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domenica 30 agosto 2020

451) ESTATE DA PANDEMIA


IL CORONAVIRUS NON SI ARRESTA NEL TEMPO ESTIVO IN CUI TUTTO È TORNATO ALLA NORMALITÀ E SONO AUMENTATI I MOVIMENTI DELLE PERSONE PER LE VACANZE. ALLORA ANCHE PRIMA SI SAREBBE POTUTO CONVIVERE CON IL VIRUS, EVITANDO LA CHIUSURA TOTALE E I DANNI ECONOMICI.

 


Sembra che sia tornato un ritorno di fiamma tra le masse e il Coronavirus, generato dai molti focolai presenti nei principali luoghi di villeggiatura. Sembra strano che fino a pochi mesi fa tutti si lamentavano per le condizioni economiche, mentre oggi sono andati quasi tutti in vacanza. Senza dubbio le prenotazioni nei luoghi di villeggiatura saranno state in netto calo rispetto agli anni passati e alcuni avranno beneficiato dei contributi governativi per i soggiorni. Le priorità per il governo avrebbero dovuto essere ben altre e non certo le vacanze e i monopattini.

Chi scrive, di solito negli ultimi anni, quando partiva per qualche breve viaggio, riportava qui sopra delle dettagliate cronache sui luoghi visitati, contornati da storia, cultura, tradizioni, quest’anno però non si è mosso, sia per prudenza, col virus ancora in circolazione, sia perché è stato in convalescenza (per altri motivi) ed ha dovuto accontentarsi di visionare, sui vari canali sociali della rete informatica, i momenti di spensieratezza degli altri nei vari luoghi di villeggiatura. Ormai i momenti della vita è più importante condividerli che viverli. La maggioranza dei villeggianti ha scelto quest’estate di riscoprire l’Italia, a causa delle limitazioni negli spostamenti imposte da molte altre nazioni; anch'io da qualche anno a questa parte avevo riscoperto questa tendenza. Quei pochi che si sono recati all'estero, nei paesi che hanno tenuto aperte le frontiere, stanno tornando quasi tutti positivi al Covid, idem per alcuni che hanno scelto le vacanze italiane. Nelle discoteche e negli altri luoghi di svago ci si infetta e infatti molti di questi locali li stanno chiudendo. Gli assembramenti notturni nei luoghi di ritrovo e all'aperto sono tornati alla grande, anche qui a Cori, rimettendo a paro il “deserto” all'inizio della primavera scorsa. Al tempo della chiusura totale, quando uscivo per brevi passeggiate o per fare acquisti, mi sedevo una decina di minuti su qualche panchina di Piazza Signina ed era uno spettacolo, un pezzo raro, gustarsela completamente deserta nei tardi pomeriggi del sabato e della domenica, c’era solo qualche automobile che passava di rado. Pensavo: quando ricapiterà tutto questo? Infatti, oggi la citata piazza è tornata più affollata e caotica di prima, specie queste sere estive, con le solite auto parcheggiate in mezzo alla strada e nell'area pedonale, e i locali più frequentati, con i loro complessini notturni, un po’ si stanno rifacendo dei mancati guadagni dei mesi scorsi. Tornare alla normalità sì ma con prudenza, i focolai, che non si sa dove potrebbero annidarsi, dal paese alla città, non sono per niente estinti. Sarà necessario mantenere debita distanza tra individui nei luoghi pubblici e quando non si potrà, negli spazi chiusi, ristretti, bisognerà coprirsi bocca e naso, questo è ovvio.

Quello che contesto è che, anche quando è esplosa questa epidemia, si sarebbe potuto continuare a mantenere aperte le attività essenziali, seguendo le necessarie precauzioni e misure preventive, come sta avvenendo adesso. Per le attività superflue, di svago, pazienza se le avessero chiuse per qualche tempo. Soltanto i soggetti più a rischio avrebbero dovuto obbligare a rimanere in casa. Nel periodo del confinamento globale ci sono stati molti danni a famiglie e ad attività imprenditoriali, alcune di quest’ultime hanno accusato duramente il colpo ed hanno dovuto chiudere i battenti. Non credo si sia trattato di un complotto mondiale per creare degli stati di polizia, come sostengono i maliziosi di tutto il mondo, tuttavia coloro che detenevano e detengono le redini delle molte nazioni avrebbero dovuto riflettere seriamente sulle conseguenze dannose. Ci sono stati diversi errori del Governo italiano: all'inizio snobbò l’epidemia, successivamente commise diversi errori nella zona rossa della Lombardia, permettendo d’infettare altre regioni italiane; quando si rese conto degli errori esso pensò di rimediare chiudendo tutta Italia. Da una parte doveva pendere: o si salvaguardava l'economia o si evitava il diffondersi del virus. Ma ora i governanti si rendono conto che se la situazione peggiorerà non potranno assolutamente richiudere tutto quanto, pure se molti si infetteranno. 

venerdì 14 agosto 2020

450) SI AL REFERENDUM SUL TAGLIO DEI PARLAMENTARI

 SI AL REFERENDUM SUL TAGLIO DEI PARLAMENTARI PER RIDURRE GLI SPRECHI DELLA POLITICA E I PRIVILEGI DELLA CASTA. IL CONFRONTO CON GLI ALTRI REFERENDUM ISTITUZIONALI.

 


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IL PROSSIMO REFERENDUM COSTITUZIONALE

I prossimi 20 e 21 settembre si terrà il referendum costituzionale confermativo della riforma voluta dal parlamento che riduce i suoi componenti, rispettivamente: alla Camera dei deputati essi passeranno da 630 a 400, mentre al Senato della repubblica passeranno da 615 a 200. Assieme al referendum si terranno le elezioni amministrative e regionali; tutte queste consultazioni ci sarebbero dovute essere la scorsa primavera, esse sono state rinviate tutte per l’emergenza sanitaria Coronavirus. Sarebbe stato meglio che non fosse stato chiesto questo referendum, il cui risultato pare scontato; l’ha fatto qualche parlamentare con la speranza di non vedersi ridursi le possibilità di perdere la poltrona. L’Italia è una delle nazioni al mondo che ha più rappresentanze parlamentari e quella che spende di più per mantenere la casta politica, tra stipendi e vitalizi. Votando sì, si ridurranno un po’ tutti questi eccessi e il meccanismo per approvare le leggi rimarrà invariato. Qualcuno dice che la Costituzione scritta dai padri costituenti non dev'essere toccata; allora occorre ricordare che il numero dei rappresentati al parlamento era leggermente inferiore agli albori della repubblica rispetto ad oggi: nel 1948 furono eletti 574 deputati e 237 senatori, nel 1953 i deputati passarono a 590, nel 1958 questi furono aumentati a 596, nel 1963 si raggiunse il numero attuale di 630 deputati e 315 senatori. Fu un processo di graduale aumento per consentire il dilatarsi di una casta privilegiata, con tutti gli sprechi e le mangerie varie, e oggi i comuni cittadini pagano le conseguenze. Qualcuno che è per il no sostiene che con questa riforma le rappresentanze territoriali saranno drasticamente ridotte o addirittura spariranno per alcune zone: contro questa teoria bisogna considerare che i senatori, che nel sistema attuale sono la metà dei deputati, rappresentano tutte le regioni d’Italia in proporzione al numero degli abitanti dei vari collegi. Approvando la riforma le rappresentanze territoriali ci saranno comunque (il numero dei deputati sarà sempre superiore all'odierno numero dei senatori), seppur in numero ridotto. Occorrerà fare di corsa un’altra legge elettorale e ridisegnare i collegi, altrimenti codesta riforma non servirà a nulla. La riduzione dei vitalizi e dei parlamentari sono dei primi passi verso l’abbattimento dei privilegi politici, ora speriamo che si proseguirà nel taglio degli stipendi d’oro, e trova d’accordo quasi tutti i politicanti di tutti i colori, anche se c’è qualche frangia di questi che manifesta malumore e presenta ricorsi. Queste riforme mi trovano d’accordo, non importa chi le ha fatte. La Lega, che aveva approvato questa legge quand'era al governo, è rimasta coerente dopo il passaggio all'opposizione, continuando a sostenere il sì convinto, mentre il Pd prima era contrario, dopo che è entrato al governo ha dovuto per convenienza cambiare posizione. Molti in tutti i referendum costituzionali hanno guardato ai partiti che hanno proposto le modifiche della Costituzione per decidere come votare e non alle migliorie e ai vantaggi: spesso si è votato no per non darla vinta ai politici di colore avverso.

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   I PRECEDENTI REFERENDUM COSTITUZIONALI

2001 ci fu il referendum per trasferire alcuni poteri e competenze dal governo nazionale alle amministrazioni regionali e prevalse ampiamente il sì;

2006 ebbe luogo il referendum per ridurre il numero dei deputati e dei senatori e per la trasformazione del senato in senato federale, il quale si sarebbe occupato esclusivamente delle regioni, le quali avrebbero avuto maggiori poteri, inoltre i cambi di casacca dei parlamentari, al fine di formare maggioranze parlamentari alternative, sarebbero stati vietati e il Primo ministro avrebbe avuto più poteri. Era una riforma accettabile, purtroppo ci fu una forte campagna di contrarietà, principalmente perché fu una riforma voluta da Berlusconi e dalla Lega Nord e a ragion di logica prevalse il no;

2016 fu proposto il referendum per ridurre il numero dei senatori e cambiarne le loro competenze e per trasferire i poteri dalle regioni allo stato; in realtà si trattava di un cambiamento confusionario, in cui non si capiva quali sarebbero state le funzioni del senato, che sarebbe stato composto in maggioranza dai sindaci delle grandi città e dai nominati dalle regioni e avrebbe avuto potere consultivo e non decisionale. Allora questo nuovo senato a cosa sarebbe servito? Lo stato avrebbe dovuto riprendersi alcune competenze che erano state trasferite alle regioni. Prevalse il no perché quasi tutti i partiti erano contrari, anche alcune componenti di quella maggioranza di centrosinistra che aveva attuato quella riforma.

domenica 26 luglio 2020

449) DECLINO DEMOGRAFICO E SOVRAFFOLLAMENTO

UN PO’ IN TUTTA EUROPA È IN CORSO UN CALO DEMOGRAFICO PER DENATALITÀ, MENTRE LA POPOLAZIONE MONDIALE CON ALTRE CULTURE CRESCE VISTOSAMENTE, RISCHIANDO DI TRAVOLGERE IL VECCHIO CONTINENTE E DI CAMBIARNE GLI ASPETTI. LA BASILICA DI SANTA SOFIA DI ISTANBUL, TORNATA MOSCHEA, POTREBBE ESSERE IL PUNTO DI SVOLTA IN TAL SENSO.


Tutti gli anni l’Istat diffonde le notizie relative alla demografia d’Italia senza che si registrino sostanziali novità: nascite sempre più giù, anziani in aumento, fughe all'estero, aumento degli stranieri (in questo caso aumento minore rispetto al recente passato). Nel resto d’Europa, da est a ovest, le cose non è che cambino molto: ovunque è in corso un inverno demografico, tranne delle eccezioni come Francia, Gran Bretagna, Olanda, Belgio, Danimarca, ma non sono le popolazioni locali determinanti nel permettere ogni anno ai nati di superare in numero i morti. Le piccole Islanda, Slovacchia, Irlanda, che hanno poca immigrazione, riescono a fatica ad avere un saldo positivo di popolazione. L’Italia, come ho già detto, perde popolazione ogni anno: i morti superano i nati di circa 200.000 unità e quest’anno è stato raggiunto il minimo storico di nascite dall'Unità d’Italia, superando di poco le 400.000, di cui un 14% di neonati ha entrambi i genitori stranieri (un calo di popolazione farebbe pure bene se non fosse per il dislivello pochi giovani/molti anziani e per altri problemi mondiali che sto per esporre). Al contrario, la popolazione dei paesi meno sviluppati nel resto del mondo cresce a vista d’occhio: quella mondiale nel complesso potrà raggiungere i 10 miliardi di individui tra pochi decenni, dopodiché non crescerà più ed inizierà la fase calante. Fino ad allora però nel globo si aggiungeranno più di due miliardi di individui, che nasceranno nella stragrande maggioranza dei casi nei paesi extra europei e probabilmente molti tra costoro si riverseranno nel vecchio continente, che verrà travolto, e il suo sangue sarà cambiato.


In questi giorni abbiamo assistito alla riconversione in moschea dell’antichissima Basilica Ortodossa di Santa Sofia dell’antica Costantinopoli (l’odierna Istanbul), dopo che era stata sconsacrata dal culto Islamico dal padre della Turchia moderna Ataturk e trasformata in un museo. Le folle festanti ed esultanti dicevano che era soltanto l’inizio e auspicavano che l’Islam si espandesse. La Turchia, nel bilancio tra nati e morti, guadagna circa 800.000 abitanti ogni anno e le comunità greche di religione cristiana ortodossa sono praticamente scomparse: ad Istanbul erano il 30% della popolazione ad inizio ‘900, ma anche nelle zone costiere turche c’erano comunità consistenti; dopo la guerra greco – turca degli anni 1920 ci furono scambi di popolazioni tra le due nazioni belligeranti e prima c’erano stati vari genocidi della popolazione greca della Turchia. Costantinopoli era la seconda Roma, l’altra capitale dell’Impero romano e della cristianità (che culminò nel grande scisma dalla Chiesa Romana del 1054), una volta caduta in mano ottomana crebbe l’importanza della Russia (o meglio di Santa Madre Russia) come grande potenza di religione Ortodossa e Mosca fu denominata la terza Roma. Ora che la Russia è tornata una nazione devota, dopo decenni di ateismo di stato, potrebbe far sentire potentemente la sua voce, nel caso che le nazioni ortodosse fossero minacciate da Erdogan. Gli ortodossi non sono come i cattolici e in questa questione di Santa Sofia si sono fatti sentire con determinazione. Un’antica profezia dice che un giorno Costantinopoli tornerà cristiana.
Difficilmente ci saranno in futuro guerre di religione, l’Islam auspica di penetrare in occidente con la massiccia immigrazione e l’elevata fecondità, capendo le debolezze occidentali: denatalità, buonismo e permissivismo politico. Già nel 1974, all'assemblea delle nazioni unite il presidente algerino Houari Boumediene disse queste parole: “’Un giorno milioni di uomini lasceranno l’emisfero sud per fare irruzione nell'emisfero nord. E non in modo amichevole. Verranno per conquistarlo, e lo conquisteranno popolandolo con i loro figli. È il ventre delle nostre donne che ci darà la vittoria” (quel giorno sembra che sia arrivato) Qualche tempo fa dalla stessa Turchia esponenti del governo turco auspicavano l’emigrazione di massa in Europa, invitando a proliferare il più possibile. È il caso del Kosovo, il luogo storico dove è nata la nazione serba: l’elevata fecondità dei kosovari, di fede islamica, sta facendo estinguere i serbi. Rischierà di concretizzarsi l’antico sogno musulmano, cioè fare di Roma la futura capitale dell’Islam, imponendole leggi e usanze in contrasto con i nostri diritti e le nostre conquiste sociali che abbiamo raggiunto con svariati sacrifici, con le basiliche di San Pietro, di San Paolo, di San Giovanni e altre che rischieranno di fare la fine di Santa Sofia a Istambul/Costantinopoli e ai pochi cattolici superstiti verrà lasciata qualche piccola chiesetta. Per far sì che l’Italia e l’Europa continuino ad essere quello che sono sempre state, bisognerà affidarsi a quelle formazioni politiche che promuovono la salvaguardia e l’identità dei popoli europei, conservando culture e tradizioni millenarie, e che non sono per le immigrazioni di massa e le facili concessioni delle cittadinanze. Bisognerà promuovere la natalità e favorire l’immigrazione di genti che ha origini del paese ospitante, tenendo sotto costante monitoraggio altre forme d’immigrazione. Bisognerà altresì contrastare il sovraffollamento mondiale, per far sì che si riducano i problemi della fame, e gli stati in via di sviluppo possano decollare economicamente.

lunedì 13 luglio 2020

448) LE MACCHINE DELL’ODIO

CI SONO MODI E MODI PER CONTRASTARE LA POLITICA CHE NON PIACE, SENZA ARRIVARE AI LIVELLI DEL “FATTO QUOTIDIANO”, IL QUALE BASANDOSI SU ILLAZIONI, SPUTA QUELL’ODIO E QUEL VELENO, DI CUI SPESSO SONO ADDITATI GLI ALTRI, SU COLORO CHE NON LO GARBANO POLITICAMENTE ED APPOGGIA UN M5S DALLE MILLE GIRAVOLTE.


Ci sono alcuni giornalisti e giornali che odiano con tutto il loro cuore e con tutta la loro anima coloro che non la pensano come loro. Essi si scagliano con rancore ed astio velenoso sui politici che non possono vedere, l’origine di tutto è l’invidia, il saperci fare degli avversari. La Repubblica da quando ha cambiato padrone si è moderata nel perseguitare la politica che non le piace, mentre il Fatto Quotidiano, diretto da Marco Travaglio, continua imperterrito.  Il citato giornale accusa le destre di odio, di istigazione alla violenza e di razzismo senza prima essersi guardato allo specchio. Corriere della Sera, Messaggero, Stampa sono quotidiani ufficialmente indipendenti, ma simpatizzano più per le sinistre che per le destre; non sono delle macchine del fango, portano avanti le loro idee con pacatezza e fatti concreti, anche quando vanno contro le destre.

Così dovrebbe essere anche per il “Fatto Quotidiano”, il quale spesso basta che si accenni ad un esponente di destra indagato, che parte con le solite illazioni e ricostruzioni fantasiose, senza attendere l’esito delle indagini in corso: emettono le sentenze molto prima dei magistrati, spesso non azzeccandole. Ha fatto così per molto tempo su Berlusconi, che, cronaca di questi gironi, secondo la frase pronunciata da un giudice che lo teneva sotto processo, doveva essere condannato a tutti i costi. Il cavaliere (ex cavaliere) da quando ha perso molti consensi elettorali quei giornalisti lo hanno tolto dal centro delle attenzioni, rilegandolo in seconda fascia, e il loro principale bersaglio è divenuto Matteo Salvini, dopo una breve parentesi in cui si sono accaniti contro Renzi e suo padre. Ora vedono che Giorgia Meloni cresce nei consensi elettorali e così cresce il loro livore nei suoi confronti: hanno scritto che i partigiani dovrebbero intervenire con lo schioppo contro di lei; istigano alla violenza e nessuno si indigna, nessuno li rinvia a giudizio.

Marco Travaglio ha ricevuto diverse condanne per diffamazione, dimostrando di non essere quella bocca della verità e dell’onestà in cui molti suoi adepti si riconoscevano. Nessuno osa scagliarsi contro di lui definendolo “pregiudicato”, come faceva lui con la bocca carica di astio, rancore, veleno, con Berlusconi (ed è anche stato giornalista nel quotidiano della famiglia del “mostro”). Con le parole scritte finora non intendo dire che bisogna difendere i politici (e non) di qualunque colore che sbagliano, che commettono reati, ma di attendere che siano chiarite le loro posizioni e di non lasciarsi condizionare da pregiudizi ideologici: perché sono di destra sono tutti ladri e delinquenti, mentre gli altri, specie i Cinque Stelle, sono tutti immacolati. La storia ha dimostrato che gli esponenti di qualunque schieramento, quando hanno conosciuto il potere, si sono resi protagonisti di azioni illegali, piccole e grandi. Quel potere che fa perdere la testa a chiunque, anche al M5s, tanto osannato dal “Fatto Quotidiano”, il quale do quando l’ha trovato non vuole più mollarlo, a costo di rinnegare la politica precedente, che gli aveva portato ampi consensi: dalle concessioni autostradali, alle alleanze politiche, specie col Pd, ai decreti sicurezza e via discorrendo.

domenica 28 giugno 2020

447) SBARCHI IN AUMENTO TRA IL CORONAVIRUS

CON IL PASSAGGIO DAL GOVERNO CONTE I AL GOVERNO CONTE II SONO AUMENTATI VISTOSAMENTE GLI ARRIVI ILLEGALI DI IMMIGRATI, PER MARE E PER TERRA, IN ITALIA. ALCUNI RISULTANO POSITIVI AL CORONAVIRUS.

Nell’ultimo anno sono cresciuti di molto gli arrivi illegali di immigrati in Italia, cioè da quando Salvini ha mollato il governo Conte I e si è formato il governo Conte II, dove il Partito Democratico ha sostituito la Lega nella coalizione con il Movimento 5 Stelle. Come dicevo col precedente esecutivo, grazie alla linea ferrea del Ministro dell’interno Matteo Salvini, gli approdi sulle coste italiane erano drasticamente diminuiti ed anche gli arrivi illegali via terra. Il problema non era stato risolto totalmente, ma una buona botta era stata data. C’erano maggiori controlli nel confine terrestre tra il Friuli-Venezia Giulia e la Slovenia, grazie alla sinergia tra il governatore friulano – giuliano e il Ministero dell’Interno; meno persone si imbarcavano sui gommoni, sapendo che era in vigore una rigida linea di lotta all’immigrazione clandestina. In quel modo anche le tragedie del mare erano diminuite. Oggi un ex ministro rischia il processo, reo di aver voluto ripristinare la legalità in ambito d’immigrazione, e tutto quello che di buono che era stato fatto è andato perduto, visto che il traffico di esseri umani è ricominciato alla grande: sono diminuiti i controlli al confine terrestre e le navi delle Ong trasbordano tutti sulle coste italiane, ignorando completamente gli altri numerosi paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo. Gli altri paesi europei occidentali fanno promesse sulle ripartizioni, poi bisognerà vedere se le manterranno. La Francia rifiuta gli approdi sulle proprie coste di navi Ong francesi e respinge coloro che illegalmente tentano di introdursi nel suo territorio via terra, mentre l’Italia fa tutto l’opposto. Sono aumentate anche le partenze illegali da Tunisia ed Algeria, nazioni democratiche dove non c’è nessuna guerra in corso, e c’erano accordi in vigore con l’Italia per i rimpatri immediati. Chiunque arriva illegalmente, dopo un periodo di quarantena per il Coronavirus in dei traghetti di lusso, viene fatto entrare e ci saranno le solite prassi per le identificazioni e per valutare se avrà i requisiti per rimanere. Ho già detto molte volte e lo ripeto che per entrare nel nostro paese bisogna farlo in modo lecito: sia per i profughi di guerra, sia per il lavoro, al fine di non far aumentare mangerie e delinquenza che causa l’immigrazione selvaggia. Nel primo caso il soggiorno deve durare finché la guerra non terminerà, nel secondo occorrerà valutare la disoccupazione e gli altri problemi della popolazione locale. Dovranno essere attuati dei piani di investimento e di sviluppo per le nazioni meno sviluppate, attraverso la collaborazione tra Onu e i paesi più avanzati, anche nel contrasto all’odierna epidemia. In un periodo di pandemia globale mollare la lotta al traffico di uomini significherà anche il rischio del ritorno di focolai di Coronavirus: infatti alcuni di questi immigrati che arrivano risultano positivi ai controlli e senza che la stampa e le Tv, in maggioranza politicamente corrette, sollevino polveroni. Agli italiani invece, sempre per la storia del Covid, erano e restano chiuse tutte le porte, comprese quelle di provenienza dell’immigrazione.

venerdì 12 giugno 2020

446) CALCIO PER FORZA

CI SONO TROPPI INTERESSI ECONOMICI IN BALLO PER NON FAR FERMARE DEFINITIVAMENTE IL CALCIO A CAUSA DEL VIRUS. IMPOSIZIONE FORZATA, A DISCAPITO DI ALTRE PRIOTITÀ, O STRUMENTO PER RALLEGRARE LE MASSE TANTO PROVATE? LE GRANDI EMOZIONI DEL PASSATO E LA DELUSIONE ITALIA 90, A TRENT’ANNI DI DISTANZA.

Sta per ripartire il calcio italiano professionistico dopo tre mesi di stop causato da questo famigerato Coronavirus. Mai nella storia una stagione calcistica era stata sospesa così a lungo. Il calcio italiano rimase fermo tra il 1915 e il 1920, tra il 1943 e il 1945, per le due guerre mondiali. L’unica stagione che non fu portata a termine fu quella del 1915, il cui titolo fu assegnato d’ufficio al Genoa, che neanche aveva conquistato il diritto a disputare la finale scudetto, la Lazio, che invece quell'anno aveva guadagnato la finale sul campo, non era considerata all'altezza dei genoani e delle altre squadre del nord che vincevano titoli a raffica. Quest’anno sembra scongiurata l’ipotesi di non assegnare il titolo di campione d’Italia e di bloccare le retrocessioni. Ci sarebbero state lunghe battaglie legali nei tribunali se lo scudetto fosse stato assegnato d’ufficio alla squadra in testa al momento della sospensione, idem per le retrocessioni. Sponsor e diritti televisivi, vitali per la linfa delle miliardarie società, hanno influito nella scelta di far riprendere in extremis la Serie A e la Serie B italiane. Nei campionati calcistici dilettantistici non ci sono tutti quegli interessi economici in ballo e lo stop definitivo è stato decretato senza troppi patemi d’animo. Ci sono delle teorie favorevoli e contrarie per la ripartenza del pallone. Ecco gli aspetti positivi: sarà uno dei modi di far ripartire l’economia (abbonamenti alle televisioni, gente nei locali che, con le dovute precauzioni, consuma e quando verrà il momento, le masse torneranno allo stadio), si parlerà di più di partite e si spettegolerà di meno sugli altri, sarà uno strumento di distrazione di massa e gli individui dopo mesi di depressioni, privazioni, si ravviveranno, insomma si potrà affermare che la vita ricomincerà ed il peggio sarà alle spalle. Gli aspetti negativi: sarà un’imposizione forzata e sembrerà che si viva solo di pallone e le vere priorità (lavoro, aiuti alle famiglie in difficoltà) passeranno in secondo piano, surclasserà i contagiati e i decessi di questo virus, specie in territori duramente colpiti, la calma e la tranquillità dello stare senza calcio, senza violenze, liti e discussioni accese, passeranno, il campionato sarà anomalo e falsato con le gare senza pubblico. Tante volte questo sport ha lasciato nei cuori dei milioni e milioni di appassionati tracce indelebili, tra fortissime emozioni e gioie e tra cocenti delusioni, sia per la squadra di società di cui si è tifosi, sia per la rappresentativa nazionale. In queste settimane di fermo e di confinamento il canale sportivo della Rai ha trasmesso intere telecronache della nazionale di calcio che era impegnata nei vari mondiali e le finali delle coppe europee che avevano per protagoniste le squadre italiane. Io le ho riviste fino a tarda notte con la stessa trepidazione ed ansia di tanti anni fa, con forte nostalgia pensavo agli anni d’infanzia, d’adolescenza, quando ero spensierato e non avevo preoccupazioni, responsabilità. Hanno ritrasmesso, oltre ai mondiali finiti male, i trionfi 1982 e 2006: del primo non ricordo molto, del secondo rammento tutto a perfezione; ci fu la rivincita sui tiri di rigori che avevano dato molte amarezze alla nazionale italiana nei mondiali 1990, 1994, 1998, soprattutto nel 1990, in occasione del campionato del mondo disputato in casa. 

·        A TRENT'ANNI DA ITALIA 90

Sui quotidiani in questi giorni si sta parlando del trentennale del campionato mondiale disputato in Italia, non solo sul piano sportivo. Fu il punto di massimo splendore di quegli anni ’80: la nazione era ricca, stimata, invidiata, giovane, tutti si aspettavano che sarebbe arrivata al 2000 col vento in poppa. I regimi comunisti nell'est erano appena caduti, l’Urss si dava per scontato che sarebbe implosa, mentre la Jugoslavia sarebbe esplosa, cose che puntualmente accaddero l’anno dopo, ma nessuno immaginava tangentopoli, che coinvolse anche Italia 90, e le azioni eclatanti della mafia. Per fare dell’Italia il gioiello, la vetrina del mondo, in quei mesi estivi del 1990, negli anni precedenti c’erano stati grandi sperperi per rinnovare gli stadi, per realizzare e rimodernare infrastrutture; alcune delle opere in programma non furono mai realizzate, altre non portate a termine, altre ancora abbandonate dopo i mondiali. Gli stadi realizzati allora nessuno poteva prevedere che da lì a poco sarebbero stati superati, per le nuove esigenze del calcio televisivo. Sul piano calcistico fu grande la sconforto per un terzo posto in un’edizione mondiale che la Fifa aveva permesso all'Italia (dove 50 milioni di persone si sentivano e si sentono tecnici ed esperti calcistici) di organizzare e di vincere. Ancora oggi c’è qualche polemica per la disputa della semifinale contro l’Argentina a Napoli, nella tana di Maradona: si dice che se la nazionale italiana fosse rimasta a Roma avrebbe avuto una spinta in più. Poi non si sa se ce l’avrebbe fatta a battere una forte Germania Ovest (ancora per pochi mesi) in finale. Effettivamente essa era più forte dell’Argentina e in finale fece qualcosa in più, ma il rigore che decise la sfida glielo regalarono e Maradona parlò di complotti contro la sua compagine per aver rovinato la festa italiana. 

Cerimonia inaugurale

domenica 17 maggio 2020

445) GLI ULTIMI EVENTI PAESANI/NAZIONALI

·        La festa della Madonna del Soccorso 2020


La tradizionale festa della Madonna del Soccorso, con la sua immensa partecipazione popolo, quest’anno, a causa delle note vicende Coronavirus, non ha avuto luogo. C’è stato soltanto un piccolo corteo, con un piccolo quadro e pochissime autorità civili e religiose presenti, il quale è arrivato sino al Monte della Ginestra, dopo c’è stata la solita messa del Vescovo con la tradizionale offerta dei ceri, questa volta però a porte chiuse. Naturalmente i numerosi devoti sono stati presenti virtualmente, in cuor loro, pregando affinché tutto finisca, ricevendo nel pomeriggio la visita, sotto casa, del quadro della Madonna che veniva portato in processione gli anni passati. Ironia della sorte questa processione nacque proprio, negli anni successivi all’apparizione della Madonna alla fanciulla Oliva cinquecento anni fa, come voto, per chiedere la fine d’una pestilenza. Ci saranno state altre occasioni nel corso di questi cinque secoli che questa processione non si è svolta, a causa di guerre e di altro. Ormai vanno scemando le dure restrizioni sul confinamento e qualcuno in giro comincia a vedersi, seppur con delle regole da rispettare, è stato così anche la domenica della mancata festa: un segno nel giorno della solennità verso il lento ritorno alla normalità, fino ad arrivare alle masse che affolleranno nuovamente le strade in occasione delle prossime feste della Madonna del Soccorso, particolarmente (si spera) per il 500° anniversario. Si vedranno ancora quei volti conosciuti che capita solo di vedere una volta l’anno, quando, per la Festa della Madonna, coresi vicini e lontani ritornano; come in passato si cercheranno, chiedendo aiuto dall’alto, dei segni che indirizzeranno i tentennamenti della vita in un modo piuttosto che in un altro, anche se poi, ci si affida più ai propri ragionamenti e alla logica per effettuare delle scelte. 



·         La vicenda di Silvia Romano
Ha creato scalpore la vicenda di Silvia Romano, la volontaria rapita in Kenya un anno e ½ fa che è stata liberata ed è tornata coperta da un abito islamico, dischiarando di essersi convertita all’Islam. Ci sono tanti lati oscuri in questa faccenda che si spera verranno fuori, più importanti del pagamento (o presunto tale) del riscatto. Premetto che mi fa piacere che si sia salvata e che ognuno è libero di effettuare le scelte che vuole nella propria vita, anche dal punto di vista religioso, basta che non rechino danni al prossimo. La conversione di questa donna non è avvenuta per libera scelta, ma attraverso le pressioni di terroristi sanguinari; le immagini di lei che arriva conciata in quel modo, con le alte cariche dello stato che la ricevono, avranno fatto il giro del mondo, mandando segnali di un occidente in declino, senza né ideali né valori, per la goduria dei terroristi e degli altri fanatici islamici, che pregustano ulteriori conquiste.  Per cui ritengo che il Capo del governo italiano e il suo Ministro degli esteri avrebbero dovuto ben guardarsi di andare a riceverla in aeroporto alla luce dei riflettori, meglio sarebbe stato incontrarla in privato dentro i palazzi del potere. Ci sono dei pareri discordanti su questa conversione tra i ministri della Chiesa: c’è chi la giustifica, ritenendola il solo modo per alleggerire le durezze della prigionia, c’è chi invece ritiene che il cristiano convinto preferisca il martirio al rinnegamento della propria fede, come hanno fatto i molti martiri cristiani dichiarati santi. Ricordiamoci anche di Fabrizio Quattrocchi che uccisero in Iraq ed egli non rinnegò la propria patria e la sua fede.


·         Il lavoro in agricoltura e le regolarizzazioni dei lavoratori
Ci sono stati molti pareri di disaccordo, anche da esponenti del settore interessato, nel nostro caso quello agricolo, sul decreto del governo che prevede la regolarizzazione di immigrati arrivati illegalmente sul territorio italiano per impiegarli in agricoltura. In un periodo in cui migliaia e migliaia di italiani sono alla fame o quasi, si legittima l’illegalità migratoria, sdoganandola sempre di più (una buona pubblicità per nuovi arrivi di massa), e giungendo ad un generale ribasso dei salari. Allora a cosa servono le leggi sull’immigrazione e sul lavoro? Ancora una volta il M5S mette da parte i principi di legalità su cui si fondava per non perdere le poltrone. In periodi normali, per colmare la carenza di manovalanza agricola, giungevano legalmente dei lavoratori stranieri che andavano via al termine delle varie raccolte. Oggi, per l’emergenza che viviamo, gli spostamenti sono molto limitati, ma si sta provando a farli ripartire per il necessario (come in questo caso), per cui hanno ritenuto opportuno ricorrere alla citata legge, pure con la speranza di stroncare il dramma del caporalato e dello sfruttamento. Avrebbero potuto valutare prima quanti italiani che hanno bisogno (finora sono molti coloro che si sono interessati) e quanti immigrati regolari, che hanno perso i lavori, sarebbero stati disposti ad andare a lavorare nei campi e mandarci i percettori del cosiddetto “reddito di cittadinanza”, poi se fossero avanzati dei posti si sarebbero valutate altre opzioni. Secondo me il caporalato e lo sfruttamento non cesseranno, considerando che per queste regolarizzazioni ci vogliono centinaia e centinaia di euro, aggiungendo il giusto salario e il giusto tempo lavorativo per un lavoratore sfruttato, la maggioranza degli sfruttatori per risparmiare continueranno di nascosto ad aggirare la legge, con l’apporto di altri stranieri irregolari che continuano a giungere indisturbati. Non dovrebbero esserci sanatorie per coloro che hanno sfruttato e sono stati denunciati. Bisognerebbe avere la determinazione per effettuare minuziosi controlli, così come hanno fatto in queste settimane sulle città che dovevano rimanere deserte.

lunedì 4 maggio 2020

444) SOLENNITÀ SI E SOLENNITÀ NO


IL 25 APRILE (ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE) E IL 1° MAGGIO (FESTA DEL LAVORO) SONO DUE FESTIVITÀ NAZIONALI E LAICHE A CUI SI DEVE DARE MOLTA IMPORTANZA, MENTRE NESSUNO RICORDA COME È NATA L’ITALIA COME STATO, NEL COSIDDETTO RISORGIMENTO.


Il 25 aprile e il 1° maggio sono due festività nazionali, laiche a cui si è tenuti a dare molta importanza e considerazione. Sono due ricorrenze sentite particolarmente dal popolo che è politicamente simpatizzante per il centrosinistra. D’accordo che la libertà e il lavoro sono due elementi importanti da cui dipende il vivere bene degli esseri umani, ma se uno a cui non interessa la politica osa dire che queste festività sono, né più né meno, eguali agli altri giorni festivi che ci sono e sono solo una scusa per un lungo ponte (se c’è vicina anche la Pasqua ancora meglio), apriti cielo. Se si dice la stessa cosa del Natale, della Pasqua, del Ferragosto, del Capodanno, nessuno contesta. Per tutti i giorni festivi ci saranno dei validi motivi se sono tali. Io sono per il mantenimento di queste due feste, ma sono contrario all'eccessiva esaltazione e alluso politico (specie del 25 aprile) che se ne fa.

Anche il 2 giugno, la Festa della Repubblica, rischierà in futuro di finire al pari delle altre due già citate massime solennità. Essa è l’unica grande festa nazionale rimasta in piedi, in cui si ricorda la nascita dell’istituzione repubblicana dello stato italiano. Mentre non c’è nessuna festa e non si parla quasi mai di come il nome Italia a suo tempo non fosse più considerato solo una tipica espressione geografica, rinascendo come entità territoriale, come stato, nel periodo del cosiddetto Risorgimento. Per il compleanno dello stato italiano dovrebbe esserci una grande festività solenne, superiore a tutte le altre civili, con parata militare, frecce tricolori, bandiere tricolori in ogni angolo delle città e dei paesi, storia risorgimentale in televisione. Ci sarebbero diverse date a disposizione: 17 marzo (quando nel 1861 a Torino fu proclamato il Regno d’Italia ancora incompleto), 20 settembre (nel 1870 ci fu la presa di Roma, che divenne capitale, concludendosi così la prima parte dell’Unità d’Italia), 4 novembre (nel 1918 fine Prima Guerra Mondiale e unione all’Italia dei territori che ancora mancavano). Un tempo il 4 novembre era festivo, oggi invece è un giorno feriale in cui c’è la festa delle forze armate italiane. Si tende a sminuire il processo politico e militare che fece della penisola italiana dopo millenni, in cui tutti la sottomisero, con l’assenso e gli interessi dei vari monarchi, nobili locali e papi, un unico stato. Nelle rivoluzioni del 1848 gli stati provvisori e indipendenti che si crearono in Italia avevano per bandiera il tricolore italiano. Quella fu una grande rivoluzione voluta da tutti gli italiani dell’800, del nord e del sud, che avevano contro quasi tutta l’Europa di allora, formatasi col Congresso di Vienna del 1815 (qualche alleato europeo che aveva a cuore la Causa italiana il Conte Cavour, grazie alle sue manovre di tessitore, lo trovò, anche se dietro c’erano interessi, come per la Francia di Napoleone III).



Oggi se si parla del Risorgimento, se ne parla solo per denigrarlo, per sminuire la grandezza di quell'impresa. Dopo oltre 150 anni sono sorti dal nulla alcuni movimenti neo borbonici con le loro teorie, spesso menzognere. È vero che dopo il 1861 ci furono dei problemi, soprattutto al sud, il quale si aspettava nell'immediato sviluppo ed equità sociali, con guerriglia da parte dei briganti manovrati con promesse dagli ex regnanti, e dura repressione dell’esercito, ma alla lunga anche il sud guadagnò con l’Unità d’Italia (riduzione dell’analfabetismo, scuole, ferrovie, strade), riducendo la tradizionale arretratezza a cui da sempre era sottoposto. Senza Unità d’Italia oggi il nord sarebbe ancor più ricco e il sud ancor più povero, come concordano molti autorevoli storici meridionali.



Parlando qui diverse volte del 25 aprile e scrivendo che se i partigiani, che liberarono le città del nord poco prima dell’arrivo degli Alleati, avessero atteso che arrivassero gli stessi senza fare nulla, probabilmente molte stragi nazifasciste non ci sarebbero state (forse non tutte); ora riprendendo l’argomento, confrontando due fasi storiche (25 aprile, Risorgimento) e, analizzando bene, anche dopo il 25 aprile 1945 ci furono gli stessi problemi, come dopo il 1861 nel sud, e altro sangue fu versato, soprattutto sopra gli sconfitti. Per dire che ogni momento della storia che uno ritiene positivo ha i suoi risvolti oscuri e negativi. Bisogna guardare il lato positivo: uno stato italiano libero ed indipendente era sorto dopo circa 1400 anni e coi decenni le condizioni di vita del popolo un po’ migliorarono. Negli Stati Uniti d’America c’è la grandissima ricorrenza del 4 luglio, in cui si ricorda come sia nata la nazione, che nel 1776 proclamò l’indipendenza dalla Gran Bretagna e che divenne ufficiale dopo sei anni di guerre. Sarebbe bello anche in Italia trovare una data per il suo compleanno tra le tre proposte precedentemente.

lunedì 27 aprile 2020

443) IL VIRUS TRA IL CRESCENTE ITANGLESE


IN QUESTO TEMPO DI EPIDEMIA L’OSCENO LINGUAGGIO ITANGLESE, CHE DESCRIVE LE SUE FASI, CI SOMMERGE CON NEOLOGISMI ANGLOFONI, SPESSO INAPPROPRIATI E STORPIATI.


Nelle ultime settimane, da quando le attenzioni mediatiche sono concentrate esclusivamente sul Coronavirus, sentiamo e leggiamo dai mezzi di comunicazione tante nuove parole di matrice anglosassone irrotte prepotentemente, che vogliono imporci a tutti i costi, danneggiando sempre di più la lingua italiana: lockdown (coprifuoco, quarantena, isolamento), smart working (lavoro intelligente, agile), covid hopital (ospedale per il coronavirus), droplet (goccioline), termoscanner (termometro), screening (mappare, tamponare), covid pass (certificato di idoneità fisica), wet market di Wuhan (mercato degli animali di Wuhan), task force (squadra di esperti). Idem in campo economico: eurobond o coranabond (buoni europei), fund recovery (fondi di ripresa o di emergenza). Ora proviamo ad effettuare delle ricerche nei principali siti di informazione di lingua spagnola o francese e constateremo che nessuno di questi neologismi anglofoni è presente.

Alle prime avvisaglie del virus in Cina, i giornali italiani parlavano di città cinesi chiuse, in quarantena, anche da noi, quando la segregazione riguardava la sola Lombardia, si utilizzavano quegli aggettivi; quando questa pandemia ha cominciato ad interessare i paesi anglosassoni (che prima ci scherzavano su denigrandoci) sui loro principali siti informatici compariva spesso questa parola, lockdown, di cui i giornalisti italiani si sono subito innamorati e da allora essa ha sostituito del tutto le molte corrispondenti di lingua italiana. Di questi tempi sentiamo spesso altresì altri inglesismi già da tempo presenti nel nostro parlare comune: jogging o footing (corsa o corsetta), fake news (false notizie, bufale), test (esame, questionario), voucher (buono lavoro), ticket (biglietto, ricetta), kit (campionario, attrezzatura), card (carta, tessera). 



Non si sa perché da noi ben pochi tengono alla salvaguardia della propria lingua nazionale; giornalisti, opinionisti, politici pensano di fare bella figura, di essere ultra-modaioli, moderni, sfoderando queste nuove parole esotiche: così pensano di dotarsi di un tocco in più, facendo vedere che sono esperti di inglese. Spesso però scrivono o pronunciano male questi termini o li utilizzano in modo inappropriato, li tramutano in verbi e li coniugano ed escono fuori delle oscenità, degli esempi: linkare (collegare) da link (collegamento), screenare (mappare) da screening (monitoraggio). Da sola e ovviamente senza l’apporto di nessuno l’Accademia della Crusca prova a fermare queste barbarie nei confronti della lingua italiana: qualche giorno fa ha rimproverato l’Inps, che nel suo sito ha scritto “data breach”, invece di “violazione dati”, da parte dei pirati informatici. Su lockdown e altre parole per ora ha preferito non creare polveroni, vista l’emergenza che viviamo. 

I politici, come dicevo, invece di dare il buon esempio, utilizzando un corretto italiano nelle loro frequenti conferenze stampa, si fanno influenzare dall’osceno linguaggio mediatico, rincarando la dose. Se uno vuol far vedere che è esperto di inglese e di altre lingue può farlo in contesti diversi: principalmente quando per ovvi motivi egli è in contatto con turisti stranieri da noi, con l’estero e quando vi si reca o, per chi è insegnante, quando insegna lingue estere. Riconosco che è importante conoscere l’inglese o gli altri idiomi, ma non si può pretendere, senza alcun briciolo d'orgoglio nazionale, di demolire così barbaramente la propria madrelingua, immettendo questi strafalcioni lessicali, per dimostrare di essere qualcuno con la conoscenza dell’anglosassone. Infatti l'essenziale è apparire.


Fonti dell’articolo consultabili per ulteriori approfondimenti:



giovedì 9 aprile 2020

442) CORANAVIRUS ED ECONOMIA


DOPO QUESTA PASQUA SURREALE SARÀ MEGLIO RIAPRIRE TUTTO E RIPARTIRE CON LE DOVUTE PRECAUZIONI, PER FAR CHE IL PAESE NON COLLASSI ECONOMICAMENTE, DIPENDENDO MAGGIORMENTE DALL’ESTERO, E RISCHI LA FAME. PER IL GOVERNO VA BENE  COSÌ TEMPOREGGIA E MANTIENE IL POTERE.


Mentre si avvicina la Pasqua in un clima surreale, che mai e poi mai ci saremmo aspettati di vivere, la situazione dei contagiati da Coranavirus lentamente migliora. È da un mese oramai che le funzioni religiose vengono celebrate a porte chiuse e sarà così anche nella solennità della Pasqua, la massima festività per la Religione Cristiana. In questo periodo preti e fedeli si sono organizzati per vie telematiche: sulle reti informatiche è stato e sarà possibile seguire in diretta e in differita le messe. In passato quando le grandi epidemie colpivano interi territori, non essendo la scienza medica molto progredita come oggi, ci si affidava alla fede: all'incessante preghiera, a processioni, a voti, per chiedere alle divinità la fine di quei terribili flagelli. Oggi invece, anche se i momenti di riscoperta e della rivalutazione della fede non mancano, si segue più l’evolversi dei progressi in campo della ricerca medica, al fine di intravedere delle speranze per l’epilogo di questa odierna piaga. Gli effetti si notano nel confronto tra presente e passato: finora in tutto il mondo ci sono stati per questo virus circa 100.000 decessi, un numero ben lontano dai milioni e milioni delle grandi epidemie del passato. Oggi ci sono dei frequenti annunci sulla scoperta dei vaccini, ma ci vorranno settimane, mesi, per valutarne gli effetti: o la piena efficacia o gli effetti collaterali. Dopo giorni in cui delle voci contrastanti tra loro si alternavano, che parlavano del perdurare o della cessazione del virus, sembra che il numero dei nuovi contagiati vada scemando e il numero dei guariti vada aumentando. Quindi dovremmo aver raggiunto questo benedetto picco di cui si parlava tanto.



Se le cose dovessero continuare a migliorare da qui a qualche giorno sarà opportuno tentare di riaprire tutto subito, con la speranza che tutto torni lentamente come prima, anche se sarà molto difficile. Ovviamente, se tutto riaprirà come auspico, ci sarà l’obbligo delle necessarie precauzioni, che già c’erano alla prime avvisaglie del virus, prima della quarantena: costante protezione del viso, distanze tra persone nei luoghi pubblici e di lavoro, evitare baci e strette di mano e con l’aggiunta dei tamponi di massa sulla popolazione. Ognuno di noi potrebbe essere affetto dal Coranavirus in forma leggera e non lo sa, una volta individuato il malato verrà messo in quarantena: una sicurezza per lui e per gli altri. Non si può continuare a stare fermi a lungo, perché alcune famiglie sono alla fame senza lavoro. Lo stato fa bene a stanziare aiuti alle famiglie e alle imprese in difficoltà, peggiorando la sua situazione economica: considerata la gravità della situazione non può far altrimenti. Purtroppo il debito pubblico schizzerà ancor di più verso le stelle e l’Unione Europea approfitterà sempre di più degli stati con elevati debiti, non escludendo che possa in futuro ipotecare i beni e i patrimoni dello Stato Italiano, e già da adesso si oppone all'emissione di nuovi Bot, o meglio: coronabond. L’ente sovranazionale europeo qualche aiuto lo concede, ma non più di tanto poiché tutti stanno vivendo un duro periodo a causa di questa epidemia. I soldi che arrivano dall'Europa sono parte di quelli che l’Italia le ha versato. Da moltissime nazioni europee stanno giungendo proteste e lamentele verso quest’Europa: sono dei chiari segnali che essa dovrà cambiare ed essere impostata in modo diverso in futuro se non vorrà crollare. Siamo finiti in una morsa che ci finirà stritolare se non riaprirà tutto al più presto; mi rendo conto della gravità della situazione sanitaria, ma se non si ripartirà, con la massima attenzione per tutelare la salute e la vita di tutti noi, saranno guai seri.

Questa tempesta in atto al governo in carica va bene, così almeno prende altro tempo per restare in carica e non cadere. La sua emorragia si è arrestata alla comparsa del virus, quando tutti si sono ricompattati per affrontare questo dramma. il rinvio del referendum costituzionale farà guadagnare mesi preziosi a questa legislatura agonizzante.

lunedì 23 marzo 2020

441) UNA MINACCIA SOTTOVALUTATA DA TUTTI


TUTTI HANNO DATO POCA IMPORTANZA AL VIRUS LETALE COVID 19 PROVENIENTE DALLA CINA, RITENEDOLO POCO P DI UN’INFLUENZA E CHE STA MIETENDO VITTIME OVUNQUE, IN ITALIA SPECIALMENTE, DOVE I POLITICI CHE GOVERNANANO, INIZIALMENTE HANNO PRESO SOTTOGAMBA LA QUESTIONE E HANNO ADOTTATO POCHISSIMI PROVVEDIMENTI DI PREVENZIONE. SERVIRà A QUALCOSA QUESTA SORTA DI COPRIFUOCO E QUESTO BLOCCO TOTALE DELLE ATTIVITà IN ATTO? DIPENDERà DAL COMPORTAMENTO DELLE PERSONE, CHE PRIVATE DELL’ORDINARIA LIBERTà, RIVALUTANO COSE DECADUTE.



Tutti noi non ci siamo preoccupati più di tanto ad inizio gennaio quando si è cominciato a parlare di questa epidemia scoppiata in Cina, conosciuta come Coranavirus o più precisamente come Covid 19. Pensavamo fosse una delle tante influenze che ogni tanto compaiano e se ne vanno senza problemi, come ad esempio qualcuna apparsa in passato, tipo: Asiatica, Sars, influenza aviaria e altre simili che non causarono problemi grossi, al contrario di questo Covid 19. Abbiamo tirato fuori un po’ di statistiche, dimostrando che tutti gli anni febbri e polmoniti causano qualche migliaio di vittime, specialmente tra i soggetti a rischio, che già hanno altre patologie; non dando eccessivo peso ai pochi allarmi che c’erano, pensavamo di dormire dei sonni tranquilli. Questo è un virus letale che, nella peggiore delle ipotesi, soffoca i polmoni di catarro e si muore; solo nei casi di forma leggera con una quarantena si guarisce. I pochi tamponi che si eseguono e l’anzianità media della popolazione potrebbe essere la causa di tutte queste vittime italiane. Purtroppo qui, questa pandemia ha causato più vittime che in Cina, dove in proporzione al numero di contagiati e soprattutto su una popolazione di oltre un miliardo di abitanti, le morti sono state quasi nulle, con tutto il rispetto per i deceduti. È la dimostrazione che i cinesi, da sempre non abituati ad essere libertini come noi, hanno lavorato bene in questi due mesi, attuando regole ferree e punendo molto severamente coloro che le trasgredivano. In Italia a gennaio si limitarono a mettere in quarantena coloro, italiani, cinesi e non, che provenivano con i voli intercontinentali dalla Cina. I politici che governano respingevano con sprezzo, gridando al solito razzismo, le proposte che facevano le opposizioni di sigillare i confini e far effettuare dei duri controlli sulla salute di chiunque entrava in Italia. Oggi, invece di criticare la mancata prevenzione del governo sin dall’inizio, si preferisce strumentalizzare sulle parole dei membri delle opposizioni e su qualche loro cambio di parere su questa vicenda: ma chi ha responsabilità chi governa o l’opposizione? Non potevano assolutamente mancare polemiche e dicerie varie sui governatori del Veneto, della Lombardia, su Bertolaso e perfino su Berlusconi che ha effettuato una milionaria donazione alla sanità lombarda. Arrivano aiuti internazionali dalla Cina e non e le Ong ci sono?


Oltre all’Italia, dove la Regione più colpita è la Lombardia, il virus si sta diffondendo con una rapidità incredibile nel resto dell’Europa occidentale e nel Nord America. Come mai proprio in Lombardia è partito tutto? Forse all’origine ci sarebbe la partita di calcio giocata a Milano lo scorso 20 febbraio tra Atalanta e Valencia, quando una persona infettata avrebbe contagiato tutti. Un altro grave errore del governo è stato quello di far trapelare in anticipo la notizia del coprifuoco che sarebbe stato adottato in Lombardia, così da permettere a molti soggetti, alcuni dei quali pure influenzati, di scappare dal nord al centrosud d’Italia, nei loro luoghi d’origine e infettare altri territori della nazione e non facendo nulla per impedirlo. Nell’attesa che si trovi un antidoto o un vaccino (che a quanto se ne dica è ancora lontano, poiché, se dicono di averlo trovato, deve essere prima testato, sperimentato e per i risultati ci vuol tempo), si stanno attuando molte misure di prevenzione (tardive?), con frequenti decreti legge, per evitare il suo incremento: tutte le attività produttive e non, tranne le essenziali, sono sospese per qualche settimana e gli individui devono stare lontano tra loro. Le solite misure di prevenzione rimangono in vigore: mascherine, evitare di toccarsi occhi, bocca, naso, orecchie, lavaggio continuo delle mani, eccetera. Le mascherine sono utili se si sta a contatto con gli altri: nella fila a fare la spesa, sui luoghi di lavoro che ancora funzionano, nei mezzi pubblici, ma se uno fa una breve passeggiata vicino casa da solo o è in auto da solo è un uso inutile. Ci sono controlli agli ingressi delle città, ma nessuno ispeziona i confini esterni, terrestri e marittimi, a differenza di altri stati che hanno sospeso il trattato di Schengen. L’Europa, che prima se ne è infischiata delle vicende italiane, ora ha paura.  Tutto dipenderà dal comportamento della gente: se rispetterà le regole la pandemia si estinguerà il prima possibile.


Fa un certo effetto vedere i luoghi più frequentati del paese, come Piazza Signina, completamente deserti e senza automobili fuori posto, specie il sabato sera e la domenica. È meglio leggere di più, vedere qualche film o qualche programma interessante in Tv, piuttosto che fossilizzarsi troppo davanti ad uno schermo con internet, che contiene argomenti e notizie non sempre seri e affidabili. Non mi sembra nemmeno il caso di danzare e cantare sui balconi. Si riscoprono tante cose che nel tempo ordinario erano in declino: il piccolo negozietto di alimentari, il giornale all’edicola, le preghiere personali e l’infinito tempo che si passa con i propri familiari in casa.

domenica 8 marzo 2020

440) CORANAVIRUS, PERICOLO SERIO O ESAGERAZIONI?


SI STA FERMANDO TUTTO A CAUSA DELLA PANDEMIA PROVENIENTE DALLA CINA DENOMINATA CORONAVIRUS. IL PERCIOLO C’è, SONO GIUSTE TUTTE LE PRECAUZIONI, MA OGGI SIAMO PIù SICURI RISPETTO ALLE GRANDI EPIDEMIE CHE NEL PASSATO FRAGGELLARONO L’UMANITÀ. IL PROBLEMA è LA CARENZA DI POSTI LETTO NEGLI OSPEDALI E DI PERSONALE SANITARIO. 


In questi giorni siamo caduti nel panico totale a causa di questa pandemia denominata Coronavirus che dalla Cina si sta diffondendo a macchia d’olio in tutto in mondo, soprattutto qui in Italia. In realtà si tratta di un’influenza, di una broncopolmonite, un po’ più seria rispetto a quella normale, i decessi in percentuale sono pochissimi rispetto al numero dei contagiati. Anche nelle normali polmoniti possono esserci dei morti per le categorie più a rischio che hanno dei problemi di salute. Gli anziani in particolare sarà bene che seguano le avvertenze per evitare i contagi, ma anche tutti gli altri. Oggi le nazioni tecnologicamente avanzate riescono ad avere la meglio sul virus, il problema sarà nei paesi in via di sviluppo, se esso dovesse espandersi in maniera consistente anche da quelle parti. In un periodo in cui il personale sanitario comincia a scarseggiare, si prendono tutte queste precauzioni per evitare il superaffollamento degli ospedali, onde evitare che non si la faccia a curare tutti. Se la situazione peggiorerà (speriamo di no) non è escluso che si debbano effettuare delle scelte su chi salvare. Questo è il problema, non è la malattia in sé che, come dicevo, col tempo e con le cure passerà nei contagiati. Tutti raccomandano: il lavaggio delle mani per far sì che l’infezione sparisca nel caso si siano toccate superfici o persone contaminate, la debita distanza tra individui, onde sottrarsi alle microparticelle di saliva, agli starnuti, ai colpi di tosse che trasmettono l’infezione, ovviamente l’evitare di toccarsi bocca, naso, orecchie e disinfettare le superfici. Per rinnovare l’aria ad un ambiente, nel caso fosse contaminato, arieggiare le abitazioni non sempre conviene, poiché il virus potrebbe essere diffuso anche nell’aria: è un’ipotesi molto remota ma concreta. 


Nei secoli, nei millenni passati, grandi epidemie hanno flagellato l’umanità in diversi periodi della storia e si veniva chiusi in casa con porte e finestre sbarrate: ci sono state pesti, colere, lebbre, pure le gravi influenze, come la cosiddetta “spagnola” dopo la “Grande Guerra”, la quale viaggiò tra continenti tramite i soldati extraeuropei che avevano combattuto in Europa. Nel passato recente ci sono stati casi di influenze aviarie e altre, tutte in forma molto leggera. Nell’antichità il condottiero ateniese Pericle perì durante un’epidemia di vaiolo. Tutti conosciamo la terribile peste descritta nei “Promessi Sposi” di Manzoni: fu portata dai lanzichenecchi tedeschi che discesero in Lombardia nel 1630 e decimò la popolazione; c’erano gli untuosi che la diffondevano e i monatti che, avendo superato indenni la malattia, non potendosi più ammalare, erano addetti al trasporto dei cadaveri. Sono sempre stati i soldati o i topi che viaggiavano sulle navi gli untori nelle epidemie tra i vari stati e i continenti del pianeta. Oggi lo sono gli aeroplani con la gente che trasportano che fanno da spola tra un angolo e l’altro del globo. 


In Cina, che da quando abbandonò il socialismo puro, aprendosi al libero mercato, divenendo una potenza economica, ormai si recano quotidianamente uomini d’affari di tutto il mondo (e i turisti); idem per i cinesi che vanno fuori per gli stessi motivi. I cinesi mangiano tutte cose strane, compresi animali che noi disgustiamo e trasmettono queste infezioni. Dopo i cinesi sono gli italiani che nel mondo vengono trattati da appestati e si vieta loro l’ingresso in molte nazioni, comprese quelle da dove provengono gli immigrati che illegalmente continuano ad arrivare come se nulla fosse. Tutti si blindano per proteggersi, da dentro e da fuori, e noi ci blindiamo solo tra italiani, è assurdo.

Le manifestazioni che compartano adunate di massa sono state soppresse, come quelle culturali, sportive, universitarie, scolastiche e alcune categorie lavorative. Il campionato di calcio è stato stravolto e dopo liti varie i dirigenti delle società si sono rassegnati alle partite a porte chiuse al pubblico e non è escluso che il torneo di Serie A venga fermato definitivamente. Per una volta che la SSLazio stava lottando per il titolo; un evento raro che capita ogni 20 – 30 anni. Ci sono coloro che, come al solito, in queste occasioni parlano di teorie complottiste, al fine di danneggiare alcuni paesi e le loro economie, e dietro ci sarebbero sempre i soliti americani. Sono tutte stupidaggini, anche perché negli stessi Stati Uniti si sta sviluppando questo morbo letale. Questi ipotetici complottisti avrebbero dovuto saperlo prime di assumere queste iniziative autolesioniste.