sul Messaggero.it mentre non riesce a nascondere la rabbia: «Isabella lavorava sette giorni su sette, solo la domenica poteva andare via un po' prima dal bar e non la pagavano se restava a casa perché stava male: nessun rimborso, non poteva usufruire della malattia perché non aveva un contratto».

Alessandro ha presentato una denuncia contro il gestore del bar, vuole dare «un po' di giustizia» a quella donna che ogni tanto scompariva dietro il bancone: bastava sporgersi un po' per ritrovarla accucciata, avvolta come in un bozzolo, seduta sopra una cassetta del latte in cerca di qualche minuto di riposo.

Solidarietà. Alessandro sfoglia le centinaia di e-mail che sono arrivate alla redazione del Messaggero.it, nasconde il volto per non far vedere le lacrime, così come faceva Isabella quando non voleva mostrare le smorfie di dolore per quel malessere che da tempo la perseguitava. «Grazie a tutti quelli che hanno scritto alla nostra famiglia, grazie per l'affetto inaspettato: la sera, prima di cenare, leggo quelle belle parole ai miei piccoli».

Loro, Alessandra, 4 anni, Davide, 6, Francesco 9, e Manuele, 11, sorridono, con gli occhi illuminati di vita, non hanno mai smesso di sperare anche se mamma non c'è più. Giocano con Andrea Capanero, collega di Isabella, amico di famiglia. «Più o meno faccio la vita che faceva Isabella, ora mi chiedo ne varrà la pena?» scrive Letizia, anche lei come Isabella rimasta orfana del papà. Per Luca la principessa di Torvaianica rappresenta «un istante di vita in un mondo che troppo spesso è solo commedia». Gemma Viola digita da Monza: «Anche noi abbiamo 4 figli, vorremmo aiutare». C'è chi ha proposto di intitolare una via a Isabella, e chi, come Francesca, pensa al Natale e a quell'ultimo desiderio di Isabella: risparmiare per fare i regali ai suoi quattro figli creando sul web una Wish list, una lista di regali online. Anche i dipendenti della Camera dei Deputati stanno organizzando una colletta.

In missione da Torino. Solidarietà alla famiglia di Isabella anche dal sindaco Gianni Alemanno: ha ricevuto Alessandro e i suoi figli in Campidoglio e anche oggi continua a stare vicino a quei piccoli con un aiuto concreto. Anche il quartiere non si dimentica di Isabella: la colletta all’edicola in via Nocera Umbra organizzata dalla signora Ada prosegue. Sono stati raccolti circa 4mila euro: 2mila sono stati spesi per i funerali, soldi che il Campidoglio ha poi donato. Ada si commuove quando racconta di quella signora partita da via Trionfale con una missione: «Vengo da parte di mia madre che abita a Torino - ha detto la signora - mi ha chiamata chiedendomi di venire qui e fare un’offerta per i figli di Isabella».

Aiuti anche dal Canada. «Sono padre di 3 bimbi e posso solo immaginare l'incredibile tragedia e il dolore della famiglia di Isabella, vivo in Canada, a Toronto, e vorrei contribuire alla colletta» scrive Fabio. E-mail anche dalla Germania con Daniele che definisce Isabella una «piccola grande donna». «Il comitato Presepe Vivente di Morlupo vuole dedicare l’edizione di quest’anno a Isabella» propone Mariasole Garacci che sta organizzando una colletta.


Alessandro ha attivato un conto corrente Banco Posta «per dare seguito alle centinaia di richieste arrivate: Iban IT32W0760103200001009910611 intestato ad Alessandro Rossi».

Ma il marito di Isabella non si dà pace: «Stava male, non doveva lavorare, ogni giorno affrontava un viaggio di oltre due ore e spesso il pullman non si fermava a Torvaianica perché troppo pieno. Ma Isabella - dice Alessandro - faceva di tutto pur di lavorare». Anche morire.

domenica 23 dicembre 2012

166) I MARO' A CASA PER NATALE


PER NATALE SONO TORNATI A CASA, RIABBRACCIANDO LE RISPETTIVE FAMIGLIE, I DUE MARO' DEL REGGIMENTO SAN MARCO DAL FEBBRAIO SCORSO PRIGIONIERI IN INDIA. GLI SFORZI DI TANTE PERSONE CHE ATTRAVERSO LA RETE NON LI HANNO DIMENTICATI SONO SERVITI.


Salvatore Girone e Masimiliano Latorre, i due marò liberati per natale.



UN PICCOLO OMAGGIO A LORO, COME A MOLTI ALTRI CHE, A COSTO DI PERIRE, HANNO SERVITO IL SAN MARCO PER LA DIFESA DELLA PATRIA




INNO DEL REGGIMENTO SAN MARCO


martedì 18 dicembre 2012

165) L’80ESIMO ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DI LITTORIA


IL 18 DICEMBRE 1932 NACQUE LITTORIA



Il nostro capoluogo di provincia oggi compie 80 anni: il primo nucleo di abitazioni a ridosso dell’odierna “Piazza del Popolo”, in località “quadrato”, nacque infatti ufficialmente il 18 dicembre 1932 alla presenza del Duce e dopo sei mesi di lavoro dalla posa della prima pietra, avvenuta il 30 giugno del medesimo anno. I primi edifici, in stile razionalistico e futurista, furono progettati da Oriolo Frezzotti. La bonifica delle Paludi Pontine, malsane e infestate dalle zanzare anofele, portatrici della malaria, e che si estendevano da Cisterna a Terracina, fu diretta dal commissario governativo Valentino Orsolini Cencelli: fu un’operazione molto imponente e dal punto di vista ingegneristico grandiosa, perfino per i nostri tempi. Nell’epoca dell’antica Roma la palude era stata in parte bonificata ed erano presenti lungo la Via Appia degli agglomerati urbani di modeste entità, poi con le invasioni barbariche tornò l’acquitrino, così i pochi abitanti del luogo si rifugiarono sui paesi arroccati nei monti: erano ritenuti più sicuri per sfuggire alle scorribande dei barbari prima e dei saraceni dopo. Nel Medio Evo e nel Rinascimento alcuni papi tentarono nuovamente la bonifica senza successo. Il luogo era selvaggio e suggestivo, per cui divenne rifugio sicuro di briganti ricercati, oltre che zona di caccia per i nobili romani, ospiti della famiglia Caetani, proprietaria del feudo dove era presente la palude. Il poeta tedesco Goethe definì le Paludi Pontine il luogo più selvaggio e affascinante d’Europa.



Il Regime fascista si mise in testa di mutare la malsana, mortifica ed inospitale palude in terra fertile da destinare all’agricoltura e come disse Mussolini: “quello che per venticinque secoli tentarono invano ora è realtà!; Prima per trovare un po’ di terra da coltivare dovevamo attraversare un oceano, ora è qui, a mezzora da Roma!” Furono scelti i coloni veneti, friulani ed emiliani dell’Opera Nazionale Combattenti per popolare e coltivare quelle nuove terre. Per conservare una parte dell’antica palude venne creato il Parco Nazionale del Circeo. Dopo Littoria nacquero, in sequenza, le città di Sabaudia, Pontinia, Aprilia e Pomezia, oltre ai piccoli borghi chiamati con le denominazioni geografiche (monti e fiumi) dove si erano combattute le grandi battaglie della Prima Guerra Mondiale: Piave, Isonzo, Carso, Bainsizza, Montello, Sabotino, Grappa, Faiti, Podgorica, Flora, San Michele, Santa Maria, San Donato, Vodice, Ermada. La nuova provincia di Littoria fu istituita nel 1934, a spese di quella di Roma, comprese, oltre ai nuovi paesi, a nord quelli antichissimi dei Monti Lepini e a sud quelli di ascendenza campana. I centri dell'Agro Pontino erano stati concepiti come agricoli, rurali, dopo la Seconda Guerra Mondiale conobbero un notevole sviluppo industriale, cambiando i connotati delle giovani cittadine, le quali divennero poli attrattivi dal Sud Italia. All’inizio Littoria aveva circa 10.000 abitanti, oggi Latina ne ha quasi 120.000: è la seconda città del Lazio per popolazione.


Quella che per millenni fu terra inospitale e malsana, oggi è una terra florida e prosperosa in tutti e tre i settori produttivi (primario, secondario e terziario) che dà molte opportunità d’impiego, anche se in tempi recenti le occasioni iniziano a restringersi. Latina è un centro ideale, non lontanissimo, a poche decine di minuti per noi, dove c’è tutto: non è né immenso e né caotico come Roma, né troppo modesto; tant’è vero che alcuni romani, stanchi della vita eccessivamente stressante della metropoli, vi si stabiliscono, trovando la città perfetta per i loro gusti. Vi si stabiliscono altresì, nei quartieri residenziali, molti abitanti originari dei piccoli paesi dei monti limitrofi, che hanno raggiunto delle elevate posizioni sociali. È stata quindi una buona cosa per l’intera collettività la creazione di Littoria (Latina), capoluogo dell’odierna provincia che recentemente ha rischiato la soppressione, o meglio l’accorpamento con la Provincia di Frosinone. Quello che negli anni ’30 del ‘900 fu realizzato, non credo che oggi sarebbe possibile realizzare, con tutti questi movimenti di opposizione che ci sono ora, coadiuvati dai mezzi d’informazione che danno loro manforte, a qualunque opera pubblica si proponga.


mercoledì 12 dicembre 2012

164) SE LE SUONANO E SE LE CANTANO


BASTA CHE IL PDL SI ASTENGA SULL’APPROVAZIONE DI UNA LEGGE PER SCATENARE IL PUTIFERIO, DOVUTO ALLE PROBABILI DIMISSIONI DI UN GOVERNO MONTI, GIUNTO COMUNQUE AL TERMINE DEL SUO MANDATO (E DELLA LEGISLATURA). BASTA CHE LE VOCI DI UNA POSSIBILE RIDISCESA IN CAMPO DI UN “VECCHIACCIO, FINITO E ALL’EPILOGO, LADRO, MAFIOSO, MALATO, PUTTANIERE, PEDOFILO (E CHI PIU’ NE HA, PIU’ NE METTA)”, CHE HA CONDOTTO L’ITALIA ALLA ROVINA E IL CUI PARTITO DA MESI E’ A PICCO NEI SONDAGGI, SI FACCIANO PIU’ INSISTENTI, PER FAR SALTARE LE VALVOLE A TUTTI, ANDANDO IN ESCANDESCENZA.



Dove sta la stranezza nel fatto che Monti ha annunciato che si dimetterà dopo l’approvazione della legge finanziaria? La legislatura è finita e avrebbe dovuto sloggiare comunque, anche perché i grandi partiti che si sfideranno alle prossime elezioni politiche hanno annunciato che non intenderanno proseguire con Monti Presidente del Consiglio dei Ministri. Legittimo che il Pdl abbia espresso delle perplessità: fecero fuori un governo legittimamente eletto, addossandogli tutti i drammi del paese, con un anno di tecnici le cose sono peggiorate (disoccupazione, debito crescente, nuove stangate per i cittadini) e allora perché non si possono formulare critiche? Controvoglia e con responsabilità Alfano e gli altri hanno mandato avanti l’espressione dei grandi finanzieri europei, della Germania, del Presidente della Repubblica, e un ministro si permette di esternare disappunto sulla possibile ridiscesa in campo di un fondatore di un partito, grazie al quale per più di un anno lo stesso ha potuto rivestire quel ruolo. Altro fatto grave: questi governanti parlano tanto di risparmi nella politica e non hanno mosso un dito per evitare che nella Regione Lazio si voti poche settimane prima di tutte le altre elezioni in programma (ci sarebbe voluto un decreto legge) e erano già stati minacciati su questa cosa. Per cui il partito del “Popolo delle Libertà ha ritenuto giusto dare un segnale forte all’esecutivo, astenendosi sull’approvazione di alcune leggi.

Tutto il resto lo hanno fatto gli altri, in Italia e in Europa: voci di dimissioni del governo, pericoli per l’Italia, speculatori finanziari che tornano all’assalto, l’ombra del mostro Berlusconi che si aggira, ecc. In Italia anziché indignarsi che la sovranità nazionale è minacciata, posta sotto ricatto dai mercati, dagli speculatori finanziari e siamo stretti nella morsa Ue, Germania, Merkel, facendo ingrassare tutti sempre di più, mentre noi tiriamo la cinghia, si esulta perché per un giorno è salito il cosiddetto spread e si è fatta una pubblicità negativa a Berlusconi con i quotidiani europei omologhi di Repubblica, Unità, Corriere della Sera, La Stampa. Dunque signori, non pensate che le sorti dell’Italia devono essere decise solo ed esclusivamente dal popolo italiano? Ancora tutta questa paura fa un settantasettenne che tuttora non ha preso nessuna posizione ufficiale sulla ridiscesa in campo, rovinato nella dignità e nella moralità, che è la causa di tutti i guai italiani e il cui partito è super-sfavorito nella contesa elettorale? È terminata la strafottenza di Bersani: lui che ha voluto ostacolare Renzi, un giovane promettente che avrebbe sfidato Alfano, ora si ritrova a dover fronteggiare un cadavere che cammina. Perché averne timore? E che ci vuole è tutto facile!




È ancor di più fuori luogo il clamore degli ex alleati di centro sul ritorno di Berlusconi e sulla fine di Monti. Loro (Fini e Casini) che siedono in Parlamento dal 1983 e hanno intenzione di ricandidarsi, danno del dinosauro a Berlusconi perché non vuol sapere di ritirarsi. Da tempo  i due politicanti "di mestiere" non fanno più parte dell’alleanza di centrodestra, per cui il Pdl può presentare chi vuole e senza che interferiscano. Anzi per tutto il 2012 i “moderati” del partito hanno fatto di tutto per ricucire i rapporti con l’Udc senza successo, perché i centristi volevano a tutti i costi l’alleanza con i progressisti e avrebbero impostato la campagna elettorale sparando a zero sul Pdl e sul suo mentore. Addirittura il Cavaliere aveva dichiarato che sarebbe stato disposto a farsi da parte per ricreare l’area politica che guidò l’Italia dal 2001 al 2006, proponendo addirittura di candidare Mario Monti. Le suddette voci destarono un po’ di malumori tra i militanti e nell’ala destra del Popolo della Libertà, tuttavia le buone intenzioni c’erano. Ora Fini e Casini sono isolati, abbandonati anche dall’altro  voltagabbana per convenienza, Rutelli, e la loro speranza è riposta o in Montezemolo o in Monti che fanno campagna elettorale con loro, garantendosi qualche seggio al parlamento. I problemi italiani vengono da lontano, non sono dipesi da Berlusconi: la crisi internazionale e il debito pubblico ereditato dai governi di centrosinistra (Dc – Psi); l’unica pecca che si può attribuire ad egli è il non aver attuato le riforme necessarie, o meglio non ha avuto il coraggio di fare scelte impopolari. Mario Monti quelle misure le ha adottate e le cose non sono migliorate: lo ha scritto perfino quel Financial Times antiberlusconiano.  

martedì 4 dicembre 2012

163) LE PRIMARIE DEL CENTROSINISTRA 2012

VITTORIA PER BERSANI NELLE PRIMARIE FARSA DEL CENTROSINISTRA, IN CUI ERA GIA’ TUTTO STABILITO, CON L’ECCESSIVO SPAZIO E RISALTO NEL SERVIZIO PUBBLICO TELEVISIVO. LE CONTRADDIZIONI DELLA SINISTRA NELLA LEGGE ELETTORALE E NEL VOTO ANTICIPATO DELLA REGIONE LAZIO.



Le elezioni primarie del centrosinistra hanno sancito, com’era prevedibile, la vittoria di Pierluigi Bersani sugli sfidanti; i più temibili sono stati Nicola Vendola e Matteo Renzi. Vendola e Di Pietro erano fino a pochi mesi fa l’espressione della politica innovativa, anomala ed alternativa della sinistra, rispetto al solito Pd: erano molto accreditati, specialmente dai sondaggi, finché non è esploso Beppe Grillo e così entrambi si sono sgonfiati. Il ciclone Renzi piacerà sicuramente ai giovani di centrodestra e ai tanti ex berlusconiani delle classi sociali alte, a sinistra non è ben visto, si preferisce portare avanti il vecchio (D’Alema, Bindi, Rutelli, ecc.), attraverso la persona di Bersani, non scombussolando i classici schemi e stabilendo ferree regole. A me non sono mai piaciuti i tipi con la chiacchiera facile: grazie alle loro parlantine riescono a scalare tutte le vette più inespugnabili, anche se spesso non hanno i titoli di vario genere per poter ambire ai ruoli che ricoprono. E in più i pensieri di Renzi sono lontani dai concetti politici di destra. I mezzi di informazione italiani, compreso il servizio pubblico televisivo, hanno fatto una pubblicità esagerata a queste primarie, in contemporanea facendo una pubblicità negativa alla destra, e hanno gonfiato eccessivamente i dati sulla partecipazione: hanno votato circa 3.100.000 persone. Analizziamo ora i risultati di tutte le precedenti primarie del centrosinistra:

  1. primarie “Unione” ottobre 2005, votanti 4.311.149 (Prodi 75%);
  2. primarie “Partito Democratico” ottobre 2007, votanti 3.500.000 (Veltroni 75%);
  3. primarie “Partito Democratico” ottobre 2009, votanti 3.102.709 (Bersani 53%).

Ebbene, signori giornalisti, faziosi e antidestra, l’affluenza è stata inferiore rispetto alle precedenti consultazioni interne alla sinistra, allora mi chiedo: dove sta questo straordinario successo di cui parlate? Aggiungo che coloro che votano sono militanti e simpatizzanti dei partiti di sinistra, nelle politiche del 2008 quei partiti presero circa 15 milioni di voti, per cui i 3 milioni di votanti di queste primarie è facile dedurre da dove provengano. Neanche sono rigidi nei controlli dei votanti: spesso accade che uno voti più volte in luoghi diversi. Se ci saranno le primarie del Pdl auspico che la Rai dia la stessa importanza che ha dato a queste consultazioni, concedendo prime serate. I cronisti di Sky hanno cercato di immischiare la politica col calcio: una domenica hanno chiesto ai presidenti delle squadre di Serie A per chi avrebbero votato, nessuno ha risposto; l’unico che si è indignato è il presidente della SSLazio Claudio Lotito (uguale a Renzi per la parlata agevole), rispondendo: “non accostatemi ad ideologie ed uomini lontani da me, teniamo la politica fuori dal calcio!” Grande Lotito! Certo ce ne vuole per domandare ad un presidente di una società, la cui tifoseria è tra le più schierate d’Italia a destra (estrema), per quale candidato di centrosinistra voterà!



Per le elezioni politiche probabilmente rimarrà questa legge elettorale, vorrebbero porre un limite del 42% per l’attribuzione del premio di maggioranza alla Camera dei Deputati: non è possibile che una coalizione di partiti ottenga 340 deputati con il 30 – 35% dei consensi. Cito gli esempi delle precedenti consultazioni con l’odierna legge: nel 2006 l’Unione, con candidato Presidente Prodi, ottenne il 49% dei voti, nel 2008 l’alleanza Pdl – Lega – Mpa, con Berlusconi candidato, ottenne il 47%; in quelle consultazioni sì che era legittimo il premio. Al Senato della Repubblica la situazione è diversa: al momento si prevede che nessuno riuscirà ad ottenere una robusta prevalenza numerica. Fu l’allora Presidente della Repubblica Ciampi a non volere il premio di maggioranza su base nazionale al Senato, preferendo dare indicazione di valutare regione per regione, pertanto della caduta di Prodi nel 2008 ne fu artefice Ciampi. Tutti i partiti fingono di accordarsi per modificare la legge elettorale, ma nessuno ha interesse a farlo, tranne quelli di centro. È strano: i centristi che vollero (e votarono) questa legge vorrebbero cambiarla, mentre la sinistra che si oppose ambisce a mantenerla. Le preferenze è meglio non inserirle per evitare infiltrazioni mafiose – camorristiche, al fine di portare avanti questo o quel candidato.

Per far fuori la destra in due turni, cioè col risultato delle regionali vorrebbero influenzare quello delle votazioni politiche, fanno di tutto per non accorpare il voto regionale con quello politico: sarebbe ridicolo votare a distanza di poche settimane prima per le regionali, poi per le politiche. Tutta questa fretta che ha avuto la sinistra per andare al voto al più presto possibile nella Regione Lazio, non la ebbe la destra quando si dimise Marrazzo nell’ottobre 2009: infatti si attese l’ultima domenica di Marzo 2010, votando con il resto delle altre regioni chiamate alle urne. Se la Presidente Polverini si è dimessa è chiaro che si dovrà votare di nuovo (allora cosa dire dei consigli comunali e provinciali sciolti anzitempo in primavera, estate e autunno e si deve attendere la primavera successiva per votare?): prima di quel momento si sta cercando di tagliare i consiglieri regionali e gli altri privilegi politici. Se la sinistra chiedeva con insistenza il voto era intenzionata a mantenere tutto; essa e quel ridicolo comitato per i diritti del cittadino che ha fatto gli inutili ricorsi. E le spese legali chi le paga?