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lunedì 11 novembre 2019

432) NIENTE CERTEZZE DELLA PENE PER I GRANDI CRIMINI


Non c’è certezza della pena nelle condanne definitive per i delitti di cronaca nera in italia, sia per l’ergastolo, sia per condanne minori. I diversi casi di valutazione nell’emettere sentenze neLLO SPECIFICO. Tirar fuori il meglio di sé IN QUALCHE CAMPO PER RIFARSI DA ESCLUSIONI, per superare un rivale in qualcosa, invece di arrivare a conclusioni drastiche, COME è AVVENUTO PER IL DELITTO DI AVETRANA.



Sta suscitando scalpore la notizia che Marco Canale, ritenuto responsabile per il delitto dei fidanzatini di Cori del marzo 1997 e condannato a 30 anni di reclusione, ha ottenuto un lavoro temporaneo dal Comune di Cisterna, dopo che ha finito scontare la sua pena in anticipo rispetto al previsto. Infatti, egli è uscito dal carcere in anticipo di otto anni, grazie alla buona condotta e ad altro. In questi casi si riaprono sempre i grandi dibattiti sul perché non vi sia certezza della pena per i gravi crimini, come lo fu quello di Cori. Perfino le condanne all’ergastolo finiscono spesso con la concessione della grazia. Dopo che i casi di cronaca nera diventano per mesi, per anni, oggetto di forte clamore mediatico, concludendosi con delle condanne esemplari, tutto svanisce in una bolla di sapone. 

Durante il fascismo c’era assoluto divieto per i giornali e i cinegiornali d’allora di parlare di delitti di quei tempi, per non gonfiarli ed evitare emulazioni, si dava solo notizie delle condanne, alla pena capitale o a svariati anni di carcere. Ancor oggi è così in molti stati dittatoriali. Qualche tempo fa sbirciando tra gli archivi dei giornali ho trovato un caso di infanticidio avvenuto a Cori nel 1964: si tratta di un articolo a mezza pagina all’interno di un quotidiano, a dimostrazione che anche allora c’era poco clamore mediatico su quelle tragiche storie, al contrario di oggi, quando i media ci vanno a nozze e i paesi dei delitti diventano dei palcoscenici teatrali per i loro abitanti e per le loro economie una benedizione. Le pene inflitte nei grandi casi di omicidio in Italia non sono tutte uguali, esse vanno dall’ergastolo a venti, trent’anni di reclusione, o anche di meno se a commettere i delitti sono stati dei minorenni, come nel caso di Novi Ligure nel 2001: gli autori hanno scontato una decina d’anni e ora sono già fuori. A Pietro Maso, che nel 1991 con l’aiuto di alcuni amici uccise i genitori per accaparrarsi l’eredità, gli venne riconosciuta la seminfermità, riuscendo ad evitare l’ergastolo, non scontò per intero la pena ed uscì in anticipo, anch’egli con un lavoro che gli venne assegnato. Anche nel caso del delitto di Cori, che ebbe sì grande risalto nazionale allora, ma differenza degli altri casi di omicidi più famosi dopo anni nessuno ne parla più, tranne qualche mezzo d’informazione di Latina, non ci fu condanna all’ergastolo, nonostante l’efferatezza, perché i giudici ritennero che non ci fosse premeditazione, cioè colui che ritennero colpevole non era partito con l’intenzione di uccidere le due vittime, ma lo fece perdendo il controllo dopo dei litigi. Neanche gli autori dei delitti di Garlasco e di Melania Rea sono stati condannati all’ergastolo. Ci sono state delle condanne all’ergastolo per gli omicidi di Yara (Provincia di Bergamo), di Sara Di Pietrantonio (Roma), per la strage di Erba e soprattutto per il Delitto di Avetrana, forse il caso di omicidio in Italia che ha avuto la più grande attenzione mediatica. 


Un delitto organizzato, voluto, da un’intera famiglia ai danni di una loro stretta parente, a dimostrazione di come alcuni genitori possano arrivare a commettere follie, per accontentare i capricci dei loro figli che hanno sempre assecondato e viziato. Il movente del Delitto di Avetrana è stata la rivalità in amore tra due cugine innamorate dello stesso ragazzo, il quale ha preferito una; l’esclusa per gelosia e per rancore ha deciso di risolvere “a modo suo” la questione con l’aiuto dei familiari: la madre ha partecipato all’omicidio con la figlia, il padre, che avrebbe dovuto fungere da capro espiatorio, ha nascosto il cadavere. 


Prendo spunto da questo episodio per aprire una parentesi sul tema dell’attrazione, fisica e non, delle rivalità che, come abbiam visto, possono portare a tragiche conclusioni. La bellezza fisica non è l’unico elemento che può attrarre in una persona; se qualcuna si sente superata da altre in questo campo, o si senta derisa o snobbata per qualcosa, per rifarsi, per attrarre qualcuno, per superare, per altro, può tirar fuori altre caratteristiche dove sente di primeggiare. Infatti, spesso capita che quelle più belle fisicamente abbiano poche facoltà intellettuali, al contrario di coloro meno affascinanti esteriormente. Altre invece belle, intelligenti, tranquille di carattere, capita che rovinino tutto perdendosi in bicchieri d’acqua, come quando fumano molto, lasciando una scia nauseabonda tra tabacco, sudore, altro. Dico ciò, non perché sia razzista, tutti sudiamo quando ci muoviamo, specie nei periodi più caldi, ma solo per far notare come qualche elemento considerato insignificante può far crollare come un castello di carte le caratteristiche positive che attirano. Dipende pure dai tipi: magari un fumatore accanito neanche ci fa caso. Tutto per dire, guardando ad Avetrana, che ci sono molte cose che attraggono in una persona, positive e negative, non soltanto la bellezza esteriore. 

Gli autori di questi crimini, sia se si ritengono innocenti, sia se siano rei confessi, una volta scarcerati, lucrano sulle loro storie, scrivendo libri, rilasciando interviste, partecipando a riprese televisive. Non tutti gli omicidi liberati finiscono in mezzo alla strada, quando finiscono scontare le loro pene: dipende se i familiari delle vittime si sono costituiti parte civile. Il dibattito sulla pena di morte per i grandissimi reati resta aperto: c’è chi sostiene che avrà effetto nella riduzione drastica dei reati, come in alcuni stati dove è in vigore e c’è chi sostiene che non produrrà alcun effetto, vedasi Stati Uniti, Giappone.

domenica 20 marzo 2016

306) SITUAZIONE COMPLICATA PER LE DESTRE A ROMA

MELONI E SALVINI A ROMA, IN OCCASIONE DELLE PROSSIME ELEZIONI COMUNALI, FANNO DI TUTTO PER RENDERE LA SITUAZIONE ANCOR PIÙ COMPLICATA. ENTRAMBI SONO CONTRADDITTORI CON LE IDEE CHE PORTANO AVANTI.

 
A Roma, in occasione delle prossime elezioni comunali, per le destre, in situazione normale (unitaria), sarà molto difficile affermarsi, figuriamoci se verranno presentati tre candidati sindaco: Bertolaso, Meloni e Storace. Quello che ha maggiori possibilità di arrivare al ballottaggio è Bertolaso, anche se sarà un’impresa molto ardua. Non capisco perché, prima Matteo Salvini e Giorgia Meloni erano d’accordo sulla candidatura di Bertolaso (tirando un sospiro di sollievo per aver scartato tutti il quotato Alfio Marchini) e poi hanno entrambi cambiato idea. Queste stupide ripicche, gelosie, ambizioni personali, non porteranno lontano. È altresì da condannare l’ostinazione di Berlusconi, che vuol puntare a tutti i costi su Guido Bertolaso, senza sentir ragione. Le primarie potrebbero mettere tutti d’accordo, persino Francesco Storace. A Roma c’è questa fissazione per le primarie, in altre città, come Milano, i candidati sindaco della destra, o del centrodestra, sono stati scelti senza polemiche. Nello scenario romano c’è molta confusione ed incertezza sul risultato finale: in questo clima caotico potrebbe spuntarla il “Movimento 5 Stelle”, vista la disastrosa ed impopolare gestione amministrativa del centrosinistra di Ignazio Marino, ma non è esclusa la sorprendente affermazione di qualche lista civica; il M5S potrebbe essere giudicato dal popolo dannoso, poiché potrebbe bloccare molte opere pubbliche (strade, metropolitane, nuovi impianti sportivi) e la candidatura olimpica, di vitali importanza per il definitivo rilancio della città. 


La vecchia guardia leghista (Bossi e Maroni) contrasta aspramente la strategia di Salvini alle comunali romane, chiedendo allo stesso di tornare ad occuparsi principalmente del Nord e di lasciare strada libera a Berlusconi nella Capitale d'Italia. Giorgia Meloni all’inizio aveva annunciato di non candidarsi perché aveva altre cose private a cui pensare, ma evidentemente ci ha ripensato, pensando ad un eventuale successo colpo di fortuna, che la sprona a compiere un ulteriore sforzo, con la complicità di un Salvini che non ha intenzione di vedere rilanciati Forza Italia e Berlusconi in uno scenario così importante. A dire la verità la Lega Nord a Roma aveva organizzato una sorta di elezioni primarie, in cui aveva vinto Alfio Marchini: se fossero coerenti dovrebbero indicare lui come candidato. Io se votassi a Roma sceglierei tra Storace, che si avvicina alle mie idee, e Bertolaso, valido professionista apolitico, straordinario nel gestire la situazione a L’Aquila in occasione del terremoto, escluderei a priori  Meloni, che a livello politico non mi è mai piaciuta.


Non intendo fare il giudice dei costumi altrui, né tantomeno entrare nelle vite personali delle persone a me estranee; tuttavia se alcuni personaggi pubblici esprimono dei pareri, delle idee, per guadagnare consensi, uno non può fare a meno di notare che non quadrano col loro modo di comportarsi. Ad esempio Giorgia Meloni ha partecipato alla manifestazione a sostegno della famiglia tradizionale, poi ha annunciato, da non coniugata, di essere incinta. Siamo umani: dei momenti di debolezza, delle tentazioni carnali, possono invogliare chiunque e non c'è nessuna legge che vieta di avere figli al di fuori del matrimonio, ma se ella è per la tradizione perché non si affretta a celebrare uno sposalizio riparatore? Anche Salvini non è impeccabile da quel punto di vista e il suo partito si è opposto con fermezza alla legge sulle unioni civili. Inoltre questa Meloni ha dichiarato che lei farà il sindaco e il suo fidanzato sarà il cosiddetto “mammo”, umiliandolo pubblicamente. (Nessuno s'indigna, gridando al sessismo?) Suonano un po’ strane queste parole per un’esponente di destra quasi estrema: dov’è la figura dell’uomo, nel vero senso della parola, autoritario, forte, massiccio, atletico, soldato? (poi non lamentiamoci se i figli crescono male ed a volte con tendenze "strane")  Non siamo ai livelli dei talebani, dell'Isis: le donne possono uscire di casa, lavorare, impegnarsi in politica; però se lei vuole sostituirsi in tutto e per tutto agli uomini va sicuramente contro il suo orientamento politico e si macchia di discriminazioni sessiste.

Comunque spero che le diverse anime della destra riescano a riconciliarsi, senza spaccarsi, soprattutto per la partita più importante: le elezioni politiche nazionali. Le elezioni amministrative sono dei validi allenamenti.

lunedì 8 dicembre 2014

249) LE ILLUSORIE SERIE TELEVISIVE

LA GENTE SI EMOZIONA, SI COMMUOVE, SOGNA, CON LE SERIE TELEVISIVE DELLA RAI (O DI MEDIASET), SPESSO DIMENTICANDOSI CHE È TUTTA FINZIONE E I PROTAGONISTI SONO DEGLI ATTORI CHE STUDIANO UN COPIONE SCRITTO DA UNO SCENEGGIATORE. LA VITA REALE È DIVERSA DAL CINEMA.



Ogni anno la Rai e Mediaset, le quali detengono quasi un duopolio delle reti televisivi in chiaro presenti in Italia, ci inondano di serie televisive, comunemente dette (anglicizzandole) fiction. Molto spesso gli ambienti che vanno per la maggiore riguardano gli ospedali e la polizia (o i carabinieri), anche gli ambienti religiosi iniziano ad essere gettonati: frequentemente le trame di questi sceneggiati si diramano tra operazioni e indagini, tutto condensato alle vite private (e amorose) dei protagonisti. Ci sono le persone, specialmente le donne adulte e anziane, che seguono questi film televisivi con particolare interesse. Una volta andavano di moda le soap-opera americane tipo Capitol, Quando si ama, Beautiful, Santa Barbara, Sentieri, col gentil sesso che si invaghiva degli attori protagonisti, oggi invece hanno preso il sopravvento queste miniserie. Si commentano le scene trasmesse con frasi tipo:”Hai visto quello cosa ha fatto? Se avesse fatto diversamente sarebbe andata così!”;Se ritornasse il marito e pescasse la moglie con l’amante!”; “Avrebbe potuto vivere se avesse agito diversamente”; “Che magnifico ricevimento con mille invitati!”; eccetera. Tutto si conclude quasi sempre, una volta superati gli intrighi, gli ostacoli, le macchinazioni, con il classico “e vissero felici e contenti”, spesso scappandoci anche la lacrimuccia per gli spettatori d’animo più tenero. Gli attori che recitano con molta intensità, fino a piangere perché lo prevede il copione, hanno appunto il compito di rendere partecipi gli spettatori fino a commuovere anch’essi. A dire la verità i finali sono molto spesso prevedibili e scontati, qualche volta questi sceneggiatori potrebbero inventarsi qualcosa di meglio per rendere le storie più simili al mondo reale, dove non sono sempre rose e fiori. Delle volte se uno ci pensa bene si rende conto delle assurdità trasmesse a ripetizione: ad esempio in Don Matteo, il prete che dà involontariamente una mano agli imbranati carabinieri a risolvere i casi, è impensabile che avvengano tutti quegli omicidi in dei tranquillissimi paesi umbri e sempre dove è presente quel prete; avrebbero potuto ambientarlo in una grande città, oppure in Sicilia, in Calabria, in Campania. Una delle serie poliziesche più azzeccate secondo me è L’Ispettore Derrick: ambientato in una metropoli come Monaco di Baviera, giova un ruolo determinante il fattore psicologico nel risolvere le indagini da parte dell’ispettore, il quale arriva riflettendo alle soluzioni più improbabili ma veritiere, riesce a capire se i testimoni mentono o dicono la verità, li persuade con metodi cordiali nel farli ravvedere o nel far loro provare rimorso.  


Guardando queste serie per la Tv si pensa solo alle storie narrate e quasi mai al dietro le quinte che non vediamo e che al teatro invece si vede: luci, telecamere, registi, truccatori, costumisti e chi più né ha più né metta. Il particolare delle volte è importante: il sottofondo musicale appropriato, oppure il dettaglio dell’inquadratura. Chissà quante volte i registi fermeranno gli attori mentre girano le scene per dire che non va bene perché bisogna arrabbiarsi, disperarsi, stupirsi maggiormente. I protagonisti non hanno neanche bisogno di studiare le battute, metteranno loro davanti una lavagna con tutte le frasi da dire; al teatro è diverso: bisogna studiare in anticipo, comprese le espressioni e i diversi stati d’animo. Gli attori hanno frequentato le scuole di recitazione e di dizione, sono preparati a tutto: al teatro, alla televisione, ai diversi stati d’animo, alla lingua italiana pulita, alle cadenze, agli accenti di molte zone d’Italia e stranieri (non sempre sono convincenti: basta vedere Celentano che interpreta Rugantino o altri film ambientati a Roma e non bisogna essere degli esperti per capire che il suo romanesco non è puro). Non conta solo il talento che fa la differenza nel fare carriera per un attore/per un’attrice, la fanno anche degli altri elementi che preferisco non elencare. La maggioranza della gente comune vede questi attori come sono nella finzione dei film, con altri nomi, con altre vite e non pensa che nella realtà non hanno nessuna caratteristica dei personaggi a cui prestano il loro corpo; essi si godranno la loro bella vita negli esclusivi salotti e circoli, commentando le loro recitazioni e il mondo del cinema, nell’attesa che un importante produttore televisivo o cinematografico li contatti al più presto. Nei lungometraggi storici o sulle narrazioni di vicende realmente accadute è diverso: uno si rende perfettamente conto della differenza tra attori e personaggi dei film; è difficile stabilire solo se gli avvenimenti siano andati effettivamente nella maniera ricostruita. In generale il messaggio lanciato dalle opere cinematografiche è conforme al pensare comune del momento, raramente gli sceneggiatori, i registi e i produttori, che non sempre condividono la morale espressa, vanno controcorrente. Difatti Edoardo De Filippo diceva che gli attori possono recitare bene sul palcoscenico ma nella vita reale si comportano male.

martedì 29 aprile 2014

225) LO SCOMBUSSOLAMENTO DELLA FAMIGLIA E DELLA PROCREAZIONE

I COMUNI, ANCHE QUELLI POLITICAMENTE CONSERVATORI, PER STARE ALLA “MODA”, AL “PASSO COI TEMPI” E PER GUADAGNARE QUALCHE VOTO REGISTRANO LE COPPIE OMOSESSUALI UNITISI ALL’ESTERO, MINANDO LA FAMIGLIA E RISCHIANDO DI COMPROMETTERE SERIAMENTE LA NATURALE RIPRODUZIONE DEL GENERE UMANO. CON TUTTA QUELLA PUBBLICITÀ CI SARÀ IL RISCHIO CHE SEMPRE PIÙ GIOVANI PER ESSERE “ALL’AVANGUARDIA” E PER DISTINGUERSI SEGUIRANNO QUEL “VIZIETTO”.

Il modo di pensare del progressismo politico (che peraltro rappresenta solo una piccola percentuale della popolazione) contagia e controlla tutti i settori della società, dell’informazione e degli organi costituzionali: è assolutamente vietato dissentire, per cui i conservatori si adattano per incrementare i consensi. L’abuso della democrazia ci porta a questi livelli. Ma non è assolutamente democratico, è contro natura ed antistorico distruggere la famiglia tradizionale e porre fine alla riproduzione del genere umano: è il più grosso genocidio nella storia dell’umanità. È esattamente quel che ci attenderà se continueranno ad insistere con le politiche omofile. Avere delle attrazioni amorose verso le persone dello stesso sesso è un’anomalia, una cosa fuori dal comune; prima, quando non se ne parlava mai, i sodomiti si contavano sulla punta delle dita e tenevano ben nascosto il loro “desiderio”, spesso si trattava di uomini ricchi “col vizietto”. Oggi invece pare che la sodomia sia diventata una moda di cui vantarsi ed andare fieri: così facendo e parlando dei diritti e dei matrimoni da parte della politica, delle istituzioni e dei media, tutto fa sembrare che essere omosessuale o eterosessuale sia la stessa identica cosa e così sempre più giovani potrebbero decidere di distorcere il loro sano equilibrio per essere più all’avanguardia, più alla moda. Ragione per cui fa bene la Russia di Putin a proibire per legge la propaganda omosessuale.

Non si equivalgono affatto l’omosessualità e l’eterosessualità: innanzitutto l’attrazione amorosa, sessuale, tra uomo e danna generano la vita, la riproduzione degli esseri umani, mentre l’attrazione amorosa tra due uomini o tra due donne non porta a nulla, se non all’estinzione degli umani stessi. Potrete giustamente dire: gli omosessuali sono sempre esistiti sin dalla notte dei tempi ed è vero. È molto difficile che uno nato con quel difetto o che l’ha sviluppato nelle fasi di crescita cambi idea e non bisogna biasimarlo o condannarlo (ricordo che in alcuni paesi islamici e del terzo mondo l’omosessualità costituisce un grave reato punito addirittura con la pena capitale e guarda caso da quelle parti quei tipi di persone non si trovano facilmente), penso anche che tutte le dicerie bigotte sui disegni diabolici siano della stupidaggini. Sono contrario all’adozione dei bambini da parte delle coppie omo: il loro equilibrio e la loro crescita potrebbero essere stravolti, non avendo una precisa figura maschile e una femminile che costituiscono i genitori: babbo e mamma, non genitore 1 e genitore 2!.  

Da cosa dipende ciò? Da molteplici fattori:

  • Nella fase di crescita, di sviluppo e delle trasformazioni ormonali uno si trova chiuso in un ambiente dove vede solo maschi e non accade come nelle classi miste delle scuole, quando si comincia a guardare in modo diverso, non più da antagonista, la compagna di classe o l’amica d’infanzia (più piena, più bellina) che a te neanche ti fila perché è attratta dai ragazzi più grandi. Improvvisamente, mentre si è intenti a fare altre cose, si può essere colti da quel desiderio, pensando al viso o al seno di quella tua compagna. Se uno in quella fase della sua vita ha intorno solo uomini è normale che qualcuno (ma non tutti) acquisisca tendenze sessuali anomale;
  • Un atteggiamento iperprotettivo da parte delle famiglie e l’assenza di una ferrea autorità maschile;
  • Nella carceri alcuni si trovano in astinenza sessuale per anni e avendo intorno solo maschi per necessità cambiano temporaneamente sponda.
Tengo a sottolineare che in nei tre i casi citati (che sono gli unici che mi vengono in mente ma ce ne saranno anche degli altri) solo una minoranza potrebbe divenire omosessuale e non tutti.


In genere oggi i maschi si sono indeboliti, infiacchiti, mentre si dice che femmine emancipate sono divenute più cattive, più aggressive: la colpa non è delle donne, è da attribuire principalmente agli uomini che in una società molle rinunciano spontaneamente al loro tradizionale ruolo egemone di figura forte, autoritaria. Penso al Fascismo: un aspetto positivo del vestire le uniformi dalla tenera età sin all’età adulta, era che si diveniva uomini forti, sia nel fisico che nel carattere, molto raramente affetti da sodomia. Anche le donne vestivano le divise: la loro educazione era basata però nel ruolo di future mamme, di future educatrici dei loro figli; ma il lavoro femminile non era vietato: era incentrato principalmente nell’insegnamento ai bambini.

Riepilogando brevemente: il mio scritto non vuole essere una condanna verso chi per motivi vari ha acquisito delle tendenze sessuali fuori dal comune, è necessario però che i media e la politica non ne parlino troppo, al fine di evitare che il fenomeno si allarghi a macchia d’olio (favorito anche dalla società molle di oggi e dall’uomo fiacco), minando e scombussolando la famiglia e la riproduzione. Motivi per cui l’omosessualità non merita, secondo il mio modesto parere, una legittimazione o un riconoscimento ufficiale.

domenica 5 agosto 2012

152) IL SOGNO DELLA BELLA AUTOMOBILE



DA NEOPATENTATI SI SOGNANO LE BELLE AUTO, CHE ARRIVANO QUASI SEMPRE NELL’ETA’ DELLE RESPONSABILITA’: TRA INCREDULITA’, RIBALTAMENTO DELLA  SENTENZA DI SCHERNO E DI SOTTOVALUTAZIONE DEL “TRIBUNALE POPOLARE”, RISCHI DI INCIDENTI, SPERANZE DI CONQUISTE IN AMORE E IMBORGHESIMENTO.




Sono trascorsi più di sei mesi dal passaggio del mio blog da Splinder a Blogger. Ultimamente ho un po’ mollato la presa, sia perché inizia a far molto caldo, sia perché qui non è come Splinder, il quale mi manca molto: era tutto più facile, c'era una redazione italiana per segnalare problemi e qualche amico virtuale lo trovavo, che lasciava qualche bel commento “sensato”. L’unica cosa vantaggiosa in questo canale telematico è l’illimitato spazio per caricare le fotografie, comprese quelle molto pesanti.

Nel frattempo ho tagliato un importante traguardo nella mia vita: ovvero ho acquistato una confortevole e bella automobile, non Ferrari, Bmw, Mercedes, qualcosa per le mie tasche. Ho senz’altro fatto un buon affare acquistandola da una persona di fiducia (se l’avessi comprata altrove l’avrei pagata molto di più), ma ho bruciato quasi la totalità dei miei risparmi personali, per cui penso che non potrò fare vacanze; dalle tasche ogni tanto dei tintinnii li sento: poche monete mi sono rimaste e qualche gelato posso ancora permettermelo. Facendo un discorso generico, non volendo puntare il dito su nessuno in particolare (con parecchi ho avuto quella sensazione che seguirà), sono le persone che girano da sempre con grossi macchinoni che rimangono incredule e sorprese quando ti incrociano per strada, come se volessero esclamare: ”come è possibile che questo cosetto si è fatto una nuova automobile del genere?” Quello stupore un po’ infastidisce: un poveraccio che con dei sacrifici riesce a mettere due soldi da parte, neanche può possedere una macchina decente o non è affatto degno di condurla. Io finalmente ce l’ho fatta: seppur in ritardo, inseguendo questa aspirazione da più di un quindicennio (periodo in cui giravo, ma non sempre, con piccole/medie, vecchie auto che via – via mi passavano fratelli, sorelle, cognati e non provavo meraviglia verso gli altri) e senza ancora saper cosa voler fare “da grande”, qualche modesta  conquista inizio ad ottenerla che mi consente di iniziare a farmi una posizione nella vita; mentre altri ragazzi che si inseriscono nel mondo del lavoro prima, tagliano molto prima quella meta.

Nel corso della vita ci si realizza conducendo le grandi macchine, poi quando si arriva all’età della pensione si torna indietro: si abbandonano i veicoli di grossa cilindrata per le utilitarie, sono più pratiche per quei pochi giri che si devono fare. Il sogno di molti diciottenni che prendono la patente è possedere un macchinone potente: per anni e anni tutto ciò rimane solo un’illusione. Generalmente si inizia a portare la piccola utilitaria di mamma (il grosso bolide papà mica te lo mette in mano), con le solite raccomandazioni: “dove vai? Non correre! Torna presto! Non bere! Sii giudizioso!” I giovanissimi neopatenti di sesso maschile tendono ad essere spericolati, tranne rare eccezioni: è il testosterone della crescita  che dirige tutto (e alcune volte pure l'eccesso di alcol e droga); quando si cresce, si matura e si diventa più prudenti, è in quei momenti che i genitori acconsentono alla conduzione di una autovettura più potente. Per le donne c’è il noto detto “donne al volante pericolo costante”, perché sono gli uomini ad avere maggiore pratica, maggiore attinenza con i motori. Alcuni genitori più permissivi mettono subito in mano veicoli potenti ai loro figli molto giovani, reputandoli all’altezza della situazione. Non colpevolizziamo solo loro, perche di incidenti stradali potrebbero esserne vittime anche le persone adulte, mature ed esperte, per cui alla guida occorre la massima prudenza da parte di tutti.

Un brutto vizio mentre si guida è quello di portarsi l’apparecchio telefonico all’orecchio, lo fanno persino coloro che dispongono di moderne auto dotate di congegni vivavoce: ormai si fa prima a contare chi non parla al telefono mentre guida. Guidare con l’apparecchio telefonico una bella macchina è da fichetti, specialmente se si vuol far colpo su qualche bella ragazzetta. Qualche volta che il papà manda il figlioletto a far benzina con il suo grosso quattro ruote, raccomandandogli di tornar presto, si spera che quasi tutti possano vederlo al volante, se ciò non avviene: “mannaggia, non mi ha visto nessuno, provo a tornar indietro veloce, veloce!” Se si riesce a fissare un appuntamento con una, il ragazzo, pensando di fare molto bene,  con dei profumi fa odorare per bene gli interni dell’abitacolo e sé stesso: nell’età dello sviluppo occorre lavarsi frequentemente per entrambi i sessi, onde evitare di emanare sgradevoli odori, specie nel periodo estivo in cui si suda di più; non sono razzista, però non giova in termini attrattivi la scarsa cura dell’igiene personale, idem per i deodoranti forti applicati sul sudore che creano degli effetti opposti a quelli voluti.

È certo che non sempre si riesce a conquistare una donna con una bella macchina, a tal proposito mi torna in mente un pezzo della canzone “Nella notte” degli 883: “uomini con macchine lunghe e costose, per alcuni una carta d’identità, poi rimangono molto delusi se la ragazza proprio non ci sta” L’intera canzone è un bel testo con riflessioni molto profonde (un po’ come le mie sulle politica), da veri esperti del mondo notturno delle discoteche: ambientato all’inizio degli anni ’90, presumibilmente nella bassa Lombardia. Penso che valga la pena riportare per intero quella canzone. La morale della "favola" è andare in discoteca per divertirsi e svagarsi, tutto il resto sono dei sovrappiù, anche gli inaspettati incontri amorosi e le delusioni.



Ragazzine vestite da modelle/tacchi a spillo e sguardo da star/rifiutano sempre perché sono belle/e restano sole al banco del bar./Le coppie si baciano come nei film/poi si tradiscono dopo un'ora/"Ma perché lei va con quello lì"/dice l'uomo solo col cuore in gola./In questo regno dove tutto è permesso lasciati andare e vedrai/che anche se non cambia niente è lo stesso/tu ti divertirai/Nella notte /un ritmo che ti prende/nella notte/ti sembra di volare/nella notte/che batte, batte, batte/e che ti porta via lontano./Tu sei carina bevi qualcosa/quasi sicuro lei non verrà /sei qui da sola ti porto a casa/no mi accompagna quel biondo là./Loro vanno in discoteca solo per ballare/poi passano le ore appoggiati a un muro /addobbati come vecchi lupi di mare/bicchiere sempre in mano e sguardo da duro./In questo regno dove tutto è permesso/lasciati andare e vedrai/che anche se non cambia niente è lo stesso/tu ti divertirai /Nella notte/un ritmo che ti prende/nella notte/ti sembra di volare/nella notte/che batte, batte, batte/e che ti porta via lontano./Uomini con macchine lunghe e costose/per alcuni una carta d'identità/poi però rimangono molto delusi/se la ragazza proprio non ci sta./Uomini che si raccontano avventure/sanno che nessuno poi ci crederà/giovani donne decise e sicure/scoppieranno in lacrime se lui non verrà./In questo regno dove tutto è permesso/lasciati andare e vedrai/che anche se non cambia niente è lo stesso/tu ti divertirai/Nella notte/un ritmo che ti prende/nella notte/ti sembra di volare/nella notte/che batte, batte, batte/e che ti porta via lontano.

Potrebbe essere anche che la bella macchina faccia imborghesire, così da abbandonare tutti gli ideali e le battaglie in cui si credeva fermamente. A questo proposito mi torna in mente un articolo di “Mondo Erre”, il mensile per ragazzi che leggevo ai tempi delle scuole medie: c’era scritto dell’attore Michael J. Fox, protagonista della trilogia di “Ritorno al Futuro”, che girava in Ferrari per le strade di Los Angeles. Quando lessi, nella mia ingenua fantasia, in cui non distinguevo tra realtà e finzione, rimasi seccato e stupito: “ma come ora che ha finito girare dei film del genere si sente appagato con la Ferrari, non fa nulla, non cerca il suo amico scienziato per cercare di inventare la macchina del tempo e viaggiarvi?” Quell’attore era spericolato con i motori, la malattia l’ha cambiato.

L’automobile potrebbe cambiarti in meglio o in peggio, dipende dai casi. Non credo di aver avuto un eccesso di superbia, di vanità, di presunzione nel parlare di una mia vicenda personale positiva: sono conquiste che quasi tutti raggiungono e per me è stato un importante, un insperato taglio di traguardo, una felicità da condividere che mi ha consentito di riscattarmi ………….

domenica 24 luglio 2011

101) SE LE CASERME MILITARI DIVENTANO DEI BORDELLI

L’ESERCITO ITALIANO DOVREBBE GARANTIRE LA NOSTRA SICUREZZA, COSI’ NON SARA’ SE SI PENSA A FARE TUTT’ALTRE COSE DA QUANDO SONO ENTRATE LE DONNE. UNA VOLTA INVECE……..

Avrete seguito senz’altro sui mezzi d’informazione nazionale la triste, drammatica e squallida vicenda dell’uccisione della povera Melania Rea, il tutto contornato dalle avventure extraconiugali del marito, il Caporalmaggiore istruttore dell’esercito Salvatore Parolisi, con delle sue allieve soldatesse. Agli inquirenti spetta il compito di fare piena luce su questa vicenda e trovare il colpevole, nel caso non fosse ancora stato trovato. Io voglio soffermarmi su queste nuove realtà delle Forze Armate Italiane. Purtroppo è la prassi avere rapporti carnali nelle caserme: si sa tutto ma i comandanti raramente prendono gli adeguati e severi provvedimenti e nella maggioranza dei casi preferiscono chiudere gli occhi. Sui forum militari, dove ho trovato le inquietanti notizie che hanno ispirato l’articolo, si leggono alcuni commenti che fanno accapponare la pelle. La parte conservatrice dei soldati è molto irritata contro questa piccola ma problematica presenza femminile nelle forze armate e combatte affinché i bordelli nelle caserme cessino le attività. Per la storia della parità tra sessi non si sono potute escludere le donne dagli arruolamenti, ben sapendo che è un mestiere che richiede forza e prestanza fisica: pochissime di loro riescono ad arrivare nei veri reparti operativi. Alcune si esse approfittano del loro fascino per non sgobbare e farsi assegnare negli uffici, ma sono anche gli uomini che le cercano per le loro avventurette e il risultato sono le famiglie distrutte: alcune rassegnate mogli dei militari  si separano, altre più combattive denunciano i fatti alle autorità militari preposte, per rovinare le carriere dei mariti fedifraghi e delle loro amanti. Probabilmente per quel motivo è stata uccisa Melania: perché intendeva denunciare la relazione del marito con l’amante. Da quando non si è sentito più il pericolo delle guerre globali è stata abolita la leva obbligatoria maschile con l’intento di risparmiare nelle spese statali; oggi questi nuovi volontari cercano più lo stipendio, che l’onore e la difesa della patria e nelle caserme, divenute comodi e confortevoli alberghi, hanno anche i casini, senza dover più uscire. I cittadini che mantengono i militari, tramite i contributi versati allo stato, sono disgustati da queste storie: se i presupposti sono questi quale nostra sicurezza garantiranno i difensori della nostra nazione? In questo modo le prenderanno dal più disastrato esercito mediorientale.

STORIA: LE AUSILIARIE DELLA REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA


Tra i combattenti della Repubblica Sociale Italiana o Repubblica di Salò, c’erano anche circa 6.000 donne ausiliarie. L’arruolamento femminile iniziò nel 1944, fu fortemente voluto dalla gerarca fascista Piera Gatteschi Fondelli, la quale ricoprì il ruolo di generale (l’unico generale donna che l’Italia abbia mai avuto sino ad adesso). Il contesto storico e il modo di pensare dei militi della Rsi erano quelli in cui si combatteva per salvare l’onore dell’Italia, per riscattare il disonore dei tradimenti del 25 luglio e dell’8 settembre da parte del Re e di Badoglio: era una generazione che sin dalla tenera età era stata educata ed esaltata dalle idee fasciste. Alcuni di loro pensavano, senza esternarlo, che quella guerra era stata inutilmente causata dalla follia di una nazione che l’Italia aveva sbagliato a seguire, ma per l’onore non potevano tirarsi indietro, avendo quell’idea di combattimento sino alla fine: erano persone normalissime che per legge rispondevano alla chiamata alle armi. "Le donne non ci vogliono più bene" è un canto di rassegnazione, sentendo ormai la fine vicino, ma ecco le donne ausiliarie a rincuorare e ricaricare i loro colleghi maschi.



UOMINI COMBATTENTI RSI Le donne non ci vogliono più bene/perché portiamo la camicia nera./Hanno detto che siamo da catene,/hanno detto che siamo da galera!/L'amore coi fascisti non conviene:/meglio un vigliacco che non ha bandiera,/uno che non ha sangue nelle vene,/uno che serberà la pelle intera!/Ce ne freghiamo! La signora Morte/fa la civetta in mezzo alla battaglia,/si fa baciare solo dai soldati./Sotto ragazzi, facciamole la corte,/diamole un bacio sotto la mitraglia,/lasciamo le altre donne agli imboscati!/A noi!

DONNE AUSILIARIE RSI Le donne non vi vogliono più bene/perché portate la camicia nera./Non vi crucciate: cosa da galera/Fu giudicato Cristo, e da catene!/A voi fascisti, a voi non si conviene/chi rinnegò la Patria e la Bandiera,/chi si donò al nemico tutta intera,/chi ha stoppa in capo ed acqua nelle vene!/Voi che correte il palio della morte,/la Patria onora, e premio alla battaglia/è il mirto che fiorisce pei soldati./E un cuor di donna vi farà la corte,/che vi ha seguito sotto la mitraglia,/un cuore che disprezza gli imboscati!/A noi!

Un senso di frustrazione e di impotenza prevale tra i militi repubblichini: “Le donne non ci vogliono più bene perché portiamo la camicia nera. Hanno detto che siamo da catene, hanno detto che siamo da galera! L’amore coi fascisti non conviene: meglio un vigliacco che non ha bandiera, meglio uno che non ha sangue nelle vene, uno che serberà la pelle intera!” 
Ma essi “se ne fregano”, hanno nientemeno a che fare con la Signora Morte, la più alta figura femminile, che si fa baciare solo dai soldati, le fanno la corte e le donne da poco le lasciano agli imboscati: “Ce ne freghiamo! La signora Morte, fa la civetta in mezzo alla battaglia, si fa baciare solo dai soldati. Sotto ragazzi, facciamole la corte, diamole un bacio sotto la mitraglia, lasciamo le altre donne agli imboscati! A noi!”

Le donne ausiliarie repubblichine rispondono, rasserenando i loro colleghi maschi, dicendo di non disperarsi se le donne non vogliono loro più bene perché portano la camicia nera, perfino uno come Cristo fu giudicato da catene: Le donne non vi vogliono più bene perché portate la camicia nera. Non vi crucciate: cosa da galera. Fu giudicato Cristo, e da catene!”
Ma cosa ve ne fate di quelle che hanno rinnegato la patria, la bandiera e si sono donate al nemico tutte intere: “A voi fascisti, a voi non si conviene chi rinnegò la Patria e la Bandiera, chi si donò al nemico tutta intera, chi ha stoppa in capo ed acqua nelle vene!”
Per voi, che avete a che fare con la morte, la patria darà in premio qualcosa di speciale, alla fine avrete in ricompensa le donne coraggiose che vi hanno seguito in battaglia e che disprezzano gli imboscati: ”Voi che correte il palio della morte, la Patria onora, e premio alla battaglia, è il mirto che fiorisce pei soldati. E un cuor di donna vi farà la corte, che vi ha seguito sotto la mitraglia, un cuore che disprezza gli imboscati! A noi!”

Ho voluto recensire appositamente il canto “Le donne non ci vogliono più bene” per evidenziare la vera figura di donna combattente, la quale rincuora e incoraggia i suoi colleghi rassegnati alla disfatta e alla morte, in netto contrasto alle tristi realtà delle caserme militari di questi giorni. È anche un canto d’amore e di fedeltà. La canzone ha valenza storica ed anche bene ricordare quel sangue dei vinti dimenticato per forza. Molte di quelle ausiliarie furono violentate e trucidate dopo il 25 aprile 1945 e nessuno ha mai pagato, mentre per i crimini compiuti dall’altra parte hanno giustamente pagato. Per cui non sarà nessuna fonte di scandalo rendere omaggio a queste valorose donne, barbaramente strappate alla vita e dimenticate da tutti, con il loro canto.

lunedì 20 giugno 2011

97) GLI HOMO SAPIENS A CORI VALLE

GRANDISSIMA ESIBIZIONE DEGLI HOMO SAPIENS A CORI VALLE IN OCCASIONE DEI FESTEGGIAMENTI IN ONORE DI SANT'ANTONIO DA PADOVA


C’è stato un grande spettacolo degli Homo Sapiens domenica 19 giugno a Cori Valle, nell’ambito dei festeggiamenti civili di Sant’Antonio da Padova. Nella forma la festa rionale di Sant’Antonio da Padova rimane grande (banda alla processione, spettacolari fuochi pirotecnici, complessi o cantanti musicali buoni/discreti, lotteria), ma nella sostanza vi è una scarsa partecipazione popolare, soprattutto da parte di quelli di Cori Monte. Lo spettacolo serale degli Homo Sapiens ha attratto qualche persona in più rispetto agli altri anni: la piazza antistante alla chiesa di San Francesco era molto gremita; almeno una volta l’anno si rivitalizza quel punto estremo della valle (l’altro punto estremo è la zona del Ponte della Catena). Gli Homo Sapiens hanno cantato 30 anni di successi in una sera: dalle canzoni di altri cantautori simbolo del boom economico degli anni ’60, ai loro più grandi successi degli anni ’70. La canzone per eccellenza che ha portato loro tanta fortuna, forse il loro più grande successo,  è “Bella da Morire”, con cui vinsero il Sanremo 1977: un sogno e un desiderio d’amore in opposizione e in distrazione al clima d’odio di quegli anni; proprio perché è il loro canto simbolo l’hanno cantato due volte, uno dei quali in conclusione dello spettacolo. 




 Homo Sapiens (Bella da morire) Sanremo 1977





Homo Sapiens (Bella da Morire) Cori Valle 2011



Nei films d'amore vince sempre il bene,/e chi si lascia torna sempre insieme,/ma per noi due c'è un'altra fine adesso.
La folla tra i colombi che ci osserva,/il freddo, i nostri aliti, la nebbia,/e piangere domenica mattina qui per te.
Che sei bella, da morire, ragazzina tu,/sul tuo seno, da rubare, io non gioco più,/e sei bella, da morire, tutto sembra un film/da girare troppo in fretta con la fine/sopra i tuoi blue jeans.
A sedici anni non si perde il cuore,/nemmeno quando provi a far l'amore,/e tu con me hai vinto tutto quanto.
Di te rimane solo una maglietta,/lasciata sopra il letto in tutta fretta,/e il pianto di domenica mattina qui per te.

Che sei bella ecc.


Come al solito c'è il canale YuoTube Andlucable per vedere altri scorci della festa di Sant'Antonio.

domenica 23 gennaio 2011

78) STORIE DI CUORI E DI POLITICA


Il cuore e la spada



In occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia il giornalista e scrittore Bruno Vespa ha pubblicato il libro “Il Cuore e la Spada”,  nel quale ripercorre la storia d’Italia dall’unità ai giorni nostri, narrando non soltanto le vicende politiche ma anche le vicende amorose e sentimentali dei principali protagonisti della nostra storia. Vespa pubblica un libro all’anno, i suoi scritti spesso sono stati di genere politico, questa volta, per la seconda  precisamente, affronta un tema storico, dopo “Storia d’Italia da Mussolini a Berlusconi” del 2005. Il volume è composto da 826 pagine e costa 22 €; io ho approfittato di uno sconto del 15%. In appendice ci sono tutti i risultati delle elezioni politiche dal 1861 al 2008, le fonti e l’indice dei nomi. Bruno Vespa definisce il suo ultimo libro il lavoro più impegnativo di sempre: le vicende dell’Unità e del Regno d’Italia naturalmente non le ha vissute e si è dovuto documentare, riportando più di una fonte, a volte versioni contrapposte tra loro, mentre gli ultimi 50 anni di storia italiana li ha vissuti da giornalista e direttore del Tg1 e da conduttore del programma televisivo “Porta a Porta” ed è bastato fare un riassunto dai suoi precedenti libri, in cui è narrata la politica ufficiosa e da dietro le quinte del palazzo. Ecco finalmente un volume che fa del revisionismo storico sulla storia studiata finora: la Resistenza col sangue dei vinti e con le lotte tra partigiani,  la tragedia delle foibe, lo straordinario consenso popolare del fascismo culminato con il dramma di Salò. Sono inoltre narrate le vicende, le ossessioni sessuali e amorose dei protagonisti del Risorgimento (diversi in amore ma uniti nel sogno dell’Italia unita): Cavour, Garibaldi, “il fidanzato d’Italia”, ma solo Anita gli rimase sempre nel cuore, Mazzini che ebbe solo una mezza avventura e Vittorio Emanuele II. Altri grandi sciupa femmine sono stati Mussolini e D’Annunzio. La storia dal dopoguerra in poi è più dettagliata perché come ho già detto l’autore l’ha vissuta direttamente e in più si è fatto aiutare, per il suo precedente volume storico “Storia d’Italia da Mussolini a Berlusconi”, dalle testimonianze di Giulio Andreotti, le quali sono riportate in parte anche in "Il cuore e la spada". Il referendum Monarchia – Repubblica e la scelta tra comunismo e democrazia (cristiana), con i rischi di un’ennesima guerra civile, il dominio democristiano, De Gasperi, Fanfani, Andreotti, Moro, il miracolo economico, il centrosinistra, gli anni di piombo, Craxi, il CAF e tangentopoli. In questo ultimo caso si parla di una doppia morale, dei sommersi e dei salvati, del linciaggio di Craxi, costretto a rifugiarsi ad Hammamet dove morì e fu riabilitato nel decennale della morte, di Di Pietro, che su Berlusconi dichiarò che non era reato vendere spot televisivi. Gli ultimi cinque capitoli sono dedicati agli ultimi 17 anni di storia d’Italia, cioè da quando Silvio Berlusconi è sceso in politica e tuttora ne è il protagonista indiscusso, solo Romano Prodi è riuscito a fermarlo due volte senza però andare lontano per via delle sue rissose coalizioni di partiti di centrosinistra; ma anche i suoi stessi alleati gli hanno messo i bastoni tra le ruote: Bossi all’inizio, Follini, Casini e in ultimo Fini.
Un capitolo è dedicato alle trappole rosa di Silvio Berlusconi con alle prese sua moglie Veronica (i due vivevano separati da 7 anni, prima che si separassero legalmente e Veronica aveva una relazione stabile con un altro uomo), un altro all’addio con Fini; il volume è andato in stampa ad ottobre 2010 ed ovviamente non è aggiornato agli ultimissimi eventi. Bruno Vespa fu sempre democristiano e ora penso che sia berlusconiano, anche se rimane obiettivo nei suoi scritti e non rinuncia a tirare frecciatine al Cavaliere di Arcore. Lo criticano per il “Porta a Porta”, dove dà spazio in egual misura alle due principali correnti politiche, allora solo i programmi faziosi (e sinistrosi) di Santoro e di Floris possono esserci? Se così fosse il canone Rai non andrebbe più pagato. Negli ultimi mesi non ha trattato Gianfranco Fini da eroe e per questo il giornalista è stato maggiormente ingiuriato. Si smontano tutti i presunti scandali a luci rosse, le veline, Noemi, non immaginando che, storia di queste ore, sono tornati di nuovo all’assalto con le stesse cose: Ruby.

Questa storia è uscita a fine ottobre, poi non se è parlato più, forse perché tutti erano convinti che Gianfranco Fini avrebbe mandato a casa Berlusconi, fallito quel progetto ora la tirano di nuovo in ballo con maggior clamore e scalpore. Non sembra strano? Fanno di tutto per far passare Berlusconi come un maniaco, un malato, indegno di guidare il paese, per costringerlo alle dimissioni per la vergogna. Però alcune testimonianze delle accusatrici sono state smontate e il tribunale che si occupa del caso non ha competenza.
Legittimo è il richiamo del Vaticano a ritrovare i valori morali, senza entrare nel merito della questione, dare giudizi e condannare; non fa come Famiglia Cristiana ed Avvenire che, senza che si guardino prima allo specchio, emettono sentenze prima dei tribunali e danno lezioni di moralità. Gli stessi che prima accusavano la Chiesa di ingerenza con la politica, ora plaudendo tirano i preti per la tonaca.

domenica 14 febbraio 2010

41) PROSPETTIVE FUTURE FANTASIOSE MA REALI

Per una volta uso i blog diversamente da come li ho percepiti per molto tempo, vedendoli unicamente fatti solo per la politica e per l’attualità: notando qualcun altro di questi strumenti adoperati per le sensazioni e gli sfoghi personali, per una volta voglio impiegarli anch’io in quel modo, fantasticando e riallacciandomi ad argomenti reali, percepiti secondo la mia visione. Sarebbe bello cominciare una nuova vita altrove, ogni tanto fantastico: potrei tornare all’origine, da dove provengono i Lucarelli di queste parti, nella “madrepatria” Roccamassima, da cui discesero per popolare le vallate fino al Boschetto e Giulianello; è suggestiva questa ipotesi ma quei luoghi sono vicinissimi. Penso pure a Guidonia (una cittadina come tante da immaginare), visto che mi è capitato di conoscere di sfuggita qualcuno di quelle parti, sarebbe bello trasferirsi lì, farsi una famiglia e trovarsi un’occupazione da quelle parti,  visto che ci vuole più di un’ora di automobile per arrivarci, magari immaginando di aprire un proprio studio da geometra. La cittadina è la terza del Lazio per numero di abitanti, dopo Roma e Latina, è alle porte della capitale, l’accento romano è più forte del nostro, però sono burini pure loro.


Roma non offre grandissime disponibilità occupazionali, si dice addirittura che ne offra di più Napoli, a meno che non si tratti di lavoro specialistico o con esperienza in determinati settori, ci sono pure i posti di lavoro assegnati per concorsi pubblici, ma per 10 posti si presentano minimo 10.000 persone. Trovarsi una femmina disposta ad accettarti per quello che sei, un idealista: uno che pensa che esistano valori più importanti del successo e del denaro, per cui vivere e morire, anche se i soldi non guastano mai per mantenere le famiglie, ma non so se mi accetterà per quel che sono, proverò a parlarne anche alla sua famiglia; sento qualche amico che si lamenta di qualche ragazza e di loro in generale, soprattutto di quelle più appariscenti e che frequentano determinati ambienti, che vanno solo con quelli che hanno i soldi. Forse sarà vero, forse no, ma a chi di loro non suscita fascino ed attrazione un uomo che nella vita si è fatto una buona posizione, bello e attraente, anche se è impegnato ed ha una famiglia? A me invece mi attrae di una persona, al di la della bellezza, il vestir bene, alla moda sia nell’elegante che nello sportivo; forse anche perché io ci tengo e anche nella mia famiglia tengono che io vesta bene, magari scegliendo un capo più costoso che durerà molto di più rispetto a quelli più economici. Nelle coppie di fidanzati delle volte possono esserci litigi perché uno/a dei due si lamenta che l’altro/a non veste bene, a me è capitato di assistere a tali discussioni.


Quando uno ha una famiglia ha delle responsabilità, deve adattarsi a fare qualsiasi cosa, non può fare come quando è “ragazzo” che, anche se è precario, quando scadono i contratti è mantenuto dalla famiglia di origine nell’attesa di trovare un nuovo lavoro (chi può permetterselo ovviamente). Specialmente se uno avrà cinque o sei figli da mantenere: quando i figli sono di più saranno meno viziati, quando sono pochi, o è uno, lo saranno di più; invece di comprare la roba firmata e di marca si scambieranno gli indumenti tra fratelli e forse dovranno rinunciare al calcio, alla piscina, al karate. Da una parte deve pendere: o un figlio o due figli viziati o molti di più consapevoli delle difficoltà di concedere loro extra: quando saranno più grandi inizieranno a fare qualche piccolo lavoretto e si manterranno loro come meglio crederanno. Oggi le famiglie numerose in Italia sono molto rare tra le coppie giovani, ma ci sono: quelli che per motivi religiosi o patriottici rinunciano ai metodi contraccettivi e si adoperano per l’incremento demografico. Ho sentito un’intervista a Fiore, segretario di Forza Nuova, un movimento di estrema destra, che ha detto di avere 12 figli; un’altra volta il papa ha ricevuto le famiglie numerose provenienti da tutta Italia, le quali hanno illustrato tutti i problemi ma sono felici. Generalmente queste famiglie sono oggetto di scherno ed irrisione perché si distaccano dal pensare comune: perché devono subire questo??? Bisognerà trattarli come benemeriti perché l’Italia ha l’indice di natalità più basso del mondo! Ci sono inoltre le famiglie più sfortunate che vorrebbero avere figli ma non riescono ad averne, oppure gliene riesce a nascere solo uno dopo molti tentativi “abortiti”; ma è molto più facile avere a 35 anni il secondo o il terzo figlio che avere il primo. Purtroppo anche qui in Italia l’aborto è praticato, anche se c’è tra gli animi un conflitto di coscienza per la forte voce della Chiesa Cattolica nella nostra società, altri paesi, come gli anglosassoni, sono più “all’avanguardia” da questo punto di vista e quando si tratta di sopprimere una vita la gente non si fa troppi scrupoli. Ma dal punto di vista delle cure per guarire la sterilità sono favorevole, anche se poi, una volta guariti, nascono tutti quei gemelli tutti insieme. Bisognerà che il governo si adoperi con un’opera di sensibilizzazione, di agevolazioni e di aiuti economici per far aumentare le nascite nel nostro paese, così tanti piccoli nuovi italiani eviteranno l’estinzione della nostra stirpe e saranno sostegno dei loro genitori anziani quando saranno grandi: quando i figli sono di più si riuscirà a trovare qualcuno disponibile, o più di qualcuno facendo a turno, che si occupi dei loro genitori da vecchi, quando sono meno o non ce ne sono si dovrà ricorrere alle cosiddette badanti.


Il mio intento è avere più dei classici uno o due figli, ma molto probabilmente le cause di forza maggiore mi costringeranno a ridimensionare la cosa o addirittura ad annullarla (spero di no), non si sa mai quello che il destino ci riserverà; ma non tutti i mali verranno per nuocere: se non avrò figli avrò meno ansie e preoccupazioni, soprattutto quando essi si faranno grandi e spensierato potrò pensare di più al mio io. Il tipo di educazione che propongo per i figli è una dura educazione che li farà divenire tosti e massici, tipo la rigida educazione militare, così quando Al Qaeda li minaccerà risponderanno: “siamo figli d’Italia, figli di Roma possiamo mai aver paura di voi?” E intoneranno allora l’inno che li riporterà agli antichi fasti imperiali: “Roma divina, a te sul Campidoglio,/dove eterno verdeggia il sacro alloro,/a te, nostra fortezza e nostro orgoglio,/ascende il coro./Salve Dea Roma! Ti sfavilla in fronte/il Sol che nasce sulla nuova storia;/fulgida in arme, all'ultimo orizzonte/sta la Vittoria./Sole che sorgi libero e giocondo/sul colle nostro i tuoi cavalli doma;/tu non vedrai nessuna cosa al mondo/maggior di Roma.” Altri giovani mollaccioni cresciuti con concezioni materialistiche, consumistiche e di divertimento se Al Qaeda o un’altra organizzazione criminale li dovesse minacciare si intimoriranno e risponderanno: “lasciateci stare, venite, fate le moschee, basta che a noi lasciate vivere la nostra vita così come l’abbiamo sempre vissuta!” Il partecipare a feste tipo l’Eurochocolate (guai a dire festa della cioccolata: quelli di alcune correnti politiche prima fanno tanto gli antiamericani, poi sono innamoratissimi della loro lingua, piace loro immettere anclicismi per distruggere la nostra bella lingua di Dante), oppure qui a Cori prima di natale fecero “la festa della birra”, dove vidi molti giovani di 20 anni, nati nella seconda parte degli anni ’80, tutti indaffarati e impegnati nel preparare e nel coordinare: non sto criticando, hanno fatto bene ad organizzarla, perché anche lo svago e il divertimento nella vita ci vogliono, ma secondo me ci vorrebbe di più il senso dell’appartenenza ad una comunità (italiana), non si può essere solo tutto Facebook, birra e rock ‘n roll. Fantasticherie, unite alla vita reale, tutto dal mio punto di vista, senza fare il giudice nelle singole vite altrui, in una fusione creata da me, appositamente per i blog: per una volta ho parlato fiducioso anche di futuro, in una giornata speciale per me, ma anche per voi tutti, senza recriminare e piangere dentro per quel che poteva essere e non è stato, come di solito uno fa nelle ricorrenze. Un blog che ti aiuta a sfogarti e a tirare fuori quello che hai dentro: in questo modo uno si arrabbia meno nella vita reale. Evviva il tutto..!

venerdì 6 marzo 2009

5) DONNE E ATTRAZIONI

La festa della donna e la festa degli innamorati, a San Valentino, non sono né feste religiose, né feste nazionali, ma sono soltanto ricorrenze simboliche, più che altro create per esigenze commerciali e di profitto. Con la festa della donna vanno a nozze le più incallite femministe, molte di loro impegnate in politica in partiti di sinistra, sempre in prima linea. Per altre donne di altre generazioni, vecchio stampo, non conta nulla quella festa: ad esempio per mia madre, che ha dovuto crescere tre figli da sola, sempre in assoluta umiltà, è una banalità quella celebrazione. Per molti secoli le donne sono state sottomesse agli uomini, l’origine di tale sottomissione era da ricercare nella religione: nel libro della Genesi della Bibbia Dio punì Eva per aver invogliato, su richiesta del serpente, Adamo a mangiare il frutto dell’albero proibito. Secondo la dottrina cristiana Dio creò l’uomo a sua immagine e somiglianza, ma non volle lasciarlo solo, così gli affiancò la donna e dalla loro naturale attrazione potevano essere generati altri piccoli uomini o altre piccole donne. Nella Religione Cattolica c’è la rappresentazione di Maria Vergine, madre di Gesù, quindi Madre di Dio e Madre di tutta l’umanità. L’uomo, essendo più forte fisicamente, ha sempre avuto ruoli di comando, ha sempre svolto i durissimi lavori, in cui era richiesta prestanza fisica, mentre la donna si è sempre occupata della creazione, della crescita dei figli e delle faccende di casa. Oggi nella società occidentale con la diffusione delle idee illuministe, delle idee di parità fra sessi, con la tecnologia e la conseguente scomparsa di molti lavori di resistenza fisica, le donne possono fare qualunque cosa fa l’uomo sin da subito, spesso trascurando la loro funzione principale, che sarebbe quella di generare nuove vite. Tutto il contrario succede negli altri paesi del mondo, soprattutto in alcuni paesi di religione islamica, dove in molti casi le donne vengono maltrattate, sottomesse, vengono loro negati i più elementari diritti, possono finire lapidate per un adulterio, vengono infibulate e fin da giovanissime mettono al mondo moltissimi figli, non rendendosi conto che così si creeranno problemi di sovraffollamento e fame. Questi sono grossissimi problemi, perciò preferisco concentrarmi e vedere quel che avviene in casa mia nel mio piccolo mondo ed affrontare l’argomento dell’attrazione tra sessi. Nell’età adolescenziale si inizia a vedere in modo diverso, non più come antagonista, la persona dell’altro sesso, iniziano i primi amori, alcuni indelebili, altri passeggeri e il bisogno dell’altra/o passa sopra ogni desiderio. Molti uomini quando partono lontano li distrugge la lontananza dalle loro fidanzate/mogli, li distrugge più della paura di essere uccisi in una guerra. Nelle guerre anche una ragazza conosciuta da poco può esorcizzare la paura, in fondo al proprio cuore si vede questo sogno e la sicurezza di tornare a casa sano e salvo. In “Ciao Biondina” una biondina può far superare i drammi della guerra, si può aver la certezza di tornare a casa sano e salvo per lei che aspetta. Canzone del Regime Fascista dei primi anni ’40, ma purtroppo molti non torneranno.


CIAO BIONDINA
L'alba spunta già, e se devi andar/per le vie del mondo, non tardar./Ogni studentin gaio soldatin/lascia i libri e l'Università

Ciao biondina, ci rivedremo/un bel giorno ci incontreremo/da lontan, quando resterò/solo col mio cuor ti penserò./Sognerò di baciare ancor/la tua treccia d'or,/addio biondona./Ciao biondina, è giunta l'ora./Ciao biondina, un bacio ancora./Con ardor il goliardo va/senza mai esitar combatterà./ Ciao mio caro amor/ presto torna vincitor.

Sfila il battaglion, rombano i motor/sempre in alto il cuore tricolor./Vincere o morir, questo è l'avvenir/della più gagliarda gioventù.

Ciao biondina, ci rivedremo/un bel giorno ci incontreremo/da lontan, quando resterò/solo col mio cuor ti penserò./Sognerò di baciare ancor/la tua treccia d'or,/addio biondona./Ciao biondina, è giunta l'ora./Ciao biondina, un bacio ancora./Con ardor il goliardo va/senza mai esitar combatterà./ Ciao mio caro amor/ presto torna vincitor.



Oggi sono lontani i tempi di guerra in cui le donne aspettavano in apprensione i loro uomini a casa, siamo nei tempi dell’ultratecnologia e molte volte sono esse a far soffrire in altri modi i maschi. Molti hanno vissuto l’esperienza di essere piantati dalle loro ragazze, quando esse forti del loro fascino e della loro bellezza si imbattono in uomini ricchi sfondati a cui riescono subito a far perdere la testa. Nella canzone “Bella Stronza” di Marco Masini si evidenza la disperazione di un ragazzo che ha vissuto questa esperienza, corre dietro a lei che le è sfuggita ed è disposto ad accontentarsi degli avanzi. Ma non è detto che sia sempre la donna a tradire, in molti casi succede che il maschio trova una “migliore” e pianta la sua ragazza per quella. Ora non so se Marco Masini parla per esperienza personale o la sua è un’opera di fantasia di cui è tipica la creatività di tutti gli artisti; ma cosa pretende alla fine? È lui che ha iniziato con il tradimento: “Bella stronza, che hai distrutto tutti i sogni della donna che ho tradito……” E alla fine pure lui fa parte di quella cerchia di miliardari arroganti con il Ferrari.


BELLA STRONZA
Bella stronza.../che hai distrutto tutti i sogni/della donna che ho tradito/che mi hai fatto fare a pugni/con il mio migliore amico/e ora mentre vado a fondo/tu mi dici sorridendo ne ho abbastanza.

Bella stronza.../che ti fai vedere in giro/per alberghi e ristoranti/con il culo sul Ferrari/di quell'essere arrogante/non lo sai che i miliardari/anche ai loro sentimenti danno un prezzo/il disprezzo.../perché forse io ti ho dato troppo amore/bella stronza che sorridi di rancore...

Ma se Dio ti ha fatto bella/come il cielo e come il mare/a che cosa ti ribelli/di chi ti vuoi vendicare/ma se Dio ti ha fatto bella/più del sole e della luna/perché non scappiamo insieme/non lo senti questo mondo come puzza

Ma se Dio ti ha fatto bella/come un ramo di ciliegio/tu non puoi amare un tarlo/tu commetti un sacrilegio/e ogni volta che ti spogli/non lo senti il freddo dentro/quando lui ti paga i conti/non lo senti l'imbarazzo del silenzio.

Perché sei bella, bella, bella,/bella stronza.../che hai chiamato la volante quella notte/e volevi farmi mettere in manette/solo perché avevo perso la pazienza.../la speranza... sì, bella stronza.

Ti ricordi.../quando con i primi soldi/ti ho comprato quella spilla/che ti illuminava il viso/e ti chiamavo la mia stella/quegli attacchi all'improvviso/che avevamo noi di sesso e tenerezza/ bella stronza... sì/perché forse io ti ho dato troppo amore/bella stronza che sorridi di rancore...

Ma se Dio ti ha fatto bella/come il cielo e come il mare/a che cosa ti ribelli/di chi ti vuoi vendicare/ma se Dio ti ha fatto bella/più del sole e della luna/esci dai tuoi pantaloni mi accontento/come un cane degli avanzi/perché sei bella, bella, bella.

Mi verrebbe di strapparti/quei vestiti da puttana/e tenerti a gambe aperte/finché viene domattina/ma di questo nostro amore/così tenero e pulito/non mi resterebbe altro che/un lunghissimo minuto di violenza/e allora ti saluto... bella stronza





Io non ho vissuto mai questa esperienza ma se mi fosse accaduta per consolarmi avrei ripiegato sui miei valori che sono più importanti del successo e del denaro, quali virtù, assidua difesa delle tradizioni e amor patrio. Tra il goliardo che se ne va (e probabilmente non tornerà) e un cretino che corre dietro a una bella stronza personalmente per me è meglio il primo. Non ho ragione?