bandiera

bandiera

domenica 8 settembre 2019

428) TUTTI FELICI PER LA RIPRISTINATA “DEMOCRAZIA”


il pd, che da due anni a questa parte subisce delle batoste elettorali, e il m5s, ANCHE ESSO IN DECLINO E che si definiva antipolitico e “diverso” dai partiti tradizionali, CHE NON POTEVANO SOFFRIRSI tra loro, si dimostrano attaccati al potere e non vanno ad elezioni per non far vincere la lega e il centrodestra.  In italia e in europa sono tutti felici che la democrazia ha trionfato e l’antidemocratico voto sia stato evitato.  il “merito” è anche di salvini.  



In questi giorni è nato il Governo Conte II, frutto di un accordo tra il M5s e il Pd: due partiti che tra di essi se ne sono dette di crude e di cotte in questi anni. Ancora una volta il Movimento 5 Stelle ha tradito la sua natura, cercando alleanze con i partiti tradizionali e classici, esso che si diceva antipolitico e antisistema. È un governo legittimo sì e allo stesso tempo incoerente e non rappresentante della volontà popolare di questo momento storico. 

Quando nacque il Conte I scrissi che l’atteggiamento della Lega era stato scorretto, tradendo i vecchi alleati con cui si era accordata alle elezioni, ma il M5s e la Lega erano i partiti che avevano riscosso un successo clamoroso alle politiche di poche settimane prima e al fine di evitare nuove elezioni immediate sperimentarono quella anomala alleanza. Oggi la situazione è diversa: il M5s ha dimezzato i voti rispetto ad un anno fa e il Partito Democratico è stato nettamente sconfitto alle politiche del marzo 2018, anche in ambito d’elezioni amministrative ha continuato a subirne, alle ultime europee ha recuperato qualche consenso, però è ancora molto lontano dalle preferenze dei tempi migliori. Esso era definito dal M5s, il quale giurò di non andarci mai a braccetto, il cosiddetto “partito di Bibiano”. Quando un movimento apolitico parla nelle piazze, reali e virtuali, è facile dire bla, bla, bla, ma quando lo stesso conosce il potere, esso diviene come tutti gli altri partiti tradizionali e fa di tutto per non mollarlo. 

Quando Salvini annunciò l’abbandono, cercando le elezioni, il M5s e Conte dissero che non se ne sarebbero andati, avrebbero dovuti sfiduciarli, mentre quando gli stessi intuirono che il Pd era disposto a fare un governo con loro, dichiarando che con la Lega era finita per sempre, Conte rassegnò immediatamente le dimissioni e Salvini tentò invano una clamorosa retromarcia. Quelli del movimento, in netto calo consensuale, hanno ritenuto non opportuno andare al voto subito, poiché la Lega probabilmente avrebbe superato il 34% delle ultime europee; Pd e 5 Stelle hanno messo da parte gli antichi rancori e inimicizie, con la benedizione dei poteri forti italiani ed europei, per impedire il trionfo di Salvini. Per l’approvazione della legge finanziaria ci sarebbe stato tempo fino al 31 dicembre; anche votando a novembre i tempi non sarebbero stati sforati.

A Bruxelles e a Berlino sono felici che ci sarà un governo totalmente dipendente da loro, con all'interno loro uomini di fiducia, e l’uno virgola che impongono non verrà superato. La “democrazia” per l’Europa è salva; ma se la maggioranza dei cittadini sceglie la Lega, per loro è antidemocrazia (come in Gran Bretagna dove la maggioranza del popolo ha votato contro l’Ue). Quale democrazia e sovranità nazionale potranno esserci se il nostro governo non potrà fare una mossa senza che Bruxelles, Berlino e Washington annuiscano con la testa? Europa dei popoli sovrani sì, per favorire gli scambi commerciali; Europa del superstato, con i forti che ingrassano schiacciando i deboli che ci rimettono, no. Per l’immigrazione clandestina potrebbe essere vano quello che è stato fatto finora per contrastarla, pure se alcuni a sinistra iniziano svegliarsi, dichiarando che sarà un errore rinunciare alla politica del rigore del precedente governo, come scrive qualche editorialista sul “Messaggero”, un quotidiano da sempre vicino al centro, al centrosinistra. 


Di questa nuova situazione politica è responsabili in parte Salvini, che ha fatto una sciocchezza lasciando il suo governo in piena estate, per essere certo di andare ad elezioni anticipate; sarebbe stato meglio aspettare la prossima primavera, portando a termine il taglio dei parlamentari e dei loro stipendi. I maliziosi sostengono che si sia trattata di una fuga, perché non c’erano le risorse necessarie per mantenere le promesse. Io non lo credo: sono stati i no, gli insulti e le liti frequenti con i Cinque Stelle che hanno influito nella rottura. Il petrolio nostrano non si può sfruttare, bisogna comprarlo a cifre elevatissime dagli arabi, le vie di comunicazione non si possono ammodernare, comunque i grillini non rinunciano alle automobili. Se in futuro dovremo continuare con maggioranze parlamentari sorprendenti e improvvisate, sarà meglio tornare alla legge elettorale proporzionale pura, stipulando le alleanze dopo le lezioni e non prima.

sabato 24 agosto 2019

427) VIAGGIO IN TRENTINO – ALTO ADIGE


Cronaca di una breve vacanza in trentino – alto adige ad agosto 2019


Ad un secolo dalla fine della Grande Guerra, che culminò con la redenzione di Trento e Trieste principalmente, dopo aver visto la Venezia Giulia e Trieste la scorsa estate, quest’agosto, ho visitato brevemente il Trentino -Alto Adige, concentrando la vacanza nelle sue due maggiori città (Trento e Bolzano), situate lungo una valle stretta tra le Alpi, dove passano i fiumi, poi spostandomi in altre località minori. Tanta gente affolla la regione tutto l’anno: per le dolomiti, per la natura, per la neve d’inverno e per il fresco l’estate, badando poco ai suoi due maggiori agglomerati urbani che vale la pena di visitare, Trento in particolare, il quale è ricca di monumenti, storia e cultura. 




La citata regione è divisa in due province autonome, riducendo l’istituzione regionale a pura formalità. Essa è divisa in due, se non in tre, anche dal punto di vista delle etnie che la popolano: gli italiani in Trentino e per 2/3 nella città di Bolzano, i tedeschi e i ladini nel resto dell’Alto Adige o del Tirolo del Sud, in quest’area vige il bilinguismo. Bolzano è la città di frontiera per eccellenza tra le genti italiche ed alemanne, più su, fino al passo del Brennero, snobbano l’italiano o lo parlano, per ragioni turistiche, con un forte accento germanico. Durante il fascismo ci fu un tentativo di italianizzazione dell’Alto Adige, poi quando l’Italia si alleò con la Germania, tra gli accordi, c’era la possibilità per i germanofoni altoatesini di trasferirsi in Austria e Germania; terminata la Seconda Guerra Mondiale e i regimi fascista e nazista molti espatriati tornarono nel Sud – Tirolo e il governo italiano concesse l’autonomia e il riconoscimento ufficiale della lingua tedesca. In questi decenni non sono mancati attentati di gruppi separatisti filoaustriaci. Quella dell’Alto Adige è oggi l’unica comunità tedesca sopravvissuta dopo l’ultima guerra al di fuori delle odierne Austria, Germania, Svizzera. Il centro storico di Bolzano è carino, ben curato e zeppo di locali caratteristici; non si può dire altrettanto di alcune altre parti della città in degrado, dove stranieri bivaccano e ci sono i loro locali. Un quartiere bolzanino, dove spicca il maestoso monumento della vittoria nell’omonima piazza, ha lo stesso stile (razionalista) delle città di fondazione nostrane del ventennio fascista e dell’Eur a Roma: infatti è stato realizzato in quel periodo. Con un viaggio di una decina di minuti in cabinovia si arriva negli elevati altipiani sopra Bolzano, dove ci sono molti paesini collegati tra loro da un trenino tipico. 


Trento è elegante, curata, non solo nel centro storico; nei giardini vicini alla stazione c’è il divieto di bivaccare. Dall’autostazione del capoluogo regionale si possono prendere delle corriere e in un’ora, un’ora e qualcosa, percorrendo la Val di Non, ricca di meleti e vigneti, si giunge ai rinomati laghi, affollatissimi di turisti, come quello di Molveno o di Garda. La statua di Dante Alighieri di Trento fu una concessione degli austriaci come riconoscimento dell’italianità della città. Il capoluogo trentino fu governato per secoli dal vescovo principe, che era suddito degli imperatori del Sacro Romano Impero, poi passò sotto il controllo diretto dell’Impero d’Austria. C’è il maestoso duomo, realizzato in più secoli, ed attaccato ad esso è presente il primo palazzo vescovile ornato da merli (oggi museo diocesano) e spicca la grande torre civica. Sotto le fondamenta del duomo si possono ammirare le rovine della prima basilica paleocristiana di Trento, edificata dopo l’Editto di Costantino del IV secolo, e indossando degli speciali occhiali si può vedere virtualmente com’era quell’edificio di culto quando era attivo. Altri ruderi romani di Trento è possibile visitare nel sottosuolo della città. Il Castello di Trento (detto del Buonconsiglio) nacque come fortezza militare, in seguito vi fissarono la propria residenza i vescovi governatori trentini: al proprio interno è presente il museo che parte dalla preistoria e arriva ai giorni nostri, partendo dai reti e dalla fondazione romana di Tridentum. Nel medesimo castello nel 1916, nel corso della Prima Guerra Mondiale, furono passati per le armi dagli austriaci, mediante impiccagione, gli irredentisti Cesare Battisti (trentino) e Fabio Filzi (istriano), rei d’essere passati al Regio Esercito Italiano. L’irredentismo si diffuse in Trentino nel corso della seconda metà dell’Ottocento e fu duramente contrastato dalle autorità austriache. Cesare Battisti era socialista, fu eletto legislatore nel parlamento di Vienna (come Alcide De Gasperi) e fu più volte imprigionato per la sua propaganda filoitaliana; nel 1914 andò in Italia al momento dello scoppio del conflitto e fu tra i più accesi fautori dell’interventismo.  C’è un grande mausoleo in sua memoria posto su una collinetta sopra Trento, a cui ho voluto rendere omaggio (l’ultima cosa rilevante che mi mancava da visitare), salendo di corsa una ripidissima scalinata e a un’ora dalla partenza del mio treno di ritorno a casa. 

Trento Memoriale di Cesare Battisti


Noi possiamo goderci quest’Italia unita dal Brennero a Lampedusa e apprezzarne le varie bellezze durante le vacanze, grazie al sacrificio di Battisti e di altri delle guerre risorgimentali, i quali l’hanno fatto sì la nostra nazione ma non se la sono potuta godere.

mercoledì 14 agosto 2019

426) FULMINI LEGHISTI NEI CIELI SERENI D’AGOSTO


LA LEGA DI SALVINI, PER TORNACONTO PERSONALE, HA DECISO DI CHIUDERE L’ESPERIENZA DEL GOVERNO CONTE COL MOVIMENTO CINQUE STELLE (anche per sua responsabilità). NON ERA IL MOMENTO ADATTO: TRA LITI VARIE QUALCOSA DI POSITIVO STAVA CONCRETIZZANDOSI. Sarà SICURO CHE SI ANDRà A VOTARE IN UN PERIODO NON ABITUALE?






Improvvisamente la Lega di Salvini ha deciso di aprire una crisi di governo per far cadere l’esecutivo di Giuseppe Conte di cui fa parte col Movimento Cinque Stelle. Il pretesto è stato il voto contrario dei penta-stellati alla ferrovia alta velocità Torino – Lione, che certamente sarà realizzata e si sapeva prima delle votazioni in parlamento. Da un movimento che ha fatto sempre la sua bandiera e il pieno di consensi con la battaglia contro la Tav, cosa ci si aspettava che lo stesso rinnegasse la sua anima? Quelli della Lega lo sapevano sin dall'inizio, a dimostrazione che è stato solo un pretesto per tentare d’andare al voto e concretizzare il consenso di cui in questo momento gode la Lega, come hanno dimostrato le ultime elezioni europee. 


È normale che quando due forze politiche agli antipodi si mettono insieme ci siano dei contrasti, degli scontri: bisogna cercare di mediare, di trattare, cercando delle soluzioni intermedie che non pendano eccessivamente né dall’una, né dall’atra parte, come fu fatto i primi mesi di quest’avventura, prima che le lotte e gli insulti tra alleati prendessero il sopravvento. Sarebbe bastato seguire il contratto di governo che avevano stipulato agli esordi di questo esecutivo, il quale si sapeva non sarebbe durata tutta la legislatura ma pochi si aspettavano che finisse così presto. Qualcosa di positivo era stato realizzato: netto contrasto all’immigrazione irregolare (tra poco ritornerà?), taglio dei privilegi della politica (alcuni di questi provvedimenti rischieranno di rimanere incompiuti), aiuti alle famiglie e alle imprese in difficoltà, lotta ai furbi, revisione dei requisiti per le pensioni, eccetera. Io avrei aspettato la prossima primavera per le elezioni che non è detto che saranno scontate: potrebbero formarsi altre maggioranze parlamentari per portare a compimento il taglio dei parlamentari e la legge finanziaria. 




Sono d’accordo che con i no a tutto dei Cinque Stelle, soprattutto per quanto concerne le opere pubbliche per il mantenimento dello sviluppo di un paese, e con i loro frequenti attacchi e insulti agli alleati di governo non si va da nessuna parte, ma non condivido il lasciare incompiuto alcuni provvedimenti, come quelli citati in precedenza, che stavano per essere approvati e per impedire l’aumento delle tasse. Quando si inseguono sogni, illusioni per anni, prima che il tempo faccia il suo corso, si arriva ad un punto di non ritorno e, anziché continuare a tergiversare per decenni con azioni inutili e con mobilitazioni di adepti, bisogna prendere delle decisioni drastiche: o si trova il tempo ed il coraggio per affrontare la situazione, valutando da più parti se potranno esserci le condizioni per aprire qualcosa di concreto, oppure se si ritiene sin da subito che manchino i presupposti per i più semplici e svariati motivi o sia troppo complicato, è più logico lasciar perdere, rinunciare, cercando delle soluzioni alternative più facili e più a portata di mano, in maniera da restituire serenità, tranquillità a tutti. La Lega di Salvini dopo aver regalato sogni a tutti con i Cinque Stelle, avendo trovato la forza d’abbandonare la sua collocazione politica classica ed entusiasmando militanti e altra gente, è tornata sulla terra, rendendosi conto delle difficoltà e degli ostacoli da sormontare per illudere con ennesime altre speranze, ha deciso di tornare alla sua collocazione naturale di centrodestra. 




Le maggioranze alternative e trasversali che potrebbero formarsi (M5s – sinistra), nonostante le smentite, per evitare le urne hanno fatto tornare la Lega sui propri passi, cedendo di schianto alle richieste dei grillini per approvare il taglio della casta politica. Ora non si sa se si voterà il prossimo autunno oppure no: se le elezioni politiche ci saranno, sarà a distanza di un secolo dall'ultima volta. E se si voterà sarà sicuro che Salvini riuscirà ad ottenere la maggioranza? Potrebbe esserci anche una fase di stallo come l’ultima volta, cioè si perderanno mesi per trovare delle alleanze valide.

lunedì 29 luglio 2019

425) LE POLEMICHE INUTILI VALGONO PIÙ DI TUTTO


LE POLEMICHE INUTILI SUL TRATTAMENTO DEGLI ASSASSINI AMERICANI E I SOLITI ATTACCHI STRUMENTALI CONTRO SALVINI SUEPERANO LA tragedia per la MORTE DI UN CARABINIERE. LA SPERANZA è CHE NON CI SIA UN ALTRO CASO AMANDA KNOX.




Ha suscitato profonde e giuste indignazioni e commozioni la faccenda del carabiniere Mario Cerciello Rega, ucciso a Roma con delle coltellate mentre era in servizio. Il rischio è che le polemiche inutili, a questo crimine allegate, facciano passare in secondo piano la tragedia per la morte di quest’uomo. 

Risultando colpevoli due americani che sono stati fermati per acquisto di droga dal carabiniere ucciso ed hanno reagito pugnalandolo più volte, sta suscitando indignazione la fotografia che ritrae uno degli assassini bandato in caserma: non sarà molto, ma molto, molto, molto più grave quello che ha fatto questo assassino?  Sono stati puniti i carabinieri responsabili, quando sarebbe bastato un semplice richiamo verbale. In qualche modo i media per una benda vorrebbero la testa di Salvini, Ministro degli Interni e quindi il primo superiore delle forze dell’ordine, ma sarà soltanto un boomerang per costoro perché la gente capisce che la sola vittima è il militare assassinato. Polemiche a non finire per una benda, su Salvini e sui Carabinieri da parte di esponenti e mezzi d’informazione di sinistra che superano il cordoglio per la perdita tragica di un servitore dello stato. Addirittura, un’insegnante ha esultato per la morte del carabiniere ed è stata giustamente sospesa dal servizio. Ci sono stati inoltre dei duri attacchi e dei volgari insulti da parte degli esponenti della cosiddetta “intellighenzia rossa” e di persone comuni contro il solito “mostro”, titolare del dicastero del Viminale perché auspicava pene severissime per gli assassini, i quali, se fossero stati nella loro patria, negli Stati Uniti, in alcuni stati federali avrebbero rischiato la pena capitale. Non penso che tutta queste persone avrebbero avuto le stesse reazioni su una cosa del genere fosse capitata ad un loro congiunto. 



Onore al carabiniere Mario Cerciello Rega, eroe italiano, che è caduto nell’adempimento del suo dovere e onore a tutti i carabinieri e alle forze dell’ordine in generale che rischiano ogni giorno la vita per la nostra sicurezza e la nostra incolumità.  L’auspicio è che non si ripeta, considerando la potenza degli americani, un caso analogo ad Amanda knox, che in Primo Grado fu condannata per l’omicidio a Perugia di Meredith Kercher e poi assolta in Appello; qualche maligno sostiene che i dollari abbiano stravolto tutto. A differenza di quella vecchia storia, in questa ci sono delle prove schiaccianti e gli omicidi sono rei confessi, perlopiù potrebbero esserci soltanto delle pene lievi se le cose non andranno come dovrebbero andare. 

venerdì 12 luglio 2019

424) DISTOGLIERE L’ATTENZIONE



I media ingrossano la vicenda ong e il trasbordo illegale di immigrati, coprendo così lo scandalo dei bambini tolti ingiustamente alle famiglie di origine e dati in affido a Bibbiano (RE).



I mezzi di informazione, detti appunto il quarto potere, la cui stragrande maggioranza si sa come la pensa in politica, manipolano la testa della gente, concentrando tutte le attenzioni sui problemi irrilevanti e ingrossandoli, mentre le notizie serie e soprattutto politicamente scorrette vengono ignorate del tutto. È esattamente quello che è successo nelle ultime settimane: si preferisce mettere in evidenza l’arrivo di immigrati irregolari, tramite le organizzazioni non governative, che se ne fregano delle regole e delle leggi, per screditare il governo e farlo passare per rassista e fassista, mentre è calato immediatamente il sipario su una vicenda gravissima e tristissima, con accenni alla pedofilia, che è avvenuta in provincia di Reggio Emilia e che coinvolge alcuni politici del Partito Democratico.

Le ong, con la scusa della solidarietà universale, lucrano sulla pelle della gente.  La loro presenza spinge sempre di più i trafficanti di esseri umani a fare affari. Se sentono lo stimolo di effettuare quelle operazioni di salvataggio (o di trasbordo?) le effettuassero pure, ma perché pretendono di portare tutti in Italia, quando nel Mar Mediterraneo si affacciano diciotto paesi? Come se l’Italia non avesse accolto nessuno in questi anni. Da giorni ormai questi interminabili avvenimenti occupano quasi l’intero spazio dei media nazionali, quando basterebbero poche notizie in secondo piano.



Le notizie gravi vengono ignorate dopo la prima lettura, poiché sono coinvolti esponenti politici che non possono essere presi di mira. Con questo non si vuole criminalizzare un’intera corrente politica, le mele marcie si trovano dappertutto. Però se fosse successo il contrario? Se fossero stati coinvolti esponenti di destra i mezzi di informazione avrebbero fatto fuoco e fiamme per settimane, per mesi. Dei bambini sono stati tolti con l’inganno alle loro famiglie d’origine e con degli stratagemmi, tipo l’elettroshock, hanno tirato fuori dalle loro bocche maltrattamenti ed abusi mai subiti per poterli affidare a coppie di gradimento degli organizzatori di questi colossali reati e messinscena.  Naturalmente sullo sfondo c’era un grosso giro d’affari di migliaia e migliaia di euro che gli affidatari versavano ai servizi sociali e alle associazioni ad esso collegate. Alcuni genitori naturali di questi bambini si sono suicidati per il dolore, altri sono espatriati. Le famiglie a cui furono affidati questi minori non avevano i requisiti per adottare: alcune erano titolari di attività sessuali, alcune erano con problemi psichici, con figli naturali suicidi e ci sono stati due casi di veri abusi subiti dai ragazzini ad opera di queste famiglie affidatarie. Per i carabinieri, alcune vittime dei reati, oggi adolescenti, manifestano profondi segni di disagio, tossicodipendenza e gesti di autolesionismo.  Le indagini partirono a causa dell’enorme numero di segnalazioni di abusi sessuali nel reggiano, che insospettì i carabinieri e si resero conto che qualcosa non quadrava. La psicologa, che aveva scoperto gli inesistenti abusi, aveva un gigantesco conflitto di interesse: era diventata presidente di un centro privato, al quale erano stati poi affidati i bambini portati via alle famiglie, per un guadagno di oltre 2,2 milioni di euro. In tutto sono state eseguiti 18 arresti di politici, medici, assistenti sociali e liberi professionisti; il sindaco di Bibbiano è stato sospeso dalla carica perché coinvolto nell’inchiesta.

I fatti narrati sono o non sono dei gravi episodi che meriterebbero maggiore approfondimento e considerazione? Sicuramente sì.

martedì 25 giugno 2019

423) CLAUDIO LOTITO, CHIACCHIERATO, BIZZARRO, VINCENTE E IN CONTROTENDENZA


Mentre la grande imprenditoria italiana è in crisi e sempre più aziende italiane e società calcistiche finiscono in mano straniera, IL CHIACCHIERATO Claudio Lotito tiene alto il nome dell’Italia: nella SSLazio, che con gli anni ha risanato e salvato dal fallimento, ha vinto cinque trofei in quindici anni e cerca di allargare i suoi orizzonti di imprenditore.




Il logorroico presidente della SSLazio 1900 Claudio Lotito appare ai più un tipo eccentrico e bizzarro, è da sempre piaciuto poco ai tifosi laziali, i quali vorrebbero vincere sempre, dimenticandosi che pochissime volte nella storia del calcio italiano l’egemonia di Juventus – Milan – Inter è stata abbattuta. Io vedo gli aspetti positivi che egli ha fatto: ha salvato la Lazio dal fallimento, mettendosi d’accordo col fisco per pagare in venti anni i debiti lasciati da Cragnotti, il bilancio della società è sempre attivo tutti gli anni, compra giocatori sconosciuti a pochi soldi, li fa crescere e valorizzare e li rivende a cifre astronomiche, ha vinto tre Coppe Italia e due Supercoppe Italiane (solo Lotito poteva pensare a nominare l'albanese Tare, ex calciatore laziale, direttore sportivo ed oggi è corteggiato dalle grandi società calcistiche). È inutile compiere follie finanziarie, con l’obiettivo di lottare per i primi posti, se altre società di maggiore blasone vengono favorite sempre.

Il periodo d’oro e il più opulento della SSLazio è stato il decennio della presidenza di Sergio Cragnotti, il finanziere romano allievo di Gardini e proprietario della Cirio: investì moltissimo, specie dopo la quotazione in borsa della società laziale, vincendo una Serie A e due coppe europee di blasone; per ricollegarmi ali discorsi di poc’anzi, il titolo più prestigioso, il campionato italiano 2000, stava per essere scippato, lo salvarono i tifosi facendosi sentire con forza e rigore. I sostenitori laziali si divertirono per dieci anni, incuranti delle conseguenze che portarono ad un passo dal baratro. Se la Lazio fosse fallita, la nuova società nata dalle sue ceneri avrebbe potuto sì ricompare il titolo sportivo e i trofei conquistati, ma oggi non potrebbe ambire a chiedere il contestato scudetto del 1915 ex aequo, nel campionato che fu interrotto per la Guerra e assegnato al Genoa senza disputare la finalissima con i biancoazzurri laziali, perché il numero di matricola della nuova squadra sarebbe cambiato e naturalmente sarebbe ripartita dalla Serie C o D. Quindi Claudio Lotito nel 2004 ha rilevato, pure su pressioni politiche, la Lazio al collasso e con gli anni l’ha risanata, conquistando vittorie. 


In un periodo di crisi per il calcio italiano, i cui grandi magnati nostrani sono sempre meno interessati e molte società calcistiche finiscono in mano a proprietari stranieri, che al di là delle apparenze di opulenza si rilevano delle delusioni e mancano di quella passione appartenente agli storici proprietari, mancando la conquista di importanti e minori trofei, Claudio Lotito si è dimostrato un proprietario italiano vincente, andando in netta controtendenza. Oltre alla Lazio è comproprietario della Salernitana ed ha provato a  rilevare il titolo sportivo del Bari. È sposato con la figlia del costruttore Gianni Mezzaroma, un nome tra i più influenti della capitale. La sua pagina Wikipedia dice che egli è proprietario di due imprese di pulizia, un'agenzia di vigilanza privata e un'altra di catering, che sul finire della Prima Repubblica si procuravano gran parte del fatturato aziendale grazie agli appalti degli enti locali e delle società a controllo pubblico: regione, provincia, comune, unità sanitarie locali, ospedali. Ha avuto a carico qualche procedimento giudiziario e inchieste, sia in campo sportivo che imprenditoriale, che si sono risolti con prescrizioni e assoluzioni; è la prassi per tutti i grandi uomini d’affari più in vista. Nel 1992 fu coinvolto in Tangentopoli e ne uscì indenne.

Oggi il Made in Italy è in crisi: tante aziende falliscono, altre finiscono in mano straniera, altre dislocano fuori Italia dove tutto costa poco, ma ci sono anche imprenditori nostrani che resistono e si espandono, uno di questi è Claudio Lotito. Alitalia, la vecchia compagnia di bandiera dell’aviazione civile italiana, da diversi anni è in crisi e oggi ha ben poco di italiano e gli investitori si defilano. Claudio Lotito ha provato a rilevarne una parte delle quote per risanarla e riportarla agli antichi splendori, come ha fatto già con la Lazio.

domenica 16 giugno 2019

422) RICORDO DI TOMMASO DE GREGORIO


RICORDO DEL DOTT. TOMMASO DE GREGORIO CHE MI LANCIò E MI SPRONò A CREARE QUESTO BLOG. UN AMICO SEMPRE NATURALE E SPONTANEO CON ME.



è venuto a mancare prematuramente, a 66 anni, il dottor Tommaso De Gregorio, molto conosciuto a Cori e non solo per il suo lavoro di dentista. Lo ricordo con affetto, perché fu anche lui a spronarmi a creare questo blog, dopo che mi conobbe: quando scrivevo nei vecchi forum di internet che lui gestiva. Ricordo che mi salutò tutto contento e sorridente, dopo la prima volta che mi pubblicò un articolo (e mi firmai) e una fotografia di una festa alla quale avevo partecipato. Precedentemente già avevo scritto in altri giornalini mensili cartacei coresi a distribuzione gratuita e alcune volte era preso da qualche senso di colpa per non essere stato morbido, ovviamente attenendomi ad argomenti di pubblico dominio e senza denigrare ed offendere. Invece quando vidi Tommaso scrivere nei suoi blog più scatenato di me, sempre nel rispetto di quelle regole citate, sul suo esempio fui stimolato a scrivere commenti in rete in maniera sempre più pungente ed acuta, senza più avere dei complessi. Fu lui a dare per primo a Cori la possibilità a chiunque di esprimere pubblicamente e liberamente pensieri ed opinioni su politica e vari argomenti paesani, ponendo così fine allo strapotere dei giornali cartacei, i quali erano riservati a pochi e sottoposti a limitazioni per la gente comune. Quando mi incontrava commentava quello che avevo scritto nei suoi siti e mi diceva che ero bravo ma mi dilungavo troppo, perché sembrava che volessi parlare di svariati argomenti tutti insieme. Con lui ebbi a che fare in maniera significativa nel periodo del passaggio politico da Forza Italia al Popolo delle Libertà ed egli era entusiasta di quel nuovo soggetto. Tommaso De Gregorio era sempre stato di sinistra fin da giovanissimo, gli anni del sindaco Bianchi a Cori furono il suo primo approccio con la destra. Oltre alla politica era impegnato nel campo culturale: fu uno dei fondatori dell’Associazione “Solidarietà e Libertà” e di “Patrimonio Cori”, quest’ultima associazione era finalizzata alla promozione turistica del nostro paese ed alla salvaguardia dal degrado urbano. In occasione del 60° anniversario dei bombardamenti del 1944 la sua associazione fece pubblicare un piccolo libro con le testimonianze di coloro che vissero quei momenti.

Io non lo conoscevo benissimo e non lo frequentavo spessissimo, tralasciando problemi e difetti che abbiamo tutti, una cosa mi ha colpito in positivo di lui: con me era sempre naturale, spontaneo, sincero, senza essere mai teso. Sottolineo questo elemento perché da quando mi espongo sono abituato a persone, compresa alcune che conosco da sempre, in evidente imbarazzo e tensione quando si trovano con me, perfino quando ho promosso iniziative e parlato bene di qualcosa, e quando percepisco che qualcosa non va, anch'io mi sento a disagio. Un altro elemento positivo (e non da poco) di quando parlavamo era quello che egli non mi aveva mai detto di andare nel suo studio di odontoiatra per eventuali problemi ai denti; qualche volta ci andai ma prima che ci conoscessimo bene tramite internet. Successivamente, quando T.D.G. mollò i suoi vecchi siti perché costavano tempo, e qualche volta mi incontrava mi chiedeva come andasse, poiché, come ripeteva lui, dai tempi dei blog di Cori che non ci vedevamo. Lo vidi per l’ultima volta circa tre mesi fa, quando un suo amico lo accompagnò al pronto soccorso di Cori e mi chiesero un passaggio in automobile, ma non era più lo stesso: aveva perso la sua energia e il suo entusiasmo di sempre.  

Lo saluto con affetto, che riposi in pace e in sua memoria pubblico una parte di un commento che scrisse qui a suo tempo.


#1  05 Luglio 2009 - 09:13

grazie per il tuo impegno nell'affrontare temi che nessuno tocca con spirito critico, per il conformismo e l'opportunismo imperanti in questa palude. Mi piacerebbe che rivedessi un po’ i momenti folkloristici e troppo nostalgici che ti vengono dal cuore, solo un po’.
Dobbiamo crescere ancora, tutti. Ciao. e preparati che a settembre massimo sto benedetto giornalino si fa. 
Titosperi

mercoledì 29 maggio 2019

421) LE ELEZIONI EUROPEE 2019


LE ELEZIONI EUROPEE 2019, AD UN ANNO DALLA NASCITA DEL GOVERNO CONTE (M5S-LEGA), VINTE NETTAMENTE DALLA LEGA E PERSE DAL M5S (E DAGLI ALTRI PARTITI) SONO STATE UN GIUDIZIO DEGLI ITALIANI SULL’OPERATO DEL GOVERNO: BENE SULL’IMMIGRAZIONE IRREGOLARE (MA NON BASTA), BENE LA RIDUZIONE DEI COSTI DELLA POLITICA, UN PO’ MALE LE POLITICHE ECONOMICHE (QUOTA 100 PENSIONI E REDDITO DI CITTADINANZA).




Non si può dare un giudizio approfondito e veritiero sulle attuali tendenze degli italiani in politica, prendendo spunto da quest’elezioni europee, poiché l’affluenza è stata poco sopra il 56%, queste votazioni danno solo qualche indicazione parziale. Tendenzialmente, dopo un anno dall’esordio del Governo Conte, composto da ministri Lega – M5S, gli elettori hanno premiato la Lega e punito i Cinque Stelle. Un’altra considerazione è quella che è stato un voto a favore dell’Europa dei popoli, delle singole entità e contro l’Europa dei banchieri, dei burocrati, dei tecnocrati. I partiti sovranisti hanno fatto un balzo notevole in tutto il vecchio continente e faranno sentire la loro voce contro quell’UE vista finora e che continuerà ad esserci, seppur con una maggioranza risicata.
C’è da chiedersi come mai coloro che in Italia sono andati a votare hanno fatto divenire la Lega il primo partito con oltre il 34% dei voti e hanno fatto dimezzare i voti del Movimento Cinque Stelle (17%) rispetto alle politiche di un anno fa. Salvini ha fatto divenire la Lega il primo partito italiano, facendola uscire dal settentrione; quando il partito era radicato nel solo nord era un risultato eccezionale raggiungere il 10%. Un anno fa nelle elezioni politiche, un tipo di consultazione in cui la gente si sente maggiormente motivata a recarsi ai seggi rispetto alle altre occasioni, aveva votato il 73% degli aventi diritto; indubbiamente una parte degli elettori che non ha votato oggi, lo scorso anno avevano dato la preferenza ai partiti che oggi sono stati puniti (oltre i Cinque Stelle, Forza Italia), un'altra parte invece di quei votanti ha premiato la Lega in tono maggiore, in tono minore il Pd e FdI. Sembra che la linea dura di Salvini nei confronti dell’immigrazione clandestina sia stata apprezzata, basta vedere le alte percentuali del suo partito nei paesi simbolo di quel fenomeno (Lampedusa, Riace) e in altre roccaforti rosse (Sesto San Giovanni, Cori): continuerà su quella strada per riportare regole e legalità nel fenomeno migratorio. 
La quota cento sulle pensioni è stata più gradita rispetto al reddito di cittadinanza, quando a ragion di logica dovrebbe essere il contrario: se un sessantaduenne aspetta ancora qualche anno per andare in pensione non sarà la fine del mondo, considerando che la vita si allunga e che la natalità, con conseguente ringiovanimento della popolazione, stenta a decollare, mentre è un problema serio una famiglia che non ha i soldi per andare avanti, ora parzialmente risolto con questo sussidio statale che aiuterà a reinserirsi nel mondo lavorativo. Il reddito di cittadinanza era il cavallo di battaglia identitario del M5S e la promessa è stata mantenuta, anche se con molti legittimi paletti. Bisognerà fare attenzione a non indebitare ulteriormente uno stato con il debito pubblico tra i più alti d’Europa, altrimenti le conseguenze le pagheranno le generazioni che verranno, come noi paghiamo gli errori statali del passato in campo politico ed economico. Un altro aspetto positivo di questo governo è stato il taglio delle pensioni d’oro per i politici e per gli altri privilegiati e si proseguirà con la riduzione del numero dei parlamentari e dei loro stipendi. Ora ci si potrà difendere tra le proprie mura contro rapine e aggressioni senza rischiare persecuzioni giudiziarie. In futuro si attueranno politiche per le famiglie e per la natalità. Secondo me né al Movimento Cinque Stelle, né alla Lega conviene rompere l’alleanza: il M5s teme di andare ad elezioni ed uscirne ridimensionato, la Lega teme un accordo dei pentastellati con il Pd, così da evitare le urne.
Il Partito Democratico qualche voto l’ha recuperato ma nel centrosinistra oltre non c’è nulla. Berlusconi è stato uno tra coloro che ha preso maggiori preferenze personali e dopo sei anni torna a sedersi in un’assemblea legislativa e per la prima volta in Europa, mentre Forza Italia è in caduta libera; occorrerà rinnovarla profondamente e rilanciarla sul territorio per non farla sparire. Noto purtroppo i tanti nel centrodestra che cambiano bandiera a seconda della direzione del vento: non è una novità. Il centrodestra in sé è una coalizione che funziona sul territorio: da un anno a questa parte sta conquistando tutte le regioni d’Italia; gli unici sfigati siamo stati noi del Lazio: Zingaretti si riaffermò grazie al sindaco di Amatrice e senza avere la maggioranza, intanto un anno è durato. Vincere le elezioni con alte percentuali non deve far rilassare e cullare sugli allori, basta un niente, basta qualche azione maldigerita per far crollare tutto: vedasi il Pd di Renzi che stravinse le scorse europee e poi precipitò rovinosamente. 

giovedì 16 maggio 2019

420) CAOS FESTE DI MAGGIO


Le feste di maggio a cori, tra maltempo, confusione organizzativA e dispute.





l’anomala ondata di freddo abbattutasi nel mese di maggio in gran parte d’Italia ha rovinato gli eventi programmati che solitamente aprivano la stagione calda. Uno di questi è la Festa della Madonna del Soccorso a Cori. La pioggia che si è abbattuta sulla processione ha leggermente fatto calare i partecipanti. La suddetta manifestazione religiosa quest’anno è stata stravolta nella composizione: le donne scalze con i grossi ceri da sempre aprivano la processione e la banda musicale per tradizione la chiudeva, quest’anno non è stato così. Il concerto del cantante Gatto Panceri era previsto per la domenica sera, ma già qualche giorno prima avevano annunciato che sarebbe stato rinviato al mercoledì successivo per il maltempo. La domenica sera è trascorsa senza pioggia, mentre l’acqua è arrivata il mercoledì. Se l’evento era programmato la domenica si poteva aspettare, poi se avesse piovuto sarebbe stato rimandato. Se proprio si doveva rinviare, si fosse rinviato ad un sabato, una domenica, non a un giorno feriale in mezzo come mercoledì (gioco di parole). 



Il 24 maggio a Cori Monte è stata organizzata la seconda sagra del prosciutto cotto al vino, specialità corese del periodo della festa della Madonna del Soccorso, mentre a Cori Valle sono programmate altre manifestazioni musicali. Alcuni vallarani risentiti per l’eccessiva importanza che si dà a Cori Monte in tutte le cose paesane iniziano a muoversi da soli, prendendo iniziative per non far morire i loro rioni. Sarebbe stato più opportuno parlarsi, mettersi d’accordo e realizzare tutto un avvenimento alla Valle. Danno la colpa agli abitanti del Monte di non scendere mai a Valle quando giù sono programmate processioni, feste, eccetera. Sarà pure vero, ma neanche di vallarani si vedono folle oceaniche quando di sotto ci sono gli avvenimenti tradizionali, la maggioranza di essi preferisce venire a spasso al Monte come al solito. C’è l’esempio dei bambini del catechismo: ben pochi di quelli di Cori Valle vanno nella loro parrocchia, la maggior parte li portano nella parrocchia di Cori Monte. Come già avevo detto in un’altra occasione, mentre tutti gli altri centri montani oggi cercano degli sbocchi in pianura, nelle vallate, per restare agganciati al mondo, noi facciamo tutto al rovescio. Per chi abita tra Piazza Signina e l’area mercato, le zone più bazzicate, il pomeriggio diventa un problema trovare un parcheggio vicino casa, si deve attendere la sera e nei giorni festivi anche oltre. D’estate quando fa eccessivo caldo a Cori Monte si sta leggermente meglio e diventa l’ideale per uscire, non bisogna però dimenticarsi completamente dei propri luoghi di residenza; occorre non abbandonarli a loro stessi. È perciò un bene che dei commercianti e dei cittadini di sotto abbiano preso delle iniziative nel periodo estivo con spettacoli musicali per rilanciare i loro quartieri.

I grandi eventi tradizionali coresi estivi (Carosello Storico, Lazio Festival) pare che si faranno anche quest’anno, smentendo le molte voci dubbiose al riguardo dei mesi passati. Occorrerebbe migliorarli, soprattutto il Carosello Storico dei Rioni nella parte organizzativa, superando una volta per tutti i problemi di sempre e affrontarli soprattutto, così può darsi che si appassioneranno più persone. 

giovedì 25 aprile 2019

419) PASQUA AGRODOLCE


La pasqua è la festività più grande per i cristiani. Mentre il papa parla (come al solito) solo di immigrazione, trascurando altri argomenti, nel mondo (tanto per cambiare) altri cristiani vengono uccisi. 


La Pasqua, che per i cristiani è la festività più grande, è meno sentita del Natale. L’inizio della stagione calda è arrivata e con essa iniziano le scampagnate e le gite fuori porta. Per chi, non avendo problemi di salute, i quaranta giorni precedenti alla festa di Pasqua, ha osservato la rinuncia a mangiare qualcosa che gradisce, ne ha giovato a livello salutare: perdita di chili in eccesso, abbassamento dei valori della pressione sanguigna, eccetera. Se uno è un patriota, egli si considera sempre un soldato della sua patria italiana e spera di rimanere sempre in buona salute per servirla. A tal proposito nel 1997, dopo il terremoto dell’Umbria e delle Marche, la caserma dov’ero io fu inviata in quei luoghi per aiutare ed assistere le popolazioni colpite, in particolare Nocera Umbra. Quest’anno, visitando quella cittadina e Foligno, a Pasquetta, ho visto che hanno ricostruito tutto esattamente com’era: ciottoli, selciati, case in pietra ed intonacate (seguendo dei piani per i colori), campanili, torri, fanno davvero un magnifico spettacolo e naturalmente sarà tutto antisismico. Dopo il sacro si pensa anche al profano, concedendosi uno svago, effettuando un piccolo sforzo economico. Nel profano pasquale rientrano le eccellenze enogastronomiche e le antiche vestigia di ogni angolo d'Italia, le quali potranno resistere al tempo, ai terremoti, ma altri elementi più potenti del progresso e dei sismi potrebbero attaccarle nuovamente, questa volta senza farle rinascere, o meglio: potrebbero risuscitare con altro sangue.

Quest’anno, durante i riti della Settimana Santa, come sempre non sono mancate le solite omelie papali immigrazioniste e terzomondiste con accenni alla politica. D’accordo che il Papa è il capo della Religione Cattolica in tutto il mondo, ma è anche il primate d’Italia e dovrebbe pensare anche ai problemi della gente di qui e nella Settimana Santa parlare di più della morte e della risurrezione di Gesù Cristo (come ha scritto Antonio Socci). Per entrare in Italia ci sono delle regole, sia per i rifugiati, sia per i migranti economici: occorrono documenti, visti d’ingresso, permessi di lavoro, eccetera. È illegale ed insensato stiparsi all’inverosimile su dei gommoni, mancando le più elementari norme di sicurezza e pagare delle grosse tangenti ad organizzazioni criminali, le quali avranno maggiori risorse per attività illecite, tra cui il terrorismo. Tutto è proporzionale: se maggiori saranno le partenze su imbarcazioni improvvisate, sempre di più saranno le tragedie, se avverrà il contrario tutto si ridurrà drasticamente. Mentre il Papa predicava l’accoglienza, in altre parti del mondo, i suoi fedeli venivano massacrati come sempre. Il rinunciare alle nostre tradizioni, alle radici cristiane, promuovendo sempre il multiculturalismo, potrebbe far accadere tra qualche tempo, anche qui, quello che è accaduto a Pasqua in Sri Lanka: con l’ingrossarsi delle comunità extra cristiane, si ingrosserà anche il numero dei fanatici e dei violenti. Già si registra qualche piccolo episodio: abbiamo visto un marocchino che ha tentato di uccidere un barbone perché portava il crocefisso al collo.  Si comprendono i buoni propositi della fratellanza universale, ma il Vangelo non ruota tutto su un’immigrazione (in 2000 anni non è stata costantemente al centro dell’attenzioni ecclesiastiche come oggi) che ridimensionerà il Cristianesimo. Solidarietà universale sì, senza però snaturare la cristianità nostrana. 


Come dicevo non sarebbe male se il Santo Padre desse maggiore importanza ai problemi che affliggono le genti di casa nostra: uno di questi è l’aborto, oppure dire qualche parola di conforto a chi nella sofferenza per le più svariate ragioni. A tal proposito Papa Giovanni XXIII rivolgeva queste parole a conforto a chi era nell’afflizione in un suo famoso discorso: “tornando a casa, troverete i bambini. Date una carezza ai vostri bambini e dite: questa è la carezza del Papa. Troverete qualche lacrima da asciugare, dite una parola buona: il Papa è con noi, specialmente nelle ore della tristezza e dell'amarezza."

sabato 6 aprile 2019

418) IMPOSIZIONE DELLE IDEE DI UNA RISTRETTA CERCHIA


Una ristretta cerchia di persone influenti vorrebbe imporre la propria visione del mondo, andando contro le idee della maggioranza del popolo.



Alcune logge di persone influenti, le quali influenzano la stragrande maggioranza dei mezzi d'informazione, ci impongono le loro visioni del mondo, non rendendosi conto di essere in minoranza e contro le opinioni della maggioranza del popolo. Un popolo, quello britannico, che in maggioranza ha scelto di andarsene dall’Unione Europea: non si vuole accettare quella decisione: a Bruxelles principalmente e in piccola parte a Londra. Le teorie del mondo d’oggi mondialiste vorrebbero la perdita dell’identità nazionale dei popoli occidentali e lo stravolgimento della famiglia tradizionale e della naturale procreazione.

Un esempio è stato l’ultima edizione del festival di Sanremo: il voto della gente comune aveva decretato un altro vincitore rispetto a quello che ha deciso la giuria composta una limitata cerchia di gente pubblica influente. Oppure la vicenda dell’attentato al torpedone che trasportava i ragazzi di una scuola in gita: l’attenzione dei media era rivolta esclusivamente ai protagonisti che hanno evitato la strage di origine straniera, ignorando gli altri eroi italiani. Con quel pretesto i mezzi di informazione hanno fatto pressione affinché la politica spingesse per facilitare le acquisizioni delle cittadinanze per i residenti in Italia che ne sono privi. Le stesse famiglie dei due ragazzi di origine nordafricana che erano su quell’autobus hanno ammesso che sono i stati i giornalisti a fare loro solleciti per richiedere lo status di cittadini italiani immediatamente. Invece la maggioranza della gente pensa che un non italiano per ottenere la cittadinanza deve percorrere un cammino di integrazione e di retta condotta: quando li avrà intrapresi, dimostrando di voler accettare gli usi e i costumi, la cultura, la religione e altre cose del paese che lo ospita, allora se ne potrà riparlare. Un altro esempio vale per l'omicidio "dell'italiano felice", un razzismo politicamente poco corretto su cui è calato immediatamente il sipario. I discorsi fatti in precedenza valgono anche per i giovani che sono stati lanciati nella nazionale di calcio italiana: tutti per giorni hanno parlato solo ed esclusivamente di un giovane di colore, Kean, il quale non ha fatto nulla di straordinario, solo ordinaria amministrazione contro avversarie molto modeste, non filandosi tutti gli altri che grosso modo hanno avuto prestazioni pari a lui e qualche giocatore anziano è stato anche più bravo. Col tempo tutti ci dimostreranno quando varranno, soprattutto quando incontreranno le grosse nazionali.



Cambiamo argomento, parlando delle polemiche relative all’ultimo congresso sulla famiglia a Verona. È scoppiato un putiferio da parte di omosessuali e femministe che si sono fatti sentire prepotentemente. Cosa volevano? Perché queste cosiddette femministe non hanno mai organizzato manifestazioni o fiaccolate davanti le ambasciate e i consolati di quelle nazioni dove la donna non è considerata come persona? Come ha scritto Vittorio Feltri in un suo articolo nessuno contesta gli omosessuali perché tali, sono loro che vorrebbero imporre agli altri i loro concetti, stravolgendo millenni e millenni di tradizioni e di fenomeni naturali che determinano tutte le esistenze. Essi sono solo una piccola minoranza, la stragrande maggioranza della gente è per la tradizionale famiglia e per la naturale procreazione. Se tutti divenissero come loro il mondo finirebbe: infatti non si è mai visto due sodomiti che generano una nuova vita. Allora perché indignarsi di un congresso a tutela della famiglia e della vita (non di imposizioni) in un paese in profonda crisi demografica?  

sabato 23 marzo 2019

417) I COMBATTENTI ITALIANI IN SIRIA



L’ISIS, CIOè LO STATO ISLAMICO, è STATO BATTUTO (PER ORA) IN SIRIA. ANCHE DEI VALOROSI NOSTRI CONNAZIONALI SI BATTONO IN SIRIA PER LA LIBERTà E PER LA NOSTRA SICUREZZA E UNO è CADUTO (lorenzo orsetti) tra l’indifferenza generale e delle istituzioni.




Situazione Siria oggi


la guerra in Siria ancora non è finita ma sembra sia arrivata ad una svolta: infatti l’Isis, ovvero lo stato terroristico islamico, è stato sconfitto dopo che è caduta l’ultima roccaforte da esso controllata. Diverse fazioni, che controllano vari territori, se non si metteranno d’accordo continueranno a fronteggiarsi tra di esse: il Regime di Assad, i ribelli e i curdi. Una svolta decisiva ad Assad l’hanno data i russi e in piccola parte gli americani. Lo Stato Islamico nel 2014 era all’apice: controllava quasi tutta la Siria, oltre che una fetta di Iraq, e organizzava attentati sanguinari in Europa. I curdi, che vivono tra Siria, Iraq e Turchia, sono secoli che vogliono un loro stato indipendente e, con la pretesa di combattere il terrorismo opprimente, cercano di raggiungere il loro scopo primario, con la libertà e i diritti che gli oppressori negano. 

Situazione Siria 2014



Dall’Europa sono partiti molti volontari per unirsi alla lotta, non solo per battersi dalla parte sbagliata dopo raggiri, illusioni ed indottrinamenti. Molti giovani europei, italiani compresi, hanno sentito lo stimolo di battersi anch’essi per delle giuste cause: per i diritti, le emancipazioni di quelle genti e per prevenire gli attentati terroristici in Europa. Nella società occidentale odierna, dove vigono il consumismo sfrenato, la comodità, il materialismo e le nuove generazioni sono molli, delicate, può sembrare un paradosso. Nell’800, quando gli italiani erano quasi tutti più poveri, spinti dalla necessità erano costretti a combattere per l’Italia unita al fine di conquistare la libertà e il riscatto sociale che non arrivò subito. (Domani non è detto che delle nuove necessità non si ritorni a pugnare) Invece nel contesto italiano odierno si resta meravigliati dalle scelte di questi coraggiosi; le popolazioni locali mediorientali sono costrette a combattere per la loro stessa esistenza, la maggior parte di noi pensa che, si ci minacciano o ci colpiscono con attentati, basta individuare gli autori e colpirli dal cielo per sradicare altre eventuali azioni eclatanti.



La morte del fiorentino Lorenzo Orsetti, di idee anarchiche e che combatteva a fianco dei curdi, non ha suscitato un clamore generale e c’è stato poco cordoglio, anche perché subito dopo sono accaduti eventi di maggiore rilevanza mediatica; appunto, sempre per rimanere in tema di terrorismo. Ma già il giorno stesso della sua morte i politici e le istituzioni non hanno espresso parole di cordoglio. I suoi familiari erano preparati al peggio e si sono detti orgogliosi del loro congiunto e delle scelte che aveva fatto. Anch’io dal mio piccolo lo ringrazio di aver dato la propria vita anche per noi, per farci vivere un po’ più tranquilli, anche se i pericoli non sono completamente scongiurati. 

domenica 3 marzo 2019

416) IL DELITTO DI AGORA


“IL DELITTO DI AGORA” è L’ULTIMO LIBRO DI ANTONIO PENNACCHI CHE MODIFICA IL VOLUME “UNA NUVOLA ROSSA” DEL 1998, ISPIRATO AL DELITTO DI CORI DEL MARZO 1997.


Lo scorso dicembre è uscito l’ultimo libro di Antonio Pennacchi, il noto scrittore di fama nazionale di Latina, “Il delitto di Agora” (Mondadori), liberamente ispirato al delitto di Cori del 9 marzo 1997, il quale ancora oggi presenta dei misteri rimasti tali. L’autore si era già cimentato in qualcosa di simile nel 1998 con “Una nuvola rossa” (Doninzelli editore); questa volta egli ha modificato e integrato il vecchio libro.

Noto che lo stesso autore si è documentato a fondo, leggendo i verbali del delitto, gli articoli pubblicati allora sui quotidiani; a suo tempo venne nel paese del fattaccio, ascoltando opinioni sulle persone in un modo o nell’altro coinvolte, pettegolezzi di paese, maldicenze, illazioni, voci di popolo, opinioni e ipotesi su chi potesse avere commesso il delitto e i più fantasiosi moventi. Non tutto però rispecchia il vero: infatti alcune parte sono state inventate, o meglio romanzate, e gli squallidi particolari non sono stati tralasciati. Anche se le querele non si rischiano, per uno che non è del luogo è più facile scrivere su argomenti così delicati e tragici rispetto ad uno del posto, il quale sarebbe costretto ad affrontare quotidianamente le ostilità di coloro che non hanno gradito quanto esposto.

In questo romanzo il delitto viene fatto risalire a fine febbraio 1996 ad Agora, un paesaccio dei Monti Lepini vicino Roma (proprio dietro l’angolo), che ha per monumento simbolo il Tempio di Minerva, dal quale si ammira tutta la Pianura Pontina, il Circeo, le Isole Ponziane, la sua principale piazza è Piazza Norbana e nel Ponte di Silla, situato ad Agora Bassa, i giovani fanno l’autostop per recarsi nella parte alta del paese. Agora è nota per essere il paese dei matti: sarebbe il tabacco che anticamente si coltivava dentro casa che avrebbe tarato i cervelli degli agoresi. L’autore descrive anche i cambiamenti radicali che ha subito Agora nel giro di un decennio: da paese contadino, in cui circolavano muli e somari, senza fogne e senza acqua nelle case, dove si faceva la fila nelle fontane pubbliche nel 1960, si passò alle comodità moderne e alla motorizzazione di massa nel 1970 e le antiche strette scalinate in selciato di Agora vecchia vennero spianate e ritoccate con il cemento e l’asfalto per consentire la circolazione dei veicoli a motore, le stalle degli animali divennero rimesse per veicoli a motore. Si diede priorità al progresso piuttosto che alla salvaguardia del tessuto storico urbano. (sembrano quasi delle colpe, perché la maggioranza della popolazione del resto d’Italia non campava di agricoltura e di pastorizia? Gli animali non erano ovunque i mezzi di trasporto? Le comodità tecnologiche e il progresso arrivarono dapprima nelle grandi città, solo qualche anno più tardi giunsero nei piccoli paesi) Nel palazzo del potere di questo centro abitato tutti sono rossi; se uno non lo è non avrà mai i privilegi che hanno coloro che lo sono. I rossi Lepini diffidano della gente di pianura, anche di quei pochi che hanno le loro stesse idee, come lo stesso Pennacchi: il loro peccato originale politico rimane sempre (politicamente le cose sono cambiate dopo il 1997: sia in qualche paese dei monti, sia in qualche città di pianura). I dialoghi nel libro vengono riportati anche in dialetto agorese, ma non è sempre perfetto.

Domenica 25 febbraio 1996 ad Agora Alta, in una casa di Via della Fortuna, due giovani fidanzati Emanuele e Loredana, vengono uccisi con 244 coltellate; a scoprire i cadaveri sono il fratello e il padre di Loredana, maresciallo dei carabinieri in congedo, e Giacinto, amico delle vittime. Il caso sembra risolto con l’arresto di Giacinto, però dopo viene scagionato. L’omicidio col movente passionale omosessuale, condensato da storie di droga, potrebbe essere solo una copertura, infatti dietro questa orribile storia potrebbe celarsi qualcosa di molto più grosso, forse legato al lavoro dell’ex maresciallo dei carabinieri o ai grossi debiti di droga di Emanuele: si va dai ai servizi segreti e si arriva a qualche grossa organizzazione criminale (Banda della Magliana). Alla fine tra i vari indagati ed indiziati viene incriminato Luigi Imperiali di Cisterna, forse discendente di Augusto Imperiali che batté Buffalo Bill in una gara equestre nel 1890. Nei pantaloni di Imperiali sono state trovate delle macchie di sangue compatibili con quelle delle vittime. L’autore tenta di scagionarlo, dicendo che quelle macchie sono troppo piccole per giustificare un delitto con fiumi di sangue e sembra credere alla sua versione secondo cui, nel primo pomeriggio, entrò in casa delle vittime e vide i due ragazzi già morti, andando contro le testimonianze di coloro che videro in vita nella tarda serata del 25 febbraio 1996 le due vittime. Per lui sembra poco probabile che quei testimoni si siano messi d’accordo nel mentire: essi videro le anime dei due ragazzi che facevano l’ultimo giro nei luoghi del loro amore prima di salire in cielo. Nel libro non mancano le teorie sull’omosessualità (secondo l’autore presente un po’ in tutti, soprattutto in coloro che fanno di tutto per dimostrare il contrario), sulla rabbia che quasi sempre uno reprime, non sfogandola contro chi vorrebbe per non rovinarsi, e qualche aneddoto sui colleghi di lavoro di fabbrica di Pennacchi, compresi quelli di Agora quando dicevano di voler “spanzare” qualcuno solo nella loro mente. Ovviamente come in tutti i paesi ci sono i personaggi tipici e le autorità: il sindaco compagno, scrittore e poeta, il parroco sezzese, il maresciallo dei carabinieri, gli avvocati padre e figlio, l’orefice, i baristi del Bar Giovannino di Piazza Norbana, eccetera. Qualche imprecisione è presente: nel febbraio 1996 i telefoni cellulari, acquistati dalle vittime e dagli indagati di questo delitto, erano ancora un lusso per pochi, mentre l’anno dopo, con l’introduzione di quelli con la scheda, divennero economicamente accessibili per molti; la serie televisiva “Noi siamo angeli” non fu trasmessa nel 1996, la sera del 9 marzo 1997 si.

Io invece penso che l’incriminato di questo delitto (sia di quello narrato nel romanzo, sia di quello reale) centra in un modo o nell’altro, se hanno trovato delle prove così schiaccianti sui suoi pantaloni e molti testimoni hanno smentito la sua versione. Certo se egli fosse stato reo confesso non rimarrebbero più dubbi, ma visto che ha sempre negato l’evidenza e, come ha scritto Pennacchi, quelle macchie di sangue sono troppo piccole per poterlo incriminare da solo di un delitto così efferato, gli enigmi rimangono.