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domenica 18 settembre 2011

104) EVENTI ESTIVI

  • Manovra finanziaria

L’evento estivo più discusso e più importante è stato l’approvazione della legge finanziaria straordinaria. Un po’ tutti i governi sono stati costretti ad attuare misure urgenti e necessarie per fronteggiare la più grave congiuntura di tutta la storia dopo il 1929. E’ cominciato tutto negli Usa: la gente acquistava case ed automobili senza avere denaro, così alcune società immobiliari e alcune banche sono andate fallite, in seguito c’è stato l’11 settembre 2001 che ha comportato per gli americani due costosissime e lunghissime guerre di lotta al terrorismo islamico. Sono necessari dei sacrifici per raggiungere il pareggio di bilancio, in più nel nostro paese ancora si pagano le conseguenze delle disastrose politiche dei vecchi volponi e maneggioni della politica, però tutti vogliono che si guardi nell’orto del vicino e non nel proprio: perfino gli ultramiliardari si infastidiscono se dovranno pagare qualche cosetta in più di tasse, ben sapendo che nonostante ciò continueranno a vivere in megaville, a girare in Ferrari ed in motoscafo. C’è stato un primo passo verso la riduzione dei costi della politica (naturalmente proteste anche lì), non sono state toccate le fasce deboli e le pensioni. Sul servizio militare l’avevano fatta grossa, in seguito hanno rimediato: un governo di destra che penalizza chi ha svolto il proprio dovere di militare che governo di destra è? L’aumento dell’iva, la lotta al sommerso e all’evasione sono state le soluzioni che hanno messo d’accordo tutti; l’approvazione finale della manovra ha comportato apprezzamento e compiacimento da parte dell’Europa. Le opposizioni possono dire ciò che vogliono, devono sempre trovare il modo di distruggere tutto; la Cgil ha provato ad inscenare uno sciopero generale, disertato dagli altri due sindacati legati alle opposizioni, che è stato un vero flop. Forza Italia ed Alleanza Nazionale prima ed il Popolo delle Libertà poi, avevano fatto della riduzione delle tasse la loro bandiera principale, che aveva loro consentito di vincere più volte le elezioni, la soluzione scelta, attraverso un lungo braccio di ferro con il ministro Tremonti, è stata la più saggia di tutte: chissà in che modo verrà percepita dalle masse? In ogni caso se non ci sarà la ripresa (anche lieve), che appositamente si ritarderà per i no a tutto (vedasi l'articolo 99), l’attuale maggioranza perderà le prossime politiche. 

  • Rischi per l'Italia con la sinistra al potere
Gli italiani pensassero alle conseguenze se consegneranno il paese a Bersani – Vendola – Di Pietro, penso che se ne pentiranno subito come hanno fatto nel 2008 con l’Unione di Prodi: fecero sparire Bertinotti e la sua area politica per tutto quello che avevano combinato in due anni. Nella stessa maniera questo effetto Vendola svanirà. Distruggeranno la nostra cultura, la nostra tradizione, la nostra identità, svendendo tutto ai musulmani in cambio di qualche voto in più (per la gioia de “Il Messaggero” e de “La Stampa”), istituiranno i matrimoni omosessuali, distruggeranno l’idea stessa di famiglia tradizionale, potrebbero liberalizzare qualche droga leggera, ecc. Volete che sia così l’Italia di domani? Italiani sveglia!!! Si è tornati a parlare dei problemi del terrorismo islamico in occasione del decennale degli attacchi alle torri gemelle: compagni, cosa pensate che vi salverete e li terrete buoni regalando moschee e cittadinanze? Le varie forme di vita che vorrebbero sono osteggiate dall’Islam, molto più della più estrema destra conservatrice nostrana: l’omosessualità, la droga, l’emancipazione femminile, l’ateismo. E i cattolici legati al Pd li seguono anche, prime fra tutte le Caritas e le Comunità di Sant’Egidio: non avvertono la contraddizione? Alcuni documentari di quella comunità vengono trasmessi dalla Rai (con i soldi di noi contribuenti), oltre la mezzanotte (per fortuna): è meglio che non ne parli, altrimenti potrebbe prendermi un travaso di bile. 
  • Lo schifo delle intercettazioni telefoniche

Prima di tutto abbattere “il mostro” poi per tutto il resto se ne riparlerà: centomila intercettazioni telefoniche, che schifo e che mostruosità! Una volta approvata le legge finanziaria (che rabbia!) si torna all’attacco. Non si riesce a piegarlo col voto si prova in altri modi: dalle suddette intercettazione si tira fuori solo ciò che fa comodo, travisando e falsificando le notizie. Manuela Arcuri per un giorno è stata l’idolo della sinistra: si scopre, e siamo sicuri che tutta l’Italia aspettava compulsamente di saperlo, che l’attrice laziale si è incontrata eccome con il Cavaliere. Insieme all’amica del cuore Francesca Lana. E che ha pure imbastito lunghe trattative con lui: i suoi obiettivi erano presentare il festival di Sanremo e rimediare un favore (un lavoro?) per il fratello. Costi quello che costi. In un’intercettazione del 28 gennaio 2009, al telefono con Tarantini, Manuela Arcuri accenna ad un incontro con Berlusconi:

“Gliel’ho accennato, m’ha detto ‘Guarda ne parliamo quando ci vediamo a cena Gli ho detto ‘No guarda, scusami, ma io la prossima settimana sono a Milano per lavoro… e io ne ho abbastanza urgenza perché parte la produzione e io gli devo fare questo favore a mio fratello… glielo dovrei fare adesso, se è possibile’. Mi ha detto ‘Allora guarda, Manuè, ti chiamo oggi pomeriggio e ne riparliamo’. Speriamo amore… mi chiama, vè? (…) Ha detto che mi chiama, mi chiama! Speriamo, guarda, perché sarebbe troppo… troppo… troppo importante veramente!. E poi una volta… Poi se me lo fa il favore, se me lo fa il favore, poi, sarà ben ricompensato…”

Sanno benissimo i signori che Berlusconi non se ne andrà mai (che reato avrebbe commesso?), altrimenti la darà loro vinta, ma sottoponendolo al più grande stillicidio mediatico e giudiziario della storia, forse alcuni spereranno che con l’età avanzata non regga a tutte queste pressioni e tensioni e gli prenda un accidente. Oppure qualche pazzo, leggendo sui giornali o sentendo in televisione, "Berlusconi di qua, Berlusconi di là", lo aggredisca incontrandolo per strada. Compagni e altri avversari politici, l’invidia, la rabbia, il livore non porteranno da nessuna parte. Ci sono alcuni esponenti Pd innovativi, proprio perché innovativi vengono tenuti ai margini del loro partito, come il sindaco di Firenze Matteo Renzi, molto critico verso il suo partito, dice: “vogliamo battere Silvio? Battiamolo alle urne, non nei tribunali.”

domenica 7 agosto 2011

103) RIPOSO ASSOLUTO DA TUTTO


ESTATE: TEMPO DI RIPOSO DA TUTTO (BLOG COMPRESO)



Il blog se ne andrà in vacanza, chiudendo per qualche settimana, giusto per dar tempo al gestore di riposarsi, di ritemprarsi, di cercare nuove idee e nuovi stimoli per il momento in cui lo riprenderà in mano. Sarà un momento di riposo da tutte le attività, anche quelle di svago: lo sport e appunto il blog. È stato veramente duro aggiornare il mio sito, cercando dei ritagli di tempo da tutte le occupazioni quotidiane.

Ho fatto un ulteriore sforzo praticando uno sport, la pesistica, pur non avendone molta voglia, ma mi sono convinto perché:

1) è molto importante per la salute fare movimento;
2) pensando ai risultati che si sarebbero ottenuti nel momento che d’estate uno si spoglia, vedendosi così ripagati tutti i sacrifici invernali;
3) avendo pagato in anticipo, con l’intento di risparmiare qualcosa, se non fossi andato più avrei buttato i soldi.

Ci sono coloro che in quello sport, avendo più motivazioni di me, si impegnano e si dilettano molto di più, raggiungendo risultati migliori, ma non fa nulla, l’importante è mantenersi in forma. Sarebbe importante allegare alla pesistica, specialmente d’estate, altre vere discipline sportive movimentali e di resistenza, come ad esempio la bicicletta, la corsa o altre attività; per chi partecipa alla più grande processione del paese, cantando i tradizionali canti, è fondamentale avere molto fiato in corpo.

Scherzi a parte, l’attività fisica è importante perché riduce le possibilità (ma non le esclude) di rischi per la salute, però non è il fisico bestiale e atletico ciò che conta nella vita. Svolgere movimento fisico e portare avanti il sito a tutti i costi, combattendo la malavoglia, sono degli stimoli che permettono di contrastarla anche in altre cose più importanti.

Possedere un giornale virtuale delle volte significa  inimicarsi e divenire antipatico a delle persone con cui avevi gettato le basi per dei rapporti di amicizia, poi scoprendo da sole che hai il blog, cambiano atteggiamento nei tuoi confronti: o perché per loro sono inconciliabili le idee e le teorie che esponi, o perché non ti ritenevano assolutamente all’altezza e li sorprendi.

Ora non è più il tempo di parlarne, è il tempo del riposo assoluto da tutto. Quando uno sta troppo riposato, negli istanti in cui riprenderà man mano tutte le attività sarà traumatico ricominciare, ma allo stesso tempo avrà acquisito nuove energie che gli consentiranno di concentrarsi e battersi meglio nell’affrontare le battaglie quotidiane, che in questo periodo è felice di dimenticare.

LA PANZANELLA di Nino Manfredi per chiudere in bellezza


mercoledì 27 luglio 2011

102) MAGDI CRISTIANO ALLAM SULLA STRAGE IN NORVEGIA


Dietro all’estremismo dei neonazi o alla jihad la stessa volontà di prevaricazione. Se si vuole fermare l’odio l’Europa deve mettere fine alla politica delle porte aperte.


La strage in Norvegia: Il razzismo è l'altra faccia del multiculturalismo
di
Magdi Cristiano Allam*
    

*(Dal "Il Giornale.it" un interessante articolo di Magdi Cristiano Allam sulla strage accaduta recentemente in Norvegia e sulle sue radici. Magdi Cristiano Allam è un giornalista e scrittore egiziano trapiantato in Italia da molti anni e sposato con un'italiana: è nato musulmano e si è convertito al cattolicesimo; nella notte di Pasqua del 2008 ha ricevuto contemporaneamente il battesimo, l'eucarestia e la cresima dal Papa. Evidentemente aveva frequentato dei corsi accelerati di catechesi. Così ha aggiunto il nome "Cristiano" al suo nome originale Magdi Allam. E' eurodeputato dell'Udc. L'articolo fa riflettere: se lui stesso, che è un immigrato, dice di chiudere le frontiere........)



 La nostra condanna è netta e totale della doppia strage che ha fatto sprofondare in un devastante lutto un’intera nazio­ne. Nessuna giustificazione e nessuna attenuante per il terrorismo di qualsivoglia risma che viola la sa­cralità della vita di tutti, perseguendo  l’imposizione del proprio pote­re attraverso l’uso della violenza. Non sappiamo ancora se en­trambi gli attentati di Oslo e Utoya abbiano la stessa matrice.  

L’unica certezza è l’arresto di un trenta­duenne norvegese, Anders Behrin Breivik, qualificato come un «fon­damentalista cristiano », che trave­stito da poliziotto ha commesso lo sconvolgente massacro sull’isola di Utoya. In precedenza la potente esplosione che ha devastato il quar­tiere governativo nel centro di Oslo era stata rivendicata dai sedicenti Ansar al Jihad al Alami (Seguaci della Guerra santa islamica globa­le). Ammettiamolo: in un primo tempo quando la pista islamica sembrava avvalorata, tutti ci senti­vamo come rincuorati, probabil­mente perché condividiamo la consapevolezza che questo gene­re di odiosi crimini contro l’umani­tà appartiene quasi naturalmente a dei fanatici votati a imporre con la forza ovunque nel mondo la sot­tomissione ad Allah e la devozione a Maometto.

Mentre quando è sta­to arrestato e abbiamo visto il volto di un norvegese che sulla propria pagina di Facebook si presenta co­me «conservatore, di fede cristia­na, ama la musica classica e i video­giochi di guerra », siamo stati come colti dal panico. Perché per noi il cristianesimo è inconciliabile con la pratica della violenza finalizzata ad uccidere il prossimo, indipen­dentemente dalla diversità di et­nia, fede, ideologia o cultura.

La verità è che sia il terrorismo islamico sia quello neonazista, si fondano sulla supremazia della razza o della religione, nel caso di Anders Behrin Breivik indicata co­me «cristiana»,si equivalgono nel­la loro divisione faziosa dell’uma­nità dove loro, detentori di una veri­tà assoluta che deve essere impo­sta con la forza, condividono sia il principio che chi non la pensa co­me loro non ha diritto di esistere sia la pratica della violenza per la re­alizzazione dei loro obiettivi. La dif­ferenza sostanziale è che mentre gli islamici che uccidono gli «infe­deli » sono legittimati da ciò che ha ordinato loro Allah nel Corano e da quanto ha fatto Maometto, i cristia­ni che uccidono per qualsivoglia ra­gione lo fanno in flagrante contra­sto con ciò che è scritto nei Vangeli.

Quanto alla causa di fondo di questi barbari attentati, essa risie­de nell’ideologia del razzismo che, nel caso specifico dell’Occidente che s’ispira alla fede cristiana,è l’al­t­ra faccia della medaglia del multi­culturalismo. Razzismo e multicul­turalismo commettono l’errore di sovrapporre la dimensione della religione o delle idee con la dimen­sione della persona. L’ideologia del razzismo si fonda sulla tesi che dalla condanna della religione o delle idee altrui si debba procede­re alla condanna di tutti coloro che a vario titolo fanno riferimento a quella religione o a quelle idee. Vi­ceversa l’ideologia del multicultu­ralismo è la trasposizi­one in ambi­to sociale del relativismo che si fon­da sulla tesi che per amare il prossi­mo si debba sposare la sua religio­ne o le sue idee, mettendo sullo stesso piano tutte le religioni, cultu­re, valori, immaginando che la civi­le ­convivenza possa realizzarsi sen­za un comune collante valoriale e identitario....

La Norvegia, al pari della Svezia, Gran Bretagna, Olanda e Germa­nia, predica e pratica l’ideologia del multiculturalismo, concepen­do che l’accoglienza degli immi­grati e più in generale il rapporto con il mondo della globalizzazio­ne debbano portare a un cambia­mento radicale della nostra civiltà, fino a vergognarci delle nostre radi­ci giudaico- cristiane, a negare i va­lori non negoziabili, a tradire la no­stra identità cristiana, ad antepor­r­e l’amore per il prossimo alla salva­guardia dei legittimi interessi na­zionali della popolazione autocto­na, al punto da elargire a piene ma­ni agli stranieri diritti e libertà sen­za chiedere loro l’ottemperanza dei doveri e il rispetto delle regole.

Il razzismo che esplode nel con­testo d­el multiculturalismo proce­de in senso letteralmente opposto, emergendo come una brutale e ir­razionale reazione, assolutamen­te ingiustificabile e inaccettabile, da parte di chi arriva a legittimare il massacro di chi è considerato re­sponsabile della perdita della no­stra civiltà. Noi condanniamo totalmente, non riconosciamo alcuna giustif­i­cazione e non concediamo alcuna attenuante a qualsiasi forma di ter­rorismo, compreso il terrorismo neonazista.

Al tempo stesso am­moniamo che il multiculturalismo è il terreno di coltura di un’ideolo­gia razzista­ che fa proseliti tra quan­ti hanno la sensazione di non risie­dere più a casa loro, che presto si ri­durranno a essere minoranza e for­se a esserne allontanati. Ecco per­ché multiculturalismo e razzismo sono di fatto due facce della stessa medaglia. La mia conclusione? Se vogliamo sconfiggere questo razzi­smo d­obbiamo porre fine al multi­culturalismo.  

domenica 24 luglio 2011

101) SE LE CASERME MILITARI DIVENTANO DEI BORDELLI

L’ESERCITO ITALIANO DOVREBBE GARANTIRE LA NOSTRA SICUREZZA, COSI’ NON SARA’ SE SI PENSA A FARE TUTT’ALTRE COSE DA QUANDO SONO ENTRATE LE DONNE. UNA VOLTA INVECE……..

Avrete seguito senz’altro sui mezzi d’informazione nazionale la triste, drammatica e squallida vicenda dell’uccisione della povera Melania Rea, il tutto contornato dalle avventure extraconiugali del marito, il Caporalmaggiore istruttore dell’esercito Salvatore Parolisi, con delle sue allieve soldatesse. Agli inquirenti spetta il compito di fare piena luce su questa vicenda e trovare il colpevole, nel caso non fosse ancora stato trovato. Io voglio soffermarmi su queste nuove realtà delle Forze Armate Italiane. Purtroppo è la prassi avere rapporti carnali nelle caserme: si sa tutto ma i comandanti raramente prendono gli adeguati e severi provvedimenti e nella maggioranza dei casi preferiscono chiudere gli occhi. Sui forum militari, dove ho trovato le inquietanti notizie che hanno ispirato l’articolo, si leggono alcuni commenti che fanno accapponare la pelle. La parte conservatrice dei soldati è molto irritata contro questa piccola ma problematica presenza femminile nelle forze armate e combatte affinché i bordelli nelle caserme cessino le attività. Per la storia della parità tra sessi non si sono potute escludere le donne dagli arruolamenti, ben sapendo che è un mestiere che richiede forza e prestanza fisica: pochissime di loro riescono ad arrivare nei veri reparti operativi. Alcune si esse approfittano del loro fascino per non sgobbare e farsi assegnare negli uffici, ma sono anche gli uomini che le cercano per le loro avventurette e il risultato sono le famiglie distrutte: alcune rassegnate mogli dei militari  si separano, altre più combattive denunciano i fatti alle autorità militari preposte, per rovinare le carriere dei mariti fedifraghi e delle loro amanti. Probabilmente per quel motivo è stata uccisa Melania: perché intendeva denunciare la relazione del marito con l’amante. Da quando non si è sentito più il pericolo delle guerre globali è stata abolita la leva obbligatoria maschile con l’intento di risparmiare nelle spese statali; oggi questi nuovi volontari cercano più lo stipendio, che l’onore e la difesa della patria e nelle caserme, divenute comodi e confortevoli alberghi, hanno anche i casini, senza dover più uscire. I cittadini che mantengono i militari, tramite i contributi versati allo stato, sono disgustati da queste storie: se i presupposti sono questi quale nostra sicurezza garantiranno i difensori della nostra nazione? In questo modo le prenderanno dal più disastrato esercito mediorientale.

STORIA: LE AUSILIARIE DELLA REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA


Tra i combattenti della Repubblica Sociale Italiana o Repubblica di Salò, c’erano anche circa 6.000 donne ausiliarie. L’arruolamento femminile iniziò nel 1944, fu fortemente voluto dalla gerarca fascista Piera Gatteschi Fondelli, la quale ricoprì il ruolo di generale (l’unico generale donna che l’Italia abbia mai avuto sino ad adesso). Il contesto storico e il modo di pensare dei militi della Rsi erano quelli in cui si combatteva per salvare l’onore dell’Italia, per riscattare il disonore dei tradimenti del 25 luglio e dell’8 settembre da parte del Re e di Badoglio: era una generazione che sin dalla tenera età era stata educata ed esaltata dalle idee fasciste. Alcuni di loro pensavano, senza esternarlo, che quella guerra era stata inutilmente causata dalla follia di una nazione che l’Italia aveva sbagliato a seguire, ma per l’onore non potevano tirarsi indietro, avendo quell’idea di combattimento sino alla fine: erano persone normalissime che per legge rispondevano alla chiamata alle armi. "Le donne non ci vogliono più bene" è un canto di rassegnazione, sentendo ormai la fine vicino, ma ecco le donne ausiliarie a rincuorare e ricaricare i loro colleghi maschi.



UOMINI COMBATTENTI RSI Le donne non ci vogliono più bene/perché portiamo la camicia nera./Hanno detto che siamo da catene,/hanno detto che siamo da galera!/L'amore coi fascisti non conviene:/meglio un vigliacco che non ha bandiera,/uno che non ha sangue nelle vene,/uno che serberà la pelle intera!/Ce ne freghiamo! La signora Morte/fa la civetta in mezzo alla battaglia,/si fa baciare solo dai soldati./Sotto ragazzi, facciamole la corte,/diamole un bacio sotto la mitraglia,/lasciamo le altre donne agli imboscati!/A noi!

DONNE AUSILIARIE RSI Le donne non vi vogliono più bene/perché portate la camicia nera./Non vi crucciate: cosa da galera/Fu giudicato Cristo, e da catene!/A voi fascisti, a voi non si conviene/chi rinnegò la Patria e la Bandiera,/chi si donò al nemico tutta intera,/chi ha stoppa in capo ed acqua nelle vene!/Voi che correte il palio della morte,/la Patria onora, e premio alla battaglia/è il mirto che fiorisce pei soldati./E un cuor di donna vi farà la corte,/che vi ha seguito sotto la mitraglia,/un cuore che disprezza gli imboscati!/A noi!

Un senso di frustrazione e di impotenza prevale tra i militi repubblichini: “Le donne non ci vogliono più bene perché portiamo la camicia nera. Hanno detto che siamo da catene, hanno detto che siamo da galera! L’amore coi fascisti non conviene: meglio un vigliacco che non ha bandiera, meglio uno che non ha sangue nelle vene, uno che serberà la pelle intera!” 
Ma essi “se ne fregano”, hanno nientemeno a che fare con la Signora Morte, la più alta figura femminile, che si fa baciare solo dai soldati, le fanno la corte e le donne da poco le lasciano agli imboscati: “Ce ne freghiamo! La signora Morte, fa la civetta in mezzo alla battaglia, si fa baciare solo dai soldati. Sotto ragazzi, facciamole la corte, diamole un bacio sotto la mitraglia, lasciamo le altre donne agli imboscati! A noi!”

Le donne ausiliarie repubblichine rispondono, rasserenando i loro colleghi maschi, dicendo di non disperarsi se le donne non vogliono loro più bene perché portano la camicia nera, perfino uno come Cristo fu giudicato da catene: Le donne non vi vogliono più bene perché portate la camicia nera. Non vi crucciate: cosa da galera. Fu giudicato Cristo, e da catene!”
Ma cosa ve ne fate di quelle che hanno rinnegato la patria, la bandiera e si sono donate al nemico tutte intere: “A voi fascisti, a voi non si conviene chi rinnegò la Patria e la Bandiera, chi si donò al nemico tutta intera, chi ha stoppa in capo ed acqua nelle vene!”
Per voi, che avete a che fare con la morte, la patria darà in premio qualcosa di speciale, alla fine avrete in ricompensa le donne coraggiose che vi hanno seguito in battaglia e che disprezzano gli imboscati: ”Voi che correte il palio della morte, la Patria onora, e premio alla battaglia, è il mirto che fiorisce pei soldati. E un cuor di donna vi farà la corte, che vi ha seguito sotto la mitraglia, un cuore che disprezza gli imboscati! A noi!”

Ho voluto recensire appositamente il canto “Le donne non ci vogliono più bene” per evidenziare la vera figura di donna combattente, la quale rincuora e incoraggia i suoi colleghi rassegnati alla disfatta e alla morte, in netto contrasto alle tristi realtà delle caserme militari di questi giorni. È anche un canto d’amore e di fedeltà. La canzone ha valenza storica ed anche bene ricordare quel sangue dei vinti dimenticato per forza. Molte di quelle ausiliarie furono violentate e trucidate dopo il 25 aprile 1945 e nessuno ha mai pagato, mentre per i crimini compiuti dall’altra parte hanno giustamente pagato. Per cui non sarà nessuna fonte di scandalo rendere omaggio a queste valorose donne, barbaramente strappate alla vita e dimenticate da tutti, con il loro canto.

domenica 17 luglio 2011

100) LE VACANZE PASSATE ATTRAVERSO LA RELIGIONE


ALCUNI RICORDI DELLE BELLE VACANZE D’INFANZIA, ORGANIZZATE DALLA PARROCCHIA, DI UNO CHE E’ QUASI SEMPRE ANDATO IN CHIESA, MA CHE NON HA MAI FREQUENTATO LE ASSOCIAZIONI CATTOLICHE E LE SALE PARROCHIALI.


  • Io e la religione

Chi non mi conosce ma leggendo qui qualche tema religioso mi prende per un chierichetto, o roba del genere; chi mi conosce dice che io non sia un grande devoto o un grande credente. Diciamo così: io sono sempre stato un tipo da bar e da piazze con la passione della messa domenicale. Non sono mai stato a mio agio dentro le azioni cattoliche e le sale parrocchiali, forse perché mi sentivo mancare la libertà, l’aria principalmente, che ho sempre trovato al di fuori delle parrocchie. Non è vero che per essere un buon devoto devi necessariamente aderire alle associazioni cattoliche: ad esempio il giornalista e scrittore Camillo Langone è credente in altri modi, in forme spirituali e antiche ed è contro le modernità ecclesiali introdotte dalle azioni cattoliche. Quanti/e ragazzi/e ho visto che una ventina, una decina di anni fa erano ferventi praticanti dei movimenti cattolici organizzati ed oggi sono molto lontani dalla religione. Con ciò non voglio assolutamente dire che io sia un buon cristiano, ho i miei difetti e i miei peccati. Spesso può anche accadere che chi si dice non credente ha nel cuore delle sane virtù che lo portano a comportarsi da vero cristiano osservante.
 
  • Viaggi con la Parrocchia del Monte

I miei principali ricordi legati alla parrocchia di Cori Monte sono legati ai viaggi in giro per l’Europa che la stessa organizzava negli anni della mia infanzia e della mia prima adolescenza: mi portava mia madre, la quale era legata alla parrocchia, qualche volta anche mio fratello o mia sorella venivano. Ricordo alcuni spezzoni del primo viaggio in cui partecipai nell’agosto del 1984: Lourdes, Fatima, con nell’intermezzo tutte le principali città spagnole. La partenza di quel viaggio fu posticipata da mezzanotte all’una, perché un partecipante aveva frainteso la partenza: credeva infatti che dovessimo partire nella successiva mezzanotte e trascorreva tranquillamente il ferragosto sui monti di tirinzania. In quell’ora di attesa un particolare non l’ho dimenticato: il riflesso sul finestrino dell’autobus, fermo in Piazza Signina, dell’insegna “Cooperativa – Casa del Popolo”, sapevo a malapena leggere, ma quella luce riflessa mi dava fastidio, non facendomi dormire. In tutti i viaggi ci muovevamo in autobus, a tappe, raramente con l’aereo. Nei  primi viaggi gli autisti erano i coresi Pietrino e Moro, poi si passò ad altri autisti forestieri forniti dalle agenzie di viaggio. Alcune signore scrissero in cronaca e in versi le testimonianze dei primi due viaggi in cui partecipai, in Spagna/Portogallo nel 1984 e a Parigi nel 1985, che il parroco don Gianni fece fotocopiare per tutti i partecipanti e che in casa mia ancora conserviamo: fanno ritornare alla mente molti divertenti particolari ormai dal tempo dimenticati. Il viaggio più complicato e drammatico, principalmente per motivi ideologici, fu in Austria/Cecoslovacchia/Polonia nell’agosto del 1987; ma la voglia di visitare la terra del Papa dell’est e della sua Madonna di Czestochowa ci fece superare tutte le difficoltà, comprese le molte ore di attesa alla frontiera polacca, i mitra spianati dei militari e la mancanza del visto sul passaporto di un ragazzo del nostro gruppo: un po’ imbrogliando riuscimmo a superare la difficoltà. La situazione nell’est in quel periodo si era molto ammorbidita rispetto ai decenni precedenti, quando potevano valicare la cortina di ferro solo gli aderenti dei partiti comunisti occidentali, ma nessuno poteva minimamente immaginare che poco più di due anni più tardi tutto sarebbe finito. Per qui viaggi quasi sempre il passaporto ci voleva, addirittura per la Spagna, noi bambini eravamo segnati in quello dei nostri genitori; mentre oggi per muoversi da uno stato all’altro dell’Europa non ci vuole più neanche la carta d’identità, persino per andare in Polonia. I viaggi proseguirono con la visita della Germania occidentale nel 1988 e con Parigi/Londra l’anno seguente: quest’ultimo fu un viaggio drammatico per motivi umani perché un membro del nostro gruppo nel corso del viaggio morì d’infarto. La prima parte dei miei viaggi con la parrocchia si concluse nel 1990, con la visita di Belgio, Olanda e Lussemburgo. La seconda parte ha riguardato la visita dell’Egitto (da solo) nelle vacanze natalizie 1993/94, e il viaggio nell’agosto 1995 (con mia madre) a Vienna, Praga, Budapest, nell’Europa dell’est post – comunista. Sono state delle belle esperienze, che ogni tanto mi ritornano in mente come dei sogni, correlate quasi sempre da begli alberghi, poche volte da alberghi scadenti e guide turistiche che spiegavano ogni cosa, ma di voglia di camminare per visitare i luoghi di interesse ne avevo ben poca. Una volta a Monaco di Baviera ci fecero pagare dei danni in un albergo per colpe che non avevamo assolutamente commesso.
 
  • Oltre la Parrocchia

Oltre alle vacanze con la parrocchia ho partecipato ad altre vacanze. Nel 1985 al ritorno da un viaggio da Londra, per motivi familiari, all’aeroporto londinese di Luton mi capitò una disavventura per via di una pistola giocattolo: suonò l’allarme al controllo, i gendarmi capirono sì che non era una vera e propria arma da fuoco, ma per timore che spaventasse i passeggeri del nostro volo, chiudendola in una busta, la diedero in custodia ai membri dell’equipaggio aereo. Durante il viaggio gli stessi mi chiamarono nella cabina di pilotaggio, ricordo un pilota che mi disse che aveva un nipote che si chiamava come me, io tutto intimorito non lo seguivo molto. All’aeroporto romano di Ciampino coloro che erano venuti a prenderci ci dissero che era stato annunciato il ritardo del nostro aereo “per un contrattempo per una pistola giocattolo”, uscì anche un piccolo trafiletto in un giornale. Successivamente sono stato in Tunisia con la mia classe, quando frequentavo le scuole medie superiori; gli ultimi miei viaggi all’estero, con alcuni miei familiari, sono avvenuti nel 2000 in Austria, e nel 2001 in Svizzera.

Nell’ultimo decennio non ho viaggiato molto, tranne che in qualche brevissimo viaggio pasquale nelle storiche cittadine toscane ed umbre. Visto che questo è il periodo delle vacanze ho ritenuto opportuno parlare e ricordare, soprattutto, come io le abbia passate: ognuno il suo blog lo colora in base alle proprie idee e alle sue esperienze vissute, non sono certo delle vanterie. Molti di voi avranno viaggiato molto più di me e molto più lontano grazie ai gruppi di sbandieratori che sono presenti nel paese di Cori, oppure hanno viaggiato per altri motivi. Io negli sbandieratori non ho avuto molta fortuna: all’estero ho partecipato solo ad un’uscita a Le Havre, Francia, nel marzo del 1994, negli stessi giorni in cui Berlusconi e la destra vinsero per la prima volta le elezioni. Nel viaggio del ritorno mi abbandonai a scene di esultanza inconsueta che un mio caro amico (lo stesso che non aveva il visto sul passaporto per entrare in Polonia) ancora me le ricorda.

domenica 3 luglio 2011

99) IL PAESE DEI NO E DEGLI PSEUDO IDEALISTI


UN POPOLO PAUROSO DICE SEMPRE DI NO A TUTTO, DAL NUCLEARE ALL’ALTA VELOCITA’: I NO SONO INCORAGGIATI DA UNA BEN NOTA PARTE POLITICA, DALLA STAMPA E DAI FALSI MORALISTI, CON I GIOVANI CHE INTRAPRENDONO IDEE CONDANNATE E SUPERATE DALLA STORIA.

Siamo il paese dei no: no all’energia nucleare, no all’alta velocità, no alla metropolitana leggera a Latina, ecc. Se avessimo detto sempre di no a tutto a quest’ora staremmo ancora all’età della pietra. Poi non lamentiamoci se non c’è il lavoro! Le notizie di solito vengono strumentalizzate e falsificate a proprio comodo: se la tragedia di Fukushima fosse come la descrivono i media italiani il Giappone non esiterebbe un istante a chiudere tutti i reattori nucleari nel suo territorio, invece nel Sol Levante il progetto nucleare andrà avanti, evolvendosi sempre di più. Le organizzazioni cattoliche mi hanno fatto venire un nervoso perché si sono mobilitate in massa per il referendum; l’altra volta guai a chi votava per la fecondazione assistita, sebbene fosse stata vietata dal governo di centrodestra non era poi tutto quello scandalo: avrebbe consentito di curare la sterilità e le altre malattie. Avete pensato solo a voi, cosa sarà un domani dei vostri figli e dei vostri nipoti quando non ci sarà più il petrolio? Le energie cosiddette alternative non riusciranno a coprire gran parte del fabbisogno nazionale, vuoi per i limiti che dispongono (ad esempio quando c’è poco sole o poco vento) e vuoi perché se si impianteranno enormi quantità di pannelli fotovoltaici rovineranno l’ambiente e lo deturperanno con orrendi spettacoli. Nell’energia nucleare c’è il pro e il contro, come in tutte le altre cose: tutto inquina e provoca danni alla salute. Se domani Al Qaeda, alla vigilia delle politiche, dicesse che se vincerà la destra distruggerà l’Italia, scommetto che gli italiani intimoriti voteranno in massa sinistra. La cosa importante è essere duri e non farsi coinvolgere emotivamente dai singoli episodi, divenendo tutti noi italiani delle signorine fragili e paurose. Uno degli elementi positivi del Regime Fascista era quello che formava gli italiani nel carattere sin dalla tenerissima età, ma è anche vero che allora le notizie del mondo (tramite giornali, radio, cinegiornali) erano un’esclusiva della ristretta classe agiata. Fortunatamente Latina, Aprilia, Pontinia, Pomezia e Sabaudia sono sorte con la bonifica delle Paludi Pontine, sotto il Fascismo: le circostanze odierne, democratiche e da no a tutto, non lo avrebbero certamente consentito.


Le grandi arterie di comunicazione, come le autostrade e le ferrovie, hanno fatto divenire l’Italia una delle nazioni più industrializzate del mondo e bisognerà costruirne delle altre per mantenere tale sviluppo. La metropolitana leggera a Latina avrebbe ridotto il traffico con la diminuzione delle automobili, delle circolari e avrebbe collegato tre punti chiave della città: la stazione, le autolinee e il lido. Benché siano nate le arterie di comunicazioni e le cementificazioni gli alberi sono in progressivo aumento in Italia, ce ne sono molti di più rispetto ai tempi antichi: per esempio nelle aree interne ed incontrollate della penisola, dove l’uomo vi si reca pochissimo. Le “cause nobili” degli ambientalisti non sono del tutto disinteressate: Celentano tutti i miliardi che prendeva alla Rai quando trattava questi temi; nel nostro paese, quando al giardino la giunta di destra fece abbattere una manciata d’alberi scoppiò il finimondo, quando invece nel Parco dell’Impero la giunta di sinistra ne fece tagliare un’enorme quantità nessuno disse nulla. Benigni ogni volta che dice quelle quattro stupidaggini in televisione, pagate sempre fior di miliardi, sembra che si sia reso protagonista di chissà quale straordinaria impresa: la lettura della Divina Commedia, la recensione dell’Inno d’Italia (a questo proposito in internet ci sono migliaia di siti che lo spiegano). Finalmente di Santoro (un altro poverello mantenuto da noi) ci siamo liberati, anche se la sua trasmissione di parte ultimamente era stata controbilanciata dal Radio Londra di Giuliano Ferrara.


 È sempre una questione di interesse e non di purezza ideale e di coerenza. In alcuni angoli d’Italia, come in più ampie zone (le cosiddette regioni rosse), coloro che si definivano comunisti hanno messo su vere e proprie ramificazioni in tutti i settori, coadiuvati dai sindacalisti, raggiungendo un apice economico notevole e dopo fanno i discorsi moralisti: non si sentono in colpa? Non dovrebbero cedere il superfluo agli altri? Puntano il dito sugli avversari politici, ritenendoli carogne, farabutti o peggio, ma non guardano in casa propria, dove spesso si sente sui media di arresti, di indagini per male affari nella loro area politica. (Un amico prete venezuelano mi ha detto che nel suo paese la gente stava bene prima dell’avvento di Chavez, uno che sta al potere antidemocraticamente sopprimendo le opposizioni: sequestra i beni, ma egli i suoi palazzi se li tiene stretti.) 

I giovanissimi vengono attratti da costoro: perché? Hanno istituito un consiglio dei giovani che non si capisce a cosa serva (per le offerte di lavoro e per i concorsi? E prendono tutto da internet?), che ufficialmente si dichiara neutrale, ma che inveisce contro Berlusconi e il Pdl. Degli altri ragazzetti si appuntano nel petto il distintivo della falce e del martello accanto a quello del loro partito politico: sanno cosa voglia dire quel fregio? Milioni e milioni di morti (quasi 100 milioni per essere precisi), da Stalin, a Pol Pot, il dittatore cambogiano che sterminò un terzo della popolazione del suo paese, a molti altri. La stampa, come gli altri mezzi di comunicazione, gioca un ruolo fondamentale nell’influenzare le masse, in Italia è quasi interamente conforme al centrosinistra, tranne rare eccezioni.

I giornali che acquistano i caffè per i clienti, sono quasi tutti di parte avversa al governo e alcuni che tradizionalmente mi sono stati sempre simpatici (Il Messaggero, Latina Oggi) non si possono più leggere. Il Giornale alcuni locali lo continuano a comprare da quando non viene più allegato al maggiore quotidiano della nostra provincia: chiaramente una fascia di clienti vi si è affezionato. Anche “Il Tempo” inizia a farsi vedere, perché viene allegato a “La Provincia. Io un paio di volte, su proposta di politici dell’area di destra, i quali cercavano dei cronisti su richiesta degli editori dei giornali, sono andato vicino a fare il corrispondente per Cori per i quotidiani della provincia di Latina (Latina Oggi alcuni anni fa e recentemente la meteora Corriere Pontino): non sarebbe stato un vero e proprio lavoro, mi avrebbero compensato con una miseria, e se uno avesse avuto un altro impiego avrebbe potuto conciliare benissimo le due cose, tanto si sarebbe trattato solo di trascrivere i comunicati che gli avrebbero inviato. Avrei dovuto lasciar da parte le mie idee, che nel blog posso esprimere liberamente, ed assumere un ruolo imparziale; le proposte però in entrambe le occasioni non sono andate in porto. Da una parte mi sono sentito sollevato perché avrei solo sacrificato il tempo libero a discapito del riposo e dello svago, dall’altra un po’ rammaricato, chiedendomi il perché prima è quasi tutto sicuro e poi non sono più adatto. Meglio così: si dice sempre di sì a queste proposte più per cortesia verso chi propone che per convinzione; è meglio avere il blog e scrivere tutto quello che uno si sente di scrivere, piuttosto che allinearsi per convenienza alle discontinue posizioni di questi quotidiani. La spallata al governo che i suddetti e tutti i politici della parte avversa auspicavano ci fosse con i referendum non c’è stata: il governo andrà avanti col programma e il maggior partito si rinnova, eleggendo Alfano segretario, proiettandosi così nel futuro prossimo. Ma state attenti sempre a Berlusconi: ogni qualvolta che lo danno per morto, per finito, risorge sempre, tirando fuori il meglio di sé!

martedì 28 giugno 2011

98) FILMATI SUL CAROSELLO STORICO DEI RIONI 2011


BREVI CONSIDERAZIONI PERSONALI SUL CAROSELLO STORICO DEI RIONI CORESE 2011




Il corteo della comunità di Cori apre la manifestazione



Prosegue senza sosta la mia attività di cineoperatore amatoriale: questa volta la fotocamera digitale mi ha addirittura portato ad occuparmi del Carosello Storico dei Rioni di Cori 2011. Parlo in questo modo perché è una manifestazione di cui non sono un grande appassionato e neppure sono un tifoso sfegatato di una Porta/di un Rione (a questo proposito vedasi l’articolo "19) La solita estate paesana", le cui proposte e critiche sono sempre valide), ma è pur sempre una rievocazione storica che si ricollega alla Festa della Madonna del Soccorso, la festa patronale più importante del paese, che come abbiamo visto ricade la seconda domenica di maggio. Dalla “tribuna di casa mia” ho ripreso alcuni spezzoni: siccome la sfilata ha luogo “sotto casa”, dolente o nolente, devo subirla per forza. Chiedo scusa per aver ripreso solo alcune cose ed aver trascurato le altre, non è per preferenza o per snobismo, ma solo perché frutto del caso; mi ci sarebbero volute alcune giornate per caricare tutta la rievocazione. Sicuramente ci saranno stati altri operatori professionisti che avranno ripreso ed immortalato tutto, molto meglio e più vicino di me.

Due volte l’anno, alla Madonna e al Carosello, chi abita nei dintorni di Piazza Signina subisce dei disagi, anzi quando c’è il Carosello va molto meglio rispetto alla festa della Madonna del Soccorso: almeno su Via del Soccorso e sull’adiacente area mercato (ex campo sportivo) tutto sommato c’è tranquillità. Il disinteresse generale verso il Carosello Storico sembra che prosegua, anche se nei facinorosi che sono legati alla manifestazione ci sono opposte fazioni con rivalità: ne è la dimostrazione il fatto che il forum che era inserito nel sito ufficiale della storica sfilata (http://www.paliodicori.it/) è stato eliminato per il tono troppo troppo acceso ed offensivo dei commenti che arrivavano.




Spettacolo di un gruppo di sbandieratori di Cori



La qualità della sfilata si cerca di migliorarla e nella corsa vera propria del palio, c’è stato più equilibrio negli ultimi anni, cioè da quando i cavalieri veterani di Porta Ninfina (o Furba) si sono ritirati per lasciar posto ai giovani, la stessa cosa hanno fatto i vecchi corridori delle altre Porte. La corsa all’anello è interessante ed appassionata solo per i coresi legati al Carosello, il forestiero potrà trovarla assai noiosa perché è lunga, non è come la corsa del Palio di Siena, che dura pochi istanti e sono pochi istanti di fuoco. Gli studiosi di storia dispongono dei mezzi per appassionarsi alla sfilata e ai costumi, bisognerà trovarne e farne venire sempre di più, stando bene attenti però a non offrire indecorosi spettacoli legati alla presa dell’anello, come è accaduto spesso in passato. In quel caso scapperanno da Cori, non mettendoci più piede, e con tutti i palii e palietti, brutte imitazioni degli originali, che sono sorti nei dintorni, disporranno di una vasta gamma di scelta.



Un cavaliere verso la presa dell'anello.



P.S.: naturalmente non c'è più bisogno che indichi dove visionare gli altri miei brevi filmati del Carosello di quest'anno, ovviamente per chi fosse interessato.

lunedì 20 giugno 2011

97) GLI HOMO SAPIENS A CORI VALLE

GRANDISSIMA ESIBIZIONE DEGLI HOMO SAPIENS A CORI VALLE IN OCCASIONE DEI FESTEGGIAMENTI IN ONORE DI SANT'ANTONIO DA PADOVA


C’è stato un grande spettacolo degli Homo Sapiens domenica 19 giugno a Cori Valle, nell’ambito dei festeggiamenti civili di Sant’Antonio da Padova. Nella forma la festa rionale di Sant’Antonio da Padova rimane grande (banda alla processione, spettacolari fuochi pirotecnici, complessi o cantanti musicali buoni/discreti, lotteria), ma nella sostanza vi è una scarsa partecipazione popolare, soprattutto da parte di quelli di Cori Monte. Lo spettacolo serale degli Homo Sapiens ha attratto qualche persona in più rispetto agli altri anni: la piazza antistante alla chiesa di San Francesco era molto gremita; almeno una volta l’anno si rivitalizza quel punto estremo della valle (l’altro punto estremo è la zona del Ponte della Catena). Gli Homo Sapiens hanno cantato 30 anni di successi in una sera: dalle canzoni di altri cantautori simbolo del boom economico degli anni ’60, ai loro più grandi successi degli anni ’70. La canzone per eccellenza che ha portato loro tanta fortuna, forse il loro più grande successo,  è “Bella da Morire”, con cui vinsero il Sanremo 1977: un sogno e un desiderio d’amore in opposizione e in distrazione al clima d’odio di quegli anni; proprio perché è il loro canto simbolo l’hanno cantato due volte, uno dei quali in conclusione dello spettacolo. 




 Homo Sapiens (Bella da morire) Sanremo 1977





Homo Sapiens (Bella da Morire) Cori Valle 2011



Nei films d'amore vince sempre il bene,/e chi si lascia torna sempre insieme,/ma per noi due c'è un'altra fine adesso.
La folla tra i colombi che ci osserva,/il freddo, i nostri aliti, la nebbia,/e piangere domenica mattina qui per te.
Che sei bella, da morire, ragazzina tu,/sul tuo seno, da rubare, io non gioco più,/e sei bella, da morire, tutto sembra un film/da girare troppo in fretta con la fine/sopra i tuoi blue jeans.
A sedici anni non si perde il cuore,/nemmeno quando provi a far l'amore,/e tu con me hai vinto tutto quanto.
Di te rimane solo una maglietta,/lasciata sopra il letto in tutta fretta,/e il pianto di domenica mattina qui per te.

Che sei bella ecc.


Come al solito c'è il canale YuoTube Andlucable per vedere altri scorci della festa di Sant'Antonio.

mercoledì 15 giugno 2011

96) DAI REFERENDUM A TUTTO AI REFERENDUM


LA MIA ESPERIENZA DA SCRUTATORE ELETTORALE, IL LAVORO DEI GIOVANISSIMI, IL CONFRONTO GENERAZIONALE, LA PAURA DEL NUCLEARE E I PROBLEMI ENERGETICO E DELL'INQUINAMENTO.

Quest’anno in occasione dei referendum popolari sono stato selezionato e chiamato come scrutatore. E’ stata una chiamata inaspettata e che mi ha colto di sorpresa, ma senza esitare ho accettato l’incarico: sia per fare nuove esperienze di lavoro e di incontro e sia per staccare la spina per qualche giorno dalle problematiche occupazioni quotidiane. Sono stato la novità di queste consultazioni elettorali, visto che non avevo mai svolto quella mansione, anche se in passato avevo già avuto esperienze analoghe, facendo il rappresentante di lista. Nell’ultimo articolo mi ero espresso a favore dell’estensione in questi referendum, da scrutatore invece non potevo fare assolutamente propaganda di nessun genere, né intralciare il voto degli elettori: se avessi fatto ciò sarei stato arrestato. Ero alla sezione numero 4, cioè la zona antica di Cori Valle, più i ricoverati dell’ospedale che desideravano votare; il mondo della Valle per me è quasi estraneo, addirittura mi sono più familiari Giulianello – Boschetto: tranne qualche raro conoscente e lontano parente, la maggior parte delle persone che mi passavano davanti mi erano sconosciute. Ho potuto però constatare che quella zona non è solo sinonimo di stranieri, è ancora popolata da moltissimi compaesani. È stata una bella esperienza, che non so quando mi ricapiterà ancora, potrei pure tornare a fare il rappresentante di lista se mi offriranno nuovamente quell’incarico.

Non mi è piaciuto il fatto che siano stati pubblicati i nominativi degli scrutatori sul sito comunale con i loro dati riservati: residenze e date di nascita; sarebbe bastato mettere soltanto i nomi, tanto ad ognuno di noi è stato consegnato l’avviso a casa. C’è chi tiene molto alla riservatezza dei suoi dati personali: basti pensare che le informazioni curriculari che si inviano a terzi, se uno lo mette per iscritto, sono protette da una legge che perseguita penalmente chi le rende di pubblico dominio o chi le cede ad altri (è altresì perseguibile chi le riceve) senza l’autorizzazione dell’interessato. Molte volte i curricoli vengono impostati male, per cui ci sono delle apposite agenzie di formazione lavoro dove si apprende in che modo comporli: ad esempio per chi cerca un qualsiasi lavoro manuale tutto fa brodo nelle esperienze lavorative, mentre per un avvocato di fresca laurea o con poca esperienza nel suo settore, sarebbe ridicolo se nelle esperienze di lavoro inserisse “barista, cameriere e volantinaggio”, nel caso avesse svolto quei lavoretti quando era studente. Ormai i ventenni o poco più, cioè i nati negli ultimi anni ’80, sia studenti, sia lavoratori occasionali in attesa di un’occupazione definitiva, iniziano a farsi notare per i lavori saltuari che il nostro comune offre. Io in passato qualche volta fui chiamato a lavorare sui pulmini o al museo cittadino come lavoratore socialmente utile, oppure si poteva essere chiamati a consegnare i certificati elettorali, prima che istituissero quelli fissi, o a fare i censimenti, ma per questo compito era necessario un titolo di studio molto alto. Non so se quei tipi di lavoro ci siano ancora, recentemente ho sentito dire che hanno istituito quello di tagliatore di siepi. Per il ruolo di scrutatore non c’è limite di età e la concorrenza si allarga: vuoi per il fatto che si cerca di arrotondare sui bilanci familiari, specialmente per le casalinghe e i disoccupati, e vuoi per il fatto che quel compito comporta dei vantaggi sulla professione abituale.

Continuasse il nostro comune a istituire i piccoli lavori temporanei per i giovanissimi, che molto probabilmente andranno a vantaggio di quei “pochi eletti”, in questo modo nella maggior parte dei casi si eviterà che essi prenderanno delle brutte strade. Comunque non è mica vero che chi lavora sia una persona modello: magari troverà pure maggiori risorse finanziarie per drogarsi, per chi ha quel vizio. Oggigiorno su questi temi sento tanti discorsi moralisti di coloro che hanno superato i 40 e che hanno i figli adolescenti, dicono: “eh, ai miei tempi si faceva così e non si faceva cosà!”  Errore clamoroso: quando costoro avevano 20 anni si trovavano negli anni ’80 e allora circolavano molti più soldi di oggi, anche loro avevano i motorini, le vespette, le macchine, andavano in discoteca e qualcuno si drogava. Quando nacquero era il pieno boom economico in Italia, almeno nelle grandi città, nei paesi come Cori erano ancora forti le radici contadine e pastorali, eppure la generazione dei loro genitori stavano attraversando quella fase di riscatto sociale che avrebbe consentito loro di godersi pienamente la vita da ventenni con tutte le negatività che ne sarebbero conseguite. E l’emigrante, che partì a cercar la sua fortuna, quando torna per sbandierare il suo benessere conquistato, rimane molto deluso vedendo che è tutto cambiato: invece delle capanne vede le ville, invece dei somari vede le Mercedes e così via; addirittura la sua terra natale è divenuta meta di altri che vi cercano l’America, che ultimissimamente se ne sta andando. Capito? Anche se rimane un classico nei confronti generazionali di tutte le ere, non serve a nulla dire “ai miei tempi”.

La cosa più importante di tutto è la salute: sembra a me che la vita si allunghi sempre di più per la maggioranza delle persone, nonostante inquinamento e tutto il resto, comprese le incriminate centrali nucleari. Queste ultime sarebbero state di difficile realizzazione se il nostro governo avesse proseguito su quella linea, era un’idea come tante: per esso sarebbe stato conveniente, altrimenti non avrebbe rischiato di cadere, sapendo bene che la maggioranza dell’opinione pubblica ne aveva timore perché ritiene che siano molto pericolose. L’energia che compra l’Italia dalla Francia è nucleare e costa il doppio, poi ci lamentiamo che arrivano le bollette salate; un po’ come la storia dei telefoni tascabili: nessuno vi rinuncia, ma le antenne per la recezione danno fastidio a tutti. I tumori esistono per gli più svariati motivi, non certo per la presenza delle centrali nucleari: la maggior parte di noi va al mare vicino ad una centrale di queste, dismessa da qualche anno, saremmo schiattati già da tempo se così fosse stato. Le radiazioni prodotte dai rifiuti ingombranti allora? Scusate, non ci sono gli incidenti stradali, ferroviari e aerei? Allora che facciamo, aboliamo le automobili, i treni e i mezzi volanti? Il processo della fissione comporta dei rischi e la presenza delle scorie, se un domani riusciranno a sviluppare la fusione nucleare, cioè il processo che avviene nel sole, si produrrà energia pulita senza più il problema delle scorie radioattive. Io penso che questi referendum, programmati già da un anno, senza i terribilI maremoto e terremoto che si sono abbattuti in Giappone, non sarebbero passati; la centrale nucleare al violentissimo terremoto ha resistito, il problema sono state le onde del mare provocate dallo Tsunami. Molti tra i politici di opposizione volevano il nucleare ed erano favorevoli alla privatizzazione dell’acqua, oggi per convenienza hanno cambiato opinione, gridando alla vittoria e sapendo bene che tutti hanno votato, compresa la gente di destra spinta dalla paura. La nostra corrente politica aveva lasciato libertà di scelta e senza ombra di dubbio rispetterà l’esito dei quesiti referendari. Per la questione energetica bisognerà trovare una soluzione, le energie rinnovabili hanno dei limiti e non potranno coprire completamente il fabbisogno nazionale.


Una postilla: mi è stato detto che io sono uno che parla male degli altri alle spalle. Nulla di più falso. Sempre il solito problema: se uno si espone nell'anonimato è un vigliacco ed un codardo, se lo fa alla luce del sole devono appiccicargli qualche etichetta. Sul blog parlo solo di argomenti pubblici, oppure se parlo di stili di vita delle persone, come ho fatto adesso nel confronto generazionale, parlo a livello generale, non mi sognerei mai di attaccare qualcuno in particolare solo perché non condivido quello che fa nella sua vita privata. A livello di contatti personali, a parte il fatto che io non ho grandissime platee che mi ascoltino, quando sento le chiacchiere di paese sugli altri e mi chiedono conferma su qualche pettegolezzo mi faccio furbo: prima di tutto mi guardo bene chi ho davanti e spesso dico di non sapere nulla, così non si rischierà di essere incolpati di averlo diffuso. Poi se sono gli altri a parlar male di te, allora quella è un’altra storia.  

giovedì 2 giugno 2011

95) LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2011


PRIME BATTUTE D’ARRESTO DOPO TRE ANNI PER LE FORZE GOVERNATIVE: HANNO INFLUITO I FATTI INTERNAZIONALI DEGLI ULTIMI MESI. MA L’ALTERNATIVA DI GOVERNO E’ SENZA NE’ CAPO E NE’ CODA, SU IDEE, SU PROGRAMMI, SU ALLEANZE E SUL CANDIDATO PRESIDENTE: L’OPPOSIZIONE TRADIZIONALE (PD – TERZO POLO) NON HA OTTENUTO GRANDI RISULTATI E SI IMPONGONO I MOVIMENTI ANOMALI E NON STRETTAMENTE POLITICI (VENDOLA, DI PIETRO E GRILLO).


Diciamo di sì, è inutile negarlo o arrampicarsi agli specchi, dicendo che il Pdl rimane il primo partito, non si è votato in tutta Italia, c’è stata l’astensione, sono state strappate una manciata di amministrazioni al centrosinistra: la coalizione di governo ha perso le ultime elezioni amministrative, la prima tornata elettorale che perde dal 2008. Milano fra tutte è stata la principale città che ha emesso quella sentenza e che ha dato risonanza all’evento: la città di Berlusconi e della Lega Nord. Negli ultimi quindici mesi, a distanza dalle ultime elezioni (regionali) che videro il centrodestra trionfare, sono accaduti molti avvenimenti di rilevanza nazionale ed internazionale: la rottura di Berlusconi con Fini e la nascita del movimento Fli, il tentativo di sfiducia all’esecutivo, le vicende a luci rosse, le rivoluzioni nordafricane, la guerra di Libia, i megasbarchi dei profughi sulle coste italiane, il maremoto in Giappone con i danni alle centrali nucleari. Le vicende italiane secondo me non hanno influito, visto che Berlusconi già in passato aveva subito inquisizioni e massacri mediatici sulla sua vita privata e visto che Fli – Udc hanno avuto risultati molto modesti nelle ultime elezioni, il problema sono stati gli eventi internazionali degli ultimi mesi. Dai molti commenti degli elettori dell’area di destra, letti sui portali dei principali giornali italiani, si percepiva molto malessere per la guerra di Libia e per gli sbarchi a Lampedusa; il senso degli interventi era il seguente: Milano in mano agli islamici con Pisapia? Milano è già in mano agli islamici e agli stranieri, voi cosa avete fatto per impedirlo? E se poi aggiungiamo anche questa inutile psicosi nucleare abbiamo fatto il resto: allora continuiamo a comprare il petrolio e gli altri gas dall’estero, così le spese ricadranno su noi cittadini. In Giappone le centrali erano ultrasicure, solo avevano sbagliato a non prevedere gli effetti di onde marittime anomale, però la catastrofe nucleare, a differenza di Chernobyl, non c’è stata. Così, su quest’onta emotiva, il governo italiano è stato costretto a sospendere il progetto di ritorno al nucleare.

Se Atene piange Sparta non ride: il principale partito di opposizione (Pd) non è stato affatto premiato (clamorosa e prevedibile è stata la sberla di Napoli) ed ora si trova ad un bivio decisivo, o coalizzarsi con le forze centriste, che però non hanno grandi numeri, oppure allearsi con le frange estreme, che sono state le vere vincitrici di queste amministrative. Le forze di questo cosiddetto Terzo Polo pur di fare dispetto al Cavaliere, che giustamente le ha messe alla porta dopo i loro tentativi di buttarlo giù (fanno ridere: prima lo fanno eleggere e poi vogliono farlo fuori), nei ballottaggi si dice che abbiano favorito De Magistris a Napoli e Pisapia a Milano. Se così fosse avrebbero appoggiato dei candidati inconciliabili da loro su tutto, soprattutto sui temi etici, visto che alcuni di quell’area dicono di fare riferimento ai valori cattolici. Adriano Celentano, intervenendo da Santoro e parlando di politica (non era mica nuovo a questi tipi di uscite), si è giocato quel poco di stima e di simpatia che era rimasta tra coloro che apprezzavano le sue doti di cantante e di artista. Elementi del clero ed organi di informazione cattolici (il cardinale di Milano, Cei e Famiglia Cristiana) o si sono schierati con Pisapia o hanno risposto positivamente alle sue proposte: spero che non tutto l’universo cattolico la pensi come loro, altrimenti nessuno muoverà più un dito e si indignerà quando per quelle politiche tutto si ritorcerà contro e i crocefissi verranno rimossi dai luoghi pubblici. La questione moschee: a parte il discorso reciprocità nei paesi islamici per i cristiani, ma spesso in quei luoghi si annida il terrorismo, che fa parte di un disegno più ampio di islamizzazione dell’occidente. Anche il movimento di protesta di Beppe Grillo, contro la politica e contro i suoi privilegi, che suscita molte simpatie, specialmente tra i tradizionali elettori di sinistra, su questa questione immigrazione rispecchia le idee della destra.

Nei grandi centri di pianura della nostra provincia come sempre non c’è trippa per gatti per la sinistra: a Latina ha vinto Di Giorgi al primo turno senza sfondare, perché molti erano scontenti della sfiducia all’ex sindaco Zaccheo, ed a Terracina ha vinto il candidato Pdl in una sfida tutta nel centrodestra.

Va bene, staremo a vedere come andranno le prossime elezioni amministrative del 2012, l’ultimo appuntamento elettorale prima della politiche del 2013: vedremo se la tendenza negativa continuerà o se la sconfitta di quest’anno è stato solo un incidente di percorso. Intanto tra pochi giorni ci saranno i referendum: io sono per l’astensione!

sabato 28 maggio 2011

94) LA STAGIONE CALCISTICA 2010 – 2011


  • Competizioni internazionali:
Vincitore Supercoppa Europea: Atletico Madrid (Spa)
Vincitore Mondiale: Inter (Ita)
Vincitore Champions League: Barcellona (Spa)
Vincitore Europa League: Porto (Por)

 

 
  • Competizioni italiane:
Vincitore Supercoppa italiana: Inter
Vincitore Coppa Italia: Inter
 

Classifica finale Serie A



Verdetti:
Vincitore scudetto: Milan (18° titolo).
Qualificate alla Champions League: Milan, Inter, Napoli e Udinese (preliminari).
Qualificate Europa League: Lazio, Roma e Palermo.
Retrocesse in Serie B: Sampdoria, Brescia e Bari.

  

 
Il 77esimo articolo del blog riguarda l’analisi di metà campionato, l’altra metà tutto sommato non ha registrato sorprese colossali rispetto alla prima parte, tranne che per l’Udinese, in positivo, e per la Sampdoria, in negativo: quest’ultima ha pagato a caro prezzo le cessioni di Cassano e di Pazzini. La sorpresa del Palermo è stata la finale di Coppa Italia, non tanto il piazzamento in Europa, perché recentemente vi era già approdato, classificandosi nelle giuste posizioni del campionato. Il Milan all’andata era la squadra che aveva limitato i danni tra le grandi, nel girone di ritorno ha dimostrato di essere la squadra più forte, non subendo cali di rendimento e strameritando il 18° scudetto. L’Inter, dopo il brutto avvio, in pieno inverno sembrava dovesse insediare il primato del Milan, ma dopo lo scontro milanese ha abdicato con onore; si è consolata con la Supercoppa Italiana e con il Mondiale, entrambi i titoli sono stati conquistati dall’allenatore Benitez, il cambio di panchina (Leonardo allenatore) è servito soltanto a migliorare di un pochino il rendimento in campionato e a conquistare l'ennesima Coppa Italia. Grande è stata la stagione del Napoli (il quale dopo più di 20 anni tornerà in Coppa Campioni), conquistando un prestigioso 3° posto e mettendo in discussione il primato del Milan a poche giornate dal termine: anche in questo caso è stato decisivo lo scontro diretto con i rossoneri all’inizio del girone di ritorno. La Lazio avrebbe meritato qualcosa in più del piazzamento in Europa League: per poche reti di differenza in Champions è approdata un Udinese in crescente rimonta. Ai biancocelesti sono mancati gli attaccanti cui rifinire le giocate del regista Hernanes e in primavera, per proprie ingenuità e per decisioni arbitrali discutibili, ha perso tutte le sfide decisive, che stava dominando, contro Napoli, Inter, Udinese e Juventus: non meritava assolutamente di perdere contro nessuna delle squadre citate. Avrebbe potuto concludere al secondo posto, ma ciononostante rimane discreta la stagione laziale. Non è stata positiva la stagione della Roma: la squadra era partita con ben altre ambizioni rispetto all’Europa League, che non avrebbe assolutamente conquistato senza tutti quei rigori a favore; i maligni sostengono che la società sia stata aiutata per far bella figura con i nuovi acquirenti e per non lasciare troppi debiti. Quei santi in paradiso (San Luciano fra tutti) non li ha più la Juventus, alla sua 4a stagione fallimentare (quella appena trascorsa è stata la più disastrosa tra le menzionate), tra una girandola infinita di allenatori e tra soldi bruciati, ce ne vorrà ancora di tempo per ritrovare la mentalità vincente e per scalzare i nuovi padroni del calcio italiano, spendendo ancora (inutilmente).

martedì 10 maggio 2011

93) SULLA FESTA DELLA MADONNA DEL SOCCORSO 2011

 FESTA DELLA MADONNA DEL SOCCORSO 2011


E’ sempre particolarmente difficile programmare queste feste, quindi si apprezzano l’impegno e la passione di coloro che sacrificano il loro tempo libero per l’organizzazione. Tuttavia vorrei esporre alcune critiche. La gran parte dei soldi sono stati impiegati per il concerto di Amedeo Minghi, sopprimendo alcuni pilastri portanti della festa, come la banda musicale nella processione e i fuochi d’artificio. Io e molte altre persone avremmo preferito ascoltare un cantante di minor costo, così da non lasciare dei buchi nella festa. Nel libretto del programma si pubblicizzano le molte iniziative dell’Associazione “Cori nel Mondo”, prima fra tutte il concerto dei Pooh del prossimo Luglio: magari mettendo solo il programma della festa con gli sponsor maggiori si sarebbe risparmiato nelle spese della tipografia. La gente si aspetta che i propri soldi vengano impiegati esclusivamente per lo svolgimento della festa, poi se alla fine avanzeranno si adopereranno in altre iniziative. La processione senza banda musicale è triste: la musica serve a mettere un tono di magnificenza e di onoranza nell’evento e dà serenità alle molte persone afflitte da mali fisici e interiori. Il tradizionale canto della festa “Evviva sempre viva” (che si cantava come ringraziamento per una grazia ricevuta), tipico del giorno del Soccorso, sta sparendo, mi auguro che le parrocchie non vogliano far perire questa tradizione, rilanciandolo, così la memoria non morirà.



Arrivo della processione in Piazza Signina


 


Arrivo dell'immagine della Madonna nel Suo Santuario


 


Offerta dei ceri dei rioni da parte delle autorità comunali


 


Concerto Amedeo Minghi in Piazza Signina



N.B.: chi fosse interessato a visionare gli altri filmati sulla festa può visitare il canale YouTube Andlucable.