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lunedì 27 settembre 2021

477) È ASSURDO L’OBBLIGO VACCINALE

È PROBABILMENTE INCOSTITUZIONALE L’OBBLIGO DEI VACCINI, PER COMBATTERE IL COVID, CHE IL GOVERNO ITALIANO HA ISTITUITO. I CONTAGI SONO DRASTICAMENTE DIMINUITI, MA LE VARIANTI SONO PIÙ LETALI, INATTACCABILI DA QUESTI ANTIDOTI CREATI TROPPO IN FRETTA E NESSUNO CONOSCE GLI EFFETTI COLLETERALI CHE GLI STESSI PRODURRANNO ALLA LUNGA.

È assurdo quasi obbligare la popolazione ad iniettarsi dei liquidi nel sangue, che definiscono delle soluzioni (in fase sperimentale) per il problema del coronavirus. Quasi obbligare perché non c’è obbligo, ma se non ti vaccini non otterrai la cosiddetta “carta verde” e non potrai fare più nulla. Sul piano giuridico e del diritto dovrebbero esserci dei contrasti con i principi costituzionali dello Stato italiano; se ci saranno dei ricorsi ci vorranno mesi, se non anni, prima che la Corte costituzionale sancisca l’incostituzionalità dei vaccini imposti per legge (per altre stupidaggini le sentenze vengono emesse senza lunghissime attese).

Riconosco che da quando questi antidoti sono stati lanciati e somministrati ai vari strati della popolazione i casi da infezione sono drasticamente diminuiti, però non c’è stato molto tempo per testarli a dovere e non si conoscono le controindicazioni che essi produrranno nel lungo periodo. Le vaccinazioni per le altre malattie e gli altri problemi di salute sono decenni che esistono e quindi sono state sperimentate e testate per bene. Pensate per quanti millenni l’uomo ha lottato contro il vaiolo prima di vincere definitivamente la battaglia: quante soluzioni che si ritenevano vincenti risultarono inefficaci? Idem per la lotta contro i tumori: sperimentano nuove cure, senza che la battaglia sia vinta definitivamente.

Oggi i media nazionali danno ampio risalto ai cosiddetti no vax che si ammalano (e alcuni di loro muoiono) e pentiti dai loro capezzali lanciano disperati appelli in favore delle vaccinazioni, mentre c’è silenzio assoluto su alcune morti improvvise di tizi che con convinzione si erano vaccinati. Già si sa che le inoculazioni di massa in piena pandemia alimentano pericolose varianti, ingrossandole, alcune delle quali letali: queste presunte soluzioni al problema Codid hanno ridotto le infezioni lievi (che erano la maggioranza), che sparivano con l’isolamento domiciliare, facendo intasare di nuovo le terapie intensive con le nuove varianti. Nei normali vaccini antinfluenzali iniettano nel sangue dei virus di una normale influenza (mescolati con altri liquidi) per irrobustire e incrementare la funzione degli anticorpi, ora che si tratta di un altro virus, potente e sconosciuto, ancora non si conoscono per bene gli effetti non positivi che questo provocherà nei vari apparati vitali e riproduttivi in funzione di prevenzione. Non si approfondisce molto sulle cure alternative ai vaccini, per combattere questa pandemia, come la sostituzione del plasma dei malati. Ripeto per l’ennesima volta che il Coronavirus esiste e ha causato, da un anno e mezzo a questa parte, il decesso di moltissimi soggetti con diverse patologie, ma i rimedi lanciati non sono delle soluzioni efficaci al 100% (o quasi): potrebbero peggiorare la situazione. Credono di avere la risoluzione dei guai da dare all’opinione pubblica, facendola tranquillizzare, al fine di non tenere tutto chiuso in eterno e metterci in ginocchio, ovviamente senza però mettere in risalto gli effetti negativi delle immunizzazioni.

Mettiamo per ipotesi che il Covid sia stato creato in laboratorio (come alcuni governanti americani sostengono) per distruggere l’economia americana e far divenire la Cina la prima potenza mondiale (infatti guardate l’immensa differenza di numeri tra vittime cinesi e vittime americane), non pensate che continueranno a migliorare il Coronavirus, al fine di renderlo inattaccabile ai vaccini dell’occidente? Un po’ come i virus informatici che continuano ad evolversi per contrastare chi li combatte. Cercare la verità sull’origine del virus, sarà un valido aiuto a trovare una definitiva soluzione.

Ora senza questo certificato verde non si potrà fare più nulla, come le tessere annonarie in tempi di guerre; quando si trattava di rinunciare a vacanze, divertimenti, svaghi, mezzi pubblici si poteva anche fare, adesso invece ti mettono ancora di più alle strette e sei costretto a fare quello che ti impongono se non vuoi rimanere senza l’essenza principale per vivere. L’alternativa è il tampone ogni due giorni al costo di 15 €: siamo l’unico paese con questi elevati prezzi e il “regime” ovviamente non li riduce.

sabato 11 settembre 2021

476) VENTI ANNI DOPO L’11 SETTEMBRE 2001

LO SPETTACOLARE E TERRIFICANTE ATTO TERRORISTICO DELL’11 SETTEMBRE 2001 NEGLI USA AVVIÒ NUOVE FORME DI BELLIGERANZA, ALTERNATIVE ALLE GUERRE DIRETTE TRA STATI. OGGI NULLA È CAMBIATO.


Nessuno poteva immaginare quello che sarebbe accaduto a Nuova York e a Washington l’11 settembre 2001, neanche il cinema hollywoodiano era mai arrivato a fantasticare tanto. Dei dirottatori presero il comando di quattro aeroplani di linea americani e tre di essi li fecero schiantare contro le torri gemelle newyorchesi e contro l’edificio del Pentagono, sede delle forze armate americane. Il quarto aereo non colpì l’obbiettivo a cui era diretto e si schiantò in un bosco grazie alla ribellione dei passeggeri che sfidarono con coraggio i terroristi. Quegli attentati causarono oltre 3.000 morti; molti altri se ne aggiunsero negli anni a venire, per le ferite riportate negli attentati e per i tumori, causati dal fumo e dalla polvere delle macerie dei famosi grattaceli. La rete terroristica Al Qaeda, capeggiata dal miliardario saudita Bin Laden, aveva pianificato e preparato da mesi gli attentati; qualche attentato, sempre di quella matrice, c’era stato anche negli anni precedenti, ma nessuno prevedeva che gli Usa avrebbero potuto subire in casa propria un atto di guerra, paragonabile all’attacco giapponese a Pearl Harbor nelle Isole Hawaii nel dicembre 1941.

Facendo un confronto fra queste due aggressioni subìte dagli Stati Uniti c’è un’abissale differenza: mentre a Pearl Harbour si trattava di un attacco aereo da parte di una potenza straniera, di un’entità statale che aspirava ad espandersi militarmente, l’attacco terroristico dell’11 settembre 2001 non era stato effettuato da nessuno stato, ma da un nemico invisibile, motivato dal fanatismo religioso di matrice islamico. Dopo la fine della Guerra Fredda e della contrapposizione ideologica tra Usa e Urss abbiamo avuto un periodo di tranquillità e pensavamo che non ci fosse più nessuna minaccia reale per noi abitanti del mondo occidentale: avevamo cantato vittoria troppo presto. Oggi le nuove minacce per la pace mondiale non vengono da nessuno stato in particolare ma da nemici presenti in mezzo a noi, che fingono essere integrati e di accettare i nostri valori e le nostre leggi, come scrisse la scrittrice Oriana Fallaci all’indomani dell’11 settembre ne “La rabbia e l’orgoglio”, un articolo di giornale poi divenuto libro: un occidente senza più né rabbia, né orgoglio, che sta in silenzio e rinuncia alla propria anima in nome di un buonismo e di un mondialismo sfrenato. Dopo New York altre città occidentali vennero colpite, oltre ad alcune arabe/islamiche rette da regimi democratici e moderati, prima da Al Qaeda poi dall’Isis: Londra, Madrid, Parigi, Nizza, Bruxelles, Berlino, Barcellona.


Il nuovo grattacelo di Nuova York, simbolo della rinascita

Ci sono coloro che provano a giustificare questi nefasti atti di terrore, facendo anche condanne storiche, dicendo che è anche colpa degli americani, degli occidentali, per il loro appoggio ad Israele e per le terre che occupano in Medio Oriente. Non mi sembra che prima dell’11 settembre 2001 gli americani occupassero militarmente molti territori arabi: erano stati chiamati in Arabia dai Sauditi per timore di essere invasi dall’Iraq. Pochi coraggiosi hanno il coraggio di parlare di jihad, tra cui la già citata Fallaci, cioè una guerra santa portata avanti da gruppi di fanatici religiosi con l’intento di islamizzare l’intero pianeta. Certo, gli statunitensi commisero degli errori dopo di allora: dichiararono guerra all’Afghanistan, retto dai fondamentalisti talebani e che proteggevano Bin Laden, e ci poteva stare, ma dopo vent’anni di occupazione, al ritiro è tornato tutto come prima; rovesciarono la dittatura di Saddam Hussein in Iraq, la quale non c’entrava nulla col terrorismo islamico, dando avvio ad altre instabilità e ad altre lunghe guerre. Sia Saddam che Gheddafi erano stati nemici giurati degli Stati Uniti e furono dittatori spietati, però quando c’erano loro l’ordine e la stabilità nelle loro terre erano garantiti, al contrario di oggi.  Dopo venti anni, non è cambiato nulla: è vero che ci sono più controlli e che Bin Laden è stato ucciso, ma la penetrazione in occidente di quelle frange, capeggiate da eredi dallo sceicco saudita, non si è mai arrestata, qualche piccolo atto di terrore ogni tanto si verifica (grazie all’ingenuità dei vari governanti che non hanno a cuore la protezione dei popoli e della loro identità) e oggi quelle che sono cellule dormienti domani potrebbero essere affascinate da richiami ispiratori.

sabato 21 agosto 2021

475) AFGHANISTAN VENTI ANNI DI NULLA

IN AFGHANISTAN DOPO IL RITIRO DELLE FORZE ARMATE DELLA NATO SONO TORNATI AL POTERE I FONDAMENTALISTI ISLAMICI CACCIATI NEL 2001. BISOGNA COMBATTERE (AFGHANI IN PRIMIS) PER RIPRISTINARE UN GOVERNO CHE TUTELI I DIRITTI CIVILI, INVECE DI PENSARE UNICAMENTE ALL’IMMIGRAZIONE DI MASSA IN OCCIDENTE.


In Afghanistan, a venti anni di distanza, sono tornati al potere i fondamentalisti islamici denominati talebani, che furono cacciati nel 2001 in seguito all’intervento militare americano, dopo i noti attentati dell’11 settembre. Il governo democratico era sostenuto unicamente dalle forze militari della Nato, presenti in questi 20 anni sul suolo afghano. Si pensava che le forze armate afghane, ben addestrate ed equipaggiate dagli occidentali, avrebbero potuto tener testa alla guerriglia nel paese, ma sono collassate subito: hanno preferito arrendersi e consegnare tutto, anziché lottare per quelle libertà in cui una generazione di afghani è stata allevata in un ventennio.

Mi chiedo allora perché molti tra la popolazione di quella nazione, a cui non vanno a genio i talebani, cercano la fuga anziché la lotta per cambiare le cose? Posso capire le donne e i bambini, le categorie più deboli, ma per gli altri è un controsenso. Si parla tanto della perdita dei diritti delle donne conquistati in Afghanistan senza che si veda una dura e forte presa di posizione di quei movimenti femministi che, spesso, in casa nostra scatenano dei polveroni per fatti da poco conto. Ci sono esempi di donne che nei paesi islamici guerreggiano per non essere sopraffatte, come molte tra quelle curde, che impugnando un’arma, hanno combattuto e combattono tuttora contro lo Stato Islamico (Isis) nel Medio Oriente, al fine di evitare di essere sottomesse. Qualcosa di simile sta per accadere in Afghanistan: la resistenza e la guerriglia ai talebani comincia ad organizzarsi sotta la guida del figlio del leggendario comandante Massoud (il Leone del Panjshir che lottò contro sovietici prima e i talebani poi, venendo ucciso in un attentato dagli ultimi) e molte donne decidono di aderirvi.

Combattenti curde

Per le grandi potenze straniere non è mai stato un gioco da ragazzi sottomettere l’Afghanistan: abbiamo visto con gli americani, che molti paragonano (sbagliando) la loro ritirata e la caduta di Kabul a quella del Vietnam con la caduta di Saigon. Mentre in Afghanistan la pace e l’ordine sotto gli Usa erano garantiti in massima parte, con poca guerriglia esistente, nel Vietnam dovettero ritirarsi perché non erano più in grado di supportarla. Essi prima o poi sarebbero dovuti andare via non potevano rimanere all’infinito sul suolo afghano: la guerra ai talebani era iniziata dopo l’attentato terroristico alle Torri Gemelle di Nuova York: fu necessaria perché quegli integralisti islamici proteggevano Bin Laden, l’ideatore dell’attentato, e molti terroristi. Una volta distrutta l’organizzazione Al Qaeda gli obiettivi americani erano stati raggiunti, ma oggi c’è il rischio concreto che tornino i terroristi più fanatici ad addestrarsi nello straziato paese. Si parla di potenze straniere, come Cina e Russia, che appoggerebbero i talebani, con l’intenzione di sostituirsi agli americani nei piani economici, in particolari su quelli legati alla ricostruzione della nazione martoriata da troppo tempo. Nonostante questi fanatici facciano di tutto per dimostrare che sono cambiati e oggi con essi si può dialogare, a telecamere spente mostrano la loro vera natura di sempre, come si dice: il lupo perde il pelo ma non il vizio. Fu per i sovietici l’Afghanistan come il Vietnam per gli americani. Essi, dopo avervi insediato un governo amico traballante, per l’opposizione armata, l’invasero con lo scopo di cercare uno sbocco nel Golfo Persico, ma dopo dieci anni dovettero ritirarsi per la resistenza dei mujahidin, aiutata anche dagli Usa, che erano divisi in molte fazioni, tra cui quelli che sarebbero divenuti i talebani, fortemente sponsorizzati dai pakistani.

Caduti italiani in Afghanistan (per nulla)

Quindi un popolo che è da sempre abituato a lottare, se vuole mantenere le conquiste di un ventennio che stavano portando prosperità, bisogna che non ceda così di schianto e sarà necessario che i paesi occidentali non abbandonino l’opposizione e la resistenza del paese asiatico, fornendo alcuni tipi di aiuto. Non bisogna trovare nell’immigrazione di massa verso l’occidente l’unica soluzione possibile: continuando ad ingrossare il numero degli islamici da qui agli anni, ai decenni a venire, ci sarà il rischio che la nostra identità nazionale legata al cristianesimo venga seriamente messa a rischio; potrebbero rischiare di non esserci più le festività natalizie, pasquali, patronali. Tra le decine di milioni di musulmani che saranno presenti da noi ci saranno moltissimi estremisti che potrebbero affermarsi come avviene oggi in Afghanistan. I paesi limitrofi all’Afghanistan, con la loro stessa cultura e religione e che sono in pace, potranno ospitare coloro che fuggono con l’aiuto dell’Onu. L’Occidente (Italia compresa) dovrà limitarsi ad accogliere coloro che hanno collaborato con le varie forze armate occidentali e che sono ricercati dai fondamentalisti afghani, finché non tornerà la democrazia. Stati Uniti e Canada, essendo sconfinate nazioni, potranno dare accoglienza ad un numero più consistente di rifugiati rispetto ai paesi europei.

domenica 8 agosto 2021

474) LE OLIMPIADI 2020 E L’ITALIA

VA BENISSIMO L’ITALIA ALLE OLIMPIADI DI TOKYO 2020 (POSTICIPATE PER LA PANDEMIA), STABILENDO IL PRIMATO ASSOLUTO IN MEDAGLIE CONQUISTATE (BEN 40). MENO BENE VANNO LE STRUMENTALIZZAZIONI POLITICAMENTE CORRETTE SUGLI ATLETI.


In queste ultime due settimane si sono svolte a Tokyo, capitale del Giappone, i giochi delle XXXII olimpiadi moderne, le quali avrebbero dovuto svolgersi lo scorso anno, ma sono state posticipate a causa della pandemia Covid 19. Sono stati dei giochi olimpici anomali, perché il pubblico non poteva assistere in massa alle gare, specie nelle cerimonie di apertura e di chiusura, che da sempre sono i momenti più spettacolari di questa manifestazione sportiva. Stati Uniti e Cina si sono contesi fino all’ultima gara il primato per medaglie d’oro e alla fine l’anno spuntata gli statunitensi. Il Giappone ha chiuso al terzo posto: stava in casa e i suoi atleti erano spinti da una passione maggiore rispetto alle altre edizioni olimpiche. Altri piazzamenti di rilievo ci sono stati per Russia, Australia, Francia, Germania: non sono sorprese, essendo paesi molto popolati, alcuni pure sconfinati, e con grandi tradizioni sportive. Da sempre deludono alle olimpiadi, tranne nei brevi lampi di gloria, Africa e America Latina.


L’Italia, sportivamente parlando, ha confermato l’ottimo periodo di forma, avviato con la vittoria agli europei di calcio della rappresentativa Nazionale A, vincendo in totale 40 medaglie e stabilendo il primato assoluto nelle olimpiadi di tutti i tempi. Sorprendenti sono state le vittorie italiane nelle principali gare di atletica, tradizionalmente il fiore all’occhiello dei giochi olimpici: 100 metri, salto in alto, staffetta 4x100, marcia 20 km. Le altre medaglie d’oro italiane (che complessivamente sono state 10) sono state vinte in altre discipline: vela, taekwondo, karate, canottaggio. All’Italia sono andate altre 10 medaglie d’argento e ben 20 di bronzo. Hanno deluso, sempre per l’Italia, gli sport di squadra, il nuoto e la scherma, che nelle precedenti edizioni olimpiche avevano dato molte soddisfazioni e successi. C’è stata una grande insofferenza da parte dei media angloamericani per le clamorose affermazioni italiane nell’atletica leggera, da sempre loro feudo personale, e per screditare le vittorie italiane l’hanno buttata sul doping, soprattutto per Jacobs, l’italoamericano vincitore dei 100metri. Qualche mezzo d’informazione italiano (Fatto Quotidiano e qualcun altro) invece ha steccato, sbagliando completamente le previsioni, parlando prima dei principali ori, di olimpiadi disastrose per l’Italia. I cavalli si vedono all’arrivo e in tutte le manifestazioni sportive nel tempo ci sono sempre stati degli alti e dei bassi per tutti i partecipanti.

Gli atleti rappresentanti d’Italia provenivano da tutte le regioni e c’erano anche stranieri naturalizzati. Soprattutto su quest’ultimi sono state rivolte le principali attenzioni, considerando in tono minore gli altri, per fini che non avevano nulla a che fare con lo sport, premettendo che io mi complimento e mi felicito con tutti per le vittorie. Sfruttando l’onda dell’entusiasmo per i successi si chiedono facilitazioni per l’ottenimento della cittadinanza italiana da parte degli stranieri, con la scusa dello sport. I vertici dello sport nazionale non si occupassero di politica; c’è una legge al riguardo che funziona già e in più bisogna compiere un cammino d’integrazione e vedere se si è disposti ad accettare usi e costumi, tradizioni, lingua, religione del paese del quale si vorrebbe divenire cittadini, non cambiando così l’ossatura identitaria di un determinato popolo, come lo stesso Giappone insegna. A noi cosa cambia se otteniamo pochi altri successi sportivi in più?

martedì 20 luglio 2021

473) CIAO A MARIO CECCHI (PAOLONE)

CON LA SCOMPARSA DI MARIO CECCHI (PAOLONE) SE NE VA BUONA PARTE DELLA MEMORIA STORICA DI CORI: FU IL CUSTODE DEGLI INNI SACRI ANTICHI, DEI PROVERBI CORESI, DI TANTE STORIE E ANEDOTTI LEGATI ALLA CHIESA, ALL’AGRICOLTURA E ALL’ALLEVAMENTO.


Mario Paolone o Mario jo barbiere è scomparso: sicuramente era il personaggio corese caratteristico più famoso dei tempi recenti. Già da diversi mesi egli sentiva che era arrivato al termine della sua vita. Era simpatico, salutava e cercava di essere amico di tutti, era altresì un tipo parsimonioso, ma non dimentichiamo che la parsimonia è una caratteristica del corese autentico e inoltre uno è libero di fare quello che vuole con i soldi che ha guadagnato onestamente. Il mio pensiero va immediatamente alla processione della Madonna del Soccorso: nel passato recente era l’ultimo dei miracolati che cantava il canto popolare “Viva sempre viva” con quelle poche donne scalze, che si contavano sulle dita, che ancora aprivano la processione e che facevano da coro. Quando ero bambino/adolescente le donne vestite di verde, con grossi ceri in mano, che camminavano scalze, erano un’infinità, cantando continuamente: “eviva sempre viva, la Madonna del Soccorso, a Lei famo ricorso, noi l’andiamo a visitar” Quando arrivavano al Santuario della Madonna usavano cantare: “e siamo appena arrivati, straziati dal dolore…”  Poi quando andavano via: “addio Maria, noi famo partenza……”

Quel canto popolare era un modo di ringraziare la Madonna per coloro che ritenevano di aver ricevuto una grazia. Di solito gli uomini nella processione del Soccorso si mettono sempre dietro al quadro, spesso in giacca e cravatta, subito dopo il sindaco, il maresciallo, il capo delle guardie; a me invece piaceva ascoltare quel canto, per cui in processione mi mettevo sempre a ridosso di Mario e di quelle donne e mi capitava lungo il percorso di sentire qualche anziana signora, che assisteva lungo il bordo della strada sulla sedia a rotelle e con le lacrime agli occhi, che incitava Mario e a non fermarsi nel cantare. Quando ci sarà di nuovo la nostra famosa processione non sarà più la stessa senza il canto caratteristico e un’altra tradizione legata alla religiosità se ne andrà. Io una decina d’anni fa, con la ripresa di alcuni filmati presenti ancora in rete, avevo lanciato un appello alle parrocchie affinché quel canto popolare non sparisse completamente.

Mario era famoso anche per gli antichi proverbi coresi (che non sbagliano mai): infatti quando mi capita di leggerli nelle loro raccolte pubblicate mi viene spontaneo immaginare la sua voce (avranno sicuramente consultato anche lui per effettuare quelle raccolte scritte): da “chi no sòrdo no stima, no sòrdo no vale” a “pe mmète sso’ rano ci óo ciammèlle, vino bbóno e jo serìcchio pella mano”, da “maggio sarìa jo mèglio mese se non fosse pelle spese” a “chi ò bbóno j’arosto guarda la fiamma, chi ò bbòna la figlia guarda la mamma” e molti altri ancora. Quando stavo al comitato della Festa della Madonna era un piacere, per me e per gli altri del comitato, ascoltare i suoi racconti e ricordi legati al mondo della Chiesa, dei vari parroci di Cori Monte, dell’agricoltura, dell’allevamento e delle macère (i muri di sassi che reggono la terra) che sapeva costruire; era inoltre un grande cercatore di funghi commestibili che rivendeva. Ci raccontò anche che stava per sposarsi e soprattutto del miracolo ricevuto, che rendeva lui e sua madre tanto devoti alla Madonna del Soccorso: da ragazzetto rimase col braccio paralizzato per un mese, dopo aver subito un’aggressione da un epilettico, mentre apprendeva il mestiere di barbiere; sembrava destinato a rimanere con quell’infermità quando guarì, dopo che sua madre chiese la grazia.

Qualche volta lo incontravo anche in piazza e nei bar e mi raccontava delle sue prestazioni canore nelle chiese di Cori, tra chi lo apprezzava e tra chi lo boicottava; gli davo, ogni tanto, anche qualche passaggio in automobile. Ai tempi della scuola media, quando ero in compagnia di qualche compagno di allora e passavamo davanti alla sua barberia, qualcuno scherzava chiamandolo per soprannome e lui ci correva dietro (in senso bonario), lanciandoci qualcosa contro e dicendoci: i rancichì, i rancichiti! (non aveva neanche bisogno di domandare il classico "a chi si figlio?", perché conosceva tutti, sapendo chi fossero i genitori, i nonni, tutta la progenie e "la razza") Una volta riuscì a colpirmi al collo con l’acqua e il prof. Pasquali, che ci conduceva in chiesa per la messa del precetto pasquale, si fece due risate. Ricordo che il suo primo cliente della giornata era sempre Gasperino, che quasi tutti i giorni si faceva fare la barba, prima di iniziare il suo lavoro nella banca del Beato Tommaso. Tanti altri ricordi simpatici potrei descrivere, ma è meglio darci un taglio e concentrarsi all’essenziale.

Don Angelo Bonaiuto lascerà Cori tra poche settimane, dopo 12 anni di permanenza, e sarà destinato a guidare la Parrocchia di San Luca a Latina, un’importante e grande parrocchia: se il Vescovo ha deciso così è perché lo ritiene uno dei suoi migliori sacerdoti. Per me non è un caso che al canto del cigno da Cori, uno dei suoi ultimi atti da parroco di Cori Monte sia stato la celebrazione del funerale di Mario Cecchi: ha fatto una bellissima omelia per un personaggio caratteristico di Cori e per un grande frequentatore della sua chiesa e non poteva chiudere in maniera più degna la sua avventura corese. Mi piace immaginare che le “maddonnàre” che sono andate via prima di Mario, lo hanno accolto nell’altro mondo col loro canto: “eviva sempre viva”.

giovedì 15 luglio 2021

472) EUROPEO DI CALCIO: SCENEGGIATE, GIOIE E CONTAGGI

L’ITALIA DI MARIO DRAGHI SI FA BELLA IN EUROPA, ANCHE CON IL CALCIO (TRA LE SCENEGGIATE “IN GINOCCHIO”), RISCATTANDO LA PIÙ RECENTE DELUSIONE SPORTIVA. INTANTO GLI ASSEMBRAMENTI DELLE FOLLE ALLO STADIO E IN PIAZZA FESTANTI FANNO AUMENTARE I CONTAGI DA VIRUS IN TUTTA EUROPA.

 


Il nuovo corso politico di Mario Draghi sta producendo i primi effetti: l’Italia è ben vista dall’Europa ed ora la sua immagine è ancora più splendente grazie alla vittoria della nazionale di calcio agli ultimi europei. La nazionale calcistica del nuovo corso a guida di Roberto Mancini ha così riscattato alla grande la più recente delusione, relativa alla mancata partecipazione all’ultimo campionato mondiale. Dal punto di vista sportivo l’Italia ha ampiamente meritato questa vittoria europea, anche se in qualche occasione è stata assistita dalla fortuna (contro l’Austria si è salvata grazie alle nuove tecnologie in dotazione agli arbitri, contro la Spagna è stata schiacciata per 120 minuti, trovando le sue occasioni in rapidi contropiedi sulle fasce) e negli ultimi due incontri è passata solo grazie ai tiri di rigore, ma tutto ciò fa parte della legge del calcio. Una curiosità: pure nel precedente europeo vinto dagli azzurri nel 1968 semifinale e finale finirono in pareggi come oggi, solo che allora ancora non istituivano i tiri di rigore per decretare una squadra vincitrice e l’Italia si affermò col sorteggio in semifinale e con la ripetizione della gara in finale. Delle analogie: come nel mondiale 2006 nessun grande attaccante ha trascinato l’Italia, i meriti, oggi come allora, sono stati dei difensori e dei centrocampisti e la finale è stata decisa sempre dagli undici metri. L’Inghilterra ha pagato la sua presunzione (non dei giocatori ma della stampa e dei tifosi), pensando di essere già campione prima della finale; se avesse trionfato non mi sarebbe dispiaciuto, visto che gli inventori del calcio non avevano mai vinto un europeo, mentre Germania, Francia e Spagna, avendo vinto molto, sono più antipatiche, e il loro rimane un ottimo europeo. Sono seguite polemiche (strumentali e inutili) da condannare senz’altro: sullo sfilamento delle medaglie degli inglesi, sui fischi all’inno italiano in finale e su altri episodi squallidi, ma probabilmente queste polemiche sono state ideate da coloro che non seguono sempre il calcio, facendolo solo in occasione dei grandi eventi della nazionale. 


Durante questa manifestazione continentale hanno istituito questa nuova sceneggiata degli inginocchiamenti prima degli incontri (una moda arrivata dagli Usa), in cui gli italiani hanno aderito, forse per il timore di essere tacciati come razzisti. Così facendo si fa il gioco di quei movimenti estremisti fautori di queste iniziative e il calcio deve essere apolitico, non, come al solito, politicamente corretto: di conseguenza non inginocchiarsi non significa essere razzisti. Polemiche in questo caso ci sono state, tra pro e contro; maggiori critiche e timori sono stati evidenziati per il ritorno degli assembramenti: allo stadio, dopo mesi di chiusure al pubblico, e nelle piazze di tutta Europa, per guardare le partite in Tv e per festeggiare le vittorie. I contagi da coronavirus stanno così risalendo, nonostante le vaccinazioni di massa. Come la scorsa estate è stato riaperto tutto, ma i vaccini sono l’arma in più, assenti lo scorso anno, che dovrebbero limitare i danni e le richiusure. Le masse dopo mesi di segregazioni si sono potute sfogare festeggiando, con la stampa e le televisioni che fanno dimenticare loro per qualche giorno i problemi reali, parlando di calcio.

mercoledì 30 giugno 2021

471) IL LIBRO SULLA STORIA DEL SANTUARIO “MADONNA DEL SOCCORSO” DI CORI

IN OCCASIONE DEL 500° ANNIVERSRIO DELL’APPARIZIONE DELLA MADONNA DEL SOCCORSO A CORI, ANTONIETTA AGOSTINELI HA PUBBLICATO UN NUOVO LIBRO SULLA STORIA DEL SANTUARIO AD ELLA DEDICATO.

 


Sarà disponibile a breve per tutti l’ultimo libro pubblicato sulla Madonna del Soccorso a Cori, scritto dell’insegnante Antonietta Agostinelli e fatto uscire appositamente per il 500° anniversario dell’apparizione dall’Associazione “Solidarietà e Libertà”, con il contributo di vari sponsor. L’autrice aveva già scritto qualcosa del genere nel 1978, per il 200° anniversario dell’incoronazione della nostra Madonna del Soccorso, attraverso una scrupolosa ricerca nei vari archivi civili e religiosi (come ha fatto in quest’occasione), i quali riportano le cronache del 1521 ed attestano la storia tramandata fino a noi: lo smarrimento della fanciulla Oliva, il suo ritrovamento dopo una settimana, il suo racconto di una “zia” che l’avrebbe accudita e la scoperta di una diroccata cappella tra i rovi, con all’interno l’effige di quella che sarà la Madonna, venerata col titolo di “Soccorso”.  




C’è la storia di 500 anni di venerazione popolare nei confronti di questa Madonna: lo statuto comunale che prevede l’offerta dei ceri nel giorno della Sua festa, la storia del Santuario, i prodigi, i miracoli, la Sua invocazione per chiedere la fine delle varie epidemie di peste, di colera, le varie tradizioni legate al suo culto, alcune delle quali oggi estinte, eccetera. Le pagine sono contornate da varie immagini: si va dalle raffigurazioni della storia della fanciulla Oliva, dalle varie tabelle votive presenti nella sacrestia del Santuario, fino ad arrivare alle immagini di qualche processione, in parte già pubblicate su un recente libro fotografico relativo alla processione della Madonna Soccorso. In appendice ci sono le riproduzioni originali in latino dalle varie fonti ufficiali. Non mi dilungo molto, questo mio riassunto è solo una piccola anteprima di questo nuovo libricino di 88 pagine, probabilmente ci sarà una presentazione ufficiale ed iniziative affini alla pubblicità e alla diffusione. Lo scopo di questa pubblicazione, che sarà disponibile con un piccolo contributo al Santuario, è quello di chiarire ogni dubbio sulla veridicità della storia della fanciulla Oliva e l’apparizione della Madonna, attraverso i documenti ufficiali dell’epoca in questione.

mercoledì 16 giugno 2021

470) DITTATURE INFORMATICHE POLITICAMENTE CORRETTE

NON C’È PIÙ IL GRUPPO FB “IO STO CON ORIANA” (RIGUARDANTE I PENSIERI DELLA SCRITTRICE ORIANA FALLACI), A DIMOSTRAZIONE CHE SUI MEDIA SOCIALI I PENSIERI CHE VANNO CONTRO LE TEORIE DOMINANTI, GLOBALISTE E CORRETTE POLITICAMENTE, VENGONE RIMOSSE. DOV’È IL CONFRONTO DI IDEE E LA DEMOCRAZIA? BASTA BLOCCARE I CONTRIBUTI VOLGARI E VIOLENTI, NON LE IDEE SCOMODE.

Ero iscritto al gruppo FB “Io sto con Oriana” (che riguardava i pensieri della giornalista e scrittrice Oriana Fallaci: una, che pur non essendo di nessun partito e di nessuna religione, negli ultimi suoi libri, una trilogia, ha messo in guardia l’occidente dopo gli attentati dell’11 settembre 2001, su un crescente pericolo di islamizzazione, in nome di un ingenuo buonismo, il quale comportava la perdita, oltre della nostra cultura e delle nostre radici, delle nostre conquiste civili, arrivate con molte fatiche e sacrifici), dove oltre 10.000 iscritti lo portavano avanti con articoli ed altro materiale attinente. Anch’io ogni tanto contribuivo alla discussione. Di punto in bianco, non ho trovato più quel gruppo: evidentemente qualcuno l’ha segnalato e hanno deciso di chiuderlo definitivamente, se non si tratta di una sospensione temporanea. Il gruppo “Corsica italiana” dell’Associazione Culturale Pasquale Paoli ha rischiato analoga sorte. Mesi fa sospesero a tempo indeterminato anche l’ex presidente Usa Trump, con la scusa che avrebbe istigato l’assalto della folla al parlamento americano: egli chiese ai suoi sostenitori di manifestare, non certo di assaltare (infatti non è stato perseguito dalla giustizia), se poi qualche testa calda infiltrata nella folla è penetrata nel palazzo del Campidoglio, non è stata certo colpa sua. Scommetto che stanno cercando qualche cavillo o qualche buona scusa per bloccare pure Salvini e Meloni.

Voglio vedere se viene usato lo stesso criterio quando vengono pubblicati articoli e commenti troppo accesi e troppo faziosi nella propaganda del pensiero unico dominate ed epiteti vengono lanciati verso coloro che non condividono quelle idee. Se proprio si deve censurare qualcosa si eliminano i contenuti di qualunque idea e provenienza volgari, diffamatori, offensivi, ingiuriosi e si bloccano gli utenti, ma perché rimuovere nel complesso i pensieri ciò che è scomodo? Democrazia significa, tra le molte cose, ascoltare visioni differenti e ribatterle, se si è capaci, non spegnerle. Spesso, non soltanto su internet, si invoglia a partecipare, ad interessarsi al mondo che ci circonda, a confrontarsi, a non dormire, a non deprimersi, a non farsi sopraffare dagli altri, tuttavia se i risultati fossero quelli che ho citato, dovrebbero aggiungere la clausola: “apportare contributi al pensiero dominate del nuovo ordine del mondo occidentale, altrimenti sarete bannati”. Quando quelli che prima invogliavano a partecipare a dei dibattiti (virtuali e non), sono infastiditi dalla dialettica che possiedono molti, dicono: volete fare i tuttologi senza avere i titoli adeguati!


A me personalmente l’unico motivo che per il momento che mi fa rimanere su questi social sono le tante verità (scomode e appunto censurate) che i media tradizionali non dicono sugli argomenti di attualità, insieme agli accesi commenti, rompendo la solita monotonia di scrivere unicamente nei vari profili: auguri, condoglianze, complimenti; con tutto il rispetto per coloro che vivono dei momenti gioiosi o dolorosi. Ci sono coloro che ti rimuovono dai contatti se hai idee differenti (allora meglio chiedere i contatti a coloro che sai che la pensano come te) o se non ti fai mai notare per approvare i loro numerosi servizi fotografici giornalieri, nelle loro molteplici pose. Quelli che ti contattano se hanno delle attività da promuovere e da far seguire, quelle che cercano relazioni: i primi ti eliminano una volta raggiunto lo scopo, le seconde lo fanno se non lo raggiungono. Potrò resistere a questo e alle idiozie in genere, se potrò continuare ad apportare idee diverse dal pensiero unico imperante.

domenica 30 maggio 2021

469) IL MAGGIO DEI 500 ANNI DELLA MADONNA DI CORI

CI SONO STATE DELLE PICCOLE CERIMONIE RELIGIOSE IN OCCASIONE DEI 500 ANNI DELL’APPARIZIONE DELLA MADONNA DEL SOCCORSO DI CORI E LA PROCLAMAZIONE DELL’ANNO GIUBILARE, MA NESSUN GRANDE E SOLENNE FESTEGGIAMENTO A CAUSA CORANAVIRUS. FINALMENTE ALCUNE STRADE CITTADINE VENGONO SITEMATE, ANCHE SE CI SAREBE ANCORA MOLTO DA FARE.


Il mese di maggio tradizionalmente dedicato alla Madonna volge a conclusione. Questo mese da noi coresi è sentito molto, principalmente per la festa della Madonna del Soccorso, la seconda domenica di maggio. Quest’anno avrebbero dovuto tenersi dei festeggiamenti ancora più grandiosi e solenni, che erano in corso di preparazione già da qualche anno, per i 500 anni dell’apparizione: questa infatti avvenne nel 1521. Invece a causa di questo maledetto virus non è avvenuto nulla di tutto ciò, neanche la piccola processione simbolica per pochi eletti che ci fu lo scorso anno. Con una messa del Vescovo chiusa al pubblico e riservata alle autorità civili paesane, provinciali, regionali è stato proclamato l’anno giubilare per questo grande evento religioso, che si concluderà a maggio 2022 e ci sarà la possibilità di ottenere l’indulgenza plenaria. Lo scorso anno nel mese di maggio ci furono delle prime timide riaperture dopo qualche mese di rigide chiusure totali e tutti auspicavano che stavamo volgendo verso la normalità e quest’anno avevamo previsto con ottimismo che avrebbe potuto tenersi la grande festa della Madonna del Soccorso; lo scrissi anch’io in questo sito. Non è andata così, ma non è un male grande: l’importante è stato il seguire con il cuore le cerimonie religiose che ci sono state, la vera essenza della festa: poco per volta la gente si è recata al Santuario della Madonna. Meglio che niente. Nelle feste patronali religiosi si deve guardare principalmente alla spiritualità e non ai contorni profani. Possono esserci altri contesti per assaporare il prosciutto cotto al vino, le salsicce, le noccioline, fare un giro ai caroselli per i più giovani, acquistare qualcosa alla fiera, sentire un cantante, guardare i fuochi pirotecnici, vincere qualcosa nelle varie sottoscrizioni a premi, anche se tutte queste cose inserite nel contesto della festa patronale hanno tutto un sapore diverso e più pregiato.


Chissà, forse anche i lavori sulla strada intitolata alla Madonna del Soccorso erano legati alla ricorrenza dei 500 anni dalla sua apparizione, anche se in netto ritardo sulla tabella di marcia prevista. Non posso far altro che plaudire ed esclamare “finalmente”, poiché era da circa un cinquantennio, cioè da quando quella zona fu edificata, che si aspettava che la suddetta strada venisse dotata di un efficiente sistema fognario, di percorsi pedonali e di parcheggi ordinati. Ogni volta che pioveva quella via si trasformava in un torrente in piena e speriamo che nel futuro prossimo sia solo un ricordo lontano. L’amministrazione comunale dei primi anni 2000 aveva iniziato un risanamento di quel quartiere, partendo dall’area dell’ex campo sportivo e aveva intenzione di continuare con i lavori che stanno effettuando ora, ma quando essa fu sostituita non se ne fece più nulla. Non sono mancate delle polemiche per gli alberi (tigli) che furono piantati oltre 35 anni fa e che oggi hanno sradicato per permettere la realizzazione del nuovo sistema fognario, tuttavia ne verranno piantati degli altri in posizioni diverse. Speriamo che questi lavori siano solo l’inizio e che nel futuro anche altre zone di periferia del paese malridotte siano risanate, sistemandole in modo più ordinato.

domenica 9 maggio 2021

468) IL SALUTO AD ANGELO SORCECCHI

HA SUSCITATO PROFONDA COMMOZIONE (UNANIME NEL MONDO POLITICO LOCALE) LA PREMATURA SCOMPARSA DI ANGELO SORCECCHI, STORICA FIGURA DELLA DESTRA A CORI. EGLI HA SEMPRE PORTATO AVANTI LE SUE IDEE CON DETERMINAZIONE, IN UN PAESE, DOVE NON È FACILE ANDARE CONTRO IL PENSIERO DOMINANTE DI SINISTRA. LASCIA UN ENORME VUOTO NELLA MINORANZA DI CORESI CHE SI RIFÀ AI VALORI DEL CENTRODESTRA.

 


Angelo Sorcecchi, capogruppo della minoranza al consiglio comunale a Cori e candidato sindaco sconfitto alle ultime elezioni comunali, se ne è andato per sempre da questo mondo a soli 53 anni, a causa di un male inguaribile. Unanime è stato il dolore e la commozione nel mondo politico locale. In un paese come Cori, una delle roccaforti rosse dei Monti Lepini, molti che non si riconoscono nel centrosinistra hanno paura di impegnarsi politicamente, mettendoci la faccia, per non compromettersi agli occhi di coloro che sono radicati in tutti i molteplici settori paesani. Invece Angelo è uno dei pochi che ha portato avanti le sue idee senza timore, con coraggio, determinazione, grinta, alzando la voce e non accettando compromessi, il tutto motivato dall'amore per la sua terra, dall'attaccamento al suo territorio. Avrà pagato la sua tenacia, ricevendo chiacchiere, maldicenze, ingiurie, specie nell’ultima campagna elettorale per le elezioni comunali; sono dei momenti in cui un po’ tutti presi dal protagonismo elettorale e dalla foga vanno oltre le righe, poi, una volta passata la tempesta, i rancori pian piano si spengono. Ora, entrando nello specifico, non so che rapporti egli avesse a livello personale e togliendo la politica con quegli avversari con cui si scontrava, ma si dice che era molto cordiale con tutti, separando la politica dal resto. Lo stesso accettò la difficile sfida del 2017, ben consapevole che sarebbe stata una disfatta, tant’è vero che il giorno delle elezioni non mancò dal suo lavoro, però nonostante tutto vi si buttò con le unghie e con i denti, lottando come un leone. Ricoprì il ruolo di assessore e vicesindaco nei primi anni 2000 con Tommaso Bianchi sindaco, un uomo a cui è sempre stato fedele politicamente: prima, durante e dopo il mandato da sindaco, anche quando Angelo non veniva riconfermato consigliere comunale. Ora rimane un enorme vuoto nel centrodestra locale con la sua scomparsa: l’auspicio è che dal suo esempio molti, che non si riconoscono nel pensiero dominante del paese, si sentano spronati nell’impegnarsi, non avendo timore di andare controcorrente, tenendo così viva la memoria di Angelo Sorcecchi. Onore, dunque, alla sua figura ed esprimo cordoglio per il suo decesso, come farei con chiunque, indipendentemente dalle idee politiche e religiose. Durante le sue esequie sacerdoti, parenti, conoscenti, sindaco di Cori e colleghi di lavoro hanno tenuto dei commoventi elogi funebri. Struggente e toccante è stato il momento in cui i suoi colleghi di lavoro del 118 hanno sollevato la sua maglia di operatore sanitario, fatto volare dei palloncini, alzato uno striscione, tenuto un discorso e suonato le sirene delle autoambulanze al passaggio del feretro nel piazzale della chiesa di San Francesco.


ANGELO,



quale nome più adatto per descrivere un figlio, un fratello, un compagno, un amico, un collega che se n è andato e ci ha lasciati senza fiato… un Angelo a tutti gli effetti!

Una persona elegante, pulita, trasparente, umile e amorevole per tutti noi che abbiamo avuto il piacere di conoscerlo.

Il nostro ricordo è di Uomo come tutti Noi… fatto di pregi e difetti, ma la caratteristica che spiccava di più era quella di un SIGNORE nel vero senso della parola di cui era impossibile non percepire la sua bontà d’animo accompagnata da un sorriso che spiccava in mezzo a mille persone… un sorriso naturale che veniva dal cuore.

Eri bello… ma non così tanto per dire.. avevi un’eleganza e un portamento che rendevano il tuo stile encomiabile, mai un capello fuori posto e guai se stavi senza una striscia di profumo addosso, e non era l’occorrenza a renderti così… ma era la tua personalità.

Un uomo fatto di VALORI a cui non sapevi prescindere, il primo in assoluto:

LA FAMIGLIA

Mamma, Papa, Emiliano tuo fratello, tua cognata, i tuoi zii… Daniela il tuo Primo Amore perso e poi ritrovato nel tempo come fosse STATO uno scherzo del destino… ricordo ancora adesso quando ci parlavi di loro come il tuo nido d’amore.. Daniela presente h24 nella tua vita fino all’ultimo giorno che ci hai lasciati che ti eri promesso di non lasciarla più andar via dopo averla ritrovata… il bene che volevi a Claudia e Sofia le trattavi come figlie tue perché nel tuo cuore avevi un posto per tutti.

OLTRE LA FAMIGLIA…. LE PASSIONI…. LA POLITICA

Come dimenticare una delle tue prime passioni sin da ragazzo, le tue ideologie, la tua mente libera…

Il tempo che hai dedicato a Cori.. la tua città… gli impegni politici e sociali che avevi a cuore e portavi avanti con dedizione e amore.. i tuoi incarichi da Assessore a Vicesindaco nella giunta Bianchi con il quale ti sentivi quotidianamente finché hai avuto le forze di farlo…

LA FOTOGRFIA…

Ti eri innamorato di questo mondo fantastico e ogni giorno imparavi e provavi un metodo nuovo, ci ha riempito le nostre case di foto stupende dei nostri matrimoni.. dei nostri figli da neonati a più grandi… a loro volevi un bene immenso… non c ‘era evento che non gli portavi un regalo…un ricordo… quel ricordo che di te porteranno per tutta la Vita.. eri uno Zio perfetto bisogna ammetterlo.

Tra le passioni come non ricordare il calcio, gli anni passati sui campi di terra pieni di fango, poi il calcetto e poi la tua fede calcistica LA JUVENTUS e pure li quante prese in giro ma anche quanto divertimento.

E IN ULTIMO IL LAVORO

Sei arrivato in punta di piedi 10 anni fa non sapendo neanche cosa fosse un'ambulanza… ma hai imparato presto tante cose con la tua umiltà e la tua voglia di fare… è vero noi ti abbiamo insegnato il lavoro ma tu hai insegnato a noi cosa vuol dire essere umili e buoni d’animo e questo ce lo porteremo dietro per tutta la Vita…

Quante notti in bianco a girare nelle case della gente per tutte le città, ci dicevano tutti che eravamo dei pazzi… dei folli perché ovunque andavamo portavamo un SORRISO… e già eravamo in 3 e dietro avevamo forse il SORRISO PIU BELLO…il tuo!!

Ma in fondo poi non eravamo dei pazzi ma eravamo soltanto degli uomini maturi che portavano a casa uno stipendio rischiando la Vita ogni giorno.. e in mezzo a quel rischio quotidiano abbiamo sempre saputo mettere quel pizzico di ironia da portare a casa di ogni cittadino e ad ogni malato in ospedale…perché in fondo è vero che col tempo si diventa uomini ma ogni GRANDE UOMO dentro di sé rimane sempre un po’ bambino…!

La frase che usavano i colleghi in modo amichevole era per l’esattezza questa:

“A REGA’ VOI NON STATE BENE”…. e invece NOI stavamo bene e facevamo stare bene anche gli altri…. Stavamo bene fino a quando non c’è arrivata la sentenza… un maledetto referto che… per chi vive di pane e medicina e sa essere più realista che speranzoso sa bene qual è la prognosi finale… da lì un incubo …. Un tunnel che si faceva sempre più buio per te e per la tua famiglia e per noi che ti volevamo bene….

Fino a quando hai deciso di lasciarci … hai salutato Mamma… Papà e chi ti era vicino e sei volato via…

Prima avevamo Angelo Sorcecchi ma oggi abbiamo tutti un ANGELO … un angelo in più in cielo che ci guarda e ci veglia da lassù, ci protegge e ci controlla.

Concludo dicendoti che siamo qui oggi TUTTI a dirti GRAZIE per quello che sei stato e per quello che ci hai insegnato e in un dolore così forte ci riteniamo fortunati di averti vissuto ognuno a modo suo…

Perché persone con un cuore grande così e con animo NOBILE non si incontrano tutti i giorni nella vita terrena.

Grazie di tutto FRATELLONE

RIP Angelo Sorcecchi

David Lionetti