Il governatore o il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo si è autosospeso dalla carica e presto si dimetterà per delle vicende a luci rosse sulla sua vita privata. Ora non voglio entrare in tale vicende, che ritengo siano fatti privati, ma si sa che i politici di spessore nazionale si cerca in tutti i modi di screditarli, a costo di scavare anche nelle proprie vicende private, in modo che possano influire negativamente sulle loro carriere politiche. A livello locale ce ne guarderemo bene di attaccare pubblicamente un sindaco o un assessore sul piano personale, ma a livello di chiacchiere di paese è la norma. Berlusconi per mesi è stato oggetto delle stesse vicende di pettegolezzi sulla sua vita privata, ma egli, a differenza di Marrazzo, ha negato ogni cosa: ritenendo tali pettegolezzi invenzioni o dicendo, pure se i pettegolezzi fossero stati veri, che si trattava di sue vicende private che non avevano influito minimamente sul piano politico e così ha tirato dritto per la sua strada. Marrazzo avrebbe potuto fare la stessa cosa: poteva dire che quella vicenda era una cosa privata che non aveva influito sulla politica regionale; non si trattava né di tangenti, né di appalti truccati. Ma deve essere difficile continuare a ricoprire il ruolo che ha ricoperto sino ad ora con addosso le peggiori etichette che gli appiccicano. Alla fine non cambierà nulla: il consiglio regionale è alla scadenza elettorale e avremo votato comunque: questa storia dell’autosospensione è una scusa per prendere tempo ed arrivare alla scadenza naturale della consiliatura. Il suo partito lo aveva già scaricato, infatti cercava da tempo altri nomi che avrebbero potuto ambire a quel ruolo, e pensare che quando fu eletto approfittò della tendenza elettorale favorevole al centrosinistra facendo fuori uno come Storace, la cui politica era molto apprezzata nelle “campagne” ma non in città. Ricordate quelle vicende della lista Alternativa Sociale che alla fine fu riammessa alle urne e fu determinante nel far perdere il presidente uscente e tutte le vicende giudiziarie che ne conseguirono? Tuttavia nella nostra regione è sempre Roma che decide chi dovrà governare il Lazio, avendo quasi 3 milioni di abitanti sui 5 milioni dell’intera regione. Tutti gli interessi che ci sono dietro alla Regione Lazio faranno in modo che tutti saliranno sul carro dei vincitori, di qualunque colore essi saranno.
bandiera
domenica 25 ottobre 2009
sabato 17 ottobre 2009
26) IO E L’INFORMATICA
Sembra che sia scoppiata la rivoluzione elettronica: è arrivata al momento giusto, quando la gente pensava che non sarebbe arrivata più, si è sviluppata passo per passo; molti più di vent’anni fa temevano le controindicazioni se fosse arrivata tutta insieme e molto probabilmente avrebbe colto la gente impreparata.
Anche il sottoscritto si è trovato ad essere travolto da questa rivoluzione, ritrovandosi a dirigere due blog, persino i 60enni e i 70enni si stanno adeguando a questi nuovi stili di vita, mentre i bambini già dalle scuole elementari apprendono l’uso dei sistemi informatici e delle lingue estere, al paro della grammatica, della geografia e della matematica. Quando eravamo noi bambini gli elaboratori di dati erano poco diffusi, ma già si percepivano come sogni futuristici e si sapeva che un giorno tutto sarebbe ruotato attorno a quegli apparecchi. Allora i rappresentanti di società informatiche provavano ad invogliare, tramite le scuole, i bambini/ragazzi a frequentare i loro costosissimi corsi, al termine dei quali avrebbero ricevuto gratuitamente l’apparecchio del domani. Il sistema operativo informatico più diffuso al mondo, prima dell’uscita sul mercato di Windows 95, era l’MS-DOS: al suo confronto gli elaboratori a cui siamo abituati noi sembrano giocattoli per bambini, perché bisognava scrivere delle parole comando per compiere tutte le operazioni e si doveva avere buona memoria; ricordo un mio vicino di casa, dirigente d’azienda, che lo possedeva e una volta stampò la lettera a Babbo Natale al figlio più piccolo, compiendo complicate operazioni.
Un tempo i computer più diffusi tra i ragazzi erano i Commodore 64, ci si poteva giocare e si potevano compiere piccole operazioni di elaborazioni dati a livello base. A me lo regalò in occasione della cresima nel 1989 il mio compare Pierluigi: lo prese a Perugia, dove allora studiava. Il Commodore andava collegato ad un qualsiasi televisore e lo usavo per giocarci: le cassette dei giochi si caricavano ad una sorta di registratore; qualche volta provai anche a compiervi delle operazioni matematiche.
"La centrale operativa" dove l'autore del Tutto e della Coppa del Mondo di Calcio dirige le operazioni
Tornato a casa, nella mia famiglia si decise l’acquisto del computer per motivi di studio: comprammo ad inizio 1999 un Pentium II con sistema operativo Windows 98 ma il sottoscritto non voleva ancora saperne di imparare ad usarlo, ritenendolo troppo complicato, anche se quell’elaboratore appariva diverso dai soliti: vicino alla testiera c’era un cursore che serviva per muoversi al suo interno e accendendolo l’aspetto del video era più attraente e più vivo. Alcuni mesi dopo frequentai a Cori, nel Centro Congressi Ponte della Catena, dove allora c’erano la sede della Polizia Municipale e l’ufficio informagiovani, nel quale lavoravano due amiche, un corso di informatica gratuito in cui appresi le nozioni sull’uso basilare del PC e dei suoi programmi più comuni: elaborazione testi (Word) e foglio elettronico (Excel), insomma l’italiano e la matematica. Così iniziai a usare l’elaboratore anche a casa e a perfezionarmi sempre più; nell’estate 2000 installammo in casa l’allaccio alle reti informatiche (internet) e creammo una casella di posta elettronica. Il nuovo modo di comunicare e di archiviare i dati, al posto del cartaceo, mosse i passi anche in casa nostra, entrando nelle nostre quotidiane abitudini. Dopo aver frequentato i corsi di informatica a Cori, andai a frequentarne altri a Latina, conseguendo la Patente Europea di Informatica, appresi anche le tecniche per creare siti internet con superficiali nozioni del linguaggio di programmazione HTML: insomma alla fine è facile come un gioco apprendere l’uso del Computer e più si impara, più ci si diverte. Però i corsi di programmatore, che non ho mai frequentato per gli elevati costi, sono più seri, più dei complicati sistemi MS-DOS e non sono così “giocosi”.
Naturalmente io, come tutti, man mano che i sistemi informatici, che sono in continua evoluzione, si evolvono, devo tenermi aggiornato e stare al passo con i tempi: alla fine dell’anno scorso, aiutato da un amico che ha inserito tutti i programmi, ho rinnovato il terminale e il sistema operativo, mentre all’inizio del 2009 ho installato l’internet veloce o la linea adsl, che permette di visionare filmati in rete e di aprire velocemente le pagine con sopra molte immagini, senza che il telefono di casa sia occupato quando si naviga, anche 24 ore su 24 volendo e senza che la bolletta telefonica arrivi salata. Arriveremo un domani ad un unico schermo, che si tirerà giù come una tenda, e fungerà da elaboratore dati, televisore e telefono; già ora gli elaboratori possono svolgere in piccola parte quelle funzioni: si possono visionare film in dvd, se si installa l’apposito programma si può parlare telefonicamente vedendo in faccia l’altra persona e le fotografie si stampano con il computer, infatti non si usa più la camera oscura per lo sviluppo. Ma il principale mezzo di comunicazione delle masse rimane il televisore, le reti sono poco usate per le notizie e generalmente in tutto il mondo vi si sfogano gli estremisti di qualunque genere, soprattutto politici e religiosi, essendoci molta libertà.
Tutto questo per dire che la rivoluzione elettronica mi ha travolto, facendomi ritrovare a gestire due blog, dove ho potuto raccontare questa storia, che è la storia del rapporto tra me e l’informatica.
giovedì 1 ottobre 2009
25) NUOVE ABITAZIONI IN ABRUZZO
Dopo il terribile terremoto che ha colpito l’Abruzzo lo scorso 6 aprile sono state ricostruite in tempi celeri le nuove casette, in questi giorni stanno per essere consegnate ai senzatetto che finalmente possono abbandonare le tende. I terremotati felici, senza dimenticare i loro familiari che non ci sono più, prendono possesso delle case antisismiche già arredate, a un prezzo simbolico e dentro trovano una bottiglia del miglior champagne e una pizza. Ventiquattro tra le migliori imprese edili italiane con le loro abilissime maestranze, coadiuvate dai più bravi ingegneri ed architetti, hanno lavorato in questi sei mesi 24 ore su 24, non conoscendo né domeniche e né altre festività. Quando sarà ultimata la ricostruzione vera e propria queste nuove abitazioni de L’Aquila saranno adibite ad alloggi per studenti universitari. Il governo all’indomani della tragedia promise di provvedere ai bisogni primari della gente e sembra che quella promessa sia stata mantenuta. Per il governo e per il suo capo Berlusconi fu una responsabilità molto impegnativa promettere, gli avversari erano già pronti ad attaccare, perché si trattava della solita demagogia, “vergogna, sfruttare questa tragedia per fini propagandistici elettorali!”; se tali promesse sono state mantenute significa che avevano veramente a cuore la gente abruzzese che aveva subito quel dramma e sapevano benissimo che se si fosse trattato delle solite promesse elettorali avrebbero perso la faccia e i voti. Superata la prima fase dell’emergenza, cioè dare un tetto alla gente, si provvederà con calma alla ricostruzione vera e propria: si inizierà dalle chiese, dai monumenti, dagli edifici pubblici e via via tutte le altre abitazioni.
In Umbria e Marche i terremotati dovettero attendere anni e anni per la ricostruzione, nel frattempo li sistemarono nei container di lamiera, dove si soffocava dal caldo in estate e dove si moriva di freddo in inverno. Il dilemma che sorge ora è il seguente: buttare tutto giù e ricostruire in cemento armato con tecniche antisismiche, rispettando lo stile antico delle case, oppure rinforzare le abitazioni lesionate con tiranti in acciaio? Ci sono delle tecniche, ancora dai costi elevati, che permettono alle pareti delle costruzioni antiche, che generalmente sono prive di ossatura in cemento armato, di non sgretolarsi, rimanendo intatte, inserendo dei tiranti d’acciaio, così si fa in modo che i solai non si sfondino. Il governo dovrebbe fare una legge per consentire l’agevolazione all’adeguamento antisismico per tutti gli edifici d’Italia, nuovi e vecchi. A differenza del Giappone, altro paese ad elevatissimo rischio sismico, in Italia manca una cultura della prevenzione dei terremoti: se ne parla solo quando ci sono, poi si dimentica in fretta e generalmente si costruisce a cavolo. Come si usa dire a Cori: mbè che fa, ma quando ci vè jo taramoto da nu! A questo proposito propongo un’accurata perizia su tutti gli edifici di Cori e urgenti interventi su quelli più a rischio. Pensate che ad Agrigento hanno dovuto evacuare un ospedale nuovissimo perché costruito con calcestruzzo depotenziato e in caso di piccola scossa sarebbe collassato. Il fine principale di chi governa dovrebbe essere l’interesse della collettività, non gli interessi personali e nel caso dell’Abruzzo si è pensato principalmente al popolo italiano bisognoso di aiuto, quindi giù il cappello denigratori! Si pensava che questo governo potesse lavorare tranquillo, invece il Casini o il Follini di turno lo sta facendo Fini: ma il signor Fini non lo sa che l’Italia è la patria che appartiene a tutti gli italiani, valorosi difensori delle loro vestigia e delle loro tradizioni, e non si vende, né tantomeno si regala a chicchessia? Se ci deve essere qualche straniero sia il benvenuto, ma ciò non vuol dire che deve venire a imporre le sue leggi, cancellando la nostra cultura, se deve votare, essendo cittadino del suo paese vota lì. Alcune correnti politiche non sanno più dove cercarli i voti, così vorrebbero sfruttare quella gente per ragioni politiche e Fini vuol attrarre simpatia da quegli ambienti per puntare alla più alta carica dello stato. Perché allora non continuare a parlare da uomo di destra e puntare alla presidenza del consiglio?
In Umbria e Marche i terremotati dovettero attendere anni e anni per la ricostruzione, nel frattempo li sistemarono nei container di lamiera, dove si soffocava dal caldo in estate e dove si moriva di freddo in inverno. Il dilemma che sorge ora è il seguente: buttare tutto giù e ricostruire in cemento armato con tecniche antisismiche, rispettando lo stile antico delle case, oppure rinforzare le abitazioni lesionate con tiranti in acciaio? Ci sono delle tecniche, ancora dai costi elevati, che permettono alle pareti delle costruzioni antiche, che generalmente sono prive di ossatura in cemento armato, di non sgretolarsi, rimanendo intatte, inserendo dei tiranti d’acciaio, così si fa in modo che i solai non si sfondino. Il governo dovrebbe fare una legge per consentire l’agevolazione all’adeguamento antisismico per tutti gli edifici d’Italia, nuovi e vecchi. A differenza del Giappone, altro paese ad elevatissimo rischio sismico, in Italia manca una cultura della prevenzione dei terremoti: se ne parla solo quando ci sono, poi si dimentica in fretta e generalmente si costruisce a cavolo. Come si usa dire a Cori: mbè che fa, ma quando ci vè jo taramoto da nu! A questo proposito propongo un’accurata perizia su tutti gli edifici di Cori e urgenti interventi su quelli più a rischio. Pensate che ad Agrigento hanno dovuto evacuare un ospedale nuovissimo perché costruito con calcestruzzo depotenziato e in caso di piccola scossa sarebbe collassato. Il fine principale di chi governa dovrebbe essere l’interesse della collettività, non gli interessi personali e nel caso dell’Abruzzo si è pensato principalmente al popolo italiano bisognoso di aiuto, quindi giù il cappello denigratori! Si pensava che questo governo potesse lavorare tranquillo, invece il Casini o il Follini di turno lo sta facendo Fini: ma il signor Fini non lo sa che l’Italia è la patria che appartiene a tutti gli italiani, valorosi difensori delle loro vestigia e delle loro tradizioni, e non si vende, né tantomeno si regala a chicchessia? Se ci deve essere qualche straniero sia il benvenuto, ma ciò non vuol dire che deve venire a imporre le sue leggi, cancellando la nostra cultura, se deve votare, essendo cittadino del suo paese vota lì. Alcune correnti politiche non sanno più dove cercarli i voti, così vorrebbero sfruttare quella gente per ragioni politiche e Fini vuol attrarre simpatia da quegli ambienti per puntare alla più alta carica dello stato. Perché allora non continuare a parlare da uomo di destra e puntare alla presidenza del consiglio?
giovedì 17 settembre 2009
24) GRAZIE RAGAZZI, ONORE A VOI!!!
QUESTO SILENZIO FUORI ORDINANZA E' DEDICATO AI NOSTRI MILITARI MORTI A NASSIRYA E SI APPROPRIA IN QUESTA ENNESIMA TRAGICA CIRCOSTANZA.
Ho appreso della notizia della morte di 6 militari italiani, paracadutisti della Folgore, deceduti in un attentato in Afghanistan: si tratta del tenente Antonio Fortunato, 35 anni, originario di Lagonegro (Potenza), del primo caporal maggiore Matteo Mureddu, 26 anni, di Oristano, del primo caporal maggiore Davide Ricchiuto, 26 anni, nativo di Glarus (Svizzera), del sergente maggiore Roberto Valente, 37 anni, di Napoli, del primo caporal maggiore Gian Domenico Pistonami, 26 anni, di Orvieto, e del caporalmaggiore Massimiliano Randino, 32 anni, di Pagani (Salerno).
Dall'inizio della missione salgono a 20 i nostri militari caduti, escludendo i caduti in Iraq. Tutta la nostra amata Italia è vicino al dolore delle famiglie, le quali, nonostante il grandissimo strazio sono orgogliose di loro, di quello che hanno fatto e naturalmente le istituzioni staranno loro vicino, non solo ora, anche in futuro. Oggi il lavoro del militare professionista è ben retribuito, soprattutto quando si fanno le missioni all'estero, ma molto rischioso e, nonostante il durissimo addestramento a cui sono sottoposti i nostri soldati, si deve lo stesso mettere in conto che delle volte alcuni potrebbero cadere nell'adempiere del loro dovere. Questa missione in Afghanistan garantisce la nostra sicurezza: limita e riduce la potenzialità di Alqaeda che era annidata e lo è tuttora in quel luogo, seppur ridimensionata dalle azioni militari, e era protetta dagli studenti coranici o Talebani. Se tutte le nazioni occidentali se ne andassero i terroristi si riorganizzerebbero, inizierebbero a preparare altri attentati negli Usa, nelle altre nazioni europee e ci sarebbero tanti altri 11 settembre. I nostri si battono per loro, per portare democrazia, migliori condizioni di vita, per farli uscire dall'era medioevale e quello è il ringraziamento? La tentazione di andarcene e far scannare tra loro gli ingrati è elevatissima, ma non lo faremo.
IO DA COMUNE CITTADINO ITALIANO VI RINGRAZIO DI CUORE PER QUELLO CHE AVETE FATTO PER ME, ONORE A VOI, FRATELLI MIEI ITALIANI, MORIRE PER LA PATRIA E' UNA DELLE CAUSE PIU' NOBILI E VIVRETE PER SEMPRE IN MEZZO A NOI!
CIAO RAGAZZI E GRAZIE!!!
Voglio dedicare loro anche un inno della Folgore, il loro reparto.
sabato 12 settembre 2009
23) NUOVO BLOG
LA NOVITA' PIU' IMPORTANTE ALLA RIAPERTURA AUTUNNALE DEL MIO DIARIO VIRTUALE E' QUELLA CHE NE HO CREATO UNO NUOVO INTERAMENTE DEDICATO AI MONDIALI DI CALCIO, VISTO CHE TRA POCHI MESI INIZIERA' L'EVENTO SPORTIVO PIU' IMPORTANTE DELLA TERRA.
SE VI INTERESSA FATEVI UN GIRO. HO SPEDITO GLI INVITI DI PARTECIPAZIONE AD ALCUNI DEI MIEI AMICI SPLINDER IN ATTIVITA': SE ACCETTERANNO DIVENTERANNO MEMBRI, POI NON E' DETTO CHE DEBBANO SCRIVERCI PER FORZA.
GRAZIE PER L'ATTENZIONE.
martedì 8 settembre 2009
22) L'8 SETTEMBRE: UNA DATA IMPORTANTE
L’8 settembre è una data importante non solo per le note ricorrenze religiose e storiche, anche perché riprenderò ad occuparmi del mio sito dopo la pausa estiva. L’8 settembre 2009 si ricorderà per la scomparsa del conduttore televisivo Mike Bongiorno, mi dispiace molto: mi ha fatto passare tante belle giornate e belle serate dagli anni ’80 fino a oggi con le sue bellissime trasmissioni nelle reti Fininvest, oggi Mediaset, ho letto anche la sua autobiografia che mi avevano fatto per regalo. Raggiunge Corrado, l’altro grande presentatore. Per me è sempre stato un binomio naturale Mike Bongiorno/Mediaset, la televisione commerciale l’aveva nel sangue, non ce lo so vedere agli albori della televisione, nei filmati d’epoca, nelle storiche trasmissione Rai, forse perché l’ho conosciuto in quel contesto e non nell’altro; a coloro che l’hanno conosciuto alla nascita della televisione poteva stonare vederlo a Mediaset. Dei presentatori e dei conduttori televisivi giovani nessuno ha la stoffa dei grandi del passato.
In questo periodo estivo non sono riuscito ad organizzarmi e non sono riuscito ad andare da nessuna parte: avevo ricevuto due inviti, uno nel Nord Italia e un altro in un paese esotico dove non sono mai stato, ma vuoi per un motivo, vuoi per un altro ho dovuto rinviare entrambi i viaggi a data da destinarsi. Uno dei principali motivi era il gran caldo, già era molto caldo qui, figuriamoci in paesi lontani nei pressi dell’equatore. Desidero ringraziare di cuore i miei zii che mi hanno ospitato nella loro piscina di casa, è stato l’ideale immergersi, combattere la grande afa, per poi sentirsi fresco. La piscina è collocata nel terreno nel quale i miei nonni si sono rotti la schiena una vita nel lavorare la terra, mentre noi l’unico sforzo che facciamo è uscire dall’acqua e metterci sdraiati; ma penso che chi ha affrontato quel tipo di vita abbia desiderato condizioni di vita migliori per figli e nipoti e abbia combattuto per farcele raggiungere.
Mio nonno poco più che ventenne, durante il servizio militare, metà anni '30
Oggi 8 settembre, 66mo anniversario dell’armistizio, voglio ricordare mio nonno (Antino Lucarelli 1913 – 1995), che mi parlava spesso di quella data, tra un bicchiere di vino, insieme a una panzanella o una bruschetta con il buon pane che faceva mia nonna nel forno sotto casa. Mi narrò che quando giunse notizia dell'armistizio riuscì a tornare al Boschetto di Roccamassima, dove risiedeva, con tre giorni di cammino a piedi da Gaeta, senza farsi catturare e deportare dagli ex alleati tedeschi, come successe a molti suoi commilitoni.
Mio nonno e mia nonna 1990
Ripropongo allora la poesia “J’àrbiro de nònnimo” che presentai ad un premio “Goccia d’Oro”, a cura dell’Associazione Culturale Centra di Roccamassima, che mi pubblicarono sul loro libretto. Quell’albero, una quercia di sughero, era collocato nella casa dove c’è la piscina, ora non c’è più, è stato tagliato perché si era seccato, chissà forse era stato colpito da un fulmine, hanno lasciato soltanto una parte del tronco per ricordo, perché aveva accompagnato mio nonno nella sua vita: era nato e si era fatto grande insieme a lui.
L'albero poco prima della fine
I
Chigl’àrbiro, peréntro no giardino, Quell’albero, dentro ad un giardino,
pe anni è stato a nònnimo vecìno: per anni è stato vicino a mio nonno:
nzùni s’éo spartiti tribolazziùni, fatìe, insieme si sono divisi sofferenze, fatiche,
fame, vecchiàja e puro maladìe. fame, vecchiaia ed anche malattie.
Nònnimo era perzóna na cria scardèlla, Mio nonno era una persona un po’ scorbutica
che, co no bitucciàccio e no cappéglio, che, con un vestitaccio ed un cappello,
dalla Rocca recaléva alla tenuta Sbardella, da Roccamassima scendeva alla tenuta Sbardella,
ai primi témpi de fascio e manganéglio. nei primi anni del Fascismo e del manganello.
Vecìno a chigl’àrbiro i bbòvi ci pascéva Vicino quell’albero i buoi pascolava
e, quàche notte, ci sse puro colechéva; e, qualche notte, ci dormiva;
a tunno ci steva tutta chélla tera: torno torno c’era tanta terra:
dóppo l’8 settembre la ngaré dopo l’8 settembre la spostò
nònnimo, retùrno dalla quéra, mio nonno, tornato dalla guerra,
e nna casetta ci sse costrué. ed una casetta si costruì.
Dapo’, isso tutte le di a zappà passé l’ore Dopo, lui tutti i giorni a zappare passò le ore
e le sere ai rini ci chiappéva no ngennóre; e le sere sentiva un dolore di schiena;
così, stracco dalla fatìa, così stanco dalla fatica
se sedeva sotto j’àrbiro si sedeva sotto l’albero
che ci ficéva compagnia, che gli faceva compagnia,
cóllo vino frisco de rótte, con il vino fresco della grotta,
ca se ne scoléva quasi na ótte che ne beveva quasi una botte
e dóppo, tra córbi e biastéme, e poi, tra accidenti e bestemmie,
dichéva ca le quinàte erano sceme. diceva che le cognate erano sceme.
II
Ancora vàglio llòco sotto a camminà Ancora vado là sotto a camminare
e j’àrbiro pare me óglia parlà: e l’albero sembra mi voglia parlare:
«Ahi Ntré vè vecìno a mmi «Andrea vieni vicino a me
(me dice) ca nna cosa te óglio dì! (mi dice), che voglio dirti una cosa!
Jé nònnito jo so’ conosciuto da zzico, Io tuo nonno l'ho conosciuto bambino,
pe tutta la vita ci so’ stato amico; per tutta la vita ci sono stato amico;
mo’, puro se isso e tant’ari ’n ci stao più, ora anche se lui e tanti altri non ci sono più,
tutta ssa’ ngrà bbondànza sta’ mméso a u: tutto questo benessere è in mezzo a voi:
perché i vécchi èo tanto semenàto perché quello che i vecchi hanno seminato
e lo sta’ bbè a tutti u èo portato. l’avete raccolto voi.
Concrudènno te dìcio ca campo, Concludendo ti dico che vivo,
ma senza nònnito ’n ci sàccio sta’ ma senza tuo nonno non so stare
e se no’ m’accidarà quàche lampo, se non mi ucciderà un fulmine,
me tenarìsti própia tanto ‘jutà!» mi dovresti aiutare tanto»
Settembre 2001
domenica 16 agosto 2009
21) VIGILIA DI CAMPIONATO: LAZIO CHE MI COMBINI?
Lazio cosa mi combini? Vai a vincere a Pechino la Supercoppa Italiana contro la favoritissima ed opulenta Inter, i commenti fotografici mi sommergono, tutto l’entusiasmo e l’euforia che ne scaturiscono mi costringono a interrompere le ferie estive dalla rete. Eh no, così non si fa! Ma è sempre un piacere comunque, magari arrivassero tutti i giorni notizie come queste: infrangerei sempre il silenzio.
LAZIO-INTER 2-1 (0-0)
LAZIO: Muslera, Lichtsteiner, Diakite, Siviglia, Kolarov, Brocchi, Baronio (8' st Dabo), Matuzalem, Mauri (34' st Cribari), Rocchi (27' st Cruz), Zarate. (1 Bizzarri, 32 Radu, 23 Meghni, 7 Eliseu, 11 Mauri). All. Ballardini
INTER: Julio Cesar, J. Zanetti, Chivu, Lucio, Maicon, Cambiasso, Muntari (39' st Suazo), Thiago Motta (24' st Balotelli), Stankovic (24 st Vieira), Eto'o, Milito. (1 Toldo, 39 Santon, 23 Materazzi, 2 Cordoba, 33 Mancini). All. Mourinho.
Arbitro: Morganti di Ascoli Piceno.
Reti: 17' st Matuzalem, 22' st Rocchi, 33' st Eto'o
Angoli: 12-6 per l'Inter
Recupero: 3' e 5'
Ammoniti: Muntari, Matuzalem, Maicon, Chivu per gioco falloso
Spettatori: 65 mila circa.
INTER: Julio Cesar, J. Zanetti, Chivu, Lucio, Maicon, Cambiasso, Muntari (39' st Suazo), Thiago Motta (24' st Balotelli), Stankovic (24 st Vieira), Eto'o, Milito. (1 Toldo, 39 Santon, 23 Materazzi, 2 Cordoba, 33 Mancini). All. Mourinho.
Arbitro: Morganti di Ascoli Piceno.
Reti: 17' st Matuzalem, 22' st Rocchi, 33' st Eto'o
Angoli: 12-6 per l'Inter
Recupero: 3' e 5'
Ammoniti: Muntari, Matuzalem, Maicon, Chivu per gioco falloso
Spettatori: 65 mila circa.
Nello scritto precedente avevo detto che non sarebbe stato un silenzio totale, qualcosina ogni tanto avrei potuta pure scriverla e visto che siamo alla vigilia dell’inizio del campionato, che quest’anno parte con una domenica d’anticipo per via dei campionati del mondo, l’argomento capita a cavallo. Tra una settimana inizieranno di nuovo le agonie e le tribolazioni domenicali: nel nostro paese la gente si gode le ultime ore di tranquillità con partite a carte sui tavolini all’aperto dei caffè per stemperare la tensione, si cerca di non pensare che la quiete terminerà sabato prossimo, quando i visi di tutti alle ore 18:00 saranno rivolti verso gli apparecchi televisivi per gustare l’antipasto Bologna – Fiorentina; da noi i tifosi di quelle due squadre sono una manciata, ma visto che si tratta della prima partita assoluta sarà seguita per non curarsi della propria squadra e delle eventuali sofferenze che potrebbe causare l’indomani. Nella nostra terra le squadre con più tifosi sono Juventus, Lazio e Roma, seguono in forma minore rispetto a quelle tre, Milan e Inter, infine ci sono pure tifosi del Napoli, del Torino, della Fiorentina, dell’Udinese e di altre, ma sono rarissimi. Ormai molte famiglie dispongono di decodificatori ed antenne paraboliche per vedere le partite, ma sono ancora molti quelli che le seguono nei locali; personalmente anch’io dispongo di un decodificatore a scheda, disabituato ad usarlo, infatti ne ho fatto uso pochissime volte e non me intendo, le partite che mi interessano le vedo quasi sempre nei locali pubblici e me la cavo con molto meno rispetto ai 5 € della scheda, consumando un caffè o un liquore. Sarebbe augurabile che in questo primo scorcio di stagione i televisori dei locali venissero messi all’aperto per combattere il gran caldo. Il campionato italiano una volta era il più bello del mondo, oggi invece è tra i più scadenti, le spese folli sono drasticamente ridotte; persino Berlusconi, un tempo tra gli spendaccioni più accaniti, si è adattato alla sobrietà, spende solamente il presidente interista Massimo Moratti, ma non tantissimo.
Oggi tirano molto i campionati spagnolo ed inglese, che riescono ad attirare molti giocatori italiani, cosa impensabile fino ad alcuni decenni fa. I campioni del mondo siamo noi, lo siamo stati per quattro volte, la Spagna lo è stata zero volte e l’Inghilterra solo una volta. I campioni del mondo in carica sono sommersi da stranieri: anni fa ce n’erano due o tre per squadra, oggi ci sono due o tre italiani per squadra, così si curano poco i vivai e i genitori si sentono scoraggiati nel mandare i loro bambini nelle scuole calcio, che non è per loro l’unico interesse per svagarsi come una volta, ne hanno molti altri. Nella Supercoppa Italiana di quest’anno, trofeo che apre la stagione in cui si sfidano la vincitrice del campionato e della Coppa Italia e che è stata disputata all’estero per motivi economici, gli italiani di Lazio e Inter si contavano sulla punta delle dita, l’Inter nonostante disponesse di campionissimi strapagati non è riuscita a portarsi a casa il trofeo, non è stata solo fortuna per la Lazio, come ha detto il velenoso allenatore dell’Inter Maurinho. Nel calcio quando si sbaglia si paga: la Lazio è stata concentrata, cinica e determinata nel saper sfruttare gli errori dell’Inter e colpire. L’Inter ha sbagliato moltissime occasioni grazie alla prova superlativa del ritrovato portierino laziale Muslera, due errori di Diakite e Dado potevano costare cari e Rocchi si è riscattato dopo un’annata deludente, caratterizzata dagli infortuni, mettendo a segno una meravigliosa rete a pallonetto. La squadra ha vinto senza i tre dissidenti, rimasti a casa, al posto di uno di loro l’allenatore Ballardini vuol puntare su Baronio per troppo tempo sottovalutato. Dal punto di vista tecnico questa Lazio non sarà eccellente, ma quel che conta è la forza di gruppo e la determinazione nell’affrontare squadre sulla carta superiori, come già ha dimostrato in Coppa Italia contro Milan e Juventus; quella determinazione e efferatezza che manca quando ad esempio si incontrano in casa Napoli ed Atalanta e si perde.
Intanto il contestatissimo e chiacchierato presidente della Lazio Lotito ha conquistato due trofei in tre mesi, le sue impopolari decisioni alla lunga hanno pagato, e chissà se riuscirà a portare a compimento il progetto dello “Stadio delle Aquile”, il nuovo stadio biancazzurro. Nell’Inter c’è stata molta delusione per aver perso quella partita in quella vetrina internazionale, ma sono sicuro che per loro è stato meglio perdere in quel momento piuttosto che perdere qualche obiettivo importante nel corso dell’anno; hanno vinto gli ultimi quattro scudetti, quest’anno penso che baratterebbero volentieri il titolo di Campione d’Italia col titolo di Campione d’Europa, nonostante i moltissimi anatemi e scongiuri dei tifosi juventini. Ma cosa vogliono? Se hanno rubato, hanno giustamente pagato. Perché prendersela con l’Inter, totalmente estranea a quelle vicende?
mercoledì 15 luglio 2009
20) VACANZE ESTIVE
Siamo giunti al tempo del gran caldo e delle vacanze estive, nel periodo dell’anno in cui la maggior parte delle persone si riposa dal lavoro per ritemprarsi. Le vacanze all’estero oggigiorno sono ambite da tutti, perfino le parrocchie si adeguano a quelle mentalità, a Cori organizzavano viaggi per l'Europa negli anni ’80 e ’90, organizzati ottimamente, parlo per esperienza, mentre i ragazzi preferivano e preferiscono ficcarsi nei gruppi di sbandieratori per girare il mondo. Solitamente in questo periodo la gente ha più tempo e più disponibilità per intervenire nei blog, che registrano delle impennate di visitatori e commentatori. Io al contrario in questo periodo mollerò un po’ la presa: tornerò ad occuparmi attivamente di questo sito il prossimo autunno, in questo arco di tempo non è detto che non scriva niente, niente: potrò scrivere qualcosina in via del tutto eccezionale nel caso in cui sentissi assoluta necessità e scriverò volentieri da commentatore negli altri forum, se gli argomenti mi attrarranno. Avrei voluto parlare di molte altre cose: come ad esempio il G8, l’ottimo figurone che ha fatto il nostro paese, avrei voluto esprimere alcune mie perplessità su alcune decisioni che hanno preso, avrei voluto parlare di un altro argomento sui “fasti di Roma” che mi era venuto in mente e avrei infine voluto parlare del Ddl Alfano sulle intercettazioni telefoniche, che non si capisce se riguarderà o meno anche i nostri diari virtuali. Non vedo un eccessivo allarme in rete, alcuni hanno proposto ieri come giornata di sciopero per protestare: se è vero che vorranno metterci il bavaglio, allora perché vi imbavagliate da soli facendo già ora un favore agli oscuratori? Penso che questi luoghi astratti continueranno ad esistere, solo che bisognerà seguire delle determinate regole per gestirli, in seguito vedremo meglio di cosa si tratterà e valuteremo se converrà tenerli in vita oppure chiuderli; andrà a finire che i fogli locali, passati in secondo piano dopo l’esplosione mediatica di questo fenomeno a Cori, torneranno a sghignazzare felici e a fare da padroni? E’ anche vero che un riordino alle troppo selvagge reti informatiche ci vuole, c’è troppa libertà, ad esempio basta andare in You Tube, digitare il titolo di una canzone che si vorrebbe ascoltare, si ascolta e volendo si potrebbe pure salvare nel proprio elaboratore; pensiamo alle case discografiche che falliscono per questo: dopo pochi giorni dall’ultimo Festival di San Remo c’erano già tutte le canzoni in rete. Non è cosi per il cinema in quanto non si possono inserire in You Tube video superiori a 10 minuti. Un tempo bisognava attendere mesi e mesi per ascoltare la canzone desiderata, si impazziva sia con le stazioni radio e sia nel girare i negozi di dischi per trovare le musiche preferite. Ora contraddicendomi prendo in prestito delle canzoni sul mare, visto che in questo periodo la maggior parte della gente va nelle spiagge, in quelle vicine e in quelle lontane, da sempre esistono le canzoni ad esse dedicate, ce ne sono tante bellissime degli anni ’60, periodo in cui iniziava la colonizzazione di massa delle coste in una Italia che cresceva a dismisura; dato che siamo in luglio ho scelto l’omonima canzone da farvi ascoltare qui. In più metto pure la bellissima “Un’estate al mare” dei primi anni ’80 per ricordare la cantante Giuni Russo scomparsa prematuramente.
“Luglio” è del 1968, anno delle contestazione, anno cruciale in cui terminarono a mio avviso “i favolosi ‘60” e vi fu un accenno dei più turbolenti e violenti anni ’70. Gli anni del riscatto sociale di una generazione intermedia tra la precedente, agricola, e tra la successiva, tecnologica, che mantenne saggezza non facendosi influenzare dai cambiamenti sociali: ad esempio mio padre continuò ad essere fedele al mondo contadino della sua famiglia nonostante periodicamente suonasse al Teatro dell’Opera di Roma; così come molti altri della sua generazione che pur avendo acquisito buoni impieghi, nel tempo libero il loro passatempo preferito era la campagna. Per i nati dagli anni ’60 in poi ci furono altre mentalità rispetto alle generazioni precedenti con le relative controindicazioni. Da una parte deve pendere: allora è meglio avere più basso il tenore di vita, tornare alla vita dura, così da evitare le problematiche delle moderne generazioni nella loro crescita? Ognuno deve adeguarsi alla società dove vive e deve prestare attenzione alle negatività.
I commenti li lascerò aperti nel caso qualcuno volesse commentare, gli spunti sono molteplici per le discussioni; a sei mesi esatti dalla mia iscrizione a Splinder e a cinque mesi e dodici giorni dalla nascita di questo sito posso tracciare il primo piccolo bilancio. Mi iscrissi per commentare sugli altri blog di Cori con un mio pseudonimo Anluc, che poi non è altro che un incrocio tra il mio nome e il mio cognome, che sono visibili per intero dentro il profilo e a sinistra di questo blog. Poi per gioco decisi di creare il sito seguendo le indicazioni preposte e coincidenza l’ideatore dei blog a Cori, Titosperi, mi scrisse in privato consigliandomi di crearmi un mio blog, visto che egli stava per chiuderne uno, che in seguito riaprirà. Già immaginavo al momento della creazione che non sarebbe stato un forum collettivo come i tre maggiori che ci sono a Cori, ma non posso neanche lamentarmi e sono molto soddisfatto dei risultati raggiunti: quasi 3200 visite, 20 sezioni o post tutte di mia mano, 3 collegamenti a questo sito da altri siti Splinder (Blogdicori, Cori e Nonnaliberaxsempre), 21 categorie, 30 collegamenti da questo ad altri siti e 38 commenti. All’inizio qualcuno veniva a farmi gli auguri e ad incoraggiarmi, poi per un po’ non è venuto più nessuno e nell’ultima settimana c’è stata una ripresa. I commenti sono così suddivisi: i miei sono 14+2 (14 Anluc e 2 anonimi), Corrado 4, Partito 4, SardinianEagle 3, CarpinetiQ 2, Titosperi 2, senza firma 2, Einstein2 1, Tyco Brae 1, C. 1, Matteo 1 e Nonnalibera 1.
venerdì 26 giugno 2009
19) LA SOLITA ESTATE PAESANA
Come al solito in occasione dell’estate verranno riproposte le manifestazione folcloristiche coresi del Carosello Storico dei Rioni e del Latium Festival: la prima è una manifestazione tipicamente corese che consiste in una sfilata in costume rinascimentale e in una gara di cavalli, la seconda è una manifestazione che consiste nell'esibizione di gruppi folcloristici internazionali, che ha sostituito quello che un tempo era il Festival della Collina. Per tutti coloro che non sono coresi o che non hanno avuto mai a che fare con Cori (LT) per saperne di più consiglio di visitare i siti tra i miei collegamenti (Links): Carosello Storico dei Rioni Coresi, Festival folcloristico corese, La Proloco di Cori e Comune di Cori. A me invece preme analizzare le manifestazioni sotto aspetti che noi diamo per scontati.
Sarebbe molto interessante il Festival folcloristico corese, molto più del monotono carosello, perché di anno in anno si alterna il varietà del folclore mondiale, bisognerebbe soltanto superare tutte le dispute, le rivalità che ne causarono la metamorfosi genetica, coinvolgere tutti i gruppi folcloristici di Cori e unire tutte le forze.
Non vorrei finire affossare il Carosello Storico, vorrei esporre delle proposte per migliorarlo, per fare in modo che venga rilanciato, che la gente si appassioni di nuovo, come quando veniva proposta ad anni di distanza tra un’edizione e l’altra, quando si litigava per far sfilare parenti e conoscenti, quando si faceva a botte per degli anelli e ancor prima nella notte dei tempi quando era l’unico svago, insieme alle messe e alle processioni, dal durissimo lavoro quotidiano nei campi. Tutti i costumanti a mio avviso dovrebbero far delle prove prima di sfilare, dovrebbero muoversi al ritmo delle trombe e dei tamburi, dovrebbero tenere un atteggiamento serio, decoroso, dovrebbe esserci un attento studio per quanto concerne i costumi e la ricostruzione delle porte, le quali sarebbe bello lasciarle fisse e non dovrebbero essere edificate a molti metri di distanza da dove erano piazzate anticamente, coloro che parlano ai microfoni (podestà o priori) dovrebbero parlare un italiano cinquecentesco e nella sfilata non dovrebbero esserci persone che non c’entrano nulla, magari con attaccato al petto il distintivo di una Porta. Due palii all’anno forse sono troppi e ci si annoia, sarebbe interessante fare questa rievocazione storica la terza domenica di maggio, nell’ottavario della Festa della Madonna del Soccorso: se il palio è dedicato alla Madonna del Soccorso non ha senso farlo disputare a più di un mese dalla festa; negli anni ’30 si disputava in quella ricorrenza, la prima edizione si disputò il 18 maggio 1937, come è scritto sul retro di questa fotografia, nell’odierna Piazza Signina, allora Piazzale Vittorio Emanuele III.
L’altro palio, dedicato a Sant’Oliva (il palio del forestiero), con relativa sfilata, se non vorranno eliminarlo, sarà interessante farlo disputare a tre mesi di distanza dall’altro; a questo punto dovrebbe essere rivalutata la Festa di Sant’Oliva, antica patrona di Cori dimenticata: da alcuni anni la Proloco Cori qualche cosetta organizza in quella occasione. Nello stadio di Stozza una manifestazione rinascimentale non c’entrerebbe nulla, essendo un impianto moderno, se proprio deve essere svolta da quelle parti dovrebbe svolgersi davanti alla decrepita chiesa di San Rocco dove anticamente si correvano i palii. Ricordiamo che il palio di Sant’Oliva e la manifestazione a Stozza nacquero nel 1992, quando fu accantonata la proposta di far disputare il palio Madonna Del Soccorso in quel luogo per risparmiare i soldi delle tribune da erigere in Piazza Signina, e per non scontentare i contradaioli di Porta Furba bisognò istituire un altro palio. Se tali semplici e interessanti proposte, lanciate da un comune cittadino, verranno almeno discusse e valutate questa manifestazione diverrà una vera manifestazione rinascimentale, attrattiva di appassionati, studiosi e semplici visitatori, i quali non sono molto attratti dalla disputa dell’anello, per loro è noiosa, che è invece l’unica attrattiva di alcuni facinorosi delle Porte, unitamente alla sagra mangereccia nelle taverne.
Anche la tradizionale festa di Sant’Antonio da Padova, quest’anno spostata a luglio per via delle votazioni, del referendum, del Corpus Domini e per via della strada bloccata, prevederà un programma mangereccio: di solito in quella festa ci sono molte iniziative esterne con un'ampia partecipazione popolare, ma al vero fulcro della festa, cioè alla processione, non ci va nessuno. Tuttavia è una bella festicciola, sia nel sacro che nel profano e i vallarani devono lottare per conservarla e rivalutarla, perché no, con l’aiuto pure di quelli del Monte. Io non capisco i sostenitori delle Porte della Valle nel Carosello, soprattutto quelli di Porta Ninfina o Furba, che prima imprecano e inveiscono contro il Monte, poi quando escono nel corso di tutto l’anno, escono sempre sù al Monte. A Cori Monte nelle aree nuove ci sono molti abitanti nati a Porta Furba o a Porta Romana che non hanno tagliato il cordone ombelicale con le proprie origini, così come nelle zone nuove di Porta Romana vi abitano molti di origine montanara. Quando si nasceva nelle case del centro storico aveva un senso appartenere ad una Porta, ma per coloro che sono nati negli ospedali e che hanno sempre risieduto nei nuovi quartieri per me non ha senso. Così io, come molti, non mi definisco appartenere a nessuna Porta all’infuori di quella di casa, oltre che per quel motivo pure perché non si attuano cambiamenti per rilanciare quella manifestazione e far tornare l’entusiasmo e la frenesia come nelle edizioni 1984 e 1992 ad esempio. Quelle edizioni tornarono rispettivamente dopo 13 anni e dopo 8 anni, le uniche bellissime ed appassionate che io ricordi, anche se quella del 1 luglio 1984 finì come finì.
Carosello Storico 1984
In quell’anno i televisori e le fotografie erano già a colori, non c’erano i telefoni tascabili, se non in fase sperimentale, internet e You Tube erano fantascienza, anche se non mancavano i computer da ufficio, sistema operativo Ms Dos, ma erano pochi, erano ancora diffusissime le macchine da scrivere e i calcolatori tradizionali, erano diffusi tra i ragazzi gli elaboratori Commodore, più che altro per giocarci, come erano abbastanza diffusi i videoregistratori e le telecamere da casa con cui uno poteva immortalare e rivivere le emozioni del Carosello Storico. Il Muro di Berlino e il Blocco Sovietico erano ben saldi, il Partito Comunista aveva maggioranze bulgare a Cori, Angela Vitelli era sindaco e Ignazio Vitelli era podestà del Carosello. Bei ricordi: le grandissime tribune (o ero piccolo io?), il cui costo era di £ 10.000 ma se volevi stare in piedi pagavi £ 5.000, le sfilate ad ogni festa di porta, con le prove del palio, con la massiccia partecipazione ed entusiasmo popolare, ce n’era troppo, fu la principale causa dello stroncamento e della scazzottata generale.
domenica 14 giugno 2009
18) PRESIDENTE SIAMO CON TE……
Il risultato del partito del Popolo delle Libertà alle elezioni europee è stato un buon risultato, nonostante la lieve flessione rispetto alle elezioni politiche di un anno fa (37,39% alla Camera, 38.17% al Senato, contro il 35,26% di quest'anno). La forte astensione ha influito nel piccolo calo di percentuale, ma non dimentichiamo che l’Italia ha avuto il maggior numero di votanti rispetto agli altri paesi europei, circa il 72% di votanti sugli aventi diritto, tuttavia la coalizione di governo ha guadagnato, con la Lega Nord Padania che è riuscita a superare il 10 %. Dopo un anno i cittadini hanno potuto apprezzare il buon governo (crisi economica, regole severe sull’immigrazione incontrollata, terremoto in Abruzzo, grandi opere, problema immondizia a Napoli), per questo lo hanno premiato; il Partito Democratico gioisce per le mancate previsioni di Berlusconi, che auspicava superare la soglia del 40%, ma non guarda in casa sua, dove ha perso oltre 7 punti in % rispetto all’anno scorso (il 26% ha ottenuto alle elezioni di quest'anno), in realtà sarebbero 4 perché l’anno scorso il Partito Radicale era unito al Pd.
Guadagna molto a sinistra l’Italia dei Valori ed è in lieve ripresa rispetto allo scorso anno la sinistra radicale, che comunque non riesce a far eleggere nessun rappresentante al Parlamento Europeo. L’Udc ha guadagnato un punto per il calo dei votanti, il numero di suoi elettori è uguale allo scorso anno: se fosse stato al governo avrebbe levato la pelle a Berlusconi, come già fece Follini alle precedenti europee, quando per un pugno di voti in più si montò la testa; pensava di essere ancora ai tempi di un governo ogni due mesi. L’Udc va bene solo quando è alleato con il Pdl, quando va da solo i suoi elettori preferiscono votare Berlusconi: a Latina ha guadagnato un 8%, se fosse andato da solo penso che non sarebbe arrivato a tanto, comunque nella nostra provincia c’erano anche altre liste di destra che sono andate discretamente. Alle elezioni amministrative moltissimi comuni e province sono stati strappati al centrosinistra al primo turno, quelli che andranno ai ballottaggi l’Udc in alcuni casi si apparenterà con la destra, mentre in altri casi si apparenterà con la sinistra: facesse quello che vuole.
Nel Comune di Cori si esulta perché il Pdl per una manciata di voti non ha raggiunto il Pd, che ha perso oltre mille voti: avrà influito il calo dei votanti come nel resto d’Italia? Di solito alle elezioni comunali e alle elezioni politiche le percentuali dei votanti sono elevatissime, mentre gli altri tipi di elezioni interessano poco; oppure il non voto è stata una forma di protesta verso la nostra amministrazione comunale per alcune politiche non gradite, come i rifiuti sparsi per le strade e per le campagne e come il proliferare di supermercati nel nostro paese con il rischio del fallimento degli esercenti locali? Se questi dati saranno confermati pure alle Elezioni Regionali dell’anno prossimo non sarà più un miraggio la riconquista del comune da parte delle forze di destra, che potranno andare sole alle comunali senza l’apparentamento con l’Udc, che ora come ora appare di difficile realizzazione. Negli ambienti Pdl c’è grande soddisfazione per il traguardo raggiunto, ma allo stesso tempo c’è un po’ di amarezza per il candidato consigliere provinciale Tommaso Bianchi che qualcosina in più avrebbe potuto fare: liste e listarelle che appoggiavano il presidente Cusani hanno fatto disperdere i voti Pdl. Il candidato del Pd Cassoni viene riconfermato come da pronostico al consiglio provinciale e 500 voti sono stati sufficienti al candidato della sinistra radicale Nuglio per essere eletto, anch’egli all’opposizione.
lunedì 8 giugno 2009
17) CAMBIO DELLA GUARDIA ALLA CHIESA DEL MONTE
Sabato 13 giugno 2009 alle ore 18:30 si insedierà nella Parrocchia dei Santissimi Pietro e Paolo a Cori Alto il nuovo parroco don Angelo Bonaiuto, che sostituirà il vecchio parroco don Fabio Fiorini e nei giorni prima dell’insediamento ci sarà una sorta di triduo di preparazione.
Cori forse è una piazza difficile per un prete: vuoi per un forte sentimento anticlericale diffuso, vuoi per la secolarizzazione, che non è solo un problema corese. Per riallacciarmi al discorso dell’anticlericalismo corese dell’11) PROCESSIONE DEL SOCCORSO, quando dissi di un certo anticlericalismo propagato, in quanto i preti erano visti come amici dei padroni, aggiungo che erano malvisti pure perché detenevano il potere: Cori faceva parte dello Stato Pontificio. (un proverbio corese diceva: prèviti, frati e pàssari come i vidi mmàzzai; traduzione: come vedi i preti, i frati e i passeri ammazzali) Leggendo un saggio di Tullio De Mauro si narra che i coresi divennero tutti repubblicani quando durante i motti del 1848 il Papa Pio IX fuggì a Gaeta e fu proclamata la Repubblica Romana : alcuni di essi si distinsero combattendo a fianco di Garibaldi a Velletri in difesa della Repubblica, contro i francesi di Luigi Bonaparte (futuro Napoleone III), che erano divenuti gendarmi del papa.
Nonostante la forte avversione verso i clericali molte famiglie cercavano di far entrare i loro figli, o qualcuno dei loro numerosi figli, nei semiari per poter loro garantire un futuro, per studiare e per sfuggire alla durissima vita dei campi, come diceva un altro proverbio corese: “chi ‘n tè voglia de laorà o frate o sbiro se va ffa’” (chi non ha voglia di lavorare diventa frate o sbirro); non era semplice entrare allora nei seminari in quanto le domande di accesso erano numerosissime. Se oggi lo sbirro (poliziotto o carabiniere) è divenuto un mestiere rischioso si, ma ambito, perché con la precarietà è percepito come un posto lavorativo fisso vitalizio, per cui c’è una durissima selezione; al contrario, avendo tutti la pancia piena e essendo cambiate le mentalità, se qualcuno decide di entrare in seminario non penso trovi molti ostacoli: prete ancora qualcuno si fa, perché è guardato dalla gente come una figura importante per i battesimi, per i matrimoni e per i funerali, ma frate non si fa quasi più nessuno, quei pochi che lo diventano se lo sentono veramente. I sacerdoti di oggi sono più deboli rispetto a quelli del passato: qualche volta succede che si lasciano attrarre dagli scintillii esterni della nostra società e lascino l’abito, ma sono solo una piccolissima percentuale. Se il Vaticano consentisse il matrimonio dei sacerdoti non ci sarebbero più abbandoni e neanche ci sarebbero più alcuni casi isolati di pedofilia; scusate, gli apostoli di Gesù Cristo non erano sposati? La Chiesa Cattolica per coprire la carenza sacerdotale importa più religiosi possibili dai paesi in via di sviluppo, dove sono in sovrannumero e dove si ragiona come da noi quando il tenore di vita era più basso, ma molti di essi è probabile che si trovino in Italia per motivi di studio, per conseguire specializzazioni universitarie ecclesiastiche del Vaticano.
Nel nostro mondo occidentale qualcuno non ha più bisogno della religione: si sposa in comune e quando arrivano i figli non li fa battezzare, fortunatamente queste persone si contano sulla punta delle dita, ma se la cosa dovesse ingrossarsi che fine faremo noi, con le nostre tradizioni, con il nostro sangue, con la nostra cultura e con la nostra memoria? Non è tanto una questione politica di sinistra: la Religione Cattolica per certi aspetti si avvicina alla sinistra, vedi politiche migratorie e politiche ecumeniche; mentre per altri aspetti si avvicina alla destra, vedi la contrarietà alla bioetica, la contrarietà all’aborto, la contrarietà del riconoscimento giuridico delle unioni al di fuori del matrimonio tra uomo e donna e la contrarietà alla rimozione dei crocefissi dai luoghi pubblici in chiave anti – islam. Solo il divorzio mette tutti d’accordo: sinistra, destra e Chiesa, anche se formalmente non lo riconosce, la Sacra Rota può annullare i matrimoni religiosi. Le organizzazioni cattoliche organizzate si dice che siano più orientate a sinistra che a destra, essendo ridotto ai minimi termini il partito cattolico centrista erede della Dc, ma può capitare che qualcuno la pensi diversamente.
A parte la politica, una volta mi fu riferito che quando uno è un assiduo frequentatore delle messe o delle associazioni cattoliche dovrebbe stare sereno, tranquillo, dovrebbe avere una pace interiore, dovrebbe essere superiore alle chiacchiere di paese, non dovrebbe farsi prendere da stupide ripicche, da stupide scaramucce e non dovrebbe stare sempre sul “chi va là”. Non so ora quale futuro attenderà don Angelo Bonaiuto a Cori, ma non posso che augurargli un buon lavoro nella chiesa di San Pietro e Paolo al Monte, edificata nel 1952, in sostituzione delle due chiese parrocchiali distrutte dalle bombe del 1944, possa egli operare come i precedenti parroci don Luigi, don Gianni, don Fabio e agli altri sacerdoti che temporaneamente li hanno aiutati e li hanno assistiti, ne cito alcuni che ricordo: don Livio, gli egiziani don Paolo e padre Kamal e in ultimo l’altro don Luigi che ha sostituito il parroco in questi mesi.
lunedì 1 giugno 2009
16) RIPERCORRENDO LA VIA DELL’IMPERO
Da pochi anni in occasione del 2 giugno, anniversario della nascita della Repubblica Italiana, sono state ripristinate la festività nazionale e la parata militare su Via dei Fori Imperiali a Roma: la strada che da Piazza Venezia conduce al Colosseo. In quella strada sono collocate le rovine dell’antica Roma e a Piazza Venezia c’è l’Altare della Patria o il Monumento al Milite Ignoto, inizialmente intitolato a Vittorio Emanuele II di Savoia (il monumento del Vittoriano) considerato il Padre della Patria, esso è l’emblema patriottico dell’Italia di oggi: sorto tra la fine dell’ottocento e gli inizi del novecento con non poche polemiche, sia perché si ritenne e si ritiene che stoni con i resti di Roma antica, sia perché per edificarlo furono abbattute molte abitazioni e chiese medioevali. Piazza Venezia è la piazza che fu cara al Regime Fascista, a Palazzo Venezia c’era l’ufficio di Benito Mussolini, spesso si affacciava dal balcone per tenere i suoi grandi discorsi, con le folle oceaniche assiepate che ascoltavano osannandolo; su Via dei Fori Imperiali anche allora avvenivano le parate militari, quella strada era denominata Via dell’Impero, non solo per rimembrare i fasti di Roma antica, ma anche per celebrare il nuovo impero, sorto “sui colli fatali di Roma”, con la conquista dell’Etiopia e imperatore fu proclamato Vittorio Emanuele III, già Re d’Italia. La dinastia dei Savoia che unificò l’Italia nella seconda metà dell’ottocento era una dinastia francese, divenuta piemontese e infine divenuta romana; quando Roma fu scelta per capitale, la città attraversò ovviamente anni di ammodernamenti, di cambiamenti e di trasformazioni urbanistiche: con i Savoia e con il Fascismo. Il 17 marzo 1861 fu proclamato a Torino il Regno d’Italia, anche se in quel momento rimanevano fuori dal Regno le tre Venezie e Roma, futura capitale, furono così cancellati 1400 anni di vergogne, di umiliazioni, di dominazioni straniere, di smanie di potere, di grandezza e di ricchezza di nobili nostrani, di papi e di cardinali: motivo per cui secondo il mio parere il 17 marzo dovrebbe essere festa nazionale, come un tempo, la festa dell’Unità d’Italia, più importante del 2 giugno, la festa in cui si ricorda la forma di governo istituzionale d’Italia. I Savoia con 20 anni di dittatura fascista, con una terribile e disastrosa guerra si giocarono il Trono d’Italia; guerra voluta per l’egemonia di potere sul mondo della Germania nazista e del Giappone imperiale, con i quali l’Italia si schierò per avere la propria parte di bottino, sicura della loro vittoria, per rivivere ancor di più le glorie della sua Roma, ma i fascisti non capirono che quando iniziò l’alleanza con i nazisti tedeschi finì l’autonomia italiana ed essi divennero loro succubi. Oggi per le conseguenze di quella guerra la nostra Italia ha perso la propria autonomia, è schiava degli Usa e la sovranità nazionale l’ha perduta ancor di più con l’Unione Europea: allora non vi sembrano uno sfregio le forze armate di Roma, capitale di un’Italietta, che sfilano lungo la Via dei Fori Imperiali, dove anticamente sfilavano le legioni di Roma padrona del mondo?
Far parte dell’Unione Europea ha i suoi vantaggi e i suoi svantaggi: preferirei che fosse un’unione per favorire l’economia e gli scambi commerciali ma non voglio che si faccia il grande stato europeo. Pure far parte della Nato ha i suoi vantaggi: facendo parte della più grande alleanza militare del mondo non verremo mai attaccati dalle altre nazioni pazzerelle, perché sono timorose della nostra superiorità; con la fine della Guerra Fredda è stato scongiurato l’incubo di una guerra totale e nucleare e la pace è garantita. Le insidie oggi non arrivano più dai singoli stati ma da gruppi terroristici: ogni tanto bisogna impiegare i soldati delle forze Nato per sconfiggerli e per garantire la sicurezza e la stabilità nelle nazioni dove c'è quel problema. Tornati a casa i militari sfilano a Roma, in occasione della Festa della Repubblica, dinanzi al Cesare di oggi (Napolitano o Berlusconi?), in una nazione che cerca di ritrovare un orgoglio patriottico e nazionale per troppo tempo dimenticati, nonostante i forti movimenti autonomisti e regionalisti del paese. La Roma di allora cadde per le invasioni barbariche, l’Italia di oggi farà la stessa fine con le ondate migratorie? Oppure dopo l’era monarchica e l’era repubblicana arriverà anche per noi un impero, come avvenne per Roma antica? Ma fare quei paragoni è un’utopia perché oggi tutto il mondo è un unico villaggio globale di cui sappiamo tutto, comincia ad andarci stretto e sentiamo il desiderio di esplorare sempre più l’universo per cercare altri pianeti abitati. Tornando sulla Terra, io appassionato di musiche e marce militari, vi faccio godere quest’inno della Brigata Sassari di stazza nell’isola della Sardegna: quell’isola fu il nucleo originario d’Italia, che i Savoia barattarono con gli austriaci in cambio della Sicilia; quando Napoleone invase il Piemonte il Principe Vittorio Emanuele I fuggì in Sardegna, che non fu occupata, dopo la Restaurazione la capitale del Regno tornò ad essere Torino, ma il nome del Regno cambiò in “Regno di Sardegna”, i Re di Casa Savoia che salivano al trono assumevano il titolo di Re di Sardegna e poi con l’Italia unita assunsero il titolo di Re d’Italia. Dei reparti dell'esercito italiano portano ancora la denominazione del Regno di Sardegna: le caserme della Brigata Meccanizzata Granatieri di Sardegna, ad esempio, sono dislocate in tutta l'Italia centrale e non c'entrano nulla con la Sardegna, se non con lo scudetto della Brigata: i quattro mori decapitati e fasciati, simbolo della vittoria dei sardi sugli arabi che tentarono di occupare l'isola, con al centro una granata. Quell’isola è un po’ staccata dall’Italia perciò non mancano movimenti separatisti, ma sono poca roba; nella vicina Corsica, che appartiene alla Francia, il sentimento separatista è più forte: fa parte d’Italia geograficamente, se ne facesse parte anche politicamente la spinta separatista sarebbe minore.PARATA AI FORI IMPERIALI
All’ombra dei Fori imperial,
orgoglio e pregio, dall’altar
dell’Italia e della sua capital,
ecco, appare la parata militar!
E le folli col cuor alla man
nel vento, è l’Italo tricolor,
si riconoscono vere Italian,
con politici di tutti i color!
Via, “La marcia degli eroi”:
“bersaglier!” “Folgore” grida,
con i vari reparti e inni poi
si rifinisce la nazional gita!
Al caduto di ieri un pensier
va, e oggi si rischia la pelle
per miseri popoli: è dover
dar speranze vitali più belle!
Gli angeli le legioni del ciel
sono; l’angelo umano audace
è, del sogno è custode fedel:
quel sogno chiamato pace!
è, del sogno è custode fedel:
quel sogno chiamato pace!
Andrea Lucarelli (giugno 2004)
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domenica 24 maggio 2009
15) LUCIANO ZAURI
Cartolina con dedica personale di Luciano Zauri: il giocatore di pallone della Lazio in prestito alla Fiorentina.
Il 30 giugno prossimo scadrà il prestito, poi quale sarà il suo destino?
mercoledì 20 maggio 2009
14) L’IMPORTANTE E’ CHE LEGGANO
Avrete notato che ho riempito le ultime due colonne del blog sulla sinistra che erano vuote: “categorie” e “partecipano”. Le categorie sono importanti, i partecipanti sono solo formalità: in "partecipano" ho inserito coloro di Cori che sono registrati a splinder e che ho scelto come amici nel mio profilo, più un altro forestiero che mi aveva inserito nella sua lista di amici. Forse non c’era neanche bisogno di inviar loro gli inviti di partecipazione: essi conoscono il mio blog e se qualche argomento li attrae intervengono, mi dava fastidio veder quel “partecipano” vuoto, così come è vuoto negli altri blog di Cori; ho anche inserito Lexos73 e Einstein2 nella colonna, nonostante non siano più attivi da un bel po’, giusto per riempire lo spazio e far numero. Per chi non lo sapesse il gestore del blog, se vuole, può anche innestare una procedura che permetterebbe ai partecipanti di “postare” nel proprio blog.
I pochissimi commenti che ho ricevuto sino a adesso sono dei soliti, cioè di coloro che hanno il coraggio di mettere la faccia in tutti i blog di Cori, più degli altri di qualche mio amico e di pochi miei stimatori. Noto però con piacere che il contatore dei commenti avanza sempre più, quello è l’essenziale, che leggano. Poi se non condividono le idee che esponi e non intervengono, o per invidia o per avversione personale e politica, quelli sono altri discorsi. Ma alla fine è meglio così: se inizieranno ad intervenire intensamente ci potrà pure stare quello che dietro l’anonimato cercherà di distruggerti in tutti i modi e tu dovrai uscire pazzo per contrastarlo, se non vorrai chiudere i commenti agli anonimi. Sul BLOGDICORI il gestore TitoSperi per un periodo censurò a raffica tutti i commenti volgari ed offensivi, ma ultimamente ho notato che li combatte con l’ironia. Ogni tanto mi faccio un giretto negli altri blog splinder: nella piattaforma centrale c’è l’elenco di tutti i blog aggiornati, con fotografie e video pubblicati, c’è anche l’elenco di tutti gli utenti in linea e volendo si può pure colloquiare. Ho osservato che alcuni tengono chiusi i commenti anonimi nei loro blog per evitare le offese e gli insulti, mentre i commenti dei registrati splinder li pubblicano solo dopo averli filtrati, così non è neanche corretto: ho provato ad intervenire in qualcuno per farmi pubblicità per il mio blog, gli altri utenti tramite il profilo possono visionarlo, ma a quelle condizioni ti passa la voglia di combattere per difendere le tue idee. Finora quella politica non ha prodotto i risultati voluti, cioè il reclutamento di commentatori per suddetto blog, ma l’impennata delle utenze l’ha prodotta; non interesseranno gli argomenti, di solito mi occupo di cose coresi.
Uno dei primi ad essere giornalista in rete è stato don Gianni Baget Bozzo, il politologo da poco scomparso. I blog splinder uno può impostarseli come vuole, di solito si occupano di argomenti seri, tutti si improvvisano giornalisti per passione, io li preferisco al Librofaccia, mia personale forma italianizzata di Facebook, che non mi ha mai fatto una buona impressione: quando mi capita di vedere cinquantenni e più con la fotografia mi viene da pensare “che mollaccioni”. Posso capire i diciottenni, i ventenni, pure quelli della mia età, ma gli altri…. Non mi fece una buona impressione il trentaquattrene candidato sindaco di Firenze Matteo Renzi in un programma televisivo: il giovane cresciuto con i cartoni animati e tutto Facebook; un quacquaracquà mi sembrò (un chiacchierone), tipo Lotito il presidente della Lazio. Ero entrato in quel canale di comunicazione telematico per degli interessanti gruppi, ma dopo un po’ mi sono stancato di farmi sommergere la casella di posta elettronica, di fare il bambinone con tutti i giochini che propongono, con “mi piace”, “non mi piace” e sono rimasto anche un po' mortificato per il comportamento di una persona ritrovata in quello spazio; naturalmente mi sono guardato bene dal mettere le informazioni personali e prima della cancellazione ho rimosso tutte le fotografie, pure se non le classifico tali in quanto le vere fotografie per me sono le originali stampate su carta fotografica, e ho cambiato la data di nascita mettendone una fasulla. Se uno vuole stare in contatto con parenti e amici lontani c’è il telefono e c’è la posta elettronica. Questo è quello che penso io del Librofaccia, se poi c’è gente che lo ritiene utile rispetto le opinioni altrui.
Io mi ritengo una persona semplice, non mi ritengo né uno spaccone, né un arrogante, né un presuntuoso: esprimo solamente le mie idee e le mie opinioni in questi spazi virtuali aperti a tutti, non faccio nulla di eccezionale, tutti possono crearsi i blog, ci vogliono cinque minuti, ma neanche. Non riesco a capire i comportamenti di alcune persone, molto impacciate ed imbarazzate quando mi incontrano, che abbassano la testa o si girano dall’altra parte. Io mi dico dentro me: “stai tranquillo, rilassati, continua a tenere la testa alta, non hai nulla di cui debba vergognarti, non hai fatto del male a nessuno, sei una persona pulita, come la tua famiglia, e le tue idee sono pulite. Se poi dovessi trovarti faccia a faccia con quelle persone, se le conosci, non ci hai mai litigato e se sono più grandi, tu saluti per primo: se ti rispondono bene, se non ti rispondono vorrà dire che la prossima volta che le incontrerai non le saluterai neanche tu.
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