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lunedì 29 luglio 2019

425) LE POLEMICHE INUTILI VALGONO PIÙ DI TUTTO


LE POLEMICHE INUTILI SUL TRATTAMENTO DEGLI ASSASSINI AMERICANI E I SOLITI ATTACCHI STRUMENTALI CONTRO SALVINI SUEPERANO LA tragedia per la MORTE DI UN CARABINIERE. LA SPERANZA è CHE NON CI SIA UN ALTRO CASO AMANDA KNOX.




Ha suscitato profonde e giuste indignazioni e commozioni la faccenda del carabiniere Mario Cerciello Rega, ucciso a Roma con delle coltellate mentre era in servizio. Il rischio è che le polemiche inutili, a questo crimine allegate, facciano passare in secondo piano la tragedia per la morte di quest’uomo. 

Risultando colpevoli due americani che sono stati fermati per acquisto di droga dal carabiniere ucciso ed hanno reagito pugnalandolo più volte, sta suscitando indignazione la fotografia che ritrae uno degli assassini bandato in caserma: non sarà molto, ma molto, molto, molto più grave quello che ha fatto questo assassino?  Sono stati puniti i carabinieri responsabili, quando sarebbe bastato un semplice richiamo verbale. In qualche modo i media per una benda vorrebbero la testa di Salvini, Ministro degli Interni e quindi il primo superiore delle forze dell’ordine, ma sarà soltanto un boomerang per costoro perché la gente capisce che la sola vittima è il militare assassinato. Polemiche a non finire per una benda, su Salvini e sui Carabinieri da parte di esponenti e mezzi d’informazione di sinistra che superano il cordoglio per la perdita tragica di un servitore dello stato. Addirittura, un’insegnante ha esultato per la morte del carabiniere ed è stata giustamente sospesa dal servizio. Ci sono stati inoltre dei duri attacchi e dei volgari insulti da parte degli esponenti della cosiddetta “intellighenzia rossa” e di persone comuni contro il solito “mostro”, titolare del dicastero del Viminale perché auspicava pene severissime per gli assassini, i quali, se fossero stati nella loro patria, negli Stati Uniti, in alcuni stati federali avrebbero rischiato la pena capitale. Non penso che tutta queste persone avrebbero avuto le stesse reazioni su una cosa del genere fosse capitata ad un loro congiunto. 



Onore al carabiniere Mario Cerciello Rega, eroe italiano, che è caduto nell’adempimento del suo dovere e onore a tutti i carabinieri e alle forze dell’ordine in generale che rischiano ogni giorno la vita per la nostra sicurezza e la nostra incolumità.  L’auspicio è che non si ripeta, considerando la potenza degli americani, un caso analogo ad Amanda knox, che in Primo Grado fu condannata per l’omicidio a Perugia di Meredith Kercher e poi assolta in Appello; qualche maligno sostiene che i dollari abbiano stravolto tutto. A differenza di quella vecchia storia, in questa ci sono delle prove schiaccianti e gli omicidi sono rei confessi, perlopiù potrebbero esserci soltanto delle pene lievi se le cose non andranno come dovrebbero andare. 

venerdì 12 luglio 2019

424) DISTOGLIERE L’ATTENZIONE



I media ingrossano la vicenda ong e il trasbordo illegale di immigrati, coprendo così lo scandalo dei bambini tolti ingiustamente alle famiglie di origine e dati in affido a Bibbiano (RE).



I mezzi di informazione, detti appunto il quarto potere, la cui stragrande maggioranza si sa come la pensa in politica, manipolano la testa della gente, concentrando tutte le attenzioni sui problemi irrilevanti e ingrossandoli, mentre le notizie serie e soprattutto politicamente scorrette vengono ignorate del tutto. È esattamente quello che è successo nelle ultime settimane: si preferisce mettere in evidenza l’arrivo di immigrati irregolari, tramite le organizzazioni non governative, che se ne fregano delle regole e delle leggi, per screditare il governo e farlo passare per rassista e fassista, mentre è calato immediatamente il sipario su una vicenda gravissima e tristissima, con accenni alla pedofilia, che è avvenuta in provincia di Reggio Emilia e che coinvolge alcuni politici del Partito Democratico.

Le ong, con la scusa della solidarietà universale, lucrano sulla pelle della gente.  La loro presenza spinge sempre di più i trafficanti di esseri umani a fare affari. Se sentono lo stimolo di effettuare quelle operazioni di salvataggio (o di trasbordo?) le effettuassero pure, ma perché pretendono di portare tutti in Italia, quando nel Mar Mediterraneo si affacciano diciotto paesi? Come se l’Italia non avesse accolto nessuno in questi anni. Da giorni ormai questi interminabili avvenimenti occupano quasi l’intero spazio dei media nazionali, quando basterebbero poche notizie in secondo piano.



Le notizie gravi vengono ignorate dopo la prima lettura, poiché sono coinvolti esponenti politici che non possono essere presi di mira. Con questo non si vuole criminalizzare un’intera corrente politica, le mele marcie si trovano dappertutto. Però se fosse successo il contrario? Se fossero stati coinvolti esponenti di destra i mezzi di informazione avrebbero fatto fuoco e fiamme per settimane, per mesi. Dei bambini sono stati tolti con l’inganno alle loro famiglie d’origine e con degli stratagemmi, tipo l’elettroshock, hanno tirato fuori dalle loro bocche maltrattamenti ed abusi mai subiti per poterli affidare a coppie di gradimento degli organizzatori di questi colossali reati e messinscena.  Naturalmente sullo sfondo c’era un grosso giro d’affari di migliaia e migliaia di euro che gli affidatari versavano ai servizi sociali e alle associazioni ad esso collegate. Alcuni genitori naturali di questi bambini si sono suicidati per il dolore, altri sono espatriati. Le famiglie a cui furono affidati questi minori non avevano i requisiti per adottare: alcune erano titolari di attività sessuali, alcune erano con problemi psichici, con figli naturali suicidi e ci sono stati due casi di veri abusi subiti dai ragazzini ad opera di queste famiglie affidatarie. Per i carabinieri, alcune vittime dei reati, oggi adolescenti, manifestano profondi segni di disagio, tossicodipendenza e gesti di autolesionismo.  Le indagini partirono a causa dell’enorme numero di segnalazioni di abusi sessuali nel reggiano, che insospettì i carabinieri e si resero conto che qualcosa non quadrava. La psicologa, che aveva scoperto gli inesistenti abusi, aveva un gigantesco conflitto di interesse: era diventata presidente di un centro privato, al quale erano stati poi affidati i bambini portati via alle famiglie, per un guadagno di oltre 2,2 milioni di euro. In tutto sono state eseguiti 18 arresti di politici, medici, assistenti sociali e liberi professionisti; il sindaco di Bibbiano è stato sospeso dalla carica perché coinvolto nell’inchiesta.

I fatti narrati sono o non sono dei gravi episodi che meriterebbero maggiore approfondimento e considerazione? Sicuramente sì.

martedì 25 giugno 2019

423) CLAUDIO LOTITO, CHIACCHIERATO, BIZZARRO, VINCENTE E IN CONTROTENDENZA


Mentre la grande imprenditoria italiana è in crisi e sempre più aziende italiane e società calcistiche finiscono in mano straniera, IL CHIACCHIERATO Claudio Lotito tiene alto il nome dell’Italia: nella SSLazio, che con gli anni ha risanato e salvato dal fallimento, ha vinto cinque trofei in quindici anni e cerca di allargare i suoi orizzonti di imprenditore.




Il logorroico presidente della SSLazio 1900 Claudio Lotito appare ai più un tipo eccentrico e bizzarro, è da sempre piaciuto poco ai tifosi laziali, i quali vorrebbero vincere sempre, dimenticandosi che pochissime volte nella storia del calcio italiano l’egemonia di Juventus – Milan – Inter è stata abbattuta. Io vedo gli aspetti positivi che egli ha fatto: ha salvato la Lazio dal fallimento, mettendosi d’accordo col fisco per pagare in venti anni i debiti lasciati da Cragnotti, il bilancio della società è sempre attivo tutti gli anni, compra giocatori sconosciuti a pochi soldi, li fa crescere e valorizzare e li rivende a cifre astronomiche, ha vinto tre Coppe Italia e due Supercoppe Italiane (solo Lotito poteva pensare a nominare l'albanese Tare, ex calciatore laziale, direttore sportivo ed oggi è corteggiato dalle grandi società calcistiche). È inutile compiere follie finanziarie, con l’obiettivo di lottare per i primi posti, se altre società di maggiore blasone vengono favorite sempre.

Il periodo d’oro e il più opulento della SSLazio è stato il decennio della presidenza di Sergio Cragnotti, il finanziere romano allievo di Gardini e proprietario della Cirio: investì moltissimo, specie dopo la quotazione in borsa della società laziale, vincendo una Serie A e due coppe europee di blasone; per ricollegarmi ali discorsi di poc’anzi, il titolo più prestigioso, il campionato italiano 2000, stava per essere scippato, lo salvarono i tifosi facendosi sentire con forza e rigore. I sostenitori laziali si divertirono per dieci anni, incuranti delle conseguenze che portarono ad un passo dal baratro. Se la Lazio fosse fallita, la nuova società nata dalle sue ceneri avrebbe potuto sì ricompare il titolo sportivo e i trofei conquistati, ma oggi non potrebbe ambire a chiedere il contestato scudetto del 1915 ex aequo, nel campionato che fu interrotto per la Guerra e assegnato al Genoa senza disputare la finalissima con i biancoazzurri laziali, perché il numero di matricola della nuova squadra sarebbe cambiato e naturalmente sarebbe ripartita dalla Serie C o D. Quindi Claudio Lotito nel 2004 ha rilevato, pure su pressioni politiche, la Lazio al collasso e con gli anni l’ha risanata, conquistando vittorie. 


In un periodo di crisi per il calcio italiano, i cui grandi magnati nostrani sono sempre meno interessati e molte società calcistiche finiscono in mano a proprietari stranieri, che al di là delle apparenze di opulenza si rilevano delle delusioni e mancano di quella passione appartenente agli storici proprietari, mancando la conquista di importanti e minori trofei, Claudio Lotito si è dimostrato un proprietario italiano vincente, andando in netta controtendenza. Oltre alla Lazio è comproprietario della Salernitana ed ha provato a  rilevare il titolo sportivo del Bari. È sposato con la figlia del costruttore Gianni Mezzaroma, un nome tra i più influenti della capitale. La sua pagina Wikipedia dice che egli è proprietario di due imprese di pulizia, un'agenzia di vigilanza privata e un'altra di catering, che sul finire della Prima Repubblica si procuravano gran parte del fatturato aziendale grazie agli appalti degli enti locali e delle società a controllo pubblico: regione, provincia, comune, unità sanitarie locali, ospedali. Ha avuto a carico qualche procedimento giudiziario e inchieste, sia in campo sportivo che imprenditoriale, che si sono risolti con prescrizioni e assoluzioni; è la prassi per tutti i grandi uomini d’affari più in vista. Nel 1992 fu coinvolto in Tangentopoli e ne uscì indenne.

Oggi il Made in Italy è in crisi: tante aziende falliscono, altre finiscono in mano straniera, altre dislocano fuori Italia dove tutto costa poco, ma ci sono anche imprenditori nostrani che resistono e si espandono, uno di questi è Claudio Lotito. Alitalia, la vecchia compagnia di bandiera dell’aviazione civile italiana, da diversi anni è in crisi e oggi ha ben poco di italiano e gli investitori si defilano. Claudio Lotito ha provato a rilevarne una parte delle quote per risanarla e riportarla agli antichi splendori, come ha fatto già con la Lazio.

domenica 16 giugno 2019

422) RICORDO DI TOMMASO DE GREGORIO


RICORDO DEL DOTT. TOMMASO DE GREGORIO CHE MI LANCIò E MI SPRONò A CREARE QUESTO BLOG. UN AMICO SEMPRE NATURALE E SPONTANEO CON ME.



è venuto a mancare prematuramente, a 66 anni, il dottor Tommaso De Gregorio, molto conosciuto a Cori e non solo per il suo lavoro di dentista. Lo ricordo con affetto, perché fu anche lui a spronarmi a creare questo blog, dopo che mi conobbe: quando scrivevo nei vecchi forum di internet che lui gestiva. Ricordo che mi salutò tutto contento e sorridente, dopo la prima volta che mi pubblicò un articolo (e mi firmai) e una fotografia di una festa alla quale avevo partecipato. Precedentemente già avevo scritto in altri giornalini mensili cartacei coresi a distribuzione gratuita e alcune volte era preso da qualche senso di colpa per non essere stato morbido, ovviamente attenendomi ad argomenti di pubblico dominio e senza denigrare ed offendere. Invece quando vidi Tommaso scrivere nei suoi blog più scatenato di me, sempre nel rispetto di quelle regole citate, sul suo esempio fui stimolato a scrivere commenti in rete in maniera sempre più pungente ed acuta, senza più avere dei complessi. Fu lui a dare per primo a Cori la possibilità a chiunque di esprimere pubblicamente e liberamente pensieri ed opinioni su politica e vari argomenti paesani, ponendo così fine allo strapotere dei giornali cartacei, i quali erano riservati a pochi e sottoposti a limitazioni per la gente comune. Quando mi incontrava commentava quello che avevo scritto nei suoi siti e mi diceva che ero bravo ma mi dilungavo troppo, perché sembrava che volessi parlare di svariati argomenti tutti insieme. Con lui ebbi a che fare in maniera significativa nel periodo del passaggio politico da Forza Italia al Popolo delle Libertà ed egli era entusiasta di quel nuovo soggetto. Tommaso De Gregorio era sempre stato di sinistra fin da giovanissimo, gli anni del sindaco Bianchi a Cori furono il suo primo approccio con la destra. Oltre alla politica era impegnato nel campo culturale: fu uno dei fondatori dell’Associazione “Solidarietà e Libertà” e di “Patrimonio Cori”, quest’ultima associazione era finalizzata alla promozione turistica del nostro paese ed alla salvaguardia dal degrado urbano. In occasione del 60° anniversario dei bombardamenti del 1944 la sua associazione fece pubblicare un piccolo libro con le testimonianze di coloro che vissero quei momenti.

Io non lo conoscevo benissimo e non lo frequentavo spessissimo, tralasciando problemi e difetti che abbiamo tutti, una cosa mi ha colpito in positivo di lui: con me era sempre naturale, spontaneo, sincero, senza essere mai teso. Sottolineo questo elemento perché da quando mi espongo sono abituato a persone, compresa alcune che conosco da sempre, in evidente imbarazzo e tensione quando si trovano con me, perfino quando ho promosso iniziative e parlato bene di qualcosa, e quando percepisco che qualcosa non va, anch'io mi sento a disagio. Un altro elemento positivo (e non da poco) di quando parlavamo era quello che egli non mi aveva mai detto di andare nel suo studio di odontoiatra per eventuali problemi ai denti; qualche volta ci andai ma prima che ci conoscessimo bene tramite internet. Successivamente, quando T.D.G. mollò i suoi vecchi siti perché costavano tempo, e qualche volta mi incontrava mi chiedeva come andasse, poiché, come ripeteva lui, dai tempi dei blog di Cori che non ci vedevamo. Lo vidi per l’ultima volta circa tre mesi fa, quando un suo amico lo accompagnò al pronto soccorso di Cori e mi chiesero un passaggio in automobile, ma non era più lo stesso: aveva perso la sua energia e il suo entusiasmo di sempre.  

Lo saluto con affetto, che riposi in pace e in sua memoria pubblico una parte di un commento che scrisse qui a suo tempo.


#1  05 Luglio 2009 - 09:13

grazie per il tuo impegno nell'affrontare temi che nessuno tocca con spirito critico, per il conformismo e l'opportunismo imperanti in questa palude. Mi piacerebbe che rivedessi un po’ i momenti folkloristici e troppo nostalgici che ti vengono dal cuore, solo un po’.
Dobbiamo crescere ancora, tutti. Ciao. e preparati che a settembre massimo sto benedetto giornalino si fa. 
Titosperi

mercoledì 29 maggio 2019

421) LE ELEZIONI EUROPEE 2019


LE ELEZIONI EUROPEE 2019, AD UN ANNO DALLA NASCITA DEL GOVERNO CONTE (M5S-LEGA), VINTE NETTAMENTE DALLA LEGA E PERSE DAL M5S (E DAGLI ALTRI PARTITI) SONO STATE UN GIUDIZIO DEGLI ITALIANI SULL’OPERATO DEL GOVERNO: BENE SULL’IMMIGRAZIONE IRREGOLARE (MA NON BASTA), BENE LA RIDUZIONE DEI COSTI DELLA POLITICA, UN PO’ MALE LE POLITICHE ECONOMICHE (QUOTA 100 PENSIONI E REDDITO DI CITTADINANZA).




Non si può dare un giudizio approfondito e veritiero sulle attuali tendenze degli italiani in politica, prendendo spunto da quest’elezioni europee, poiché l’affluenza è stata poco sopra il 56%, queste votazioni danno solo qualche indicazione parziale. Tendenzialmente, dopo un anno dall’esordio del Governo Conte, composto da ministri Lega – M5S, gli elettori hanno premiato la Lega e punito i Cinque Stelle. Un’altra considerazione è quella che è stato un voto a favore dell’Europa dei popoli, delle singole entità e contro l’Europa dei banchieri, dei burocrati, dei tecnocrati. I partiti sovranisti hanno fatto un balzo notevole in tutto il vecchio continente e faranno sentire la loro voce contro quell’UE vista finora e che continuerà ad esserci, seppur con una maggioranza risicata.
C’è da chiedersi come mai coloro che in Italia sono andati a votare hanno fatto divenire la Lega il primo partito con oltre il 34% dei voti e hanno fatto dimezzare i voti del Movimento Cinque Stelle (17%) rispetto alle politiche di un anno fa. Salvini ha fatto divenire la Lega il primo partito italiano, facendola uscire dal settentrione; quando il partito era radicato nel solo nord era un risultato eccezionale raggiungere il 10%. Un anno fa nelle elezioni politiche, un tipo di consultazione in cui la gente si sente maggiormente motivata a recarsi ai seggi rispetto alle altre occasioni, aveva votato il 73% degli aventi diritto; indubbiamente una parte degli elettori che non ha votato oggi, lo scorso anno avevano dato la preferenza ai partiti che oggi sono stati puniti (oltre i Cinque Stelle, Forza Italia), un'altra parte invece di quei votanti ha premiato la Lega in tono maggiore, in tono minore il Pd e FdI. Sembra che la linea dura di Salvini nei confronti dell’immigrazione clandestina sia stata apprezzata, basta vedere le alte percentuali del suo partito nei paesi simbolo di quel fenomeno (Lampedusa, Riace) e in altre roccaforti rosse (Sesto San Giovanni, Cori): continuerà su quella strada per riportare regole e legalità nel fenomeno migratorio. 
La quota cento sulle pensioni è stata più gradita rispetto al reddito di cittadinanza, quando a ragion di logica dovrebbe essere il contrario: se un sessantaduenne aspetta ancora qualche anno per andare in pensione non sarà la fine del mondo, considerando che la vita si allunga e che la natalità, con conseguente ringiovanimento della popolazione, stenta a decollare, mentre è un problema serio una famiglia che non ha i soldi per andare avanti, ora parzialmente risolto con questo sussidio statale che aiuterà a reinserirsi nel mondo lavorativo. Il reddito di cittadinanza era il cavallo di battaglia identitario del M5S e la promessa è stata mantenuta, anche se con molti legittimi paletti. Bisognerà fare attenzione a non indebitare ulteriormente uno stato con il debito pubblico tra i più alti d’Europa, altrimenti le conseguenze le pagheranno le generazioni che verranno, come noi paghiamo gli errori statali del passato in campo politico ed economico. Un altro aspetto positivo di questo governo è stato il taglio delle pensioni d’oro per i politici e per gli altri privilegiati e si proseguirà con la riduzione del numero dei parlamentari e dei loro stipendi. Ora ci si potrà difendere tra le proprie mura contro rapine e aggressioni senza rischiare persecuzioni giudiziarie. In futuro si attueranno politiche per le famiglie e per la natalità. Secondo me né al Movimento Cinque Stelle, né alla Lega conviene rompere l’alleanza: il M5s teme di andare ad elezioni ed uscirne ridimensionato, la Lega teme un accordo dei pentastellati con il Pd, così da evitare le urne.
Il Partito Democratico qualche voto l’ha recuperato ma nel centrosinistra oltre non c’è nulla. Berlusconi è stato uno tra coloro che ha preso maggiori preferenze personali e dopo sei anni torna a sedersi in un’assemblea legislativa e per la prima volta in Europa, mentre Forza Italia è in caduta libera; occorrerà rinnovarla profondamente e rilanciarla sul territorio per non farla sparire. Noto purtroppo i tanti nel centrodestra che cambiano bandiera a seconda della direzione del vento: non è una novità. Il centrodestra in sé è una coalizione che funziona sul territorio: da un anno a questa parte sta conquistando tutte le regioni d’Italia; gli unici sfigati siamo stati noi del Lazio: Zingaretti si riaffermò grazie al sindaco di Amatrice e senza avere la maggioranza, intanto un anno è durato. Vincere le elezioni con alte percentuali non deve far rilassare e cullare sugli allori, basta un niente, basta qualche azione maldigerita per far crollare tutto: vedasi il Pd di Renzi che stravinse le scorse europee e poi precipitò rovinosamente. 

giovedì 16 maggio 2019

420) CAOS FESTE DI MAGGIO


Le feste di maggio a cori, tra maltempo, confusione organizzativA e dispute.





l’anomala ondata di freddo abbattutasi nel mese di maggio in gran parte d’Italia ha rovinato gli eventi programmati che solitamente aprivano la stagione calda. Uno di questi è la Festa della Madonna del Soccorso a Cori. La pioggia che si è abbattuta sulla processione ha leggermente fatto calare i partecipanti. La suddetta manifestazione religiosa quest’anno è stata stravolta nella composizione: le donne scalze con i grossi ceri da sempre aprivano la processione e la banda musicale per tradizione la chiudeva, quest’anno non è stato così. Il concerto del cantante Gatto Panceri era previsto per la domenica sera, ma già qualche giorno prima avevano annunciato che sarebbe stato rinviato al mercoledì successivo per il maltempo. La domenica sera è trascorsa senza pioggia, mentre l’acqua è arrivata il mercoledì. Se l’evento era programmato la domenica si poteva aspettare, poi se avesse piovuto sarebbe stato rimandato. Se proprio si doveva rinviare, si fosse rinviato ad un sabato, una domenica, non a un giorno feriale in mezzo come mercoledì (gioco di parole). 



Il 24 maggio a Cori Monte è stata organizzata la seconda sagra del prosciutto cotto al vino, specialità corese del periodo della festa della Madonna del Soccorso, mentre a Cori Valle sono programmate altre manifestazioni musicali. Alcuni vallarani risentiti per l’eccessiva importanza che si dà a Cori Monte in tutte le cose paesane iniziano a muoversi da soli, prendendo iniziative per non far morire i loro rioni. Sarebbe stato più opportuno parlarsi, mettersi d’accordo e realizzare tutto un avvenimento alla Valle. Danno la colpa agli abitanti del Monte di non scendere mai a Valle quando giù sono programmate processioni, feste, eccetera. Sarà pure vero, ma neanche di vallarani si vedono folle oceaniche quando di sotto ci sono gli avvenimenti tradizionali, la maggioranza di essi preferisce venire a spasso al Monte come al solito. C’è l’esempio dei bambini del catechismo: ben pochi di quelli di Cori Valle vanno nella loro parrocchia, la maggior parte li portano nella parrocchia di Cori Monte. Come già avevo detto in un’altra occasione, mentre tutti gli altri centri montani oggi cercano degli sbocchi in pianura, nelle vallate, per restare agganciati al mondo, noi facciamo tutto al rovescio. Per chi abita tra Piazza Signina e l’area mercato, le zone più bazzicate, il pomeriggio diventa un problema trovare un parcheggio vicino casa, si deve attendere la sera e nei giorni festivi anche oltre. D’estate quando fa eccessivo caldo a Cori Monte si sta leggermente meglio e diventa l’ideale per uscire, non bisogna però dimenticarsi completamente dei propri luoghi di residenza; occorre non abbandonarli a loro stessi. È perciò un bene che dei commercianti e dei cittadini di sotto abbiano preso delle iniziative nel periodo estivo con spettacoli musicali per rilanciare i loro quartieri.

I grandi eventi tradizionali coresi estivi (Carosello Storico, Lazio Festival) pare che si faranno anche quest’anno, smentendo le molte voci dubbiose al riguardo dei mesi passati. Occorrerebbe migliorarli, soprattutto il Carosello Storico dei Rioni nella parte organizzativa, superando una volta per tutti i problemi di sempre e affrontarli soprattutto, così può darsi che si appassioneranno più persone. 

giovedì 25 aprile 2019

419) PASQUA AGRODOLCE


La pasqua è la festività più grande per i cristiani. Mentre il papa parla (come al solito) solo di immigrazione, trascurando altri argomenti, nel mondo (tanto per cambiare) altri cristiani vengono uccisi. 


La Pasqua, che per i cristiani è la festività più grande, è meno sentita del Natale. L’inizio della stagione calda è arrivata e con essa iniziano le scampagnate e le gite fuori porta. Per chi, non avendo problemi di salute, i quaranta giorni precedenti alla festa di Pasqua, ha osservato la rinuncia a mangiare qualcosa che gradisce, ne ha giovato a livello salutare: perdita di chili in eccesso, abbassamento dei valori della pressione sanguigna, eccetera. Se uno è un patriota, egli si considera sempre un soldato della sua patria italiana e spera di rimanere sempre in buona salute per servirla. A tal proposito nel 1997, dopo il terremoto dell’Umbria e delle Marche, la caserma dov’ero io fu inviata in quei luoghi per aiutare ed assistere le popolazioni colpite, in particolare Nocera Umbra. Quest’anno, visitando quella cittadina e Foligno, a Pasquetta, ho visto che hanno ricostruito tutto esattamente com’era: ciottoli, selciati, case in pietra ed intonacate (seguendo dei piani per i colori), campanili, torri, fanno davvero un magnifico spettacolo e naturalmente sarà tutto antisismico. Dopo il sacro si pensa anche al profano, concedendosi uno svago, effettuando un piccolo sforzo economico. Nel profano pasquale rientrano le eccellenze enogastronomiche e le antiche vestigia di ogni angolo d'Italia, le quali potranno resistere al tempo, ai terremoti, ma altri elementi più potenti del progresso e dei sismi potrebbero attaccarle nuovamente, questa volta senza farle rinascere, o meglio: potrebbero risuscitare con altro sangue.

Quest’anno, durante i riti della Settimana Santa, come sempre non sono mancate le solite omelie papali immigrazioniste e terzomondiste con accenni alla politica. D’accordo che il Papa è il capo della Religione Cattolica in tutto il mondo, ma è anche il primate d’Italia e dovrebbe pensare anche ai problemi della gente di qui e nella Settimana Santa parlare di più della morte e della risurrezione di Gesù Cristo (come ha scritto Antonio Socci). Per entrare in Italia ci sono delle regole, sia per i rifugiati, sia per i migranti economici: occorrono documenti, visti d’ingresso, permessi di lavoro, eccetera. È illegale ed insensato stiparsi all’inverosimile su dei gommoni, mancando le più elementari norme di sicurezza e pagare delle grosse tangenti ad organizzazioni criminali, le quali avranno maggiori risorse per attività illecite, tra cui il terrorismo. Tutto è proporzionale: se maggiori saranno le partenze su imbarcazioni improvvisate, sempre di più saranno le tragedie, se avverrà il contrario tutto si ridurrà drasticamente. Mentre il Papa predicava l’accoglienza, in altre parti del mondo, i suoi fedeli venivano massacrati come sempre. Il rinunciare alle nostre tradizioni, alle radici cristiane, promuovendo sempre il multiculturalismo, potrebbe far accadere tra qualche tempo, anche qui, quello che è accaduto a Pasqua in Sri Lanka: con l’ingrossarsi delle comunità extra cristiane, si ingrosserà anche il numero dei fanatici e dei violenti. Già si registra qualche piccolo episodio: abbiamo visto un marocchino che ha tentato di uccidere un barbone perché portava il crocefisso al collo.  Si comprendono i buoni propositi della fratellanza universale, ma il Vangelo non ruota tutto su un’immigrazione (in 2000 anni non è stata costantemente al centro dell’attenzioni ecclesiastiche come oggi) che ridimensionerà il Cristianesimo. Solidarietà universale sì, senza però snaturare la cristianità nostrana. 


Come dicevo non sarebbe male se il Santo Padre desse maggiore importanza ai problemi che affliggono le genti di casa nostra: uno di questi è l’aborto, oppure dire qualche parola di conforto a chi nella sofferenza per le più svariate ragioni. A tal proposito Papa Giovanni XXIII rivolgeva queste parole a conforto a chi era nell’afflizione in un suo famoso discorso: “tornando a casa, troverete i bambini. Date una carezza ai vostri bambini e dite: questa è la carezza del Papa. Troverete qualche lacrima da asciugare, dite una parola buona: il Papa è con noi, specialmente nelle ore della tristezza e dell'amarezza."

sabato 6 aprile 2019

418) IMPOSIZIONE DELLE IDEE DI UNA RISTRETTA CERCHIA


Una ristretta cerchia di persone influenti vorrebbe imporre la propria visione del mondo, andando contro le idee della maggioranza del popolo.



Alcune logge di persone influenti, le quali influenzano la stragrande maggioranza dei mezzi d'informazione, ci impongono le loro visioni del mondo, non rendendosi conto di essere in minoranza e contro le opinioni della maggioranza del popolo. Un popolo, quello britannico, che in maggioranza ha scelto di andarsene dall’Unione Europea: non si vuole accettare quella decisione: a Bruxelles principalmente e in piccola parte a Londra. Le teorie del mondo d’oggi mondialiste vorrebbero la perdita dell’identità nazionale dei popoli occidentali e lo stravolgimento della famiglia tradizionale e della naturale procreazione.

Un esempio è stato l’ultima edizione del festival di Sanremo: il voto della gente comune aveva decretato un altro vincitore rispetto a quello che ha deciso la giuria composta una limitata cerchia di gente pubblica influente. Oppure la vicenda dell’attentato al torpedone che trasportava i ragazzi di una scuola in gita: l’attenzione dei media era rivolta esclusivamente ai protagonisti che hanno evitato la strage di origine straniera, ignorando gli altri eroi italiani. Con quel pretesto i mezzi di informazione hanno fatto pressione affinché la politica spingesse per facilitare le acquisizioni delle cittadinanze per i residenti in Italia che ne sono privi. Le stesse famiglie dei due ragazzi di origine nordafricana che erano su quell’autobus hanno ammesso che sono i stati i giornalisti a fare loro solleciti per richiedere lo status di cittadini italiani immediatamente. Invece la maggioranza della gente pensa che un non italiano per ottenere la cittadinanza deve percorrere un cammino di integrazione e di retta condotta: quando li avrà intrapresi, dimostrando di voler accettare gli usi e i costumi, la cultura, la religione e altre cose del paese che lo ospita, allora se ne potrà riparlare. Un altro esempio vale per l'omicidio "dell'italiano felice", un razzismo politicamente poco corretto su cui è calato immediatamente il sipario. I discorsi fatti in precedenza valgono anche per i giovani che sono stati lanciati nella nazionale di calcio italiana: tutti per giorni hanno parlato solo ed esclusivamente di un giovane di colore, Kean, il quale non ha fatto nulla di straordinario, solo ordinaria amministrazione contro avversarie molto modeste, non filandosi tutti gli altri che grosso modo hanno avuto prestazioni pari a lui e qualche giocatore anziano è stato anche più bravo. Col tempo tutti ci dimostreranno quando varranno, soprattutto quando incontreranno le grosse nazionali.



Cambiamo argomento, parlando delle polemiche relative all’ultimo congresso sulla famiglia a Verona. È scoppiato un putiferio da parte di omosessuali e femministe che si sono fatti sentire prepotentemente. Cosa volevano? Perché queste cosiddette femministe non hanno mai organizzato manifestazioni o fiaccolate davanti le ambasciate e i consolati di quelle nazioni dove la donna non è considerata come persona? Come ha scritto Vittorio Feltri in un suo articolo nessuno contesta gli omosessuali perché tali, sono loro che vorrebbero imporre agli altri i loro concetti, stravolgendo millenni e millenni di tradizioni e di fenomeni naturali che determinano tutte le esistenze. Essi sono solo una piccola minoranza, la stragrande maggioranza della gente è per la tradizionale famiglia e per la naturale procreazione. Se tutti divenissero come loro il mondo finirebbe: infatti non si è mai visto due sodomiti che generano una nuova vita. Allora perché indignarsi di un congresso a tutela della famiglia e della vita (non di imposizioni) in un paese in profonda crisi demografica?  

sabato 23 marzo 2019

417) I COMBATTENTI ITALIANI IN SIRIA



L’ISIS, CIOè LO STATO ISLAMICO, è STATO BATTUTO (PER ORA) IN SIRIA. ANCHE DEI VALOROSI NOSTRI CONNAZIONALI SI BATTONO IN SIRIA PER LA LIBERTà E PER LA NOSTRA SICUREZZA E UNO è CADUTO (lorenzo orsetti) tra l’indifferenza generale e delle istituzioni.




Situazione Siria oggi


la guerra in Siria ancora non è finita ma sembra sia arrivata ad una svolta: infatti l’Isis, ovvero lo stato terroristico islamico, è stato sconfitto dopo che è caduta l’ultima roccaforte da esso controllata. Diverse fazioni, che controllano vari territori, se non si metteranno d’accordo continueranno a fronteggiarsi tra di esse: il Regime di Assad, i ribelli e i curdi. Una svolta decisiva ad Assad l’hanno data i russi e in piccola parte gli americani. Lo Stato Islamico nel 2014 era all’apice: controllava quasi tutta la Siria, oltre che una fetta di Iraq, e organizzava attentati sanguinari in Europa. I curdi, che vivono tra Siria, Iraq e Turchia, sono secoli che vogliono un loro stato indipendente e, con la pretesa di combattere il terrorismo opprimente, cercano di raggiungere il loro scopo primario, con la libertà e i diritti che gli oppressori negano. 

Situazione Siria 2014



Dall’Europa sono partiti molti volontari per unirsi alla lotta, non solo per battersi dalla parte sbagliata dopo raggiri, illusioni ed indottrinamenti. Molti giovani europei, italiani compresi, hanno sentito lo stimolo di battersi anch’essi per delle giuste cause: per i diritti, le emancipazioni di quelle genti e per prevenire gli attentati terroristici in Europa. Nella società occidentale odierna, dove vigono il consumismo sfrenato, la comodità, il materialismo e le nuove generazioni sono molli, delicate, può sembrare un paradosso. Nell’800, quando gli italiani erano quasi tutti più poveri, spinti dalla necessità erano costretti a combattere per l’Italia unita al fine di conquistare la libertà e il riscatto sociale che non arrivò subito. (Domani non è detto che delle nuove necessità non si ritorni a pugnare) Invece nel contesto italiano odierno si resta meravigliati dalle scelte di questi coraggiosi; le popolazioni locali mediorientali sono costrette a combattere per la loro stessa esistenza, la maggior parte di noi pensa che, si ci minacciano o ci colpiscono con attentati, basta individuare gli autori e colpirli dal cielo per sradicare altre eventuali azioni eclatanti.



La morte del fiorentino Lorenzo Orsetti, di idee anarchiche e che combatteva a fianco dei curdi, non ha suscitato un clamore generale e c’è stato poco cordoglio, anche perché subito dopo sono accaduti eventi di maggiore rilevanza mediatica; appunto, sempre per rimanere in tema di terrorismo. Ma già il giorno stesso della sua morte i politici e le istituzioni non hanno espresso parole di cordoglio. I suoi familiari erano preparati al peggio e si sono detti orgogliosi del loro congiunto e delle scelte che aveva fatto. Anch’io dal mio piccolo lo ringrazio di aver dato la propria vita anche per noi, per farci vivere un po’ più tranquilli, anche se i pericoli non sono completamente scongiurati. 

domenica 3 marzo 2019

416) IL DELITTO DI AGORA


“IL DELITTO DI AGORA” è L’ULTIMO LIBRO DI ANTONIO PENNACCHI CHE MODIFICA IL VOLUME “UNA NUVOLA ROSSA” DEL 1998, ISPIRATO AL DELITTO DI CORI DEL MARZO 1997.


Lo scorso dicembre è uscito l’ultimo libro di Antonio Pennacchi, il noto scrittore di fama nazionale di Latina, “Il delitto di Agora” (Mondadori), liberamente ispirato al delitto di Cori del 9 marzo 1997, il quale ancora oggi presenta dei misteri rimasti tali. L’autore si era già cimentato in qualcosa di simile nel 1998 con “Una nuvola rossa” (Doninzelli editore); questa volta egli ha modificato e integrato il vecchio libro.

Noto che lo stesso autore si è documentato a fondo, leggendo i verbali del delitto, gli articoli pubblicati allora sui quotidiani; a suo tempo venne nel paese del fattaccio, ascoltando opinioni sulle persone in un modo o nell’altro coinvolte, pettegolezzi di paese, maldicenze, illazioni, voci di popolo, opinioni e ipotesi su chi potesse avere commesso il delitto e i più fantasiosi moventi. Non tutto però rispecchia il vero: infatti alcune parte sono state inventate, o meglio romanzate, e gli squallidi particolari non sono stati tralasciati. Anche se le querele non si rischiano, per uno che non è del luogo è più facile scrivere su argomenti così delicati e tragici rispetto ad uno del posto, il quale sarebbe costretto ad affrontare quotidianamente le ostilità di coloro che non hanno gradito quanto esposto.

In questo romanzo il delitto viene fatto risalire a fine febbraio 1996 ad Agora, un paesaccio dei Monti Lepini vicino Roma (proprio dietro l’angolo), che ha per monumento simbolo il Tempio di Minerva, dal quale si ammira tutta la Pianura Pontina, il Circeo, le Isole Ponziane, la sua principale piazza è Piazza Norbana e nel Ponte di Silla, situato ad Agora Bassa, i giovani fanno l’autostop per recarsi nella parte alta del paese. Agora è nota per essere il paese dei matti: sarebbe il tabacco che anticamente si coltivava dentro casa che avrebbe tarato i cervelli degli agoresi. L’autore descrive anche i cambiamenti radicali che ha subito Agora nel giro di un decennio: da paese contadino, in cui circolavano muli e somari, senza fogne e senza acqua nelle case, dove si faceva la fila nelle fontane pubbliche nel 1960, si passò alle comodità moderne e alla motorizzazione di massa nel 1970 e le antiche strette scalinate in selciato di Agora vecchia vennero spianate e ritoccate con il cemento e l’asfalto per consentire la circolazione dei veicoli a motore, le stalle degli animali divennero rimesse per veicoli a motore. Si diede priorità al progresso piuttosto che alla salvaguardia del tessuto storico urbano. (sembrano quasi delle colpe, perché la maggioranza della popolazione del resto d’Italia non campava di agricoltura e di pastorizia? Gli animali non erano ovunque i mezzi di trasporto? Le comodità tecnologiche e il progresso arrivarono dapprima nelle grandi città, solo qualche anno più tardi giunsero nei piccoli paesi) Nel palazzo del potere di questo centro abitato tutti sono rossi; se uno non lo è non avrà mai i privilegi che hanno coloro che lo sono. I rossi Lepini diffidano della gente di pianura, anche di quei pochi che hanno le loro stesse idee, come lo stesso Pennacchi: il loro peccato originale politico rimane sempre (politicamente le cose sono cambiate dopo il 1997: sia in qualche paese dei monti, sia in qualche città di pianura). I dialoghi nel libro vengono riportati anche in dialetto agorese, ma non è sempre perfetto.

Domenica 25 febbraio 1996 ad Agora Alta, in una casa di Via della Fortuna, due giovani fidanzati Emanuele e Loredana, vengono uccisi con 244 coltellate; a scoprire i cadaveri sono il fratello e il padre di Loredana, maresciallo dei carabinieri in congedo, e Giacinto, amico delle vittime. Il caso sembra risolto con l’arresto di Giacinto, però dopo viene scagionato. L’omicidio col movente passionale omosessuale, condensato da storie di droga, potrebbe essere solo una copertura, infatti dietro questa orribile storia potrebbe celarsi qualcosa di molto più grosso, forse legato al lavoro dell’ex maresciallo dei carabinieri o ai grossi debiti di droga di Emanuele: si va dai ai servizi segreti e si arriva a qualche grossa organizzazione criminale (Banda della Magliana). Alla fine tra i vari indagati ed indiziati viene incriminato Luigi Imperiali di Cisterna, forse discendente di Augusto Imperiali che batté Buffalo Bill in una gara equestre nel 1890. Nei pantaloni di Imperiali sono state trovate delle macchie di sangue compatibili con quelle delle vittime. L’autore tenta di scagionarlo, dicendo che quelle macchie sono troppo piccole per giustificare un delitto con fiumi di sangue e sembra credere alla sua versione secondo cui, nel primo pomeriggio, entrò in casa delle vittime e vide i due ragazzi già morti, andando contro le testimonianze di coloro che videro in vita nella tarda serata del 25 febbraio 1996 le due vittime. Per lui sembra poco probabile che quei testimoni si siano messi d’accordo nel mentire: essi videro le anime dei due ragazzi che facevano l’ultimo giro nei luoghi del loro amore prima di salire in cielo. Nel libro non mancano le teorie sull’omosessualità (secondo l’autore presente un po’ in tutti, soprattutto in coloro che fanno di tutto per dimostrare il contrario), sulla rabbia che quasi sempre uno reprime, non sfogandola contro chi vorrebbe per non rovinarsi, e qualche aneddoto sui colleghi di lavoro di fabbrica di Pennacchi, compresi quelli di Agora quando dicevano di voler “spanzare” qualcuno solo nella loro mente. Ovviamente come in tutti i paesi ci sono i personaggi tipici e le autorità: il sindaco compagno, scrittore e poeta, il parroco sezzese, il maresciallo dei carabinieri, gli avvocati padre e figlio, l’orefice, i baristi del Bar Giovannino di Piazza Norbana, eccetera. Qualche imprecisione è presente: nel febbraio 1996 i telefoni cellulari, acquistati dalle vittime e dagli indagati di questo delitto, erano ancora un lusso per pochi, mentre l’anno dopo, con l’introduzione di quelli con la scheda, divennero economicamente accessibili per molti; la serie televisiva “Noi siamo angeli” non fu trasmessa nel 1996, la sera del 9 marzo 1997 si.

Io invece penso che l’incriminato di questo delitto (sia di quello narrato nel romanzo, sia di quello reale) centra in un modo o nell’altro, se hanno trovato delle prove così schiaccianti sui suoi pantaloni e molti testimoni hanno smentito la sua versione. Certo se egli fosse stato reo confesso non rimarrebbero più dubbi, ma visto che ha sempre negato l’evidenza e, come ha scritto Pennacchi, quelle macchie di sangue sono troppo piccole per poterlo incriminare da solo di un delitto così efferato, gli enigmi rimangono.

domenica 17 febbraio 2019

415) DUE LIBRI DI RECENTE STAMPA



C’ERA UNA VOLTA ANDREOTTI DI  MASSIMO FRANCO 

In occasione del centenario della nascita di Giulio Andreotti, nel gennaio di quest’anno, il giornalista Franco Romano ha scritto un volume a lui dedicato, partendo dall’infanzia e arrivando alla morte. L’autore cerca di rivalutare una figura storica della storia d’Italia. La famiglia Andreotti era originaria di Segni (Roma), che viene definito centro ciociaro, e si trasferì a Roma. Giulio perse suo padre, insegnante, a quasi tre anni e sua madre dovette crescere da sola lui, suo fratello maggiore e sua sorella che morì giovanissima. Da bambino, d’estate, egli tornava con la famiglia a Segni, dove il nonno vendeva cappelli: giocava con gli altri bambini, al quale rispondeva con quell’ironia, che lo avrebbe caratterizzato in futuro, se lo prendevano in giro per i suoi difetti fisici, aiutava i sacerdoti nella cattedrale del paese e andava in escursione sul Monte Lupone. A Roma si intrufolava di nascosto nelle udienze del Papa Pio XI e vedeva le partite di calcio a Testaccio, arrampicandosi sugli alberi. A Giulio l’attività fisica non è mai piaciuta, tant’è vero che al liceo era esentato dalle ore di ginnastica perché c’erano i figli di Mussolini, a loro volta esentati, perché praticanti di molti sport. Nel 1942 Andreotti successe alla presidenza degli universitari cattolici (Fuci) ad Aldo Moro e già entrò in antipatia a sua moglie Nora; quell’ostilità si ingigantirà nella sua drammaticità nel 1978. Esentato dal servizio militare e dalla guerra a causa del suo fisico gracile e gobbo e per i continui mal di testa: gli diagnosticarono sei mesi di vita; anni dopo Andreotti andò a cercare il medico che lo aveva condannato per fargli sapere che era vivo e ministro della difesa ma era morto lui. Nel 1945, dopo essersi laureato in giurisprudenza, convolò a nozze con Livia Danese, laureata anch’ella, ed ebbe quattro figli. Conobbe De Gasperi nella biblioteca vaticana e il primo statista del dopoguerra lo elesse a figlio prediletto, nominandolo sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Andreotti fu presente alle assemblee legislative italiane ininterrottamente dal 1945 all’anno della sua morte, nel 2013. Era monarchico perché nel linguaggio popolare romano repubblica è sinonimo di disordine, caos. Fu sette volte Presidente del Consiglio, il primo nato a Roma (tra il 1972 – 1973, tra il 1976 – 1979, tra il 1989 – 1992) e quasi sempre ministro nei governi a guida democristiana e socialista. Il suo feudo elettorale era il Lazio sud, in particolare la Ciociaria, alla quale attuò moltissimi piani d’investimento e di sviluppo, dove arrivò a raccogliere oltre 330.000 preferenze personali; Ciociari erano i suoi fidati e devoti luogotenenti Evangelisti e Ciarrapico. In una campagna elettorale ad Affile Andreotti fraternizzò con il Generale del Fascismo e di Salò Rodolfo Graziani e tutti dissero che era di destra Dc; all’inizio, con il Vaticano e le alte sfere militari, fu contrario al centrosinistra e fu nemico di Fanfani, poi si adeguò. Attuò delle lottizzazioni nei dintorni di Roma che riguardavano terreni appartenenti a quell’antica nobiltà legata al papato. Andreotti ogni domenica aiutava personalmente i suoi elettori, e non, bisognosi e le sue segretarie snellivano le pratiche per le richieste di aiuti e di raccomandazioni. Fu più volte coinvolto in inchieste giudiziarie (P2, Sindona, eccetera) senza mai essere processato. Quando A. seppe del rapimento di Aldo Moro reagì con degli attacchi di vomito e non volle aprire (come quasi tutti i partiti) trattative con i criminali per la sua liberazione. Nel 1992, nell’anno della sua mancata elezione alla Presidenza della Repubblica, con l’uccisione del suo amico palermitano Salvo Lima, iniziarono per lui i veri guai che lo avrebbero perseguitato per un decennio. Riuscì ad essere assolto e uscì vivo soprattutto dalle accuse di associazione mafiosa e di essere uno dei mandanti dell’omicidio di Mino Pecorelli, grazie soprattutto alla testardaggine e alla dinamicità di una sconosciuta avvocatessa di nome Giulia Bongiorno, la quale negli anni dei processi divenne una di casa per la famiglia Andreotti, e il suo prestigio crebbe a tal punto da far passare in secondo piano l’avvocato di fama internazionale Franco Coppi, di cui la giovane era praticante. Non furono trovate mai prove concrete per quelle accuse: c’erano solo le parole dei pentiti, forse, secondo le versioni degli innocentisti, manovrati da qualcuno, forse era in atto una vendetta nei confronti di Andreotti da parte degli americani per la sua politica filoaraba, non troppo antisovietica, per le rivelazioni sull'affare Gladio, forse era una manovra per incastrare uno che non era stato accusato di tangenti, al fine di cancellare definitivamente una classe politica. I magistrati accusatori e i politici avversi non vollero archiviare, vollero andare fino in fondo, forse sperando che l’eccellentissimo imputato morisse durante i processi, così da non dover emettere delle sentenze; alla fine si lamentarono che la storia del bacio tra Andreotti e Riina aveva rovinato tutto: era troppo inverosimile. Il Papa e l’intero Vaticano furono vicini ad Andreotti negli anni delle persecuzioni con benedizioni e preghiere. Si parla anche dell’Andreotti familiare ed intimo, oltre che della sua casa sul lungotevere, davanti Castel Sant’Angelo, che aveva acquistato con un mutuo trentennale: egli era goloso di leccornie, non era particolarmente severo con i figli a differenza della signora Livia, partecipava alle messe alle sei del mattino, le sue battute sarcastiche ed ironiche che diffondeva, le tre volte nella vita in cui pianse, il mantello regalatogli da Saddam Hussein, le partite a carte dagli amici, la passione per l'ippica, la sua partecipazione al film “Il tassinaro” di Alberto Sordi e l’immagine distorta che ne ha fatto il film su di lui “il divo”. Negli ultimi tempi i figli dello statista si lamentavano col padre perché grazie al suo appoggio al Senato teneva in piedi il Governo Prodi, le cui componenti, secondo essi, erano le responsabili di tutti i guai giudiziari del loro genitore. Oggi i figli e i nipoti di Andreotti sono impegnati a contrastare notizie false e infanganti che circolano su internet sul loro defunto parente. Giulio Andreotti ha rappresentato ed è stato protagonista di un’epoca di profondi cambiamenti in positivo per l’Italia, nonostante le trame oscure e drammatiche che ci sono state.

L’ITALIA NON è Più ITALIANA DI MARIO GIORDANO
Dall’Italia che cresceva in passato, con allegati e risvolti tragici, si passa a quella in decadenza di oggi descritta dal giornalista Mario Giordano. Mentre oggi noi, dopo ¾ di secolo, ancora pensiamo e litighiamo per la Seconda Guerra Mondiale (di chi fu la colpa, se causarono più vittime i tedeschi, gli americani, i fascisti, i partigiani) in silenzio ci stanno portando via la nostra nazione. Il Made in Italy che ci ha fatti grandi nel mondo non è più italiano: ogni 48 ore un’azienda passa in mani straniere; di solito sono le imprese in crisi, nate nei sottoscala durante il miracolo economico, ma anche quelle sane i cui proprietari si stancano di gestirle. Tutti sono contenti che il lavoro è salvo, però dopo qualche mese i nuovi proprietari chiudono baracche e burattini e delocalizzano all’estero, dove la manodopera costa meno, e di solito non si dà neanche un preavviso ai dipendenti licenziati. Franza o Spagna, chiunque ci magna: grosse catene di supermercati estere schiacciano quelle nostrane senza che ci sia reciprocità, gli edifici storici dei centri delle città italiani, con le attività commerciali antiche, se li comprano gli americani, i cinesi, i turchi (l’istituto della zecca dello stato è diventato cinese, nella laguna veneta un’isoletta è divenuta turca), le squadre di calcio diventano di proprietà straniera. La lingua italiana si sta estinguendo con l’avanzare delle nuove tecnologie; a Milano piazze, strade ed edifici cominciano ad avere delle intestazione relative a supporti tecnologici e della telefonia mobile (Piazzetta Apple, gli edifici Spark One e Spark Two nel business district, eccetera); i giovani entrando nei posti di lavoro sono costretti a sostituire i nomi delle varie mansioni con il corrispondente inglese. Siamo invasi da cibi italiani falsi, brutte imitazioni dei prodotti nostrani di fama internazionale. Non siamo neanche più padrini a casa nostra: le mafie nigeriana e cinese si ramificano su tutto il territorio nazionale colpendo sei volte al giorno e potrebbero scatenare delle guerre tra loro. Il Caso di Castel Volturno, divenuto un ghetto nigeriano, dove applicano la legge voodoo. Le mafie nostrane si dicono rassegnate: non hanno abbastanza “picciotti” per contrastare le nuove (comunque tutte le organizzazioni criminali sono da condannare, sia italiane che straniere). Le forze dell'ordine sono impotenti, essendo in inferiorità numerica. Ci sono grandi comunità cinesi invisibili che non si integrano: aprono mega centri commerciali dove vendono roba di marca non originale, hanno un’economia sommersa, illegale, infliggono punizioni corporali ai loro dipendenti, anche italiani, le loro giornate hanno trenta ore.  Anche gli sceicchi arabi si stanno comprando l’Italia, dagli alberghi, alla Costa Smeralda, e finanziano la costruzione di moschee con all’interno potenziali jihadisti. L’Italia si sta spopolando di italiani: per le poche nascite e per crescente fuga all’estero. Coloro che non vogliono adattarsi al ribasso dei salari che ha causato l’immigrazione dall’estero sono costretti ad andarsene; anche i professionisti vanno via perché altrove guadagnano molto di più. Il caso di Monfalcone (fino ad alcuni anni fa roccaforte rossa, ora invece è passata alla Lega), dove nei cantieri navali hanno importato massiccia manodopera straniera; alcuni mesi fa un operaio è morto: era uno dei pochi italiani che aveva accettato le stesse dure condizioni lavorative degli extraitaliani. In molte scuole non ci sono quasi più alunni italiani: infatti il limite del 30% di alunni stranieri poco viene rispettato. L’Europa vorrebbe portarci via quel poco di nostro che è rimasto, come ha cercato di fare con la Grecia. L’autore, che ha percorso l’Italia da nord a sud, trovando molti piccoli centri spopolati o abitati da due o tre abitanti, non vuole rassegnarsi e sprona i suoi quattro giovani figli a rimanere in Italia a non rassegnarsi alle negatività e a combattere per migliorare questa società.

domenica 3 febbraio 2019

414) IL BLOG COMPIE DIECI ANNI


3 FEBBRAIO 2009 – 3 FEBBRAIO 2019: UN BREVE BILANCIO NEL 10° ANNIVERSARIO DELLA CREAZIONE DI QUESTO PUBBLICO DIARIO VIRTUALE.


Sono passati esattamente dieci anni dalla creazione di questo blog, anche se i primi tre anni sono stati vissuti in una piattaforma diversa da Blogger: la defunta Splinder. In ogni modo tutti gli scritti compresi tra il 2009 e il 2012 sono stati riportati nel blog attuale. Neanch’io auspicavo di resistere così a lungo: pensavo che col tempo mi sarei stancato e avrei lasciato perdere, trasferendomi nei canali informatici più popolari, dove generalmente si mettono nome e cognome, ma non l’ho fatto. I blog tradizionali li puoi “arredare” come vuoi, puoi approfondire di più, sono più facili da ritrovare, i suoi archivi facilmente consultabili e, nonostante tutto, ancora ce ne sono un bel numero, gli altri è difficile trovarli, dovendo entrare per forza nei canali telematici dove sono presenti. Se potessi tornare indietro, al momento del debutto, e guardando sulla destra dello schermo di questo sito, in “archivio”, vedessi gli anni che avrei colorato in seguito, guarderei al futuro: due elezioni politiche, tre elezioni regionali, due elezioni comunali, due europee, eventi di rilevanza paesana, nazionale, internazionale, catastrofi, qualche soddisfazione personale raggiunta, sfizi tolti, cinema, libri, eccetera. Nel descrivere le notizie di paese uno può anche documentarsi a fondo per strada e tra le conoscenze, mentre per quelle nazionali ed internazionale ci sono le grandi testate di informazione e poi si interpretano secondo il proprio punto di vista. Quando gli eventi si ripetono costantemente (vedasi attentati terroristici, immigrazione), la notizia nella sua drammaticità non fa più clamore e si preferisce evitare di scrivere sempre le stesse cose e magari si riportano gli articoli di giornalisti affermati. Idem per gli anniversari e le ricorrenze annuali.



Gli articoli pubblicati (o post) sono stati complessivamente, compreso il presente, 414, quasi tutti originali, non copiati, i commenti ricevuti solo 496, le visite ricevute in sette anni di blogger sono state circa 141.500. I post più visitati sono presenti sula destra in ordine di visite ricevute (“post più popolari”): quasi sempre è l’immagine che uno cerca su Google a determinare l’incremento delle visite. Quando c’era Splinder era più facile ricevere commenti, mentre ora è un po’ più difficile; sono anch’io che non mi faccio pubblicità attraverso i molti servizi che offre Google da cui dipende Blogger. Il post con più commenti è il numero 10 (Commilitoni ritrovati, che emozioni), ne contiene ben 50, è anche al secondo posto tra quelli più visitati (oltre 4.000 visite) e appunto ha 10 anni. Il maggior numero di visite ricevute proviene dall’Italia (63.400), seguono gli Stati Uniti a 50.800, la Russia a 7.700, la Germania a 5.600 e via via gli altri stati, c’è anche una regione sconosciuta a 500 visite. La stragrande maggioranza delle visite è arrivata attraverso i sistemi operativi Windows (Explorer, Chrome, Firefox) e Macintosch, soltanto delle percentuali di visite irrisorie arrivano attraverso la telefonia mobile. All’inizio avevo più voglia di scrivere, oggi ne ho un po’ di meno. Comunque in futuro non mancherò di continuare a colorare questo sito con eventi di rilevanza nel mondo che mi circonda.