RIASSUNTO DEGLI ARGOMENTI
TRATTATI IN QUESTO 2020 IN QUESTO BLOG, SEGNATI IN MAGGIORANZA DALLA TERRIBILE
PANDEMIA DEL CORONAVIRUS.

Questo 2020 da quasi tutti è
stato definito terribile e molti non vedono l’ora che si tolga dai piedi.
Bisognerà vedere però se gli anni venturi saranno migliori. Io che avevo
iniziato questo anno nella spensieratezza di una breve vacanza nelle Puglie e
tutto lasciava presagire che l’anno sarebbe stato fantastico. Adesso li ricordo
con rimpianto e malinconia i brevi viaggi che mi concedevo, in particolare,
dato il periodo, quelli d’inizio anno, dei quali i più belli sono stati: il
Portogallo e Sofia sotto la neve. Nell’estate 2020, cioè quando l’epidemia che
si è diffusa in tutto il mondo, ha concesso una tregua, molte persone hanno
potuto riempire, come nulla fosse, i luoghi della villeggiatura, incuranti
delle regole di prevenzione che raccomandavano le autorità preposte: ciò ha
fatto ripiombare i contagi da epidemia alle stelle. Io in quel periodo ho
dovuto pensare ad una piccola operazione che ho subìto, approfittando della
“tregua dall’epidemia”: nel postintervento per circa una settimana sono stati
dolori, poi fortunatamente mi sono ripreso bene.
Purtroppo, non si può dire
altrettanto dei molti contagiati che hanno combattuto contro il Coronavirus, o
Covid 19, arrivato in Italia dalla Cina ufficialmente a febbraio, e non ce
l’hanno fatta a vincere. Questo nuovo virus, che si è trasmesso probabilmente
da un pipistrello all’uomo, ha trovato i soggetti più a rischio impreparati, i
quali nelle normali influenze e polmoniti si premunivano, effettuando i vaccini, evitando così le gravi conseguenze. La mortalità di quest’anno da noi sarà
leggermente più alta di quella degli anni passati. Non sono mancate, nell’era
delle moderne tecniche di comunicazione di massa, dove chiunque la fa da
padrone, teorie di complotti e di negazione della gravità di questa inedita
situazione. Nuovi vocaboli, anglofoni ovviamente, sono entrati a far parte del
nostro lessico, primi fra tutti: lockdown (chiusura, confinamento), smart
working (lavoro agile, telelavoro). A fine anno è arrivato quello che dovrebbe
essere l’antidoto contro il Coronavirus, ma ancora non se ne conosce l’efficacia
e gli effetti benevoli. L’economia mondiale, compresa l’italiana, ha subito un
drastico crollo, a causa delle chiusure totali della maggioranza delle attività
lavorative, oltre che degli svaghi, delle processioni e delle altre cerimonie
religiose, dei campionati sportivi professionistici e dilettantistici, al fine
di evitare il dilagare della pandemia, con la mancanza di posti letto nelle
strutture sanitarie per i casi più gravi. Per non permettere il peggioramento della
situazione economica e l’aggravarsi dell’impoverimento di molti soggetti, dopo
il primo blocco totale di due mesi, c’è stata la seconda fase: delle riaperture
e di convivenza col virus. Tutto è ripreso con cautela: dallo sport (che forse
è stata una vera e propria forzatura), ala religione, alle attività commerciali.

L’Unione Europea,
approfittando della situazione, ha imposto a tutti i paesi membri dei prestiti
obbligatori, che saranno utili, ma sottometteranno ancora di più gli stati più
deboli ai più forti. La Gran Bretagna, dopo lunghi negoziati, ha salutato l’Europa,
rispettando l’esito del referendum del 2016, e non dovrà più stare ai suoi
dettami. Anche negli Stati Uniti il Covid è stato devastante, ancor di più che
da noi, ed è costato la presidenza a Trump, che aveva lavorato bene, facendo
volare l’economia prima del virus ed inaugurando una nuova era di pace, sconfitto
da Biden, tra le esultanze dei media e del mondo a livello politico corretto.


In Italia il Governo Conte,
con il Coronavirus, è potuto durare a lungo: il solito Renzi lo avrebbe scosso
e minacciato molto prima se non ci fosse stata quest’emergenza. L’esecutivo ha
fronteggiato l’avvenimento con misure di aiuto straordinario, come la cassa
integrazione (per alcuni arrivata solo dopo molti mesi) e gli aiuti alimentari;
lo tesso avrebbe però potuto fare a meno di concedere bonus per le vacanze e i monopattini,
investendo le risorse in beni prioritari per le famiglie, come ad esempio i
libri scolastici. Il taglio dei parlamentari è passato attraverso il referendum
e le elezioni regionali si sono concluse in pareggio. Certa stampa si ostina a
difendere questo governo ed un partito in particolare, non tenendo conto dei
moltissimi suoi voltafaccia e cambi di opinione, ed è odiatrice nei confronti
degli avversari. Le rigidità nei confronti dei cittadini non sono state attuate
in campo d’immigrazione illegale: gli sbarchi sono aumentati (forse attirati da
voci di sanatorie in agricoltura che si sono rivelate dei fiaschi totali),
alcuni immigrati erano positivi al virus, mentre qualcun altro tra questi,
vagando come nulla fosse, ha causato una strage in una chiesa francese. Rimanendo
in tema di fanatismo islamico, c’è stata la controversa vicenda di Silvia
Romano, la volontaria rapita e liberata da convertita all’Islam. Un Islam che è
in crescita grazie all’elevata fecondità delle sue genti, contro la quasi
sterilità occidentale: se nulla cambierà il punto di svolta nel travolgimento
del nostro mondo potrebbe essere la vicenda dalla vecchia Basilica cristiana di
Costantinopoli (Istanbul), che da museo è tornata moschea.

Il paese di Cori non è stato
risparmiato dal Covid: ci sono stati molti contagi e delle morti, alcune
delle quali nella Residenza sanitaria assistenziale, e delle polemiche,
finite sulla stampa ed in Tv, per i bidoni dell’immondizia per i malati,
diversi dai soliti, e che rendevano gli infettati facilmente individuabili. Ho parlato
anche della piccola processione della Madonna del Soccorso che ha sostituito quella
tradizionale e della vita che rirendeva in estate a Piazza Signina dopo il
deserto dei mesi precedenti.
Ho scritto, nell’anno del 150°
anniversario della Breccia di Porta Pia, delle ricorrenze del Risorgimento
dimenticate, a vantaggio di altre festività di altro stampo. Ho recensito due
libri: quello relativo all’ultimo Gran Consiglio del Fascismo del 25 luglio
1943 e i diari di Giulio Andreotti dal 1979 al 1989. In questo 2020 due grandi
stelle del calcio mondiale del passato ci hanno lasciato: Maradona e Paolo
Rossi; di entrambi ci sono le loro biografie nel blog dei mondiali di calcio, insieme
al mondiale di Italia 90, che ho ricordato qui a trent’anni di distanza. Di Maradona
forse si è pensato solo al calciatore, esaltandolo, non guardando alle pecche oltre
il rettangolo di gioco, forse perché in politica la pensava in un certo modo. Rossi
e Maradona giocavano negli anni 1980: di quegli anni ne ho parlato ad inizio
anno, tra ricordi personali e narrazioni che smentiva qualche teoria dei molti
nostalgici.