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domenica 15 febbraio 2015

258) L’IRREDENTISMO ITALIANO DOPO LA GRANDE GUERRA

DOPO L’UNIFICAZIONE D’ITALIA E L’ANNESSIONE DI TRENTO E TRIESTE C’ERANO ALTRE TERRE CONSIDERATE ITALIANE E DA UNIRE ALLA PATRIA: UNA DI QUESTE ERA MALTA. CARMELO BORG PISANI, MALTESE NATURALIZZATO ITALIANO, PAGÒ CON LA VITA IL PROPRIO PATRIOTTISMO.

Dopo la fine della Prima Guerra Mondiale l’Italia aveva annesso il Trentino, l’Alto Adige, la Venezia Giulia e la città di Zara. Quest’ultima città era collocata nella costa dalmata, abitata da popolazioni italiche: ci fu malcontento per la mancata assegnazione di quei territori ad eccezione di Zara. Altre zone non appartenenti al Regno d’Italia erano considerate italiane e l’obbiettivo, presto o tardi, era quello di unirle alla patria, come si può vedere nella carta: Nizza (città natale del principale artefice dell’unificazione italiana: Garibaldi), l’isola della Corsica, i cantoni svizzeri del Ticino e del Grigioni, le isole di Corfù e di Malta. Poi arrivò il Fascismo ed inserì anche la Savoia, la terra natale della Casa Reale ma che non era abitata da italiani, tra gli obbiettivi d’annessione.

In quei tempi l’irredentismo non era solo un fenomeno italiano, un po’ tutte le nazioni europee aspiravano ad unire sotto un unico stato i popoli dalla stessa lingua e della medesima cultura. Anche per quanto riguarda il colonialismo tutte le nazioni europee cercavano di crearsi degli imperi in Africa ed in Asia, dopo che se li erano creati nelle Americhe, le cui nazioni nel novecento erano ormai indipendenti. L’Italia era arrivata per ultima in questa corsa alla colonia e si era dovuta accontentare della Libia, della Somalia, dell’Eritrea e le sue mire di espansione erano concentrate nell’intero Corno d’Africa e nella vicina Tunisia. Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale molti esponenti dell’irredentismo italiano a Nizza, in Corsica, nella Dalmazia e a Malta erano molto attivi per unire le citate terre alla madrepatria italiana: uno di questi uomini era il maltese Carmelo Bog Pisani. Studiò in Italia riuscì ad ottenere la cittadinanza italiana e ripudiò quella della Gran Bretagna, di cui Malta era detenuta. La canzone del video che seguirà è “Mediterraneo”, il cui testo  parla delle aspirazioni territoriali dell’Italia Fascista, colui che l’ha inserito in YouTube lo dedica proprio al patriota maltese Pisani. Segue "O Malta"  del solito Daniele Serra: il componimento preconizza la "liberazione" di Malta da parte degli italiani; l'operazione avrebbe potuto facilmente essere realizzata nei primi giorni di guerra, invece non fu mai portata a termine, con gravissime conseguenze sui risultati della guerra nel Mediterraneo.


Nizza, Savoia, Corsica fatal/Malta baluardo di romanità,/Tunisi nostre sponde monti e mar/suona la libertà, la libertà.
Va gran Maestrale/urla, romba, ruggi con furor/stranier, via!/Duce col rostro che Duilio armò/Roma fedele a te trionferà./In armi camicie nere/in piedi fratelli corsi
voi ritrovate al fin/la Patria santa, la gran madre/che vi amò, che vi chiamò/con la spada Corsi, con la fede/l'invitto Duce vi rivendicò./Di Malta lo strazio grida/nel cuore d'Italia,/l'audacia che irrompe e sfonda/Britannici navigli schianterà./Noi ti riconquistiam con Garibaldi./Nizza, Nizza col tuo biondo marinar/vinceremo, Duce, vinceremo/tu sei la gloria e l'avvenir.


Rombano i motori in cielo e mare/si torna a marciare, è un dono del Re!/La vittoria ancor sarà italiana,/già squilla la diana e tuona il cannon…
O Malta, o Malta!/Ancora schiava nel tuo mare;/noi ti verremo a liberare/ti strapperemo all'oppressore!
Fratelli maltesi/che ci aspettate con amor/il bel vessillo tricolor/potrete ancor baciar!
Il leone [l’Inghilterra ndr] rugge inutilmente,/lontano si sente e fugge di già!/Con il frutto delle sue rapine/è giunto alla fine, pagare dovrà…

Allo scoppio dell’ultimo conflitto mondiale a Malta ci furono delle sollevazioni antibritanniche e pro italiane: le autorità arrestarono e deportarono i più facinorosi. Pisani si arruolò nella milizia fascista e clandestinamente tornò a Malta per pianificarne l’invasione italiana. A causa di una forte tempesta perse tutti i viveri e fu costretto a chiedere aiuto ad un amico, che lo denunciò agli inglesi. Arrestato fu processato e condannato a morte per tradimento, mediante impiccagione. La stessa sorte toccò ad alcuni irredentisti corsi dopo la fine della guerra. Il Re Vittorio Emanuele III insignì di una medaglia d’oro al valor militare alla memoria del patriota Carmelo Borg Pisani. Oggi i protagonisti dell’irredentismo italiano nell’ultima guerra sono stati dimenticati, mentre a quelli che tra fine ottocento ed inizio novecento in Tentino e a Trieste, si rivoltarono contro gli austriaci e pagarono con la vita, come Oderban, Sauro e Battisti, sono intitolate strade, piazze, scuole. Potrà iniziare così una controtendenza nel rivalutare degli eroi dimenticati per l’esito negativo di quel conflitto, che come i citati antiaustriaci sono morti per il medesimo ideale: unire all’Italia le terre estere popolate da italiani.  Infine tengo a precisare che le mie analisi e le mie narrazioni sono solo dal punto di vista storico, non faccio propaganda, faccio notare quali erano le mentalità dell’epoca, oggi considerate superate: in questo caso si parla di martiri italiani dimenticati che meritano la rivalutazione.

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