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domenica 31 maggio 2015

272) LA S.S. LAZIO 1900 VERSO I TRE SCUDETTI?

IL CAMPIONATO DI CALCIO 1914 – 15 FU SOSPESO PER LA GUERRA ED ASSEGNATO NEL 1919 INGIUSTAMENTE AL GENOA, VINCITRICE DEL GIRONE DEL NORD, CHE MOLTO PROBABILMENTE AVREBBE DOVUTO AFFRONTARE NELLA FINALISSIMA LA VINCENTE DEL GIRONE SUD, VALE A DIRE LA S.S. LAZIO.

 Una formazione della Lazio nella stagione 1914 - 1915

Cento anni fa, all’entrata in guerra dell’Italia nel Primo Conflitto Mondiale, il campionato di calcio venne interrotto quando, sia nel girone Nord e sia in quello del Sud, mancava una giornata al termine, che si sarebbe dovuta disputare il 23 maggio; ma ormai da qualche giorno era in atto la mobilitazione generale con il richiamo alle armi degli uomini. Allora il regolamento del campionato italiano di calcio era il seguente: c’erano dei piccoli gironi territoriali per qualificarsi nei gironi finali della Lega Nord e della Lega Sud e le due vincitrici delle leghe si affrontavano nella finalissima per contendersi il titolo di Campione d’Italia. Questa era la situazione ad una giornata dal termine: nel Nord il Genoa  aveva due punti di vantaggio sulla coppia Torino, Inter e quattro sul Milan; nel Centro Sud la Lazio aveva due punti di vantaggio sulla coppia Roman, Pisa e addirittura otto sul Lucca. Nell’ultima giornata del 23 maggio il Genoa avrebbe dovuto affrontare il Torino, all’andata aveva subìto sei reti di scarto dai granata, mentre la Lazio avrebbe dovuto giocare contro il fanalino di coda del suo girone, il Lucca e c’era la sfida Roman – Pisa. Se non ci fosse stata la guerra molto probabilmente la finale scudetto sarebbe stata Genoa – Lazio, oppure Torino – Lazio. È vero che le squadre del Centro Sud in quel periodo (ma pure oggi) non avevano speranze di affermarsi contro gli squadroni del Nord di allora, infatti la Lazio fu campione per tre volte della Lega Sud (1913,1914,1923) e fu sconfitta sonoramente nelle finalissime scudetto rispettivamente da Pro Vercelli, Casale e Genoa, ma assegnare d’ufficio lo scudetto al Genoa nel 1919, che non è detto che avrebbe disputato la finale, senza dare delle possibilità alle altre contendenti, fu un’ingiustizia colossale.

Ora i casi sono quattro:
1)     far rimanere tutto com’è;
2)     assegnare ex – aequo lo scudetto anche alla Lazio, che al 99% dei casi avrebbe vinto il suo girone;
3)     non assegnare quello scudetto a nessuno;
4)     far disputare oggi le partite che mancavano per terminare il campionato, finalissima compresa.

L’ultima ipotesi è la più clamorosa ma non sarebbe tanto sorprendente: in Germania in un caso analogo hanno fatto disputare una partita a circa cento anni di distanza per  l’assegnazione di un titolo. Sorgerebbero dei problemi perché qualche società calcistica di allora oggi non c’è più: il Roman, ad esempio, che assieme ad altre compagini avrebbe dato vita all’odierna AS Roma 1927 (la Lazio riuscì ad evitare quella fusione).
C’è anche un caso di assegnazione ex aequo di uno scudetto nel 1922, alla Novese e alla Pro Vercelli, perché c’era stata una scissione all’interno della Federcalcio ed organizzarono due campionati distinti. Poi ci sono due casi di scudetti revocati per provati illeciti: nel 1927 al Torino e quello recente del 2005 alla Juventus. Nelle due forzate soste belliche il calcio non si fermò del tutto, istituirono dei tornei sostitutivi vinti dal Milan e dai Vigili del Fuoco di La Spezia: anche le due società interessate potrebbero portare avanti delle battaglie legali, così come la Lazio, per vedersi riconoscere ufficialmente quei titoli. Io penso che ci saranno poche possibilità che assegneranno lo scudetto 1915 anche alla Lazio, ma se ciò dovesse accadere i propri tifosi non proveranno mai le emozioni e le gioie che hanno provato  quando la società, che storicamente ha vinto poco, ha conseguito realmente i due scudetti sul campo ed altri trofei importanti. Oltre a ciò, se accadrà tutti parleranno di sistema calcio malato e di mafia. Non sembra una carognata questa richiesta, semmai lo è quello che fu deciso allora, è una giusta rivendicazione. Gli scandali nel calcio e nello sport in generale sono altri, ben provati, pure la Lazio nel corso della sua storia è stata coinvolta, però non ha mai avuto la faccia tosta di negare l’evidenza come invece fanno alcuni di altre società.  

domenica 24 maggio 2015

271) I BISNONNI DELLA GRANDE GUERRA

IN OCCASIONE DEL CENTENARIO DELL'ENTRATA NELLA PRIMA GUERRA MONDIALE DELL'ITALIA RICORDI DEI MIEI BISNONNI (E DELLE LORO CONSORTI) CHE VI PARTECIPARONO.



Un attestato di partecipazione alla Grande Guerra, con annessa medaglia, firmato dal Ministro della Guerra Mussolini (oggi si direbbe ad interim) del mio bisnonno Casiero Andrea. Dalle notizie che ho tutti i miei bisnonni di sesso maschile parteciparono alla guerra del ’15 – ’18 e riuscirono a tornare dalle loro famiglie sani e salvi; anzi addirittura trovarono anche il tempo di allargare le loro numerose prole durante quel conflitto: infatti le mie due nonne erano nate entrambe nel 1917. Seguono le immagini dei miei bisnonni: dal ramo paterno tutto di Rocca Massima, al ramo materno non omogeneo (Cori, Albano, Puglie). Solo di una mia bisnonna pugliese non ho immagini perché morì giovane.


  • RAMO PATERNO


FILOMENA DEL FERRARO, ELEUTERIO CIARDI


  • RAMO MATERNO
ANDREA CASIERO (1877 - 1957), IDA QUADRELLI (1880 - 1940)

GIUSEPPE PERRUCCI

domenica 17 maggio 2015

270) LATINA E FROSINONE


LATINA E FROSINONE, I DUE CAPOLUOGHI DI PROVINCIA DEL BASSO LAZIO RIVALI NEL CALCIO E COSI' DIVERSI. DAL PUNTO DI VISTA DELLO SVILUPPO E DELLA QUALITA' DELLA VITA E' MEGLIO LATINA, MA FROSINONE, SEPPUR PIU' PICCOLO, E' MEGLIO ORGANIZZATO ED HA BUONISSIME VIE DI COMUNICAZIONE.




C'è grande festa in queste ore in Ciociaria per la storica promozione del Frosinone Calcio in Serie A. Così la Regione Lazio per la prima volta in assoluto avrà tre rappresentanti nella massima categoria calcistica nazionale. L'anno scorso questa storica impresa era stata sfiorata dalla compagine calcistica del Latina, ma la città sarebbe stata impreparata a questa eventualità, per cui qualche maligno sostiene che i giocatori latinensi abbiano perso di proposito lo spareggio decisivo contro il Cesena (ma non tutti ci credono, anche perché la scorsa estate la società pontina aveva dichiarato che l'obbiettivo di questa stagione sarebbe stato la promozione). Invece Frosinone non è assolutamente spiazzato dall'inaspettata promozione in massima serie: vuoi perché la squadra ha maggiore esperienza nel calcio professionistico, vuoi perché a differenza del Latina ha molti giocatori di proprietà e vuoi perché già da tempo si erano organizzati nell'allargamento del vecchio stadio e nella costruzione di uno nuovo di zecca.



Al di la della rivalità e degli sfottò tra tifosi del Latina e del Frosinone (gli insulti più comuni sono: pecorari i ciociari, paludari e bufalari i pontini) facendo un confronto tra le due città bisogna ammettere che Latina è molto più grande e più sviluppata, ma Frosinone, nonostante abbia meno della metà degli abitanti di Latina (125.000 contro 48.000), dispone di preziosissime ed importanti vie di comunicazione: prima tra tutte l'Autostrada del Sole (spina dorsale della penisola italiana, principale asse di collegamento viario nord/sud) e naturalmente di un'importante ferrovia. Latina invece ha una malandata superstrada come "veloce" collegamento stradale e la stazione ferroviaria è molto lontana dal centro della città. Anche il litorale non è in pieno centro cittadino. Quindi alla seconda città del Lazio, per popolazione ed estensione, manca di quelle necessarie vie di comunicazioni e di quei sevizi come un piccolo porto, un piccolo aeroporto civile, una metropolitana leggera, che la farebbero uscire dall'isolamento perenne.

Certo la città pontina, a differenza di Frosinone, non ha storia e quindi mai avrebbe una vocazione turistica, escludendo naturalmente quella balneare, ma i piccoli centri montani della propria provincia potrebbero anch'essi uscire dall'isolamento e potrebbero acquisire notorietà attraverso un capoluogo ben collegato col mondo esterno e naturalmente con la sua squadra di calcio nelle massime categorie professionistiche. Bisogna ammettere che Frosinone ha avuto dei buoni agganci politici per il passaggio dell'Autosole in un periodo di espansione economica ed edilizia; mentre oggi si discute, si discute e non si realizza nulla: è il caso dell'ammodernamento della Pontina e del suo collegamento con l'Autostrada del Sole, i cui progetti sono tornati in discussione, quando sembravano stessero partendo. Frosinone e Latina sono dei patrimoni per il nostro territorio nelle massime categorie dello sport più popolare, però bisogna riconoscere che il capoluogo ciociaro è meglio preparato, è meglio organizzato per la Serie A ed è più facilmente raggiungibile dal resto d'Italia. Mi auguro che Latina mantenga la Serie B e che un domani raggiunga quel traguardo, disponendo di quei servizi e di quelle infrastrutture necessarie.

lunedì 11 maggio 2015

269) BERLUSCONI È ALL’EPILOGO?

SILVIO BERLUSCONI SEMBRA VOLERSI SBARAZZARSI DI PARTE DEL SUO IMPERO, DALLE SUE AZIENDE ALL’AC MILAN. SOLO LA POLITICA NON LASCIA: IN QUESTO CAMPO NON SI CAPISCE QUALI SIANO LE SUE INTENZIONI PERCHÉ NEGLI ULTIMI TEMPI MOLTE SONO STATE LE SUE GIRAVOLTE.

Sono sempre più insistenti le voci secondo le quali la famiglia di Silvio Berlusconi intende vendere quote considerevoli delle sue aziende, soprattutto la squadra calcistica dell’A.C. Milan 1899. Come mai quell’impero inizia a scricchiolare, quando fino a pochi anni fa sembrava in continua espansione? Peserà senza dubbio la sentenza con la quale l’ex cavaliere ha dovuto dare un maxirimborso al suo imprenditore rivale De Benedetti, senza dimenticare il mantenimento milionario in favore dell’ex moglie e i costosi processi passati e presenti in cui è stato o è imputato. Berlusconi ciononostante rimane sempre uno degli uomini più ricchi d’Italia e del mondo, però ora per lui è arrivato il momento della prudenza economica, non essendo più il momento delle spese folli: sia nel calcio, sia nella politica. I nuovi magnati della finanza internazionale provengono dal medio e dall’estremo oriente: in un occidente in crisi economica stanno comprando tutto, soprattutto le società di calcio, che hanno fama e notorietà planetaria. Berlusconi ha dichiarato che intende mantenere la maggioranza azionaria delle sue società: se venderà, cederà delle quote minoritarie, così da disporre dei nuovi capitali per rendere nuovamente competitive le sue attuali proprietà.

 

L’unico campo in cui Silvio Berlusconi non dà segni di rinunzia è quello politico. Noi gli siamo grati e riconosciamo i meriti per tutto quello che ha fatto, ma non sarebbe ora che indicasse un degno successore? Ai tempi del Pdl  l’aveva segnalato in Angelino Alfano; ma avrebbe preso un granchio colossale e meno male che è finita come è finita. (Ora il suo minuscolo partito è completamente succube del Pd: i suoi componenti per stare attaccati il più possibile alle poltrone e tenersi il potere sono stati favorevoli ad una legge elettorale antidemocratica che li cancellerà dalla scena politica. Ed il Presidente della Repubblica non ha fatto obiezioni: non poteva opporsi a coloro che lo hanno portato dov’è. Comunque, giudici permettendo, ci sarà il referendum popolare.) Nel partito del Berlusca le lotte tra fazioni non si arrestano. Negli ultimi tempi sempre più intenso è stato lo scontro tra Berlusconi e Fitto; certo che tra tutti e due: il primo non vuole ritirarsi, il secondo si è montato la testa dopo le scorse elezioni europee in cui raccolse molte preferenze personali. Ora si parla dell’accantonamento di Forza Italia e della creazione di un ennesimo nuovo partito nato dall’unione di più forze politiche per poter competere con il Partito Democratico (a meno che non si sfasci anch’esso). Dopo il fallimento del Pdl le altre piccole formazioni di destra non vogliono saperne più di queste ammucchiate. Che facciamo? Prima Forza Italia e Alleanza Nazionale, poi il Popolo delle Libertà, successivamente di nuovo Forza Italia e ora? Prima si forma un governo di larghe intese, poi si esce, poi si collabora nuovamente, infine si fa opposizione. Oltre a fare perdere consensi, non è confusionario e ridicolo tutto ciò? Per di più sarebbe da incoerenti mettersi di nuovo con Alfano, quando ora a destra gli fanno una dura opposizione. È pure vero che Silvio Berlusconi risuscita sempre quando sembra finito, ma mica è eterno.