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giovedì 14 gennaio 2010

37) VOGLIA DI RITORNO AL FUTURO

In queste ultime settimane ho acquistato all’edicola la trilogia di “Ritorno al Futuro” (“Back to the Future” il nome originale), il capolavoro del cinema fantascientifico degli anni ’80 e di tutti i tempi: fu ideato da Bob Gale e Robert Zemeckis, fu diretto dallo stesso Zemeckis, fu prodotto da Steven Spielberg e fu distribuito dalla Universal Studios.


Non mi sembra vero di possedere tutti e tre i film impressi in tre piccoli dischetti che posso visionare anche nella mia “centrale operativa dei blog” nella mia camera: oltre ai film ci sono molti contenuti speciali come le testimonianze degli attori e dei produttori, le scene tagliate e i lavori di ripresa. I tre dvd sono dotati di sistema antiduplicazione, quindi se avessi voluto prelevare le scene più importanti e metterle in rete non avrei potuto farlo, ma già ci hanno pensato gli altri prima di me. Quanti ragazzi, adolescenti si entusiasmarono per quei film in quegli anni: il primo film fu trasmesso nella televisione italiana in prima visione nel gennaio 1989 e lo vidi, nel dicembre di quell’anno al cinema uscì il seguito, a me usciva la bava quando sentivo i racconti di chi l’aveva visto nei cinema di Latina o di Colleferro, io allora avevo 12 – 13 anni e non potevo andarci, mia fratello e mia sorella ci andavano qualche volta con i loro amici ma a me mi consideravano ancora piccolo. Dovetti attendere di vederlo nell’autunno 1990 quando fu trasmesso dal piccolo cinema parrocchiale di Cori, 1000 lire era il prezzo di ingresso: solitamente raramente andavo nell’oratorio della chiesa per vedere il cinema, invece per quell’occasione andai di corsa! Il terzo film uscì quasi in contemporanea con il secondo ma io dovetti aspettare ancora alcuni anni per vederlo in televisione. Chi possedeva il videoregistratore poteva vedere la serie Ritorno al Futuro noleggiando le videocassette e poi si passavano agli amici per non sentir più le loro assillanti richieste. Ovviamente anch’io come tutti, quando acquistai il videoregistratore, registrai tutti i tre i film in televisione quando ormai erano stati trasmessi moltissime volte. Ma ora ho i dvd: volete mettere? Sono meno ingombranti delle videocassette e le immagini rimarranno sempre nitide e limpide senza sbiadirsi.
Oggi gli appassionati di tutto il mondo di Ritorno al Futuro chiedono un quarto film, i produttori dopo aver studiato le sceneggiature hanno abbandonato l’idea, anche perché l’attore protagonista Michael J. Fox ha il Morbo di Parkinson e ormai si avvicina ai cinquanta anni per poter interpretare l’adolescente Marty McFly. L’attore, nonostante la sua malattia, si era reso disponibile ad interpretare lo scienziato Emmet Brown (interpretato nella trilogia da Christopher Lloyd). I filmati che girano su internet su Ritorno al Futuro 4, come quello che segue, non sono autentici.




I tre film hanno incassato in tutto il mondo complessivamente quasi un miliardo di dollari, i produttori hanno guadagnato notevolmente e si sono così ripagati i costosissimi lavori di ripresa: il montaggio in più riprese, per l’ambientazione in differenti epoche, della fantomatica cittadina californiana di Hill Valley, i truccatori, le controfigure, le complesse scene dove gli attori contemporaneamente interpretavano più personaggi, negli anni quando la tecnica digitale era agli esordi, effetti speciali ecc. L’ambientazione degli anni ’50 non fu casuale: in quegli anni nella società americana gli adolescenti cominciavano a dettar legge e immaginate i paradossi quando un ragazzo degli anni ’80 si ritrova nel tempo in cui i suoi genitori avevano la sua età; i suoi “maestri di morale” erano peggiori di lui. L’Italia in quei tempi era ancora un paese contadino, anche se si stavano gettando le basi per il miracolo economico, mentre gli americani già avevano un elevato tenore di vita: 17enni che avevano la macchina, televisori in casa ecc. I produttori di Ritorno al Futuro dovettero tenere conto delle trasformazioni del mondo rurale americano dagli anni '50, agli anni '80: il sorgere dei centri commerciali fece cessare le attività agricole. E’ sempre difficile prevedere il futuro perciò gli autori avrebbero fatto a meno di ambientare uno dei film nel 2015, difatti oggi siamo nel 2010 e ancora non si vedono tutte le tecnologie che avevano pronosticato consultando esperti, prima fra tutte le macchine che volano. Il primo film fu girato nel 1985 e dopo una pausa di quattro anni tra il 1989 e il 1990 furono girati i due successivi.

Il protagonista principale è un adolescente che per sbaglio e per sfuggire a dei terroristi a bordo dell’automobile DeLorean, mutata in macchina del tempo dal suo amico scienziato Emmet Brown, si ritrova nel 1955 quando i suoi genitori avevano la sua età: interferisce nel primo incontro tra i suoi genitori e rischia di sparire dall’esistenza se non metterà le cose a posto. Riuscirà nell’impresa, cambierà i caratteri dei suoi genitori, salverà la vita al suo amico scienziato, che lo aiuta a tornare al presente, e le cose si metteranno bene per la sua famiglia, mentre per il suo antagonista Biff si metteranno male; prima della sua partenza era tutto l’opposto.

Il secondo film è ambientato in tre epoche diverse: 2015, 1985 (alternativo) e 1955. Nel 2015 l’anziano Biff ruba la macchina del tempo va nel 1955 e consegna al sé stesso più giovane un almanacco sportivo con tutti i risultati per scommettere, così quando i protagonisti tornano al presente trovano un 1985 alternativo: con Biff miliardario, corrotto e potente, che ha assassinato il padre di Marty e ha potuto finalmente sposare la madre, del quale era stato sempre invaghito. I due protagonisti tornano nel 1955, dopo aver saputo che la linea del tempo era stata deviata in quel punto, per rimettere le cose a posto ma facendo attenzione a non imbattersi negli altri due “Loro Stessi” del primo film.

Nel terzo film lo scienziato Dog (Emmet), per un difetto della macchina del tempo, si ritrova nel 1885 nel vecchio west, Marty corre a salvarlo dalla morte ma Dog si è innamorato e non vuole andarsene, da quell’esperienza il ragazzo apprenderà di non cadere nelle provocazioni degli altri: ciò cambierà il suo futuro che avrebbe dovuto essere fallimentare. Lo scienziato Dog tornato anche lui al presente, dopo Marty, con sua moglie e i suoi figli esclamerà in conclusione una frase realista in contrasto con la fantasia cui era basata la trilogia: il futuro di nessuno è stato scritto, il futuro dipende da voi, createvelo buono!

Anche il Presidente degli Usa degli anni’80 Reagan era un patito di Ritorno al Futuro, si divertì molto durante la proiezione del film, quando nel 1955 lo scienziato Dog chiese a Marty “chi sarà il presidente degli Stati Uniti nel 1985?” Rispose: Ronald Reagan! Il dialogo continuò: Ronald Reagan?  L’attore? E il vicepresidente sarà Jerry Lewis? E il ministro della guerra sarà John Wayne? E la first lady sarà Marlin Monroe? Gli autori non volevano parlar male di Reagan ma solo dimostrare che l’impossibile diventa possibile quando un attore diventa presidente. E Reagan durante un discorso presidenziale citò una frase di Ritorno al Futuro: dove andiamo non ci servono strade!

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