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giovedì 20 settembre 2018

401) SIAMO ALLE SOLITE



DOPO L’ANNULLAMENTO DELLA GARA D’APPALTO I TEMPI PER L’AMMODERNAMENTO DELLA STRADA REGIONALE 148 PONTINA SI ALLUNGANO (I LAVORI DOVEVANO PARTIRE MENO DI CINQUE ANNI FA). IDEM PER IL NUOVO PONTE DI GENOVA: SI DISCUTE E NON SI CONCLUDE NULLA, QUANDO NE AVEVANO PREVISTO LA RICOSTRUZIONE IN POCO PIÙ DI UN ANNO.



In Italia non si riesce a realizzare un’opera pubblica di utilità collettiva in tempi celeri: tra critiche, contestazioni, vie giudiziarie, ricorsi, controricorsi, passano anni, decenni.  Il suddetto discorso riguarda anche la strada 148 pontina: il suo ammodernamento cinque anni fa l’avevano inserito tra le opere pubbliche prioritarie da realizzare e oggi è ancora tutto fermo al palo. La recente sentenza del Tar non ha bocciato il progetto, ha annullato la gara d’appalto alla ditta aggiudicante, dopo che una società edile esclusa aveva fatto ricorso, per cui non si capisce l’esultanza esagerata dei contrari ai lavori. La stampa sarà contenta: almeno avrà ancora per lungo tempo materiale per riempire gli spazi dei quotidiani, con gli aspri battibecchi tra favorevoli e contrari. Già si infuocano ora i dibattiti: facciamo così, facciamo cosà (abbiamo sentito queste proposte milioni di volte) e prima che sceglieranno un’idea, la approveranno, reperiranno i finanziamenti, passeranno altri decenni. Oggi come oggi la 148 pontina è una strada molto disastrata: i lavori per l’ammodernamento avrebbero dovuto essere già a buon punto, le liti, le beghe, i ricorsi, non fanno che peggiorare la situazione; gli incidenti stradali anziché ridursi aumenteranno. 


La citata strada è l’unico collegamento che c’è da Latina per raggiungere Roma, se non si vuole percorrere la Via Appia e attraversare i centri abitati, mentre noi del nord della Provincia LT abbiamo più soluzioni: possiamo scegliere tra Pontina e A1 (tratto Roma – Napoli), impieghiamo sempre mezz’ora per raggiungere entrambi le vie di comunicazione. C’è il pro e c'è il contro: la 148 è gratuita ma è in condizione disastrose, sull’A1 si viaggia più comodi e più sicuri ma si paga il pedaggio. È prevista anche la realizzazione di una bretella Valmontone – Cisterna – Campoverde che attraverserà il nostro territorio e consentirà l’unione delle due arterie, rompendo lo storico isolamento della nostra produttiva provincia col resto della penisola. Bisognerebbe anche pensare a realizzare solidi collegamenti col sud pontino. Chissà quando avverrà ciò, quando saremo vecchi? Vedremo, l’importante è che non si imporranno movimenti politici per natura contrari a tutto.



Basta vedere quel che sta accadendo a seguito delle vicende relative alla ricostruzione del ponte di Genova che è crollato: perfino in quella circostanza vanno per le lunghe. Avevano presentato un progetto per un nuovo ponte che dicevano sarebbe stato realizzato in un anno e mezzo (lo slogan era: ricostruire presto, non in fretta) e tutto è ancora in alto mare. Si discute animatamente sui modi e le procedure per la demolizione del rimanente ponte e sulla realizzazione del nuovo, perdendo tempo prezioso. Vista la gravità della situazione non credo che si attarderanno coi consueti tempi biblici: per non creare in eterno caos a Genova una soluzione la troveranno, ma non in brevissimo tempo, come avverrebbe se la Lega governasse col resto del centrodestra. Per evitare che le vie di comunicazioni non si espandano o si adeguino ai tempi odierni, occorrerebbe che le masse non viaggino più, si liberino dei mezzi di trasporto motorizzati e che il flusso merci si riducesse di molto. Quanti sarebbero disposti ad accettare queste condizioni?

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