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mercoledì 15 giugno 2022

495) IL RESPONSO DELLE ELEZIONI COMUNALI DI CORI 2022

RISULTATO SCONTATO A FAVORE DI DE LILLIS, CON LA STESSA PERCENTUALE DELLE PRECEDENTI CONSULTAZIONI, MA CON UN ELETTORE SU DUE CHE HA VOTATO. DISCRETA PROVA DI SILVI E DELLA SUA COMPONENTE CHE, DECIDENDO DI PRESENTARSI E ALL’ULTIMO MOMENTO, SALVANO LA FACCIA, EVITANDO CHE L’INTERO CONSIGLIO COMUNALE FINISSE IN MANO AVVERSARIE.

 


Cori e Giulianello insieme

(Pd, socialisti, autonomie, indipendenti)

Mauro Primio De Lillis

3.545 (78,97%)

Ennio Afilani 709, Simonetta Imperia 648, Annamaria Tebaldi 430, Antonio Betti 414, Luca Zampi 411, Elisa Massotti 341, Aristide Proietti 323, Michele Todini 269, Chiara D’Elia 262, Erica Marchetti 222, Sabrina Pistilli 201, Vincenza Irene Callea 191, Andrea De Lillis 182, Paolo Fantini 145 Sonia Riposo 72, Alessandro Di Meo 26.

 

L’altra città

(FdI, Lega, indipendenti)

Evaristo Silvi

944 (21,03%)

Germana Silvi 191, David Mariani 183, Tommaso Cherubini 103, Francesco Ducci 89, Quintilio Carpineti 68, Angelo Palliccia 58, Velia Moroni 52, Luca Lancioli 40, Monica Retrosi 28, Iole Pecutari 23, Marco Ciuffa 18, Paolo Perrini 3.

 

Inscritti: 8.480

Votanti: 4.758 (56,11%)

Voti validi: 4.489 (94,34%)

Schede bianche: 95 (2%)

Schede nulle: 174 (3,66%)

 

Consiglio comunale

Maggioranza (Cori e Giulianello insieme): Mauro Primio De Lillis (sindaco), Ennio Afilani, Simonetta Imperia, Annamaria Tebaldi, Antonio Betti, Luca Zampi; Elisa Massotti, Aristide Proietti, Michele Todini, Chiara D’Elia, Erica Marchetti, Sabrina Pistilli.

Minoranza (L’altra città): Evaristo Silvi, Germana Silvi, David Mariani, Tommaso Cherubini, Francesco Ducci.

 

In queste elezioni comunali è stato raggiunto il minimo storico dei votanti: infatti circa un elettore su due ha votato. I due contendenti hanno mantenuto le percentuali delle precedenti consultazioni (79 e 21), mentre per numero di voti rispetto al 2017 Cori e Giulianello insieme ne ha persi oltre 700, L’altra città 200. C’è stato anche un evidente calo degli iscritti alle liste elettorali in confronto a 5 anni fa: 8.480 contro 8.765.

Visti questi dati, conveniva agli avversari del governo cittadino in carica provare a giocarsi la carta del boicottaggio, per fare in modo che l’affluenza non superasse il 50% e così invalidare le elezioni, facendo perdere la sola forza in campo? Qualcuno dice che sarebbe bastato il 40% dell’affluenza; anche se fosse stato necessario il 50% credo che sarebbe stata superata quella soglia di sbarramento: a gran parte degli elettori de L’altra città, di quelli che non seguono la politica e votano le singole persone, avrebbero chiesto i voti quelli dell’altra parte o comunque avrebbero scelto qualcuno di loro liberamente. Così, questi avrebbero avuto 16 consiglieri su 16 e all’ultimo eletto sarebbe bastato anche un solo voto. La scelta di scendere in campo da parte del centrodestra locale è stata saggia, corretta e necessaria, per avere una rappresentanza consistente di controllo degli atti della giunta paesana. Essendo partita tardi e presentandosi in numero inferiore rispetto ai rappresentanti dell’amministrazione comunale in carica, l’opposizione ha fatto una discreta figura. L’apporto di nuovi elementi di Giulianello (il quale ha eletto ben 7 consiglieri nei due schieramenti) ha portato buoni consensi alla lista di Silvi, facendoli però perdere a qualche consigliere uscente. Ora ci si aspetta un ruolo attivo, permanente, non solo ad inizio consiliatura. Oggi non è più come tempo addietro, quando alle spalle c’erano i vari partiti (FI, An e altri) che facevano politica localmente e si poteva contare sull’apporto di politici di peso che davano una mano alla vigilia delle varie elezioni.

Dall’altra parte le cose non sono diverse, ma oramai loro sono saldamente consolidati al vertice e non necessitano di aiuti per portare consenso. Fin quando essi potranno, conteranno sulla Regione del loro stesso colore politico per finanziare i progetti da “mille e una notte” (rifacimento delle piazze principali, della zona del Tempio, megaparcheggi, casa della salute, tangenziale, eccetera) che hanno promesso agli elettori. Io mi auguro per Cori che venga realizzato tutto. Il sindaco in carica non potrà ricandidarsi, perciò non avrà più lo stesso entusiasmo e la stessa voglia di fare e se le promesse non saranno mantenute il suo erede troverà qualche giustificazione: dicendo che la Regione Lazio non ha mantenuto gli impegni o che egli (Il futuro candidato) aveva un ruolo marginale, non decisionale, nella giunta comunale.

Ad ogni scadenza elettorale si sente sempre parlare dei gravi disavanzi nel bilancio comunale, nonostante gli assessori di competenza, che si sono susseguiti nel tempo, cerchino di sdrammatizzare la situazione. Allora i comuni indebitati sono la regola, non l’eccezione. Quelli di sinistra che gridavano per i debiti ai tempi della Giunta Bianchi, oggi ridono se dici la medesima cosa. Idem qualcuno, tra coloro che con quell’argomento fecero cadere il governo di centrodestra, e che oggi si è accasato in un’area politica che prima aveva combattuto con tutte le forze, dove gli hanno concesso un potere incontrastato, non precario, come quello dei tempi di Bianchi.

Il centrosinistra, talmente sicuro della vittoria, non si curava degli avversari, la guerra la facevano al suo interno tra loro i vari candidati e qualche bocciatura eccellente c’è stata (Le scorrettezze tra assessori e consiglieri, che facevano buon viso a cattivo gioco, ci sono state spesso in questi cinque anni). Non è la prima volta che accade, in tutte le consultazioni elettorali nel centrosinistra c’è sempre stato qualcuno, che aveva avuto dei ruoli di primo piano, e che poi non è stato riconfermato: nel passato era accaduto a Belliazzi, a Milanini, a Nuglio e ora anche a Paolo Fantini, di cui tutti ne parlano molto bene, come persona e come assessore alla cultura, concordo. Quando la politica è una passione, un qualcosa in più, non un lavoro, uno scopo per celebrarsi e la sola ragione di vita, le sconfitte vengono accettate con serenità e si è consapevoli che ci si può impegnare lo stesso, anche se si prendono pochi voti e non si è eletti: questo vale per tutti. E buon lavoro al nuovo consiglio comunale eletto.

domenica 5 giugno 2022

494) LA PRO CORI CALCIO VA IN PROMOZIONE REGIONALE

QUEST’ANNO, PER LA SECONDA VOLTA NELLA STORIA, UNA SQUADRA DI CALCIO A CORI È STATA PROMOSSA NEL CAMPIONATO REGIONALE DI PROMOZIONE LAZIALE: SI TRATTA DELLA PRO CORI. SE ESSA NON RIUSCIRÀ AD UNIRE LE FORZE CON L’ALTRA SOCIETÀ CALCISTICA CORESE, LA CORI MONTILEPINI, LE DUE REALTÀ POTRANNO TRANQUILLAMENTE COESISTERE.


A due anni dalla fondazione l’ASD Pro Cori Calcio è stata promossa dalla Prima Categoria alla Promozione regionale. È la seconda volta nella storia del calcio corese che si verifica un evento del genere: l’ultima volta fu nel 2014 con il vecchio Cori Calcio, da cui questa società calcistica ha ripreso lo stemma e i colori sociali giallo – rosso del nostro comune. È stato un campionato di Prima Categoria dominato all’inizio, a stagione in corso sembrava perso, in seguito è stato ripreso e solo all’ultima giornata è arrivata la vittoria finale. Personalmente l’evento mi rende felice e mi complimento con la società.

Questa squadra ha dovuto disputare gli incontri casalinghi a Norma, perché il campo di Cori, lo Stozza, ribattezzato da poco Romolo Palombelli, era sotto la gestione dell’altra società calcistica corese, la Cori Montilepini, attiva sia nel calcio a 5, sia in quello a 11, oltre a possedere l’intera filiera delle selezioni giovanili. Le dispute e le rivalità tra queste due realtà calcistiche non mi riguardano, vuoi perché non ci sono dentro, vuoi perché sono simpatizzante di entrambe le squadre. Però pare un po’ eccessivo che un comune di circa 10.000 abitanti si ritrovi ad avere ben 4 squadre di calcio: 2 a Cori e 2 a Giulianello con 2 campi a disposizione. Non c’è posto per tutti, anche perché nei terreni di gioco comunali non gareggiano soltanto le prime squadre, ci sono altresì le compagini giovanili. Sarebbero sufficienti due squadre: una a Cori e una a Giulianello. Se ciò non dovesse verificarsi, sarebbe auspicabile di trovare degli spazi e un accordo per fare in modo che la squadra esiliata possa disputare almeno gli incontri interni a Cori, per gli allenamenti si vedrà. Spetterà al Comune di Cori, si auspica da giudice imparziale, risolvere il contenzioso. 


Se una società calcistica possiede i mezzi e le risorse per poter gareggiare in un campionato dilettantistico che conta, nello sport più popolare, è un avvenimento più che positivo per il paese che si fa pubblicità e per i suoi abitanti è un orgoglio. Ma non bisogna sminuire il ruolo che ha avuto la Cori Montilepini in questi anni: ripartendo da zero ha praticamente rimesso su il calcio a Cori, ricostituendo pian piano l’intero settore delle giovanili e creando a Stozza dei campetti per il calcetto.