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sabato 3 dicembre 2011

113) CHIUSURA DI SPLINDER


ATTENZIONE!
A partire dal 31 Gennaio 2012 il servizio Splinder verrà dismesso.
A breve verrà inviata una comunicazione con le indicazioni da seguire per recuperare tutti i contenuti dei blog ospitati. Sarà inoltre possibile attivare un redirect su un nuovo indirizzo web.




  • INTERVISTE DALLA RETE

 Banzai si offre di salvare Splinder
Andrea Santagata, che partecipò alla nascita della piattaforma, ne racconta la storia e propone una via d'uscita per gli utenti

Dopo che voci sulla sua imminente dismissione giravano in rete da qualche settimana, martedì la società Dada che gestisce la popolare piattaforma per blog Splinder ha annunciato che Splinder sarà chiuso il 31 gennaio prossimo, e i suoi servizi interrotti. Significa che decine di migliaia di blog – al 2008 risultavano 400 mila blogger su Splinder, anche se probabilmente diminuiti da allora – non esisteranno più tra due mesi, e moltissimi utenti stanno cercando di attrezzarsi per faticosi e complessi traslochi su altre piattaforme. Splinder fu creato nel 2001 da un gruppo italiano a cui partecipò Andrea Santagata, oggi responsabile di Banzai Media (il gruppo Banzai partecipa anche alla società che edita il Post, ndr), a cui abbiamo chiesto di raccontarcene la storia e spiegare cosa sia successo dopo.
Come nacque Splinder?
Eravamo un gruppo di amici al bar. Marco (Palombi) Francesco (Delfino) e Paolo (Werbrouck) di Tipic, avevano sviluppato un embrione di piattaforma di creazione blog su base Drupal. Fabio (Cabula) ed io seguivamo la sera per passione Bloggando, un sito che recensiva i blog italiani, allora ben 900 (fra cui quello di Luca Sofri, il peraltro direttore del Post). Una sera ci siamo incontrati insieme per un aperitivo ed è nata l’idea di Splinder: un sistema facile, in italiano, per creare e gestire il proprio blog. Marco si è inventato il nome e faceva girare il gruppetto, Fabio e io abbiamo progettato usability e funzionalità, Paolino ha scritto tutto il codice.
Come mai ebbe questo grande successo?
Perché fu la prima piattaforma disponibile in lingua italiana. Perché era estremamente facile da usare. Perché offriva funzionalità molto interessanti per allora come ad esempio i commenti … e soprattutto perché era iniziata in tutto il mondo l’era dei blog.
E in questi dieci anni cosa è successo?
Il successo di Splinder è stato immediato, decine di nuovi blog aperti ogni giorno di tutti i generi (c’era pure il blog di Platinette, per dire). Poi negli anni sono arrivate nuove piattaforme sempre più evolute, come WordPress, e Splinder ha perso un po’ di terreno, ma è comunque rimasta una delle più importanti piattaforme di blogging in Italia.
C’è mai stato un modello di business?
Forse questo è il problema delle piattaforme di creazione di blog. Tanti utenti attivi che fanno molto traffico ma è traffico “loro” che porta scarsi ricavi pubblicitari a chi offre il servizio e fare pagare il servizio non è realistico visto quante piattaforme gratis ci sono nel mondo.
Tu hai mai avuto un blog su Splinder?
Non ufficialmente (ok, per un paio di anni sì, ma non lo avevo detto a nessuno).
Come mai c’è stato un declino, negli ultimi anni?
Credo che sia molto difficile per una piattaforma italiana competere a lungo con piattaforme internazionali che godono di economie di scala molto diverse, ma soprattutto di comunità di utenti che contribuiscono alla loro evoluzione. Se pensiamo che già si fa fatica, come abbiamo detto, a far quadrare i conti, il gioco è fatto: a favore degli altri, purtroppo.
Come ti spieghi la decisione di Dada di chiudere Splinder?
Immagino abbia a che fare con questo: non riuscire non dico a farci soldi ma neanche a coprire tutti i costi, e forse a essersi resi conto che ormai la piattaforma era rimasta indietro. Però dispiace molto anche perché ci sono ancora moltissimi utenti attivi su Splinder: e poi rappresenta un brand importante nella storia del web italiano. Come Banzai, anche visto il legame affettivo, potremmo proporre a Dada di prendere noi in gestione il servizio per continuare ad erogarlo.
La chiusura di Splinder sta dentro un declino complessivo dei blog rispetto ai social network, secondo te?
No. Credo che il fenomeno dei social network stia anzi riqualificando l’uso dei blog. Prima di Facebook e Twitter, se volevo segnalare una notizia , o postare un video, potevo solo usare un blog. Adesso tutte questa informazione legata a segnalazioni, conversazioni o contenuti personali, si sta spostando sui social, lasciando ai blog il ruolo di approfondimento che era poi secondo me lo spirito originario con cui i blog erano nati.

 
Grazie Banzai, ma Splinder chiude

Claudio Corbetta, l'amministratore delegato di Dada, spiega che cosa succederà ai blog e perché ha rinunciato all'offerta di far gestire il servizio da altri


Martedì scorso Dada ha annunciato di voler chiudere la piattaforma per blog Splinder, confermando le voci circolate nelle ultime settimane sulla probabile interruzione del servizio. Il sistema andrà offline il 31 gennaio prossimo e molti blogger si dovranno attrezzare nelle prossime settimane per trasferire i loro blog e tutte le cose pubblicate in questi anni da qualche altra parte. Abbiamo chiesto all’amministratore delegato di Dada, Claudio Corbetta, di raccontarci le motivazioni che hanno spinto la società a decidere la chiusura e a rinunciare all’offerta di Banzai, che si era proposta di prendere in gestione Splinder per evitare che finisse offline.
Perché Dada ha deciso di chiudere Splinder?
Dada nell’ultimo anno ha rifocalizzato la propria attività per concentrarsi esclusivamente su due business: Domini&Hosting e Performance Advertising. Si inquadrano in questa strategia la vendita di Blogo a Populis a inizio anno e la cessione di Dada.net a Buongiorno a fine maggio.

Che fine faranno le migliaia di blog ospitati sulla piattaforma?
Al momento gli iscritti realmente attivi su Splinder sono qualche migliaio. Le centinaia di migliaia di utenti di cui si è sentito parlare sono purtroppo inattivi da tempo. Dal 31 gennaio 2012 permetteremo a chi lo vuole di re-indirizzare il sottodominio del proprio blog ad un nuovo dominio scelto dall’utente.
I loro contenuti dopo il 31 gennaio saranno cancellati?
I contenuti saranno messi a disposizione dell’utente stesso in un file XML in modo che possa essere importato su una delle molteplici piattaforme gratuite o a pagamento presenti in Rete.
Dopo dieci anni di esistenza non era praticabile mantenere gli attuali blog, chiudendo le nuove iscrizioni?
Mantenere attiva la piattaforma richiede risorse e tempo e in questo momento in Dada dobbiamo concentrarci sulle nostre attività chiave. Inoltre gestire Splinder comporta anche essere responsabili nei confronti dell’esterno; negli ultimi tempi nonostante la diminuzione del numero di utenti abbiamo riscontrato un aumento delle denunce e interventi delle Forze dell’Ordine per segnalarci contenuti non appropriati od offensivi.
Alcuni iscritti lamentano di non aver ricevuto informazioni puntuali, avete solo messo un avviso sul sito di Splinder?
Purtroppo le voci si sono diffuse prima di una nostra comunicazione puntuale che sta per partire in questi giorni. In sostanza spiegherà nei dettagli quanto dicevo prima e darà tutte le indicazioni utili a chi vorrà trasferire il proprio blog.
Qual era il modello di business che pensavate potesse tenere in piedi Splinder?
Splinder avrebbe dovuto fungere da motore dell’iniziativa di Social Networking di Dada, ma purtroppo il progetto non si è mai concretizzato secondo le attese.
Splinder continuerà a esistere facendo altro o sparirà anche il marchio?
Al momento non abbiamo altri progetti in cantiere, ma non escludo che in futuro ci possa essere un diverso utilizzo del dominio legato ad altre iniziative.
Banzai si è offerta di prendere in gestione Splinder pur di evitarne la chiusura, che ve ne pare?
Ringraziamo gli amici di Banzai per l’offerta pubblica! Abbiamo in effetti sondato in passato la possibilità di cedere la piattaforma ma non abbiamo riscontrato l’interesse sperato né ottenuto offerte concrete. Visto lo stato attuale della piattaforma e i numeri di Splinder a oggi, dopo un’attenta riflessione, abbiamo valutato che le complicazioni tecniche e legali di una migrazione siano superiori a una chiusura controllata e gestita. Per questo motivo, pur con dispiacere, crediamo che gli utenti potranno continuare ad esprimersi in Rete su altre piattaforme, conservando quanto scritto fino a ora.


 
  • COMMENTI PERSONALI

Da qualche tempo circolava la voce della chiusura della piattaforma Splinder: infatti da alcuni mesi non era più possibile iscriversi al servizio per creare nuovi blog. È un annuncio che ha destato scalpore, incredulità, rabbia per i molti utenti, alcuni pagavano, avendo sottoscritto un abbonamento per migliorare la veste grafica e per avere più spazio a disposizione per le fotografie e per i filmati. Delle persone con i blog ci lavorano, ora si ritrovano migliaia di post e un numero ancor più consistente di commenti da esportare in altre piattaforme: le operazioni sono già iniziate e ciò ha comportato un rallentamento di Splinder. Questo canale per creare i blog versava in stato di abbandono da circa un paio d’anni: la redazione non era più attiva come un tempo, ultimamente la sede fiorentina era stata chiusa; così gli utenti, nei blog della redazione per segnalare anomalie e disservizi, hanno potuto sfogare la propria rabbia e frustrazione per questo annuncio, insultandosi pesantemente tra loro e bestemmiando, senza che i moderatori censurassero il tutto. Oltre a ciò c’è chi fornisce in modo dettagliato soluzioni per migrare su altri siti, salvando il lavoro di anni. Il metodo che fornisce Splinder per esportare non funziona, non so se funzionerà successivamente, io non sono molto esperto di programmazione, come lo sono altri che riescono con facilità a trasportare il tutto. Iobloggo è una piattaforma creata da ex splinderiani, dove c’è un apposito metodo per importare i blog da Splinder: già l’ho sperimentato, ma i risultati non sono stati soddisfacenti: il Tutto... è quasi perfetto, tranne marzo 2010, l’altro blog dei mondiali di calcio è un disastro (avevo pensato di lasciarlo perdere, ma sarebbe un peccato: avrei buttato l'anno nel quale lo realizzai). Vorrei affidarmi a siti più efficienti e sicuri, come ad esempio Blogger o Wordpress: sarà più complicato il metodo per trasferire tutto, non è escluso che debba farlo manualmente, però non è facile come Splinder e Iobloggo gestire ed elaborare. Un neo saranno certamente le visite che ripartiranno da zero, a meno che non si voglia iscriversi ad uno dei siti dove si personalizzano il numero dei visitatori per il proprio spazio internet.
Sulla scia del Blog di Cori, che è stato l’apripista, nel nostro paese molti si sono iscritti a Splinder e sono nati blog politici e personali. Sono grato a questo canale telematico di avermi consentito di avere un mio spazio dove guardare il mondo che mi circonda secondo il mio punto di vista, non avendo la possibilità di poterlo fare sui giornali: mi ha consentito di difendermi, maturare, crescere di post in post (guardate le insicurezze, le paure, il rifugio nel passato dell’inizio e la sicurezza, la combattività, la determinazione di oggi), ho ottenuto il rispetto, seppur attraverso antipatia e ostilità verso la mia persona, ma è sempre meglio delle irrisioni di coloro che apparentemente giudicano senza conoscere. A uno viene il vago sospetto, essendo troppo malizioso, che è letto da chi non dovrebbe, ma se così fosse le persone che leggono si canterebbero e si suonerebbero da sole perché io qui non ho mai invitato nessuno di loro. Non bisogna essere invidiosi degli altri e non certo di me che non ho raggiunto nessun traguardo importante nella mia vita, che allo stesso tempo me ne frego di coloro che stanno meglio: possono tenersi tutto, non voglio niente, l’importante è stare bene, condurre una vita dignitosa, concedersi degli sfizi ogni tanto e avere delle idee per cui combattere. Ho parlato di argomenti di pubblico dominio, non mi sono mai impicciato delle vite personali delle persone: primo perché non sono affari miei, secondo "come fai a giudicare le vite degli altri, se non sai un cazzo delle vite degli altri e dai retta a dei pettegolezzi?" “Nessuno può giudicare. Ciascuno conosce la grandezza della propria sofferenza o la dimensione della totale mancanza di significato della propria vita. Paulo CoelhoÈ una bellissima frase, di commenti me ne lasciavano altrettanto belli i pochi utenti Splinder incontrati in questa avventura, che successivamente non sono venuti più perché venuti a mancare e perché il blog non piaceva loro più. È meglio avere pochi commenti ma belli, piuttosto che molti stupidi. Credo che questa mia avventura continuerà ancora per qualche tempo da un’altra parte, con un po’ di rammarico perché stava andando a gonfie vele: spero che chi mi segue continuerà a farlo. Entro fine gennaio comunicherò il nuovo e definitivo indirizzo del mio blog, per ora resto ancora qui. Sono troppo preciso e metodico, vorrei raggiungere tre anni esatti sullo stesso posto: il blog nacque il 3 febbraio 2009 e il 31 gennaio 2012 mancherà pochissimo al 3° compleanno, peccato non poterlo raggiungere su Splinder.

1 commento:

  1. #1 07 Dicembre 2011 - 19:14

    IO ho gia traslocato da un altra parte:http://camerataseba.blogspot.com/
    ciao
    sebastia11

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