IL CORPO E L'URNA DI SAN TOMMASO DA CORI SONO TORNATE NEL SUO PAESE D'ORIGINE A SETTEMBRE 2025.
bandiera
domenica 14 settembre 2025
giovedì 8 maggio 2025
535) PAPA LEONE XIV
Annuntio vobis gaudium magnum: habemus Papam!, Eminentissimum ac Reverendissimum Dominum, Dominum Robertum Franciscum, Sanctæ Romanæ Ecclesiæ Cardinalem Prevost, qui sibi nomen imposuit Leonem XIV.
Biografia da Il Tempo.it
domenica 11 agosto 2024
527) LE OLIMPIADI ESTIVE PARIGI 2024
PER MEDAGLIE COMPLESSIVE CONQUISTATE (12 ORI, 13 ARGENTI, 15 BRONZI) LE OLIMPIADI DI PARIGI 2024 PER L’ITALIA SONO STATE LE MIGLIORI DI SEMPRE.
La rappresentante olimpica italiana in queste XXXIII edizioni delle olimpiadi moderne (Parigi 2024) per medaglie conquistate ha raggiunto il miglior risultato di sempre nella storia dei giochi olimpici: ben 40. In verità questo numero era stato raggiunto già a Tokyo 3 anni fa, ma la qualità questa volta è stata migliore: infatti quest’anno le medaglie d’oro sono state 12, mentre a Tokyo furono 10 (il massimo numero di medaglie d’oro fu raggiunto per l’Italia a Los Angeles ’84: allora ne conquistò 14). È la dimostrazione che lo sport italiano è in continua crescita, piazzandosi ancora una volta tra le migliori 10 potenze sportive. L’assenza della Russia da queste olimpiadi non è un’attenuante: 3 anni fa c’era e i risultati sportivi italiani furono più o meno i medesimi con l’aggiunta dei successi nelle prestigiose gare di atletica, salto in alto e maratona che quest’anno sono mancati, compensati in parte dalla vittoria della nazionale italiana femminile. Ci sono stati altresì moltissimi podi sfumati per poco da parte italiana; il bottino sportivo d’Italia avrebbe potuto essere molto più prestigioso. Sicuramente la scia positiva proseguirà anche nelle successive paraolimpiadi che inizieranno a breve sempre a Parigi.
Come tutti i giochi olimpici non sono mancate critiche e polemiche di ogni genere. Quest’anno si ha avuto da ridire principalmente sulla cerimonia di apertura (tra rappresentazioni blasfeme e capi di stato sotto la pioggia), sulle acque inquinate della Senna e su un’atleta algerina che gareggiava nel pugilato femminile: non si capiva se era una donna vera e propria o un misto tra uomo e donna; alla fine è risultata donna, ma con caratteristiche da uomo. In questo ambito sportivo, come tutti gli altri del resto, si trovano sempre delle cose che non vanno, anche quando tutto fila liscio come l’olio, e sicuramente questo evento è una buona distrazione di massa dalle guerre e dagli altri gravi problemi mondiali. Ci vorrebbe più spesso oppure non ci vorrebbe affatto per non dimenticare la realtà drammatica? (e risolverla)
lunedì 3 giugno 2024
524) SAN GIOVANNI ROTONDO E PADRE PIO
SAN GIOVANNI ROTONDO (FG) È IL CENTRO PUGLIESE DIVENUTO DI FAMA NAZIONAE E INTERNAZIONALE GRAZIE A SAN PIO DA PIETRELCINA, IL FRATE TAUMATURGO CON LE STIMMATE.
San Giovanni Rotondo, in Provincia di Foggia, oggi sarebbe un modesto e sconosciuto angolo di Puglia, alle falde del Promontorio del Gargano, se non ci avesse vissuto Padre Pio, o meglio San Pio, al secolo Francesco Forgione (1887 – 1968), originario di Pietrelcina in Provincia di Benevento. La fama di quel frate francescano già da vivo si era diffusa in tutta Italia ed anche fuori dalla nostra nazione, sia per i miracoli e le guarigioni inspiegabili che avvenivano grazie alla sua intercessione, sia per il dono delle stimmate che egli aveva ricevuto, sia perché sapeva leggere nella mente delle persone, soprattutto quando non erano sincere nella confessione. A Padre Pio si deve l’edificazione della grande struttura sanitaria “Casa sollievo della sofferenza”, sorta vicino al suo convento, dove c’erano solo pietre, ai piedi di un monte, ed è oggi paragonabile ad un policlinico di una metropoli.
Dopo la sua morte, degli altri miracoli, sempre per suo intervento, portarono alla sua beatificazione (1999) e alla sua santificazione (2002), al tramonto del pontificato di Giovanni Paolo II che, quando era uno sconosciuto sacerdote polacco, incontro il frate di Pietrelcina, il quale gli avrebbe predetto la futura elezione a pontefice, ma non ci sono fonti certe al riguardo.
Oggi non so se San Pio da Pietrelcina sia il santo più venerato in assoluto, ma c’è da considerare un fatto: mentre altri illustri uomini di chiesa, tipo San Francesco d’Assisi, Santa Rita da Cascia, San Tommaso d’Aquino, San Francesco di Paola, Sant'Antonio da Padova ed altri hanno avuto alle spalle secoli e secoli per farsi conoscere ed espandere il loro culto, Padre Pio ha raggiunto le vette dell’adorazione popolare in pochissimo tempo. Quando egli arrivò a San Giovanni Rotondo, l’accolse un piccolo convento ed una piccola chiesa, con gli anni lì intorno furono costruite chiese sempre più grandi (grazie ai contributi dei fedeli) per contenere il grandissimo numero di pellegrini che giungevano da ogni parte del globo ed ancora oggi vi arrivano in numeri elevati per pregare, per partecipare a messe, a fiaccolate in onore della Madonna, alle Via Crucis e per confessarsi. Ognuno, tra le piccolezze e le mancanze della vita quotidiana, ha un motivo particolare per rivolgersi al frate o per ringraziarlo o è spinto da semplice curiosità.
Molti dicono che oggi Padre Pio non approverebbe il grande giro d’affari che si è generato col suo nome, col lusso e lo sfarzo che vi ruota intorno, in contrasto con la povertà francescana, seppur con le giustificazioni che in un posto dove arrivano folle oceaniche servono tante strutture alberghiere ad altri servizi, grandi luoghi di culto con elevati costi per il mantenimento e che il lavoro, che serve per campare, si espande.
domenica 26 novembre 2023
518) LA PROCESSIONE DI SAN TOMMASO DA CORI (E LE ALTRE)
CON LA PROCESSIONE DEL SANTO TOMMASO DA CORI, E L’ARRIVO DEL FREDDO, SI CONCLUDE LA RASSEGNA DELLE PROCESSIONI CORESI 2023, INIZIATA CON LA SOLENNE PROCESSIONE DELLA MADONNA DEL SOCCORSO, IN CONCOMITANZA CON LA PRIMAVERA.
Con la processione di San Tommaso da Cori è giunta al termine la stagione delle processioni religiose coresi. Come sempre, tutto ha avuto inizio a maggio con la solenne processione della Madonna del Soccorso, la commemorazione maggiormente sentita, proseguita con quella di Sant’Antonio, della Madonna del Rosario e infine con la cerimonia che ricorda l’anniversario della canonizzazione di San Tommaso da Cori.
Come dicevo, a parte la Madonna del Soccorso, nelle altre tre ricorrenze non c’è più una grande partecipazione di massa come un tempo e negli ultimi anni raramente esse sono state contornate da iniziative festose civili, non solo per colpa del Covid. Idem l’antica patrona di Cori, Sant’Oliva, la dimenticata più di tutti. Bisognerebbe far sì che altri eventi e manifestazioni di vario genere non coincidano tutti lo stesso giorno, così da fare in modo da non far sparpagliare le persone.
Nei secoli passati ce n’erano anche di più di santi e madonne che
si festeggiavano dentro il paese: a parte la spiritualità, quelle cerimonie religiose erano
gli unici svaghi. Queste processioni che sono rimaste oggi ci accompagnano
nella stagione calda, da primavera all’autunno, quando passano le consegne al
clima freddo. Ma il calore che le stesse infondono, per i pochi che ancora ci credono,
contrastano il “gelo” che segue.
domenica 8 agosto 2021
474) LE OLIMPIADI 2020 E L’ITALIA
VA BENISSIMO L’ITALIA ALLE OLIMPIADI DI TOKYO 2020 (POSTICIPATE PER LA PANDEMIA), STABILENDO IL PRIMATO ASSOLUTO IN MEDAGLIE CONQUISTATE (BEN 40). MENO BENE VANNO LE STRUMENTALIZZAZIONI POLITICAMENTE CORRETTE SUGLI ATLETI.
In queste ultime due
settimane si sono svolte a Tokyo, capitale del Giappone, i giochi delle XXXII
olimpiadi moderne, le quali avrebbero dovuto svolgersi lo scorso anno, ma sono
state posticipate a causa della pandemia Covid 19. Sono stati dei giochi
olimpici anomali, perché il pubblico non poteva assistere in massa alle gare,
specie nelle cerimonie di apertura e di chiusura, che da sempre sono i momenti
più spettacolari di questa manifestazione sportiva. Stati Uniti e Cina si sono
contesi fino all’ultima gara il primato per medaglie d’oro e alla fine l’anno
spuntata gli statunitensi. Il Giappone ha chiuso al terzo posto: stava in casa
e i suoi atleti erano spinti da una passione maggiore rispetto alle altre
edizioni olimpiche. Altri piazzamenti di rilievo ci sono stati per Russia,
Australia, Francia, Germania: non sono sorprese, essendo paesi molto popolati,
alcuni pure sconfinati, e con grandi tradizioni sportive. Da sempre deludono alle
olimpiadi, tranne nei brevi lampi di gloria, Africa e America Latina.
L’Italia,
sportivamente parlando, ha confermato l’ottimo periodo di forma, avviato con la
vittoria agli europei di calcio della rappresentativa Nazionale A, vincendo in
totale 40 medaglie e stabilendo il primato assoluto nelle olimpiadi di tutti i
tempi. Sorprendenti sono state le vittorie italiane nelle principali gare di
atletica, tradizionalmente il fiore all’occhiello dei giochi olimpici: 100
metri, salto in alto, staffetta 4x100, marcia 20 km. Le altre medaglie d’oro
italiane (che complessivamente sono state 10) sono state vinte in altre
discipline: vela, taekwondo, karate, canottaggio. All’Italia sono andate altre 10
medaglie d’argento e ben 20 di bronzo. Hanno deluso, sempre per l’Italia, gli
sport di squadra, il nuoto e la scherma, che nelle precedenti edizioni
olimpiche avevano dato molte soddisfazioni e successi. C’è stata una grande
insofferenza da parte dei media angloamericani per le clamorose affermazioni
italiane nell’atletica leggera, da sempre loro feudo personale, e per
screditare le vittorie italiane l’hanno buttata sul doping, soprattutto per Jacobs,
l’italoamericano vincitore dei 100metri. Qualche mezzo d’informazione italiano
(Fatto Quotidiano e qualcun altro) invece ha steccato, sbagliando completamente
le previsioni, parlando prima dei principali ori, di olimpiadi disastrose per l’Italia.
I cavalli si vedono all’arrivo e in tutte le manifestazioni sportive nel tempo ci
sono sempre stati degli alti e dei bassi per tutti i partecipanti.
Gli atleti rappresentanti d’Italia provenivano da tutte le regioni e c’erano anche stranieri naturalizzati. Soprattutto su quest’ultimi sono state rivolte le principali attenzioni, considerando in tono minore gli altri, per fini che non avevano nulla a che fare con lo sport, premettendo che io mi complimento e mi felicito con tutti per le vittorie. Sfruttando l’onda dell’entusiasmo per i successi si chiedono facilitazioni per l’ottenimento della cittadinanza italiana da parte degli stranieri, con la scusa dello sport. I vertici dello sport nazionale non si occupassero di politica; c’è una legge al riguardo che funziona già e in più bisogna compiere un cammino d’integrazione e vedere se si è disposti ad accettare usi e costumi, tradizioni, lingua, religione del paese del quale si vorrebbe divenire cittadini, non cambiando così l’ossatura identitaria di un determinato popolo, come lo stesso Giappone insegna. A noi cosa cambia se otteniamo pochi altri successi sportivi in più?
martedì 20 luglio 2021
473) CIAO A MARIO CECCHI (PAOLONE)
CON LA SCOMPARSA DI MARIO CECCHI (PAOLONE) SE NE VA BUONA PARTE DELLA MEMORIA STORICA DI CORI: FU IL CUSTODE DEGLI INNI SACRI ANTICHI, DEI PROVERBI CORESI, DI TANTE STORIE E ANEDOTTI LEGATI ALLA CHIESA, ALL’AGRICOLTURA E ALL’ALLEVAMENTO.
Mario Paolone o
Mario jo barbiere è scomparso: sicuramente era il personaggio corese
caratteristico più famoso dei tempi recenti. Già da diversi mesi egli sentiva
che era arrivato al termine della sua vita. Era simpatico, salutava e cercava
di essere amico di tutti, era altresì un tipo parsimonioso, ma non
dimentichiamo che la parsimonia è una caratteristica del corese autentico e
inoltre uno è libero di fare quello che vuole con i soldi che ha guadagnato
onestamente. Il mio pensiero va immediatamente alla processione della Madonna
del Soccorso: nel passato recente era l’ultimo dei miracolati che cantava il
canto popolare “Viva sempre viva” con quelle poche donne scalze, che si
contavano sulle dita, che ancora aprivano la processione e che facevano da coro.
Quando ero bambino/adolescente le donne vestite di verde, con grossi ceri in
mano, che camminavano scalze, erano un’infinità, cantando continuamente:
“eviva sempre viva, la Madonna del Soccorso, a Lei famo ricorso, noi l’andiamo
a visitar” Quando arrivavano al Santuario della Madonna usavano cantare: “e
siamo appena arrivati, straziati dal dolore…” Poi quando andavano via: “addio Maria, noi
famo partenza……”
Quel canto popolare era un modo di ringraziare la Madonna per coloro che ritenevano di aver ricevuto una grazia. Di solito gli uomini nella processione del Soccorso si mettono sempre dietro al quadro, spesso in giacca e cravatta, subito dopo il sindaco, il maresciallo, il capo delle guardie; a me invece piaceva ascoltare quel canto, per cui in processione mi mettevo sempre a ridosso di Mario e di quelle donne e mi capitava lungo il percorso di sentire qualche anziana signora, che assisteva lungo il bordo della strada sulla sedia a rotelle e con le lacrime agli occhi, che incitava Mario e a non fermarsi nel cantare. Quando ci sarà di nuovo la nostra famosa processione non sarà più la stessa senza il canto caratteristico e un’altra tradizione legata alla religiosità se ne andrà. Io una decina d’anni fa, con la ripresa di alcuni filmati presenti ancora in rete, avevo lanciato un appello alle parrocchie affinché quel canto popolare non sparisse completamente.
Qualche volta lo
incontravo anche in piazza e nei bar e mi raccontava delle sue prestazioni canore nelle chiese di Cori, tra chi lo apprezzava e tra chi lo boicottava; gli
davo, ogni tanto, anche qualche passaggio in automobile. Ai tempi della scuola
media, quando ero in compagnia di qualche compagno di allora e passavamo
davanti alla sua barberia, qualcuno scherzava chiamandolo per soprannome e lui ci
correva dietro (in senso bonario), lanciandoci qualcosa contro e dicendoci: i
rancichì, i rancichiti! (non aveva neanche bisogno di domandare il classico "a chi si figlio?", perché conosceva tutti, sapendo chi fossero i genitori, i nonni, tutta la progenie e "la razza") Una volta riuscì a colpirmi al collo con l’acqua e
il prof. Pasquali, che ci conduceva in chiesa per la messa del precetto
pasquale, si fece due risate. Ricordo che il suo primo cliente della giornata era sempre Gasperino, che quasi tutti i giorni si faceva fare la barba, prima di iniziare il suo lavoro nella banca del Beato Tommaso. Tanti altri ricordi simpatici potrei descrivere,
ma è meglio darci un taglio e concentrarsi all’essenziale.
Don Angelo Bonaiuto lascerà Cori tra poche settimane, dopo 12 anni di permanenza, e sarà destinato a guidare la Parrocchia di San Luca a Latina, un’importante e grande parrocchia: se il Vescovo ha deciso così è perché lo ritiene uno dei suoi migliori sacerdoti. Per me non è un caso che al canto del cigno da Cori, uno dei suoi ultimi atti da parroco di Cori Monte sia stato la celebrazione del funerale di Mario Cecchi: ha fatto una bellissima omelia per un personaggio caratteristico di Cori e per un grande frequentatore della sua chiesa e non poteva chiudere in maniera più degna la sua avventura corese. Mi piace immaginare che le “maddonnàre” che sono andate via prima di Mario, lo hanno accolto nell’altro mondo col loro canto: “eviva sempre viva”.
giovedì 15 luglio 2021
472) EUROPEO DI CALCIO: SCENEGGIATE, GIOIE E CONTAGGI
L’ITALIA DI MARIO DRAGHI SI FA BELLA IN EUROPA, ANCHE CON IL CALCIO (TRA LE SCENEGGIATE “IN GINOCCHIO”), RISCATTANDO LA PIÙ RECENTE DELUSIONE SPORTIVA. INTANTO GLI ASSEMBRAMENTI DELLE FOLLE ALLO STADIO E IN PIAZZA FESTANTI FANNO AUMENTARE I CONTAGI DA VIRUS IN TUTTA EUROPA.
Il nuovo corso politico di Mario Draghi sta producendo i primi effetti: l’Italia è ben vista dall’Europa ed ora la sua immagine è ancora più splendente grazie alla vittoria della nazionale di calcio agli ultimi europei. La nazionale calcistica del nuovo corso a guida di Roberto Mancini ha così riscattato alla grande la più recente delusione, relativa alla mancata partecipazione all’ultimo campionato mondiale. Dal punto di vista sportivo l’Italia ha ampiamente meritato questa vittoria europea, anche se in qualche occasione è stata assistita dalla fortuna (contro l’Austria si è salvata grazie alle nuove tecnologie in dotazione agli arbitri, contro la Spagna è stata schiacciata per 120 minuti, trovando le sue occasioni in rapidi contropiedi sulle fasce) e negli ultimi due incontri è passata solo grazie ai tiri di rigore, ma tutto ciò fa parte della legge del calcio. Una curiosità: pure nel precedente europeo vinto dagli azzurri nel 1968 semifinale e finale finirono in pareggi come oggi, solo che allora ancora non istituivano i tiri di rigore per decretare una squadra vincitrice e l’Italia si affermò col sorteggio in semifinale e con la ripetizione della gara in finale. Delle analogie: come nel mondiale 2006 nessun grande attaccante ha trascinato l’Italia, i meriti, oggi come allora, sono stati dei difensori e dei centrocampisti e la finale è stata decisa sempre dagli undici metri. L’Inghilterra ha pagato la sua presunzione (non dei giocatori ma della stampa e dei tifosi), pensando di essere già campione prima della finale; se avesse trionfato non mi sarebbe dispiaciuto, visto che gli inventori del calcio non avevano mai vinto un europeo, mentre Germania, Francia e Spagna, avendo vinto molto, sono più antipatiche, e il loro rimane un ottimo europeo. Sono seguite polemiche (strumentali e inutili) da condannare senz’altro: sullo sfilamento delle medaglie degli inglesi, sui fischi all’inno italiano in finale e su altri episodi squallidi, ma probabilmente queste polemiche sono state ideate da coloro che non seguono sempre il calcio, facendolo solo in occasione dei grandi eventi della nazionale.
Durante questa manifestazione continentale hanno istituito questa nuova sceneggiata degli inginocchiamenti prima degli incontri (una moda arrivata dagli Usa), in cui gli italiani hanno aderito, forse per il timore di essere tacciati come razzisti. Così facendo si fa il gioco di quei movimenti estremisti fautori di queste iniziative e il calcio deve essere apolitico, non, come al solito, politicamente corretto: di conseguenza non inginocchiarsi non significa essere razzisti. Polemiche in questo caso ci sono state, tra pro e contro; maggiori critiche e timori sono stati evidenziati per il ritorno degli assembramenti: allo stadio, dopo mesi di chiusure al pubblico, e nelle piazze di tutta Europa, per guardare le partite in Tv e per festeggiare le vittorie. I contagi da coronavirus stanno così risalendo, nonostante le vaccinazioni di massa. Come la scorsa estate è stato riaperto tutto, ma i vaccini sono l’arma in più, assenti lo scorso anno, che dovrebbero limitare i danni e le richiusure. Le masse dopo mesi di segregazioni si sono potute sfogare festeggiando, con la stampa e le televisioni che fanno dimenticare loro per qualche giorno i problemi reali, parlando di calcio.
domenica 9 maggio 2021
468) IL SALUTO AD ANGELO SORCECCHI
HA
SUSCITATO PROFONDA COMMOZIONE (UNANIME NEL MONDO POLITICO LOCALE) LA PREMATURA
SCOMPARSA DI ANGELO SORCECCHI, STORICA FIGURA DELLA DESTRA A CORI. EGLI HA
SEMPRE PORTATO AVANTI LE SUE IDEE CON DETERMINAZIONE, IN UN PAESE, DOVE NON È
FACILE ANDARE CONTRO IL PENSIERO DOMINANTE DI SINISTRA. LASCIA UN ENORME VUOTO
NELLA MINORANZA DI CORESI CHE SI RIFÀ AI VALORI DEL CENTRODESTRA.
Angelo
Sorcecchi, capogruppo della minoranza al consiglio comunale a Cori e candidato
sindaco sconfitto alle ultime elezioni comunali, se ne è andato per sempre da
questo mondo a soli 53 anni, a causa di un male inguaribile. Unanime è stato il
dolore e la commozione nel mondo politico locale. In un paese come Cori, una
delle roccaforti rosse dei Monti Lepini, molti che non si riconoscono nel
centrosinistra hanno paura di impegnarsi politicamente, mettendoci la faccia,
per non compromettersi agli occhi di coloro che sono radicati in tutti i molteplici
settori paesani. Invece Angelo è uno dei pochi che ha portato avanti le sue
idee senza timore, con coraggio, determinazione, grinta, alzando la voce e non
accettando compromessi, il tutto motivato dall'amore per la sua terra, dall'attaccamento al suo territorio. Avrà pagato la sua tenacia, ricevendo chiacchiere,
maldicenze, ingiurie, specie nell’ultima campagna elettorale per le elezioni
comunali; sono dei momenti in cui un po’ tutti presi dal protagonismo
elettorale e dalla foga vanno oltre le righe, poi, una volta passata la
tempesta, i rancori pian piano si spengono. Ora, entrando nello specifico, non so
che rapporti egli avesse a livello personale e togliendo la politica con quegli
avversari con cui si scontrava, ma si dice che era molto cordiale con tutti,
separando la politica dal resto. Lo stesso accettò la difficile sfida del 2017,
ben consapevole che sarebbe stata una disfatta, tant’è vero che il giorno delle
elezioni non mancò dal suo lavoro, però nonostante tutto vi si buttò con le
unghie e con i denti, lottando come un leone. Ricoprì il ruolo di assessore e
vicesindaco nei primi anni 2000 con Tommaso Bianchi sindaco, un uomo a cui è
sempre stato fedele politicamente: prima, durante e dopo il mandato da sindaco,
anche quando Angelo non veniva riconfermato consigliere comunale. Ora rimane un
enorme vuoto nel centrodestra locale con la sua scomparsa: l’auspicio è che dal
suo esempio molti, che non si riconoscono nel pensiero dominante del paese, si
sentano spronati nell’impegnarsi, non avendo timore di andare controcorrente,
tenendo così viva la memoria di Angelo Sorcecchi. Onore, dunque, alla sua
figura ed esprimo cordoglio per il suo decesso, come farei con chiunque, indipendentemente
dalle idee politiche e religiose. Durante le sue esequie sacerdoti, parenti, conoscenti,
sindaco di Cori e colleghi di lavoro hanno tenuto dei commoventi elogi funebri.
Struggente e toccante è stato il momento in cui i suoi colleghi di lavoro del
118 hanno sollevato la sua maglia di operatore sanitario, fatto volare dei palloncini, alzato uno striscione, tenuto un discorso e suonato le sirene delle
autoambulanze al passaggio del feretro nel piazzale della chiesa di San Francesco.
ANGELO,
quale nome più adatto per descrivere un
figlio, un fratello, un compagno, un amico, un collega che se n è andato e ci
ha lasciati senza fiato… un Angelo a tutti gli effetti!
Una persona elegante, pulita, trasparente,
umile e amorevole per tutti noi che abbiamo avuto il piacere di conoscerlo.
Il nostro ricordo è di Uomo come tutti Noi…
fatto di pregi e difetti, ma la caratteristica che spiccava di più era quella
di un SIGNORE nel vero senso della parola di cui era impossibile non percepire
la sua bontà d’animo accompagnata da un sorriso che spiccava in mezzo a mille
persone… un sorriso naturale che veniva dal cuore.
Eri bello… ma non così tanto per dire..
avevi un’eleganza e un portamento che rendevano il tuo stile encomiabile, mai
un capello fuori posto e guai se stavi senza una striscia di profumo addosso, e
non era l’occorrenza a renderti così… ma era la tua personalità.
Un uomo fatto di VALORI a cui non sapevi
prescindere, il primo in assoluto:
LA FAMIGLIA
Mamma, Papa, Emiliano tuo fratello, tua
cognata, i tuoi zii… Daniela il tuo Primo Amore perso e poi ritrovato nel tempo
come fosse STATO uno scherzo del destino… ricordo ancora adesso quando ci
parlavi di loro come il tuo nido d’amore.. Daniela presente h24 nella tua vita
fino all’ultimo giorno che ci hai lasciati che ti eri promesso di non lasciarla
più andar via dopo averla ritrovata… il bene che volevi a Claudia e Sofia le
trattavi come figlie tue perché nel tuo cuore avevi un posto per tutti.
OLTRE LA FAMIGLIA…. LE PASSIONI…. LA
POLITICA
Come dimenticare una delle tue prime
passioni sin da ragazzo, le tue ideologie, la tua mente libera…
Il tempo che hai dedicato a Cori.. la tua
città… gli impegni politici e sociali che avevi a cuore e portavi avanti con
dedizione e amore.. i tuoi incarichi da Assessore a Vicesindaco nella giunta
Bianchi con il quale ti sentivi quotidianamente finché hai avuto le forze di
farlo…
LA FOTOGRFIA…
Ti eri innamorato di questo mondo
fantastico e ogni giorno imparavi e provavi un metodo nuovo, ci ha riempito le
nostre case di foto stupende dei nostri matrimoni.. dei nostri figli da neonati
a più grandi… a loro volevi un bene immenso… non c ‘era evento che non gli
portavi un regalo…un ricordo… quel ricordo che di te porteranno per tutta la
Vita.. eri uno Zio perfetto bisogna ammetterlo.
Tra le passioni come non ricordare il
calcio, gli anni passati sui campi di terra pieni di fango, poi il calcetto e
poi la tua fede calcistica LA JUVENTUS e pure li quante prese in giro ma anche
quanto divertimento.
E IN ULTIMO IL LAVORO
Sei arrivato in punta di piedi 10 anni fa
non sapendo neanche cosa fosse un'ambulanza… ma hai imparato presto tante cose
con la tua umiltà e la tua voglia di fare… è vero noi ti abbiamo insegnato il
lavoro ma tu hai insegnato a noi cosa vuol dire essere umili e buoni d’animo e
questo ce lo porteremo dietro per tutta la Vita…
Quante notti in bianco a girare nelle case
della gente per tutte le città, ci dicevano tutti che eravamo dei pazzi… dei
folli perché ovunque andavamo portavamo un SORRISO… e già eravamo in 3 e dietro
avevamo forse il SORRISO PIU BELLO…il tuo!!
Ma in fondo poi non eravamo dei pazzi ma
eravamo soltanto degli uomini maturi che portavano a casa uno stipendio
rischiando la Vita ogni giorno.. e in mezzo a quel rischio quotidiano abbiamo
sempre saputo mettere quel pizzico di ironia da portare a casa di ogni cittadino
e ad ogni malato in ospedale…perché in fondo è vero che col tempo si diventa
uomini ma ogni GRANDE UOMO dentro di sé rimane sempre un po’ bambino…!
La frase che usavano i colleghi in modo
amichevole era per l’esattezza questa:
“A REGA’ VOI NON STATE BENE”…. e invece NOI
stavamo bene e facevamo stare bene anche gli altri…. Stavamo bene fino a quando
non c’è arrivata la sentenza… un maledetto referto che… per chi vive di pane e
medicina e sa essere più realista che speranzoso sa bene qual è la prognosi finale…
da lì un incubo …. Un tunnel che si faceva sempre più buio per te e per la tua
famiglia e per noi che ti volevamo bene….
Fino a quando hai deciso di lasciarci … hai
salutato Mamma… Papà e chi ti era vicino e sei volato via…
Prima avevamo Angelo Sorcecchi ma oggi
abbiamo tutti un ANGELO … un angelo in più in cielo che ci guarda e ci veglia
da lassù, ci protegge e ci controlla.
Concludo dicendoti che siamo qui oggi TUTTI
a dirti GRAZIE per quello che sei stato e per quello che ci hai insegnato e in
un dolore così forte ci riteniamo fortunati di averti vissuto ognuno a modo
suo…
Perché persone con un cuore grande così e
con animo NOBILE non si incontrano tutti i giorni nella vita terrena.
Grazie di tutto FRATELLONE
RIP
David Lionetti



























