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venerdì 30 dicembre 2022

507) I PRINCIPALI AVVENIMENTI DEL 2022 DEL BLOG

I PRINCIPALI ACCADIMENTI DEL 2022 DESCRITTI IN QUESTO SITO: IL PASSAGGIO DELLE CONSEGNE MEDIATICO TRA LA GUERRA IN UCRAINA E LA PANDEMIA COVID; LA RIELEZIONE TRA LE POLEMICHE DI MATTARELLA; LA CADUTA DEL GOVERNO DRAGHI, LE ELEZIONI POLITICHE ANTICIPATE E LA VITTORIA DEL CENTRODESTRA GUIDATO DA MELONI; I PRIMI OSTACOLI DEL GOVERNO MELONI, TRA IL CARO -ENERGIA, L’IMMIGRAZIONE E LA MANOVRA FINANZIARIA; IL RITORNO ALLA VITA PRE-PANDEMICA, TRA EVENTI ESTIVI PAESANI (CAROSELLO STORICO E FESTIVAL DEL FOLCLORE) E LA RIPRESA MASSICCIA DELLE VACANZE; LA RICONFERMA NEL “DESERTO DELLE URNE” DI DE LILLIS  A CORI; LA PROMOZIONE DELLA SQUADRA LOCALE DI CALCIO; LA MORTE DELLA REGINA ELISABETTA II; LA RIVOLTA IN CORSICA; IL MONDIALE DI CALCIO TRA SPORT, CONTROVERSIE  E POLITICA.  


Il principale avvenimento del 2022 è stato senza dubbio lo scoppio della guerra in Ucraina, per mano russa, che ha scalzato dall’attenzione mediatica, dopo più di due anni, la pandemia Covid 19. La Russia, dopo 30 anni dalla fine dell’Urss, ha deciso di ambire nuovamente al ruolo di grande potenza, tentando di controllare, direttamente o indirettamente, gli stati del suo ex e vasto impero, popolati da vaste minoranze russofone. Essa però non ha fatto i conti con l’Occidente, il quale fornisce assistenza e aiuti all’Ucraina, così da non farla crollare facilmente. Dopo la paura iniziale, sembra scongiurata per il momento l’ipotesi che il conflitto possa allargarsi sino a noi: ormai è solo televisione, la preoccupazione maggiore riguarda le bollette dell’elettricità che sono aumentate a dismisura per l’embargo imposto alla Russia. Qualche temerario occidentale parte volontario per il fronte per provare un’esperienza insolita, senza rendersi conto di cosa sia un conflitto. La crisi energetica ha avviato nuovi dibattiti sulla ricerca di energie alternative e sullo studio di combustibili fossili, non sfruttati, presenti in Italia. Quel fronte del no a tutto, si oppone anche all'ammodernamento o alla realizzazione delle grandi opere pubbliche, fondamentali per lo sviluppo di un paese. Le troppo pignoleria e burocrazia che bloccano, non sono applicate su argomenti "coretti politicamente". 

È stata molto movimentata ed interessante l’ampia pagina sulla politica italiana. Ad inizio anno c’è stata la riconferma a sorpresa di Mattarella a Presidente della Repubblica: a sorpresa perché lo stesso aveva smentito molte volte l’ipotesi di farsi rieleggere e aveva proposto il divieto della rielezione del capo dello stato da mettere nella Costituzione. L’unica alternativa a Mattarella era Draghi, ma egli era Capo del governo e i parlamentari erano terrorizzati dall’ipotesi di eleggerlo, non trovando sostituti per l’esecutivo, così da andarsene a casa senza l’agognato vitalizio che era ad un passo. Quando il M5s si è sfilato dal governo, Draghi ha mollato e le nuove elezioni anticipate sono state concesse senza più patemi d’animo. Nelle nuove elezioni politiche c’è stata una vittoria netta e schiacciante del centrodestra guidato da Giorgia Meloni (il suo partito è risultato il più votato), la quale è stata la prima donna ad essere nominata Presidente del Consiglio dei ministri. Dopo l’entusiasmo iniziale il governo, come previsto, ha iniziato a subire duri attacchi, da dentro Italia e da fuori, per le sue politiche di contrasto all’immigrazione illegale, per le bollette per famiglie e imprese e per la manovra finanziaria.

A Cori c’è stata la prevista riconferma di Mauro De Lillis a sindaco, in un’astensione dal voto che non si era mai vista prima (ma la soglia di validità elettorale è stata superata senza problemi). Lo sfidante è stato Evaristo Silvi: dopo molti tentennamenti la sua lista civica ha deciso di provarci, non rischiando con la carta dell’elevatissimo astensionismo, al fine di invalidare le elezioni. I votanti sono stati molti di meno rispetto alla volta precedente, ma le percentuali sono state le stesse per i due tradizionali cartelli elettorali: 80% contro 20%. La vita nel paese è tornata alla normalità dopo il Covid: processioni religiose, specie quella della Madonna del Soccorso, quest’anno stravolta, carosello storico, festival del folclore internazionale, iniziative culturali, piani bar nei locali e c’è stata altresì la ripresa massiccia delle vacanze verso i luoghi di villeggiatura. Il calcio locale ha vissuto un’altra stagione di gloria, con la vittoria del campionato di Prima categoria regionale della Pro Cori.

Gli eventi internazionali, oltre alla guerra, hanno riguardato la morte della Regina Elisabetta II del Regno Unito, dopo esattamente 70 anni di regno, la rivolta nell'isola della Corsica e il mondiale di calcio in Qatar, finito con la vittoria dell’Argentina. Questo avvenimento è stato descritto, sia nel senso sportivo vero e proprio e sia in un contesto polemico e ipocrita di relazioni politiche internazionali, a causa dei “diritti civili” negati in Qatar, che sono fondamento dell’Occidente; alla fine non c’è stato nessun boicottaggio occidentale: erano troppo grossi gli interessi in ballo.  Rimanendo in tema calcistico nel mese di dicembre ci hanno lascito due grandi del calcio: il serbo Sinisa Mihajlovic e forse il più grande calciatore di tutti i tempi, ovvero il brasiliano Pelè.

P.s.: nella tarda mattinata del 31 dicembre ho appreso la notizia della dipartita del Papa emerito Benedetto XVI, un grande Papa. Aggiungo anche Lui al cordoglio e alle preghiere per i grandi personaggi che ci hanno lasciato nel 2022.

mercoledì 14 dicembre 2022

506) LA PRIMA MANOVRA FINANZIARIA DEL GOVERNO MELONI

PRIME PROVE ECONOMICHE PER IL GOVERNO MELONI: rimodulazione del reddito di cittadinanza, lievi aumenti delle pensioni minime E QUOTA 103, incentivi alle famiglie e alla natalità. sarÀ UN PRIMO PASSO VERSO L’ESECUZIONE DEL PROGRAMMA ELETTORALE.

 


Il primo banco di prova per il governo presieduto da Giorgia Meloni avverrà con l’approvazione della proposta della manovra finanziaria annuale. Questo esecutivo si è insediato ad ottobre inoltrato, per cui è stato impegnato per tutto il tempo nel preparare questo importante provvedimento economico, il quale dovrà essere approvato per legge entro fine anno, se non si vorrà ricorrere all’esercizio provvisorio. Sarà interessante constatare se, a questa prima verifica numerica di maggioranza, i parlamentari che sostengo il governo rimarranno compatti, anche in vista dell’approvazione delle altre leggi da qui ai prossimi mesi, ai prossimi anni.

Un provvedimento inserito in questa manovra riguarda la riformulazione del controverso strumento del “Reddito di cittadinanza”: senza dubbio esso aiuta molte fasce più deboli, ma è altresì un incentivo a rimanere inoccupati e redditizio per le organizzazioni criminali e per gli stranieri dell’Unione Europea che aggirano le leggi. Gli ultimi citati fanno di tutto per prendere la residenza in Italia. Da quando è stato introdotto questo sussidio statale, nel corso del tempo sono state scoperte numerosissime truffe. Nulla cambierà per coloro non idonei al lavoro, mentre per gli altri questo sostegno economico sarà a tempo limitato e ovviamente si terrà conto anche degli eventuali familiari a carico. Da quando c’è questo reddito di cittadinanza non si trovano più lavoratori stagionali, soprattutto nel settore turistico, balneare e della ristorazione. Nella teoria i percettori del reddito avrebbero dovuto ricevere offerte di lavoro dallo Stato e dopo qualche rifiuto avrebbero perso il sussidio; nella pratica non è stato così. In futuro sarà importante creare una sinergia tra Stato e imprese, senza allontanarsi col passare del tempo, per reperire le tipologie di lavoratori che servono ed eventualmente formarli, reperendoli tra i beneficiari di questo reddito. Anche nel ricercare i lavoratori dall’estero si terrà conto dei disoccupati nostrani col sussidio dello stato. È un controsenso effettuare regolarizzazioni di massa per gli stranieri, senza tener conto degli autoctoni mantenuti per non far niente. Il bonus cultura per i giovani d’ora innanzi riguarderà solamente quelli appartenenti alle classi meno abbienti. Proseguirà la linea degli aiuti alle famiglie e alle imprese per il caro-bollette.


I soldi risparmiati con la riforma del Reddito di cittadinanza serviranno per aumentare lievemente le pensioni minime a 600 €: un primo passo per arrivare a 1000, come promesso in campagna elettorale. Nel tempo si arriverà ad una parziale riforma della legge Fornero sulle pensioni, introducendo la cosiddetta “quota 103” (62 anni di età e 41 di contributi), un po’ meno costosa della breve ed abolita “quota 100”. Tutti vorrebbero la pensione il prima possibile, specie coloro che svolgono lavori gravosi e di fatica; bisogna considerare che gli anziani sono molti e la popolazione giovane si riduce sempre più, tra calo delle nascite e fughe all’estero: se non ci sarà un consistente decollo delle nascite ed occasioni stabili in Italia, in futuro difficilmente si anticiperà l’età pensionabile. Ecco allora la prosecuzione del piano per la ripresa demografica, incrementandolo molto di più rispetto al precedente governo. Sono solo poche settimane che c’è questo Governo, non si può far tutto in pochi giorni. Attendiamo per valutare e giudicare l’operato.

domenica 27 novembre 2022

505) LE IPOCRITE POLEMICHE SUI MONDIALI IN QATAR

CI SONO POLEMICHE A NON FINIRE NEL MONDO OCCIDENTALE SUI CAMPIONATI MONDIALI DI CALCIO CHE SI STANNO SVOLGENDO IN QATAR, PER I COSIDETTI DIRITTI CIVILI NEGATI E PER LE ACCUSE DI CORRUZIONE ALLA FIFA, MA GLI OCCIDENTALI CONTINUANO A FARE AFFARI CON GLI ARABI E NESSUNA NAZIONALE DI CALCIO HA RINUNCIATO A PARTECIPARVI.

 


In questi giorni sono al centro dell’attenzione i mondiali di calcio che si stanno svolgendo in Qatar, non solo per il grande evento sportivo quadriennale inteso in senso stretto. Non si fa altro che parlare del Qatar e di quei diritti civili negati, che oggigiorno sono il pilastro delle società occidentali: principalmente l’emancipazione delle donne, il diritto all’omosessualità, dei lavoratori e la laicità dello stato. A questo si aggiunge anche l’accusa di corruzione alla Fifa (l’organizzazione mondiale del calcio che organizza il campionato del mondo), al fine di aver assegnato l’organizzazione di questo avvenimento al Qatar. Non so se quest’ultimo punto sia vero: chi afferma ciò dovrebbe avere le prove e portarle agli organi competenti, altrimenti quelle parole rimarranno solo illazioni, accuse vuote e campate in aria. Non è la prima volta che accade: di solito quando si assegna un mondiale, un europeo di calcio, un olimpiade, le nazioni in lizza uscite sconfitte non ci stanno e da qualche tempo è divenuta prassi accusare di corruzione il paese che ha ottenuto l'evento sportivo. I mondiali di calcio di solito vengono assegnati, non solo considerando la tradizione sportiva, anche le possibilità che ha uno stato di realizzare le infrastrutture adeguate (stadi adatti, collegamenti adeguati tra città, alberghi, centri sportivi): ci sono i paesi più ricchi che hanno maggiori disponibilità finanziarie e nella penisola araba di soldi ne girano moltissimi. C’è l’esempio della Colombia, a cui erano stati assegnati i mondiali del 1986: alla fine dovette rinunciarvi per la grave crisi economica e politica in cui versava. Realizzare le necessarie infrastrutture diviene sempre una corsa contro il tempo: sempre ci sono scappati dei morti nei cantieri durante i lavori per preparare i mondiali di calcio (anche per Italia 90), però da quel che si dice non sono mai stati così numerosi come per Qatar 2022.


La Fifa di solito non ha mai penalizzato un paese per la sua situazione politica non democratica, al massimo gli avversari si rifiutavano di scendere in campo (perdendo a tavolino) contro una squadra a cui non piaceva il regime a cui era sotto. Ricordiamo i regimi in vigore nell’Italia 1934 e nell’Argentina 1978 che organizzavano i mondiali, considerando che negli anni 1930 la democrazia era quasi inesistente ovunque e che i paesi latinoamericani sono da sempre soggetti ad instabilità politiche. Anche quattro anni fa, in occasione dei mondiali di calcio organizzati dalla Russia, ci fu qualche polemica: già si presagiva quello che sarebbe successo in seguito e il torneo fu svolto ugualmente.

Ritornando ad oggi, nonostante questi grandi sdegno ed indignazione per la situazione del Qatar, nessun paese che contesta ha rinunciato a partecipare ai mondiali di calcio: a parole sono bravi tutti, con i fatti no. È troppo rinunciare alla gloria e al prestigio che la vetrina internazionale offre, oltre che ai vari profitti che offrono gli sponsor. Da sempre gli Europei e gli Americani conoscono le condizioni di vita sociali dei paesi arabi, senza mai rinunciare a fare affari con essi. Solidarietà alle vittime del lavoro e ai lavoratori in generale in Qatar; i diritti e le libertà non vanno messi in discussione, ma delle volte sdoganare troppo certe tendenze o far passare per diritto la soppressione della vita, comporterà la rovina, la decadenza dell’occidente e la sua estinzione.

domenica 13 novembre 2022

504) SI TORNA A PARLAR D’IMMIGRAZIONE

L’IMMIGRAZIONE ILLEGALE, CON LE NAVI ONG CHE ATTENDEVANO, NON SI ERA MAI ARRESTATA: MENTRE CON DRAGHI NON SE NE PARLAVA PIÙ, DA POCHE SETTIMANE, DA QUANDO È TORNATA LA DESTRA AL GOVERNO, OCCUPA NUOVAMENTE LE PRIME PAGINE DELLO SPAZIO MEDIATICO.

Col ritorno della destra al governo sono partiti a razzo i mezzi d’informazione con le solite massicce campagne di contrasto. I grandi media nazionali ed internazionali quando c’era Draghi al governo, l’uomo delle istituzioni, dell’Europa, dei poteri forti, erano tutti filogovernativi, non dando molta importanza a delle questioni che oggi ingigantiscono a dismisura, per cercare di mettere in cattiva luce, in Italia e nel mondo, il nuovo governo di Giorgia Meloni. Un esempio di quanto esposto è stata la grande indignazione mediatica per uno sgombro di un raduno illegale di giovani, in un capannone abusivo e non sicuro, nel quale sarebbero circolati droga e superalcolici. Si sta dalla parte degli abusivi, degli spacciatori, pur di andare contro questo esecutivo. Inoltre si dà poca importanza alle minacce di morte, esposte attraverso le scritte sui muri e ai manichini impiccati, rivolte verso qualche membro della nuova classe governativa; se fosse accaduto a qualche esponente dell’altra parte politica, apriti cielo!

La maggior questione che è tornata in auge dopo l’oblio nel quale era piombata è il solito problema degli sbarchi illegali di immigrati privi di documenti. Nonostante questi approdi quest’anno fossero aumentati considerevolmente rispetto ai precedenti anni, quest’estate se ne parlava appena, non mettendoli in primo piano. Pure allora c’era il problema delle navi delle Organizzazioni non governative (ong), che attendevano qualche giorno, qualche settimana, prima di avere l’autorizzazione ad attraccare nella solita Italia (che doveva dire per forza sì, mentre gli altri paesi se rifiutavano non c’era alcun problema), ma non era affatto uno scandalo, anche con i morti a bordo. Uguale per coloro che una volta sbarcati venivano lasciati liberi di commettere atti di criminalità e di terrorismo, come nel caso dell’attentato ad una chiesa in Francia: ci fu poco clamore mediatico. Ora si sta tornando ai livelli mediatici, sul tema degli sbarchi illegali, di quando Salvini guidava il Ministero dell’interno nel Governo Conte I. La nota positiva di quel periodo era che gli sbarchi e i decessi in mare diminuirono di parecchio.


Tornando ad oggi, si sta dando risalto a quelle nazioni che fanno la morale all’Italia sull’accoglienza e che allo stesso tempo se ne guardano bene di far entrare nelle loro terre quei profughi: blindano le loro frontiere e si rifiutano di accogliere le loro navi ong; una nave tedesca, francese, norvegese è territorio di Francia, Germania, Norvegia, paesi che dovrebbero essere il primo approdo dei naufraghi. Nonostante queste ong, le quali puntano per forza all’Italia, snobbando i porti più vicini del Nordafrica, la stragrande maggioranza degli approdi di immigrati irregolari nelle coste italiane avviene in modo autonomo o con l’ausilio delle motovedette nostrane e costoro vengono tutti accolti. Di conseguenza il governo si sta impegnando molto di più dei precedenti alfine di bloccare finalmente questa inumana tratta, fonte di profitto per molti, lasciando aperto il canale dell’immigrazione legale, in base alle esigenze e alle possibilità.

Sarà importante per l’Europa rimuovere, attraverso vari aiuti, le motivazioni che spingono tali popolazioni ad andarsene dalle loro terre. Coloro che cercano di partire fanno parte delle classi più colte e diciamo pure più benestanti: loro dovrebbero impegnarsi, chiedendo l’aiuto ai paesi più evoluti, nel rilancio e nello sviluppo dei loro territori, allontanando dal potere i governanti locali che non vogliono che accada ciò, detenendo quasi interamente le ricchezze in quei determinati stati.

Insomma, l’immigrazione via mare, con tutto quello che la contorna, è un argomento affrontato fino alla nausea, tra le colombe dell’accoglienza incondizionata e i falchi delle rigide regole, ma, mediaticamente, cade nel dimenticatoio o è un tema di primissimo piano a seconda dei momenti politici che si vivono.

sabato 22 ottobre 2022

503) IL GOVERNO DI GIORGIA MELONI

DOPO 11 ANNI DALL’ULTIMA VOLTA SI È INSEDIATO UN GOVERNO ELETTO DAL POPOLO, GUIDATO DA GIORGIA MELONI (PRIMA DONNA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI), COME CONSEGUENZA DELLE ULTIME ELEZIONI POLITICHE VINTE NETTAMENTE DAL CENTRODESTRA, DANDO L’AVVIO ALLA XIX LEGISLATURA DELLA REPUBBLICA ITALIANA.


GOVERNO GIORGIA MELONI

(68° governo della Repubblica italiana)

·         Presidente del Consiglio dei ministri: Giorgia Meloni (FdI)

·         Vicepresidenti: Antonio Tajani (FI), Matteo Salvini (LSp)

  • Sottosegretario alla presidenza: Alfredo Mantovano (Ind.)

 

MINISTRI:

1.    Affari esteri e cooperazione internazionale: Antonio Tajani (FI)

2.    Interno: Matteo Piantedosi (Ind.)

3.    Giustizia: Carlo Nordio (FdI)

4.    Difesa: Guido Crosetto (FdI)

5.    Economia e finanze: Giancarlo Giorgetti (LSp)

6.    Sviluppo Economico: Adolfo Urso (FdI)

7.    Politiche agricole alimentari e forestali. Francesco Lollobrigida (FdI)

8.    Transizione ecologica: Gilberto Pichetto Fratin (FI)

9.    Infrastrutture e mobilità sostenibili: Matteo Salvini (LSp)

10. Lavoro e politiche sociali: Marina Elvira Calderone (Ind.)

11. Istruzione: Giuseppe Valditarra (LSp)

12. Università e ricerca. Anna Maria Bernini (FI)

13. Cultura: Gennero Sangiuliano (Ind.)

14. Salute: Orazio Schillaci (Ind.)

15. Turismo. Daniela Santanchè (FdI)

 

MINISTRI SENZA PORTAFOGLIO

1.    Rapporti con il parlamento: Luca Ciriani (FdI)

2.    Pubblica amministrazione. Paolo Zangrillo (FI)

3.    Affari regionali e autonomie: Roberto Calderoli (LSp)

4.    Sud e politiche del mare: Nello Musumeci (FdI)

5.    Politiche europee, coesione e PNRR: Raffaele Fitto (FdI)

6.    Politiche giovanili e sport: Andrea Adobi (Ind.)

7.    Famiglia, natalità e pari opportunità: Eugenia Maria Roccella (FdI)

8.    Disabilità: Alessandra Locatelli (LSp)

9.    Riforme istituzionali: Maria Elisabetta Alberti Casellati (FI)


 

APPOGGIO PARLAMENTARE


CAMERA DEI DEPUTATI

(Presidente Lorenzo Fontana)

Maggioranza: FdI 118 – Lega 66 – FI 44 – misto 9 – TOTALE 237/400

Opposizione: Pd 69 – M5s 52 – A/Iv 21 – misto 21 – TOTALE 163/400

 

SENATO DELLA REPUBBLICA

(Presidente Ignazio La Russa)

Maggioranza: FdI 63 – Lega/Psa 29 – Fi 18 – Moderati 6 – TOTALE 116/206

Opposizione: Pd 38 – M5s 28 – A/Iv 9 – Auton. 7 – misto 7 – n.i. 1 – TOTALE 90/206

mercoledì 12 ottobre 2022

502) LE SANZIONI ALLA RUSSIA FANNO MALE A NOI

LE SANZIONI ECONOMICHE CONTRO LA RUSSIA, AI RUSSI FANNO UN BAFFO, MENTRE STANNO MANDANDO IN GINOCCHIO NOI, LA NOSTRA ECONOMIA E MOLTE IMPRESE SONO COSTRETTE A CHIUDERE PER IL CARO – ENERGIA.


Ormai sono più di sei mesi che infuriano i combattimenti tra Russia e Ucraina. Le nazioni occidentali, con l’Onu, hanno deciso di schierarsi decisamente in favore dell’Ucraina (vista come nazione aggredita), pur senza intervenire direttamente nel conflitto. Tale aiuto comparta l’invio di massicci e moderni armamenti pro Ucraina e l’attuazione di un embargo commerciale contro i russi. Sembra che la Russia vada avanti tranquillamente nella guerra, permettendosi addirittura il lusso di bruciare il gas invenduto, per prendere in giro i sanzionisti. Le difficoltà che essa sta avendo nel conflitto sono dovute principalmente alle armi che arrivano agli ucraini.

Tale blocco del commercio tra Occidente e Russia ha comportato una grave crisi energetica in molti paesi europei, i quali dipendono fortemente dalla Russia per l’energia. L’Italia è uno dei paesi che risente maggiormente di questa crisi, poiché è povera di risorse per produrre energia nel sottosuolo e quel poco che c’è non viene sfruttato appieno, per le solite opposizioni degli “ambientalisti da salotto”. Molte nazioni producono l’energia nucleare, il che allevia di molto il blocco delle importazioni del gas dalla Russia. Ecco allora i risultati: aumento alle stelle dei prezzi dei carburanti, delle bollette dell’energia elettrica e del gas. Le attività commerciali e le imprese in genere non riescono più a supportare tali bollette astronomiche e sono costrette a chiudere i battenti. Molte attività che avevano resistito alle chiusure imposte dal Coronavirus non possono far nulla per fronteggiare questa nuova emergenza economica. Lo Stato italiano potrà disporre degli aiuti per le aziende più colpite in un periodo limitato di tempo, non potrà farlo all’infinito. Per questo inverno a fatica ce la caveremo, per le successive stagioni fredde che verranno sarà molto difficile spuntarla.


In questa guerra non si intravede una luce in fondo al tunnel per la cessazione delle ostilità e per un ritorno alla normalità (la Russia, la quale tutela le minoranze etniche russe perseguitate, sarebbe disposta a trattare, cercando un compromesso, gli ucraini manco a parlarne), per cui occorrerà trovare urgentemente delle soluzioni per far sì di dipendere sempre di meno dall’estero per la produzione di elettricità: bisognerà intensificare le ricerche per la scoperta di nuovi giacimenti di gas e di petrolio nelle aree italiane ritenute idonee di terra e di mare, istallare impianti di energia geotermica, valutare il nucleare di ultima generazione o quello tramite fusione, i quali non comportano rischi. Le energie solare e eolica, attualmente in continua espansione, daranno un supporto in più, alle singole famiglie. Non bisognerà stare a sentire e farsi impressionare coloro che si opporranno allo sfruttamento del sottosuolo terrestre e marino: non tutto l’ambiente verrà deturpato e adibito alla ricerca di fonti energetiche, ci saranno ampi territori salvaguardati. Di fronte alle salatissime bollette quasi tutti si ricrederanno: infatti da un sondaggio risulta che oltre la metà degli italiani sia contrario alle sanzioni alla Russia e ovviamente condanna e si indigna per le varie atrocità dovute a quella situazione bellica.

mercoledì 28 settembre 2022

501) I DATI E L'ANALISI SULLE ELEZIONI POLITICHE 2022

VITTORIA NETTA DEL CENTRODESTRA A TRAZIONE FRATELLI D’ITALIA (CALA LA LEGA, RIMANE STABILE FORZA ITALIA), CROLLANO I CINQUE STELLE (NONOSTANTE DICANO IL CONTRARIO), NON CALA MOLTO IL PARTITO DEMOCRATICO PRIVO DI ALLEATI VALIDI E MODESTA AFFERMAZIONE DI AZIONE – ITALIA VIVA. CONTINUA INESORABILE IL CALO DEI VOTANTI.


RISULTATI ELEZIONI POLITICHE 2022 CAMERA DEI DEPUTATI

Affluenza: elettori 50 869 304, votanti 63,91%

 

·                    CENTRODESTRA: uninominale 12 299 648 voti, 43,79%, 121 seggi; proporzionale FdI 7 300 628 voti, 25,99%, 69 seggi /Lega 2 464 176 voti, 8,77%, 23 seggi/FI 2 279 130 voti, 8,11%, 22 seggi/Noi moderati 255 714 voti, 0,91% voti, 0 seggi; totale seggi centrodestra 235;

·                    MOVIMENTO 5 STELLEuninominale 4 333 748 voti, 15,43%,10 seggi; proporzionale 4 333 748 voti, 15,43%, 41 seggi; totale seggi Movimento 5 Stelle 51;

·                    CENTROSINISTRA: uninominale 7 337 624 voti, 26,13%, 12 seggi; proporzionale Pd 5 355 086 voti, 19,07%, 57 seggi/Avs 1 019 208 voti, 3,63%, 11 seggi/+ Europa 793 925 voti, 2,83% 0 seggi/Ic 169 405 voti, 0,6%, 0 seggi; totale seggi centrosinistra 80;

·                    AZIONE – ITALIA VIVA: uninominale 2 186 658 voti, 7,79%, 0 seggi; proporzionale 2 186 658 voti, 7,79%, 21 seggi; totale seggi Azione – Italia viva 21;

·                    SVP – PATT: uninominale 117 010 voti, 0,42%, 1 seggio; proporzionale 117 010 voti, 0,42%, 2 seggi;

·                    Valle d’Aosta: Valée d’Aoste 1 seggio;

·                    Seggi dall’estero: Pd 4, Lega 2, Movimento Associativo italiani all’estero 1, M5s 1.

 

RISULTATI ELEZIONI POLITICHE 2022 SENATO DELLA REPUBBLICA

Affluenza: elettori 50 869 304, votanti 63,91%

 

·                    CENTRODESTRA: uninominale 12 129 547 voti, 44,02%, 56 seggi; proporzionale FdI 7 165 795 voti, 26,01% 34 seggi/Lega 2 439 409 voti, 8,85%, 13 seggi/FI 2 279 980 voti, 8,27%, 9 seggi/Noi moderati 244 363 voti, 0,89%, 0 seggi; totale seggi centrodestra 112;

·                    MOVIMENTO 5 STELLEuninominale 4 285 894 voti, 15,55%, 23 seggi; proporzionale 4 285 894 voti, 15,55%, 5 seggitotale seggi Movimento 5 Stelle 28;

·                    CENTROSINISTRA: uninominale 7 161 688 voti, 25,99%, 39 seggi; proporzionale Pd 5 225 456 voti, 18,96%, 31 seggi/Avs 972 445 voti, 3,53%, 3 seggi/+ Europa 809 412 voti, 2,94%, 0 seggi/Ic154 375 voti, 0,56%, 0 seggi; totale seggi centrosinistra 73;

·                    AZIONE – ITALIA VIVA: uninominale 2 131 310 voti, 7,73%, 0 seggi; proporzionale 2 131 310 voti, 7,73%, 9 seggi;

·                    Valle d’Aosta: centrodestra 1 seggio

·                    Trentino Alto Adige: centrodestra 2 seggi, SVP – PATT 2 seggi, centrosinistra 2 seggi;

·                    Seggi dall’estero: Pd 3, Movimento Associativo italiani all’estero 1.

 

Da mesi i sondaggi politici indicavano il partito di Fratelli d’Italia quale primo partito con più del 20% dei consensi e la realtà è andata oltre le aspettative. Esso è risultato essere la prima forza nel centrodestra e in assoluto con oltre il 26% delle preferenze. In un periodo di crisi per il Covid e per la guerra in Ucraina è stata premiata la sua opposizione al Governo Draghi, sottraendo molti voti all’altro partito populista di destra, la Lega (passata dal 17% al 9%), che in quel governo era dentro. Forza Italia, il partito più moderato dell’alleanza di centrodestra, che tutti davano in caduta libera e avrebbe dovuto far quasi da comparsa, ha salvato la faccia con oltre l’8% dei consensi: quasi come la Lega, ma ben distante dal precedente 14% e dai tempi d’oro, in cui (come FI prima e Pdl poi) era il primo partito italiano. Sono rimasti delusi gli scissionisti centristi del Pd (Calenda e Renzi) che si aspettavano, con Azione – Italia viva, di superare Forza Italia (di cui hanno accolto i loro transfughi), andando oltre il 10%: nella realtà si sono attestati all’8%. Il Movimento Cinque Stelle canta vittoria col suo 15% perché si aspettava di peggio e celebra Giuseppe Conte salvatore della patria: dimentica che nelle precedenti politiche aveva preso più del doppio dei voti. I grillini si sono salvati da un risultato peggiore grazie ai voti del meridione, dove molti ricevono i sussidi del reddito di cittadinanza dal Movimento voluti. Il Partito Democratico, che grosso modo ha ottenuto la stessa percentuale delle precedenti politiche col 19%, già si sapeva che non ce l’avrebbe fatta, poiché non aveva alleanze numeriche consistenti (aveva rotto i rapporti con il M5s e con il piccolo centro dei suoi separatisti); non si capisce tutto lo stupore post elettorale e i processi interni, aggiunti al rammarico per la prematura caduta di Draghi dal governo. Forse sperava che il centrodestra non avrebbe raggiunto numeri sufficienti e avrebbe potuto proporre come al solito maggioranze alternative? Non è escluso che lo farà nel prossimo futuro se l’Europa e altri fattori, esterni ed interni, metteranno i bastoni tra le ruote al governo di centrodestra che dovrebbe essere guidato dal Presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. Non pervenuti i partiti e i movimenti di estrema sinistra, così come Di Maio con i dissidenti Cinque Stelle.


Di votazione in votazione diminuiscono sempre di più gli elettori; questa volta abbiamo raggiunto il minimo storico con il quasi 64% degli aventi diritto: evidentemente la gente non ha più la politica nel sangue come una volta, quando riteneva che votare fosse un dovere primario (fino a 30 anni fa votava oltre il 90% degli elettori): o essa pensa che la stessa sia un interesse come gli altri, che si preferiscono di più, o è rassegnata, conscia che nulla cambierà indipendentemente da chi governerà. Se qualcuno dei non votanti, che hanno scelto liberamente quell’opzione e senza che nessuno lo imponesse loro, vuole cambiare le cose si fidi dell’urna in futuro, oppure non si lamentasse. Un dato positivo maturato da questa enorme astensione è che i sondaggi precedenti al voto hanno sbagliato di poco le previsioni: infatti gli astenuti e gli indecisi risultavano il 40% e così è stato; se costoro avessero votato avrebbero potuto stravolgere i pronostici.

Di elezione in elezione c’è un partito che va di moda e tira più degli altri: oggi è FdI (che partì dal 2%), ieri era il M5s, la Lega, prima ancora il Pd di Renzi, i partiti di Berlusconi, eccetera. Magari la prossima volta toccherà ad un partito non tradizionale che oggi ha avuto una manciata di voti, a dimostrazione che quando vince il centrodestra si può cambiare liberamente e senza  che inizino dittature e mancanze di libertà, come alcuni allarmisti gridano frequentemente. È il segnale che gli italiani sono sempre scontenti di chi governa. Sarà compito del prossimo governo non perdere la fiducia e il consenso del popolo italiano. Il prossimo esecutivo avrà come ossatura Fratelli d’Italia, però anche gli altri due partiti saranno fondamentali e ne influenzeranno le scelte.

sabato 10 settembre 2022

500) LA MORTE DELLA REGINA ELISABETTA II DEL REGNO UNITO

DOPO SETTANT’ANNI DI REGNO LA REGINA ELISABETTA II DEL REGNO UNITO È PASSATA A MIGLIOR VITA. ONORE E RISPETTO PER LA SUA FIGURA, PERÒ NON POSSIAMO STARE GIORNO E NOTTE A SENTIRE LE CHIACCHIERE SULLA FAMIGLIA REALE BRITANNICA, COME SE FOSSERO QUESTIONI DI STATO ITALIANE.

 


Con la morte della sovrana del Regno Unito di Gran Bretagna ed Irlanda del nord Elisabetta II, avvenuta a settant’anni esatti dalla sua ascesa al trono, si chiude un’era che sembrava non dovesse terminare mai, non solo per i suoi reami, per il mondo intero. Prima o poi doveva succedere: ci arrivassero tutti a quella veneranda età. Le prime avvisaglie della fine si erano manifestate con la morte di suo marito, il Principe consorte Filippo, avvenuta un anno e mezzo fa. Il Principe ereditario (denominato del Galles) Carlo, primogenito di Elisabetta II, è divenuto il nuovo re, col nome di Carlo III e dopo una vita in attesa si metterà al lavora all’età della pensione. I suoi nuovi sudditi sembra che l’abbiano accettato subito con entusiasmo, nonostante sia stato molto chiacchierato per le sue vicende private e per aver fatto cambiare le norme costituzionali che regolano la salita al trono britannico, in modo da potervi egli giungere; con le vecchie normative suo zio, il Re Edoardo VIII, dovette abdicare dopo pochi mesi dalla salita al trono per sposare una divorziata. Tutto (o quasi) perdona un popolo che stravede per la sua famiglia reale e che per questo motivo sta manifestando scene di profonda commozione per la sua defunta e longeva sovrana.


Secoli addietro la monarchia, specie quella assoluta, era la forma di governo più gettonata, dopo varie rivoluzioni, avvenute ovunque nel mondo, la citata forma di governo è rimasta esistente solamente in pochi stati e molto spesso deve sottostare ai parlamenti nazionali e ai governi democraticamente eletti. Oggi è prassi che le donne regnino nelle monarchie europee (dipende dalla primogenitura); in passato accadeva solamente quando la famiglia regnante non aveva eredi maschi. Tra i pochi regni esistenti nel globo, quello britannico forse sarà il più importante e prestigioso: vuoi perché esso è ultramillenario, vuoi perché il suo sovrano non regna solo nelle isole britanniche, ma in molti paesi ex colonie del suo vecchio e sterminato impero (tra cui Australia, Nuova Zelanda, Papua Nuova Guinea, Canada, Giamaica), che oggi pur essendo stati indipendenti, mantengono questo legame con l’ex madrepatria (Reame del Commonwealth) e vuoi perché essa detiene una religione cristiana (Chiesa Anglicana). La Regina Elisabetta per 70 anni è stata una figura importante mondiale, capo di stato di un’ampia fetta di mondo, attraversando due secoli di storia: quindi sono giusti e doverosi i tributi e le altre forme di cordoglio in forma solenne a lei rivolti.


Queste grandi attenzioni mediatiche sono legittime, quando poi le varie forme di chiacchiere e di pettegolezzi sui reali britannici ci sommergono notte giorno non va più bene. Se essi commettono atti ritenuti scandalosi e provati, s’indignasse la popolazione britannica a noi cosa importa? Non si possono fare delle questioni di stato italiane sui principi e sui duchi dei reali inglesi che litigano tra loro o che tradiscono i loro famigliari, a discapito dei nostri veri e gravi problemi.