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sabato 21 luglio 2018

395) FURTI SACRILEGHI NELLE CHIESE A CORI



I FURTI DEI CALICI USATI PER LE FUNZIONI NELLE CHIESE DI CORI, I RITI VUDÙ,  LE MESSE NERE, LA SICUREZZA DEI CITTADINI.



Un mistero si aggira sui furti che hanno riguardato i calici e le ostie usati per le celebrazioni religiose in alcune chiese di Cori. Una domanda sorge spontanea: come mai i trafugatori hanno preso di mira solo quegli oggetti in particolare, evitando di portare via soldi o altre cose di maggior valore? C’è chi ipotizza la pista sacrilega, cioè i furti a scopi satanici. Qualcun altro addirittura parla di riti vudù, i quali sono dei culti sincretistici africani con alcuni aspetti esoterici.



Questa pratica prevede dei sacrifici animali. Addirittura quando fu uccisa, lo scorso febbraio, quella ragazza a Macerata in un primo momento si parlò di riti vudù, poi quella pista si rilevò falsa. Anche nel nostro caso specifico, cioè in questi piccoli furti, sembra poco probabile la pista vudù (se fosse esatta i furti riguarderebbero pure altro), ciò non toglie che per un paese di modeste entità, con alcuni dei suoi abitanti locali che hanno dei problemi seri, non è conveniente ospitare un elevatissimo numero di richiedenti asilo politico, senza sapere chi sono costoro e cosa hanno fatto in vita loro; è notizia di questi giorni che i nostri politici locali hanno fatto richiesta per farsene arrivare degli altri, quelli che erano a Fondi, dopo che i loro gestori hanno chiuso bottega perché travolti dal malaffare. Mandarli in città più grandi che ancora ne ospitano pochi no? Non so il motivo di questa scelta; alcuni mesi fa gli stessi amministratori avevano dichiarato sulla stampa che Cori aveva raggiunto il numero massimo di profughi da ospitare. Per tranquillizzare il popolo i governanti coresi hanno dichiarato che coloro che arriveranno staranno al massimo per sessanta giorni, prima di essere trasferiti altrove: saranno sessanta giorni precisi o sessanta giorni rinnovabili? Ora c’è il Ministro Salvini che porrà fine agli eccessivi sperperi ed affari in questo campo e darà un’accelerata nell’esaminare le moltissime richieste d’asilo politico, concedendolo solo a chi ne ha diritto, come facevano i suoi predecessori, soltanto che erano più lenti.

Tornando ai furti dei calici: dietro potrebbe celarsi l’ombra delle messe nere o dei riti satanici, i quali alcune volte possono condurre ad uccidere. Premettendo che i possibili moventi di quegli scippi sono solo delle supposizioni e nessuno conosce la verità, prendendo spunto da un’ipotetica motivazione affronto l’argomento. Sempre più giovani e meno giovani si sentono attratti dall’esoterismo, la quale è una trappola ben adescata per coloro che sono privi di convinzioni religiose. Uno cresciuto con ideali cristiani se ne guarderebbe bene di farsi convincere a partecipare a quei riti. Ben pochi ritrovano la fede cristiana, sono di più coloro che preferiscono abbracciare altre religioni o addirittura i riti satanici; fortunatamente ancora non ci sono masse oceaniche che cercano l’alternativa al cattolicesimo, la stragrande maggioranza degli individui vive, religiosamente parlando, nell’indifferenza.




Il sistema di videosorveglianza da poco istallato in paese, al fine di prevenire gli scippi e le rapine nelle abitazioni private e nel patrimonio storico culturale, ancora non è funzione; presto arriveranno delle nuove telecamere, ma bisogna attivarle tutte il prima possibile. Non è escluso che un domani provino a rubare oggetti con più alto valore custoditi nelle chiese, come ad esempio l’Ara del Tempio d’Ercole a San Pietro o il famoso candelabro pasquale a Santa Maria, o delle porzioni di colonne dei templi. Ciò, dei reperti storici,  che si puossono trasportare facilmente non starebbero meglio custoditi e protetti nel Museo della Città e del Territorio?

martedì 10 luglio 2018

394) LA MALASANITÀ A CORI E NEL LAZIO



LA REGIONE LAZIO DECIDE DI CONCENTRARE LE STRUTTURE SANITARIE NEI MEDI – GRANDI CENTRI, CHIUDENDO QUELLE DEI PICCOLI PAESI. POCHI OSPEDALI NON BASTANO PER IL SEMPRE MAGGIORE BACINO D’UTENZA CHE HANNO E I TEMPI PER ESSERE CURATI ADEGUATAMENTE SI ALLUNGANO DANNATAMENTE. MENO SPASSI, PIÙ SERVIZI PER I CITTADINI.



Quando la Regione Lazio decide di tagliare le strutture sanitarie dei piccoli centri della regione (come ad esempio quelle di Cori, Sezze, Priverno) non si rende conto del danno che arreca ai cittadini. Bisogna recarsi negli ospedali delle città di degna rilevanza e mettersi in lista di attesa, aspettando settimane, mesi, anni per effettuare una visita. Nel nostro caso particolare a Velletri, ad Aprilia, a Latina soprattutto, nei pronto soccorsi del Santa Maria Goretti, dell’Icot o di altri ospedali, se i casi non sono urgentissimi bisogna attendere ore ed ore per essere medicati o curati, addirittura certe volte non basta una giornata d’attesa. E se uno è in una situazione grave senza saperlo? Adesso se vai nel (presunto) punto di primo intervento corese ti dicono in molti casi di recarti altrove, dicendoti: ci vai da solo o ti portiamo noi?

Eppure a Cori avevamo un ospedale che era un piccolo gioiello: c’era un pronto soccorso efficiente, un reparto maternità, le grandi e complesse operazioni non le effettuano, ma i piccoli interventi si. Ricordo i tanti amichetti di scuola che venivano operati di appendicite nel nostro ospedale. Esso fu aperto nel 1880 col nome di “Santa Maria salute degli infermi, allorquando i Conti Cataldi adibirono parte del loro antico palazzo a punto di ricovero per gli ammalati. Negli anni 1970, quando l’antica residenza signorile destinata ad ospedale fu ampliata, la struttura sanitaria corese conobbe il massimo splendore; negli anni 1980 la vecchia mulattiera che congiungeva Cori Alto a Cori Basso fu allargata notevolmente e trasformata in strada carrozzabile (con l’antico ponte romano della Catena che venne coinvolto nei lavori che  in parte lo stravolsero), anche per facilitare il compito delle autoambulanze.  L’ospedale di Cori era già destinato alla chiusura all’alba del nuovo millennio, ma si riuscì a salvarlo convertendolo in ospedale di comunità, grazie ala particolare sensibilità delle amministrazioni comunali e regionali di quel momento. Addirittura un privato cittadino donò col suo patrimonio personale un’apparecchiatura, che ora dicono sia stata portata altrove (non so se è vera questa notizia).

Sono passati degli anni ed hanno ricominciato coi tagli alla sanità. Nella passata campagna elettorale regionale il riconfermato presidente venne a Cori, (oggi possiamo aggiungere con la faccia di bronzo) rassicurando  i politici locali della sua fazione che il nostro punto di primo intervento non sarebbe stato toccato; poi “passata la festa gabbato lo santo”. Hanno ricominciato a circolare delle voci negative sulla sopravvivenza di quel che rimane del nostro ospedale di comunità. All’amministrazione comunale corese si sono uniti i sindaci di Cisterna, Norma, Roccamassima per far pressione alla Regione al fine di scongiurare questa nefasta eventualità. Perché la regione non taglia le spese superflue, come le ricchissime prebende per i suoi consiglieri, i rimborsi per i gruppi politici, i sostanziosi vitalizi per gli ex consiglieri ed assessori e i contributi al cinema, invece di ridurre un diritto fondamentale per i  cittadini, come quello alla salute?

Durante la campagna elettorale regionale si erano stretti fortemente al presidente uscente una cricca di personaggi sfarzosi, capeggiati dal fratello attore di Nicola Zingaretti: speravano nella continuità della precedente amministrazione, cioè nell’erogazione di fondi per le rappresentazioni cinematografiche? Il cinema si, gli ospedali no! Non si rendono conto che la Regione Lazio è popolata anche da quei “paesanotti”, “burinotti”, “contadini”, “pastori” e non soltanto dalla ristretta loggia dei salotti sontuosi del suo capoluogo. Non tutti hanno i soldi necessari per delle visite specialistiche e per delle cure private. Confidando nella saggezza di chi di dovere e se ci fosse il lieto fine, non riavremo mai l’efficiente ospedale e pronto soccorso di qualche decennio fa.

A tal proposito voglio concludere con una bella poesia dialettale corese presa da un libro di Cesare Chiominto, dedicata allo storico primario del vecchio ospedale di Cori, vale a dire il dottor Bertrando Fochi, la quale ci illustra come era operativo, efficiente, professionale, il nostro presidio sanitario una volta.


Aglio dottóre Fòchi, ghierurgo                Al dottor Fochi, chirurgo

Eviva Fochi,                                           Evviva Fochi
ggènte ghierurga,                                    stirpe di chirurghi,
che ttàglia e ccóse,                                 che taglia e cuce,
nn’aùsa purga!                                        non usa purganti!

Peréntro ai létti                                       Nei letti
déglio Spedàle                                        dell’Ospedale
fa a tutti bbène                                       fa a tutti bene
facènno male.                                         facendo male

Se a ttì te zzìchia                                    Se ti pizzica
l’appendicite                                           l’appendicite
o puramente                                           oppure
l’interculite,                                            hai l’enterocolite,

se tte se smòve                                       se ti si muove
jo carcolétto                                           il calcoletto
o nno’ sfocóna                                        o non funziona bene
bbè jo cellètto,                                        il pisello

se glio ‘ngennóre                                     se il dolore
te mantè sveglio,                                    ti tiene sveglio,
se tte castìa                                             se ti castiga
torcibbudéglio,                                       il mal di pancia,

se tté lo fegato,                                       se hai mal di fegato
se ppisci fino                                          se urini poco
se tte sse’ ntùrbita                                  se ti si intorbida
sempre l’urino,                                        sempre l’urina,

se ppó le nàlisi                                        se poi le analisi
palrlano stórto                                        non sono buone
ca, pe’ ‘nna pòtise,                                   perché, per ipotesi,
te sta a dda’ ‘n córbo,                             stai per avere un colpo,

e sse a tti l’ùrgera                                    e se la tua ulcera
male se mette,                                        peggiora
e nnon c’è bbóno                                    e non ti fa effetto
lo Tagamètte,                                         il Tagamet,

se vidi móglieta                                      se vedi tua moglie
fasse ciccióna                                         diventare grassa
ca ci ss’è fatto                                         perché si è formato
quache fibblòma,                                    un fibroma,

se lle moròiche                                       se le emorroidi
te fao chicì                                              ti bruciano    
e colle càppuse                                       e con le capsule
n’te pó guarì,                                          non puoi guarire,

se glio sturòlogo                                     se l’urologo
t’è ggià spacciato                                    ti ha già spacciato
e fosse méglio                                         e sarebbe meglio
che ti èo tagliato,                                    che te lo avessero tagliato,

se a ttì la cònica                                      se la colica    
non te dà pósa,                                       non ti dà tregua,
se tte ss’accóglie                                     se ti si infetta            
l’antivenósa:                                           l’endovenosa:

non perde témpo,                                   non perdere tempo,
curi da Fòchi                                          corri da Fochi
ca cómme isso                                        perché come lui
ci ne stao póchi;                                     ce ne sono pochi;

do’ cortellate                                          due coltellate
ar punto ggiusto                                      al punto giusto
e ttu recampi,                                         e torni a vivere,
ma co’ ppiù ggusto.                                ma con più gusto.

mercoledì 27 giugno 2018

393) LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2018 DOPO LE POLITICHE



I RISULTATI DELLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2018 HANNO CONFERMATA LA TENDENZA A FAVORE DEL CENTRODESTRA A TRAZIONE LEGA, CHE APPLICA LA POLITICA DEI DUE FORNI. SONO CROLLATE LE ROCCAFORTI ROSSE TOSCANE.



Il centrodestra dopo aver vinto le elezioni politiche (senza ottenere la maggioranza parlamentare) ha trionfato anche nelle successive elezioni amministrative. Molti tra i bastioni rossi della Lombardia e della Toscana dopo oltre settant’anni sono caduti.

Ora è la Lega di Salvini che traina le alleanze, applicando la politica dei due forni: continuazione della storica coalizione di centrodestra nelle amministrazioni locali e forza di governo, assieme ai Cinque Stelle, nell’esecutivo nazionale. Il nuovo governo non è neanche un mese che è in carica e in questo poco tempo Matteo Salvini ha monopolizzato tutte le attenzioni dei media su di sé, oscurando il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e i penta – stellati.

La minoranza politica controlla la maggioranza dei mezzi d’informazione, i quali osteggiano insistentemente le azioni governative. Gli elettori, non facendosi condizionare, hanno continuato a premiare la Lega, non l’hanno punita per il tradimento politico effettuato, a dimostrazione che i suoi effetti immediati negli atti di governo si sono fatti sentire, anche con l’Europa: coinvolgendola nell’equa distribuzione degli immigrati e nel decisivo contrasto a quel traffico umano. Quindi c’è un’Italia forte, non più succube di tutti e fessa.

Il fenomeno Movimento Cinque Stelle per il momento pare essere esaurito: qualche comune l’ha conquistato, ma se avesse preso gli stessi voti del marzo scorso avrebbe dovuto fare man bassa di amministrazioni comunali. Il voto di protesta, dopo essersi smorzato a favore del partito di Beppe Grillo, si espande verso le liste civiche che quest’anno hanno riscosso un notevole successo. Le suddette liste possono essere di vario titolo: liste civiche pure o collegate indirettamente al centrodestra o al centrosinistra. 

La sinistra in Toscana (una delle sue roccaforti, è in profonda crisi: paga dazio per gli scandali della Banca Montepaschi di Siena. Il Lazio è andato in controtendenza rispetto al resto d’Italia: uno Zingaretti senza maggioranza consiliare, dopo aver vinto grazie all’ex sindaco amatriciano Pirozzi, che si è sistemato in consiglio regionale, ha visto affermarsi il suo partito in molti comuni (ma non in tutti) con popolazione superiore ai 15.000 abitanti.

Rimane sempre il solito discorso relativo alla sempre minore partecipazione degli elettori in tutte le votazioni non politiche, il quale non avvantaggio e non penalizza nessuno: un periodo vince uno schieramento, un altro periodo se ne afferma un altro ancora.

martedì 19 giugno 2018

392) GLI STADI E IL DECLINO DEL CALCIO IN ITALIA



LA TRUFFA SCOPERTA A ROMA NELLA VICENDA DELLA COSTRUZIONE DEL NUOVO STADIO CONFERMA QUELLA CHE È LA CRISI DEL CALCIO ITALIANO (UN TEMPO IL PIÙ BELLO E PRESTIGIOSO DEL MONDO) E DELL’INTERA NAZIONE, INGUARIBILE DALLA MALATTIA DELLA CORRUZIONE E DELL’ECCESSIVA BUROCRAZIA.


Le poco pulite vicende relative ai procedimenti che avrebbero dovuto condurre alla costruzione del nuovo stadio dell’As Roma 1927 hanno accentuato la crisi del calcio italiano e hanno dimostrato come sia duro a morire il fenomeno della corruzione e dell’esagerata burocrazia italica. In questa vicenda risultano coinvolti (per ora in modo indiretto) quei movimenti politici che fanno della legalità e della trasparenza la loro bandiera. Anche se nessuno del M5s, che governa Roma, risulta indagato, i governanti romani avrebbero dovuto essere dei rigidi controllori e non lasciare mano libera.
Le società calcistiche fanno di tutto per avere gli impianti sportivi di proprietà (provvisti anche di ristoranti, centri commerciali, bar), così da incrementare gli introiti, scontrandosi con le amministrazioni comunali che mettendo spesso i bastoni tra le ruote allungano i tempi, per salvaguardare il proprio interesse: con gli stadi privati la pigione dell’impianto pubblico andrà in fumo. Le società che fino a questo momento sono riuscite a dotarsi di stadi moderni e propri sono le seguenti: Juventus, Udinese, Sassuolo, Frosinone, a cui prossimamente si aggiungeranno Atalanta e Cagliari.  Attualmente sono solo due gli stadi in Italia che hanno la giusta capienza, i requisiti di sicurezza e che possono ospitare le finali di competizioni internazionali: San Siro a Milano di proprietà comunale e l’Olimpicoa Roma appartenente al Coni. A questi due impianti aggiungiamo quello della Juventus: sono gli unici tre dove potrebbero svolgersi i mondiali o gli europei, tutte le altre principali arene calcistiche italiane sono vecchie e fatiscenti. Per garantire un’ottima visibilità bisognerebbe eliminare le piste di atletica leggera, situate in quasi tutti i campi di calcio italiani, costruendo le tribune a ridosso dei terreni di gioco, e rimuovere le barriere tra spalti e campo, magari inserendo dei fossati per impedire le invasioni dei tifosi.

L’impossibilità di costruire in brevi tempi nuovi stadi è uno dei fattori che hanno portato il calcio italiano in profonda crisi, non rimanendo al passo di Spagna, Francia, Inghilterra, Germania, dove le società dispongono di sostanziosi finanziamenti, dei padron o degli sponsor, da investire in infrastrutture o in calciatori importanti e non vengono ostacolati dagli enti pubblici. Una volta la Serie A italiana era il campionato più bello del mondo e le grosse stelle straniere facevano di tutto per giocarci, anche perché erano ben rimunerate. Allora in Italia giocavano pochi stranieri ma di talento; oggi gli italiani nella maggiori squadre non si vedono quasi più. I molti stranieri, di medio basso livello, tolgano spazio ai giocatori nostrani, che non hanno possibilità di crescere ed imparare, così la rappresentativa nazionale (quattro volte campione del mondo) è profondamente decaduta. Pure le competizioni europee erano dominate dalle compagini calcistiche italiane, oggi è molto tempo che una squadra italica non si afferma in un torneo europeo Uefa. Un ulteriore elemento che ha portato al crollo della qualità del pallone del nostro paese è stata la fuga dei grandi industriali e dei maggiori uomini d’affari italiani e la diminuzione della loro passione (Berlusconi e Moratti docet): oramai solo i magnati asiatici ed americani, spesso incompetenti in materia, sono interessati al calcio italiano/europeo.
Per il rilancio del calcio italiano saranno necessari i seguenti passaggi: riduzione nelle squadre dei calciatori stranieri ed incremento di quelli italiani, dirigenze societarie serie e competenti, stadi moderni e di proprietà, con  l’eliminazione dei lunghi tempi per l’approvazione dei progetti di interesse pubblico (in qualunque campo non solo nel calcio) e ovviamente rigidi controlli per impedire favori e ruberie.

sabato 9 giugno 2018

391) VARATO IL GOVERNO CONTE



IL NUOVO GOVERNO GUIDATO DAL GIURISTA INDIPENDENTE GIUSEPPE CONTE, NATO DOPO TRE MESI DALLE ELEZIONI POLITICHE, TRA INNUMEREVOLI TRATTATIVE E COMPOSTO DA MINISTRI LEGA, M5S, INDIPENDENTI, DOPO AVER OTTENUTO LA FIDUCIA ALLE CAMERE È ENTRATO NEL PIENO DELLE SUE FUNZIONI.




Finalmente ce l’hanno fatto a formare il nuovo governo, dopo aspre trattative e scontri col Capo dello Stato e con le istituzione europee. Il ministro della discordia, vale a dire Paolo Savona, è stato dirottato dal Ministero dell’Economia e Finanze a quello degli Affari Europei: capra e cavoli sono stati salvati e, anche se tutti son rimasti soddisfatti, la disputa  si è conclusa senza né vincitori, né vinti. Mai nella storia della Repubblica Italiana un governo ci aveva messo tre mesi per nascere. La Lega ed il Movimento Cinque Stelle, unendosi per formare il governo, hanno tradito i patti e gli impegni dichiarati in campagna elettorale: tali scorrettezze sono state necessarie per evitare un imminente ritorno al voto, in cui probabilmente si sarebbe ripresentata la medesima situazione del non raggiungimento di una maggioranza parlamentare per governare. Il voto di fiducia ottenuto alle camere è stato raggiunto con ampio margine e ciò comporterà stabilità e durata negli anni, a meno che i due partiti maggioritari non litighino seriemente tra loro per l’attuazione dei programmi. Il Presidente del Consiglio è il giurista e professore universitario Giuseppe Conte, ufficialmente indipendente ma simpatizzante Cinque Stelle, i vicepresidenti sono Di Maio e Salvini, i capi dei due partiti di governo e a cui sono stati assegnati i ministeri dello sviluppo economico, del lavoro e delle politiche sociali e quello degli interni; otto ministri appartengono al M5s, cinque alla Lega, a cui va anche il sottosegretario del Consiglio dei Ministri, cinque sono i ministri indipendenti. Se l’Europa ha storto il naso per il nuovo Governo Italiano, la Russia e gli Stati Uniti ne sono rimasti molto soddisfatti, come si è visto al vertice G8, il primo impegno internazionale del Governo Conte



La parte del programma che infonde apprezzamento è quella relativa alla sicurezza e alla seria regolamentazione della questione migratoria, ponendo fine al caos, alla giungla  e agli sconsiderati affari. Il Ministro Salvini è già sotto assedio (come riporta la prima pagina del quotidiano "Il Tempo"). La parte del programma che non convince, suscitando perplessità, è quella fiscale: il reddito di cittadinanza, la cosiddetta flax tax e la riforma delle pensioni; bisognerà fare molta attenzione a non aggravare ulteriormente i conti di uno stato con un elevatissimo debito pubblico. Dovranno essere cercate delle coperture finanziarie: una parte potrà provenire dai tagli dei costi della politica. Il reddito di cittadinanza potrà essere concesso per un limitato periodo, non per sempre, trasformando il sussidio di disoccupazione. Al sud ci sarà solo assistenzialismo e non dei massicci piani per lo sviluppo dell’economia e dell’occupazione. Tutti i governi cercano di attuare la politica degli sgravi fiscali alle imprese che assumono; questo esecutivo cercherà anche, con le dovute politiche, di evitare che le imprese si trasferiscano nelle nazioni dove la manodopera costa meno rispetto a qui. Se si rinuncerà alle grandi opere pubbliche programmate e finanziate rimarremo indietro e l’economia non starà mai al pari passo con gli altri grandi della Terra. Sono delle belle sfide le maga-promesse di questo esecutivo, il quale sarà monitorato strettamente dagli elettori che hanno premiato quei due partiti. Intanto Forza Italia e il Partito Democratico stanno in finestra e saranno pronte a riprendersi i loro voti se Lega e Movimento Cinque Stelle falliranno.

giovedì 31 maggio 2018

390) NUOVO GOVERNO: ANCORA BUIO TOTALE



IN ITALIA LA SOVRANITÀ APPARTIENE AL POPOLO ITALIANO E NON AI TECNOCRATI E AI BANCHIERI DELL’UE E ALLA GERMANIA. IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA HA PREFERITO I SECONDI AL RESPONSO DELLE URNE.  DA PARTE DEGLI ASPIRANTI GOVERNANTI (LEGA, M5S) C’È STATO UN SOSPIRO DI SOLLIEVO PER LO SCAMPATO PERICOLO DEL GOVERNO E PER LE PROMESSE FARAONICHE CHE ERANO STATE FATTE?





Ci risiamo: ogni qualvolta il voto popolare va contro il sistemo economico finanziario europeo, che arricchisce alcune nazioni ed impoverisce altre, ecco che nei mercati  finanziari vengono punite quelle nazioni che si sono ribellate. È esattamente quello che sta accadendo in questi giorni in Italia: il Presidente della Repubblica ha bocciato il ministro dell’economia e della finanza che gli era stato proposto, perché era sgradito alla Germania e all’Ue, facendo saltare il governo tra Lega e Movimento Cinque Stelle. Nel Governo Conte, che appunto sarebbe stato sostenuto da Lega e Cinque Stelle e naufragato prima di nascere, non era neanche prevista l’uscita dall’euro. Lo spauracchio in Europa di un governo italiano forte che si sarebbe imposto, battendo i pugni, e che avrebbe preteso la revisione dei trattati e delle aliquote che ci penalizzano ha allarmato i potenti, che hanno ricattato e minacciato l’Italia.  Ormai siamo entrati in una morsa che ci sta stritolando: ora è tardi per uscire, bisognava pensarci per bene prima di entrare nell’euro.



Forse è la prima volta che accade un evento del genere: si può fare (la Costituzione lo prevede) ma è stato un comportamento scorretto nei confronti dei partiti che democraticamente avevano ricevuto maggior consenso. Condanno fortemente gli insulti e le minacce verso il Capo dello Stato, però formulare delle critiche è legittimo. Non che abbia grosse simpatie per il M5s, come ho ribadito in qualche scritto precedente, non dovrebbe esserci nessun impedimento se dei partiti si accordano, anche dopo il voto, ed hanno la maggioranza parlamentare. L’accordo per il governo LegaM5s era nato al fine di evitare nuove elezioni ed il governo tecnico, dopo che Mattarella si era rifiutato di dare l’incarico esplorativo per un governo di minoranza alla coalizione di centrodestra, che avrebbe cercato di volta in volta i numeri in parlamento per i singoli provvedimenti. Quando vince la sinistra il parlamento è sovrano, quando essa non vince la Repubblica diventa presidenziale. 




Ai tempi della Prima Repubblica alle elezioni i partiti non facevano alleanze, era il partito di maggioranza relativa (Dc) che decideva gli accordi per il governo dopo il voto: essi avvenivano con gli altri piccoli partiti di centro e poi anche col Psi. Nella Seconda Repubblica invece ci si è sempre coalizzati prima del voto, presentando un programma di governo, e con le stesse alleanze si è sempre governato; eccezion fatta per il 2013 ed il 2018, quando si è giunti a dei compromessi tra partiti che si erano fronteggiati in campagna elettorale, poiché i vincitori non avevano e non hanno numeri sufficienti per governare. Si, c’è scorrettezza nei confronti dei partiti che si tradiscono e che avevano contribuito a far eleggere più parlamentari nel maggior partito che si sgancia; il compromesso prevale sullo spauracchio di imminenti nuove elezioni, come è avvenuto in Grecia e Spagna, dove anche lì nessuna coalizione politica aveva numeri sufficienti per governare. 

Per fortuna che prima delle votazioni solo a Berlusconi si voleva far firmare il patto anti inciucio.  Non saranno le leggi elettorali da rivedere? Il metodo come è stato impedito a questo governo di nascere è da condannare, rimane lo scetticismo espresso sul programma di governo saltato con tutte quelle promesse, soprattutto quelle da parte Cinque Stelle, che sarebbero state di difficile attuazione e si sarebbe rischiata la bancarotta. Sotto, sotto i mancati governanti avranno tirato un sospiro di sollievo. Non si sa se arriveranno questi tecnici, ufficialmente indipendenti e ovviamente filo Ue e pro immigrazione di massa. Se torneremo al voto e si ripresenterà la stessa situazione, verrà impedita nuovamente la nascita di un governo politico? Allora cercaranno una soluzione, una mediazione, adesso, impedendo altre perdite di tempo e di denaro con le nuove elezioni.

domenica 20 maggio 2018

389) "L’EVENTO MEDIATICO DELL’ANNO"



LE NOZZE REALI INGLESI HANNO OCCUPATO INTERAMENTE LO SPAZIO DELLA MAGGIORANZA DEI MEDIA E LE NOTIZIE PIÙ IMPORTANTI, SPECIE QUELLE DI CASA NOSTRA, SONO PASSATE IN SECONDO PIANO.



Che rottura di scatole in questi giorni il matrimonio tra il membro della Casa Reale Inglese Principe Henry e quella famosa attrice americana. I media non hanno parlato d’altro, rilegando le notizie più importanti del mondo e d’Italia soprattutto in secondo piano. Poi si dice che non è vero che si trovino questi pretesti per distrarre le masse dai problemi reali. Ci sono state ore ed ore di dirette con dei commenti assurdi: in che modo erano vestiti i parenti del Principe, chi c’era, chi non c’era, gli sfortunati invitati che non hanno trovato posto nella cattedrale (che grosso guaio!), i privilegiati telespettatori che hanno visto tutto; ci mancava  solo che inquadrassero e descrivessero il microscopico sassolino che ha avuto l’onore di essere calpestato dagli sposi reali o parlassero del tipo d’asfalto posto sulla strada dove è passato il corteo nuziale.

Sono notizie che ci premono un sacco; già il mese scorso eravamo in apprensione al pensiero del nome che sarebbe stato scelto per l’ennesimo bebè reale e quando è stato rilevato ci siamo sentiti tutti più tranquilli dopo aver passato delle notti insonni. Posso capire in Gran Bretagna tutta questa attenzione per la Casa Reale regnante e per ogni sua mossa, la quale governa proprio grazie al quasi unanime consenso popolare, ma a noi cosa dovrebbe importarci? Sarebbero bastate due informazioni e basta, tanto per dovere di cronaca, su questo “matrimonio del secolo”.  Non finirà certamente qui: continueranno a raccontarci, come notizie del giorno, in che modo si vestono, come camminano, quanta pipì fanno e ovviamente parleranno della loro vita sessuale.

I problemi di casa nostra, anche le belle notizie, non contano, possono aspettare. Periodicamente lo spettatore viene sottoposto ad un lavaggio mediatico sul quel che va di moda in quel preciso momento, sia nel positivo (come in questo caso), sia nel negativo e non si dà importanza ad avvenimenti (scorretti politicamente) che lo meriterebbero; non a caso i media sono definiti il “quarto potere”. Ci sono anche alcune notizie che fanno eccessivo scalpore e spesso si rilevano delle bolle di sapone, venendo dimenticate in fretta. Quest’evento ha perfino fatto passare in secondo piano l’altro matrimonio che si sta consumando in casa nostra che ora tornerà in auge.