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venerdì 19 giugno 2015

275) SECONDO RADUNO DEI BERSAGLIERI DI CIVITAVECCHIA

20 GIUGNO 2010 PRIMO RADUNO DEI BERSAGLIERI DI CIVITAVECCHIA

14 GIUGNO 2015 SECONDO RADUNO DEI BERSAGLIERI DI CIVITAVECCHIA

 LE PRINCIPALI DIFFERENZE NELLA VITA DI QUALCUNO.






Domenica 14 giugno 2015 si è svolto il secondo raduno dei bersaglieri che hanno prestato servizio presso la Caserma “D’Avanzo” di Civitavecchia. Anche a me è arrivato un invito; non è che sia patito di queste adunanze: ho partecipato perché queste occasioni sono sempre delle buone scuse per fare un viaggetto, divertendosi con la propria automobile su lunghe distanze e mangiare delle buone pietanze in qualche ristorante, insomma per passare una domenica diversa. In questo raduno non c’è stato nulla di insolito rispetto agli altri che fanno abitualmente: i soliti discorsi e presentazioni degli organizzatori e delle autorità politiche della città ospitante, le consuete strombazzate delle molte fanfare delle associazioni di bersaglieri in congedo e simpatizzanti ed infine le tradizionali sfilate, di passo e di corsa.  


Anche alcune donne hanno sfilato: le crocerossine e qualche donna bersagliere, presente sia tra le associazioni e sia tra quei pochi veri militari che hanno partecipato al raduno. Oggi la presenza femminile nelle forze armate si aggira intorno all’8% del totale (nelle parate militari sembrano molte di più: vengono ben esposte per non indignare i perbenisti, i benpensanti e i paladini dell’uguaglianza), essendo quel mestiere duro e di prestanza fisica; apparentemente dovrebbe esserci uguaglianza tra i sessi, però molti privilegi alle femmine sono concessi, come ad esempio tenere i capelli lunghi.  Anche per delle donne indossare una divisa e imbracciare un fucile può essere considerato un segno di potenza fisica e caratteriale: se non saranno troppo maschie potranno suscitare interesse, almeno dal punto di vista esteriore. Naturalmente nessuno vuole le guerre e la violenza, la funzione del servizio militare è difensiva; se l’Isis avesse la possibilità e i mezzi non esiterebbe un istante ad invaderci e a farci scegliere tra l’Islam e la vita: dovremmo stare a guardare a causa della nostra delicatezza? La leva obbligatoria è stata sospesa (in caso di conflitti tornerà) per risparmiare nelle spese statali: con la fine della “Guerra Fredda” le possibilità di un coinvolgimento italiano negli eventi bellici è ridotto al minimo, perciò è stato deciso di istituire un esercito professionista, in formato ridotto e  composto da volontari, quel poco che basta per garantire la sicurezza nazionale ed internazionale.


Chiusa questa parentesi e tornando alla radunata, di cui ho detto brevemente tutto, non posso fare a meno di notare le cose che sono cambiate nella mia vita a distanza dal primo raduno del giugno 2010 (vedere qui la cronaca), in cui ancora non sapevo che per me si stava chiudendo un ciclo e se ne stava aprendo un altro che dura tuttora. Generalmente ai giovani che cercano lavoro vengono offerti contratti da precari, a tempo stabilito: essi sono costretti a lavorare tre mesi qui, due lì, uno da un’altra parte, tra un impiego e l’altro passa qualche tempo e non è mica detto che si riesca a trovare sempre qualcosa. Quel 20 giugno 2010 io avevo qualche prospettiva di lavoro in vista, ma pensavo appunto che si sarebbe trattato di tre mesi e basta e che poi sarei stato costretto a cercare altrove. Invece sono cinque anni che lavoro quasi ininterrottamente. Grazie a ciò c’è stato qualche cambiamento in positivo nei miei stili di vita e sono decollato definitivamente. Se il viaggio a Civitavecchia del 20 giugno 2010 fu il viaggio della maturità, questo del 14 giugno 2015 è stato quello della definitiva consacrazione. Nel primo raduno era la prima volta che andavo con l’auto in un posto così distante (in precedenza non c’erano state occasioni anche perché le vecchie utilitarie di famiglia non erano sempre a mia completa disposizione), utilizzai una vecchia Fiat Punto, che peraltro non apparteneva neanche a me, questa volta sono andato in una Fiat Bravo tutta mia. Questa volta, a differenza della prima, è stato come andare dal Monte alla Valle, perché nel frattempo ho avuto delle esperienze di guida in dei lunghissimi percorsi. In quel periodo consideravo vacanza l’andare in una piscina privata di qualche parente, successivamente ho potuto fare delle villeggiature in posti vicini e lontani. Cinque anni fa nel primo raduno dovetti contenermi nelle spese del pranzo, oggi non l’ho fatto: ho scelto le specialità di mare che preferivo, il tutto accompagnato da un ottimo vino bianco, per finire frutta di stagione, caffè ed amaro. Fare delle gite fuori porta, anche brevi, e mangiare al ristorante tutte le settimane è fuori dalle mie possibilità, una volta ogni tanto non guasta. Se ripenso alla situazione politica del 2010 era tutto l’opposto di oggi: allora il centrodestra controllava tutto, come oggi il centrosinistra (governo centrale, maggioranza delle regioni, delle province, dei comuni), le coste libiche di Gheddafi erano ben pattugliate, la posizione di Fini si faceva sempre più contrastante con il Pdl, il quale proprio quell’estate lo dichiarò incompatibile.


Anche le tipologie delle chiacchiere nel frattempo sono cambiate: prima il difetto era la disoccupazione, ora è la solitudine. È vero che chi si espone è al centro dell’attenzione e quindi se le cerca: se costui riesce ad eliminare quella che secondo gli altri è un’imperfezione ne troveranno immediatamente un’altra, soprattutto se noteranno dei cambiamenti positivi; la superbia e la noia perseguitano tutti, anche me. I passatempi sono tanti: c’è chi pratica sport, c’è chi frequenta associazioni culturali, folcloristiche, ricreative, religiose, politiche, c’è chi suona nei complessini, c’è chi vede la televisione o va su internet, c'è chi si improvvisa giudice o psicologo; l’essenziale è non far nulla di illecito. Io penso che uno nella vita possa fare tutto quello che vuole, basta che non faccia nulla contro le leggi e del male agli altri, solo in queste circostanze gli estranei potranno intromettersi, criticare ed eventualmente denunciare. Ma se uno si comportasse in una maniera non perseguibile penalmente e la sua famiglia non condividesse il suo modo di vivere, sarà compito esclusivamente della stessa spronarlo, biasimarlo e indirizzarlo verso le strade che essa riterrà più consone, specialmente nell’aiutare un giovane a costruirsi il proprio futuro. Per avere delle amicizie e frequentare le persone ci sono diversi modi: c’è quello che va in piazza e nei bar, scambia quattro chiacchiere con qualche conoscente e poi avrà altre occasioni di incontrarsi con quelle persone con cui ha un rapporto confidenziale; c’è invece chi in giro si vede poco e preferisce riunirsi in delle circoscritte comitive di amici nelle case private o in qualche locale, specialmente nel fine settimana. Gli anni passano, i ragazzi si fanno uomini e le strade che intraprendono li possono portare anche lontani dal paese o ad avere mogli e figli, così le vecchie amicizie si disperdono. Ci sono alcuni, anche giovani, che non escono mai di casa e non frequentano nessuno ad eccezione dei propri familiari: io non li giudico, né li critico. I caratteri non sono tutti uguali. E come dice il proverbio: "meglio soli che male accompagnati!"

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