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martedì 3 novembre 2009

28) RICORRENZA PATRIOTTICA DEL 4 NOVEMBRE



Per celebrare la ricorrenza del 4 novembre, 91mo anniversario della vittoria italiana nella Prima Guerra Mondiale, ho scelto di pubblicare un pezzo del film “Don Camillo e l’onorevole Peppone” che si appropria per l’occasione: Peppone ascoltò le note della Canzone del Piave, si commesse, gli tornarono in mente i ricordi da reduce e stravolse completamente il suo discorso iniziale.


Nel 1918 con l’annessione del Trentino e della Venezia Giulia terminò il processo di unità dei popoli italici, sotto un’unica nazione, iniziato nell’800, anche se rimanevano fuori dall’Italia altre entità italiane come Nizza, Canton Ticino, Corsica, Malta e Costa Dalmata soprattutto: che fu promessa all’Italia in caso di vittoria dell’Intesa nella Grande Guerra, ma quella promessa non fu mantenuta e così la vittoria italiana divenne la vittoria mutilata.



Le parti colorate verdi, viola e rosse indicano le terre irridente italiane dopo la Prima guerra Mondiale: manca la Savoia, terra d'origine della dinastia regnante in Italia, ma di italiani non ce n'erano in quella regione, il Fascismo la inserirà lo stesso tra le mire espansionistiche italiane.


La Venezia Giulia sarà interamente perduta, tranne le città di Gorizia e Trieste, con la Seconda Guerra Mondiale e gli italiani in Istria e Dalmazia ormai sono ridotti a pochissime unità. L’altare della Patria a Roma è il simbolo della nostra nazione: raccoglie le spoglie di un milite ignoto, caduto nella Prima Guerra Mondiale, che fu scelto a caso, egli rimembra tutti i caduti italiani che si sono immolati per l’Italia e per Roma, la sua capitale. Gli italiani, residenti in Italia e all’estero, guardano fieri il loro altare, si sentono orgogliosi di appartenere alla loro nazione e pregano per i loro caduti.

La Dea Roma posta sull'altare della patria.



ITALIA

NOME UFFICIALE "REPUBBLICA ITALIANA"
  • Nascita: 17 marzo 1861 (Regno d'Italia)
  • Nascita repubblica: 2 giugno 1946
  • Forma di Governo: repubblica democratica parlamentare
  • Capitale: Roma
  • Presidente della Repubblica: Giorgio Napolitano
  • Presidente del Consiglio dei Ministri: Silvio Berlusconi
  • Popolazione residente: 60.157.214 ab.
  • Lingua: italiano (derivante dal fiorentino)
  • Religione: cristiano cattolica romana nella stragrande maggioranza
  • Inno nazionale: Canto degli Italiani o Inno di Mameli
  • Bandiera: tricolore a bande verticali verde, bianco, rosso
  • Feste nazionali: 25 aprile e 2 giugno

ITALIANI

Complessivamente gli italiani sono tra i 120/140 milioni in tutto il mondo e sono così distribuiti:
  • Italiani in Italia: 56.000.000 circa
  • Italiani con cittadinanza italiana residenti all’estero: 3.297.605
  • Italiani, di lingua e di fatto, ma con cittadinanza della Svizzera, di San Marino, della Croazia e della Slovenia: 403.000 circa
  • Discendenti di italiani che hanno acquisito altre cittadinanze in Europa, nelle Americhe e in Oceania: sono stimati tra i 60 e gli 80 milioni.

2 commenti:

  1. #1 03 Novembre 2009 - 18:32

    Purtroppo,oggi come oggi,non mi sento poi così fiero di essere italiano!Quelli di allora ne avevano di ben donde,avevano combattuto per un ideale,per mantenere unito il loro paese....Oggi,sembra quasi che si voglia tornare indietro e,soprattutto,non riesco ad individuare un ideale in cui credere.Libertà?Democrazia?Fratellanza?Mi pare ci sia ben poco di tutto questo,da qualsiasi parte si guardi.Per un verso o per l'altro,tutti cercano solo il proprio interesse,a scapito di chi,come un ebete,lo stà a sentire in piazza o in televisione.Peccato!Perchè il nostro è davvero un bel paese.Va comunque il mio pensiero a chi ha perso la vita in nome di quell'ideale che si chiama "patria":

    robylan

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  2. Il Piave mormorava calmo e placido al passaggio

    dei primi fanti il ventiquattro maggio;
    l'esercito marciava per raggiunger la frontiera
    per far contro il nemico una barriera!
    Muti passaron quella notte i fanti,
    tacere bisognava e andare avanti.
    S'udiva intanto dalle amate sponde
    sommesso e lieve il tripudiar de l'onde.
    Era un presagio dolce e lusinghiero.
    il Piave mormorò: "Non passa lo straniero!"
    Ma in una notte triste si parlò di tradimento
    e il Piave udiva l'ira e lo sgomento.
    Ahi, quanta gente ha visto venir giù, lasciare il tetto,
    per l'onta consumata a Caporetto.
    Profughi ovunque dai lontani monti,
    venivano a gremir tutti i ponti.
    S'udiva allor dalle violate sponde
    sommesso e triste il mormorio de l'onde.
    Come un singhiozzo in quell'autunno nero
    il Piave mormorò: "Ritorna lo straniero!"
    E ritornò il nemico per l'orgoglio e per la fame
    voleva sfogar tutte le sue brame,
    vedeva il piano aprico di lassù: voleva ancora
    sfamarsi e tripudiare come allora!
    No, disse il Piave, no, dissero i fanti,
    mai più il nemico faccia un passo avanti!
    Si vide il Piave rigonfiar le sponde
    e come i fanti combattevan l'onde.
    Rosso del sangue del nemico altero,
    il Piave comandò: "Indietro va', straniero!"
    Indietreggiò il nemico fino a Trieste fino a Trento
    e la Vittoria sciolse l'ali al vento!
    Fu sacro il patto antico, tra le schiere furon visti
    risorgere Oberdan, Sauro e Battisti!
    Infranse alfin l'italico valore
    le forche e l'armi dell'Impiccatore!
    Sicure l'Alpi, libere le sponde,
    e tacque il Piave, si placaron l'onde.
    Sul patrio suol vinti i torvi Imperi,
    la Pace non trovò né oppressi, né stranieri!

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