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lunedì 20 agosto 2018

398) LE INFRASTRUTTURE PERICOLANTI E LA POLITICA


I PONTI CROLLANO, LA GENTE MUORE, I POLITICI SI ACCUSANO TRA LORO. TUTTI HANNO LE LORO RESPONSABILITÀ: O PER UN MOTIVO O PER UN ALTRO. 


Alla vigilia di ferragosto un viadotto che sovrasta Genova è crollato, provocando la morte di oltre quaranta persone tra vacanzieri e lavoratori. Sono imponenti i viadotti che passano sopra Genova: a me hanno sempre fatto molta impressione quelle rare volte che mi è capitato di passarci sopra, soprattutto guardando di sotto. Per alcuni, i ponti genovesi sono degli ecomostri: la definizione può anche essere azzeccata ma sono stati costretti a realizzarli per far sì che Genova, una delle città più industrializzate e produttive d’Italia, non rimanesse isolata e non avendo altre soluzioni, essendo l’abitato genovese stretto tra il mare e i monti (sarebbe stato molto più oneroso aprire le montagne o realizzarvi decine e decine di chilometri di gallerie).

Per svariati motivi avvengono i suddetti crolli: per l’elevatissimo numero dei mezzi a motore che circolano rispetto a quando furono costruiti, per i materiali di costruzione non sempre di prima qualità, per la costituzione del terreno dove hanno fondamenta le infrastrutture, per gli scarsi controlli e manutenzioni e per l’eccessiva burocrazia che ritarda le eventuali correzioni dei difetti e le riparazioni. I ponti ferroviari e quelli di epoche lontane sono sempre lì da decenni, da secoli: sopra di essi non passano carichi eccezionali, ma sarà sempre bene monitorare costantemente il loro stato.

I politici si accusano tra loro, unitamente ad “Autostrade per l’Italia” tutti hanno le loro colpe: sia quelli che governavano in passato, sia questi che ci sono ora. Molti allarmi di pericolo crollo per il “Ponte Morandi” di Genova sono rimasti inascoltati da parte della vecchia classe politica e hanno fatto costruire i giganteschi piloni di cemento che lo sostenevano a ridosso di palazzine molto popolate: è un miracolo che la strage non sia stata di proporzioni molto più imponenti. I membri di questo nuovo esecutivo sono stati applauditi nonostante tutto: la gente ha apprezzato la fermezza e la severità nell’indicare i principali responsabili, attivandosi immediatamente per azioni esemplari e clamorose. La Lega ha anch’essa governato in passato, sia in Liguria, sia nel governo nazionale. I Cinque Stelle, sebbene siano politicamente “verginelli”  hanno anche loro qualche pecca sulla coscienza: infatti quando si avviavano le procedure per la costruzione delle nuove bretelle autostradali  per alleggerire il traffico pesante, poiché si riteneva che i viadotti genovesi non sarebbero stati eterni e già si profilava il rischio crollo, essi dicevano che erano tutte delle favolette per giustificare l’enorme sperpero di denaro pubblico per delle inutili opere. Da quelle proteste partì il fronte contrario: le solite manifestazione, le consuete raccolte di firme, gli ordinari ricorsi a vie giudiziarie, eccetera. Ora invece Di Maio con la faccia di bronzo dichiara che i lavori partiranno a breve e già ci sono i finanziamenti. Visto cosa succede a dire a priori sempre di no, senza esaminare l’utilità dell’infrastruttura da realizzare?

Le indagini, i processi su questo crollo dureranno anni, decenni e troveranno qualche capro espiatorio che pagherà per tutti; la burocrazia sarà estremamente lenta e gli oppositori alle opere di interesse pubblico si faranno sentire. Qualunque cosa accadrà non farà tornare in vita coloro che ci hanno rimesso la pelle.

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