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sabato 26 ottobre 2019

431) FACEBOOK, GIOIE E DOLORI



L’universo di Facebook, dove tutti possono liberamente dire ciò che vogliono, sfogandosi, spesso rozzamente. In Questa rete sociale, che io non amo molto, si provano gioie e delusioni ed è un po’ migliorata nei contenuti rispetto agli esordi.



Sono tornato su Facebook da un po’ di mesi, dopo circa un decennio d’assenza, riattivando il mio vecchio profilo, per cercare dei contatti con una persona che avevo tra le conoscenze. A differenza delle altre volte, quando rientravo brevemente e poi mi disattivavo, questa volta sono rimasto per un bel po’ di tempo. Nel periodo d’assenza i gruppi e i personaggi pubblici che mi interessavano li potevo visionare tranquillamente anche fuori Fb, ma dall'esterno non si gode dei privilegi degli iscritti. Non amo molto le reti sociali o social, infatti le abbandonai per le troppe idiozie e stupidità che vi erano presenti e ci sono tutt’ora, anche se gli argomenti interessanti sono cresciuti notevolmente rispetto agli esordi. Preferisco scrivere sul mio blog: poche cose ma ben elaborate, ragionate, sviluppate e Facebook è un ottimo mezzo per propagarle: infatti i post è possibile pubblicarli anche lì. Le mie vecchie amicizie del debutto sono state conservate, tranne qualcuna; alcune le ho eliminate, essendo non attive da tempo; altri mi hanno eliminato.

Ci sono coloro che chiedono amicizie a raffica, non guardando in faccia nessuno, non facendo distinzioni tra belli, brutti, buoni, cattivi, destra, sinistra, religiosi, irreligiosi, eccetera. Si assistono a dirette di vite personali h24, a “liberi editoriali”, a volte volgari, su politica, cronaca, storia, fatti paesani, sport, dove ognuno cerca di far valere le proprie ragioni e idee, scontrandosi animatamente con i pareri opposti e non mancano insulti e violenti attacchi. Altre categorie tra coloro che chiedono migliaia e migliaia di amicizie sono i titolari delle attività commerciali per farsi pubblicità o gli amministratori dei comuni per le stesse ragioni; nel nostro caso i membri del “Politburo corese”, della nomenklatura e i loro addetti alla propaganda; idem per la fazione politica opposta. Ci sono quelli che si divertono a collezionare seguaci, poi quando arrivano a qualche migliaio lasciano perdere e, aprendo dei nuovi profili (ad esempio Mario, Mario, anziché Mario Rossi o Peppe Bianchi invece di Giuseppe Bianchi), ricominciano da capo a chiedere contatti, arrivando o superando in numero le vecchie amicizie.



Io in linea di massima le amicizie le concedo a tutti, anche se conosco poco o per niente i richiedenti: vedo nella maggioranza dei casi che i nomi sono nostrani, coresi (o di altre località limitrofe), notando le loro immagini e le amicizie comuni deduco che gli aspiranti segugi virtuali siano reali. Se non concedo amicizie a qualcuno di Cori o li elimino (finora non mi è mai capitato) devo avere qualche valida e grave motivazione. Poche richieste ho rifiutato: nomi strani, pseudonimi, persone e appellativi totalmente estranei con nessuna amicizia in comune. Quando rifiuto, rifiuto semplicemente, non metto spam, che si dovrebbe usare solo in caso di gravi motivi. Per quanto riguarda le amicizie che ho chiesto, nella stragrande maggioranza dei casi ho ricevuto risposte positive, soltanto qualcuno me l’ha rifiutata, addirittura spammandomi. Ci sono rimasto molto male, anche perché si tratta di persone che in qualche modo mi conoscono o ho avuto a che farci, non sono mai stato con loro in grandi discordie, qualche volta salutano pure, scambiando qualche parola; per quelli che rifiutano e conosco poco non fa nulla. Non c’è obbligo d’accettare amicizie virtuali, lo so, ma addirittura mettere spam: mi sdegnano fino a quel punto; se uno rifiuta io non ci proverò più. Se tali richieste le inviasse loro un bel pezzo di fica, anche se non la conoscessero, che ci metterebbero ad accettare. Se si preferisce avere poche amicizie con parenti e amici più stretti va bene, ma mi sembra che costoro ne avessero centinaia e centinaia. Qualcun altro invece che non ha intenzione di accettare e, allo stesso tempo, non avendo il coraggio di bocciare la richiesta, lascia la questione in sospeso per lungo tempo. L’unico fattore positivo di questa vicenda è l’individuare l’ipocrisia della gente.

Le bacheche le hanno quasi tutti aperte, cioè visibili anche se non si è legati virtualmente ai soggetti; io ho preferito riservare la mia agli amici: non perché abbia dei segreti di stato da custodire, ma è sempre meglio sapere chi legge quello che pubblico, lontano da occhi indiscreti; però degli informatori potrebbero sempre esserci. Comunque, ripeto, chi vuole può richiedere amicizia. Oltre alle poche amarezze ci sono state anche molte gioie: infatti i rifiuti sono stati solo pochi casi, la stragrande maggioranza delle richieste d’amicizia hanno avuto esito positivo e c’è pure chi ha ringraziato affettuosamente per averlo scelto tra gli amici (o di aver accettato una richiesta). Tra i suggerimenti di contatti virtuali, ci sono altre persone che in un modo o nell'altro conosco e il dilemma è il seguente: saranno felici se invierò delle richieste o, scocciati, ti respingeranno in malo modo? Se ci tenessero potrebbero inviarle pure loro. Qualcuna di queste domande arriva, ma non quante te ne aspetteresti.

Una mattina ascoltavo all'autoradio un dibattito sull'utilità o sull'uso distorto delle reti sociali e la maggioranza degli ascoltatori intervenuti telefonicamente ha affermato che l’iscrizione a questi social ha cambiato loro la vita in meglio, specie nel campo delle relazioni sentimentali lunghe e durature.

lunedì 14 ottobre 2019

430) SEMPRE DI PIÙ POLITICAMENTE CORRETTO


È assurdo rinunciare alle proprie TRADIZIONI gastronomiche, adattandosi alle esigenze alimentari degli ospiti. È illogico cambiare la storica maglia azzurra delle squadre sportive italiane con quella verde per motivi di sponsor (e anche in onore delle politiche ambientaliste di Greta?)


Ha scatenato aspre polemiche l’iniziativa dell’Arcivescovo di Bologna di istituire in occasione della festa patronale di San Petronio il cosiddetto “tortellino dell’accoglienza”, cambiandone il ripieno, in carne di pollo anziché maiale, per non offendere i palati degli ospiti islamici. Il motto mondialista politicamente corretto che impera è il seguente:” evviva siamo tutti fratelli, venite, prendetevi le nostre chiese, espandetevi, fate attentati, che bello!” Ormai è presente una politica di resa e di rassegnazione all’espansione musulmana in occidente, agevolata anche da ampi strati della stessa Chiesa Cattolica; l’esigua minoranza ecclesiastica che si oppone a ciò viene ammutolita, non considerata e ovviamente non avrà mai la possibilità in futuro di eleggere un proprio rappresentante al Soglio di Pietro, considerando che i cardinali elettori progressisti sono in espansione. Invece nelle nazioni a maggioranza musulmana non c’è reciprocità per le minoranze cristiane, che calano sempre di più numericamente perché perseguitate, e mai si sognerebbero di chiedere di cambiare, in base alle loro esigenze, gli usi e i costumi della maggioranza degli abitanti delle nazioni dove vivono. Sono gli altri (ospiti, non padroni) che devono rispettare le mentalità, le usanze, del paese occidentale che li ospita e non fare il contrario; siamo a casa nostra, abbiamo i nostri usi e tradizioni di cui dovremmo esserne fieri e non vergognarcene: mangiamo carne di maiale, beviamo vino, birra e liquori. Se ad alcuni individui non vanno bene certi cibi e certe bevande nessuno li obbliga ad ingerirli, mangiano e bevono altre cose, non possono essere cambiati i connotati ad alcune millenarie prelibatezze nostrane, come lo sono i tortellini bolognesi. Penso che la maggioranza degli islamici presenti qui la pensi in questo modo, solo una minoranza vorrebbe imporre a noi la sua visione di vita, ma costoro hanno già vinto se alcuni nostri connazionali masochisticamente calano le braghe, adottando queste pericolose mosse suicide. 





Ha suscitato un po’ di scalpare la scelta della Federazione di Calcio italiana di adottare per una gara della rappresentativa nazionale A la casacca verde, invece di quella azzurra o al massimo di colore bianco e senza scudetto tricolore. La seguente scelta ufficialmente sarebbe dettata da motivi di sponsor che, strana coincidenza, è ricaduta proprio in un periodo di grande attenzione mediatica verso i temi ecologisti lanciati dalla ragazzina svedese Greta. Se fosse così il politicamente corretto andrebbe a sconvolgere qualcosa di sacro, come lo sono le divise azzurre dello sport nazionale italiano. Ci sono altre maniere ed altri modi per sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi della salvaguardia dell’ambiente e non bisogna agire solo perché ha parlato una a caso, che non è nessuno, e che i mezzi d’informazione hanno portato agli onori degli altari per altre ragioni, come quelle politiche. 

domenica 29 settembre 2019

429) GRETA THUMBERG E MATTEO RENZI


1.    LA RAGAZZINA GRETA THUNBERG, MESSA SU ECCESSIVAMENTE DAI MEDIA, CERCA NOTORIETà PARLANDO DI PROBLEMATICHE IMPORTANTI Sì, MA CHE CONOSCIAMO GIà E SONO COMBATTUTE DA TEMPO, TRASCURANDO I SUOI IMPEGNI DA ADOLESCENTE.




Questo fine settimana migliaia e migliaia di giovani in tutto il mondo, Italia compresa, sono scesi in piazza per manifestare a favore della salvaguardia ambientale e climatica. Per molti di essi si tratta solo di una scusa per marinare la scuola per lungo tempo, perché, come sembra, queste iniziative verranno ripetute nel tempo a venire. È ovvio che bisogna muoversi per far sì che il nostro pianeta continui ad essere abitabile, questo lo sapevamo già e qualche grosso passo in avanti per ridurre gli inquinamenti, i disboscamenti, gli sprechi è stato fatto. Le energie, ad esempio, quelle rinnovabili e non inquinanti sono in costante crescita e tra qualche tempo soppianteranno quelle infestanti. Tante comodità fanno parte della nostra quotidianità e nessuno, inclusi gli adolescenti che manifestavano vi rinunceranno, come ironizza il vignettista di destra Alfio Krancic. 


La ragazzina svedese Greta Thumberg, che si definisce la palatina della salvaguardia ambientale e aizza masse di ragazzi, tira le orecchie soltanto agli occidentali, che si prodigano più di tutti gli altri sulla Terra per la tutela ambientale, mentre altri popoli si impegnano poco o per niente. Negli anni 1980 si parlava di buco nell’ozono, oggi questo problema è quasi scomparso, grazie all’eliminazione delle cause che lo provocarono. I paesi in via di sviluppo potrebbero essere sensibilizzati a contenersi nell’elevatissima natalità; laggiù vi trovano rifugio imprese occidentali che sfuggono alle rigide e costose norme nostrane, applicate per ridurre l’inquinamento. Il sovranismo e un po’ di sana autarchia sono delle buone soluzioni per questi dilemmi. Gli alberi sono fondamentali per la fotosintesi clorofilliana, per la produzione di ossigeno essenziale alla vita, bisogna monitorare costantemente le grandi foreste e anche i piccoli boschi, ripiantando arbusti ogni qual volta vengono tagliate grosse piante. Nelle città, quando si costruiscono nuovi quartieri, si pensa anche a creare delle aree verdi, sulle montagne gli alberi sono in continua e naturale espansione. La plastica inizia ad essere bandita ed a essere sostituita con materiale biodegradabile. Sono i media, dichiaratamente progressisti, che hanno messo su l’adolescente Greta Thumberg, che è un bene che abbia a cuore questi temi (tutti ne sono preoccupati, in caso contrario sarebbe come suicidarsi), ma la fama che ella ha assunto è ingiustificata e non dovrebbe trascurare la scuola per intraprendere viaggi e iniziative varie. 



2.    MATTEO RENZI HA DIMOSTRATO UN COMPORTAMENTO INFANTILE ED EGOCENTRICO FONDANDO UN NUOVO PARTITO, DOPO AVER PERSO COL PD ED ESSERNE STATO ESTROMESSO DAI VERTICI.




Matteo Renzi, già segretario del Pd e già Presidente del Consiglio dei ministri d’Italia, dopo aver perso tutte le cariche che ricopriva ha creato una scissione nel Partito Democratico per rimanere a galla e non finire nell’anonimato. Con la speranza un giorno, oltre di fare da ago della bilancia ed essere decisivo nella formazione di un governo e tornarne di nuovo a capo, di assorbire Forza Italia e i suoi elettori; già adesso con questa mossa terrà in scacco questo governo Conte. Proprio lui, il quale si lamentava spesso che ogni piccola lite era una scusa per andarsene dai partiti e fondarne altri, ha fondato un’ennesima formazione politica. A me personalmente non è mai piaciuto, sin dai tempi in cui sorprendentemente vinse le primarie per il sindaco di Firenze e si presentava in televisione: già intuivo che era un tipo, come ce ne sono tanti, che va avanti solo con i bla, bla, bla. Una volta divenuto segretario Pd pretese per sé la carica di Presidente del Consiglio senza passare per le elezioni. 


Dopo un successo iniziale la sua avventura finì con una doppia sconfitta (referendum istituzionale ed elezioni politiche) che gli costò i prestigiosi incarichi che egli ricopriva. Sarà pur vero che quando delle parti contrapposte in continua lite, lontane nel dialogo costruttivo, continuano ad essere in discordia e gli inviti al chiarimento, a trovare dei punti di incontro, equivalgono ad ulteriori chiusure ed allontanamenti e allora fanno prima a chiudere tra loro, voltando pagina, in questo caso la situazione è un po’ diversa: Renzi è stato messo da parte nel Pd per le sconfitte, intuendo che la sua carriera politica volgeva al termine e, anziché ammettere il fallimento e tentare con umiltà (non con la sua consueta presunzione e strafottenza) di risalire la china, cambiando atteggiamenti, ha creato una sua forza politica per continuare ad essere al centro dell’attenzione, per non tramontare politicamente. Qualche voto Renzi potrà racimolarlo ma dubito che avrà quel successo che ebbe nelle europee del 2014.  

domenica 8 settembre 2019

428) TUTTI FELICI PER LA RIPRISTINATA “DEMOCRAZIA”


il pd, che da due anni a questa parte subisce delle batoste elettorali, e il m5s, ANCHE ESSO IN DECLINO E che si definiva antipolitico e “diverso” dai partiti tradizionali, CHE NON POTEVANO SOFFRIRSI tra loro, si dimostrano attaccati al potere e non vanno ad elezioni per non far vincere la lega e il centrodestra.  In italia e in europa sono tutti felici che la democrazia ha trionfato e l’antidemocratico voto sia stato evitato.  il “merito” è anche di salvini.  



In questi giorni è nato il Governo Conte II, frutto di un accordo tra il M5s e il Pd: due partiti che tra di essi se ne sono dette di crude e di cotte in questi anni. Ancora una volta il Movimento 5 Stelle ha tradito la sua natura, cercando alleanze con i partiti tradizionali e classici, esso che si diceva antipolitico e antisistema. È un governo legittimo sì e allo stesso tempo incoerente e non rappresentante della volontà popolare di questo momento storico. 

Quando nacque il Conte I scrissi che l’atteggiamento della Lega era stato scorretto, tradendo i vecchi alleati con cui si era accordata alle elezioni, ma il M5s e la Lega erano i partiti che avevano riscosso un successo clamoroso alle politiche di poche settimane prima e al fine di evitare nuove elezioni immediate sperimentarono quella anomala alleanza. Oggi la situazione è diversa: il M5s ha dimezzato i voti rispetto ad un anno fa e il Partito Democratico è stato nettamente sconfitto alle politiche del marzo 2018, anche in ambito d’elezioni amministrative ha continuato a subirne, alle ultime europee ha recuperato qualche consenso, però è ancora molto lontano dalle preferenze dei tempi migliori. Esso era definito dal M5s, il quale giurò di non andarci mai a braccetto, il cosiddetto “partito di Bibiano”. Quando un movimento apolitico parla nelle piazze, reali e virtuali, è facile dire bla, bla, bla, ma quando lo stesso conosce il potere, esso diviene come tutti gli altri partiti tradizionali e fa di tutto per non mollarlo. 

Quando Salvini annunciò l’abbandono, cercando le elezioni, il M5s e Conte dissero che non se ne sarebbero andati, avrebbero dovuti sfiduciarli, mentre quando gli stessi intuirono che il Pd era disposto a fare un governo con loro, dichiarando che con la Lega era finita per sempre, Conte rassegnò immediatamente le dimissioni e Salvini tentò invano una clamorosa retromarcia. Quelli del movimento, in netto calo consensuale, hanno ritenuto non opportuno andare al voto subito, poiché la Lega probabilmente avrebbe superato il 34% delle ultime europee; Pd e 5 Stelle hanno messo da parte gli antichi rancori e inimicizie, con la benedizione dei poteri forti italiani ed europei, per impedire il trionfo di Salvini. Per l’approvazione della legge finanziaria ci sarebbe stato tempo fino al 31 dicembre; anche votando a novembre i tempi non sarebbero stati sforati.

A Bruxelles e a Berlino sono felici che ci sarà un governo totalmente dipendente da loro, con all'interno loro uomini di fiducia, e l’uno virgola che impongono non verrà superato. La “democrazia” per l’Europa è salva; ma se la maggioranza dei cittadini sceglie la Lega, per loro è antidemocrazia (come in Gran Bretagna dove la maggioranza del popolo ha votato contro l’Ue). Quale democrazia e sovranità nazionale potranno esserci se il nostro governo non potrà fare una mossa senza che Bruxelles, Berlino e Washington annuiscano con la testa? Europa dei popoli sovrani sì, per favorire gli scambi commerciali; Europa del superstato, con i forti che ingrassano schiacciando i deboli che ci rimettono, no. Per l’immigrazione clandestina potrebbe essere vano quello che è stato fatto finora per contrastarla, pure se alcuni a sinistra iniziano svegliarsi, dichiarando che sarà un errore rinunciare alla politica del rigore del precedente governo, come scrive qualche editorialista sul “Messaggero”, un quotidiano da sempre vicino al centro, al centrosinistra. 


Di questa nuova situazione politica è responsabili in parte Salvini, che ha fatto una sciocchezza lasciando il suo governo in piena estate, per essere certo di andare ad elezioni anticipate; sarebbe stato meglio aspettare la prossima primavera, portando a termine il taglio dei parlamentari e dei loro stipendi. I maliziosi sostengono che si sia trattata di una fuga, perché non c’erano le risorse necessarie per mantenere le promesse. Io non lo credo: sono stati i no, gli insulti e le liti frequenti con i Cinque Stelle che hanno influito nella rottura. Il petrolio nostrano non si può sfruttare, bisogna comprarlo a cifre elevatissime dagli arabi, le vie di comunicazione non si possono ammodernare, comunque i grillini non rinunciano alle automobili. Se in futuro dovremo continuare con maggioranze parlamentari sorprendenti e improvvisate, sarà meglio tornare alla legge elettorale proporzionale pura, stipulando le alleanze dopo le lezioni e non prima.

sabato 24 agosto 2019

427) VIAGGIO IN TRENTINO – ALTO ADIGE


Cronaca di una breve vacanza in trentino – alto adige ad agosto 2019


Ad un secolo dalla fine della Grande Guerra, che culminò con la redenzione di Trento e Trieste principalmente, dopo aver visto la Venezia Giulia e Trieste la scorsa estate, quest’agosto, ho visitato brevemente il Trentino -Alto Adige, concentrando la vacanza nelle sue due maggiori città (Trento e Bolzano), situate lungo una valle stretta tra le Alpi, dove passano i fiumi, poi spostandomi in altre località minori. Tanta gente affolla la regione tutto l’anno: per le dolomiti, per la natura, per la neve d’inverno e per il fresco l’estate, badando poco ai suoi due maggiori agglomerati urbani che vale la pena di visitare, Trento in particolare, il quale è ricca di monumenti, storia e cultura. 




La citata regione è divisa in due province autonome, riducendo l’istituzione regionale a pura formalità. Essa è divisa in due, se non in tre, anche dal punto di vista delle etnie che la popolano: gli italiani in Trentino e per 2/3 nella città di Bolzano, i tedeschi e i ladini nel resto dell’Alto Adige o del Tirolo del Sud, in quest’area vige il bilinguismo. Bolzano è la città di frontiera per eccellenza tra le genti italiche ed alemanne, più su, fino al passo del Brennero, snobbano l’italiano o lo parlano, per ragioni turistiche, con un forte accento germanico. Durante il fascismo ci fu un tentativo di italianizzazione dell’Alto Adige, poi quando l’Italia si alleò con la Germania, tra gli accordi, c’era la possibilità per i germanofoni altoatesini di trasferirsi in Austria e Germania; terminata la Seconda Guerra Mondiale e i regimi fascista e nazista molti espatriati tornarono nel Sud – Tirolo e il governo italiano concesse l’autonomia e il riconoscimento ufficiale della lingua tedesca. In questi decenni non sono mancati attentati di gruppi separatisti filoaustriaci. Quella dell’Alto Adige è oggi l’unica comunità tedesca sopravvissuta dopo l’ultima guerra al di fuori delle odierne Austria, Germania, Svizzera. Il centro storico di Bolzano è carino, ben curato e zeppo di locali caratteristici; non si può dire altrettanto di alcune altre parti della città in degrado, dove stranieri bivaccano e ci sono i loro locali. Un quartiere bolzanino, dove spicca il maestoso monumento della vittoria nell’omonima piazza, ha lo stesso stile (razionalista) delle città di fondazione nostrane del ventennio fascista e dell’Eur a Roma: infatti è stato realizzato in quel periodo. Con un viaggio di una decina di minuti in cabinovia si arriva negli elevati altipiani sopra Bolzano, dove ci sono molti paesini collegati tra loro da un trenino tipico. 


Trento è elegante, curata, non solo nel centro storico; nei giardini vicini alla stazione c’è il divieto di bivaccare. Dall’autostazione del capoluogo regionale si possono prendere delle corriere e in un’ora, un’ora e qualcosa, percorrendo la Val di Non, ricca di meleti e vigneti, si giunge ai rinomati laghi, affollatissimi di turisti, come quello di Molveno o di Garda. La statua di Dante Alighieri di Trento fu una concessione degli austriaci come riconoscimento dell’italianità della città. Il capoluogo trentino fu governato per secoli dal vescovo principe, che era suddito degli imperatori del Sacro Romano Impero, poi passò sotto il controllo diretto dell’Impero d’Austria. C’è il maestoso duomo, realizzato in più secoli, ed attaccato ad esso è presente il primo palazzo vescovile ornato da merli (oggi museo diocesano) e spicca la grande torre civica. Sotto le fondamenta del duomo si possono ammirare le rovine della prima basilica paleocristiana di Trento, edificata dopo l’Editto di Costantino del IV secolo, e indossando degli speciali occhiali si può vedere virtualmente com’era quell’edificio di culto quando era attivo. Altri ruderi romani di Trento è possibile visitare nel sottosuolo della città. Il Castello di Trento (detto del Buonconsiglio) nacque come fortezza militare, in seguito vi fissarono la propria residenza i vescovi governatori trentini: al proprio interno è presente il museo che parte dalla preistoria e arriva ai giorni nostri, partendo dai reti e dalla fondazione romana di Tridentum. Nel medesimo castello nel 1916, nel corso della Prima Guerra Mondiale, furono passati per le armi dagli austriaci, mediante impiccagione, gli irredentisti Cesare Battisti (trentino) e Fabio Filzi (istriano), rei d’essere passati al Regio Esercito Italiano. L’irredentismo si diffuse in Trentino nel corso della seconda metà dell’Ottocento e fu duramente contrastato dalle autorità austriache. Cesare Battisti era socialista, fu eletto legislatore nel parlamento di Vienna (come Alcide De Gasperi) e fu più volte imprigionato per la sua propaganda filoitaliana; nel 1914 andò in Italia al momento dello scoppio del conflitto e fu tra i più accesi fautori dell’interventismo.  C’è un grande mausoleo in sua memoria posto su una collinetta sopra Trento, a cui ho voluto rendere omaggio (l’ultima cosa rilevante che mi mancava da visitare), salendo di corsa una ripidissima scalinata e a un’ora dalla partenza del mio treno di ritorno a casa. 

Trento Memoriale di Cesare Battisti


Noi possiamo goderci quest’Italia unita dal Brennero a Lampedusa e apprezzarne le varie bellezze durante le vacanze, grazie al sacrificio di Battisti e di altri delle guerre risorgimentali, i quali l’hanno fatto sì la nostra nazione ma non se la sono potuta godere.

mercoledì 14 agosto 2019

426) FULMINI LEGHISTI NEI CIELI SERENI D’AGOSTO


LA LEGA DI SALVINI, PER TORNACONTO PERSONALE, HA DECISO DI CHIUDERE L’ESPERIENZA DEL GOVERNO CONTE COL MOVIMENTO CINQUE STELLE (anche per sua responsabilità). NON ERA IL MOMENTO ADATTO: TRA LITI VARIE QUALCOSA DI POSITIVO STAVA CONCRETIZZANDOSI. Sarà SICURO CHE SI ANDRà A VOTARE IN UN PERIODO NON ABITUALE?






Improvvisamente la Lega di Salvini ha deciso di aprire una crisi di governo per far cadere l’esecutivo di Giuseppe Conte di cui fa parte col Movimento Cinque Stelle. Il pretesto è stato il voto contrario dei penta-stellati alla ferrovia alta velocità Torino – Lione, che certamente sarà realizzata e si sapeva prima delle votazioni in parlamento. Da un movimento che ha fatto sempre la sua bandiera e il pieno di consensi con la battaglia contro la Tav, cosa ci si aspettava che lo stesso rinnegasse la sua anima? Quelli della Lega lo sapevano sin dall'inizio, a dimostrazione che è stato solo un pretesto per tentare d’andare al voto e concretizzare il consenso di cui in questo momento gode la Lega, come hanno dimostrato le ultime elezioni europee. 


È normale che quando due forze politiche agli antipodi si mettono insieme ci siano dei contrasti, degli scontri: bisogna cercare di mediare, di trattare, cercando delle soluzioni intermedie che non pendano eccessivamente né dall’una, né dall’atra parte, come fu fatto i primi mesi di quest’avventura, prima che le lotte e gli insulti tra alleati prendessero il sopravvento. Sarebbe bastato seguire il contratto di governo che avevano stipulato agli esordi di questo esecutivo, il quale si sapeva non sarebbe durata tutta la legislatura ma pochi si aspettavano che finisse così presto. Qualcosa di positivo era stato realizzato: netto contrasto all’immigrazione irregolare (tra poco ritornerà?), taglio dei privilegi della politica (alcuni di questi provvedimenti rischieranno di rimanere incompiuti), aiuti alle famiglie e alle imprese in difficoltà, lotta ai furbi, revisione dei requisiti per le pensioni, eccetera. Io avrei aspettato la prossima primavera per le elezioni che non è detto che saranno scontate: potrebbero formarsi altre maggioranze parlamentari per portare a compimento il taglio dei parlamentari e la legge finanziaria. 




Sono d’accordo che con i no a tutto dei Cinque Stelle, soprattutto per quanto concerne le opere pubbliche per il mantenimento dello sviluppo di un paese, e con i loro frequenti attacchi e insulti agli alleati di governo non si va da nessuna parte, ma non condivido il lasciare incompiuto alcuni provvedimenti, come quelli citati in precedenza, che stavano per essere approvati e per impedire l’aumento delle tasse. Quando si inseguono sogni, illusioni per anni, prima che il tempo faccia il suo corso, si arriva ad un punto di non ritorno e, anziché continuare a tergiversare per decenni con azioni inutili e con mobilitazioni di adepti, bisogna prendere delle decisioni drastiche: o si trova il tempo ed il coraggio per affrontare la situazione, valutando da più parti se potranno esserci le condizioni per aprire qualcosa di concreto, oppure se si ritiene sin da subito che manchino i presupposti per i più semplici e svariati motivi o sia troppo complicato, è più logico lasciar perdere, rinunciare, cercando delle soluzioni alternative più facili e più a portata di mano, in maniera da restituire serenità, tranquillità a tutti. La Lega di Salvini dopo aver regalato sogni a tutti con i Cinque Stelle, avendo trovato la forza d’abbandonare la sua collocazione politica classica ed entusiasmando militanti e altra gente, è tornata sulla terra, rendendosi conto delle difficoltà e degli ostacoli da sormontare per illudere con ennesime altre speranze, ha deciso di tornare alla sua collocazione naturale di centrodestra. 




Le maggioranze alternative e trasversali che potrebbero formarsi (M5s – sinistra), nonostante le smentite, per evitare le urne hanno fatto tornare la Lega sui propri passi, cedendo di schianto alle richieste dei grillini per approvare il taglio della casta politica. Ora non si sa se si voterà il prossimo autunno oppure no: se le elezioni politiche ci saranno, sarà a distanza di un secolo dall'ultima volta. E se si voterà sarà sicuro che Salvini riuscirà ad ottenere la maggioranza? Potrebbe esserci anche una fase di stallo come l’ultima volta, cioè si perderanno mesi per trovare delle alleanze valide.

lunedì 29 luglio 2019

425) LE POLEMICHE INUTILI VALGONO PIÙ DI TUTTO


LE POLEMICHE INUTILI SUL TRATTAMENTO DEGLI ASSASSINI AMERICANI E I SOLITI ATTACCHI STRUMENTALI CONTRO SALVINI SUEPERANO LA tragedia per la MORTE DI UN CARABINIERE. LA SPERANZA è CHE NON CI SIA UN ALTRO CASO AMANDA KNOX.




Ha suscitato profonde e giuste indignazioni e commozioni la faccenda del carabiniere Mario Cerciello Rega, ucciso a Roma con delle coltellate mentre era in servizio. Il rischio è che le polemiche inutili, a questo crimine allegate, facciano passare in secondo piano la tragedia per la morte di quest’uomo. 

Risultando colpevoli due americani che sono stati fermati per acquisto di droga dal carabiniere ucciso ed hanno reagito pugnalandolo più volte, sta suscitando indignazione la fotografia che ritrae uno degli assassini bandato in caserma: non sarà molto, ma molto, molto, molto più grave quello che ha fatto questo assassino?  Sono stati puniti i carabinieri responsabili, quando sarebbe bastato un semplice richiamo verbale. In qualche modo i media per una benda vorrebbero la testa di Salvini, Ministro degli Interni e quindi il primo superiore delle forze dell’ordine, ma sarà soltanto un boomerang per costoro perché la gente capisce che la sola vittima è il militare assassinato. Polemiche a non finire per una benda, su Salvini e sui Carabinieri da parte di esponenti e mezzi d’informazione di sinistra che superano il cordoglio per la perdita tragica di un servitore dello stato. Addirittura, un’insegnante ha esultato per la morte del carabiniere ed è stata giustamente sospesa dal servizio. Ci sono stati inoltre dei duri attacchi e dei volgari insulti da parte degli esponenti della cosiddetta “intellighenzia rossa” e di persone comuni contro il solito “mostro”, titolare del dicastero del Viminale perché auspicava pene severissime per gli assassini, i quali, se fossero stati nella loro patria, negli Stati Uniti, in alcuni stati federali avrebbero rischiato la pena capitale. Non penso che tutta queste persone avrebbero avuto le stesse reazioni su una cosa del genere fosse capitata ad un loro congiunto. 



Onore al carabiniere Mario Cerciello Rega, eroe italiano, che è caduto nell’adempimento del suo dovere e onore a tutti i carabinieri e alle forze dell’ordine in generale che rischiano ogni giorno la vita per la nostra sicurezza e la nostra incolumità.  L’auspicio è che non si ripeta, considerando la potenza degli americani, un caso analogo ad Amanda knox, che in Primo Grado fu condannata per l’omicidio a Perugia di Meredith Kercher e poi assolta in Appello; qualche maligno sostiene che i dollari abbiano stravolto tutto. A differenza di quella vecchia storia, in questa ci sono delle prove schiaccianti e gli omicidi sono rei confessi, perlopiù potrebbero esserci soltanto delle pene lievi se le cose non andranno come dovrebbero andare. 

venerdì 12 luglio 2019

424) DISTOGLIERE L’ATTENZIONE



I media ingrossano la vicenda ong e il trasbordo illegale di immigrati, coprendo così lo scandalo dei bambini tolti ingiustamente alle famiglie di origine e dati in affido a Bibbiano (RE).



I mezzi di informazione, detti appunto il quarto potere, la cui stragrande maggioranza si sa come la pensa in politica, manipolano la testa della gente, concentrando tutte le attenzioni sui problemi irrilevanti e ingrossandoli, mentre le notizie serie e soprattutto politicamente scorrette vengono ignorate del tutto. È esattamente quello che è successo nelle ultime settimane: si preferisce mettere in evidenza l’arrivo di immigrati irregolari, tramite le organizzazioni non governative, che se ne fregano delle regole e delle leggi, per screditare il governo e farlo passare per rassista e fassista, mentre è calato immediatamente il sipario su una vicenda gravissima e tristissima, con accenni alla pedofilia, che è avvenuta in provincia di Reggio Emilia e che coinvolge alcuni politici del Partito Democratico.

Le ong, con la scusa della solidarietà universale, lucrano sulla pelle della gente.  La loro presenza spinge sempre di più i trafficanti di esseri umani a fare affari. Se sentono lo stimolo di effettuare quelle operazioni di salvataggio (o di trasbordo?) le effettuassero pure, ma perché pretendono di portare tutti in Italia, quando nel Mar Mediterraneo si affacciano diciotto paesi? Come se l’Italia non avesse accolto nessuno in questi anni. Da giorni ormai questi interminabili avvenimenti occupano quasi l’intero spazio dei media nazionali, quando basterebbero poche notizie in secondo piano.



Le notizie gravi vengono ignorate dopo la prima lettura, poiché sono coinvolti esponenti politici che non possono essere presi di mira. Con questo non si vuole criminalizzare un’intera corrente politica, le mele marcie si trovano dappertutto. Però se fosse successo il contrario? Se fossero stati coinvolti esponenti di destra i mezzi di informazione avrebbero fatto fuoco e fiamme per settimane, per mesi. Dei bambini sono stati tolti con l’inganno alle loro famiglie d’origine e con degli stratagemmi, tipo l’elettroshock, hanno tirato fuori dalle loro bocche maltrattamenti ed abusi mai subiti per poterli affidare a coppie di gradimento degli organizzatori di questi colossali reati e messinscena.  Naturalmente sullo sfondo c’era un grosso giro d’affari di migliaia e migliaia di euro che gli affidatari versavano ai servizi sociali e alle associazioni ad esso collegate. Alcuni genitori naturali di questi bambini si sono suicidati per il dolore, altri sono espatriati. Le famiglie a cui furono affidati questi minori non avevano i requisiti per adottare: alcune erano titolari di attività sessuali, alcune erano con problemi psichici, con figli naturali suicidi e ci sono stati due casi di veri abusi subiti dai ragazzini ad opera di queste famiglie affidatarie. Per i carabinieri, alcune vittime dei reati, oggi adolescenti, manifestano profondi segni di disagio, tossicodipendenza e gesti di autolesionismo.  Le indagini partirono a causa dell’enorme numero di segnalazioni di abusi sessuali nel reggiano, che insospettì i carabinieri e si resero conto che qualcosa non quadrava. La psicologa, che aveva scoperto gli inesistenti abusi, aveva un gigantesco conflitto di interesse: era diventata presidente di un centro privato, al quale erano stati poi affidati i bambini portati via alle famiglie, per un guadagno di oltre 2,2 milioni di euro. In tutto sono state eseguiti 18 arresti di politici, medici, assistenti sociali e liberi professionisti; il sindaco di Bibbiano è stato sospeso dalla carica perché coinvolto nell’inchiesta.

I fatti narrati sono o non sono dei gravi episodi che meriterebbero maggiore approfondimento e considerazione? Sicuramente sì.

martedì 25 giugno 2019

423) CLAUDIO LOTITO, CHIACCHIERATO, BIZZARRO, VINCENTE E IN CONTROTENDENZA


Mentre la grande imprenditoria italiana è in crisi e sempre più aziende italiane e società calcistiche finiscono in mano straniera, IL CHIACCHIERATO Claudio Lotito tiene alto il nome dell’Italia: nella SSLazio, che con gli anni ha risanato e salvato dal fallimento, ha vinto cinque trofei in quindici anni e cerca di allargare i suoi orizzonti di imprenditore.




Il logorroico presidente della SSLazio 1900 Claudio Lotito appare ai più un tipo eccentrico e bizzarro, è da sempre piaciuto poco ai tifosi laziali, i quali vorrebbero vincere sempre, dimenticandosi che pochissime volte nella storia del calcio italiano l’egemonia di Juventus – Milan – Inter è stata abbattuta. Io vedo gli aspetti positivi che egli ha fatto: ha salvato la Lazio dal fallimento, mettendosi d’accordo col fisco per pagare in venti anni i debiti lasciati da Cragnotti, il bilancio della società è sempre attivo tutti gli anni, compra giocatori sconosciuti a pochi soldi, li fa crescere e valorizzare e li rivende a cifre astronomiche, ha vinto tre Coppe Italia e due Supercoppe Italiane (solo Lotito poteva pensare a nominare l'albanese Tare, ex calciatore laziale, direttore sportivo ed oggi è corteggiato dalle grandi società calcistiche). È inutile compiere follie finanziarie, con l’obiettivo di lottare per i primi posti, se altre società di maggiore blasone vengono favorite sempre.

Il periodo d’oro e il più opulento della SSLazio è stato il decennio della presidenza di Sergio Cragnotti, il finanziere romano allievo di Gardini e proprietario della Cirio: investì moltissimo, specie dopo la quotazione in borsa della società laziale, vincendo una Serie A e due coppe europee di blasone; per ricollegarmi ali discorsi di poc’anzi, il titolo più prestigioso, il campionato italiano 2000, stava per essere scippato, lo salvarono i tifosi facendosi sentire con forza e rigore. I sostenitori laziali si divertirono per dieci anni, incuranti delle conseguenze che portarono ad un passo dal baratro. Se la Lazio fosse fallita, la nuova società nata dalle sue ceneri avrebbe potuto sì ricompare il titolo sportivo e i trofei conquistati, ma oggi non potrebbe ambire a chiedere il contestato scudetto del 1915 ex aequo, nel campionato che fu interrotto per la Guerra e assegnato al Genoa senza disputare la finalissima con i biancoazzurri laziali, perché il numero di matricola della nuova squadra sarebbe cambiato e naturalmente sarebbe ripartita dalla Serie C o D. Quindi Claudio Lotito nel 2004 ha rilevato, pure su pressioni politiche, la Lazio al collasso e con gli anni l’ha risanata, conquistando vittorie. 


In un periodo di crisi per il calcio italiano, i cui grandi magnati nostrani sono sempre meno interessati e molte società calcistiche finiscono in mano a proprietari stranieri, che al di là delle apparenze di opulenza si rilevano delle delusioni e mancano di quella passione appartenente agli storici proprietari, mancando la conquista di importanti e minori trofei, Claudio Lotito si è dimostrato un proprietario italiano vincente, andando in netta controtendenza. Oltre alla Lazio è comproprietario della Salernitana ed ha provato a  rilevare il titolo sportivo del Bari. È sposato con la figlia del costruttore Gianni Mezzaroma, un nome tra i più influenti della capitale. La sua pagina Wikipedia dice che egli è proprietario di due imprese di pulizia, un'agenzia di vigilanza privata e un'altra di catering, che sul finire della Prima Repubblica si procuravano gran parte del fatturato aziendale grazie agli appalti degli enti locali e delle società a controllo pubblico: regione, provincia, comune, unità sanitarie locali, ospedali. Ha avuto a carico qualche procedimento giudiziario e inchieste, sia in campo sportivo che imprenditoriale, che si sono risolti con prescrizioni e assoluzioni; è la prassi per tutti i grandi uomini d’affari più in vista. Nel 1992 fu coinvolto in Tangentopoli e ne uscì indenne.

Oggi il Made in Italy è in crisi: tante aziende falliscono, altre finiscono in mano straniera, altre dislocano fuori Italia dove tutto costa poco, ma ci sono anche imprenditori nostrani che resistono e si espandono, uno di questi è Claudio Lotito. Alitalia, la vecchia compagnia di bandiera dell’aviazione civile italiana, da diversi anni è in crisi e oggi ha ben poco di italiano e gli investitori si defilano. Claudio Lotito ha provato a rilevarne una parte delle quote per risanarla e riportarla agli antichi splendori, come ha fatto già con la Lazio.

domenica 16 giugno 2019

422) RICORDO DI TOMMASO DE GREGORIO


RICORDO DEL DOTT. TOMMASO DE GREGORIO CHE MI LANCIò E MI SPRONò A CREARE QUESTO BLOG. UN AMICO SEMPRE NATURALE E SPONTANEO CON ME.



è venuto a mancare prematuramente, a 66 anni, il dottor Tommaso De Gregorio, molto conosciuto a Cori e non solo per il suo lavoro di dentista. Lo ricordo con affetto, perché fu anche lui a spronarmi a creare questo blog, dopo che mi conobbe: quando scrivevo nei vecchi forum di internet che lui gestiva. Ricordo che mi salutò tutto contento e sorridente, dopo la prima volta che mi pubblicò un articolo (e mi firmai) e una fotografia di una festa alla quale avevo partecipato. Precedentemente già avevo scritto in altri giornalini mensili cartacei coresi a distribuzione gratuita e alcune volte era preso da qualche senso di colpa per non essere stato morbido, ovviamente attenendomi ad argomenti di pubblico dominio e senza denigrare ed offendere. Invece quando vidi Tommaso scrivere nei suoi blog più scatenato di me, sempre nel rispetto di quelle regole citate, sul suo esempio fui stimolato a scrivere commenti in rete in maniera sempre più pungente ed acuta, senza più avere dei complessi. Fu lui a dare per primo a Cori la possibilità a chiunque di esprimere pubblicamente e liberamente pensieri ed opinioni su politica e vari argomenti paesani, ponendo così fine allo strapotere dei giornali cartacei, i quali erano riservati a pochi e sottoposti a limitazioni per la gente comune. Quando mi incontrava commentava quello che avevo scritto nei suoi siti e mi diceva che ero bravo ma mi dilungavo troppo, perché sembrava che volessi parlare di svariati argomenti tutti insieme. Con lui ebbi a che fare in maniera significativa nel periodo del passaggio politico da Forza Italia al Popolo delle Libertà ed egli era entusiasta di quel nuovo soggetto. Tommaso De Gregorio era sempre stato di sinistra fin da giovanissimo, gli anni del sindaco Bianchi a Cori furono il suo primo approccio con la destra. Oltre alla politica era impegnato nel campo culturale: fu uno dei fondatori dell’Associazione “Solidarietà e Libertà” e di “Patrimonio Cori”, quest’ultima associazione era finalizzata alla promozione turistica del nostro paese ed alla salvaguardia dal degrado urbano. In occasione del 60° anniversario dei bombardamenti del 1944 la sua associazione fece pubblicare un piccolo libro con le testimonianze di coloro che vissero quei momenti.

Io non lo conoscevo benissimo e non lo frequentavo spessissimo, tralasciando problemi e difetti che abbiamo tutti, una cosa mi ha colpito in positivo di lui: con me era sempre naturale, spontaneo, sincero, senza essere mai teso. Sottolineo questo elemento perché da quando mi espongo sono abituato a persone, compresa alcune che conosco da sempre, in evidente imbarazzo e tensione quando si trovano con me, perfino quando ho promosso iniziative e parlato bene di qualcosa, e quando percepisco che qualcosa non va, anch'io mi sento a disagio. Un altro elemento positivo (e non da poco) di quando parlavamo era quello che egli non mi aveva mai detto di andare nel suo studio di odontoiatra per eventuali problemi ai denti; qualche volta ci andai ma prima che ci conoscessimo bene tramite internet. Successivamente, quando T.D.G. mollò i suoi vecchi siti perché costavano tempo, e qualche volta mi incontrava mi chiedeva come andasse, poiché, come ripeteva lui, dai tempi dei blog di Cori che non ci vedevamo. Lo vidi per l’ultima volta circa tre mesi fa, quando un suo amico lo accompagnò al pronto soccorso di Cori e mi chiesero un passaggio in automobile, ma non era più lo stesso: aveva perso la sua energia e il suo entusiasmo di sempre.  

Lo saluto con affetto, che riposi in pace e in sua memoria pubblico una parte di un commento che scrisse qui a suo tempo.


#1  05 Luglio 2009 - 09:13

grazie per il tuo impegno nell'affrontare temi che nessuno tocca con spirito critico, per il conformismo e l'opportunismo imperanti in questa palude. Mi piacerebbe che rivedessi un po’ i momenti folkloristici e troppo nostalgici che ti vengono dal cuore, solo un po’.
Dobbiamo crescere ancora, tutti. Ciao. e preparati che a settembre massimo sto benedetto giornalino si fa. 
Titosperi

mercoledì 29 maggio 2019

421) LE ELEZIONI EUROPEE 2019


LE ELEZIONI EUROPEE 2019, AD UN ANNO DALLA NASCITA DEL GOVERNO CONTE (M5S-LEGA), VINTE NETTAMENTE DALLA LEGA E PERSE DAL M5S (E DAGLI ALTRI PARTITI) SONO STATE UN GIUDIZIO DEGLI ITALIANI SULL’OPERATO DEL GOVERNO: BENE SULL’IMMIGRAZIONE IRREGOLARE (MA NON BASTA), BENE LA RIDUZIONE DEI COSTI DELLA POLITICA, UN PO’ MALE LE POLITICHE ECONOMICHE (QUOTA 100 PENSIONI E REDDITO DI CITTADINANZA).




Non si può dare un giudizio approfondito e veritiero sulle attuali tendenze degli italiani in politica, prendendo spunto da quest’elezioni europee, poiché l’affluenza è stata poco sopra il 56%, queste votazioni danno solo qualche indicazione parziale. Tendenzialmente, dopo un anno dall’esordio del Governo Conte, composto da ministri Lega – M5S, gli elettori hanno premiato la Lega e punito i Cinque Stelle. Un’altra considerazione è quella che è stato un voto a favore dell’Europa dei popoli, delle singole entità e contro l’Europa dei banchieri, dei burocrati, dei tecnocrati. I partiti sovranisti hanno fatto un balzo notevole in tutto il vecchio continente e faranno sentire la loro voce contro quell’UE vista finora e che continuerà ad esserci, seppur con una maggioranza risicata.
C’è da chiedersi come mai coloro che in Italia sono andati a votare hanno fatto divenire la Lega il primo partito con oltre il 34% dei voti e hanno fatto dimezzare i voti del Movimento Cinque Stelle (17%) rispetto alle politiche di un anno fa. Salvini ha fatto divenire la Lega il primo partito italiano, facendola uscire dal settentrione; quando il partito era radicato nel solo nord era un risultato eccezionale raggiungere il 10%. Un anno fa nelle elezioni politiche, un tipo di consultazione in cui la gente si sente maggiormente motivata a recarsi ai seggi rispetto alle altre occasioni, aveva votato il 73% degli aventi diritto; indubbiamente una parte degli elettori che non ha votato oggi, lo scorso anno avevano dato la preferenza ai partiti che oggi sono stati puniti (oltre i Cinque Stelle, Forza Italia), un'altra parte invece di quei votanti ha premiato la Lega in tono maggiore, in tono minore il Pd e FdI. Sembra che la linea dura di Salvini nei confronti dell’immigrazione clandestina sia stata apprezzata, basta vedere le alte percentuali del suo partito nei paesi simbolo di quel fenomeno (Lampedusa, Riace) e in altre roccaforti rosse (Sesto San Giovanni, Cori): continuerà su quella strada per riportare regole e legalità nel fenomeno migratorio. 
La quota cento sulle pensioni è stata più gradita rispetto al reddito di cittadinanza, quando a ragion di logica dovrebbe essere il contrario: se un sessantaduenne aspetta ancora qualche anno per andare in pensione non sarà la fine del mondo, considerando che la vita si allunga e che la natalità, con conseguente ringiovanimento della popolazione, stenta a decollare, mentre è un problema serio una famiglia che non ha i soldi per andare avanti, ora parzialmente risolto con questo sussidio statale che aiuterà a reinserirsi nel mondo lavorativo. Il reddito di cittadinanza era il cavallo di battaglia identitario del M5S e la promessa è stata mantenuta, anche se con molti legittimi paletti. Bisognerà fare attenzione a non indebitare ulteriormente uno stato con il debito pubblico tra i più alti d’Europa, altrimenti le conseguenze le pagheranno le generazioni che verranno, come noi paghiamo gli errori statali del passato in campo politico ed economico. Un altro aspetto positivo di questo governo è stato il taglio delle pensioni d’oro per i politici e per gli altri privilegiati e si proseguirà con la riduzione del numero dei parlamentari e dei loro stipendi. Ora ci si potrà difendere tra le proprie mura contro rapine e aggressioni senza rischiare persecuzioni giudiziarie. In futuro si attueranno politiche per le famiglie e per la natalità. Secondo me né al Movimento Cinque Stelle, né alla Lega conviene rompere l’alleanza: il M5s teme di andare ad elezioni ed uscirne ridimensionato, la Lega teme un accordo dei pentastellati con il Pd, così da evitare le urne.
Il Partito Democratico qualche voto l’ha recuperato ma nel centrosinistra oltre non c’è nulla. Berlusconi è stato uno tra coloro che ha preso maggiori preferenze personali e dopo sei anni torna a sedersi in un’assemblea legislativa e per la prima volta in Europa, mentre Forza Italia è in caduta libera; occorrerà rinnovarla profondamente e rilanciarla sul territorio per non farla sparire. Noto purtroppo i tanti nel centrodestra che cambiano bandiera a seconda della direzione del vento: non è una novità. Il centrodestra in sé è una coalizione che funziona sul territorio: da un anno a questa parte sta conquistando tutte le regioni d’Italia; gli unici sfigati siamo stati noi del Lazio: Zingaretti si riaffermò grazie al sindaco di Amatrice e senza avere la maggioranza, intanto un anno è durato. Vincere le elezioni con alte percentuali non deve far rilassare e cullare sugli allori, basta un niente, basta qualche azione maldigerita per far crollare tutto: vedasi il Pd di Renzi che stravinse le scorse europee e poi precipitò rovinosamente. 

giovedì 16 maggio 2019

420) CAOS FESTE DI MAGGIO


Le feste di maggio a cori, tra maltempo, confusione organizzativA e dispute.





l’anomala ondata di freddo abbattutasi nel mese di maggio in gran parte d’Italia ha rovinato gli eventi programmati che solitamente aprivano la stagione calda. Uno di questi è la Festa della Madonna del Soccorso a Cori. La pioggia che si è abbattuta sulla processione ha leggermente fatto calare i partecipanti. La suddetta manifestazione religiosa quest’anno è stata stravolta nella composizione: le donne scalze con i grossi ceri da sempre aprivano la processione e la banda musicale per tradizione la chiudeva, quest’anno non è stato così. Il concerto del cantante Gatto Panceri era previsto per la domenica sera, ma già qualche giorno prima avevano annunciato che sarebbe stato rinviato al mercoledì successivo per il maltempo. La domenica sera è trascorsa senza pioggia, mentre l’acqua è arrivata il mercoledì. Se l’evento era programmato la domenica si poteva aspettare, poi se avesse piovuto sarebbe stato rimandato. Se proprio si doveva rinviare, si fosse rinviato ad un sabato, una domenica, non a un giorno feriale in mezzo come mercoledì (gioco di parole). 



Il 24 maggio a Cori Monte è stata organizzata la seconda sagra del prosciutto cotto al vino, specialità corese del periodo della festa della Madonna del Soccorso, mentre a Cori Valle sono programmate altre manifestazioni musicali. Alcuni vallarani risentiti per l’eccessiva importanza che si dà a Cori Monte in tutte le cose paesane iniziano a muoversi da soli, prendendo iniziative per non far morire i loro rioni. Sarebbe stato più opportuno parlarsi, mettersi d’accordo e realizzare tutto un avvenimento alla Valle. Danno la colpa agli abitanti del Monte di non scendere mai a Valle quando giù sono programmate processioni, feste, eccetera. Sarà pure vero, ma neanche di vallarani si vedono folle oceaniche quando di sotto ci sono gli avvenimenti tradizionali, la maggioranza di essi preferisce venire a spasso al Monte come al solito. C’è l’esempio dei bambini del catechismo: ben pochi di quelli di Cori Valle vanno nella loro parrocchia, la maggior parte li portano nella parrocchia di Cori Monte. Come già avevo detto in un’altra occasione, mentre tutti gli altri centri montani oggi cercano degli sbocchi in pianura, nelle vallate, per restare agganciati al mondo, noi facciamo tutto al rovescio. Per chi abita tra Piazza Signina e l’area mercato, le zone più bazzicate, il pomeriggio diventa un problema trovare un parcheggio vicino casa, si deve attendere la sera e nei giorni festivi anche oltre. D’estate quando fa eccessivo caldo a Cori Monte si sta leggermente meglio e diventa l’ideale per uscire, non bisogna però dimenticarsi completamente dei propri luoghi di residenza; occorre non abbandonarli a loro stessi. È perciò un bene che dei commercianti e dei cittadini di sotto abbiano preso delle iniziative nel periodo estivo con spettacoli musicali per rilanciare i loro quartieri.

I grandi eventi tradizionali coresi estivi (Carosello Storico, Lazio Festival) pare che si faranno anche quest’anno, smentendo le molte voci dubbiose al riguardo dei mesi passati. Occorrerebbe migliorarli, soprattutto il Carosello Storico dei Rioni nella parte organizzativa, superando una volta per tutti i problemi di sempre e affrontarli soprattutto, così può darsi che si appassioneranno più persone.